martedì 21 gennaio 2020

Rubrica: Voi scegliete, io leggo! #1

Buongiorno e bentornati sul blog con una nuova rubrica, sta volta interamente proveniente dalla mia testolina! Anche se ammetto di aver preso spunto da quella di un altro blog... :D
Vi avviso però che ho iniziato Un dolce inganno di Abbye J Leen a cui seguirà la lettura di Un inganno chiamato amore, che è il suo seguito, per cui il libro che sceglierete lo leggerò più avanti!

In cosa consiste questa rubrica? Dato che ho parecchi libri arretrati (come tutti voi immagino), ho deciso che da quest'anno, le mie letture le deciderete VOI! La cosa avverrà man mano che finirò un libro; oggi vi propongo 4 libri arretrati, quello con più voti (validi nei commenti) sarà il primo che leggerò, a seguire, leggerò gli altri. E' tutto chiaro?? Ora guardate le copertine e.. FATE LA VOSTRA SCELTA!













Queste le copertine dei libri, per oggi! Vi ricordo che leggerò prima quello con più voti, a seguire gli altri

A presto

Luce <3

lunedì 20 gennaio 2020

Ognuno è perfetto - miniserie tv (recensione)

Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione di una miniserie tv, andata in onda su Rai Uno dal 16 al 23/12/19.




Titolo: Ognuno è perfetto
Paese: Italia
Anno: 2019
Formato: miniserie tv
Genere: Commedia drammatica, dramma famigliare
Puntate: 6
Durata: 50 min (episodio)
Lingua: italiano


Informazioni
Ognuno è perfetto è una miniserie televisiva italiana del 2019 diretta da Giacomo Campiotti, liberamente ispirata alla serie belga Tytgat Chocolat.





Trama
La serie narra le vicissitudini di Rick, un ragazzo di 24 anni con sindrome di Down che, dopo numerosi tirocini e stage fasulli, manifesta la volontà di trovare un vero lavoro; suo padre Ivan ha appena ceduto l'attività per dedicargli più tempo e decide di aiutarlo nella difficile ricerca di un impiego. Il sogno di Rick si avvera quando conosce Miriam, la proprietaria della rinomata fabbrica di cioccolato Antica Cioccolateria Abrate, che lo assume per lavorare nel reparto packaging dell'azienda: voluto e creato da Miriam, il reparto è interamente affidato a un gruppo di ragazzi per la maggior parte con sindrome di Down, ciascuno dei quali ha il compito di comporre particolari scatole di cioccolatini in modo da rendere unico il marchio di fabbrica. Tra un cioccolatino e l'altro, Rick si innamora perdutamente di Tina, una ragazza albanese che lavora con lui e che ricambia pienamente il suo sentimento. Ma quando il passato di Katarina, madre di Tina, riemerge brutalmente e le costringe a lasciare definitivamente l'Italia, inizia per Rick una nuova, grande avventura. Con i suoi amici, il ragazzo parte per recuperare il suo amore.






Recensione


Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione della miniserie "Ognuno è perfetto", andato in onda in tre puntate, ognuna da due episodi, che in totale sono 6.. Premetto che questa recensione sarà un po' sentita a causa del fatto che ad aiutare la regia, c'era qualcuno che conosco da una vita, che peraltro è mia amica.
La serie parla di un ragazzo down, Rick, che stufo dei continui tirocini, si mette in testa di fare un lavoro vero, mettendo alle strette i genitori; ed è così che si ritrova a infiocchettare e fare cioccolatini per la
cioccolateria più famosa Antica Cioccolateria, dove i suoi colleghi sono down come lui; in loro trova degli amici, in Tina invece trova la donna della sua vita, che come lui vuole vivere come una persona normale, inclusa la vita sessuale. Ma cambia tutto quando la madre di Tina è costretta a scappare, ed è così che i nostri protagonisti si ritrovano a vivere un'avventura straordinaria, in mezzo a pericoli, passaggi scroccati a sconosciuti e tanto divertimento. Il viaggio è anche il mezzo che hanno i ragazzi per far valere la loro autonomia, che già conquistano, pian piano, nella cioccolateria, grazie a Miriam; acquisiscono anche la consapevolezza di sé e dei propri limiti.
Un difetto volete proprio che lo trovi? Le famiglie dei ragazzi hanno storie viste e riviste in tutte le salse e ovviamente il finale tra gli adulti era parecchio ovvio... Se volete una serie che vi faccia rilassare e per tutta la famiglia, Ognuno è perfetto è quella che fa per voi. Il cast è perfetto, sia per quel che riguarda i ragazzi, sia gli adulti; Cristiana Capotondi è perfetta! Ma anche gli altri non sono da meno. Lasciatevi incantare da questa storia, perché vi assicuro che vi entrerà nel cuore.




La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


domenica 19 gennaio 2020

13 Reason Why - serie tv (recensione)

Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione di una serie tv



Titolo: 13 reason why
Paese: Stati Uniti d'America
Anno: 2017 - in produzione
Genere: giallo, thriller, dramma adolescenziale
Stagioni: 3
Episodi: 39
Durata: 49-771 min (episodio)
Lingua originale: inglese


Informazioni
Tredici (13 Reasons Why, reso graficamente TH1RTEEN R3ASONS WHY) è una serie televisiva statunitense creata da Brian Yorkey basata sul romanzo 13 di Jay Asher. La storia ruota attorno alle vicende che seguono il suicidio dell'adolescente Hannah Baker, la quale ha registrato i tredici motivi che l'hanno spinta a togliersi la vita.
Le prime due stagioni sono state trasmesse rispettivamente il 31 marzo 2017 e il 18 maggio 2018, sul servizio di video on demand Netflix, in tutti i Paesi in cui il servizio è disponibile. La terza stagione è stata messa a disposizione degli utenti il 23 agosto 2019. La prima stagione è stata acclamata dalla critica, che ha lodato l'interpretazione del cast e l'approccio a temi delicati come il suicidio, la violenza sessuale, l'omosessualità, le violenze domestiche e il bullismo[1], anche se la rappresentazione esplicita di tali temi ha generato dibattiti e controversie in numerosi Paesi. La seconda e terza stagione, invece, sono state accolte negativamente dalla critica. Nel 2018 ha vinto il Premio Media Young ai Diversity Media Awards.
A luglio 2019 Netflix, dopo aver parlato con dei medici, ha deciso di tagliare la scena del finale della prima stagione che mostrava in modo molto crudo il suicidio di Hannah Baker, perché era stata accusata di far suicidare i giovani negli Stati Uniti d'America, nel Regno Unito, in Francia, in Italia, in Giappone, in GermaniaRussia e altri paesi di tutto il mondo.


Trama prima stagione
La Liberty High School, liceo di una piccola cittadina americana, è sconvolta dal recente suicidio della studentessa Hannah Baker, tagliatasi le vene qualche settimana prima. Clay Jensen, anch'esso studente della Liberty High, tornando a casa trova una scatola sulla veranda al cui interno ci sono sette cassette registrate dalla stessa Hannah, in cui spiega le tredici ragioni che l'hanno spinta a togliersi la vita. Clay capisce così di avere a che fare con questa storia e inizia l'ascolto dei nastri. Emerge ben presto come Clay sia stato uno dei tredici motivi. La stagione si chiude con la registrazione da parte di Clay di una confessione da parte di Bryce, il quale dichiara di aver stuprato Hannah, episodio già narrato da Hannah all'interno della dodicesima cassetta. All'interno poi della tredicesima si scopre che la scuola avrebbe potuto intervenire e salvare Hannah, ma si è tirata indietro, spingendola a togliersi la vita.



Recensione
Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione della serie tv "13 reason why"; la serie tratta temi importanti: bullismo, suicidio, violenza sessuale. Questa è la storia di Hanna Baker, ragazza delle superiori morta suicida, che in 13 cassette (ossia i suoi 13 motivi), spiega il perché del suo tragico gesto, e noi spettatori della serie (che se fossi in voi guarderei più per il messaggio di fondo, che per puro divertimento; se avete/conoscete parenti/amici o altro, che pensano di farla finita, fategliela vedere, se è minorenne, GENITORI E/O TUTORI, stategli vicino), scopriamo tutto, attraverso gli occhi del personaggio maschile, Clay Jensen, inizialmente amico di Hanna, ma che col tempo inizia a provare qualcosa di più per lei.
Sì, ragazzi, è Clay a raccontarci, dal suo punto di vista, quello che ascolta in ogni cassetta e vi assicuro che NON E' PER NIENTE FACILE! Clay, ascolta ogni cassetta, anche se all'inizio, su sua stessa ammissione, faceva parecchia fatica, visto che immaginava Hanna, che viveva OGNI COSA narrata in quelle (ammettiamolo: MALEDETTE CASSETTE!), scoprendo così sia le sue colpe, sia quelle di ogni persona nominata in ogni cassetta; come ho detto, la serie tratta argomenti importanti come: BULLISMO, SUICIDIO e VIOLENZA SESSUALE; ditemi in quale altra serie, a parte questa, vengono trattati temi simili e COSI' BENE COME IN 13 REASON WHY; semplice! Non esiste! Altro punto a favore della serie: il punto di vista dei ragazzi, compagni di scuola di Hanna, che hanno ascoltato le cassette, e sanno PERFETTAMENTE cos'è successo; gli adulti, li abbiamo lasciati a fondo a campo, e cominceranno a rendersi conto della verità, solo a conclusione della prima stagione.
Lo ripeto: guardate la serie, PIU' PER IL MESSAGGIO DI FONDO, CHE PER DIVERTIMENTO, anche perché vi assicuro che avrete più brividi di paura, shock e cose simili, e non perché riderete (non c'è un bel niente da ridere qua..).




La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3




sabato 18 gennaio 2020

Segnalazione "Natale in città", Jill Barnett

Buongiorno e bentornati sul blog con una nuova segnalazione


Titolo: L’eroe di Eleanor (titolo originale: Eleanor’s hero)
Autore: Jill Barnett
Traduttore: Isabella Nanni
Editore: Babelcube
Genere: Romance storico
Prezzo ebook: € 2,99 salvo promozioni degli store
Prezzo cartaceo: non è al momento prevista un’edizione cartacea
Data pubblicazione: novembre 2019
Serie: Natale in città
Link di acquisto Amazon: https://www.amazon.it/dp/B083TJSC8W







Trama
Un classico racconto natalizio ambientato a New York a fine 1800. Alla morte di suo nonno, la
40enne Eleanor Austen è costretta a trasferirsi in un appartamento all’ultimo piano dell’edificio
che avevano affittato a una palestra rumorosa di proprietà di un rinomato pugile irlandese, il
32enne Conn Donnoughue. Durante un mese di dicembre innevato e magico, due cuori solitari
potrebbero scoprire di avere in comune molto più di quanto pensavano…
Dall’autrice Jill Barnett, più volte in vetta alle classifiche del New York Times e già pubblicata in
precedenza da Mondadori, ecco un racconto incantevole ancora inedito in Italia.


Estratto
Elearnor rimase in piedi con la schiena appoggiata contro il freddo edificio di mattoni
umidi. Respirava a fatica, aveva un attacco di panico. Che vecchia sciocca che era. Non era una
ragazzina frivola, di quelle che si agitavano alla sola vista di un uomo. Era una donna. E non era
nemmeno giovane.
Aveva quarant’anni.
Irritata con se stessa per aver reagito in quel modo, buttò fuori l’aria di getto. Aveva la
gola secca al punto di farle male, e le era rimasto in bocca quel sapore sgradevole del fumo di
sigaro.

Fuori l’aria era fredda ormai, molto più fredda di quanto lo fosse prima di entrare. Eppure
era lì che sudava come se fosse luglio. Si sventolò un po’ il viso e le piume di fagiano sul suo
cappellino della festa ondeggiarono mentre il suo stupido vecchio cuore palpitava.
Aveva incontrato Conn Donoughue una mezza dozzina di volte da quando aveva
acquisito la proprietà dell’edificio, e ogni volta reagiva ancora nello stesso modo assurdo. Era
come se lui fosse un enorme cono di gelato alla menta piperita.
Il gelato alla menta piperita era una delle cose che lei amava di più.
Ed Eleanor amava Conn Donoughue. Per quanto fosse orribile ammetterlo, le era
bastato dargli un’occhiata e improvvisamente non era stata più la vecchia Eleanor. Si era
ritrovata con il cuore infranto.
Da quel momento in poi, aveva saputo che nulla sarebbe mai più stato lo stesso. Si era
innamorata di lui così profondamente e così alla svelta che era stato come essere schiaffeggiata
in pieno volto.
Conn era un pugile troppo giovane e troppo bello, soprattutto per una quarantenne che
da molto tempo aveva accettato il fatto che l’amore, la passione e il desiderio non avrebbero
fatto parte della propria vita.
….
Anni prima aveva accettato che era finito il tempo dei sogni incandescenti di passione e
amore, sogni sfrenati che fanno le ragazze poco prima di diventare donne. Quei sogni erano gli
stessi in cui si risvegliava bagnata fradicia di sudore perché il suo corpo non sapeva che ciò che
stava vivendo era solo un sogno.
Ma poi era arrivato Conn e nei momenti più strani della giornata si sentiva stordita e
frastornata. Guardava nel vuoto alla ricerca di una ragione per cui le stesse accadendo una cosa
simile. L’unica spiegazione che riusciva a darsi era Conn Donoughue stesso.



Biografia autore
Definita “la maestra dei romanzi dell’amore e della risata”, Jill Barnett è un’autrice di fama
internazionale con oltre 8 milioni di copie cartacee vendute ed è stata spesso al vertice delle
classifiche dei best seller del New York Times, USA Today, The Washington Post, e Publishers
Weekly. Con l’avvento dell’era digitale Jill Barnett è stata numero 1 con i suoi 18 libri nella
classifica dei titoli a pagamento più venduti su Amazon e ha venduto oltre un milione di copie
digitali. In Italia alcuni suoi libri sono stati pubblicati da Mondadori.



*-* *-* *-*


Titolo: Penny portafortuna (titolo originale: My lucky Penny)
Autore: Jill Barnett
Traduttore: Isabella Nanni
Editore: Babelcube
Genere: Romance storico
Prezzo ebook: € 2,99 salvo promozioni degli store
Prezzo cartaceo: non è al momento prevista un’edizione cartacea
Data pubblicazione: novembre 2019
Serie: Natale in città
Link di acquisto Amazon: https://www.amazon.it/dp/B083TF1B8K/







Trama
New York, fine 1800. Quando il famoso architetto Edward Lowell diventa improvvisamente tutore
della nipote di 4 anni, rimasta orfana, la vita che conosceva viene messa sottosopra. Sua nipote
è disperata ma quando vede una bambola nella vetrina di un negozio, Ed scorge i primi segni di
felicità negli occhi della piccola. Purtroppo la bambola viene venduta prima che Edward possa
comprarla, per cui si mette alla ricerca della fabbricante di bambole sperando che lei possa
aiutarlo a trovare un modo per curare la sua giovane nipote.
Dall’autrice Jill Barnett, più volte in vetta alle classifiche del New York Times e già pubblicata in
precedenza da Mondadori, ecco un incantevole racconto natalizio ancora inedito in Italia.
Biografia autore
Definita “la maestra dei romanzi dell’amore e della risata”, Jill Barnett è un’autrice di fama
internazionale con oltre 8 milioni di copie cartacee vendute ed è stata spesso al vertice delle
classifiche dei best seller del New York Times, USA Today, The Washington Post, e Publishers
Weekly. Con l’avvento dell’era digitale Jill Barnett è stata numero 1 con i suoi 18 libri nella
classifica dei titoli a pagamento più venduti su Amazon e ha venduto oltre un milione di copie
digitali. In Italia alcuni suoi libri sono stati pubblicati da Mondadori.


Estratto
Fine 1800, New York City

Edward Abbott Lowell fu nominato Uomo dell’Anno dai quattrocento stimati membri
del più esclusivo club per gentiluomini di New York. Mentre attraversava la grande sala da
ballo dello Union Club, stringendo mani dopo il suo discorso di ringraziamento, Edward fu
colpito dalla stranissima sensazione che ci fosse qualcosa che non andava. Non con il club

o i suoi membri, ma con qualcos’altro, come se l’aria intorno a lui vibrasse anche se non
c’era nessun treno nei paraggi.
Pochi minuti dopo, chiuse la porta dietro di lui. Prima di voltarsi e andarsene, guardò
la stanza affollata attraverso l’elegante vetrata delle porte che davano sulla terrazza; il
salone era pieno di gente in costosi cappotti sartoriali e panciotti su misura, dalle tasche
penzolavano molti orologi d’oro e diamanti, una vera marea di baffi, pizzetti e capelli tirati
indietro con la brillantina così che tutti i cappelli a cilindro allineati sulle mensole del
guardaroba si sarebbero appoggiati sulla testa del proprietario alla giusta elegante
inclinazione.
Uomo dell’Anno – l’onorificenza più alta dello Union Club… da non credere. Scosse
la testa e si avviò verso la balaustra in pietra che contornava la terrazza del terzo piano e
dava sulla Quinta Strada.
Come la maggior parte degli affari più importanti, il suo ultimo e più importante
progetto – quello che gli aveva fatto vincere il titolo di Uomo dell’Anno – il Grant Building, era
stato negoziato e confermato con una forte stretta di mano proprio in questo club pochi anni
prima. E gli ci erano voluti appena dieci anni di duro lavoro, e la grande fortuna di essere
selezionato tra gli allievi del Boston Tech per andare a Chicago come pupillo del grande
architetto William LaBaron Jenney, prova che anche una scimmia cieca poteva trovare una
nocciolina ogni tanto.
E adesso aveva un sacco di noccioline… più di quante suo padre ne avesse perdute
nel grande crollo del mercato, più di quante il suo ricco nonno ne avesse guadagnate in tutta
la sua vita e il suo bisnonno prima di lui, e Ed aveva appena ventinove anni.
Ma stasera, prima di alzarsi da tavola per andare sul podio, si era sentito di nuovo
quel ragazzino, con i nervi tesi, con la sensazione di non essere a suo agio nei suoi stessi
panni. Era tornato con la memoria a quel primo giorno di college, appena due giorni dopo il
suo sedicesimo compleanno, quando – da novellino qual era – era entrato timidamente
nell’edificio del Back Bay – un edificio che rappresentava le possibilità di tutto ciò che aveva
sempre desiderato. Era questo che rappresentava per lui questa serata – il culmine di tutte
quelle fantastiche possibilità.


Quanto vi incuriosiscono??
Alla prossima

Luce <3

venerdì 17 gennaio 2020

Recensione "Il prigioniero del Sultana", Cristiano Pedrini

Autore: Cristiano Pedrini
Titolo: Il prigioniero del Sultana
Prezzo di copertina cartaceo: € 12,00
Prezzo di copertina ebook: € 2,99


Link d'acquisto: QUI












Dicono che siamo capaci di perdonare tutto a noi stessi e nulla agli altri, ma io vorrei provarci lo stesso…

Trama
Keegan Mason, un giovane studente di Storia, rivive un episodio sconosciuto del passato della propria famiglia rivelatogli da James Marshall, ricercatore universitario intento a risolvere il caso che circonda l’incidente accaduto al battello SS Sultana, naufragato sul Mississippi nel 1865.
Keegan accetterà di riesumare i fatti accaduti lasciando emergere realtà irrisolte, costretto dal misterioso Leonard, assistente di Marshall, fino a infrangere la barriera che separa passato e presente.
L’intreccio delle storie degli avi e dei discendenti mostreranno loro fino a dove può spingersi l’odio e il rancore.

Ognuno di noi è prigioniero di qualcosa. Io lo sono del mio passato...


Recensione

Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione del nuovo romanzo di Cristiano Pedrini; questo nuovo romanzo parla di una tragedia, quella del Sultana, che, lo ammetto, ho conosciuto solo ora, proprio grazie a questa storia; questa tragedia è 10.000 volte più grande di quella che tutti conosciamo: il nome Titanic, vi suona nuovo?? No eh?? Cristiano Pedrini ha narrato una storia ben peggiore, con una storia d'amore al maschile, o per meglio dire una storia d'amore sì, che sembra una sorta di Sindrome di Stoccolma, che però funziona al contrario; mi spiego meglio: la sindrome di Stoccolma è quella in cui la vittima si innamora del suo carnefice, qui invece è il carnefice a subire il fascino e quindi, ad innamorarsi della sua vittima; la storia coinvolge Keegan Mason, giovane studente di storia e Leonard, assistente di James Marshall, colui che ingaggia keegan per la ricerca storica; ma James non sa cosa succederà a Keegan; non posso scrivere troppo altrimenti vi descrivo tutta la storia, e vi assicuro che ne varrà la pena, per cui: leggetela! E' chiaro che per chi, come me, ha visto Titanic, sarà INEVITABILE, fare una comparazione con IL FILM, dove la nave affonda, esattamente come la SS Sultana, e dove i due protagonisti (in entrambi i casi INVENTATI), si innamorano l'uno dell'altro; sappiamo anche come va a finire la storia di Jack e Rose, mi sembra inutile ricordarvelo, e in ogni caso NON E' DI LORO che parlerò oggi; Keegan e Leonard avranno lo stesso destino di Jack e Rose, o no? Cosa succederà tra i due, e come la prenderanno i personaggi secondari, tra l'altro ben delineati? Non sta a me dirvelo, ma a voi leggere il romanzo.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


«Questa è l’ultima immagine del Sultana, stipata di soldati che tornavano a casa al termine della guerra,» spiegò James. «Venne scattata il giorno precedente al naufragio che causò la morte di oltre millecinquecento persone.»
«Il battello naufragò?» ripeté Keegan senza sollevare lo sguardo dall’immagine, che iniziava a essergli familiare.
«Una delle caldaie esplose. La deflagrazione e il successivo incendio causarono uno spaventoso numero di morti e io sto indagando sulle cause di quella tragedia,» raccontò James.
«Tuttavia, non capisco come possa aiutarti. Vuoi che partecipi alle ricerche?» replicò Keegan, riconsegnando la fotografia all’uomo, che la rimise nella borsa, sorridendogli.
«Credevo fosse nel tuo interesse assistermi nel fare luce su quegli avvenimenti e riscattare la memoria del tuo antenato,» gli ammiccò James.
«Riscattare? Io… io te-temo di non capire,» tentennò il ragazzo.
«Le indagini del tempo rivelano che furono una serie di errori del capitano del Sultana a causare
quell’incidente, ma io non ne sono così convinto e sono sicuro che anche tu vorrai scoprire cosa accadde e di chi fu la vera responsabilità di quel disastro.»

giovedì 16 gennaio 2020

Segnalazione "Il prigioniero del Sultana", Cristiano Pedrini

Buongiorno e bentornati sul blog con una nuova segnalazione!





Autore: Cristiano Pedrini
Genere: Narrativa
Formato cartaceo 13x20
Formato ebook: epub/mobi e pdf
Pagine 140
Pubblicato con Youcanprint
ISBN PROSSIMAMENTE
Prezzo di copertina cartaceo: € 12,00
Prezzo di copertina ebook: € 2,99


Link d'acquisto: QUI









Dicono che siamo capaci di perdonare tutto a noi stessi e nulla agli altri, ma io vorrei provarci lo stesso...




Trama

Keegan Mason, un giovane studente di Storia, rivive un episodio sconosciuto del passato della
propria famiglia rivelatogli da James Marshall, ricercatore universitario intento a risolvere il caso
che circonda l’incidente accaduto al battello SS Sultana, naufragato sul Mississippi nel 1865.
Keegan accetterà di riesumare i fatti accaduti lasciando emergere realtà irrisolte, costretto dal
misterioso Leonard, assistente di Marshall, fino a infrangere la barriera che separa passato e
presente.
L’intreccio delle storie degli avi e dei discendenti mostreranno loro fino a dove può spingersi l’odio e
il rancore.


Estratto ...

Capitolo Secondo
Se pensassi...

Ecco di nuovo quella domanda invadere la mia mente, come se sapesse che la mia
resistenza, dopo quegli ultimi giorni, non fosse più in grado di respingere la sua irruzione.
Avevo cercato di osteggiarla in tutti i modi possibili: dai ricordi precedenti a quel
maledetto giorno in cui il mio mondo era stato sostituito da quell’unica stanza nella quale
mi trovavo, alle fantasie più disparate che riuscivano a trasportare la mia immaginazione
oltre quelle fredde e disadorne mura.
Ma anche questa volta la domanda era arrivata quando meno me l’aspettavo. “Sto
per andarmene. Lo so, lo sento. A questo punto con chi vorrei parlare per l’ultima volta?” mi
ripetei.
La risposta non era affatto scontata. Non per me. Non riuscivo a rispondere con la
sincerità che in quel momento avrei dovuto mostrare. Eppure, sapevo che il momento per
pormi davvero quella domanda sarebbe giunto presto, nonostante mi sforzassi di credere
diversamente.
Sollevai lo sguardo verso quella finestra, la stessa che avevo immaginato più volte
di scardinare per trasformarla in una via di fuga e potermi aggrappare alle nuvole che
vedevo attraversare il cielo. Avrei voluto salirci sopra e aspettare che mi portassero via.
Peccato che non avrei mai potuto raggiungerla, sia per l’altezza a cui si trovava, sia per le
sue dimensioni; non sarei mai riuscito a passarci, nonostante la mia corporatura esile.
Anzi, in quei giorni avevo perso sicuramente altro peso e non certo perché mi lesinassero
il cibo. Più di una volta lo lasciavo nel piatto sperando di indurre quell’individuo a
lasciarmi andare, ma probabilmente ottenevo solo il risultato di farlo divertire, il puerile e
risibile tentativo di mostrarmi non ancora vinto.
Senza rendermene conto, nonostante il mio sguardo fissasse le gambe distese su
una stoffa scarlatta, vidi i loro contorni sfumare, aprendomi la porta di quel ricordo che
avevo più e più volte visto ripetersi, come un vecchio film, ma privo del finale che tanto
agognavo. Perché continuavo a rivivere quel giorno, a voler ripetere all’infinito quei gesti?
Forse speravo di trovare una spiegazione a tutto quello che mi era accaduto o, forse, era
solamente il desiderio di non trovare nulla di sensato e di logico in tutto ciò? Se la risposta
a quella domanda fosse stata inevitabilmente sì, allora non avrei potuto combattere ad
armi pari con chi mi aveva fatto tutto quello. Non potevo anteporre la razionalità e la
speranza di convincerlo a desistere e, sebbene una parte di me si sentisse stranamente

sollevata da quella risposta; era inevitabile che essa scatenasse, come contrappeso, la
paura di non sapere come trovare una via di fuga da quella che, ormai, non potevo definire
in altro modo se non una prigione.



La tragedia del Sultana

Il 27 Aprile 1865 il grande fiume Mississippi fu il teatro del più grave incidente navale della
storia degli Stati Uniti; peggiore, in termini di perdite di vite umane, del Titanic.
La SS Sultana era un battello a vapore costruito nelle officine della John Litherbury Shipyard
di Cincinnati e venne varato nel 1863. Il piroscafo aveva una stazza lorda di 1.719 tonnellate,
era lungo 79 metri ed aveva un equipaggio di 85 persone, che dovevano occuparsi di 376
passeggeri.
Il 21 Aprile 1865 il capitano JC Mason lascia il porto di New Orleans a bordo del Sultana per
percorrere il Mississippi per dirigersi verso nord, con destinazione Memphis, portando con sé
alcuni capi di bestiame da mercato ed un centinaio di passeggeri. Il Governo chiese al capitano
di fare tappa a Vicksburg per prendere a bordo altre persone: erano i prigionieri della Guerra
civile da poco conclusa, che provenivano dai campi di prigionia confederati di Cahawba e
Andersonville e dovevano tornare in Ohio. In quel periodo era frequente, per i battelli che
solcavano il fiume, trasportare le truppe, e i capitani potevano trarre buoni ricavi da quei
viaggi: per ogni militare imbarcato ricevevano ben cinque dollari (una cifra interessante per
l’epoca).
A Vicksburg, mentre la SS Sultana rimane ferma in porto un giorno per veloci riparazioni alle
caldaie, i soldati si imbarcano. Alla fine della giornata ne saliranno 2.300!
Alle due di notte del 27 Aprile, mentre il battello è in navigazione accadde l’incidente, una
delle caldaie esplode. I passeggeri non hanno scampo, se non quello di gettarsi in acqua (è
aprile e le acque del Mississippi sono gelide) e cercare salvezza verso riva, ma il fuoco
consuma velocemente il legno della nave e, da quell’inferno, sopravvivono solo cinquecento
persone, molti tratti in salvo dal battello Bostonia, arrivato nella zona un’ora dopo il disastro.


Quanto vi ispira?? Io l'ho già letto, domani avrete la recensione
Alla prossima

Luce <3

mercoledì 15 gennaio 2020

Happy b-day!!! 3 anni insieme

Buongiorno lettori e amanti delle serie tv; come state?? Oggi il blog compie 3 anni e io devo ancora capire come sia possibile, che siate ancora qua a sopportarmi (e supportarmi) in tutto ciò che faccio!



Sapete che organizzo poche cose, mai un giveway o simili, ma almeno trovate qualche rubrica (tra un mese ne arriverà una nuova, in collaborazione con il blog onlybookslovers, ma ve ne parlerò a tempo debito); faccio poche iniziative, un sacco di segnalazioni, cover reveal e review tour/party, a cui partecipo, ma se mi seguite da quando è nato il blog, non avete certo bisogno che ve lo faccia notare, giusto??
Poche cose, ma buone, che continuerò a fare finché avrà vita il blog (con tutta probabilità, in contemporanea alla mia di vita); non posso fare altro che RINGRAZIARVI per tutto!!
Vi voglio bene


Luce <3