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venerdì 30 ottobre 2026

Recensione trilogia "Il libro della polvere", Philip Pullman


Autore: Philip Pullman

Titolo: Il campo delle rose

Trilogia: Il Libro della Polvere #3

Prezzo: 13,20   e-book 11,99

Link d'acquisto: QUI


Trilogia "Il Libro della Polvere:

1)La Belle Sauvage

2)Il Regno Segreto

3)Il Campo delle Rose 


Alla fine del libro precedente, IL REGNO SEGRETO, Lyra raggiunge

la città deserta, al-Khan al-Azraq, in cerca del suo daimon, Pan.

Sotto la luna, si avvia da sola tra le rovine.

Aveva cambiato strada per evitare un blocco di marmo scintillante che

un tempo era stato un tempio. Si trovò alla fine di un colonnato, che

proiettava lunghe ombre nere sulla pietra bianchissima del sentiero.

E lì, seduta su un muretto crollato, c’era una ragazza, una ragazza di

circa sedici anni, che sembrava di origine nordafricana e indossava

vestiti stracciati. Non era un fantasma; proiettava un’ombra, come

Lyra stessa, e, come lei, non aveva daimon. Si alzò in piedi non appena

la vide arrivare. Al chiaro di luna sembrava tesa e terribilmente

spaventata.

«Lei è la signorina Linguargentina» disse.

«Sì» rispose Lyra, sbigottita. «E tu chi sei?»

«Nur Huda el-Wahabi. Venga, presto. La stavamo aspettando».

«Chi? Cosa…? Non intenderai mica…?»

Ma Nur Huda la prese per mano e la trascinò in avanti, e insieme si

affrettarono lungo il colonnato, verso il cuore delle rovine.

E ora inizia la parte finale.


Trama

Alla fine del Regno Segreto, la ventenne Lyra era sola tra le rovine di una città deserta, dopo aver perduto il suo daimon Pan, fuggito per ritrovare la sua immaginazione. Ma la ricerca non è che all’inizio: l’attende un viaggio per l’Asia Centrale in compagnia della guida e interprete Abdel Ionides, uomo dalle mille risorse e suo autodesignato ‘mago personale’. Malcolm Polstead, Accademico di Oxford e membro dell’agenzia segreta Oakley Street, la cerca per proteggerla come ha già fatto in passato. Ma sulle sue tracce ci sono anche figure minacciose: il capo del Magisterium, Marcel Delamare, il più brillante interprete dell’aletiometro, Olivier Bonneville, e nuove eminenze oscure, legate alle aziende private che dilagano lungo la Via della Seta. Le tappe si susseguono: Aleppo, Baku, Tashbulak… Sembra che tutti, per un motivo o per l’altro, stiano correndo verso Oriente, inseguendosi a vicenda attraverso regioni impervie, funestate da mostruosi uccelli cannibali e paludi erranti. Tutte le strade convergono nel cuore del Karamakan, dov’è custodito il segreto delle rose.
Nel tassello finale del
Libro della Polvere, a trent’anni dall’inizio di tutto, Pullman riannoda i fili di un’epopea formidabile, tessendo insieme streghe e angeli, maghi avidi e nobili grifoni. Con una prosa lirica, densa e immaginifica, in grado di affrontare le maggiori questioni filosofiche così come le più comuni vicende dell’esperienza umana, l’avventura di Lyra giunge a una conclusione imponente, che stuzzica il pensiero senza mai rinunciare, grazie a una fantasia impareggiabile, all’intrattenimento. Mentre le dinamiche di potere mutano attorno a lei, e il male assume volti più subdoli e sfuggenti, Lyra dovrà riabbracciare un lato di sé a lungo trascurato, imparando da capo a guardare il mondo con la meraviglia e la curiosità di quando era bambina. Solo allora, infatti, potrà fronteggiare i cambiamenti che la minacciano e tornare la Lyra Linguargentina di un tempo, l’onestissima e ingenua bugiarda che abbiamo conosciuto e amato in Queste oscure materie.


Mille cose la distraevano. L’odore dell’uomo addormentato: non
solo sporcizia e vestiti non lavati, ma qualcosa di peggio, forse
cancrena. Vide che, oltre all’occhio mancante, aveva una gamba ferita;
con ogni probabilità sarebbe morto presto. Un suono proveniente dalle
profondità sotterranee, un lieve brontolio come di rocce che si
sfregano l’una contro l’altra. L’immobilità dell’aria, la vicinanza e
l’umidità di quel sotterraneo.
Un pensiero la colpì come una freccia.
L’aletiometro…
Il metallo dell’ago…
I minatori gallesi incontrati sul traghetto durante la traversata sul
Mare del Nord l’avevano notato subito. E anche Will, tanto tempo
prima. Era dello stesso colore, dello stesso materiale, della lama
sottile.

Recensione

Non posso credere di essere giunta anche alla fine di questa trilogia, però è così, con "Il campo delle rose" questa avventura si conclude, o dovrei dire che il cerchio della storia di Lyra si conclude.

La prosa di Pullman è piuttosto leggera e chiara - sembra sempre avere uno scopo, mentre si colloca su quella linea tra pratico e lirico. Pratico, perché a volte quello che sta facendo è semplicemente esporre i fatti; lirico, perché ha un buon orecchio interiore, presta attenzione al ritmo del linguaggio e usa alcuni abbellimenti stilistici in modo contenuto.

La narrazione di Pullman sembra sempre radicata e realistica, anche quando descrive gli elementi più stravaganti del suo mondo. Leggendo Pullman, non puoi fare a meno di pensare: "Beh, certo che le streghe hanno amanti mortali e possono vivere per 400 anni, non potrebbe avere più senso!" Inserisce abbastanza del fantastico e dell'inusuale da farti sempre sentire che qualcosa di strano potrebbe accadere successivamente.

La storia riprende da dove il secondo libro era finito e continua verso una destinazione conosciuta. Sento che lascia cadere alcune rivelazioni piuttosto importanti nell'ultimo 10% del libro, non lasciando abbastanza tempo per esplorare adeguatamente le loro conseguenze. Ho la sensazione che potrebbe esserci un altro libro dopo questo, ma allora QUEL libro sarebbe dovuto essere QUESTO libro - con quelle rivelazioni poste molto prima nella storia.

Riguardo alcuni degli elementi "problematici" introdotti nei primi due libri, non posso dire che Pullman li abbia risolti; tuttavia, almeno ha evitato di farli peggiorare. Se consideri questo libro da solo, ignorando completamente gli eventi dei primi due libri, i cosiddetti elementi problematici sono molto meno fastidiosi o semplicemente non presenti.

La costruzione del mondo è un po' diversa da His Dark Materials. HDM è più apertamente "steam punk" con eleganti congegni di ottone e terminologia pseudo-scientifica uscita direttamente dai romanzi di Jules Verne. Quegli elementi sono un po' semplificati e compressi nella Book of Dust, e c'è più tecnologia che è semplicemente quella che abbiamo nel mondo reale.

Invece, quello che abbiamo è un viaggio in un altro continente, in regioni con nomi che sono o gli stessi o una variazione dei nomi di luoghi nel mondo reale. Lingue come francese, russo, persiano, greco, ecc. esistono nel mondo di Lyra (per lo più gli stessi) come nel nostro, di nuovo, con piccole variazioni. In generale, ho trovato questo divertente e interessante sebbene fossi marginalmente a disagio con l'"altrificazione" di altre culture.

Pullman ha delle idee - c'è sicuramente un "messaggio" nel suo libro. Non è chiaro per me se fosse necessario un'intera trilogia per trasmetterlo. La lunghezza del libro (in copertina rigida) era di circa 650 pagine. Si legge piuttosto rapidamente, comunque, dato che la prosa di Pullman è abbastanza facile da affrontare. Non l'ho mai trovata noiosa, anzi, al massimo, la trovo "interessante" piuttosto che straordinaria.

Consiglierei questo libro? È probabile che, se hai già letto cinque o più libri di Pullman, già sai se la sua scrittura fa per te. Se non hai mai letto nulla e vuoi provare, inizia con La bussola d'oro e procedi da lì.




La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3




Ci fu un frullio di ali più piccole, e la prima creatura atterrò sulla
sponda vicina. Con un immenso sforzo Pan si trascinò fuori dal fiume
e si sdraiò, ansimante, sull’erba.
Il chiaro di luna gli rivelò una cosa che non aveva mai visto prima.
La creatura aveva ali, ma non era un uccello; aveva anche quattro
zampe artigliate, come una leonessa, ma non era una leonessa. Aveva
le dimensioni di una grossa gatta domestica; la testa d’aquila, il petto e
le ali erano ricoperti di piume, il resto di pelliccia; e come Pan, era
ferita. Aveva un lungo squarcio aperto su un fianco, e sanguinava.
«Ti devo la vita» bisbigliò.
Inglese? Parlava inglese?
«Torna in acqua» disse Pan appena vide la sua ferita. «Subito. Devi
pulirla il prima possibile, quella».
«Anche tu, allora» ribatté lei. «Ma tu sei a casa in acqua, e io no.
Dovrai aiutarmi».

giovedì 29 ottobre 2026

The Other Bennet Sister - orgoglio e riscatto - serie tv (recensione)

Buongiorno; oggi vi parlo di una serie tv che sto recuperando su Sky



Titolo: The Other Bennet Sister - Orgoglio e Riscatto

Paese: Regno Unito, Stati Uniti d'America

Anno: 2026 - in produzione

Genere: drammatico, in costume, sentimentale

Stagioni: 1

Episodi: 10

Durata: 30 min (episodio)

Lingua originale: inglese



Informazioni

The Other Bennet Sister - Orgoglio e riscatto (The Other Bennet Sister) è una serie televisiva anglo-statuniitense ideata da Sarah Quintrell. Basata sul romanzo La sorella dimenticata del 2020 di Janice Hadlow, prosecuzione di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, vede come protagonista Ella Bruccoleri e ha debuttato il 15 marzo 2026 su BBC ONE.

Trama

La serie segue Mary nel suo percorso di emancipazione dalle sorelle, alla ricerca di identità e scopo, vivendo un'epica storia d'amore. Dopo la morte del padre, Mary lascia la dimora familiare di Longbourn e si trasferisce presso le sorelle a Londra, finché non si stabilisce dai Gardiner nel Lake District, che la aiutano ad accettarsi e a trovare fiducia. Pur attirando l'interesse del signor Hayward e del signor Ryder, Mary continua a cercare la felicità alle sue condizioni, nonostante le pressioni della madre affinché si sposi.


Recensione

La serie è basata sul romanzo "La sorella dimenticata";  I retelling sono di per sé operazioni già molto complesse e delicate: si prende un grande classico o un'opera molto amata e se ne stravolge la prospettiva, sperando di raccontare un punto di vista diverso e di far luce su aspetti appena accennati che avevano comunque stuzzicato la curiosità dei lettori o degli spettatori. È esattamente questo il caso di The Other Bennet Sister, storia nata originariamente su carta dalla penna di Janice Hadlow, che riprende le atmosfere e i personaggi del capolavoro immortale di Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, spostando però i riflettori da Lizzie e Jane alla sorella da sempre messa in secondo piano, la più goffa e meno appariscente: Mary Bennet.



La vicenda di Mary diventa così quella di una giovane donna che deve prima di tutto imparare a conoscere se stessa e i propri desideri per poi scegliere la strada più adatta alle sue inclinazioni, a prescindere dalle convenzioni sociali e da quelle rigide regole dell'epoca che imponevano alle giovani il matrimonio come unica fonte di felicità e gratificazione.

Mary viene da sempre considerata la meno affascinante delle sorelle Bennet: è studiosa, assennata, incredibilmente seria e trova enormi difficoltà a integrarsi in una società che premia in una donna soprattutto l'apparenza e la capacità di trovare un buon marito. Dopo la scomparsa del padre e i matrimoni delle sue quattro sorelle, per Mary non sembra esserci altra strada però se non quella di diventare istitutrice in casa dello zio materno, almeno se vuole evitare di rimanere a vivere con una madre capricciosa e costantemente giudicante.

La ragazza decide così di partire per Londra, una città viva e stimolante che le dimostrerà quanto il contesto e le scelte personali possano influire sulla percezione che gli altri hanno di noi. Nella metropoli, Mary scopre lati del tutto inediti del proprio carattere, amplia i suoi interessi e inizia a nutrire sentimenti per Mr. Hayward, un brillante e giovane avvocato amico di suo zio.



Dopo i primi due episodi, che costituiscono un vero e proprio retelling degli eventi di Orgoglio e pregiudizio, The Other Bennet Sister decolla finalmente a partire dal terzo episodio. Nonostante l'inizio mantenga motivi di interesse nell'indagare sotto una luce diversa dinamiche già note, è ciò che accade dopo il matrimonio delle altre sorelle Bennet a risultare decisamente più avvincente, mettendo al centro la figura di Mary. Pur senza allontanarsi da uno stile narrativo che richiama gli elementi tipici dell'universo austeniano e dei racconti di epoca regency, la sceneggiatura mette in scena i dubbi e le incertezze di una giovane donna che non sa ancora bene cosa chiedere alla vita.

Dopo aver inseguito senza successo e con risultati mortificanti il sogno altrui del matrimonio, Mary comprende gradualmente che, non potendo adattarsi alla vita di qualcun altro, deve trovare un percorso che le appartenga davvero. In questo contesto, la caratterizzazione sua e di chi la circonda si fa più moderna, meno stereotipata e più autentica, offrendo una varietà di caratteri e interessi che contribuiscono ad aprire la mente della protagonista, aiutandola a liberarsi dalla stretta mentalità di provincia che l'aveva fino a quel momento penalizzata. A valorizzare la bontà della scrittura intervengono poi le interpretazioni di un ottimo cast, tra cui brillano Ella Bruccoleri nei panni di Mary e Dónal Finn  nel ruolo di Mr. Hayward.



Immancabile, per conferire alla serie il suo immancabile tono da romanzo d'epoca, è la componente romantica: un elemento centrale ma felicemente mai preponderante. Al centro del racconto rimane infatti la maturazione di Mary, con i suoi errori e i suoi successi personali, a dimostrazione di come, per poter vivere una relazione consapevole con un'altra persona, sia necessario prima di tutto imparare ad amare se stessi.

Un lavoro davvero notevole è stato svolto sulle scelte cromatiche e sui costumi: le tappe del percorso della protagonista si riflettono coerentemente nei colori dei suoi abiti e negli ambienti che la circondano, creando una forte sinergia tra narrazione e impianto visivo. La regia, affidata ad Asim Abbasi e Jennifer Sheridan, trae ispirazione dai period drama più classici per ricreare uno stile rigoroso e caratteristico, privo di virtuosismi superflui ma del tutto funzionale alle esigenze del racconto. The Other Bennet Sister si rivela così una serie estremamente interessante che, proprio come la sua protagonista, impiega un po' di tempo ad ingranare, ma che una volta trovata la propria strada dimostra quanto, in un mondo che ci vorrebbe tutti conformi a standard irraggiungibili, uscire dai binari predeterminati non sia soltanto auspicabile, ma assolutamente necessario.



The Other Bennet Sister è un racconto di formazione elegante e profondo che, superati i primi episodi di assestamento, trasforma la figura di Mary Bennet da spalla trascurata a protagonista di un forte percorso di emancipazione. Sostenuta dall'eccellente prova recitativa di Ella Bruccoleri e da una attenta cura per costumi e palette cromatiche, la serie fonde con equilibrio la misura del period drama classico con una sensibilità moderna. Il risultato è un’opera coinvolgente che celebra la ricerca della propria identità e l'amore di sé ben prima delle convenzioni sociali o romantiche.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3



domenica 25 ottobre 2026

Recensione "Spezzato", Penelope White


Titolo: Spezzato
Collana: BDSM Love – Volume 6
(spin-off della Dilogia Possession – autoconclusivo – stand-alone)
Genere: Romance, BDSM
Autore: Penelope White
Editore: Self publishing
Formato: Ebook e Cartaceo (GRATIS su KU)
Pagine: 452
Prezzo eBook: 2.99 euro
Prezzo cartaceo: da definire
Data pubblicazione: 21 ottobre 2026

Link d'acquisto: QUI

5)Spezzato

"Mi dispiace per la perdita. Eri molto legato a Michael."
A quel nome, una forza s'impossessa delle mie gambe. Lo fronteggio. Il mento che si solleva per incrociare il suo sguardo.
"Cioè, tu non hai mosso il culo per anni, lasciando che un altro uomo si prendesse tua moglie. E oggi ti presenti tutto felice e contento per le condoglianze?"


Sinossi
Sono passati quattro anni dalla morte di Michael.
Il Dirty respira ancora. Ma senza voce.
Noel Moretti lo tiene in piedi per abitudine. Per colpa. Per quello che resta.
Poi arriva Ania Venturi. Fotografa freelance, abituata a osservare senza essere vista, a cogliere ciò
che gli altri ignorano: crepe, dettagli fuori posto.
E vede anche lui.
Tra loro è immediato.
E sbagliato.
Perché ci sono ferite che non si vedono. E altre che tornano a galla proprio quando qualcuno si
avvicina troppo.
Così, mentre il passato torna a reclamare spazio nelle loro vite, Noel e Ania dovranno capire se
l’amore può davvero rimettere insieme ciò che il dolore ha distrutto… o se certe persone sono destinate a restare spezzate per sempre.


"Cavolo, stavi per fare un volo".
Voce femminile.
Vicina, calda. Poi un profumo di zucchero filato mi si arrampica con prepotenza su per le narici.
Provo a raddrizzarmi, ma il mondo si inclina di nuovo. La testa pulsa. Il gradino sembra più lontano di prima.
"Lasciami." Non so se lo dico o lo penso.
Sento un braccio dietro la schiena, un altro prendermi il polso.
"Ma quanti siete?" E mi viene da ridere.
"Sono una! E tu sei ubriaco e puzzi da morire!"
"Tu profumi, invece", mi sento rispondere. "Di buono."
"Smettila di parlare e  cammina."




Recensione

Eccomi qua a recensire il nuovo romanzo della collana BDSM di Penelope White, con protagonista Noel, mentre la protagonista femminile si chiama Ania e fa la fotografa.
Noel l'abbiamo incontrato come personaggio secondario, nella dilogia "Possession", ma soprattutto in "Legati", in quanto fratello minore di Liam, che è il protagonista, appunto, di Legati, insieme  ad Ambra; qui, invece, in Spezzato, è il protagonista assoluto, pur avendo al fianco gli altri: Alessandro, Sebastian e soprattutto, il fratello Liam, con cui però, non parla da 3 anni.. Noel ha i suoi tempi, per certe cose, c'è poco da fare.
Protagonista femminile, sta volta, è Ania, una fotografa free-lance, abituata a vedere ciò che gli altri vogliono nascondere, e a immortalarlo per sempre in uno scatto della sua macchina fotografica; quando inizia questa storia, sono passati 4 anni dalla morte di Michael, che, come gli altri, ha un libro tutto suo, e Noel è convinto di non meritare il "Dirty Rose", ma nonostante questo, lo mantiene, sapendo che Michael avrebbe voluto restasse aperto.
Quando però, Ania, entra di nascosto al "Dirty Rose" e scatta fotografie al locale e una a Noel, non particolarmente in forma, le cose precipitano, perché quelle foto finiscono online e, il proprietario, ovvero Noel, non la prende benissimo; convinto di andare a fare una denuncia per diffamazione, Noel, non sa, che alla fine, deciderà di far fare un altro reportage alla stessa ragazza che l'ha soccorso, ma lo capisce dopo un po'; quanto ad Ania, anche lei ci metterà il suo tempo a capire che il ragazzo della foto scattata a tradimento, è il proprietario del locale in cui si era intrufolata.
Come in ogni storia di Penelope White, anche qui, ci vorrà un po' perché i due protagonisti si avvicinino, e quando lo faranno, gli amici di Noel non crederanno a ciò che vedranno; lui, come previsto, a un certo punto cercherà di allontanare Ania, raccontandole la verità; apparentemente sembra esserci riuscito, ma Ania lo ricambia con la sua verità e questo li avvicinerà ancora più di prima.
Se avete amato le storie correlate a questa serie, questa non sarà da meno, fidatevi; Noel e Ania vi entreranno dentro, come hanno fatto i loro predecessori.


La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3



"Non era mia intenzione creare problemi"
Lui allarga le braccia.
"E invece eccoci qui."
Un cenno del mento verso la macchina fotografica.
"Ti è chiaro che quelle..." Fa un gesto rapido verso la sala. "... sono foto per cui non hai chiesto nessun permesso?"
Il calore mi sale da dietro il collo e pizzica la nuca.
"Lei ha ragione, ma ecco..."
"Tu passi di qui, in piena notte, e pensi bene di metterti a fotografare casa mia come fosse un fottuto museo?"
"Se mi lascia spiegare, io..."
"Spiegare cosa?" Mi interrompe senza alzare la voce. "Che ti sei confusa e hai scambiato il mio locale per una mostra fotografica?"
Stringo la tracolla della macchina con più forza.
"Le spiego: c'era questo annuncio e io avrei voluto chiedere, ma..."
"Un annuncio?", domanda sbigottito. "Cristo, questi fanno i bandi manco fosse un concorso pubblico."
Si passa una mano sulla bocca, scuotendo la testa. "Cosa c'era scritto, sentiamo?" Il tono canzonatorio. "Cercasi fotografo audace disposto a intrufolarsi nel misterioso Dirty Rose?"


sabato 24 ottobre 2026

Recensione "Il viaggio di Taiyo", Cristiano Pedrini


Autore: Cristiano Pedrini
Titolo: Il viaggio di Taiyo

Genere: Romanzo Lgbt

Formato cartaceo 14x21 – 255 pagine

Formato ebook: epub/mobi e pdf

Prezzo ebook: €3,49

Prezzo Cartaceo: da definire

Link d'acquisto: QUI


Un passato che non ricorda.

Un amore che teme di non meritare.

Un viaggio che può cambiare tutto.


Taiyo camminava a vuoto. Lo faceva da tempo, il suo girovagare senza meta sembrava non avere fine. I suoi occhi stanchi gli mostravano qualcosa che sembrava immutabile, gli alberi che aveva attorno a sé apparivano identici e il silenzio nel quale era immerso, interrotto dal verso di qualche animale, sembrava indicargli di continuare a proseguire. Era stato proprio quello a indurlo ad allontanarsi dal luogo dell’incidente, cercando qualcuno che potesse aiutarlo, senza immaginare che forse la soluzione più sensata sarebbe stata quella di rimanere lì, ad aspettare i soccorsi.


Trama

Taiyo Shimazaki è sopravvissuto a un incidente che gli ha portato via tutto. Genitori. Infanzia. Ricordi.

Per cinque giorni è rimasto solo in un bosco. Vivo, ma senza sapere come.

Da allora convive con un vuoto che non riesce a colmare... e con la certezza di non meritare niente,

meno che mai qualcuno fino al suo incontro con Seiya Yokoya. Talento puro. Futuro già scritto. Il

ragazzo che non dovrebbe nemmeno guardarlo... e invece lo sceglie.

Tra loro scatta qualcosa di impossibile da ignorare.

Troppo vero e troppo rischioso. Perché Taiyo è convinto di essere un errore nella vita degli altri e

quando l’amore diventa reale, fa l’unica cosa che gli riesce davvero bene: scappare.

Ma Seiya non è disposto a perderlo e quando decide di restare, anche a costo di bruciare tutto il resto, le

regole cambiano e il passato di Taiyo emerge, pronto a mostrargli la verità che credeva di aver rinunciato a scoprire, spingendolo in viaggio che forse non ha ritorno.

Taiyo dovrà affrontare l’unica verità che ha sempre evitato: non si può amare qualcuno senza accettare

di essere amati.


«Volevo che tutti lo sapessero direttamente da me, così in qualche modo avrei troncato ogni stupida diceria» confessò il ragazzo volgendo lo sguardo verso Taiyo. «Puoi perdonarmi per averti messo in imbarazzo?»


Recensione

Oggi vi recensisco il nuovo romanzo di Cristiano Pedrini con protagonisti Taiyo e Seiya; Taiyo è cresciuto nella foresta, dopo un brutto incidente che gli ha portato via tutto e gli ha lasciato un vuoto impossibile da colmare, o almeno così sembra; Seiya invece ha il futuro scritto nel destino; talento nel nuoto, una famiglia, insomma, in pratica ha tutto quello che a Taiyo manca.

Ma quando si incontrano, i due fanno di tutto per riuscire a stare insieme, anche quando, come capita in tutte le storie di Cristiano, si mette in mezzo qualcuno che ha da ridire sulla loro relazione, perché Taiyo, a un certo punto si dichiara, e Seiya gli dice di sì.

Però, come ho detto, c'è qualcosa di strano nel passato di Taiyo, qualcosa che a un certo punto lo spinge  a cambiare e Seiya se ne accorge; così scopre la verità e si ritrova a dover fare una scelta.

Come sempre, non sarò io a dirvi cosa succede, dovrete scoprirlo da soli, leggendo il libro; io in compenso mi sono avventurata in qualcosa di mistico, che mi ha trasportata da  un'altra parte.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


Seiya si massaggiò il collo chinandosi sull’altro. «Avrei dovuto dichiararmi prima, ma non ero sicuro di quello che provavi per me e ho aspettato che fossi tu a fare il primo passo. Come vedi non sono poi così coraggioso.»

giovedì 22 ottobre 2026

Recensione "Se ci sei non ho paura", Chiara Trabalza


TITOLO: Se ci sei non ho paura
GENERE: Contemporary romance (autoconclusivo)
PAGINE: 228
FORMATO: Ebook e cartaceo
PREZZO EBOOK: 2,99 euro (Gratis con Kindle Unlimited)
PREZZO CARTACEO: 13,99 euro
DATA DI USCITA: 20 ottobre 2026
Link d'acquisto: QUI


Si stringe nelle spalle. «Ho la maturità quest’anno. Voglio cominciare l’anno scolastico col piede giusto. E poi ne abbiamo fatte tante di queste feste, alla fine sono tutte uguali.»

«No, questa è stata speciale» sogghigno.

Giorgia mi guarda curiosa, sollevando un sopracciglio.

«Ho baciato Mattia» dico tutto d’un fiato.

«Hai baciato Mattia?! Mi sono persa il tuo primo bacio!» borbotta incrociando le braccia sul petto.

«Beh, non è che se venivi alla festa potevi pedinarmi e restare a fissare me e Mattia mentre ci baciavamo. Che sei una stalker?» rido divertita.

«E com’è stato? Ti è piaciuto?» mi incalza, curiosa.

«Beh, molto pieno di saliva. Non so se i baci sono sempre tutti così salivosi o se è Mattia che bacia come una lumaca» rispondo sollevando gli occhi al cielo.


Trama

Nina scappa da un passato che l’ha fatta soffrire, da ferite non ancora rimarginate, da un senso di colpa che la perseguita ogni giorno. Si è rifugiata tra le mura di casa, l’unico posto dove si sente al sicuro. Anche Francesco porta sulle spalle il peso di un dolore troppo grande, difficile da accettare, scappa da ricordi che gli tolgono il fiato e fanno ancora male. Dopo la morte di sua moglie non sa più come ricominciare a vivere. Ha chiuso il suo cuore, non vuole più innamorarsi, non vuole più soffrire. Quando Nina e Francesco si incontrano fanno scintille fin da subito ma presto scopriranno di avere molte più cose in comune di quanto pensano. Perché due anime ferite si riconoscono, si cercano, si completano. E forse stare insieme è l’unico modo per sopravvivere ai ricordi, al dolore, ai sensi di colpa. Ma il destino spesso si diverte a rimescolare le carte e una verità sconvolgente e inaspettata rischia di separare Nina e Francesco per sempre. Dovranno trovare il coraggio di dare una seconda possibilità al loro cuore, la forza di tornare ad amare.
Perché la vita ci dà sempre una seconda possibilità per essere felici, basta saper ascoltare il proprio cuore e avere il coraggio di rischiare. Il coraggio di ricominciare a vivere, di amare, di sognare ancora.


«Salve, mi scusi il disturbo, per caso ha notato una bambina bionda qui in giro?» domanda agitato, con un’espressione preoccupata.

Probabilmente cerca Gaia.

«Sì, se è una bambina bionda che ama le torte direi che è qui con me» rispondo con un sorriso.

«Come? Lei ha mia figlia qui dentro casa sua?» grida, agitato.

Lo guardo sgranando gli occhi.

«Guardi che non sono mica un’assassina, eh» rispondo con un sorrisetto, non sapendo se ridere o arrabbiarmi per la sua espressione accigliata e la sua vena polemica.

«E io come faccio a sapere che non è un’assassina?»

Non posso credere che stia dicendo seriamente.

«Le sembro forse un’assassina?» sbuffo contrariata mettendomi le mani sui fianchi.

«Non lo so e non voglio scoprirlo. Mi ridia mia figlia.»

«Mi ridia mia figlia? Ma si sente quando parla? Crede che la tenga qui con la forza? Sta solo facendo merenda!» ribatto seccata, cominciando ad arrabbiarmi.

«Papà, sei tu!» grida Gaia uscendo fuori dalla cucina e andando incontro a suo padre.

«Ma che diavolo ti è venuto in mente di venire qui? Senza avvisarmi poi!

Ti ho detto mille volte che non devi fidarti degli sconosciuti» la rimprovera l’uomo.

«Conosce mia zia Betty. Ho pensato non ci fosse niente di male a farla entrare. Voleva solo una fetta di torta» lo rassicuro.

«Magari una torta avvelenata» ribatte lui, guardandomi sospettoso.

Scoppio a ridere.

«Non posso credere che lo abbia detto seriamente. Non siamo nella favola di Hansel e Gretel. Non ci sono torte avvelenate ma solo un’ottima torta al limone fatta da mia zia.»

«Quindi il fatto che l’abbia fatta sua zia dovrebbe rincuorarmi. È mezza matta quella donna. Parla col gatto, parla con i fiori e gli alberi, canta a squarciagola alle sei del mattino…è matta.»

Recensione

Oggi vi parlo del nuovo romanzo di Chiara Trabalza; protagonisti sono Nina e Francesco, entrambi sono segnati da un passato doloroso e si conoscono a Cesenatico, dove la zia di Nina abita; Nina è andata lì per scappare dal passato che non la abbandona; Francesco invece abita lì da anni e anche lui è schiacciato da un senso di colpa molto simile a quello di Nina.

I due si conoscono grazie a Gaia, la figlia di Francesco, che si intrufola a casa di zia Betty, senza sapere che quest'ultima però, se n'è andata, lasciando la casa a Nina; quando il padre, si rende conto che la figlia non è più a casa, la cerca proprio dalla sua vicina e Gaia, guarda caso, è proprio lì, che si mangia una bella torta.

Come capita spesso, tra i due, non inizia proprio bene, visto che Francesco accusa Nina di essere una ladra di bambini; ma quando, grazie a Gaia, si chiariscono, le cose iniziano a farsi interessanti, perché sarà proprio Gaia, oltre alla vicina e alla zia, a fare da collante tra Nina e suo padre, facendo in modo che i due si avvicinino.

E così è: i due si avvicinano talmente tanto, che si riconoscono uno nel dolore dell'altra e riescono a lambire le proprie ferite; almeno, finché non saltano fuori strane coincidenze, relative al passato di entrambi, che li allontanano; ma ci sarà qualcuno disposto a dargli una mano perché sistemino le cose.

Come andrà a finire? Nina e Francesco resteranno lontani, o avranno modo e tempo di chiarirsi abbastanza da tentare la sorte?


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


E poi ieri è successa questa cosa strana con quella matta della mia nuova vicina. Quando l’ho vista ho avuto un tuffo al cuore e per un attimo ho smesso quasi di respirare, assomiglia davvero tantissimo a Isabella. Ha i capelli rossi come lei, gli stessi occhi verdi, le lentiggini sul naso. Appena l’ho vista mi ha ricordato tantissimo la mia Isabella e questo mi ha destabilizzato. Certo, se non avesse tentato di rapire mia figlia forse mi sarebbe stata anche simpatica. Oddio, in effetti ho un tantino esagerato, ho fatto una scenata eccessiva, ma quando si tratta di Gaia divento iperprotettivo e ho sempre paura che possa accaderle qualcosa di brutto. Quando sono uscito dalla doccia e non l’ho trovata in casa, né a giocare in giardino, mi sono davvero spaventato, anche se so che è una bambina piuttosto curiosa e indipendente e ha spesso l’abitudine di curiosare in giro.