martedì 23 aprile 2024

Segnalazioni Collana Milos (Pubme)

Buon pomeriggio, oggi vi propongo ben tre nuove segnalazioni, che saranno al Salone del Libro di Torino



TITOLO: UN DELITTO IN MOSTRA

AUTORE: FABRIZIO OLIVERO

EBOOK 3,99

CARTACEO 16,00

PAGINE 285

USCITA 15 aprile 2024

EDITORE: COLLANA MILOS (PUBME),

GENERE: GIALLO

PUBBLICO DI DESTINAZIONE: adulto.

TEMA TRATTATO: storie familiari, giallo investigativo

LOCATION: TORINO, EXPO ‘61

Trama

Manca soltanto una settimana all’inaugurazione dell’Expo di Italia ’61 e Torino è in fermento per

festeggiare il centenario dell’Unità d’Italia. Sulla sponda del Po, nei pressi dell’area della Fiera, viene

rinvenuto un cadavere e il Maresciallo Risso insieme al Maggiore Ferri aprono un’indagine molto

complessa.

Addosso al cadavere rinvengono un biglietto con una minaccia angosciante: “Sabato sarà festa anche

per me. Combinerò una strage”.

Per risalire all’assassino, Ferri prende una decisione discutibile: blindare il caso tra le mura della

caserma senza renderlo pubblico, con l’obiettivo di non scatenare il panico e lo sgomento tra i turisti

che accorreranno all’evento. Decisione che metterà tutti d’accordo soltanto dal momento in cui il

Maggiore sceglierà, con estrema sofferenza, di sacrificare la sua divisa qualora il caso non venisse

archiviato in modo positivo.

Oltre all’indagine dei Carabinieri, vi sono altre cinque storie parallele immerse nella quotidianità di tutti i giorni: una famiglia, un artista di strada una studentessa appassionata di storia e neo guida turistica, un

Capitano della Marina di origini torinesi e un barista sulla via del fallimento insieme al suo locale.

Ognuno racconta la propria vita, i preparativi in vista dell’inaugurazione dell’Expo a una settimana

dall’apertura ufficiale.

Cinque storie che nell’ultima giornata, quella di sabato 6 maggio, si intrecciano tutte insieme in un finale al cardiopalma.

Sette giorni di tempo e cinque storie parallele nelle quali si nasconde l’ombra dell’assassino.

L'AUTORE

Fabrizio Oliviero nasce a Torino nel 1981, dove attualmente vive e lavora. Esordisce con due libri di

poesie (Poesie della caffettiera - 2013 e Canti dai vigneti - 2014). L'esordio nella narrativa avviene nel

2015 con Prima che si schiudano le margherite. Segue una trilogia ambientata in Francia, Scacco

alla nobiltà (2017), Intrigo nell'Impero Napoleonico; (2018) e Il prezzo della libertà (2020). Nel 2019

prende forma il primo racconto in versi ambientato a Torino,Il filo di Arianna e, sullo stesso stile, il

racconto a tema bullismo Su ali di carta; (2020). Segue Corsa al Potere (2021) vincitore del premio

Città di Ladispoli, e L'ultima sigaretta (2023).

*.* *-* *-*


TITOLO: L’ALBA DEL VESPERO

AUTORE: ALESSANDRO DEL GAUDIO

CARTACEO 17,00

PAGINE 306

USCITA marzo 2024

EDITORE: COLLANA MILOS (PUBME)

GENERE: URBAN FANTASY

PUBBLICO DI DESTINAZIONE: per tutte le età, adatto ai minori di 18 anni.

CONTATTI: delgaudio74@libero. It


Sinossi

Niente è quel che sembra se si parla di Beatriz Cristea. Il suo passato, il suo nome, persino la sua

nazionalità sembrano una mera montatura. Come tutti gli Aseiu - Agenti Segreti di Indagine

Ultraterrena - opera per conto di un’organizzazione, il Vespero, ma persino i suoi compagni di

squadra sembrano non fidarsi completamente di lei e della natura del suo potere.

Beatriz ha come unico alleato Nicodemo Borgonero, a cui è legata da una profonda amicizia. Nico

è uno dei più abili operatori dell’occulto in servizio e per colpa di una missione dall’esito

drammatico è costretto ad abbandonare la sua città e darsi alla fuga, braccato da coloro che fino al

giorno prima considerava fedeli alleati.

I loro destini si intrecceranno in un crescendo di colpi di scena, lungo le strade di un’Europa solo in

parte affine a quella che conosciamo, popolata da creature mitiche, streghe, dei, angeli e metaumani.

Su tutti spicca il Tarocco, il misterioso killer di Aseiu che sta disseminando il continente di vittime e

che qualcuno dovrà fermare, prima che la sua caccia giunga al termine.

Con l’alba del Vespero Alessandro Del Gaudio ci consegna un romanzo fantasy in stile spy-story,

arricchendo il proprio repertorio di nuovi indimenticabili personaggi a cui i lettori non tarderanno

ad affezionarsi.


BIOGRAFIA AUTORE

Alessandro Del Gaudio è nato a Torino nel 1974. Lavora come bibliotecario e collabora a progetti di

cittadinanza attiva nella periferia nord della città.

In venti anni di attività letteraria ha all’attivo oltre una quindicina tra opere di narrativa mainstream e

fantastica, e di saggistica. Numerose sono anche le collaborazioni in antologie nazionali. Nell’ambito


del fantastico ha pubblicato Metallo d’Ombra (Edizioni Il Foglio, 2012), Lacrima d’Ombra (Edizioni Il

Foglio, 2014), Aurora d’Inverno (terza edizione riveduta e ampliata per Edizioni Starlight,

2018), Tenebra Lux (Edizioni Leucotea, 2018), Anello d’Ombra (Edizioni Il Foglio, 2019), Rintocchi di

Clessidra (self publishing 2020), Lo Specchio dell’Anima (Sága Edizioni, 2021), Ismeralda (Delos

Digital, 2022) e Pulsar Quantico (Sága Edizioni, 2022)

Nel 2019, con il suo romanzo Tenebra Lux, si è classificato terzo al prestigioso premio di narrativa

fantasy “Trofeo Cittadella”.

Maggiori informazioni sui suoi romanzi sono disponibili sulla pagina Facebook L’Antro del Vespero. Il

fantasy di Alessandro Del Gaudio.


*-* *-* *-*


TITOLO: JASMINE

AUTORE: ANTONIA I. CUDIL

EBOOK 1,99

CARTACEO 10,00

PAGINE 150

USCITA 20 aprile 2024

EDITORE: COLLANA MILOS (PUBME), COLLEZIONE TASCABILE “LE

PERLE”

GENERE: NARRATIVA FEMMINILE, ROMANTICO

PUBBLICO DI DESTINAZIONE: adulto.

TEMA TRATTATO: difficoltà relazionali, storie familiari, storia d’amore, seconde

opportunità, contemporaneo

LOCATION: VENEZIA

SINOSSI

«Potrete anche vivere vite lontane ma il legame che vi ha tenuti uniti non si spezzerà mai, te l’ho detto

mille volte, ricordi?»

E Jasmine ricordò.

Jasmine è una donna dal cuore intraprendente ma segnato da profonde cicatrici che si ritrova a dover

affrontare un giorno inaspettato a Venezia. Il destino sembra farle da guida, portandola in un viaggio

attraverso calli e canali che mormorano storie del suo passato e sussurrano speranze per il futuro.

Ripercorrendo i luoghi dei ricordi Jasmine potrà finalmente fare chiarezza dentro sé stessa e

abbracciare nuove possibilità e scoperte.

Perché dopo ogni inverno, c'è sempre una splendida primavera che aspetta solo di essere vissuta.

L'AUTRICE

A.I. Cudil pubblica romanzi d’amore dal 2012.

Nel 2014 inizia a pubblicare con Giunti Editore la serie Six Senses, dal 2014 al 2019 escono infatti

“Solo il tuo sapore”, “Solo la tua voce” “Solo la tua carezza”, “Solo il tuo profumo”.

Il primo romanzo della serie Provence, “Aspettavo solo te”, esce in self publishing nel 2017. “Sognavo

solo te” secondo e ultimo romanzo della serie Provence è del 2019 come il paranormal romance “Tattoo

and Spirit”.

Con lo pseudonimo di Antonia Claudia Romani ha pubblicato nel 2018 il romanzo storico “Gallica”.

Nel 2020 pubblica il romanzo office romance “Pretty Devil” e la serie romantic suspence “Pessimi

Soggetti” composta dai romanzi: “Alchimie pericolose”, “Re(l)azioni esplosive”, “Legami inattesi” e dalla novella “Incanti straordinari”.


Nel 2021 escono il romanzo “Fireworks” e la nuova edizione di “La sindrome di Rubens”, pubblicata da Triskell Edizioni. Nel 2022 “Rouge Club” e nel 2023 “La chiave del mio cuore” escono le nuove edizioni dei suoi primi romanzi.

Nel 2024 ritorna alla commedia romantica con Il castello sulla collina” che viene presentato in marzo in anteprima al Festival Romance Italiano di Milano.

Recensione serie "Teresa Battaglia", Ilaria Tuti

 

Autrice: Ilaria Tuti

Titolo: Figlia della cenere

Serie: Teresa Battaglia #4

Prezzo: 12,35 e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Teresa Battaglia:

0,5)La ragazza dagli occhi di carta

1)Fiori sopra l'inferno

2)Ninfa dormiente

3)Luce della notte

4)Figlia della cenere

5)Madre d'ossa

Era cresciuto, Massimo, mentre lei si rifaceva piccola e fragile.

Trama 

«La mia è una storia antica, scritta nelle ossa. Sono antiche le ceneri di cui sono figlia, ceneri da cui, troppe volte, sono rinata. E a tratti è un sollievo sapere che prima o poi la mia mente mi tradirà, che i ricordi sembreranno illusioni, racconti appartenenti a qualcun altro e non a me. È quasi un sollievo sapere che è giunto il momento di darmi una risposta, e darla soprattutto a chi ne ha più bisogno. Perché i miei giorni da commissario stanno per terminare. Eppure, nessun sollievo mi è concesso. Oggi il presente torna a scivolare verso il passato, come un piano inclinato che mi costringe a rotolare dentro un buco nero. Oggi capirò di dovere a me stessa, alla mia squadra, un ultimo atto, un ultimo scontro con la ferocia della verità. Perché oggi ascolterò un assassino, e l’assassino parlerà di me.» Dopo "Fiori sopra l’inferno" e "Ninfa Dormiente", torna il commissario Teresa Battaglia in una storia intrisa di spietatezza e compassione, di crudeltà e lealtà, di menzogna e gentilezza. L’indagine più pericolosa per Teresa, il caso che segna la fine di un’epoca.


Ci sono cose delle persone che amiamo a cui non dovremmo mai avere accesso.
L'essere umano è fatto più di mistero che di materia trasparente
e quella proporzione fa parte della sua natura più intima.

Recensione

Non è stata facile la vita di Teresa Battaglia: il commissario è una donna ferita, e le sue cicatrici sono segni profondi, cacciati dentro, nell’oscurità di un vuoto che le è rimasto, nel ventre e nel cuore.

Le sue sofferenze l’hanno resa più forte, nel tempo, ma l’abisso sa trovare appigli per conquistare terreno. Teresa Battaglia ha fatto dei suoi tormenti una risorsa, la capacità di comprendere le storie altrui, sentirle dentro, accettando la verità più faticosa, che siamo tutti vittime e carnefici, e che dietro ogni mostro si nasconde un dolore.

La mente è il suo terreno di caccia: riesce a ricostruire esistenze, a interpretare le aberrazioni peggiori dando loro un significato, una narrazione, trovandone le radici. È fermamente convinta che anche nel cuore del peggiore Caino resti qualcosa da salvare. Il suo è il potere di chi ascolta.

Teresa è una cacciatrice di anime in caduta libera, precipitate: in Figlia della cenere  scende nell’oscurità del male, nel luogo più profondo e cupo del suo stesso Inferno, per ritrovare la luce. E lo fa come solo lei sa fare, senza misure di sicurezza, senza prudenza, proprio accanto all’uomo che aveva catturato ventisette anni prima, Giacomo Mainardi, quello che conosce tutti i suoi segreti, capace di visioni d’estasi e di orrori.

Per Teresa è giunto il tempo di ricostruire la propria storia: agganciare ricordi, incontrando i vuoti che l’hanno segnata e resa la donna che è oggi, la non madre, la comandante risorta. Mentre la foschia della dimenticanza avanza impietosa, segnando il suo destino, Teresa affronta la bestia più feroce, per salvarla e salvarsi.

“«Tu mi hai sempre capito, per questo sei riuscita a fermarmi.»
Teresa si sentì addolorata per lui. C’era tutta una vita, in quella frase. La sua, quella di Giacomo. Esistenze che si erano incrociate, scontrate, in parte dissolte al contatto l’una con l’altra. In parte, rafforzate”.

Giacomo ha trovato una preda perfetta per i suoi macabri rituali, ha seminato indizi e tessere per un ritratto da ricostruire, un dialogo a distanza con Teresa, un gioco perverso ma inaspettatamente carico di amore, che conduce il commissario all’origine del male e della sua verità. È un’archeologia del dolore che calca solchi antichi, alla ricerca di resti dimenticati, delle vibrazioni che solo chi ha sofferto può riconoscere.

Sono percorsi sotterranei, sconosciuti, che nascondono storie e simbologie: calpestando mosaici antichi, facendo affiorare ombre dalla terra nera, il cammino di Teresa ha la solennità del passato e la forza di una gnosi, di un’esplorazione che ricongiunge all’origine.

“Era scesa dentro la storia di quel ragazzo, era arrivata così in fondo che nel buio poteva sentire il cuore di lui battere. Poteva quasi vederlo, carne e sangue che si agitavano per sopravvivere, per portare laggiù un respiro vitale”.

Le voci di chi le consiglia cautela finiscono inascoltate, perché Teresa sa solo farsi inghiottire dalle indagini e dalle persone, è così che vive e lavora: il corpo che scricchiola, la mente che si offusca, la cicatrice della mancanza che fa male, ma il cuore pulsa sempre forte, e continua ad ascoltare.

“Non farti inghiottire dalla sua storia. Da lui”. Sopraffatta dal peso della vita trascorsa, Teresa sa che solo con il fango sono stati costruiti i cancelli del paradiso, che la sofferenza umana è intrisa di peccato, e che essere vittoriosi sulla morte significa accettarla tutta, Luciferi di un Paradiso Perduto, anime cadute ma non sconfitte, capaci di redenzione.

Dalle spoglie di Aquileia, la sotterranea, la nascosta, Teresa ricompone il suo mosaico di dolore, riempie i suoi vuoti, e intanto accoglie quelli altrui, ristabilisce pienezza. Ci sono le imperfezioni di una famiglia atipica, ma non meno salda, quella che la sua squadra crea attorno a lei, a fare cordone, a riordinare i ricordi, etichettando, preparando tutto per lei, per dopo. Ognuno con le sue mancanze, i suoi sensi di colpa, i suoi segreti.

E poi Massimo: con lui la non madre può scoprire una dimensione nuova, quella che, più di tutte, è capace di salvare. Quello tra Massimo e Teresa è un rapporto protettivo, dove l’accudimento si sta spostando dalla madre al figlio, come si fa crescendo, invertendo i ruoli, ricostruendo equilibri, aggrappati uno all’altra, con commozione e con l’ironia di sempre.

«Non sarà sola, Teresa. Non sarà sola.»
Il corpo di lei fu scosso da un leggero sussulto. Ancora una risata.
«Chiamami commissario, stronzetto.»

Con Figlia della cenere Ilaria Tuti regala a Teresa Battaglia una nuova indagine che è al tempo stesso un’impegnativa storia di redenzione, senza mai perdere quel sentimento ruvido che la tiene profondamente ancorata alla sua terra, alla solidità dell’origine: la si sente in ogni pagina, la si respira, limacciosa e verdeggiante, una terra odorosa e selvaggia macchiata da acacie in fiore, una Natura primitiva, una Madre di inaudita forza e bellezza.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


Il passato di Teresa era una tomba e non doveva essere aperta.

lunedì 22 aprile 2024

7 blog per 1 autore: Silvia Castellano

Buongiorno lettori e amanti delle serie tv! Come avevo preannunciato, da oggi comincia una nuova rubrica in collaborazione con altri 6 blog, di cui uno è quello di Federica, che gestisce Gliocchidellupo

ma in cosa consiste la rubrica, 7 blog per 1 autore?


Riapre una rubrica tanto amata e dedicata agli autori, da un'idea di Federica del Blog Gli Occhi del Lupo. In precedenza chiamata 4 blog per un autore e ora cresciuta in 7 blog per un autore. Ogni settimana ospiteremo un autore con il suo romanzo ed entreremo meglio in ciò che ha scritto. Ringraziamo tutti coloro che si sono affidati a questa iniziativa.
Blog che vi partecipano:
LUNEDÌ - Tutto sul romanzo - IO AMO I LIBRI E LE SERIE TV
MARTEDÌ - Ambientazione - IN COMPAGNIA DI UNA PENNA
MERCOLEDÌ - Cast Dream - TRE GATTE TRA I LIBRI
GIOVEDÌ - Un messaggio da scoprire - BUONA LETTURA
VENERDÌ - Un'immagine che racconta - LIBERA_MENTE
SABATO - Intervista all'autore - READING IS TRUE LOVE
DOMENICA - Intervista al personaggio - GLI OCCHI DEL LUPO 

Tutto sul romanzo
COVER + TRAMA + ESTRATTI


Raccontaci come hai scelto la cover, chi l’ha realizzata e qualche info in più rispetto alla trama scelta.


La cover è stata realizzata dalla Cocktail Edizioni, la casa editrice che ha pubblicato il romanzo, e raffigura i due protagonisti, Kristen e Morgan. Basta uno sguardo per capire quanto questi due siano diversi: lei indossa un tailleur pantalone e i tacchi alti, lui i jeans, una camicia (di flanella, naturalmente) e un cappello da cowboy, lei viene da Los Angeles, lui abita in una cittadina del Wisconsin. Insomma, la ricetta perfetta per un sacco di incomprensioni, no? Insieme a loro c’è un altro “personaggio” della storia: la Jeep di Morgan, con cui Kristen ha un rapporto conflittuale sin da subito. È così gigantesca che la povera ragazza, essendo piuttosto piccolina e soffrendo di vertigini, riesce a salire e a scendere con grande fatica e la soprannomina “Jeep dei giganti”. Inutile dire che sarà oggetto di molti battibecchi tra Kristen e Morgan! Un altro elemento presente sulla copertina è la chitarra, che rappresenta la musica, uno dei temi centrali della storia.




domenica 21 aprile 2024

Recensione serie "Teresa Battaglia", Ilaria Tuti

 


Autrice: Ilaria Tuti

Titolo: Luce della notte

Serie: Teresa Battaglia #3

Prezzo: 4,75 e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Teresa Battaglia:

0,5)La ragazza dagli occhi di carta

1)Fiori sopra l'inferno

2)Ninfa dormiente

3)Luce della notte

4)Figlia della cenere

5)Madre d'ossa

« È solo esperienza, Marini. Tanta esperienza. Alla fine lo senti, resta attaccato alle storie per decenni, l'odore che emette. »

« Che emette chi? »
«Non chi, che cosa. Il male. »

Trama
Chiara ha fatto un sogno. E ha avuto tantissima paura. Canta e conta, si diceva nel sogno, ma il buio non voleva andarsene. Così, Chiara si è affidata alla luce invisibile della notte per muovere i propri passi nel bosco. Ma quello che ha trovato scavando alle radici dell’albero l’ha sconvolta. Perché forse non era davvero un sogno. Forse era una spaventosa realtà. Manca poco a Natale, il giorno in cui Chiara compirà nove anni. Anzi, la notte: perché la bambina non vede la luce del sole da non sa più quanto tempo. Ci vuole un cuore grande per aiutare il suo piccolo cuore a smettere di tremare. È per questo che, a pochi giorni dalla chiusura di un faticosissimo e pericoloso caso e dalla scoperta di qualcosa che dovrà tenere per sé, Teresa Battaglia non esita a mettersi in gioco. Forse perché, nonostante tutto, in lei batte ancora un cuore bambino. Lo stesso che palpita, suo malgrado, nel giovane ispettore Marini, dato che pur tra mille dubbi e perplessità decide di unirsi al commissario Battaglia in quella che sembra un’indagine folle e insensata. Già, perché come si può anche solo pensare di indagare su un sogno? Però Teresa sa, anzi, sente dentro di sé che quella fragile, spaurita e coraggiosissima bambina ha affondato le mani in qualcosa di vero, di autentico… E di terribile.


«Non c'è nulla tra questi alberi, lo sa meglio di me, eppure il bisogno di tornare da quella bambina e dirle che ha ragione è più forte di ogni logica. Sente il bisogno di accontentarla. Sbaglio?».

Recensione

Chiara è una bambina di nove anni affetta da Xeroderma pigmentoso, una malattia che le impedisce di esporsi alla luce. Chiara ha fatto un sogno. Ma si è trattato davvero di un sogno? Da qui parte questa storia: dalla voglia di Teresa Battaglia di credere fortemente alle parole di Chiara.
Accanto a lei, sin dall'inizio, il fido Marini.
Un racconto che, in sostanza, ci narra la tratta di essere umani, le difficoltà nell'attraversare i confini tra la Slovenia e l'Italia, negli anni Novanta; quelle persone in fuga, disperate, disposte a tutto pur di fuggire dalla loro terra straziata.

Questo è il tema conduttore di questa storia. Un tema che, purtroppo, viene liquidato in fretta, velocemente, in modo superficiale, con un finale all'acqua di rose che sa di buonismo, ma che appare tutto fuorché verosimile.
A questo si aggiungano una ventina di pagine di digressione, uno "sviare" lo sguardo del lettore che non trova alcuna giustificazione nell'economia della trama, se non un voler allungare un brodo già di per sé abbastanza insapore.
Così come ingiustificabili sono le visite di Teresa ad Andreas (vedasi primo romanzo per capire di chi si tratti); o, almeno, lo sono, anche in questo caso, nel conto della storia. Forse sono un toccasana per l'anima di Teresa, ma questo non ci è dato saperlo.

Quindi in sostanza, Luce della notte NON E' il terzo romanzo della serie, ma va collocato tra Fiori sopra l'inferno e Ninfa dormiente; lo sapevo prima di ascoltarlo? Assolutamente no!
Mi è piaciuto ciò che ho letto? No.
Mi è mancato ciò a cui la Tuti mi ha abituata: una trama paragonabile a un cielo stellato, a una preziosa stoffa intessuta di ricami elaborati.
Ho ritrovato, a tratti, la scrittura delicata e coinvolgente di Ilaria, ma, allo stesso tempo, mi è parso che fosse proprio lei la grande assente di questo racconto.

Un errore ci può stare, ma la casa editrice avrebbe dovuto avvisare di questa cosa; a questo punto, aspetto il ritorno di Teresa Battaglia e Massimo Marini, sperando, stavolta, di ritrovarli lì dove li avevo salutati in Ninfa dormiente.

La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3



Quel che non viene portato alla luce del sole rimane nascosto, è invisibile, impalpabile come i sogni della bambina, ma non meno concreto: «sono qui perché se c'è qualcosa che non può ingannare è la paura».

sabato 20 aprile 2024

Recensione serie "Teresa Battaglia", Ilaria Tuti


Autrice: Ilaria Tuti

Titolo: Ninfa dormiente

Serie: Teresa Battaglia #2

Prezzo: 13,30  e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Teresa Battaglia:

0,5)La ragazza dagli occhi di carta

1)Fiori sopra l'inferno

2)Ninfa dormiente

3)Luce della notte

4)Figlia della cenere

5)Madre d'ossa


La luna era di sangue, quella notte. Era sorta da dietro la cima del Canin in un alone purpureo ed evanescente. Un cattivo presagio, secondo la moglie del taglialegna. Non era stato l’unico. Qualche giorno prima, una capra aveva partorito un cucciolo nero come la pece e con un solo occhio, che aveva morso la madre prima ancora di imparare a respirare. Il taglialegna aveva fatto benedire la stalla e riservato al cucciolo più cure che agli altri animali, perché la saggezza popolare lo consigliava: accendi una candela per Dio e due per il Diavolo, si diceva. Il male bisognava temerlo, ma all’occorrenza anche ingraziarselo.

Trama

Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.


Il tempo vale, fugge, cela.Il tempo nasconde sempre qualcosa.Un segreto, un ricordo, una promessa mai mantenuta, il dolore. Si stende sui pensieri e sui sentimenti, languido li ricopre della bruma amabile dell’oblio, mentre li divora senza nemmeno che il loro padrone se ne accorga.Il tempo cela, anche i delitti.Sepolta sotto anni, decenni, di vita brulicante, la morte appare meno mostruosa, non fa paura. Scolora, si spoglia di emozione e viene infine dimenticata, e con essa le sue vittime.

Recensione

“Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia”. Durante l'audiolettura mi pareva quasi di averla al fianco, una come Teresa Battaglia non si dimentica, fidatevi di me.

Ilaria Tuti è cresciuta come autrice e si nota di capitolo in capitolo, merito probabilmente di una solidissima base fatta di ricerche e testimonianze dirette, che costituisce le fondamenta della trama di “Ninfa dormiente“. Una trama che parte da un quadro, da un mistero antico che affonda le radici in una guerra che continua a lasciarci increduli, fino ad arrivare al cuore del Male, quello con la M maiuscola, mosso da ragioni ancestrali.

Una trama che si arricchisce capitolo dopo capitolo e che si intreccia alle vicende personali di Teresa Battaglia e di Massimo Marini.

La parte più difficile, nel raccontarvi di un romanzo stupendo, dove tutto si incastra alla perfezione e ogni cosa finisce per prendere il suo posto, è il non poter parlare praticamente di niente. Cancelli e riscrivi per paura di farti scappare un dettaglio che potrebbe rovinare la lettura del libro, anche se sai che è impossibile dato che “Ninfa dormiente” è davvero stupendo…

Il talento di Ilaria Tuti sta nel prendere un evento, un fatto, e descriverlo con parole talmente forti da dubitare che qualcun altro lo abbia fatto prima di lei. Ci sono parecchi punti che mi hanno fatta crollare: tutti i confronti tra Teresa e Massimo sono, in “Ninfa dormiente“, di una forza emotiva incredibile.

Mi è sembrato di essere lì mentre si scambiavano l’ennesimo sguardo di intesa o qualche battuta al vetriolo; mi sono quasi sentita inopportuna mentre si aprivano, raccontandosi come non avevano mai fatto nemmeno con se stessi; mi sono commossa quando le loro fragilità stavano per farli crollare e si sono salvati un attimo primo del buio.

Il loro rapporto cresce, si modifica, serve a tratti ad alleggerire la tensione, ma anche a regalare al lettore pagine molto intense. Sono loro che riescono sempre a mettersi sulle tracce del Male, con caparbietà e arroganza; sono loro i peggiori giudici delle proprie azioni, i peggiori consiglieri. Sono loro che non avrebbero dubbi in caso di “scelta”, sono lo specchio dell’altro, in un continuo gioco di rimandi e di completamento. Mi sono piaciuti tutti i loro discorsi, ma questo è quello che mi è rimasto impresso:

Massimo le porse una caramella. Teresa la accettò guardandolo stupita, mentre lui scartava la sua.
“Fanculo il controllo” le disse.
“Fanculo il controllo”.

Ovviamente tra loro due qualche passo in avanti viene fatto, ma c’è ancora dell’altro che non è stato del tutto chiarito, o quantomeno, discusso. Entrambi in “Ninfa dormiente” devono fare i conti con il proprio passato per affrontare il futuro, ma è Teresa ad avere il presente più difficile. Un presente che le mangia i ricordi, le toglie le parole di bocca e le lascia continui dubbi. Gli stessi che vengono al lettore nelle ultimissime pagine del libro, che allo stesso tempo rappresentano un appiglio per il prossimo romanzo, che sto già ascoltando.

Il talento narrativo di Ilaria Tuti in questo suo secondo romanzo si declina anche nelle descrizioni delle ambientazioni, così vivide da risultare vibranti. C’è sempre un particolare su cui l’autrice attarda il suo sguardo, per poi riempirlo di senso e caricarlo di suggestioni. È impossibile non lasciarsi coinvolgere o non sentirsi avvolti. Anche in “Ninfa dormiente” il bosco assume tutta la simbologia di cui è piena la letteratura, mescolando nascita e morte, luce e buio, in un gioco che non è più di opposti, ma di rimandi, e per questo “circolare”.

Ultimo appunto per un nuovo personaggio, Blanca. Promossa a pieni voti, sono certa che anche lei ha una storia da raccontare (compare troppo poco), ma non voglio metterle fretta. Ormai è entrata in famiglia, Teresa Battaglia sarà lì per lei quando ne avrà bisogno.

E noi con lei. Chi se la può perdere la sua prossima indagine?


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3

«I poliziotti devono fare irruzione in una casa per arrestare un criminale’» lesse. «’L’unica informazione di cui dispongono è il suo nome: Adamo. Quando entrano, trovano un meccanico, un pompiere, un medico e un idraulico che giocano a carte. Arrestano senza esitazione il meccanico. Perché?’»Marini la guardò come se fosse pazza. «Se voleva spaventarmi, ci è riuscita» disse.Teresa doveva concentrarsi sul rebus per richiudere il buco nero nella sua testa che sembrava volerla consegnare all’oblio assieme ai ricordi. Calma il respiro. Diventa più metodica. Vinci il vuoto. Artigliò il braccio di Marini. «Ahia!»
«Perché?» lo incoraggiò, ed era come spronare se stessa. «Perché vanno subito da lui?»
Marini alzò gli occhi al cielo. «Non lo so! Avranno avuto qualche altro indizio.»
«Nessun indizio. Nessuna informazione che non ti abbia dato.»
Lui sbuffò. «Aveva una X stampata sulla fronte?» ironizzò. Teresa mollò la presa, fece qualche passo. Rifletté, poi, con un sorriso di sollievo, lo guardò. «Sì, aveva proprio una X stampata in faccia. Precisamente, XY.»
«Sta vaneggiando, se ne rende conto?»
Teresa scoppiò a ridere.

venerdì 19 aprile 2024

Recensione serie "Teresa Battaglia", Ilaria Tuti

 

Autrice: Ilaria Tuti

Titolo: Fiori sopra l'inferno

Serie: Teresa Battaglia #1

Prezzo: 16,05  e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Teresa Battaglia:

0,5)La ragazza dagli occhi di carta

1)Fiori sopra l'inferno

2)Ninfa dormiente

3)Luce della notte

4)Figlia della cenere

5)Madre d'ossa

"Teresa fissò il crocifisso che gli pendeva al collo.
Evitò di dirgli che gli assassini erano figli del suo Dio tanto quanto i santi, e venivano alla luce ovunque, anche a Traveni"


Trama

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.
Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.
Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.»

Questo non è soltanto l’esordio di una scrittrice di grandissimo talento.
Non è soltanto un thriller dal ritmo implacabile e dall’ambientazione suggestiva.
Questo è il debutto di una protagonista indimenticabile per la sua straordinaria umanità, il suo spirito indomito, la sua rabbia e la sua tenerezza.


La paura, spesso,fa la differenza tra vivere e morire. Salva.


Recensione

Poco fuori Travenì, sul limitare della foresta millenaria sovrastata da cime innevate e pareti rocciose a strapiombo, viene ritrovato il cadavere di un uomo, completamente nudo e privato degli occhi, gli organi di senso che hanno il compito di scoprire il mondo, osservarlo e misurarlo. Con i suoi vestiti è stato realizzato uno spaventapasseri che, a qualche metro di distanza, si gode la scena del ritrovamento. Uno spettacolo macabro e raccapricciante con cui dovrà fare i conti il sessantenne commissario Teresa Battaglia, una ferocia che non è destinata a fermarsi ma che si ripercuoterà in tutta la sua brutalità anche sulle vittime che seguiranno. Non un normale caso di omicidio, ma frutto della psicosi di un assassino, un killer che non lascia tracce, che sa come muoversi in quel posto reso candido dalla copiosa quantità di neve che ricopre ogni cosa come un vello.

Ho iniziato a leggere questa saga, DOPO aver visto la serie tv (recensione QUI). 
La Tuti ci regala una storia interessante, ben scritta e strutturata, incalzante il giusto con un ritmo e uno stile narrativo scandito da pause che comunque non invalidano in alcun modo la lettura in generale: il lettore ha bisogno di quelle interruzioni per metabolizzare e riflettere sui vari tasselli che vengono disseminati, durante il corso della narrazione, con sapiente maestria.
La scia di omicidi e sparizioni si dipana nel presente ma affonda le proprie radici nel passato, un passato che viene introdotto grazie a capitoli che, a partire dal 1978, ci raccontano di una Scuola, sospesa tra le vette aguzze e le acque di un lago, una costruzione sbagliata, fuori luogo, carica di segreti, ammantata di mistero, frutto del capriccio di una nobiltà non disposta ad accettare i limiti. Un luogo che richiede devozione, devozione che presuppone ed implica una qualche rinuncia.



Eppure, accanto alla ferocia e alla brutalità, la Tuti è in grado di raccontare con estrema delicatezza le emozioni umane e per farlo si serve di un commissario, una donna, Teresa Battaglia.
Con un cognome che calza a pennello con il personaggio e che lascia intendere anzitempo al lettore di che pasta sia fatta, Teresa appare, ad una prima occhiata, burbera ma fortemente empatica, razionale e al contempo istintiva. Attenta osservatrice e sicuramente avvezza al clima che circonda lei e la sua squadra, ha sviluppato la capacità di riuscire, con pochi dettagli, a fare un quadro completo ed abbastanza preciso e veritiero circa l'assassino, le sue abitudini e il suo vissuto. Tuttavia il caso che dovrà affrontare risulterà ben più complesso e articolato perché la porterà a combattere battaglie personali con il proprio presente ma, soprattutto, con il proprio passato, conducendola laddove non si era mai spinta, a superare i limiti fisici e psichici.

Sul suo personaggio l'autrice ha compiuto un lavoro eccellente facendola emergere rispetto agli stereotipi che caratterizzano figure femminili del suo calibro e rendendola interessante agli occhi del lettore. Ne risulta una personalità complessa, volitiva. Custode di un segreto, Teresa, ormai sessantenne, è scesa a patti con la solitudine, coinquilina discreta che ha imparato ad assorbire, giorno per giorno, a piccole dosi, proprio come si fa con i veleni, in modo da rendere la propria anima invulnerabile ai suoi attacchi. Aiutata dal tempo a liberarsi della tristezza, compagna silente per gran parte della sua vita, Teresa ha imparato a gestire il dolore, un fardello necessario da trascinarsi dietro per non rinunciare ai ricordi. Eppure, costretta a diventare la guardiana di se stessa, con l'avanzare dell'età che non perdona, si ritroverà a fare i conti con il suo incubo peggiore: dipendere da qualcun altro perché incapace di provvedere a se stessa e agli scherzi della memoria. Ed è a questo punto che emergeranno la sua forza e la sua determinazione, la voglia irrefrenabile, nonostante tutto, di lanciare il proprio corpo alla ricerca di tracce, di usare ogni energia rimasta per portare a termine il proprio lavoro.
Ad ostacolarla una comunità chiusa e bigotta, poco collaborativa e che tende a proteggere il gruppo e il suo equilibrio in quanto tale piuttosto che il singolo individuo.



Scrivere un buon thriller non è semplice ma, al suo esordio, la Tuti dimostra di avere tutte le carte in regola per centrare il bersaglio: una grande padronanza della materia ed una maturità stilistica che le permettono di mantenere alta l'attenzione del lettore e di far trasparire quel senso di umanità che caratterizza il romanzo nella sua interezza. Umanità che si riflette anche nella visione e nella comprensione del male e di quel killer che, da carnefice, si trasforma in vittima. Complici di tutto ciò una protagonista impareggiabile, ed una cornice paesaggistica descritta in maniera talmente attenta e dettagliata da far sentire il lettore completamente coinvolto e avvolto da un'atmosfera cupa in cui è la natura a farla da padrona. Tutte queste caratteristiche rendono il romanzo estremamente godibile, una lettura davvero interessante per gli amanti del genere e proprio per questo motivo estremamente consigliata!


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


C'era qualcosa di iniquo tuffarsi nella quotidianità, quando il corpo straziato di un'altro essere umano veniva chiuso tra pareti d'acciaio dentro un obitorio.
la gente muore ogni giorno, ricordò a se stessa Teresa.
Era vita sotto altra forma. Esserne testimone, però, era scomodo. Significa godere dei propri respiri quando qualcun'altro piangeva chi aveva cessato di esalarli.
Ineluttabile e crudele: umano.



giovedì 18 aprile 2024

Recensione serie "Teresa Battaglia", Ilaria Tuti

 


Autrice: Ilaria Tuti

Titolo: La ragazza dagli occhi di carta

Serie: Teresa Battaglia #0,5

Prezzo: e-book 0,00

Link d'acquisto: QUI


Serie Teresa Battaglia:

0,5)La ragazza dagli occhi di carta

1)Fiori sopra l'inferno

2)Ninfa dormiente

3)Luce della notte

4)Figlia della cenere

5)Madre d'ossa


Nascondi gli occhi di una persona, sostituiscili con qualcosa di inanimato, e ottieni un pupazzo.”

Trama

Un uomo vaga sul ciglio di una strada in montagna, i suoi abiti sono sporchi di sangue, nel suo zaino viene trovata una mano mozzata con un anello e la foto di un volto di ragazza con due ellissi di carta sugli occhi. Teresa Battaglia, commissario di polizia a Udine, si butta anima e corpo sul caso. Ma sono troppe le cose che non quadrano: un uomo in stato confusionale da cui non riescono a sapere nulla e lo spettro della pazzia in un caso di omicidio. E se, invece, la ragazza non fosse ancora morta e ci fosse tempo per salvarla? Ma il tempo, a Teresa, divorata dal diabete e da una malattia che le rosicchia giorno dopo giorno frammenti sempre più ampi di memoria, è l’unica cosa che manca.

A volte è difficile riconoscere il male quando è troppo vicino”

Recensione

Buongiorno; oggi vi recensisco il racconto "La ragazza dagli occhi di carta", che fa parte della serie "Teresa Battaglia" di Ilaria Tuti.

L’apertura del racconto, La ragazza dagli occhi di carta, è eccellente e permette subito di agganciare il lettore e trascinarlo in una storia piena di suspence e colpi di scena.

Scopriamo un uomo che vaga sul ciglio di una strada di montagna, quasi sfiorato dalle auto in circolazione. Le forze dell’ordine vengono allertate per il pericolo di collisione, ma quando arrivano sul posto, si rendono conto che gli abiti dello sconosciuto sono sporchi di sangue. Ancora più agghiacciante è il ritrovamento che fanno nel suo zaino: una mano mozzata, con al dito un anello, e una foto che ritrae il viso di una ragazza, con due ellissi di carta sugli occhi.

Ecco che tra le montagne al confine tra Italia, Austria e Slovenia, Teresa Battaglia si lancia a capofitto in una corsa contro il tempo per identificare la vittima, sperando che sia ancora viva, e forse riuscire a salvarla. Al suo fianco, Massimo Marini, il suo nuovo collega, che il commissario guarda con una certa malcelata diffidenza.

L’indagine è l’occasione per analizzare i tratti salienti della protagonista, come la sua forza di volontà, la caparbia e l’intelligenza. Ma anche le tante debolezze, sia genetiche, come il diabete o la malattia degenerativa che le sta poco alla volta cancellando la memoria, che caratteriali, come l’indulgenza verso uno stile di vita poco sano o l’incapacità di prendersi cura di se stessa. A questo, si aggiunge un passato doloroso di donna che è stata vittima di violenze da parte del proprio compagno.

La trama, ben architettata e con un colpo di scena finale, unita alla scrittura suadente della Tuti, fanno di questo racconto un piccolo capolavoro, perfetto per un pomeriggio invernale sotto la coperta.

La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3