mercoledì 8 aprile 2026

WWW... Wednesday #306

Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!

 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Su audible continua l'audiolettura dell'Ordine della Fenice


Stavo per iniziare il terzo volume, per fortuna  ho scoperto in tempo di dover iniziare da questo! Vi farò sapere

 2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione online domani


La recensione di questo andrà online il 14/4, perché nel week-end sarò impegnata e non riuscirò a postare alcunchè

3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?




Una volta finito Il serpente e le ali della notte, credo andrò avanti con questa serie (le cui novelle, chissà perché, sono inedite in Italia..)


Questo è il www 306 e voi cosa state leggendo? Cos'avete letto? Cosa leggerete?


domenica 5 aprile 2026

Recensione "La freccia nera", Robert Louis Stevenson

 

Autore: Robert Louis Stevenson

Titolo: La freccia nera

Prezzo: 4,66  e-book 1,49

Link d'acquisto: QUI


Trama

Tutto ha inizio con una freccia nera, scagliata in una mite giornata di primavera... Il protagonista, Richard Shelton detto Dick, scopre chi è il responsabile della morte di suo padre e decide di vendicarsi, unendosi alla banda di fuorilegge detta appunto "della Freccia Nera", che lotta contro i tiranni che da tempo vessano la gente del luogo, tentando di fare giustizia. Regalando al lettore un'atmosfera medievale alla "Robin Hood", con i banditi nascosti nelle foreste, i frati, i castelli e i cavalieri, La freccia nera offre anche una descrizione storica dell'Inghilterra sotto il regno di Enrico VI: un paese insanguinato da una terribile guerra civile, dove i poveri e i deboli erano vittime dei ricchi e dei potenti e dove soprusi e ingiustizie si susseguivano in continuazione. In questo clima di terrore Dick combatte la sua personale battaglia, lottando per amore della donna che ama: la bellissima Joanna Sedley, rapita dall'assassino di suo padre per essere data in sposa a un altro uomo. Tra fughe, intrighi e tradimenti, Dick diventerà un uomo coraggioso e un condottiero valoroso.

Recensione

La storia d'amore dei protagonisti Richard "Dick" Shelton e Joanna Sedley dal primo incontro si intreccia sempre con maggior intensità con le vicende relative alla Guerra delle Due Rose svoltasi nella seconda metà del 1400 in Inghilterra.
Attraverso innumerevoli peripezie e affrontando molti pericoli Dick Shelton riuscirà non solo a ricongiungersi all'amata Joan dalla quale era stato costretto a separarsi,ma addirittura a farsi nominare "Sir" dal Duca di Gloucester grazie al coraggio, al valore e all'abilità dimostrate in battaglia.
Un romanzo ricco di tematiche quello di Robert Louis Stevenson in cui accanto alla già citata storia d'amore trova spazio anche il desiderio di vendetta di Dick, il quale tuttavia nella parte finale del libro ha ormai raggiunto un livello di maturità tale che riesce a perdonare il responsabile della morte di suo padre, il cavaliere Daniel Brackley; ma ciò che mi ha fatto riflettere maggiormente è che la guerra porta con sè solo rovina e morte e il male così come il bene lo si può trovare in entrambi gli schieramenti, sia in chi parteggia per gli York sia per chi parteggia per i Lancaster, basti pensare al brutale e sanguinario Richard Duca di Gloucester esponente di spicco della casata York a cui fa da contraltare il nobile e giusto Lord Foxham, anch'egli al seguito degli York ma pronto ad aiutare Dick nel momento del bisogno.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


sabato 4 aprile 2026

Recensione "Le libere donne di Magliano", Mario Tobino

 


Autore: Mario Tobino

Titolo: Le libere donne di Magliano

Prezzo: 14,00  e-book 7,99

Link d'acquisto: QUI


Il delirio di persecuzione è l'espressione piú acuta della sua personalità; è tutta fatta di spine,una corona che sanguina penetrando nella sua carne

Trama

A pochi chilometri da Lucca, dalla pianura s'alza il Colle di Santa Maria delle Grazie. In cima c'è il manicomio. Il paese più vicino si chiama Magliano. Così «venire da Magliano», per la gente del luogo, significa portare il segno della pazzia, di una vita attraversata dal vento sublime e dannato della sofferenza mentale.

In un reparto psichiatrico femminile, negli anni precedenti l'età degli psicofarmaci e ben prima della contestata riforma Basaglia, un medico vive con le «libere donne di Magliano»: donne aggressive, tristi, erotiche, disperate, orrende, miti, malate o semplicemente fuggite dal mondo.

Capolavoro di Mario Tobino, Le libere donne di Magliano è «il libro sulla sua vita» oltre che il poema della profondissima e unica atmosfera che pervade le stanze della follia: perché «il manicomio è pieno di fiori, ma non si riesce a vederli». E perché «anche i matti sono creature degne d'amore», come lo stesso autore volle scrivere sulla fascetta della prima edizione del romanzo (Vallecchi 1953).

Arricchiscono il volume due inserti iconografici che mostrano com'era e com'è oggi l'Ospedale Psichiatrico di Maggiano, nel quale lo scrittore psichiatra Mario Tobino abitò due camerette della Casa Medici dal 1943 al 1990 e in cui operò come responsabile del settore femminile fino al 1980.




L'uomo è come un buco dentro la terra, ogni volta che si scava profondo vien fuori altra sostanza e terra più nera o più scialba o ghiaia o roccia o squama e ogni volta è un mistero che genera meraviglia.



Recensione



Ebbene sì, oggi vi parlo del romanzo da cui è stata tratta la serie tv con Lino Guanciale, che vi ho recensito QUI.



Ci sono libri in cui la voce di un autore si fa eco e in cui vita e scrittura si fondono fino a diventare la stessa cosa. Le libere donne di Magliano rappresenta per Mario Tobino questo incontro necessario. Tra le mura di un manicomio toscano, dove lavora per quarant’anni, a contatto con le tonalità della follia e con la fragilità umana, lo scrittore e medico trova la sua lingua più sincera, un lessico che nasce dall’esperienza e si modella sulla realtà viva delle persone che cura. La letteratura diventa così il luogo in cui la psichiatria smette di essere scienza pura e si trasforma in gesto umano, mai giudicante.

Chiamarlo romanzo è forse incorretto. Pubblicato nel 1953, in un’Italia concentrata su altro, Le libere donne di Magliano è scritto sotto forma di diario, un quaderno di appunti in cui ogni pagina sembra scritta tra un colloquio e l’altro, tra il silenzio dei corridoi e il rumore di una porta che si chiude. Non c’è trama ma una successione di istantanee, di incontri, di sguardi. Tobino non inventa: osserva, ascolta, restituisce. Ogni parola è intrisa di realtà, di quella materia viva che nasce dall’esperienza diretta e che il suo sguardo di medico-poeta riesce a tradurre in forma letteraria. La scrittura segue il ritmo della vita che si consuma dentro il manicomio: irregolare, febbrile, a tratti dolce, a tratti disperata.

Dentro questo spazio di dolore e di cura, le donne di Magliano, che la società considera «senza senso e senza scopo», sembrano figure sospese: rinchiuse ma, paradossalmente, libere. La loro libertà nasce proprio dall’essersi sottratte al mondo, dai ruoli e dalle convenzioni che altrove le avrebbero soffocate. Sono creature che, accanto ai coni d’ombra e alle dissonanze della personalità in cui si perdono, dicono ciò che sentono, vivono senza filtri, conservano un’innocenza antica, una sincerità che il mondo esterno ha rifiutato. Nella loro fragilità si nasconde una forza autentica, la stessa che Tobino, con sguardo pieno di tenerezza e rispetto, cerca di restituire al lettore con la testimonianza.

Le osserva come medico e come uomo che si interroga. Nei loro gesti, nei silenzi, in quegli occhi parlanti, egli scorge la traccia di un’umanità che non si lascia cancellare. La scrittura si fa allora doppia: clinica e poetica, oggettiva e commossa. Tobino descrive i sintomi ma, al contempo, ne oltrepassa i confini, cercando l’anima che li abita. Segna così il passaggio da una psichiatria organicistica ad una fenomenologica, fondata sull’empatia e sull’ascolto di questi Don Chisciotte che vivono in camicia e non possono camminare su un ronzino al chiaro di luna ma che hanno la nostra stessa immagine, solo meno precisa. Ne consegue che le donne del centro psichiatrico non sono solo pazienti ma creature che hanno amato troppo, che hanno resistito, che non si sono adattate. Alcune sono state travolte da un dolore inespresso, altre da una passione che la società non perdona. Maggiano diventa così il rovescio del mondo, il luogo dove finiscono le vite che non si lasciano addomesticare da un esterno incapace di comprenderle e anche di contenerle.

Eppure Tobino non racconta un inferno ma un fragile paradiso umano. Tra quelle mura che proteggono egli scopre una vitalità che altrove è spenta. Tutto il libro è attraversato da sguardi: gli occhi delle malate, in particolare, sono il centro della narrazione. Occhi che chiedono, si spaventano, amano, rivelano, più delle parole, la presenza viva dell’anima. «Il manicomio è pieno di fiori, ma non si riesce a vederli», scrive Tobino, e proprio in quegli occhi egli impara a scorgere ciò che la ragione non sa più riconoscere. Nei volti segnati dal dolore trova la parte più intatta e luminosa dell’essere umano. Quegli occhi raccontano storie accumulate: dolore, gioia, intelligenza, curiosità, malizia. Una ricchezza interiore che lo attrae e che risuona come il controcanto dei comportamenti “sballati” delle degenti.

La sua voce resta sempre in bilico tra la distanza del medico e la partecipazione dell’uomo. Curare, per Tobino, significa anzitutto comprendere. Egli sa che la guarigione non può esistere senza compassione e che la scrittura può diventare un modo di prendersi cura: nominare, ricordare, ridare dignità. Negli anni in cui lavora e scrive, la psichiatria è ancora priva dell’uso degli psicofarmaci, la cura passa per la parola, per la vicinanza, per l’ascolto. È una medicina fatta di presenza e di fiducia, dove il contatto umano sostituisce la terapia. Il manicomio dovrebbe essere un luogo di cura ma nella realtà degli anni ’50 spesso è solo un luogo di contenimento che Tobino cerca, investendo tutto sé stesso, di rendere meno freddo. In questo senso Le libere donne di Magliano è anche un atto di resistenza morale: un tentativo di restituire volto e nome a chi è stato dimenticato a «fare di ogni grano di questo territorio un tranquillo, ordinato, universale parlare». Nelle pagine emerge anche la convinzione della reversibilità della follia perché per l’autore la malattia mentale non è condanna eterna. Può regredire, mutare, lasciare spazio a momenti di lucidità e persino guarire. È un richiamo alla speranza ma anche all’imprevedibilità dell’animo umano.

Proprio qui, nel punto più alto della sua esperienza, Tobino si ferma e ci interroga:

«Cosa significa essere matti? Perché si è matti? Una malattia della quale non si sa l’origine né il meccanismo, né perché finisce o perché continua. E questa malattia, che non si sa se è una malattia, la nostra superbia ha denominato pazzia

È, questo, un pensiero che segna la sua intera visione e che lo accompagnerà anche nelle opere successive: la follia come mistero, come domanda aperta, come verità che sfugge alla presunzione di chi si crede sano. Da fuori. In questo sguardo pionieristico si rivela la sua forza morale: la capacità di riconoscere l’enigma senza pretendere di risolverlo.

Riletto oggi, Le libere donne di Magliano conserva intatta la sua potenza. Non è solo la testimonianza di una psichiatria che si apre all’umano ma un testo che continua a parlarci della dignità, della fragilità, del confine sottile che separa la ragione dallo smarrimento. Tobino non idealizza ma comprende. E nel farlo trasforma il manicomio in uno specchio dell’esistenza: un luogo in cui la follia e la verità si toccano, dove la parola diventa redenzione, un modo per mettere ordine nel caos e restituire senso a un’umanità dispersa.

Ricuperare queste pagine, benché novecentesche, di Tobino significa oggi ricordare che la libertà più profonda non sta nell’assenza di limiti ma nella capacità di guardare il “diverso” senza paura, di riconoscere nei suoi occhi la stessa luce, appena incrinata, che abita anche noi. Le donne di Magliano, chiuse eppure libere, continuano a parlarci da quel margine del mondo dove la fragilità si fa rivelazione e dove la voce di un medico che scrive con afflato riesce ancora a commuovere e a salvare. Sono una galleria di figure indimenticabili, dimenticate dal mondo ma illuminate dalla scrittura, ombre con le radici al di fuori della realtà, come personaggi di una tragedia greca osservati al lume discreto della verità.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3





Non si vuol considerare che i sentimenti sono il più grande ed emozionante mistero, quelli che ci uniscono per un golfo sotterraneo con qualcosa di divino, con un Dio che non abbiamo mai vistoma sappiamo esistere e ci fa paura.


venerdì 3 aprile 2026

Recensione tetralogia "Saint James Elite College", A.A.V.V.

 

Autrice: Alessia Giuliano

Titolo: Fierce

Serie: Saint James Elitè College #2

Prezzo: 18,20  e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


Tetralogia Saint James Elitè College:

1)Rebel

2)Fierce

3)Collide

4)Unseen




Trama

Aiden Whitmore è la definizione della perfezione.

Al Saint James è una leggenda capace di incutere timore, ammirazione e rispetto.

Capitano della squadra di scherma, membro dei Four, erede di una delle famiglie più potenti del Paese.

Freddo. Impeccabile. Irraggiungibile.

Eppure, dietro quell’armatura di ghiaccio, si nasconde una ferita che non ha mai smesso di sanguinare.

C’era un tempo in cui Ily Wilson era la sua casa, la sua migliore amica e l’unica capace di fargli abbassare ogni difesa.

Poi un segreto ha distrutto ogni cosa, lasciando spazio solo a silenzi, distanza e parole mai dette.

Quando Ily varca i cancelli del St. James, invadendo il suo regno, il mondo di Aiden trema.

Nulla è più come prima… eppure niente è davvero sepolto.

I loro sguardi si cercano prima ancora di incontrarsi, riconoscendo ciò che il tempo non è riuscito a cancellare.

Il dolore brucia ancora, ma tra le ceneri della loro amicizia qualcosa di nuovo prende forma.

Un’attrazione feroce, improvvisa, letale.

Un richiamo fisico e viscerale che scivola sottopelle, accende il respiro e rende ogni distanza insopportabile.

Quel sentimento a cui, da ragazzi, non avevano saputo dare un nome, ora esplode senza possibilità di controllo.

Tra ricordi che feriscono e desideri mai davvero spenti, tra silenzi, rancore e verità taciute, Aiden e Ily restano in bilico sul confine che separa l’odio dal bisogno di appartenersi e lì scopriranno che alcune connessioni non nascono dall’amore… lo precedono.

Quando due cuori spezzati si ritrovano abbastanza vicini da sentire il battito dell’altro, resistere diventa molto più difficile che cedere.




Lui la odiava.

Lei lo conosceva meglio di chiunque altro.


Aiden Whitmore è controllo, potere, perfezione.


Ily Wilson è l'unica crepa nella sua armatura.


Un segreto li ha distrutti.


Un'attrazione impossibile li riporta uno contro l'altra.



Recensione


Oggi vi parlo del secondo volume di questa tetralogia, che avrà per protagonisti Aiden e Ily.

Damon mi aveva conquistata, Aiden.. sta facendo ben di peggio, perché mi sto sciogliendo come neve al sole, per colpa del capitano della squadra di scherma e membro dei Four.
Questo libro comincia con una storia di amicizia fra Aiden e lly, la protagonista femminile , amicizia che finisce per colpa di un segreto, o per meglio dire: per l'incomprensione e l'arroganza di Aiden.
Quando Ily entra al St James le certezze di Aiden si frantumano, si troverà a combattere con sentimenti contrastanti, l'attrazione per l'unica donna che gli abbia mai fatto sentire qualcosa e l'odio che dovrebbe provare per il tradimento che pensa di aver subito.
Ily si chiede ormai da sette anni cosa abbia fatto per meritarsi questo trattamento da parte del suo migliore amico.
I due si avvicinano gradualmente, perché i sentimenti a cui prima non riuscivano a dare un nome si presentano sotto forma di sguardi sospesi e lezioni di scherma.
Aiden troverà il reale cattivo della sua storia e avrà la forza e il coraggio di affrontarlo. Ma soprattutto avrà la forza e il coraggio di scegliere la sua strada indipendentemente da quella che per lui era stata prefissata.
Commetterà degli errori mentre intraprende il giusto cammino per ritrovare se stesso, soprattutto verso Ily, ma il loro amore sarà abbastanza forte da portare ad un lieto fine. Anche perché, Aiden saprà come farsi perdonare.
Anche questo secondo volume della tetralogia (quindi sì, purtroppo siamo a metà),  secondo me merita di essere letto, si percepisce la tensione, la delusione, la rabbia ,l'amore.
L'autrice é stata brava non solo nelle tempistica ma anche nel lasciarci con un finale che ci fa sentire piene e soddisfatte.
Non vedo l'ora continuare questo viaggio al St James college, con Collide.




La mia valutazione





Alla prossima

Luce <3






Tahoe City


Aiden: Ci vediamo al solito posto, Splashy.

Ily: Va bene, Aiden, ma non chiamarmi così, non siamo più

bambini.

Adoro quando si arrabbia.

Me la immagino con il nasino arricciato, le labbra carnose strette in una linea dura e quello sguardo, quegli occhi verdi, magnetici, incorniciati da ciglia così lunghe da non sembrare vere, che lancia lampi di rabbia e

determinazione.

Sorrido. Il modo in cui mi risponde dovrebbe irritarmi, ma in realtà lei è l’unica persona che può dirmi cosa fare e aspettarsi che io lo faccia davvero.

Aiden: Alle due del pomeriggio, non fare tardi… Splashy

Rido come uno scemo quando mi arriva la sua risposta: un’emoji con il dito medio alzato. Quella bambinetta impertinente mi farà perdere la testa.

Abbiamo trascorso tutta l’estate insieme, come ogni anno, e mancano solo due giorni alla mia partenza. Durante il periodo scolastico ci sentiamo di rado, eppure ogni volta che torno a Tahoe City, e la rivedo sul pontile, con i piedi nudi e il vento che le spettina i capelli color oro, è come se il tempo si

azzerasse.

Lei è l’unica persona di cui mi fido davvero. L’unica che occupi un posto nel mio cuore, anche se non lo so spiegare: non è amicizia, non è amore, non è qualcosa che si può dire a voce alta.

Con Ily la maschera che porto, quella che il mio cognome e mio padre mi obbligano a indossare, si sgretola. Posso essere semplicemente Aiden.

E questo, insieme a un centinaio di altri motivi, mi porta sempre a cercarla.

Lei è luce.

È risata.

È verità.

È il mio punto fermo.

giovedì 2 aprile 2026

Cover reveal "Danger", Raffaella Franceschini

Buongiorno; oggi partecipo al cover reveal dell'ultimo romanzo della tetralogia "I Quattro Moschettieri"



TITOLO: DANGER (#4 DE I 4 MOSCHETTIERI SERIE)

DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 APRILE 2026

CASA EDITRICE: SELF PUBLISHING

NUMERO DI PAGINE: 290

GENERE: CONTEMPORARY ROMANCE

FORCED PROXIMITY

WORK COLLEAUGUES

TRAUMI E SEGRETI

SPICY

EBOOK: 0,99 IN OFFERTA LANCIO, POI 2,99

CARTACEO: 13 EURO

Link d'acquisto: QUI


Trama

Liam O’Neil è un vigile del fuoco. Forte, impulsivo, capace di gettarsi tra le fiamme senza esitare.

Ama le donne, il buon vino e la libertà che gli permette di non legarsi a nessuno. Dietro quella

corazza di fascino e arroganza, però, si nasconde un passato che lo ha marchiato per sempre e che

gli impedisce di credere nell’amore.

Quando Haven Dawson arriva in caserma come nuova paramedica, porta con sé una luce che Liam

non è pronto ad affrontare. Solare, coraggiosa, piena di entusiasmo, Haven incarna tutto ciò che lui

ha perso: la passione, la fiducia, la capacità di sperare. La sua presenza lo destabilizza, lo irrita, lo

attrae. E lo spaventa.

Tra missioni adrenaliniche, sguardi che bruciano più del fuoco e confini che Liam tenta

disperatamente di mantenere, l’attrazione tra i due diventa impossibile da ignorare. Ma quando un

evento drammatico mette a rischio ciò che entrambi stavano iniziando a costruire, il passato di Liam

torna a reclamare il suo prezzo.

Davanti alla possibilità di perdere tutto, Liam dovrà scegliere se continuare a fuggire o trovare il

coraggio di lasciarsi amare. Perché a volte il pericolo più grande non è nelle fiamme, ma nel

permettere a qualcuno di avvicinarsi abbastanza da spegnerle.

mercoledì 1 aprile 2026

Monthly wrap up marzo + TBR aprile


Serie tv viste


Recensione QUI


Recensione QUI

*-* *-* *-*
Libri letti


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione (doppia, perché il seguito è subito sotto) QUI


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI

*-* *-* *-*

Letture in corso

Ebbene sì, sono ancora alle prese con "L'ordine della fenice", ci metterò un po'...

Avendo concluso sia un libro per un Review, sia una richiesta (entrambe le recensioni saranno online da aprile), finalmente posso iniziare questo, secondo volume della tetralogia "St James Elite College"; vi farò sapere

*-* *-* *-*

TBR aprile


Appena finirò Fierce, inizierò questo

E dopo inizierò questo, avendo visto la serie tv


E voi cosa leggerete?