sabato 31 ottobre 2026

Recensione serie "I Bastardi di Pizzofalcone", Maurizio De Giovanni


Autore: Maurizio De Giovanni

Titolo: Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone

Serie: I Bastardi di Pizzofalcone #11

Prezzo: 13,30  e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI

Serie I Bastardi di Pizzofalcone:

1)Il metodo del coccodrillo

2)I Bastardi di Pizzofalcone

3)Buio per i Bastardi di Pizzofalcone

4)Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone

5)Cuccioli per I Bastardi di Pizzofalcone

6)Pane per I Bastardi di Pizzofalcone

7)Souvenir per I Bastardi di Pizzofalcone

8)Vuoto per I Bastardi di Pizzofalcone

9)Nozze per I Bastardi di Pizzofalcone

10)Fiori per I Bastardi di Pizzofalcone

11)Angeli per I Bastardi di Pizzofalcone

12)Pioggia per I Bastardi di Pizzofalcone

13)Figli per i Bastardi di Pizzofalcone



Trama 

Aveva mani magiche, Nando Iaccarino, capaci di mettere a punto qualsiasi motore. Fuori della sua officina, pulita e ordinata piú di una stanza d'ospedale, facevano la fila gli appassionati di auto e moto d'epoca, perché quello che gli altri avrebbero buttato, lui lo riparava, sempre. Sapeva prendersi cura delle cose, Iaccarino. Ora lo hanno ucciso, e tocca ai Bastardi di Pizzofalcone scoprire chi è stato. Anche se ciascuno di loro sta vivendo un momento difficile, anche se ognuno ha le sue angosce, i suoi dolori, i suoi segreti. Anche se i grandi capi della questura, che proprio non li sopportano, sperano ancora di vederli cadere. Come succede perfino agli angeli.

Luigi Palma, detto Gigi: vicequestore.
Angelo capo.

Giorgio Pisanelli, detto il Presidente: sostituto commissario.
Angelo custode.

Elsa Martini, detta la Rossa: vicecommissaria.
Faccia d'angelo.

Giuseppe Lojacono, detto il Cinese: ispettore.
Angelo in bilico.

Francesco Romano, detto Hulk: assistente capo.
Angelo vendicatore.

Ottavia Calabrese, detta Mammina: vicesovrintendente.
Angelo del focolare.

Alessandra Di Nardo, detta Alex: agente assistente.
Il sesso degli angeli.

Marco Aragona, vorrebbe essere detto Serpico: agente scelto.
Angelo dalla faccia sporca.



Recensione


Angeli. Angeli che aiutano, angeli che proteggono. Angeli che assistono, angeli che perdonano. Angeli che vendicano, annuncia la presentazione del libro.
E parte con un attacco a tema, ambientato a settembre, in un giorno tra i primi di quelli di ritorno tra i banchi di scuola nel costoso ed esclusivo istituto  privato di matrice cattolica, con l’ora di mezza mattina destinata al  catechismo e governata da Suor Giovanna. L’argomento del giorno sono gli Angeli e vedrà  Suor Giovanna, impelagata in un lungo contradditorio sull’argomento con Arturo, sette anni. Impegnata  a spiegare a un ragazzino, intelligente ma tignoso, che non si possono né vedere né toccare. Ma dopo essersi spesa invano e a lungo –  prima in un’interpretazione fumettistica alla Batman  poi in una  più scientifica: più o meno come dei virus – , alle convinte e pignolesche ulteriori  contestazioni dello scolaro, suor Giovanna taglierà la testa al toro dichiarando: gli angeli non si vedono ma hanno mille modi per manifestarsi, anche attraverso le persone  e  si può sollecitare il loro aiuto magari con una preghierina…
Epperò  quando in fondo all’aula Giovanni, seduto nell’ultimo banco con Marida, chiede alla sua vicina se lei crede  a questa faccenda della preghierina, lei non può  rispondergli perché le ha parlato dall’orecchio sbagliato. Da quello che non sente… E cosa potrebbe accadere se un angelo, o meglio un’infermiera, amica di Pisanelli e Aragona, non fosse in grado di intervenire e  far risentire proprio quell’orecchio? 
Anche Palma, il vice questore  dei Bastardi di Pizzofalcone, pensa ancora agli angeli come a una bella sensazione, positiva, a una perfetta armonia che può regalare felicità. Ricorda ancora  le lezioni di catechismo sentite da bambino, e oggi invece quella stessa  sensazione  gliela regala Ottavia che lo fa sentire sereno, migliore. Ora è lei  il suo Angelo. Bella come un angelo.
Ma mentre la guarda, il telefono suona. Risponde: è la rossa vicecommissaria Martini, con lei c’è il cinese, Lojacono. Sono in una  piccola ma curatissima e  perfetta  officina a Pizzofalcone.  Dove un cliente di passaggio, che ha notato la saracinesca aperta a metà e la luce ancora accesa,  è entrato e ha trovato il cadavere di Nando Iaccarino. Iaccarino non era solo un meccanico ma  molto di più, addirittura anche lui  un angelo secondo i suoi più affezionati clienti, come quello che l’ha trovato, primario di chirurgia toracica da giorni pazientemente in fila in attesa  che lui trovasse il tempo per la sua moto da collezione, una Harley Tour  Glide dell’81. Nando Iaccarino  l’uomo che aveva quasi taumaturgiche capacità di riparare ogni motore, viveva là in un piccolo appartamento sopra l’officina…
Nel negozio non c’è segno di lotta, evidentemente il meccanico conosceva il suo assassino e non aveva paura di lui. Il medico legale riferirà al sostituto procuratore,  Laura Piras, arrivata anche lei sulla scena  del delitto,  che l’assassino ha sfondato l’occipite di Jaccarino, affibbiandogli due colpi sulla nuca con un pesante oggetto contundente.  Nel terzo cassetto del banco  ci sono ancora alcune banconote ma anche la ricevuta di un prelievo in banca di 30.000 Euro. Quelli sono scomparsi, volatilizzati. 
Dagli immediati ma successivi approfondimenti si saprà che Iaccarino era noto come una persona specchiata. Un uomo che, prima di aprire la sua piccola attività, aveva sempre lavorato come autista e meccanico per gli Alagna, una famiglia di famosi e ricchissimi grandi industriali. La sua unica figlia, Julia Jaccarino, una manager di alto livello, oltre a essersi recentemente  fidanzata con Roberto Alagna divorziato, vive e lavora per le sue società internazionali a Milano.
Cosa c’è dietro quell’omicidio? Potrebbe forse trattarsi di una rapina occasionale? Oppure bisogna pensare alla longa manu della mafia? Ma perché? O c’entra l’usura? Questo sembra strano perché Nando Jaccarino aveva una figlia senza problemi economici.  E  di sicuro aveva fama di essere una bravissima persona che faceva solo bene il suo lavoro  e nel quartiere tutti chiedono  che venga  ritrovato il suo assassino.
Sarà un non facile compito per i Bastardi di Pizzofalcone scoprire chi è stato. Anche se alcuni di loro stanno vivendo momenti difficili, densi di preoccupazioni, dolori e  segreti. Anche se alcuni dei grandi capi, vedasi le alte sfere in questura,  avendo mal digerito i successi della squadra, se potessero metterli in difficoltà lo farebbero  volentieri. Insomma farebbero carte false per  farli cadere.  Come, dice la Bibbia, è successo anche agli angeli.
La saga continua e, come in un romanzo a puntate, fatti e pensieri corali dei tanti personaggi ricominciano a scorrere davanti a noi .
Non sbaglia Palma a chiedere di nuovo l’aiuto  di Pisanelli, non più in servizio, oggi un pensionato nulla facente che spende il suo tempo passeggiando ma  non rinuncia al suo fiuto da  poliziotto. Lui che in particolare è l’unico che è nato nel quartiere, ci vive e conosce tutti. La sua politica  e il suo  sapersi muovere saranno utili. Il suo buon cuore  gli fa sopportare le guasconate di Aragona, ormai convivente a gratis in pianta stabile a casa sua. Forse Pisanelli è un angelo ma in realtà la solitudine e i cattivi pensieri sono una brutta bestia e lui sotto, sotto ha finito con affezionarsi a quell’insopportabile discolo maleducato che scalpita sempre ma poi se ci si mette sa usare la testa.
Scorgiamo ancora dubbi, insicurezza e incertezze nella vita della rossa vice commissario Elsa Martini, ma anche se non l’ha capito per fortuna ha sua figlia, un vero angelo da comprare. 
Laura Piras invece, l’angelo che ha appoggiato e si è spesa fino in fondo per Pizzofalcone ora è incerta e inquieta. E forse è stanca di un rapporto fatto di troppi sotterfugi con Lojacono. Insomma  intravede la possibilità di nuovi orizzonti, di dare un altro indirizzo alla sua vita.  Cosa farà lui? Come potrà reagire? Ora però  con i rischiosi problemi di Marinella, sua figlia,  deve soprattutto  pensare a lei. Continuiamo a seguire passo, passo la difficile scelta di  Francesco Romano che vuole la piccola Giulia. Ma potrà  una bambina essere abbastanza  per uccidere un amore e ricostruire un matrimonio? La lunga convalescenza di Rosaria costringerà lei e Alex a  intraprendere una vera svolta nella loro vita. Funzionera? Sembrerebbe.
E assistiamo all’accettazione di Buffardi, il magistrato tutto d’un pezzo, forgiato da un passato duro e amaro, di qualcosa di molto importante, che non vuole più tenere al di fuori dalla sua vita.
Ancora una volta con Angeli per i Bastardi Pizzofalcone, Maurizio de Giovanni  ha scelto di sfumare il caso giallo e l’indagine poliziesca, per privilegiare la vita e  le storie private  dei suoi protagonisti. Sta funzionando? Si direbbe di sì, e l grande successo delle sue fiction televisive impostate sulle stesse regole  è là a dimostrarlo.



La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3

venerdì 30 ottobre 2026

Recensione trilogia "Il libro della polvere", Philip Pullman


Autore: Philip Pullman

Titolo: Il campo delle rose

Trilogia: Il Libro della Polvere #3

Prezzo: 13,20   e-book 11,99

Link d'acquisto: QUI


Trilogia "Il Libro della Polvere:

1)La Belle Sauvage

2)Il Regno Segreto

3)Il Campo delle Rose 


Alla fine del libro precedente, IL REGNO SEGRETO, Lyra raggiunge

la città deserta, al-Khan al-Azraq, in cerca del suo daimon, Pan.

Sotto la luna, si avvia da sola tra le rovine.

Aveva cambiato strada per evitare un blocco di marmo scintillante che

un tempo era stato un tempio. Si trovò alla fine di un colonnato, che

proiettava lunghe ombre nere sulla pietra bianchissima del sentiero.

E lì, seduta su un muretto crollato, c’era una ragazza, una ragazza di

circa sedici anni, che sembrava di origine nordafricana e indossava

vestiti stracciati. Non era un fantasma; proiettava un’ombra, come

Lyra stessa, e, come lei, non aveva daimon. Si alzò in piedi non appena

la vide arrivare. Al chiaro di luna sembrava tesa e terribilmente

spaventata.

«Lei è la signorina Linguargentina» disse.

«Sì» rispose Lyra, sbigottita. «E tu chi sei?»

«Nur Huda el-Wahabi. Venga, presto. La stavamo aspettando».

«Chi? Cosa…? Non intenderai mica…?»

Ma Nur Huda la prese per mano e la trascinò in avanti, e insieme si

affrettarono lungo il colonnato, verso il cuore delle rovine.

E ora inizia la parte finale.


Trama

Alla fine del Regno Segreto, la ventenne Lyra era sola tra le rovine di una città deserta, dopo aver perduto il suo daimon Pan, fuggito per ritrovare la sua immaginazione. Ma la ricerca non è che all’inizio: l’attende un viaggio per l’Asia Centrale in compagnia della guida e interprete Abdel Ionides, uomo dalle mille risorse e suo autodesignato ‘mago personale’. Malcolm Polstead, Accademico di Oxford e membro dell’agenzia segreta Oakley Street, la cerca per proteggerla come ha già fatto in passato. Ma sulle sue tracce ci sono anche figure minacciose: il capo del Magisterium, Marcel Delamare, il più brillante interprete dell’aletiometro, Olivier Bonneville, e nuove eminenze oscure, legate alle aziende private che dilagano lungo la Via della Seta. Le tappe si susseguono: Aleppo, Baku, Tashbulak… Sembra che tutti, per un motivo o per l’altro, stiano correndo verso Oriente, inseguendosi a vicenda attraverso regioni impervie, funestate da mostruosi uccelli cannibali e paludi erranti. Tutte le strade convergono nel cuore del Karamakan, dov’è custodito il segreto delle rose.
Nel tassello finale del
Libro della Polvere, a trent’anni dall’inizio di tutto, Pullman riannoda i fili di un’epopea formidabile, tessendo insieme streghe e angeli, maghi avidi e nobili grifoni. Con una prosa lirica, densa e immaginifica, in grado di affrontare le maggiori questioni filosofiche così come le più comuni vicende dell’esperienza umana, l’avventura di Lyra giunge a una conclusione imponente, che stuzzica il pensiero senza mai rinunciare, grazie a una fantasia impareggiabile, all’intrattenimento. Mentre le dinamiche di potere mutano attorno a lei, e il male assume volti più subdoli e sfuggenti, Lyra dovrà riabbracciare un lato di sé a lungo trascurato, imparando da capo a guardare il mondo con la meraviglia e la curiosità di quando era bambina. Solo allora, infatti, potrà fronteggiare i cambiamenti che la minacciano e tornare la Lyra Linguargentina di un tempo, l’onestissima e ingenua bugiarda che abbiamo conosciuto e amato in Queste oscure materie.


Mille cose la distraevano. L’odore dell’uomo addormentato: non
solo sporcizia e vestiti non lavati, ma qualcosa di peggio, forse
cancrena. Vide che, oltre all’occhio mancante, aveva una gamba ferita;
con ogni probabilità sarebbe morto presto. Un suono proveniente dalle
profondità sotterranee, un lieve brontolio come di rocce che si
sfregano l’una contro l’altra. L’immobilità dell’aria, la vicinanza e
l’umidità di quel sotterraneo.
Un pensiero la colpì come una freccia.
L’aletiometro…
Il metallo dell’ago…
I minatori gallesi incontrati sul traghetto durante la traversata sul
Mare del Nord l’avevano notato subito. E anche Will, tanto tempo
prima. Era dello stesso colore, dello stesso materiale, della lama
sottile.

Recensione

Non posso credere di essere giunta anche alla fine di questa trilogia, però è così, con "Il campo delle rose" questa avventura si conclude, o dovrei dire che il cerchio della storia di Lyra si conclude.

La prosa di Pullman è piuttosto leggera e chiara - sembra sempre avere uno scopo, mentre si colloca su quella linea tra pratico e lirico. Pratico, perché a volte quello che sta facendo è semplicemente esporre i fatti; lirico, perché ha un buon orecchio interiore, presta attenzione al ritmo del linguaggio e usa alcuni abbellimenti stilistici in modo contenuto.

La narrazione di Pullman sembra sempre radicata e realistica, anche quando descrive gli elementi più stravaganti del suo mondo. Leggendo Pullman, non puoi fare a meno di pensare: "Beh, certo che le streghe hanno amanti mortali e possono vivere per 400 anni, non potrebbe avere più senso!" Inserisce abbastanza del fantastico e dell'inusuale da farti sempre sentire che qualcosa di strano potrebbe accadere successivamente.

La storia riprende da dove il secondo libro era finito e continua verso una destinazione conosciuta. Sento che lascia cadere alcune rivelazioni piuttosto importanti nell'ultimo 10% del libro, non lasciando abbastanza tempo per esplorare adeguatamente le loro conseguenze. Ho la sensazione che potrebbe esserci un altro libro dopo questo, ma allora QUEL libro sarebbe dovuto essere QUESTO libro - con quelle rivelazioni poste molto prima nella storia.

Riguardo alcuni degli elementi "problematici" introdotti nei primi due libri, non posso dire che Pullman li abbia risolti; tuttavia, almeno ha evitato di farli peggiorare. Se consideri questo libro da solo, ignorando completamente gli eventi dei primi due libri, i cosiddetti elementi problematici sono molto meno fastidiosi o semplicemente non presenti.

La costruzione del mondo è un po' diversa da His Dark Materials. HDM è più apertamente "steam punk" con eleganti congegni di ottone e terminologia pseudo-scientifica uscita direttamente dai romanzi di Jules Verne. Quegli elementi sono un po' semplificati e compressi nella Book of Dust, e c'è più tecnologia che è semplicemente quella che abbiamo nel mondo reale.

Invece, quello che abbiamo è un viaggio in un altro continente, in regioni con nomi che sono o gli stessi o una variazione dei nomi di luoghi nel mondo reale. Lingue come francese, russo, persiano, greco, ecc. esistono nel mondo di Lyra (per lo più gli stessi) come nel nostro, di nuovo, con piccole variazioni. In generale, ho trovato questo divertente e interessante sebbene fossi marginalmente a disagio con l'"altrificazione" di altre culture.

Pullman ha delle idee - c'è sicuramente un "messaggio" nel suo libro. Non è chiaro per me se fosse necessario un'intera trilogia per trasmetterlo. La lunghezza del libro (in copertina rigida) era di circa 650 pagine. Si legge piuttosto rapidamente, comunque, dato che la prosa di Pullman è abbastanza facile da affrontare. Non l'ho mai trovata noiosa, anzi, al massimo, la trovo "interessante" piuttosto che straordinaria.

Consiglierei questo libro? È probabile che, se hai già letto cinque o più libri di Pullman, già sai se la sua scrittura fa per te. Se non hai mai letto nulla e vuoi provare, inizia con La bussola d'oro e procedi da lì.




La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3




Ci fu un frullio di ali più piccole, e la prima creatura atterrò sulla
sponda vicina. Con un immenso sforzo Pan si trascinò fuori dal fiume
e si sdraiò, ansimante, sull’erba.
Il chiaro di luna gli rivelò una cosa che non aveva mai visto prima.
La creatura aveva ali, ma non era un uccello; aveva anche quattro
zampe artigliate, come una leonessa, ma non era una leonessa. Aveva
le dimensioni di una grossa gatta domestica; la testa d’aquila, il petto e
le ali erano ricoperti di piume, il resto di pelliccia; e come Pan, era
ferita. Aveva un lungo squarcio aperto su un fianco, e sanguinava.
«Ti devo la vita» bisbigliò.
Inglese? Parlava inglese?
«Torna in acqua» disse Pan appena vide la sua ferita. «Subito. Devi
pulirla il prima possibile, quella».
«Anche tu, allora» ribatté lei. «Ma tu sei a casa in acqua, e io no.
Dovrai aiutarmi».

giovedì 29 ottobre 2026

The Other Bennet Sister - orgoglio e riscatto - serie tv (recensione)

Buongiorno; oggi vi parlo di una serie tv che sto recuperando su Sky



Titolo: The Other Bennet Sister - Orgoglio e Riscatto

Paese: Regno Unito, Stati Uniti d'America

Anno: 2026 - in produzione

Genere: drammatico, in costume, sentimentale

Stagioni: 1

Episodi: 10

Durata: 30 min (episodio)

Lingua originale: inglese



Informazioni

The Other Bennet Sister - Orgoglio e riscatto (The Other Bennet Sister) è una serie televisiva anglo-statuniitense ideata da Sarah Quintrell. Basata sul romanzo La sorella dimenticata del 2020 di Janice Hadlow, prosecuzione di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, vede come protagonista Ella Bruccoleri e ha debuttato il 15 marzo 2026 su BBC ONE.

Trama

La serie segue Mary nel suo percorso di emancipazione dalle sorelle, alla ricerca di identità e scopo, vivendo un'epica storia d'amore. Dopo la morte del padre, Mary lascia la dimora familiare di Longbourn e si trasferisce presso le sorelle a Londra, finché non si stabilisce dai Gardiner nel Lake District, che la aiutano ad accettarsi e a trovare fiducia. Pur attirando l'interesse del signor Hayward e del signor Ryder, Mary continua a cercare la felicità alle sue condizioni, nonostante le pressioni della madre affinché si sposi.


Recensione

La serie è basata sul romanzo "La sorella dimenticata";  I retelling sono di per sé operazioni già molto complesse e delicate: si prende un grande classico o un'opera molto amata e se ne stravolge la prospettiva, sperando di raccontare un punto di vista diverso e di far luce su aspetti appena accennati che avevano comunque stuzzicato la curiosità dei lettori o degli spettatori. È esattamente questo il caso di The Other Bennet Sister, storia nata originariamente su carta dalla penna di Janice Hadlow, che riprende le atmosfere e i personaggi del capolavoro immortale di Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, spostando però i riflettori da Lizzie e Jane alla sorella da sempre messa in secondo piano, la più goffa e meno appariscente: Mary Bennet.



La vicenda di Mary diventa così quella di una giovane donna che deve prima di tutto imparare a conoscere se stessa e i propri desideri per poi scegliere la strada più adatta alle sue inclinazioni, a prescindere dalle convenzioni sociali e da quelle rigide regole dell'epoca che imponevano alle giovani il matrimonio come unica fonte di felicità e gratificazione.

Mary viene da sempre considerata la meno affascinante delle sorelle Bennet: è studiosa, assennata, incredibilmente seria e trova enormi difficoltà a integrarsi in una società che premia in una donna soprattutto l'apparenza e la capacità di trovare un buon marito. Dopo la scomparsa del padre e i matrimoni delle sue quattro sorelle, per Mary non sembra esserci altra strada però se non quella di diventare istitutrice in casa dello zio materno, almeno se vuole evitare di rimanere a vivere con una madre capricciosa e costantemente giudicante.

La ragazza decide così di partire per Londra, una città viva e stimolante che le dimostrerà quanto il contesto e le scelte personali possano influire sulla percezione che gli altri hanno di noi. Nella metropoli, Mary scopre lati del tutto inediti del proprio carattere, amplia i suoi interessi e inizia a nutrire sentimenti per Mr. Hayward, un brillante e giovane avvocato amico di suo zio.



Dopo i primi due episodi, che costituiscono un vero e proprio retelling degli eventi di Orgoglio e pregiudizio, The Other Bennet Sister decolla finalmente a partire dal terzo episodio. Nonostante l'inizio mantenga motivi di interesse nell'indagare sotto una luce diversa dinamiche già note, è ciò che accade dopo il matrimonio delle altre sorelle Bennet a risultare decisamente più avvincente, mettendo al centro la figura di Mary. Pur senza allontanarsi da uno stile narrativo che richiama gli elementi tipici dell'universo austeniano e dei racconti di epoca regency, la sceneggiatura mette in scena i dubbi e le incertezze di una giovane donna che non sa ancora bene cosa chiedere alla vita.

Dopo aver inseguito senza successo e con risultati mortificanti il sogno altrui del matrimonio, Mary comprende gradualmente che, non potendo adattarsi alla vita di qualcun altro, deve trovare un percorso che le appartenga davvero. In questo contesto, la caratterizzazione sua e di chi la circonda si fa più moderna, meno stereotipata e più autentica, offrendo una varietà di caratteri e interessi che contribuiscono ad aprire la mente della protagonista, aiutandola a liberarsi dalla stretta mentalità di provincia che l'aveva fino a quel momento penalizzata. A valorizzare la bontà della scrittura intervengono poi le interpretazioni di un ottimo cast, tra cui brillano Ella Bruccoleri nei panni di Mary e Dónal Finn  nel ruolo di Mr. Hayward.



Immancabile, per conferire alla serie il suo immancabile tono da romanzo d'epoca, è la componente romantica: un elemento centrale ma felicemente mai preponderante. Al centro del racconto rimane infatti la maturazione di Mary, con i suoi errori e i suoi successi personali, a dimostrazione di come, per poter vivere una relazione consapevole con un'altra persona, sia necessario prima di tutto imparare ad amare se stessi.

Un lavoro davvero notevole è stato svolto sulle scelte cromatiche e sui costumi: le tappe del percorso della protagonista si riflettono coerentemente nei colori dei suoi abiti e negli ambienti che la circondano, creando una forte sinergia tra narrazione e impianto visivo. La regia, affidata ad Asim Abbasi e Jennifer Sheridan, trae ispirazione dai period drama più classici per ricreare uno stile rigoroso e caratteristico, privo di virtuosismi superflui ma del tutto funzionale alle esigenze del racconto. The Other Bennet Sister si rivela così una serie estremamente interessante che, proprio come la sua protagonista, impiega un po' di tempo ad ingranare, ma che una volta trovata la propria strada dimostra quanto, in un mondo che ci vorrebbe tutti conformi a standard irraggiungibili, uscire dai binari predeterminati non sia soltanto auspicabile, ma assolutamente necessario.



The Other Bennet Sister è un racconto di formazione elegante e profondo che, superati i primi episodi di assestamento, trasforma la figura di Mary Bennet da spalla trascurata a protagonista di un forte percorso di emancipazione. Sostenuta dall'eccellente prova recitativa di Ella Bruccoleri e da una attenta cura per costumi e palette cromatiche, la serie fonde con equilibrio la misura del period drama classico con una sensibilità moderna. Il risultato è un’opera coinvolgente che celebra la ricerca della propria identità e l'amore di sé ben prima delle convenzioni sociali o romantiche.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3



mercoledì 28 ottobre 2026

WWW... Wednesday #327

Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!

 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Su audible sto ascoltando il penultimo libro dei Bastardi di Pizzofalcone


Ieri  ho iniziato questo, il cui primo volume avevo recensito nel 2023 (QUI, se l'avete perso); vi farò sapere


Morgana l'ho stoppata, per la richiesta di recensione dell'ultimo volume della trilogia "Westbrook Kings"; vi farò sapere

 2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione in anteprima QUI


Recensione QUI

Domani andrà online la recensione di una serie tv


Recensione online venerdì


Recensione online sabato


Recensione online domenica


3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?





Questi saranno le prossime letture



Questo è il www 327 e voi cosa state leggendo? Cos'avete letto? Cosa leggerete?