Autore: Fulvio Pannese
Titolo: Goatman
Le porte della sala si aprirono con un rombo sordo, profondo, simile al lamento di una montagna che si spacca. L’imputato entrò a testa alta, le catene magnetiche ai polsi che emettevano un lieve ronzio a ogni passo. Dietro di lui, due guardie in armatura cerimoniale nera, i cui elmi coprivano interamente il muso, lo scortavano in silenzio.
Trama
Roma. Fulvio Pannese ha quarant'anni, un laboratorio di stampa 3D, una corsa ogni mattina nello stesso parco e la certezza, coltivata da sempre, di correre la gara sbagliata.
Poi una mattina il parco gli mette davanti una creatura di due metri, muso caprino, occhi arancioni, e al posto delle corna due monconi. Gli parla dentro la testa e pretende ospitalità come se fosse un diritto acquisito.
Fulvio lo chiama Gim. E Gim non è in vacanza: è in missione. Nell'atterraggio ha perso l'unica cosa che gli serve per portarla a termine. E Fulvio potrebbe essere la sua unica soluzione.
Ma mentre nel seminterrato prende forma un'alleanza improbabile fatta di corna stampate, caramelle aliene e insulti reciproci, qualcuno osserva. Una donna che conosce Fulvio da quattordici anni, e di cui lui non ricorda nemmeno il volto. Un ispettore che insegue un caso vecchio altrettanto, di cui nessuno, tranne lui, conserva memoria.
Perché quel parco ha già visto atterrare qualcosa, una volta. E Fulvio c'era.
«Sei stato ritenuto colpevole» affermò serenamente. La sua voce non aveva bisogno di microfoni; risuonava direttamente nelle ossa dei presenti. «Per questo motivo, sarai spogliato del titolo di GOAT e verrai esiliato da questo piano astrale» continuò il Giudice alla sua destra, con la freddezza di un automa. «Sarai inoltre privato dei vettori» concluse quello di sinistra, fissando le corna dell'imputato con disprezzo. «Affinché tu non possa più fare ritorno, né attingere al Flusso.»
«Così è deciso» concluse l’ultimo giudice.
Il verdetto cadde come una ghigliottina. L’imputato fissò il vuoto. Sentì i passi pesanti delle guardie avvicinarsi alle sue spalle. L'orgoglio, quel maledetto orgoglio che lo aveva portato fin lì, gli impedì di tacere.
«Mi esiliate per aver fatto il mio dovere!»
Recensione
Oggi vi parlo del romanzo di un autore emergente; abbiamo un protagonista di nome Fulvio Pannese (sì, come l'autore), ma anche un alieno che conosciamo all'inizio, a cui viene tolta la libertà e viene esiliato sulla terra, dove, per ritrovare ciò che ha perso, ha bisogno dell'aiuto di Fulvio.
Ci troviamo così immersi in un'avventura che però, porta anche qualche guaio; all'inizio Fulvio non crede a una parola di colui che viene denominato "Goatman", ma si dovrà ricredere, perché dietro, non ci sono i suoi amici, non ci sono telecamere, è tutto vero.
E noi non possiamo fare altro che seguire questa roccambolesca avventura, sperando che il protagonista non si faccia male.
E' il primo libro che leggo di questo autore, e devo dire che ho apprezzato la storia, lo svolgimento e tutto ciò che ci ruota intorno.
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3
A soli cinquecento metri dal suo obiettivo, l'impatto arrivò senza alcun preavviso. Qualcosa che Fulvio non aveva nemmeno visto lo colpì con una violenza inaudita, lo strappò dal sentiero e lo fece rotolare a terra tra i bassi rovi di more alla sua destra.
Una densa nube di polvere celò Fulvio e il corpo che lo aveva colpito. Passarono diversi secondi prima che il corridore riuscisse a rimettersi seduto, sputando terra e imprecando sottovoce. Mentre cercava di scrollarsi di dosso la polvere, percepì una figura ai margini del campo visivo, esattamente nel punto dell'impatto.