giovedì 18 giugno 2026

Recensione serie "Tutte le piccole cose", Valentina Lombardi

 


Autrice: Valentina Lombardi

Titolo: Tutte le piccole cose

Prezzo: 14,04  e-book 0,89

Link d'acquisto: QUI


"A volte, l'amore arriva quando non sei più disposto a cercarlo.

E cambia tutto"


Trama

Nicholas Lopez ha venticinque anni e un passato che non si lascia dimenticare facilmente.
Cresciuto nel South Side di Chicago, tra violenza, droga e un'infanzia che non gli ha risparmiato niente, ha imparato presto che sopravvivere significa non permettersi il lusso di sentire troppo. Adesso la sua vita è semplice, volutamente: lavoro, casa, e Ambramarie — sua figlia, l'unica cosa per cui vale la pena alzarsi la mattina. L'amore? Una debolezza che non può più permettersi. Non dopo tutto quello che è costato.

Poi arriva il primo giorno di scuola.

Cooper è il maestro di Ambramarie: paziente, affidabile, con quella calma silenziosa che Nicholas non sa bene come gestire. Non dovrebbe rappresentare nulla di complicato. Eppure qualcosa non torna — una tensione sottile, ostinata, che Nicholas non riesce a ignorare e che non aveva mai sentito verso un uomo prima d'ora. Gli fa paura. Molta.

Cooper, dal canto suo, non cerca storie difficili. Ne ha abbastanza della propria vita. Ma c'è qualcosa in Nicholas — le cicatrici che nasconde a malapena, la devozione assoluta e silenziosa per sua figlia — che lo incanta prima ancora che se ne accorga.

Tra i corridoi della Lincoln Elementary e le strade di una città che non perdona le fragilità, Nicholas e Cooper si troveranno davanti a una scelta: ignorare quello che cresce tra loro, o rischiare tutto per scoprire cosa significa ricominciare davvero.

Un romance M/M sulla redenzione, la riscoperta di sé e la bellezza inaspettata delle piccole cose che cambiano una vita.




La bambina si sollevò a sedere, lasciando cadere il peluche. Per un attimo

parve disorientata. Il ricordo la investì.

«È oggi!» Gli occhi le si accesero come fuochi d’artificio. Saltò in piedi sul

materasso. «Vado a scuola! Sono una bimba grande!»

Nicholas la afferrò per la vita, ridendo, mentre lei si aggrappava al suo

collo.

«Una bimba grande che profuma di sonno.» La canzonò, sollevandola in

aria. «Prima lavati la faccia e poi colazione, o le maestre scapperanno via e

penseranno che tu sia un mostro!»

«Ma io sono un mostro! Graaargh!» Ringhiò Ambramarie con le dita

artigliate a uncino, prima di scoppiare in una risata che riecheggiò per tutta la

stanza.





Recensione


Buongiorno; oggi vi parlo del primo volume di una serie romance; ringrazio la casa editrice per la copia digitale.



"Tutte le piccole cose" di Valentina Lombardi è un romanzo intenso ed emozionante. Il protagonista è Nicholas Lopez, un giovane uomo che, seppur segnato dal dolore e dall’abbandono, riesce a trasformare la sofferenza in un amore assoluto e incondizionato: prima per sua figlia, poi per Cooper. Un percorso umano e imperfetto, fatto anche di errori, ma sempre autentico.

Il fulcro principale del romanzo è l’amore tra due uomini. Nicholas, venticinquenne dal passato traumatico, viene abbandonato dalla fidanzata Agatha subito dopo la nascita della loro figlia, Ambramarie. Da quel momento, mette da parte i suoi sogni per dedicarsi completamente alla bambina, costruendo per lei un ambiente sicuro e pieno d’amore. Dopo alcuni anni, Ambramarie, vivace e solare, diventa il centro della sua vita e intuisce subito che qualcosa di speciale sta nascendo tra suo padre e Cooper, il suo insegnante.

La relazione tra Nicholas e Cooper non è semplice: entrambi hanno alle spalle esperienze difficili e Nicholas, in particolare, si trova ad affrontare una nuova consapevolezza. Per la prima volta si innamora di un uomo, e con questo arrivano i dubbi, le paure, e il timore del giudizio della sua famiglia. Una famiglia numerosa e affettuosa, capace di scherzare, ma anche di sostenerlo nei momenti più delicati. Ho apprezzato molto il personaggio di Andy, il fratello maggiore: severo quando serve, ma sempre pronto a difendere Nicholas. Anche lui ha affrontato momenti duri, ma è riuscito a rialzarsi con determinazione.

Il rapporto tra Nicholas e Cooper è una vera montagna russa emotiva: primi appuntamenti, tenerezze, momenti intimi, litigi, fragilità, ma il passato tornerà a bussare alla loro porta, mettendo alla prova una relazione già precaria. Riusciranno a superare gli ostacoli?




La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3





«¿Un hombre? ¿En serio?» Brontolò Nicholas tra i denti, le sopracciglia

inarcate così in alto da scomparire quasi sotto la frangia scompigliata dei

capelli. Non riusciva a crederci. Un brivido di irritazione gli serpeggiò lungo

la schiena. Era innaturale, fuori posto. I bambini avevano bisogno di dolcezza

e pazienza, tutte cose che un uomo, a suo parere, non poteva certo offrire. Si

strinse nelle spalle, incrociando le braccia al petto, le labbra contratte in una

smorfia di completo disappunto.

Ogni dubbio evaporò all’istante quando Cooper salì sul palco. Il giovane

insegnante sprigionava un’energia frizzante, probabilmente non aveva ancora

trent’anni. I capelli ramati, mossi, incorniciavano un viso aperto, illuminato

da uno sguardo ambrato che sembrava sorridere anche quando le labbra erano

chiuse. Indossava un paio di occhiali rotondi che aggiungevano un tocco

intellettuale al suo aspetto vivace. La camicia verde a righe bianche, sfoggiata

con nonchalance e infilata in un paio di jeans aderenti, gli disegnava una

silhouette slanciata ed elegante, le scarpe da ginnastica bianche completavano

il look, donandogli un’aria fresca e sbarazzina.

Ambramarie trattenne il fiato. «Papà!» Gli strinse il braccio con forza.

«Ma è bellissimo quel maestro! Possiamo portarlo a casa?» La sua voce

risuonò squillante nella quiete dell'aula, strappando qualche risata soffocata ai

suoi vicini di sedia.

Nicholas le scagliò un'occhiata severa, reprimendo a fatica un sorriso.

«Amby, por favor...»

mercoledì 17 giugno 2026

WWW... Wednesday #315

Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!

 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Finalmente sono riuscita a iniziare l'audiolibro del sesto volume dei Bastardi di Pizzofalcone; vi farò sapere


Iniziato due giorni fa, l'ho quasi finito; vi farò sapere


A casa sto leggendo questo; vi farò sapere

 2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Recensione QUI


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Recensione (doppia, perché sotto c'è anche quella del seguito) QUI


Recensione QUI

3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?



Questi saranno le prossime letture dopo "Tutte le piccole cose"


Questo è il www 315 e voi cosa state leggendo? Cos'avete letto? Cosa leggerete?





sabato 13 giugno 2026

Recensione tetralogia "Saint James Elitè College", A.A.V.V.


Autrice: Samantha Dionigi

Titolo: Unseen

Serie: Saint James Elitè College #4

Data uscita: 3/6/2026

Prezzo cartaceo: 18.00€
Prezzo eBook: 2.99€

Link d'acquisto: QUI


Tetralogia Saint James Elitè College:

1)Rebel

2)Fierce

3)Collide

4)Unseen



Trama

Frederick Hawthorne è uno dei Four, nato nel lusso, cresciuto tra le mura fredde dell’élite americana e il peso di un cognome che pretende perfezione assoluta. Al St. James Élite College tutti lo vedono come il ragazzo d’oro: brillante, affascinante, intoccabile. Ma Frederick è anche il caos che si nasconde dietro quella maschera impeccabile. Un ragazzo cresciuto troppo in fretta, abituato a consumare notti folli tra alcol, donne e autodistruzione pur di non sentire il vuoto che si porta dentro. Dietro i suoi occhi si nasconde qualcuno che ha passato la vita a sentirsi invisibile persino dentro casa propria.
Ginevra Bennet conosce bene quella sensazione. Per sua madre non è mai stata abbastanza: elegante, magra, perfetta da meritare di essere vista. Oxford le ha insegnato a sopravvivere lontano da Gray Haven, a ricostruirsi pezzo dopo pezzo e a diventare la versione di sé che il mondo ha sempre preteso.
Ma alcune persone riescono a ritrovarti anche dopo un anno e mezzo di distanza. Soprattutto quando sono state il tuo primo amore.
Il tuo errore più grande.
La tua dipendenza.
Quando Frederick e Ginevra vengono costretti a interpretare Romeo e Giulietta per il progetto teatrale del St. James, il confine tra finzione e realtà inizia lentamente a sgretolarsi. Tra vecchie ferite, desideri mai spenti, gelosia e segreti impossibili da ignorare, entrambi scopriranno che alcune storie sono impossibili da seppellire.
Perché Frederick è l’unico capace di vedere Ginevra oltre tutte le sue cicatrici. E Ginevra è l’unica persona davanti alla quale Frederick non deve fingere di essere invincibile.
Ma amare qualcuno non sempre basta a salvarlo. Soprattutto quando il mondo intorno continua a chiedere di essere qualcun altro.
E allora la domanda è una sola:
si può tornare da chi ti ha già spezzato il cuore?





Recensione

Buongiorno; oggi vi parlo dell'ultimo romanzo della tetralogia "Saint James Elitè College", scritto da Samantha Dionigi; ebbene sì, siamo giunti all'ultimo membro dei Four, Frederick e accanto a lui c'è Ginevra.
Bene o male abbiamo già conosciuto entrambi, seppur di facciata; questa volta però, che purtroppo, è l'ultima, abbiamo modo di conoscerli a fondo.
Siamo al Saint James quando tutto sembra crollare: Gin e Frederick, amici di lunga data, sono appena stati a letto  insieme e lui.. Lui la distrugge, dicendole chiaro e tondo che è stata solo una notte. E Gin? Gin, come è palesemente ovvio ci rimane talmente male, che pensa c'entri il suo aspetto, che sia colpa di ciò che è, se Frederick si è comportato così; perché lei, a causa di una madre che la denigra, la rimprovera da sempre per qualsiasi cosa, ha l'autostima sotto le scarpe.
Come ho detto, Gin si allontana, e a dirlo  a Frederick è Runa, che sa benissimo cosa prova l'amico per Gin; e lui? Lui come al solito, perché è maschio, ci mette mesi, addirittura anni, a capirlo; mentre Gin ha sempre saputo di volerlo; ma come ho detto, una notte basta per distruggere tutto e allontanare Gin dal Saint James College e da Frederick; così i due passano un anno lontani, un anno in cui Gin si rimette pian piano in piedi, grazie alle amiche trovate a Boston e a un ragazzo che la fa stare bene.
Ma sa che deve tornare per completare l'anno; deve tornare dove tutto è iniziato, dove ha lasciato il cuore e quando lo fa, le cose non vanno esattamente nel giusto verso...
Frederick  è distrutto: da quando Gin è partita ha fatto solo danni e quando lei torna, venuto a sapere che c'è qualcun altro che la accarezza, che la bacia, che magari la ama, comincia a rendersi conto che forse, Gin, non è solo quell'amica d'infanzia lasciata indietro, ma che è qualcos'altro. Il colpo di grazia, poi, lo da il professore di recitazione, assegnando loro i ruoli di Romeo e Giulietta nell'opera teatrale del College; perché questi due, non hanno ancora finito di bruciare, per niente!
Così, il destino vuole che si riavvicinino, così tanto da rendersi conto che l'amicizia è destinata ad essere altro; ma ovviamente ci sono un po' di cose da chiarire, soprattutto per Ginevra che vuole spiegare tutto al "damerino inglese" lasciato a Boston (scusate, il nome non mi rimane impresso neanche volendo :P ), e quando lo fa, Frederick è con lei, il che è una fortuna, visto il casino che succederà.
Come andrà a finire tra questi due? Avranno il loro lieto fine, come lo hanno avuto Damon, Aiden e Hunter? 
Alla fine, in più, ci sono capitoli extra di ogni storia, dove i protagonisti sono cresciuti e hanno figli; ho adorato tutto! 
E adesso? Qualcuno si degnerà di dirmi se avremo degli spin-off sui figli dei Four o se dovremo farne a meno??


La mia valutazione


Alla prossima
Luce <3






venerdì 12 giugno 2026

Recensione dilogia "The Handmaid's Tale", Margaret Atwood

 


Autrice: Margaret Atwood

Titolo: Il racconto dell'ancella

Prezzo: 19,00  e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


“Noi esistiamo per scopi di procreazione, non siamo concubine, geishe, cortigiane. […] Non dobbiamo avere qualità di intrattenitrici, non è lasciato spazio al risvegliarsi di desideri segreti, nessun allettamento speciale dev’essere concesso da parte loro o nostra, né ci deve essere il più piccolo appiglio per l’amore. Noi siamo dei grembi con due gambe, nient’altro: sacri recipienti, calici ambulanti”.


Trama

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Offred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Gilead: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette Ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c'è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull'intreccio tra sessualità e politica. Quello che l'Ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.


“Ogni mese aspetto il sangue, impaurita, perché se arriva significa incapacità. Sono stata di nuovo incapace di esaudire le attese altrui, che sono divenute mie”.

Recensione

Questo romanzo distopico offre una visione disturbata di una società in cui le donne hanno perso ogni diritto e ogni controllo sul proprio corpo. Ambientato in un futuro non troppo lontano, il libro dipinge un mondo governato da una teocrazia totalitaria, in cui il ruolo delle donne è ridotto a quello di strumenti di procreazione.

L'uso della prima persona, attraverso la voce intima e coinvolgente della protagonista, rende la narrazione fluida e avvincente. Ogni pagina invita a proseguire, portando il lettore a immergersi sempre più nelle dinamiche e nelle emozioni contrastanti della protagonista.

La trama ruota attorno alla figura di Difred, un'"ancella" incaricata di dare un figlio al comandante a cui è assegnata. Tuttavia, al di là della semplicità apparente della storia, emergono temi complessi e universali: il peso del passato, il trauma della perdita di libertà, e la lotta per mantenere la propria umanità in un mondo che cerca di annientarla. Difred non è solo una vittima; è una donna che lotta per sopravvivere e che, nonostante tutto, cerca di mantenere accesa una scintilla di speranza.

Il romanzo esplora temi come il controllo del corpo femminile, il potere della memoria, e la resilienza di fronte all'oppressione. Difred, con i suoi ricordi e i suoi pensieri, diventa simbolo di resistenza e di ribellione silenziosa, un promemoria del valore della libertà e della dignità umana.

"Il racconto dell'ancella" non è solo una storia, ma anche un monito.



La mia valutazione


"Pensate alla situazione in cui si trovavano prima, pensate ai bar di per sole donne, all’indegnità degli appuntamenti a sorpresa. Era il mercato della carne. […] Oppure se avevano un lavoro, dovevano lasciare i figli al doposcuola o affidarli a qualche donna ignorante e brutale, che dovevano pagare loro stesse, sottraendo il denaro alle loro misere buste paga. Il denaro era l’unica misura del valore, per tutte, l’essere madri non dava diritto al rispetto. Non c’è da meravigliarsi quindi che stessero addirittura rinunciando alla maternità. Ora , invece, sono protette, possono adempiere in pace ai loro destini biologici, con pieno sostegno e incoraggiamento. […]".


*-* *-* *-*


Autrice: Margaret Atwood

Titolo: I Testamenti

Prezzo: 19,00  e-book 10,99

Link d'acquisto: QUI


Trama

«Il nostro tempo insieme sta per cominciare, mio lettore. Può darsi che vedrai queste pagine come un fragile scrigno da aprire con la massima cura. Può darsi che le strapperai o le brucerai: con le parole accade spesso».
Hai fra le mani un’arma pericolosa, caricata con i segreti di tre donne di Gilead. Stanno rischiando la vita per te. Per tutti noi.
Prima di entrare nel loro mondo, forse vorrai armarti anche di questi pensieri:
«La conoscenza è potere».
«La Storia non si ripete, ma fa rima con sé stessa».

Recensione

Per chi non lo sapesse, nel primo libro Atwood immaginava che un regime teocratico totalitario chiamato Gilead rovesciasse il legittimo governo degli Stati Uniti, imponendo una società fondamentalista in cui le donne, soprattutto quelle fertili, erano private di ogni diritto civile, finendo per diventare le ubbidienti Mogli dei Comandanti del regime, le custodi dell'ortodossia morale comune (le Zie) o ancora dei corpi da usare a piacimento per garantire le riproduzione degli alti ranghi (le Ancelle), data la crisi di natalità che aveva colpito il paese. L'autrice faceva raccontare la sua storia a Offred, una di queste ancelle che grazie alla sua forza d'animo riesce probabilmente, nel finale aperto del libro, a trovare rifugio nel Canada libero (è anche al centro della serie tv, dove le dà il volto Elisabeth Moss).

I testamenti è ambientato 15 anni dopo queste vicende e torna a raccontare di Gilead coinvolgendo voci vecchie e nuove. Solamente questo era dato sapere fino all'uscita del nuovo romanzo, la cui trama è stata tenuta sotto il più stretto riserbo, alimentando in questo modo una curiosità già altissima (e fuori dalle librerie nelle ore precedenti l'uscita si sono formate code notevoli, a conferma del fenomeno). Atwood è stata anche ospite del Festivaletteratura di Mantova appena conclusosi e, pur attenta a non rivelare dettagli preziosi, ha ribadito il tema centrale della sua nuova fatica, come sempre il potere: "Nel mio libro ho riportato soltanto quello che credevo queste persone pensassero di chi ha il potere, e di solito ad averlo sono suprematisti bianchi o integralisti religiosi che usano la religione come facciata per poi fare altro", il che risulta ovviamente in un monito: "L’unico messaggio possibile verso queste persone è: non li votate, non lasciate che salgano al potere".

L'autrice torna appunto a Gilead e lo fa con un espediente particolare (se proprio non volete sapere nulla della trama, passate al paragrafo successivo): se prima il punto di vista era quello di Offred, ora si spezza in tre voci distinte che in vari momenti della storia ci consegnano altrettante testimonianze sulla crisi sotterranea ma irreversibile che sembra percorrere il regime. Una di queste è quella di zia Lydia, l'irreprensibile e crudele Zia che abbiamo ben conosciuto nel primo libro e nella serie, che svela qui un volto umano e inedito, seppur sempre spietato e determinato; poi ci sono Agnes, una bimba cresciuta nel pieno dei rituali malati di Gilead, e infine Daisy, che vive in Canada e osserva da lontano quella realtà malata ma sarà costretta all'improvviso a entrarne nel cuore. I destini delle tre, su cui aleggia il mito della bimba scomparsa Baby Nicole, s'intrecceranno in uno schema intrigante che tenterà appunto di mettere a repentaglio l'ordine precostituito delle cose. (Fine spoiler).

Atwood ci rigetta dunque nelle atmosfere cupe e stranamente familiari di Gilead, una società che nonostante gli scricchiolii continua a esercitare il suo potere oppressivo sulle donne: "Eravamo fiori preziosi da custodire nelle serre, perché qualcuno avrebbe potuto tenderci un agguato, strappare i petali e rubare il tesoro, ci avrebbe squarciate e calpestate, uno di quegli uomini famelici che potevano appostarsi a ogni angolo" è la giustificazione inculcata a una delle protagoniste da una macchina della propaganda senza vergogna, che in realtà teme solo le pericolosità delle fanciulle che alleva: "Una donna ribelle era ancora peggio di un uomo ribelle, perché i ribelli diventavano traditori, mentre le ribelli diventavano adultere". Proprio su questo nodo l'autrice costruisce un libro che, pur muovendosi su aspettative prevedibili, ci dà ulteriore conto dell'importanza della storia che ha congegnato.

Sia Il racconto dell'ancella sia questo I testamenti, infatti, non sono solo narrazioni fantasiose su una delle tante facce apocalittiche che il nostro mondo potrebbe assumere. D'altronde la stessa Atwood scrive che "uno degli assiomi del romanzo" in questi due casi per lei è "non ammettere eventi che non avessero un precedente nella storia dell'umanità": la prevaricazione sistematica della donna, il timore della sua imprevedibilità, la costruzione di sistemi politici ma anche di senso che ne sminuiscano costantemente la figura e le potenzialità non sono altro che un humus universalmente diffuso che la scrittrice, negli anni Ottanta così come oggi (quasi il mondo si fosse cristallizzato), non ha fatto altro che sublimare.

Leggere questo romanzo oggi ci dà dunque l'idea che poco sia cambiato e che quei pericoli esasperati tre decenni fa siano ancora lì, anzi più concreti che mai. In questo secondo capitolo Atwood è ancora più fulminante nel mostrarci come Gilead sia uno specchio deformato eppure vicinissimo alla nostra realtà, basta solo pensare all'elenco delle motivazioni che hanno portato alla sua fondazione: "Il fiasco dell'economia, la disoccupazione, il tasso di natalità in declino. La gente era spaventata. Poi iniziò ad arrabbiarsi. L'assenza di soluzioni praticabili. La ricerca di un capo espiatorio". Parole che risuonano di angoscia e familiarità, tanto più che la vicenda non è solamente femminile (come molti potrebbero troppo facilmente etichettarla). Fra le righe scorrono, seppur in modo indiretto e traslato, le tragedie dei vari ultimi del mondo, fra cui quelli dei migranti: "Non avevo considerato cosa significasse lasciare un luogo conosciuto, perdere tutto e viaggiare verso l'ignoto. Doveva essere come sprofondare nel buio, tranne forse per il barlume di speranza che ti aveva permesso di correre il rischio", riflette un altro personaggio che vive un'esperienza simile.

Ne I testamenti Atwood dunque compie un'operazione essenziale per la digestione dei moti più subdoli della nostra società. Lo fa con una lingua sempre limpidissima e cambi di registro spesso impercettibili e impregnati a volte di un'amara e tagliente **ironia **(il linguaggio è forse l'arma più micidiale qui, tanto che il divieto dell'alfabetizzazione è il vero cardine dell'oppressione). È vero che il tutto pare incastonato in un meccanismo narrativo dagli ingranaggi fin troppo evidenti (a far chiarezza sulle voci narranti ogni capitolo è accompagnato da un'icona diversa, ad esempio) e ci si chiede anche quanto questa opera letteraria possa essa letta a prescindere dalla sua controparte seriale (e alla prospettiva di un sequel), ma in ogni caso la sua lezione è potentissima.

I sistemi oppressivi che tentano di ridurre le donne al loro corpo sminuito, incatenato e mortificato ("il corpo di una donna adulta era una grossa trappola esplosiva") non saranno mai completamente al sicuro, perché di quelle stesse donne sottovalutano intelletto, determinazione e ardore. Ridotte all'ombra queste figure femminili tessono assieme i propri destini e lavorano in modo surrettizio per scardinare un regime puritano e autoritario. Anche questa è una delle fulminanti profezie di Margaret Atwood che si spera incontrino presto la realtà.


La mia valutazione


Alla prosisma

Luce <3