domenica 12 luglio 2026

Recensione serie "I Bastardi di Pizzofalcone", Maurizio De Giovanni


Autore: Maurizio De Giovanni
Titolo: Pane per i Bastardi di Pizzofalcone

Serie: I Bastardi di Pizzofalcone #6

Prezzo: 14,25 e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie I Bastardi di Pizzofalcone:

1)Il metodo del coccodrillo

2)I Bastardi di Pizzofalcone

3)Buio per i Bastardi di Pizzofalcone

4)Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone

5)Cuccioli per I Bastardi di Pizzofalcone

6)Pane per I Bastardi di Pizzofalcone

7)Souvenir per I Bastardi di Pizzofalcone

8)Vuoto per I Bastardi di Pizzofalcone

9)Nozze per I Bastardi di Pizzofalcone

10)Fiori per I Bastardi di Pizzofalcone

11)Angeli per I Bastardi di Pizzofalcone

12)Pioggia per I Bastardi di Pizzofalcone

13)Figli per i Bastardi di Pizzofalcone


Trama

Quanta vita, quante vite. E quanto buon odore di pane, in città. Se non ci fosse anche il delitto. Quando un omicidio divide in due le forze di polizia, il gioco si fa davvero duro per i Bastardi, che per molti devono ancora dimostrare di esserlo davvero, dei bravi poliziotti. Da un lato ci sono loro, che seguono l'odore del pane. E del delitto. Ma dall'altra ci sono i tosti superdetective della Dda, che sentono odore di crimine organizzato. Mentre i sentimenti e le passioni di ogni personaggio si intrecciano con l'azione e determinano svolte sorprendenti, la città intera sembra trattenere il fiato. Per poi prendere voce. A volte c'è bisogno di un avversario agguerrito, per riuscire a capire chi sei davvero. Forse i Bastardi l'hanno trovato. E per dimostrare di essere i migliori sono disposti a tutto. Perfino a diventare davvero una squadra. Buona caccia, Bastardi.



Recensione

"Il pane? Ancora il pane? Ma se siamo nella società del benessere, in cui al limite abbiamo carenza del superfluo, come possiamo ancora preoccuparci del pane? Scherzate, forse. I poveri, oggi, sono quelli che non hanno il telefonino di ultima generazione, credete a me. Sono quelli che saltano una rata della macchina, o che portano lo stesso soprabito dell’inverno precedente. Il piatto in tavola che importa? È roba di un’altra epoca. Oggi il problema non è il pane. Figuriamoci."

Questa lunga citazione, presa a metà circa dell’ultimo romanzo di Maurizio De Giovanni della serie affettuosamente nominata “I Bastardi”, dovrebbe bastare, così, a colpo d’occhio. Ha in sé tutti i motivi per cui è obbligatorio leggere questa storia, questo autore.

Ho divorato questo romanzo, proprio come amo fare con le pagnotte di pane appena sfornate. Non c’è niente di più adatto per una figlia di fornai della lettura di questo romanzo.

Il Principe dell’Alba, che ci introduce alla storia, è Pasqualino del Pane, il fornaio del quartiere, figlio di Tonino del Pane, il Re dell’Alba. Antonio e Pasquale sono i figli della tradizione, della memoria.

Ogni mattina il Principe dell’Alba si reca alla fontanella del paese, a prelevare un secchio di acqua dolce e fresca, destinata a rinnovare il segreto del pane: il lievito madre; ogni mattina il Principe dell’Alba annusa l’aria e indovina il momento esatto in cui il primo raggio di sole fenderà il cielo; ogni mattina, fin da quando il padre gli ha passato lo scettro, il Principe dell’Alba rinnova il lievito, gelosamente chiuso a chiave in una stanza dall’umidità controllata, saluta gli operai del suo panificio e sgranocchia una pagnotta appena sfornata nel vicolo dietro il forno, mentre riflette sul peso della tradizione, sul potere della tradizione, sulla bellezza della tradizione.

Ma una mattina il Principe dell’Alba non torna nel suo laboratorio, perché è stato ammazzato con un colpo di pistola. Ucciso come un cane mentre dava le spalle al suo assassino, nel vicolo dove si è sempre sentito protetto.

Chi può desiderare la morte di un semplice fornaio? Dell’uomo che rende felici gli abitanti del quartiere, che grazie ad un morso del suo pane rinascono, cancellando la fatica e il peso del vivere?

Ma Antonio ha visto una cosa che non doveva vedere, e potrebbe testimoniare contro l’Erede, il figlio del clan Sorbo, il più potente in città.

Sul luogo del delitto arrivano i Bastardi, poliziotti che nessun’altra caserma vuole più, attaccabrighe, persone che hanno commesso errori grossolani spinti da un’umanità troppo spiccata. I Bastardi sono poliziotti a briglie sciolte con un grande cuore, una sensibilità e un fiuto per l’indagine superiori alla media.

I Bastardi si ritroveranno a indagare sulla morte del fornaio, andando controcorrente, come al solito, e mettendo i bastoni fra le ruote a Buffardi, il magistrato che vuole utilizzare il delitto per incastrare i Sorbo, a tutti i costi.

Inizia da qui l’ode a Maurizio De Giovanni.

Io ne ho letti di romanzi. Ne ho letti un bel po’, qualche migliaio forse. Ma come scrive De Giovanni… Ogni volta che leggo un suo romanzo rimango colpita dalla sua capacità di variare lo stile. De Giovanni infatti è uno degli autori italiani più prolifici di sempre: ogni tot mesi esce un suo libro, una macchina da guerra.

Eppure ogni storia ha peculiarità precise. Ogni storia è caratterizzata da uno stile originale. La serie dei Bastardi è scritta con un linguaggio accattivante, veloce, evocativo.

L’incipit di questo ultimo romanzo ti entra nella testa. Lo cominci a leggere e senti nel tuo cervello una voce roca, che inizia a narrarti la storia. Le immagini si formano rapide davanti agli occhi e tu prosegui, senza riuscire a smettere.

De Giovanni riesce nel difficile intento di stringere il patto finzionale con il lettore, e lo fa con una tale maestria da portarti fino alla fine del libro in un battibaleno; una fine che ti colpisce come uno schiaffo in pieno viso.

Lo stile, quindi. La grande capacità di narrare con un ritmo impagabile, anche.

E i personaggi? Dove li mettiamo i personaggi? Tantissimi aspiranti scrittori dovrebbero solo provare ad imparare a caratterizzare i personaggi come fa De Giovanni. Poche righe, parole precise e ragionate sufficienti a far comprendere al lettore quale conflitto domina quel personaggio, quali sono le colpe del passato che gli si sono appiccicate addosso, che cosa lo rende diverso, che cosa tormenta le sue notti impedendogli di sognare.

Una lettura che consiglio anche a chi non ha mai letto gli altri romanzi della serie, perché l’autore riesce a rinfrescare la memoria su ogni personaggio senza risultare pedante, offrendo il quadro completo della situazione anche a un neofita del genere.

Un romanzo consigliato a chi desidera immergersi nelle pieghe più recondite dell’animo umano, nell’invidia, nel desiderio di odio e vendetta che colpisce troppo spesso le persone più vicine a noi.




La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


sabato 11 luglio 2026

Recensione "Io e altri animali", Gerald Durrell

 


Autore: Gerald Durrell

Titolo: Io e altri animali

Prezzo: 26,60  e-book 14,99

Link d'acquisto: QUI


Trama

Oltre che uno dei naturalisti più originali del Novecento, Gerald Durrell è stato uno scrittore unico per grazia e sapienza stilistica – qualità che hanno decretato il successo di un capolavoro come «La mia famiglia e altri animali» e che ritroviamo intatte nei suoi scritti postumi, di recente riemersi come un dono inaspettato. Un mosaico di materiali eterogenei, dove si intrecciano le molte identità (e i molti talenti) di Durrell e le decine di luoghi da lui abitati e studiati: un abbozzo di «memoir», in cui risaltano gli anni trascorsi nella nativa India coloniale; una serie di «reportages» che spaziano dall’Africa subsahariana all’intera Oceania, restituita nella lettera alla madre sulla Nuova Zelanda e nel taccuino del lungo viaggio australiano, incentrato sulla Grande barriera corallina; e una successione di carrellate etologiche, come quella sull’abominevole uomo delle nevi himalayano, che gli offre il destro per passare in rassegna altri animali leggendari. Pagine appassionanti, percorse da un incessante memento – ora implicito, ora dichiarato – sulla crisi della biodiversità e le relative responsabilità antropiche: perché per Durrell lasciare che una specie animale cada nell’oblio è qualcosa di semplicemente impensabile, «come bruciare un Rembrandt, trasformare la Cappella Sistina in una discoteca o demolire l’Acropoli di Atene per costruirci un Hilton».



Recensione

Oggi torno a parlarvi del mondo di Gerald Durrell (La mia famiglia e altri animali), recensendo un libro postumo, uscito l'anno scorso per il centenario della nascita di Gerry.

A metà tra reportage e racconto, questa novità editoriale propone pagine dense che sanno essere vivaci. Appunti di viaggio, lettere, resoconti. Peregrinazioni in tutto il mondo per una lettura nutriente e brillante, arricchita da trentanove tavole fuori testo a colori, una prefazione della signora Lee Durrell (seconda moglie di Gerry, attualmente vivente, come la prima) e un prologo di Sua Altezza Reale la Principessa Anna. «Quando ci si mette a scrivere la propria autobiografia,» osservava Gerald Durrell «si scopre - come ho scoperto io - che ha un effetto molto salutare: ridimensiona l’autostima […] all’improvviso ti assalgono dubbi terribili. Il più pressante: ai tuoi occhi sei senz’altro la persona più interessante del mondo, ma gli altri la penseranno allo stesso modo?». Consapevole che il «lavoro di scrittura è quello di «un’anima solitaria, come un albatro», Gerald trovava saldo appoggio nel «dono di una memoria molto tenace». Se le esperienze potevano affollarsi, si svelavano poi una a una compiutamente richiamandosi vicendevolmente: «Si sceglie un ricordo e lo si lustra sino a trasformarlo in un capoverso, ma non appena lo si “semina”, per così dire, ecco che produce altri cento germogli, altre cento radici che fanno affiorare una miriade di esperienze dimenticate».

Le considerazioni della Principessa Anna hanno il tono di una meritata celebrazione: «Venticinque anni fa scrissi la prefazione a una raccolta dei migliori testi di Gerald Durrell, ed è con la stessa gioia che oggi mi accingo a farlo nuovamente». La dimestichezza della Principessa con il mondo di Durrell, infatti, non nasce certo oggi. Fu lei che, già madrina dell’iniziativa per ben dodici anni, nel 1984 inaugurò in via ufficiale la Durrell Conservation Academy. «Gerald Durrell fu un uomo straordinario», annota ora la Principessa, riconoscendo a questo scrittore speciale «l’inimitabile talento narrativo capace di portare i lettori dal riso alle lacrime o dalla disperazione alla gioia, parlando di natura» e il concreto, durevole impegno «per rendere il mondo migliore per tutte le creature viventi e per i luoghi selvaggi che abitano». Un’impresa titanica che abbraccia la tutela delle specie in via d’estinzione e la salvaguardia dei loro habitat. Progetto coerente che continua con la «Durrell Wildlife Conservation Trust» perché, conclude la Principessa, «l’opera di Gerry non è ancora finita. Come disse Sir David Attenborough: “Il mondo ha bisogno di Durrell”. Aggiungerei che il mondo continuerà ad avere bisogno di Durrell per i decenni a venire, e spero che i vostri figli e nipoti diventino parte di questo lavoro vitale».

«Come scrittore,» afferma sorridendo Lee Durrell, «Gerry sarà ricordato per la prosa lirica, il senso dell’umorismo e l’empatia straordinaria con il mondo naturale». In quanto al ruolo rivestito dallo zoologo Durrell come conservazionista, la stessa Lee precisa: «difese tutti gli animali, non solo quelli più affascinanti, grandi, feroci o graziosi, ma anche quelli sconosciuti, piccoli, anonimi – quelli che battezzò “affarini marroni”». Difatti, tra le pagine di Durrell si incontrano ragni, rane pelose, gattini, giaguari, tartarughe, cani, panda... Le sue sono «Avventure zoologiche ai quattro angoli della Terra» e del libro di avventura hanno il passo e il piglio, offrendo però un di più di poesia che sa di sortilegio e si condensa in parole perfette, tanto musicalmente assortite quanto scientificamente scrupolose. L’analisi di Lee Durrell riporta al presente, rilanciando il monito sulla galoppante perdita di biodiversità che ci minaccia: «Se la decina di milioni di altre specie con cui condividiamo il pianeta dovesse avere un punto di vista, sarebbe con ogni probabilità improntato al pessimismo […] Gerry lanciò l’allarme più di mezzo secolo fa, scrivendo: “Il mondo è delicato e complesso come una ragnatela e, come una ragnatela, quando si tocca un filo si fanno vibrare tutti. Ma noi non ci limitiamo a toccare la ragnatela: la stiamo strappando a brandelli...”».


La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3


venerdì 10 luglio 2026

Recensione "Forme di fragilità", Lucia Fusco

 


Autrice: Lucia Fusco

Titolo: Forme di fragilità

Prezzo: e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


La tazza di camomilla fuma tra le mie mani, mentre la luce della Luna si stende sui tetti, tiepida e silenziosa.

La terrazza è quella di sempre: piastrelle blu screpolate, il gelsomino che si arrampica pigro sulla

ringhiera, la sedia a dondolo con la coperta di filo sfilacciata ai bordi. Sullo sfondo, il mare con la sua dolce musica.


Trama

Ci sono fragilità che non chiedono di essere spiegate. Solo riconosciute.

Questa raccolta di racconti attraversa legami, perdite, memorie che tornano quando meno ce lo aspettiamo. Sono storie brevi, intime, che guardano il quotidiano da vicino, con una voce asciutta e sincera.

Una raccolta di narrativa contemporanea italiana che parla di fragilità emotiva, relazioni, resilienza e piccoli gesti che cambiano tutto.

Perfetta per chi cerca storie brevi che arrivano dritte, senza rumore.
Ogni racconto è un frammento di vita: un incontro, un silenzio, un ricordo che si apre, un gesto che pesa più di una confessione.
Sono storie che parlano di ciò che resta, di ciò che si perde, di ciò che si prova a ricomporre.

Cosa troverai in questo libro:

  • fragilità emotiva e resilienza
  • legami familiari, padri e figlie, memorie che tornano
  • quotidiano emotivo e piccoli gesti che trasformano
  • solitudini che si sfiorano, incontri che cambiano il ritmo
  • perdita, nostalgia, rinascita, introspezione femminile contemporanea.


Perché questo libro funziona:
Perché parla sottovoce, ma arriva.
Perché racconta il quotidiano senza retorica.
Perché riconosce la forza delle cose piccole.
Perché chi legge ci si ritrova, anche quando non vuole.

Per chi è:
Per chi ama la narrativa contemporanea italiana.
Per chi cerca racconti brevi che scavano senza ferire.
Per chi vuole storie che restano addosso.

Una raccolta che si legge in poco tempo, ma resta a lungo.
Perfetta per chi ama le storie intime, emotive, essenziali.


Settembre mi frega ogni anno. Mi promette cambiamento, equilibrio, rinascita e io ci casco, ogni volta, come una foglia che si stacca dal suo ramo troppo presto.


Recensione

Oggi vi parlo della raccolta di racconti "Forme di fragilità"; ringrazio l'autrice per la copia digitale; ogni racconto è diverso, ma fanno tutti riflettere.

Ma sono anche finestre verso mondi che forse, non tutti conosciamo, o che, se li conosciamo, magari facciamo finta di non vederli, perché ci sembrano distanti da noi; ma la verità è, che non lo sono.

Perché ognuno di noi potrebbe ritrovarsi tranquillamente in situazioni simili, ma ci crediamo solo quando ci sbattiamo contro.


La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3


Infilo le mani tra i capelli, li tiro giù con forza, come se potessi strappare via la paura insieme ai ricci. Le dita tremano. Anche il respiro.

«Dio, ti prego… fa’ che sia negativo. Giuro che farò la brava. Addio serate idiote, addio andare a letto con il primo che capita, addio a tutto. Giuro che smetto»

Il test non aspetta nemmeno il tempo della preghiera: due linee. Subito. Nette. Crudele come una sentenza.

Le gambe cedono. Mi aggrappo al lavandino e vomito di nuovo.

Acqua, solo acqua.





giovedì 9 luglio 2026

Recensione "The Heir", Sephy Fontaine


Autrice: Sephy Fontaine

Titolo: The Heir

Prezzo: 10,90  e-book 2,89

Link d'acquisto: QUI


Mi svegliai con la sensazione di essere diversa. Era da un paio di giorni che mi

succedeva, ma non riuscivo a capire per quale ragione.

Conducevo la solita vita e non era accaduto nulla di particolare.

Mi misi a sedere sul letto, dando un’occhiata alla mia piccola stanza, come facevo di

solito.


Trama

In una serata come tante, Selene Nevian si imbatte in un vampiro. Un cacciatore arriva in suo soccorso, ma dopo aver fallito nel tentativo di ipnotizzarla per farle dimenticare ciò che ha visto, le rivelerà che il suo destino è diventare una cacciatrice. Per lei inizia una nuova vita, fatta di addestramenti e cacce notturne al fianco dell'affascinante leader della Cerchia, Jared Farren. Per Selene non è facile condurre una doppia vita, e le cose si complicano nel momento in cui avviene un improvviso cambiamento in lei. Un cambiamento che potrebbe trasformarla da cacciatrice a preda.


"In quel momento, capii che nessun altro ragazzo avrebbe mai saputo affascinarmi o scuotermi come lui. I ragazzi del liceo, con i loro discorsi banali e i loro problemi infantili, non erano mai sembrati così insignificanti come ora, davanti all'uomo che mi stava insegnando a sopravvivere e a bruciare."


Recensione

Oggi vi parlo di "The heir", il nuovo romanzo di Sephy Fontaine; Selene è una ragazza come tante, o almeno, così si crede, finché un giorno, a una festa, non vede una persona che è giusto giusto un tantino diversa dagli altri che ci sono in casa; quel qualcuno segue una sua conoscente, che improvvisamente diventa un automa; Selene è l'unica che capisce che qualcosa non va, così la segue e quello che vede la porta a fare la conoscenza dei vampiri e non solo..

Perché lì, incontrerà Jared, che cercherà di farle dimenticare la scena appena vista, cosa che non gli riuscirà, perché Selene  non è un'umana normale...

Ed è da qui, che inizierà la sua avventura come cacciatrice, al fianco di Jared e il resto della compagnia, Kelly compresa, una sua compagna di scuola che non la sopporta e il sentimento è reciproco...

Le cose però, sono destinate a cambiare nuovamente, quando Selene per un motivo inspiegabile, risparmia una delle creature che dovrebbe uccidere; e i segreti che la riguardano, a quanto pare, non sono ancora finiti.

Una storia fantasy, con una protagonista che riscopre se stessa e vive un'avventura fuori dalla norma.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


Dei ragazzi erano scomparsi inspiegabilmente da una contea confinante con la

cittadina di Cumberville, situata nel Tennessee, dove ero nata e cresciuta. In seguito

erano stati ritrovati a vagare senza meta, con lo sguardo perso nel vuoto e strane ferite

sul corpo.

mercoledì 8 luglio 2026

WWW... Wednesday #317

Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!

 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Quasi finito; vi farò sapere


Ancora sospeso, ma quello che sto leggendo l'ho quasi finito, per cui questo lo riprenderò presto in mano


Questo lo sto leggendo a casa, l'ho quasi finito; vi farò sapere


Sono a metà, vi farò sapere


Questo l'ho dovuto sospendere per dare la precedenza a delle richieste; avrete la recensione quando riuscirò a riprenderlo insieme al libro su Amy

 2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Recensione QUI


Recensione online domani

3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?



Per ora queste saranno le prossime letture, poi vedremo


Questo è il www 317 e voi cosa state leggendo? Cos'avete letto? Cosa leggerete?

martedì 7 luglio 2026

Recensione serie "Brighton Love Affairs", Bess Tarleton

 

Titolo: La quinta stagione

Serie: Brighton love affairs, volume 1

Ebook: primi giorni € 0, 99, poi € 2,99

Kindle Unlimited: sì

Cartaceo: pag 391 prezzo €15

Link d'acquisto: QUI


«Sei ancora in tempo per dichiararti indisposta.»

La voce della zia, Lady Margaret Lennox, giunse dalla cabina accanto con

un tono tanto allegro da risultare quasi sospetto.

Amelia rise.

«Temo che sarebbe una scusa poco convincente, dal momento che mi hai

vista fare colazione con eccellente appetito meno di un'ora fa.»

«Un dettaglio insignificante. Sono certa che potremmo attribuire il

malore all'emozione.»

«L'emozione di un bagno gelido?»

«Esattamente.»


Trama

 Brighton, 1813.

Giunta alla sua quinta stagione mondana senza aver trovato marito, Amelia Worthing ha ormai rinunciato all'idea di sposarsi. Molto più interessata ai libri che ai corteggiatori, sogna di diventare una scrittrice e di vivere una vita diversa da quella che la società ha previsto per lei.

L'incontro con Dominic Carrington, affascinante e misterioso Duca di Wyndham, sconvolge però ogni sua certezza. Mentre tra balli, passeggiate sul mare e ricevimenti nasce un sentimento sempre più difficile da ignorare, Amelia scopre che Dominic nasconde un segreto che lo lega a una pericolosa rete di spie napoleoniche.

Tra romanticismo, avventura, umorismo e intrighi, La quinta stagione è un Regency romance ambientato nella scintillante Brighton dell'epoca della Reggenza, dove l'amore arriva quando meno lo si aspetta.


«Questa sarà la tua ultima stagione.»

Quelle parole l'avevano colta completamente di sorpresa.

Per un istante aveva creduto di aver deluso il padre.

Aveva creduto che egli si fosse finalmente arreso all'idea di vederla sposata.

Invece Sir Edward aveva sorriso.

«Se entro la fine dell'estate non avrai trovato un marito, considererò chiusa la questione.»

Amelia ricordava perfettamente il proprio stupore.

«Chiusa, padre?»

«Chiusa. Ti consegnerò la tua dote e sarai libera di amministrarla come preferisci. Sei una ragazza intelligente. Saprai cavartela meglio di tanti uomini blasonati.»


Recensione

Oggi vi recensisco il primo volume di una nuova serie storica di Bess Tarleton; la protagonista è Amelia Worthing, che per anni ha osservato le altre ragazze debuttare, fidanzarsi e sposarsi, per cinque stagioni di fila, mentre lei restava indietro; almeno si diletta scrivendo... Ma cosa scrive? Romanzi d'amore, mi pare ovvio! Il padre, quando la conosciamo, le fa una proposta: se a fine stagione non trova marito, le darà comunque la sua dote da amministrare a suo completo piacimento e lei.. Lei accetta, perché non è affatto sicura che riuscirà a trovarlo questo fantomatico marito!

Però, un giorno, vede un esemplare di sesso maschile che fa il bagno, un esemplare parecchio interessante, che fin da subito le fa perdere la testa; e quando se lo trova davanti, durante una riunione del ton, non può non chiedersi se questo sia un caso o il destino.

Tra incontri casuali, male ai piedi e altri disastri, la nostra protagonista cade preda dell'amore e con lei il duca; accanto a loro, il padre e la zia di lei, nonché la madre di lui; ovviamente c'è chi cerca di conquistare la nostra protagonista, cercando di battere il famoso duca, ma ci sono certi amori che non possono essere battuti da niente e nessuno e questo è uno di quelli.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


Amelia rimase immobile.

Non era preparata a una simile scoperta. Davanti ai suoi occhi innocenti

c’era un uomo nudo. Distante, sì, ma inequivocabilmente nudo.

Distingueva abbastanza nettamente la parte posteriore di quell’uomo.

Le convenzioni della buona società, pur con tutti i loro difetti, avevano il

pregio di proteggere le giovani donne da certe visioni improvvise. Ella

aveva visto statue antiche e dipinti classici, naturalmente, ma ciò che

aveva davanti non era marmo né tela.

Era un uomo reale e vibrante.

mercoledì 1 luglio 2026

Monthly wrap up giugno + tbr luglio e agosto


Serie tv viste


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Libri letti


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Letture in corso

Su audible continua l'audiolettura dei Bastardi di Pizzofalcone


Finalmente ho iniziato il primo volume della tetralogia retelling di Piccole donne; vi farò sapere


A casa sto leggendo questo; sono quasi alla fine, vi farò sapere

Questo invece l'ho stoppato temporaneamente per leggere il libro di Gerald Durrell, avendolo preso in biblioteca

*-* *-* *-*

TBR luglio e agosto

Appena finisco Pane per i Bastardi, inizio Souvenir, ma credo ci vorrà un po'



Queste saranno le mie prossime letture


E voi cosa leggerete?