domenica 7 giugno 2026

The Handmaid's Tale - serie tv- Netflix (recensione)

Buongiorno, oggi vi parlo di una serie tv che trovate su Netflix


Titolo: The Handmaid's Tale
Paese: Stati Uniti d'America
Anno: 2017-2025
Formato: serie tv
Genere: drammatico, dispotico
Stagioni: 6
Episodi: 66
Durata: 40-65 min (episodio)
Lingua originale: inglese


Informazioni

The Handmaid's Tale, conosciuta anche come Il racconto dell'ancella, è una serie televisiva statunitense, ideata da Bruce Miller, prodotta dal 2017 al 2025 per sei stagioni e distribuita sulla piattaforma Hulu.

È tratta dal romanzo dispotico del 1985 Il racconto dell'ancella, dell'autrice canadese Margaret Atwood.

In Italia è stata distribuita sulla piattaforma TIMvision.



Trama

In un prossimo futuro distopico, il tasso di fertilità umana è in calo a causa di malattie e inquinamento. Dopo una guerra civile, il regime teocratico totalitario di Gilead prende il comando nella zona un tempo conosciuta come Stati Uniti d'America. La società è organizzata da leader assetati di potere e divisa in nuove classi sociali, in cui le donne sono brutalmente soggiogate e non possono lavorare, leggere e maneggiare denaro.

A causa dell’infertilità e del crollo delle nascite, le donne fertili, ribattezzate “Ancelle”, sono assegnate alle famiglie elitarie dove subiscono stupri rituali da parte del proprio padrone con lo scopo di dar loro dei figli.

Oltre alle Ancelle, gran parte della società è raggruppata in altre classi sociali. Le donne sono divise in gruppi contraddistinti da abiti di un colore specifico. Le "Ancelle" sono vestite di rosso, le "Marta" di grigio chiaro, le "Mogli" in varie tonalità di blu/verde e il resto della popolazione di grigio. Le Mogli gestiscono la casa, aiutate dalle Marta che fungono da domestiche. Le Ancelle sono istruite da donne chiamate "Zie", vestite in abiti color marrone scuro.La vita della popolazione è controllata dagli "Occhi", una sorta di polizia segreta che opera per scovare i ribelli.

June Osborne, ribattezzata Difred (ossia "di proprietà di Fred"), viene assegnata come Ancella alla casa del Comandante Fred Waterford e di sua moglie Serena Joy. Difred ricorda il “tempo che era”, dove conduceva una vita normale con il marito Luke e la figlia Hannah, ma può solamente seguire le regole di Gilead, nella speranza di poter tornare un giorno libera e ritrovare sua figlia.



Recensione

Portano distintivi, inequivocabili abiti scarlatti le ancelle di Gilead, giovani donne private dei loro diritti e della propria identità per dare figli all'élite di una repubblica che di fatto è una dittatura militare, nata dalle ceneri degli Stati Uniti nel corso una lunga e catastrofica guerra civile e globale. Rosso come il sangue mestruale delle ultime donne fertili di un mondo in cui i nidi sono vuoti per la piaga che ha colpito l'umanità morente; rosso e impetuoso come il sesso, che qui non è più naturale e gioiosa affermazione di vita ma diventa rituale freddo, irregimentato, nauseante, gestito dal sistema come ogni altra cosa; rosso come un segnale d'allarme per gli ubiqui e inesorabili Occhi, spie del regime e feroce braccio armato che non esita a prelevare i "trasgressori" per condurli nelle desolate Colonie, dove il contatto con scorie radioattive e rifiuti tossici causa una morte lenta e terribile.
Rosso come l'orrore di una schiavitù subdola e asettica, di una rabbia silenziosa, di una tensione crescente, e di una ribellione disperata. E inevitabile.

Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood fu pubblicato ne 1985, ossia un anno dopo il fittizio 1984 orwelliano, e con il romanzo distopico di George Orwell l'opera da cui è tratta questa nuova serie di Hulu ha più di un tratto in comune, non ultimo lo status di classico.



The Handmaid's Tale arriva dunque sugli schermi di tutto il mondo per colpire stomaci e coscienze nel momento in cui è più vitale che questo succeda; c'è qualcosa di agghiacciante e allo stesso tempo di rassicurante in questo formidabile tempismo.

The Handmaid's Tale, creato per Hulu da Bruce Miller, abbraccia in pieno la prospettiva del romanzo di Margaret Atwood, narrato in prima persona dalla sua eroina. Così esploriamo il mondo della Repubblica di Gilead da un ovattato e soffocante angolo di mondo: sotto le "ali" del niveo copricapo che scherma dagli sguardi indebiti il volto dell'ancella che porta il nome dell'uomo che la possiede, Of-Fred, "di Fred". La guerra in corso, le letali Colonie, le tribolazioni del resto del pianeta sono fuori campo; sono titoli di giornali che a Offred è proibito leggere, scampoli di verità indistinguibili dalla propaganda.


Ma non è fuori campo il passato. Offred tiene vivo in sé il ricordo di ciò che è stato, della sua Hannah sopra ogni cosa, la prova della sua fertilità che le è stata strappata per essere allevata e cresciuta in vista del ruolo in cui un giorno anche lei sarà costretta a servire Gilead, senza possibilità di scelta come sua madre e come ogni altra donna. Ma anche il ricordo di un mondo diverso, un mondo in cui il nome di Offred era June e June andava dove voleva, faceva l'amore, usciva con le amiche, leggeva libri e ascoltava canzoni. Quel mondo è il nostro e Bruce Miller lo inserisce con grazia e spavalderia al cuore del classico ultratrentenne; e questo serve non solo ad acuire il contrasto tra il passato vivido, sensuale e concreto e il presente asettico e irreale della protagonista, ma anche a dare allo show un'anima vitale, persino ironica, che spiazza in un contesto tanto arido e dolente: un'energia che si accende con l'insurrezione interiore della protagonista a cui abbiamo il privilegio di partecipare.

Sembra incredibile essere arrivati a questo punto del nostro articolo senza aver fatto menzione di Elizabeth Moss, ma prendete anche questo fatto come una testimonianza della ricchezza di The Handmaid's Tale.

Se Moss ci inchioda con l'acciaio dei suoi occhi e con l'autorità di una delle voci-off più duttili e allusive che memoria ricordi, nessuno dei comprimari è meno che incisivo; per il momento ci limitiamo a sbalordirci di fronte all'inedita intensità della Gilmore girl Alexis Bledel e a commuoverci di fronte al calore e all'umanità di Samira Wiley, che abbiamo conosciuto dietro le sbarre di Orange is the New Black nei panni di Poussay Washington. I contributi tecnici sono parimenti encomiabili e rendono lo show bello visivamente quanto è prezioso e stimolante sul piano narrativo. La fotografia di Colin Watkinson inonda di luce le vie ordinate della città, insegue la tensione che adombra i volti, e si esalta nei cromatismi simbolici, mantelli scarlatti, soffitti azzurri, completi scuri, cuffie bianche; e le musiche di Adam Taylor hanno lo stesso minimalismo ed eleganza suggestiva della regia della semi-esordiente e brillante Reed Morano.


Ci sono state chiacchiere e levate di scudi nei giorni scorsi dopo che, presentando lo show a Tribeca, Elizabeth Moss e il resto del cast hanno dato la sensazione di voler lasciare scivolare via l'etichetta di "opera femminista" da The Handmaid's Tale. Che le istanze che muovono le ragioni profonde del romanzo coincidano con quelle dello storico e irriducibile movimento per l'uguaglianza e la libertà delle donne è indiscutibile, così come è indiscutibile la natura di riflessione e speculazione politica del racconto, ma possiamo vedere alla base di questo atteggiamento una logica piuttosto concreta: la grandissima parte delle persone equivoca il femminismo, per il suo essere multiforme e in qualche caso contraddittorio ma anche a causa degli attacchi dei conservatori che una corrente che sfida lo status quo inevitabilmente si procaccia. Il femminismo non è, come comunemente si crede, un movimento astioso che avversa gli uomini o che mira a spogliarli del potere per consegnarlo alle donne; si batte per la dignità, la libertà, la piena espressione di tutti all'interno di una società che ci opprime e ci condiziona in maniera sistemica e spesso impercettibile; si chiama "femminismo" solo perché parte dalle donne, così come i suoi alleati movimenti LGBT prendono il nome da ciò che differenza la loro comunità per perseguire i medesimi obiettivi.

The Handmaid's Tale ha il pregio di raccogliere proprio lo spirito inclusivo e intersezionale del femminismo delle giovani generazioni: e lo fa grazie allo sguardo attento e pietoso rivolto a tutti i suoi personaggi, anche quelli caricati di un ruolo negativo. Principalmente alle donne, certo, le ancelle senza nome, madri nella sofferenza e non nel diritto, le domestiche indaffarate che le invidiano, le mogli sterili dei Comandanti che le odiano; ma anche gli uomini, a cominciare dal Comandante Waterford di Joseph Fiennes, che intuisce la persona nel corpo di cui abusa, sospetta l'enormità di ciò che le infligge; il suo autista, in cui l'umiliante condizione ("non ha diritto a una moglie") non ha spento l'empatia; fino al più bieco criminale, uno stupratore, mostrato con la tragica dignità di uomo di fronte alla morte. Grazie a una caratterizzazione equilibrata e inspirata, tutti mostrano gli effetti deleteri del sistema oppressivo e liberticida - la paranoia, l'incertezza, la solitudine, la follia - e incarnano più o meno consapevolmente un anelito di liberazione. Così la storia umanissima, intima e personale dell'ancella ci mostra il destino di una civiltà nella morsa del totalitarismo, ed è come guardare nell'abisso in cui stiamo per precipitare un attimo prima che l'ultimo appiglio a cui afferrarsi sia fuori portata. Non lasciamo la presa.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3



sabato 6 giugno 2026

Recensione "Gustav: i riflessi di una vita", Kodawari Nami


Autrice: Kodawari Nami

Titolo: Gustav I riflessi di una vita

Prezzo: e-book 3,43

Link d'acquisto: QUI

Ciao, io sono Gustav e sto per raccontarti la mia storia. Proverò a essere più
sintetico di quanto vorrei, poiché raccontare più di cento anni di esistenza richiede
un dispendio di energie che dubito gli esseri umani sarebbero disposti a investire
per un semplice oggetto d’arredamento come me, anche se, modestamente, credo
di essere molto più interessante di parecchie persone che ho avuto modo di
osservare.
A dire il vero non so con precisione quanti anni abbia, so soltanto di aver superato
abbondantemente il secolo, cosa che trovo molto elegante; le cose molto vecchie
raramente conoscono la propria età, ma vengono considerate affascinanti quasi
automaticamente.


Trama

Gustav è uno specchio che da oltre cent'anni osserva la vita scorrere davanti al suo vetro. Ironico, curioso e convinto per anni di essere parte della famiglia dell'antiquario che lo custodisce, Gustav scoprirà presto di essere soltanto un complemento d'arredo. O forse no.
Quando viene acquistato da una giovane coppia, entrerà silenziosamente nelle loro vite assistendo a tutto: amori, tradimenti, risate, litigi, nascite e addii. Immobile, nella sula posizione dignitosamente autoritaria, Gustav diventa il custode di un'intera famiglia e delle sue fragilità, raccontando con ironia e malinconia quanto gli esseri umani siano complicati e meravigliosi.


L’antiquario parlava spesso di me, lo capivo dal movimento delle sue labbra

sottili, dalla piega che gli si formava sulle guance e da quel modo tutto suo di

indicarmi con due dita ossute mentre qualche cliente si avvicinava, ma all’epoca

ignoravo ancora una cosa fondamentale: io esisto soltanto quando qualcuno mi

guarda.


Recensione

Oggi vi recensisco il racconto, breve ma particolare di uno specchio di nome Gustav, che regala parecchie emozioni.

Gustav è uno specchio antico, ma inizialmente lui non sa di esserlo. Non sa cosa sia e non sa perché le persone si comportino come se lui non esistesse, come se non sentissero cosa ha da dire, anche se lui cerca in tutti i modi di parlare con chi si trova davanti.

Gustav scopre anni dopo, nel 1988 cosa è davvero: uno specchio in un negozio di antiquariato gestito da Arturo e Renato.

Poi nel 1995 viene finalmente acquistato da una giovane coppia e la ragazza, Serena, sembra essere un po' più empatica nei confronti dello Specchio, mentre il fidanzato, Luca, invece non lo vuole proprio vedere. E poi c'è Bartolobau, il cagnolino della coppia che sembra in un primo momento studiare Gustav.

Gustav diventa parte integrante della loro casa e delle loro vite; assiste a lanci di piatti, discussioni, risate e chiacchiere... Fino alla nascita di Aurora, la bimba della coppia.

Saranno loro a dare allo specchio il nome Gustav, come se fosse un membro della famiglia.

Il racconto è scorrevole, piacevole come lettura e si legge velocemente, infatti l'ho iniziato e finito in una mattina. Gustav è il narratore, ironico ed emotivo. Non è un oggetto freddo e distaccato, ma diventa il custode e confidente di quella piccola e incasinata famiglia, fragile e reale come tante altre.

Non vi dico le vicende della famiglia, perché dovrete scoprirle da soli, o meglio con Gustav a farvi compagnia.

Mi sono resa conto, leggendo questo racconto, che forse, dovremmo dare più importanza alle cose "antiche", perché in fondo, anche se non parlano, hanno comunque anche loro una certa importanza, non vi pare?


La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3


La verità mi fu rivelata durante un lunedì piovoso del 1988.

Renato entrò trasportando qualcosa di grande, avvolto in una coperta lanosa, lo

appoggiò proprio davanti a me e, dopo uno sbuffo rumoroso accompagnato da una

serie di imprecazioni, tolse il telo.

Per la prima volta vidi me stesso.

Cornice di noce scura, un angolo inferiore scheggiato, bordi tondeggianti e una

piccola macchia nera sul vetro, in basso a destra.

Dietro quella superficie identica a me… c’ero io.

Rimasi in silenzio per ore.

Uno specchio. Ero uno specchio, non un cugino indesiderato, non una suocera che

compare senza avvisare, non una presenza tollerata per educazione. Uno specchio.

Il che, devo ammetterlo, spiegava parecchie cose. Soprattutto il motivo per cui

nessuno mi avesse mai preparato un piatto a tavola.

venerdì 5 giugno 2026

Recensione serie "Bloodwing Academy", Briar Boleyn

 


Autore: Briar Boleyn

Titolo: On wings of blood

Serie: Bloodwing Academy #1

Prezzo: 19,95  e-book 12,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Bloodwing Academy:

1)On Wings of Blood

2) The Bond That Burns

3)The Wings That Bind

3,5)With Hearts of Flame (a novel)


"Non importava che mi odiasse. Ci credevo abbastanza per entrambi. Lei era mia e lo sarebbe sempre stata".

Trama

Medra Pendragon non ha mai chiesto di essere speciale.

È una mezza fae, l'ultima discendente dei cavalieri di drago... ma di draghi, ormai, non ne esistono più. Quando viene catturata e portata alla Bloodwing Academy, una scuola dominata dai vampiri dal sangue nobile, scopre che qui solo i forti sopravvivono, che gli umani non sono altro che pedine nel loro crudele gioco di potere. E che il sangue dell'ultimo cavaliere di draghi è quanto di più ambito possa esistere. Ogni vampiro della scuola la agogna. Ma al suo fianco c'è lui, Blake Drakharrow. Occhi di ghiaccio e capelli d'argento. Tanto affascinante quanto potente e spietato, è legato a Medra da un rituale di sangue che nessuno dei due ha scelto.

Tra odio bruciante e attrazione fatale, i loro destini si intrecciano in un gioco di sfida e desiderio che rischia di travolgere entrambi.

Intanto, tra le mura dell'accademia, si nascondono segreti oscuri: incantesimi dimenticati, libri proibiti, e un potere misterioso che lentamente attira Medra verso di sé. Un potere che se Medra padroneggiasse potrebbe riscrivere le sorti del mondo intero.

Per sopravvivere alla Bloodwing Academy, Medra dovrà fare una scelta: sottomettersi ai vampiri o risvegliare la creatura sopita nel suo cuore, anche se questo significherebbe perdere per sempre il principe vampiro che infuoca i suoi sogni più oscuri e proibiti.


"La serata non era andata come speravo. Ora Pendragon mi odiava piu di prima. Ma io mi odiavo molto piu di lei."


Recensione

Premessa: ho iniziato questo libro convinta di trovarmi davanti uno di quei fantasy a cui sono abituata, quelli in cui ci sono vampiri, umani e altre creature simili, magari con una storia d'amore nel mezzo, sapete che le adoro.

A quanto pare, invece, mi sono imbattuta in un mix tra Fourth Wing, Una corte di spine e rose e un fanfiction di Harry Potter (come se non bastasse Alchemised), scritta da un autore che voleva eguagliare Magnus Bane con la fissa per i glitter.

Medra si sveglia nuda in un campo di cadaveri perché evidentemente l’autrice ha pensato “partiamo forte, così capiscono subito che non si scherza”. Ha i capelli ramati – rarissimi, portentosi, praticamente un faro da discoteca in un mondo di biondi – e il segno dei cavalieri di drago. Blake la trova, la trascina dal re suo zio, e dopo 12 secondi di ponderata riflessione il sovrano decreta: «Legatela al mio ragazzo stronzo per l’eternità, che tanto i capelli rossi sono la nuova profezia». Che genialità...

Poi la mollano alla Bloodwing Academy: Hogwarts ma con zanne, draghi estinti, umani spremuti come limoni e quattro case che servono solo a far finta che ci sia worldbuilding.

Regan, la prima consorte, è la classica Regina del Drama da corridoio: orario sbagliato, «puttanella», figuracce pubbliche, amiche bulle coordinate. Sembra di essere tornati al terzo anno di medie, solo che ora le bulle hanno le zanne e un compagno in comune.

Blake è il vampiro tormentato di ordinanza: fa il cattivone, ma protegge Medra di nascosto, ha i pov da «non ho mai desiderato nessuno così tanto» mentre si masturba pensando a lei (cit. testuale, giuro), e ovviamente «non è come gli altri». Mai sentito prima, vero?

Medra non è la solita protagonista scema: è tosta, incazzosa, a volte pure troppo «io sono dura e non mi piego» mentre allo stesso tempo si fa conquistare da un fluffolo ( perché ovviamente l’animaletto – un mix tra una volpe e un gufo non può mancare).

La trama è un minestrone lasciato sul fuoco per tre giorni: draghi, vampiri, fae, magia, triadi consortili stile Hunger Games ( con tanto di arena e prove) ma con più spicy, una voce nella testa che si rivela essere la madre defunta, un pugnale magico improvvisato, e altri mischioni simili.

Coerenza? Scordatevela, non c'è.

Logica? In ferie. Tensione spicy? Presente, ma sa di precotto surgelato.

Eppure… l’ho letto in due giorni, con stacco per andare a casa a mangiare. Perché è tipo patatine fritte industriali: sai che fanno schifo alla salute, sai che sono unte e piene di roba chimica, ma non riesci a smettere di infilare la mano nel sacchetto. Scorre, c’è azione, c’è morso sul collo, c’è «ti odio ma ti voglio», c’è il classico «lui la salva all’ultimo secondo ma finge di non farlo per sembrare figo».

È il piacere inconfessabile che ti fa sentire un po’ sporca ma anche molto viva. 

Consigliato a chi vuole spegnere il cervello, accendere il ventilatore e immergersi in un mare di trash romantasy con contorno di cliché e scene hot che durano tre paragrafi ma sembrano tre capitoli.

Ah, giusto per la cronaca: quando e se usciranno i seguiti, NON li leggerò.


La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3


Lo fissai dritto negli occhi.
"Forse è proprio quello di cui aveva bisogno
questo posto. Equilibrio.
Qualcosa che vi tenesse a freno"


giovedì 4 giugno 2026

Recensione "Destini legati", Sarah Rivera

 

Autrice: Sarah Rivera

Titolo: Destini legati

Prezzo: 16,90  e-book 1,99

Editore: Self publishing

Uscita prevista: 3 giugno 2026

Genere: Romanzo contemporaneo, 

Principali Trope: Insta love, Second chance, Love triangle, Secrets and lies Soft spicy.

Autoconclusivo sì

POV alternato, narrazione in prima persona

Numero pagine 320 circa

Formati: Ebook, Cartaceo con copertina flessibile e rigida

Progetto grafico: VM graphic design by Valentina Modica

N.B. Nuova edizione (anno di prima pubblicazione 2020) 

con editing contenutistico e stilistico completamente rinnovati

Link d'acquisto: QUI


Il riflesso che vedo nella vetrina del locale di mio padre non è quello che vorrei.

Indosso la stessa divisa da quando avevo sedici anni, ma dentro di me coltivo il sogno di una giacca bianca perfettamente inamidata e immacolata come la neve sul Gran Sasso.


Trama

Luca ha un desiderio: diventare uno stimato chef stellato. Per questo lascia la sua Pescara e il suo passato, immergendosi totalmente in un nuovo e stimolante percorso professionale.  Ma la vita, a volte, per quanto ci accompagni verso la realizzazione dei nostri obiettivi, ci spinge anche a guardarci indietro. Luca dovrà fare i conti coi propri fantasmi, soprattutto con Melissa, e decifrare molti sentimenti che aveva seppellito. Melissa subirà tutte le conseguenze del suo fascino, celando nel cuore un segreto che cambierà il loro destino. Una storia emozionante e dolorosa, due persone divise dal fato, ma unite dall’amore. 

"Ma chi è quella?", domando colpito da tanta bellezza. Non l'ho mai vista prima, eppure io in questo lido ci ho passato la vita!

Giorgio mi guarda con un sorrisetto di chi la sa lunga.

"Le ragazze sono arrivate quest'anno. Hanno preso il posto di "quelli strani", ricordi? Quelli che fumavano tu sai cosa sotto la palma e che siamo riusciti a mandare via. Onestamente non so molto di loro, ma posso informarmi."

Biografia autrice

Sarah nasce in una città di mare a cui è molto legata in un giorno di primavera. Nella vita è un matematico, ma questo lato razionale non è l’unico che l’ha portata avanti, e non nasconde che non l’ha mai appagata completamente. Coltiva da sempre un amore per la letteratura e la lettura, e in partico lare per i romanzi rosa, infatti le piace dire che un tempo era “Harmony dipendente”. 

La scrittura le ha fatto compagnia in momenti molto difficili e di forte sconforto,

da cui può affermare di essere uscita più forte di prima.


Estratto

Dovrei essere l'uomo più felice del mondo. Lavorerò ai vertici, imparerò dai migliori. Ma mentre infilo finalmente questa giacca bianca che ho sognato per anni, sento che ora come ora serve solo a nascondere un cuore morto da quella sera in cui ho distrutto tutto. Ogni centimetro di questa stoffa inamidata mi ricorda che sto solo fuggendo, e che il mio successo non è altro che un velo pietoso  steso sopra la mia rovina.


Recensione

Oggi vi parlo del nuovo libro di Sarah Rivera; protagonisti sono Luca e Melissa; Luca Serti lavora come cuoco nel ristorante del lido del padre a Pescara, studia a Milano all’Istituto Alberghiero ed è ambizioso:

vuole diventare uno chef stellato.

Un giorno d'estate, però, sulla spiaggia del lido del padre, vede Melissa (Meli) Morante, una ragazza molto bella chic e apparentemente fredda nei suoi confronti, insieme ai suoi amici. È amore a prima vista.

Lei, giovane bella e capace, studia e lavora nello studio fiscale del padre, che l’ha messa subito a fare gavetta.

Luca e Meli sono i due classici “belli e irraggiungibili” che si guardano senza farsi vedere, si studiano a distanza non avendo il coraggio o l’occasione giusta, per fare il primo passo…

Ma quando questa occasione si presenta.. Come in ogni romance, qualcosa scatta e ci ritroviamo immersi in un qualcosa di vero.

“Quel dolce è come te, quel dolce sei tu: dolce e salato”

Non è una semplice cotta, ognuno ha lasciato un segno profondo nell’altro; ma quando vengono messi sotto pressione questo sentimento sembra distruggersi… O forse no?

“Come può cambiare tutto in un attimo? Quel fottuto attimo in cui ti perdo e tutto rema contro di noi”

Luca torna a Milano mentre Meli rimane a Pescara, con l’amica Federica a farle da guardia del corpo e che l'aiuta sempre e comunque.

Il tempo passa, ma una delle notti passate insieme ha legato indissolubilmente Luca a Melissa.. L'amore? 

Sì ma non solo…

Riusciranno i due giovani ad andare oltre le parole che si sono detti e ritrovare il loro legame?

So che esiste una vecchia versione di questo romanzo, uscita nel 2020, ma non l'avevo ancora letto; per fortuna che l'autrice mi ha fatto avere la copia digitale della versione 2026! 

Ho adorato ogni singolo capitolo; quando si sono allontanati, ho mandato al diavolo Melissa, ma subito dopo ho capito perché ha fatto quel che ha fatto e per fortuna ogni cosa si rimette a posto.

Se amate i romance, questo romanzo fa per voi.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3

Quando, però, arrivo a Luca, il ragazzo moro, lo trovo lì che mi fissa quasi imbambolato.
Accenna un sorriso e io sento un piccolo sussulto improvviso.

"Wow! Quando sorride è.. disarmante!", penso tra me e me, colpita e affondata.