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giovedì 27 novembre 2025

Petra - serie tv- Sky (recensione)

Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione di una serie sky, tratta dai romanzi di un'autrice spagnola


Titolo: Petra

Paese: Italia

Anno: 2020-2025

Formato: serie tv

Genere: drammatico, poliziesco

Stagioni: 3

Episodi. 10

Durata: 85 min (episodio)

Lingua originale: italiano


Informazioni

Petra è una serie televisiva italiana, la cui prima stagione è del 2020, diretta da Maria Sole Tognazzi e trasmessa, in contemporanea su Sky Cinema Uno, Sky Atlantic e in streaming su Now, e in seguito replicata in chiaro su TV8.

La serie è ispirata alle indagini di Petra Delicado, personaggio letterario creato dalla scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett. Per il suo stile e le sue caratteristiche, Petra può essere ricondotta entro i canoni del noir mediterraneo.




Trama

Ex avvocata, Petra è un'investigatrice che in ogni episodio mette in scena e allo stesso tempo cerca di smentire alcuni stereotipi sulle donne; il ruolo centrale del mare e dell'ambientazione in una città portuale, che nella serie televisiva non è Barcellona ma Genova. La Superba, afferma in un'intervista l'attrice interprete di Petra Delicato, Paola Cortellesi, rappresenta la città più simile a Barcellona nelle sue mille sfumature, che vanno dalle zone malfamate ai quartieri pieni di bellezza e di cultura.



Recensione

Petra: un nome breve, semplice, conciso, capace di rimanere impresso nella memoria per la sua originalità.

Petra è anche il nome dalla sua protagonista, interpretata da Paola Cortellesi che si riunisce così,  a quasi vent’anni di distanza, con la regista Maria Sole Tognazzi a vent’anni dalla loro precedente esperienza in Passato Prossimo. Se il film del 2003 segnava l’esordio alla regia della più riservata dei fratelli Tognazzi per quanto riguarda il grande schermo, Petra equivale alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa per un’opera destinata alla televisione. Considerando il risultato ottenuto, sembra che Paola Cortellesi rappresenti un talismano porta fortuna per la sua carriera da regista.

Petra - Cinematographe.it

La serie tv punta su colori scuri che valorizzano le atmosfere tipiche del giallo e del noir. Non è uno sguardo al passato, quello di Petra ma, piuttosto, una finestra sul presente: un tempo nel quale la quotidianità viene scandita da tremendi fatti di cronaca che sgomitano per farsi largo sulle prime pagine dei media e che ci ricordano quanto sia difficile non vivere nella paura. Sarà anche la voglia di cambiare, nel suo piccolo, questo mondo a spingere Petra Delicato (Delicado nella versione letteraria) a mollare le certezze della sua precedente vita per ripartire da zero e rimettersi in gioco come donna e come professionista. Era un avvocato di successo, sposata con un uomo carismatico, secondo i canoni classici della società non le mancava niente ma in realtà le mancava tutto, a partire da se stessa.

Sceglie così di immergersi nella realtà poliziesca: anziché difendere gli assassini in tribunale, finisce per smascherarli ed affidarli alla giustizia. Riuscirà a farlo, caso dopo caso, accompagnata dal suo “compare” Antonio Monte (Garzòn Fermìn nei romanzi), interpretato per l’occasione da Andrea Pennacchi: i due all’inizio si annusano, si osservano ma passa poco tempo prima che tra loro inizi a crescere una profonda sintonia, un legame che non è possibile etichettare ma che rappresenta, a tutti gli effetti, il punto di forza dei romanzi di Alicia Giménez Bartlett sui quali la serie tv si basa.



Trascorre poco tempo prima che Petra e Antonio diventino complementari ed essenziali l’una per l’altro perché, effettivamente, c’è fin troppo poco tempo per raccontare l’evoluzione del loro rapporto, così come il lento avanzare delle indagini. Chi ha letto i romanzi, infatti, si renderà presto conto di quanto per ogni singolo romanzo sarebbe stato necessario realizzare un’intera stagione della serie tv. I libri di Alicia Giménez Bartlett sono talmente tanto ricchi di dettagli e aspetti da approfondire da offrire materiale sufficiente per almeno quattro o cinque episodi della durata di un’ora ciascuno. Ciò che vediamo invece nella serie tv sono episodi che concentrano in un’ora e mezza storie da quasi 300 pagine: questo fa sì che in ogni sequenza sul piccolo schermo trovi spazio un colpo di scena, lasciando poca possibilità di immaginazione, di suspense e di stimolazione dell’intuito per tentare di risolvere in anticipo il caso.



La serie tv rimane comunque fedele alla descrizione dei vari personaggi che appaiono tra le pagine dei romanzi e che l’autrice descrive talmente bene da rendere molto semplice alle persone la materializzazione della loro figura nella propria mente. L’esempio più calzante e riuscito è quello di Garzòn Fermìn che nello show di Sky risulta diverso soltanto nel nome, essendo Andrea Pennacchi l’incarnazione perfetta del vice-ispettore immaginario.

Petra - Cinematographe.it

A fare da sfondo alla vita e alle indagini di Petra è Genova che va così a sostituire in maniera più che convincente la Barcellona dei romanzi e diventa a tutti gli effetti la terza protagonista dello show. Scenari di una città portuale che, proprio come Petra, nel corso della sua storia ha dimostrato di sapersi rimboccare le maniche e ricominciare più volte da zero, mostrandosi al resto del mondo ancora più forte e fiera.

Petra viene descritta come una donna indipendente, libera, che sta bene da sola. Viene dunque da chiedersi cosa l’abbia spinta a sposarsi più volte, proprio lei che dice di essersene pentita subito dopo aver pronunciato il fatidico sì. Come si direbbe in certi casi: sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Nonostante la brevità della serie firmata da Maria Sole Tognazzi, nel corso degli episodi assistiamo ad un’evoluzione della protagonista dal punto di vista affettivo: nelle primissime scene del primo episodio conosciamo una Petra asociale, sul piede di guerra con la maggior parte delle persone che incontra ma già nel terzo episodio la troviamo ammorbidita, sia con Monte che con l’uomo che le fa battere il cuore (che sembra tutt’altro che un semplice complice per del sesso occasionale). Ancora una volta, dunque, risulta complicato etichettare l’ispettrice Delicato che risulta essere tutto ed il contrario di tutto ma, molto probabilmente, è proprio questo aspetto a renderla così irresistibile.



A differenza dei romanzi, nei quali trovano ampio spazio i pensieri di Petra (lei dice sempre ciò che pensa ma le cose più divertenti le tiene per sé), nella serie tv si fa più fatica a comprendere fino in fondo cosa passi nella testa della donna rispetto a ciò che le accade intorno e soprattutto all’interno dei dialoghi dentro e al di fuori del Commissariato. In questo caso bisogna ricorrere esclusivamente al talento di Paola Cortellesi che, dopo aver letto i libri, ha saputo rendere suoi questi pensieri e quindi farli emergere attraverso gli sguardi e le risposte taglienti di Petra che proprio non riesce a digerire le domande superflue o le parole dette solo per riempire silenzi troppo difficili (per gli altri) da gestire.

Petra - Cinematographe.it

Petra riesce così a diventare un punto di riferimento per molte donne che nella società odierna, nonostante tutti i passi fatti per raggiungere una determinata emancipazione, ancora faticano ad imporsi e quindi a fronteggiare un’impronta prettamente patriarcale che domina in numerosi ambiti professionali. A partire dall’ex marito che la voleva più defilata, passando per attuali colleghi e superiori che inciampano spesso e volentieri in considerazioni che arrivano a sminuire la sua autorità, Petra sembra essere messa sempre sotto esame e sembra dover dimostrare sempre qualcosa in più. Saprà comunque convincere soprattutto se stessa di poter dettare le regole, cambiare il sistema dall’interno e gestire al meglio la sua nuova vita.

Alla fine di ogni episodio Petra sceglie di inserire in una scatola un oggetto che simboleggia ciascun caso risolto, ma è lei stessa a rappresentare l’intero contenitore, scegliendo di portare con sé le storie che arriva a conoscere e approfondire a 360 gradi, soprattutto i lati più oscuri, e che la fanno sentire ogni volta più libera ed orgogliosa di essere arrivata a fare ciò che la rappresenta al meglio. Quanti di noi possono dire di aver trovato il coraggio necessario per fare altrettanto?

La mia valutazione


Alla prossima
Luce <3



lunedì 30 ottobre 2023

Un'estate fa - mini serie tv (recensione)

Buon pomeriggio, oggi vi parlo di una miniserie tv, andata in onda su Sky 


Titolo: Un'estate fa

Paese: Italia

Anno: 2023

Formato: miniserie tv

Genere: drammatico, thriller

Puntate: 8

Durata: 45-50 min (puntata)

Lingua originale: italiano



Informazioni

Un'estate fa è una miniserie televisiva italiana, ideata da Michele Alberico e Massimo Bacchini e scritta da Federico Favot e Valerio Cilio.  



Trama 

Il protagonista è Elio, un cinquantenne dalla vita che sembra perfetta, con una bella famiglia e un lavoro da avvocato. Questa sua tranquillità verrà stravolta dal rinvenimento del corpo appartenente alla ragazza di cui era innamorato da adolescente, Arianna, che gli farà tornare alla memoria quell’estate del 1990, quando lei sparì misteriosamente durante una vacanza in campeggio che insieme stavano facendo con i loro amici. I resti della ragazza vengono ritrovati solo dopo trent'anni e la scientifica non ha dubbi: la ragazza non è morta accidentalmente, è stata uccisa, ed Elio è in cima alla lista dei sospettati. Sconvolto per la scoperta, Elio ha un incidente in auto, perde i sensi e al suo risveglio si ritrova nel 1990, nell’infermeria del campeggio. Ha di nuovo diciott'anni anni ma la coscienza di un adulto… È un sogno? Sta finalmente recuperando la memoria o sta diventando pazzo? Sa solo che, tra pochissimo, qualcuno in quel campeggio ucciderà Arianna. Sente l’urgenza di fare qualcosa, ma la sua mente continua a spostarsi nel tempo, tra l’oggi e il 1990. Cercando di scoprire cosa è successo davvero ad Arianna e di scagionarsi dall’accusa di essere lui ad averla uccisa, Elio dovrà portare avanti un’indagine tra passato e presente che per lui nasconde forse anche la speranza di poter cambiare le cose e salvarla.





Recensione 

La nuova serie Sky Original in onda dal 6 ottobre su Sky Atlantic e disponibile in streaming su NOW ci porta infatti indietro nel tempo a un'estate, quella del titolo, molto diversa da quelle che viviamo oggi, fatta di spensieratezza, campeggio, calcio, gelati dalla forma discutibile e... un mistero. Perché la serie creata da Michele Alberico e Massimo Bacchini con Lino Guanciale e Filippo Scotti ruota attorno alla misteriosa scomparsa di una ragazza.

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Siamo nel Giugno del 1990. Ci sono i Mondiali in Italia che scandiscono dalla TV la vacanza di un gruppo di ragazzi, tra mare e spiaggia, il campeggio, le chiacchiere e la musica attorno a un falò. Una piacevole routine che viene brutalmente interrotta dalla scomparsa di una ragazza, Arianna, amica ma anche interesse sentimentale di Elio. È quest'ultimo ad attirare le attenzioni e i sospetti di tutti, nel 1990 come nel presente, quando il corpo della ragazza viene finalmente ritrovato, facendo scattare verso di lui l'accusa di omicidio. Per questo Elio inizia a portare avanti un'indagine per scagionarsi, muovendosi tra presente e passato. Per far luce su un mistero che l'ha accompagnato per gran parte della sua vita, ma con la folle speranza di poter cambiare le cose e salvare la ragazza.

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Presente e passato. Gioventù e maturità. Si muove tra queste due linee parallele Un'estate fa, sviluppando il mistero e la sua eventuale risoluzione tra due versioni degli stessi personaggi con relativi differenti interpreti: è Lino Guanciale a incarnare l'Elio del presente, un uomo alla soglia dei 50, sposato, con una figlia adolescente, una bella casa e una professione da avvocato portata avanti con successo; parallelamente la sua controparte del passato è quel Filippo Scotti che ci aveva così tanto sorpresi nel film di Paolo Sorrentino un paio d'anni fa, portando su schermo un individuo già riflessivo e razionale, a dispetto della giovane età. È lui il filo conduttore, la guida dello spettatore in questa indagine transgenerazionale, finalmente consapevole di dover affrontare il trauma sepolto nel passato e la conseguente amnesia dietro la quale si è trincerato.

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Se è lui a guidare il racconto di Un'estate fa, è accompagnato da diverse figure che gli ruotano attorno nelle due linee temporali, dall'amica Costanza, che ha una cotta per lui ed è interpretata da Claudia Pandolfi e Martina Gatti, a Carlo (Alessio Piazza e Tobia De Angelis), Adriano (Massimo De Santis e Luca Maria Vannuccini), Lauretta (Anna Ferzetti e Sofia Iacuitto) e tanti altri personaggi che incontriamo sia nel '90 che nel presente. Il mondo di Elio del presente si completa della moglie Isotta interpretata da Nicole Grimaudo e la figlia Alice di Ginevra Francesconi, oltre a diverse figure che ruotano in un modo o nell'altro attorno all'indagine. E poi c'è, ovviamente, Arianna, la cui storia si limita agli anni '90 e vive della prova d'attrice di Antonia Fotaras.

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C'è un alito di fantastico a smuovere l'intreccio e l'indagine di Elio, che parte dalla sua consapevolezza del futuro che lo aspetta laddove ricorda e rivive il passato. Un espediente narrativo che intriga e stuzzica la curiosità, ma che aspettiamo di capire come sarà risolto quando si arriverà al finale di stagione che non abbiamo avuto modo di visionare: è quel che ci frena nell'esprimere il nostro giudizio complessivo in maniera più positiva di quanto facciamo in questo primo articolo, perché fin troppe volte siamo stati scottati nel giudicare una serie non nella sua interezza, ma va sottolineato come la serie disponibile su Sky e NOW sia una visione più che piacevole, che mantiene l'attenzione dello spettatore con la sua componente misteriosa e lo accoglie nel calore e la spensieratezza di estati, amori e sensazioni d'altri tempi grazie a una ricostruzione storica riuscita.
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Il camping che fa da sfondo all'azione vive dei colori e i suoi degli anni '90, di bigliardini, Schiaccia sette e Calippo, delle Notti magiche di Italia '90, di un mondo senza cellulari e con più ingenuità. C'è tutto di quel periodo, ripreso con accortezza e passione per i dettagli, con una colonna sonora che va a comporre una imperdibile playlist di successi di quegli anni e di quelli immediatamente precedenti: si spazia tra le canzoni degli anni '80 e quelle dei '90, con un'aggiunta recente da non trascurare, ovvero la cover di Un'estate fa cantata da Francesca Michielin.
Mistero e nostalgia, intrigo e sentimento. Ha molte frecce al suo arco Un'estate fa per conquistare il pubblico, ma tra il primo e la seconda scommettiamo che saranno le emozioni del ricordo a rappresentare la sua arma più forte. La nostalgia, d'altra parte, non ci abbandonerà mai... ed è giusto così.
Arriviamo alle battute finali della recensione di Un'estate fa ancora sull'onda della nostalgia, avendo vissuto il periodo che fa da sfondo al mistero della serie, che viene sviluppato su due piani temporali e con un afflato di fantastico a colorarne lo sviluppo. Funziona la ricostruzione del periodo, con tutti i suoi dettagli e la musica, ma anche il cast si rivela per lo più in parte.


La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3



lunedì 26 dicembre 2022

Creature grandi e piccole - un veterinario di provincia - serie tv (recensione)

Buongiorno, oggi vi parlo di una serie tv che potete trovare su Sky


Titolo originale: All creatures great & small

PaeseYorkshire Dales

Anno: 2020-in produzione

Stagioni: 3

Episodi: 21

Lingua originale: inglese


Informazioni

Creature grandi e piccole - Un veterinario di provincia (All Creatures Great and Small) è una serie televisiva britannica ambientata nelle Yorkshire Dales e basata su If only they could talk di James Herriot, pseudonimo di James Alfred Wight.



Trama

Le vicende si svolgono a partire dal 1937 nelle Yorkshire Dales dove il veterinario Siegfried Farnon pratica nel proprio studio presso Skeldale House a Darrowby coadiuvato dalla signora Audrey Hall, la governante. Siegfried, trovandosi nelle necessità di assumere un assistente, invano, ne saggia diversi che non si dimostrano all'altezza sino a quando s'imbatte nel novello James Herriot. Accanto al neoassunto James giunge inoltre Tristan, fratello minore di Siegfried e laureando in veterinaria.



Recensione

"Creature grandi e piccole - un veterinario di provincia", trasmesso su Sky serie, è composto da sei episodi, più un settimo a tema natalizio, ambientati nelle rassicuranti campagne dello Yorkshire degli anni ‘30, che narrano le avventure di James Herriot, giovane veterinario di belle speranze e grandi ideali che viene assunto nello studio del rude e temuto Siegfried Farnon, trovandosi a lavorare accanto al fratello scapestrato di quest’ultimo, Tristan, e protetto dalla loro governante, la signora Hall. Un quadretto familiare insolito nel quale vanno ad inserirsi tutti gli animali da curare e i loro padroni, diffidenti ai metodi moderni e in generale a fidarsi del prossimo.

Il tono allegro e mai banale della serie, nella quale non manca una linea romantica che nasce dell’incontro di James con l’allevatrice Helen, non limita la presenza di scene forti ed impressionanti, come il parto di una cavalla capace di creare non poca suspense. E, al di là dell’ottima messa in scena, a far sorridere gli appassionati di serie tv di questo genere è il fatto che questa serie sembra la sorella de I Durell – La Mia Famiglia e Altri Animali, creata sempre nel Regno Unito e andata in onda per quattro stagioni dal 2016 al 2019.



Entrambe le serie raccontano la vita di due scrittori che hanno messo su carta la loro professione di tutt’altra natura – veterinario Herriot (il cui vero nome era James Alfred Wight) e zoologo ed esploratore Gerald Durrell – e avvicinano gli spettatori agli affascinanti misteri della natura e del mondo animale in particolare. Inoltre, nel cast di entrambe le serie c’è Callum Woodhouse, che lì era l’irrequieto e fumantino Leslie e qui è l’altrettanto vivace Tristan: due personaggi per molti versi simili, che creano un ponte immaginario tra due valide opere televisive.

Se siete amanti degli animali e avete amato i Durrell, non potete certo farvi scappare questa chicca! E tanto meno potete farvi scappare la serie di libri (che io devo recuperare, e appena possibile lo farò), perché pare siano stupendi (almeno a detta di mio padre che li ha letti a suo tempo).




La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3