lunedì 20 luglio 2026

Recensione "Meno dodici", Pierdante Piccioni

 

Autore: Pierdante Piccioni

Titolo: Meno dodici

Prezzo: 13,30   e-book 7,99

Link d'acquisto: QUI


Da medico che guardava dall’alto in basso, ero il malato che guardava dal basso in alto. Imparare quello sguardo ha cambiato tutto.

La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda per raccontarla

Trama

L'ultimo giorno di maggio del 2013, Pierdante Piccioni, primario all'ospedale di Lodi, finisce fuori strada con la macchina sulla tangenziale di Pavia. Lo ricoverano in coma, ma quando si risveglia, poche ore dopo, il suo ultimo ricordo è il momento in cui sta uscendo dalla scuola dove ha appena accompagnato il figlio Tommaso, nel giorno dell'ottavo compleanno. Precisamente il 25 ottobre 2001, dodici anni prima della realtà che sta vivendo. A causa di una lesione alla corteccia cerebrale, dodici anni della sua vita sono stati inghiottiti in un buco nero, riportandolo indietro nel tempo, quando in Italia c'era la lira e la crisi economica pareva lontana, persino impensabile, mentre la rivoluzione digitale che sta cambiando il mondo era appena agli albori e nessuno parlava di post su Facebook o video su YouTube. All'improvviso Pierdante Piccioni è diventato un alieno, incapace di riconoscere le sue cose, le sue abitudini, addirittura se stesso in quel volto invecchiato che gli restituisce lo specchio e in cui a stento ritrova la propria immagine. Attorno a lui tutto è cambiato: i figli non sono più due bambini di otto e undici anni, ma due maschi adulti, con la barba e gli esami all'università, mentre la moglie sembra un'altra donna, con le rughe e i capelli corti che hanno cambiato colore. Come potrà riprendersi la propria vita?


“Il futuro ha questo di strano, che non ti aspetta. Tutto il resto del tempo ti sta accanto, in un modo o nell’altro, anche quando ti sfugge via, perchè sei tu che lo perdi. Il futuro no. Me ne accorsi in quel momento. Tutto è già avvenuto, anche quello che deve ancora succedere. Se uno ci pensa bene è terribile. E’ una sentenza. Ecco cosa mi è successo.”

Recensione

Oggi vi parlo del romanzo da cui è stata tratta l'ormai celebre serie tv "Doc nelle tue mani"; Meno dodici è una storia straordinaria e incredibile, nel vero senso della parola. Il 31 maggio 2013 Pierdante Piccioni, primario all’ospedale di Lodi, ha un incidente d’auto. Rimane incosciente per qualche ora, ma poi si risveglia. Il problema è che si risveglia convinto di essere al 25 ottobre 2001. Dodici anni cancellati interamente in poche ore. Per il dottore il trauma è devastante. Non ricorda assolutamente nulla di tutti questi anni passati e si trova una moglie con molte più rughe, ma soprattutto due universitari (il Serpente e il Gorilla) al posto dei due bambini delle elementari che lui ricorda con immenso amore e affetto. E, ovviamente, non ricorda nemmeno nulla di tutti i progressi fatti sul lavoro. Da medico all’ospedale di Crema, che si ricorda di essere, scopre di essere invece diventato primario del Pronto Soccorso di Lodi, nonché cofondatore di una rivista accademica, medico importante chiamato in tutta Italia con contatti importanti anche negli Stati Uniti. Contatti che gli sono serviti, in questi ultimi dodici anni, anche per salvare la sua amata moglie (Assunta detta Kunta) che si era ammalata di tumore e aveva anche avuto tre recidive.

Piccioni passerà momenti davvero duri in cui non riesce a riconoscersi e soprattutto non riconosce quello che le persone a lui vicine gli raccontano. Teme, spesse volte, che tutti gli stiano mentendo. La pressione dentro di lui per provare a conciliare quello che era e che lui non ricorda, con quello che è ora, sale finché una sera esplode con la sua famiglia, soprattutto con i suoi figli per cui non riesce a provare amore. Questo diventa un po’ il punto di svolta della storia perché in seguito deciderà di aprirsi veramente con il suo psicoterapeuta e inizierà veramente a provare a pensare al presente e non più al passato. Piccioni riprende così a ri-studiare alcune nozioni e ad aggiornarsi e si sorprende della facilità con cui riesce ad apprendere in fretta. Dopodiché si scontra con l’infinita burocrazia italiana (e anche con il suo direttore generale) per tornare al lavoro.

Non è pazzesco perdere anni di ricordi? Non so come mi comporterei se succedesse a me. Deve essere terribile, anche se dall’altro lato si cancellerebbero anche i ricordi più brutti. Come spiega più volte nel libro il cervello e l’area della memoria sono ancora oggi oggetto di studio e non si capisce sempre bene come funziona. Un caso del genere è rarissimo nella letteratura medica e ci fa capire che la mente umana rimane (per ora e fortunatamente) comunque insondabile, nonostante tutti i progressi medici fatti dall’uomo.

In conclusione, tolte giusto le parti un po’ troppo tecniche, scritte un po’ in medichese, il libro mi è piaciuto molto, per cui lo consiglio.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


“Ma cercando la luna in quel golfo di cielo tenebroso che riempiva la finestra per la prima volta pensai che forse, per rinascere, bisognava dimenticare.”


domenica 19 luglio 2026

Recensione "Finché il caffè è caldo", Toshikazu Kawaguchi

 


Autrice: Toshikazu Kawaguchi

Titolo: Finché il caffè è caldo

Prezzo: 4,66  e-book incluso con prime

Link d'acquisto: QUI



Trama 

Un tavolino, un caffè, una scelta. Basta solo questo per essere felici. ECCO LE 5 REGOLE DA SEGUIRE: 1. Sei in una caffetteria speciale. C’è un unico tavolino e aspetta solo te. 2. Siediti e attendi che il caffè ti venga servito. 3. Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita. 4. Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi. 5. Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi. In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo. Finché il caffè è caldo è diventato un caso editoriale in Giappone, dove ha venduto oltre un milione di copie. Poi ha conquistato tutto il mondo e le classifiche europee a pochi giorni dall’uscita. Un romanzo pieno di fascino e mistero sulle occasioni perdute e sull’importanza di quelle ancora da vivere.


Recensione

Finché il caffè è caldo è il romanzo di esordio di Toshikazu Kawaguchi. La storia racconta di una particolare caffetteria in cui è possibile, bevendo un caffè, viaggiare nel tempo. Non tutti, però, hanno il coraggio e la forza di affrontare questo viaggio, perché ci sono regole molto restrittive da rispettare. Vengono così raccontate le storie di tre persone che, spinte da alcuni eventi, decidono di intraprendere il viaggio nel tempo.

La storia, o per meglio dire, le storie affrontano diverse tematiche, come per esempio l’amore nelle sue varie forme: romantico e familiare.

Si mette in evidenza come spesso si diano per scontati alcuni gesti di affetto; quasi sempre si dice: “domani lo faccio”, ma quel domani spesso non arriva e poi accade di pentirsi di non aver fatto qualcosa, di non aver detto delle parole o di non aver manifestato esplicitamente i propri sentimenti. Pensiamo sempre che c’è un altro momento per poterci esprimere, ma in realtà non lo sappiamo, quindi quel momento è ora!

Così, in questo particolare caffè Giapponese, è possibile andare a colmare queste mancanze, che non hanno ripercussioni nel presente\futuro, ma lasciano un senso di completezza alle persone che le compiono permettendogli di vivere i giorni avvenire in maniera più consapevole.

Il libro, nonostante a volte sia un po’ ripetitivo, spinge a riflettere su momenti e occasioni passate che non si riescono a gestire come si vorrebbe. Parla dell’importanza del cogliere l’attimo, di mettere a nudo i sentimenti senza il freno dell’orgoglio. Normalmente non è concesso di tornare nel passato, una volta che il famoso treno è andato via, si rimane in compagnia del rimorso e del “se avessi… ” .

Viaggiare nel tempo però, non è semplice. Bisogna attenersi a cinque regole:

Le uniche persone che si possono incontrare sono quelle entrate nel caffè;

Qualunque cosa si faccia nel passato questo non cambierà il presente;

Bisogna sedersi solo ed esclusivamente sulla sedia della donna in abito bianco, se si prova a sedersi con la forza si viene maledetti;

Quando si viaggia nel tempo si può rimanere solo su quella sedia, alzarsi vuol dire tornare al proprio tempo;

Non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi.

e, leggendole, la scelta di affrontare il viaggio temporale sembra un po’ folle e lo è per i personaggi del libri, che scelgono di affrontarlo spinti dalle circostanze.

Il messaggio che vuole lanciare l’autore va aldilà del viaggio, è più profondo e metaforico ed è legato ai fatti che spingono i protagonisti a rivivere particolare momenti della propria vita. Kawaguchi vuole raccomandarsi che il suo lettore non corregga gli errori passati, perché ormai non si può più modificare un comportamento, ma che impari da essi. Per l’autore è necessario che si cerchi di capire e di abbracciare i vecchi errori, affinché si possa vivere un presente e\o futuro con un atteggiamento diverso e senza rimorsi e rimpianti. Inoltre bisogna dare importanza ad ogni momento, senza vivere nella paura di fare e\o modificare l’equilibrio che comporta una vita monotona e piatta. Bisogna avere il coraggio di esporsi, di rischiare, di parlare e soprattutto la capacità di mettere da parte l’orgoglio.

Finché il caffè è caldo è un libro breve, che lascia alcuni interrogativi, ma che va a toccare delle corde che mai come oggi, nelle restrizioni causate dalla pandemia covid-19 che stiamo vivendo, dovrebbero suonare più forti che mai.




La mia valutazione


Alla prossima


Luce <3

sabato 18 luglio 2026

Recensione "Pausa caffè con gatti", Charlie Jonas

 


Autore: Charlie Jonas

Titolo: Pausa caffè con gatti

Prezzo: 5,60   e-book 7,99

Link d'acquisto: QUI


"Scegli il tavolo preferito, ordina un caffè e lascia che il gatto si avvicini. Al suono delle fusa tutto sembra più semplice."


Trama

Cerca il tuo tavolino preferito. Accomodati, ordina un caffè e gusta un dolce. Scegli un libro dagli scaffali. Lascia che il gatto si avvicini a te. Ora puoi cambiare la tua vita.

Si aggirano furtivi tra i tavolini, dormono sugli scaffali, usurpano le sedie più comode. Sono loro i veri padroni della caffetteria più famosa della città: i gatti, come la dolce e bianca Mimi. Sarà forse per questo che lì succedono cose straordinarie. Al suono delle fusa tutto sembra più semplice, ogni scelta meno ardua, ogni errore meno irrimediabile. Perché tutti hanno ostacoli da superare e scuse da fare, ma i gatti ci aiutano a trovare il coraggio di cambiare. Basta poco perché tutto accada: si sceglie il tavolo preferito, si ordina un caffè e una fetta di dolce, si prende un libro dagli scaffali. Ma soprattutto si segue una regola: aspettare. Aspettare che gli strambi avventori dal passo felpato decidano di avvicinarsi. Perché, si sa, è inutile chiamare un gatto: verrà solo quando lui vorrà. È così per Maxie che non è mai riuscita a capire quale sia il suo sogno nel cassetto, o Leonie che non dice la verità per non ferire una persona cara. Poi c’è Paul che vorrebbe tanto abbracciare sua figlia Emma, che si sente spesso sola. Per loro la caffetteria è l’unico posto in cui tutto sembra di nuovo possibile. In cui il passato può servire per cambiare il presente. Se ne esce diversi, più forti, più ottimisti. In fondo, niente di quello che si è fatto o detto è imperdonabile. E dove c’è un rimorso c’è sempre una seconda occasione. Mimi e i suoi amici sono lì per ricordarcelo:nulla è mai perduto per sempre.
Un esordio che ha conquistato il mondo intero. Nessun lettore, nessun giornalista, nessun libraio né alcun editore ha potuto resistere al fascino dei gatti, dei libri e di un’antica caffetteria. Tutti si sono innamorati di questa storia che fa sembrare quello che c’è intorno bello e pieno di possibilità.






Recensione


La storia di Pausa caffè con gatti (Garzanti, 2021, trad. di Paola Rumi) è ambientata ai giorni nostri in Germania, a Colonia.
Qui si incrociano le vicende di tre donne: la signora Susann Siebenschön, un’anziana vedova che decide di ripercorrere il sentiero dei ricordi andando in vacanza ad Ischia, dov’era stata anni prima in villeggiatura con il compianto marito; poi c’è Léonie, la giovane vicina francese a cui l’anziana affida l’adorata gatta Mimi durante la sua assenza; infine Maxie, un’amica di Léonie che ha aperto da poco una caffetteria.
Sarà lei, una ragazza spontanea, impulsiva e un po’ ingenua, ad aiutare la più razionale e precisina amica Léonie - non particolarmente amante dei gatti - a gestire l’animale. Arriverà al punto di "adottarlo", a insaputa della sua proprietaria, dando al locale l’originale impronta di "cat café".

Nel simpatico bistrot i clienti possono concedersi una bevanda e un dolce fatto in casa circondati dai libri – a disposizione sugli scaffali – in rilassante compagnia: quella, appunto, dei gatti.
Ma quale sarà il destino del locale? E soprattutto, che cosa accadrà al ritorno dall’Italia della signora Siebenschön che, ignara di tutto, si aspetterà di riavere la sua bestiola?

Senza voler rivelare altro, l’impressione generale è che il libro sia incentrato sul concetto di possibilità: le tre donne troveranno, in maniera diversa, un modo per superare i momenti difficili e avere una chance di felicità e realizzazione personale. Gli amici felini rappresentano una simpatica e tenera presenza che fa da cornice a tutta l’opera. Non solo: insegnano l’importanza della calma e della pazienza per ottenere i propri obiettivi.

Lascia che il gatto si avvicini a te: ora puoi cambiare la tua vita.

La narrazione scorre in maniera leggera e gradevole, con uno stile frizzante e ironico.
È una storia principalmente al femminile - pur intervenendo, nel corso del libro, anche alcune figure maschili - con una buona caratterizzazione dei personaggi.
La scrittura in alcuni punti si fa poetica; a tal proposito, sono apprezzabili le descrizioni paesaggistiche di Ischia: le ridenti case color pastello affacciate sul mare, gli spettacolari tramonti isolani, l’aria carica di profumi mediterranei, le stradine caratteristiche, le botteghe artigiane…

L’autrice Charlie Jonas descrive tutto questo con grande maestria, trasportando il lettore in un luogo dall’atmosfera magica e dal fascino irresistibile, in cui il tempo sembra essersi fermato.
Quando, passando vicino alla cassa della libreria, mi è caduto lo sguardo su quest’opera, qualcosa mi ha incuriosita e mi ha spinta all’acquisto. Spesso è un particolare ad attirare il lettore: il titolo, la copertina, una breve didascalia sul retro.

Pausa caffè con gatti è una sorta di connubio tra due grandi passioni che sicuramente molte persone condivideranno con me: gli amici felini – creature estremamente affascinanti - e il caffè: sorseggiare questa bevanda, sia a casa che sul lavoro, è un gesto che ha una valenza simbolica, una piccola e irrinunciabile parentesi di puro relax in un mondo che va sempre di corsa.

Mi sentirei di consigliare questo libro non solo ai "gattari" amanti del caffè come me, ma anche a chi, in generale, cerca una lettura gradevole, che dipinge la vita come un ventaglio di opportunità. Questo libro ci ricorda che queste possono presentarsi nella maniera più inaspettata, per cui…meglio tenere gli occhi aperti!


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3

venerdì 17 luglio 2026

Recensione pentalogia "Fae Reali di Arathay", Zara Dusk

 


Autrice: Zara Dusk

Titolo: Una corte di avidità ed eccesso

Serie: Fae Reali di Arathay #1

Prezzo: 11,43   e-book 3,99

Link d'acquisto: QUI


Pentalogia Fae Reali di Arathay:

1)Una Corte di Avidità ed Eccesso

2)Una Corte di Pelliccia e Zanne

3)Una Corte di Verità e Menzogne

4)Una Corte di Capriccio e Decadenza

5)Una Corte di Fantasia e Rovina


La costa era libera, quindi uscii con disinvoltura, mettendo un po’ di altezza nel mio passo per dargli quell’andatura sobbalzante di ogni altro nativo indurito dei Porti.


Trama

È un principe fae spietato. Io sono la ladra umana costretta a sfidarlo per il trono. In questo gioco mortale, solo uno di noi potrà sopravvivere.

Ho trascorso la mia vita arrangiandomi per le strade, rubando giusto il necessario per sopravvivere. Ma quando sottraggo un braccialetto maledetto, vengo trascinata nel pericoloso regno dei fae, dove si aggirano mostri, la magia è potere e l'inganno è uno stile di vita.

I fae credono che io sia una principessa perduta, destinata a reclamare uno dei cinque troni che governano il loro mondo. L'unico modo per fuggire è stare al gioco, ma ciò significa competere in brutali prove pensate per testare la forza, la magia e l'astuzia delle fate. Io non ho nessuna di queste qualità. Cosa ho invece? L'intelligenza di strada, un talento per mentire e un'irritante attrazione per il mio più grande rivale.

Il principe fae è tutto ciò che odio: freddo, arrogante e spietato. Vede attraverso ogni mio trucco, mi spinge al limite e si diverte a guardarmi soffrire. Ma dopo una notte sconsiderata e proibita insieme, mi rendo conto di qualcosa di molto peggio... Potrebbe essere l'unico in grado di aiutarmi a sopravvivere.

Vincere significa potere. Perdere significa morte. Ma in un mondo dove le alleanze sono pericolose quanto i nemici, fidarsi di lui potrebbe costarmi tutto.

Perfetto per gli amanti del romance fantasy oscuro, delle prove mortali e dei principi fae moralmente ambigui che ti rovinano nel migliore dei modi.


Il mio obiettivo di una vita era essere la prima orfana di strada di Hebes a conquistare le terre dei fae.


Recensione

Ho iniziato questo libro perché lo reputavo interessante; di solito questo genere mi prende e mi piace pure.. Sta volta, purtroppo l'ho letto tutto ma non l'ho apprezzato per nulla.

La traduzione fa schifo: errori di battitura che se fossi un'editor avrei già palesemente segnato con la penna rossa... I maschi a volte parlano con genere femminile , e le ragazze con genere maschile. Alcuni termini tipicamente anglosassoni sono tradotti letteralmente invece che con il corrispettivo italiano. Ad esempio : invece di scrivere sono innamorato di te, scrive sono caduto in amore per te.

A parte questi obbrobri tipici di Google translate e non di un buon lavoro di editing, la storia medesima è pessima.

Ragazzi di 25 anni che si comportano come se ne avessero 15; la protagonista si comporta in maniera infantile ed è tutto troppo scontato.. Ho la sensazione di aver letto un libro scritto con l'AI, poi magari mi sbaglio eh...

Credo proprio che la mia lettura con questa pentalogia si concluda qui; gli altri 4 li lascio perdere; avranno anche protagonisti diversi, ma se devo ritrovarmi altri errori e delle storie scontatissime con scene spicy inutili, grazie, ma preferisco leggere altro!



La mia valutazione



Alla prossima
Luce <3






giovedì 16 luglio 2026

Recensione serie "The Cornish Midwife", Jo Bartlett

 


Autrice: Jo Bartlett

Titolo: Fammi una sorpresa

Serie: The Cronish Midwife #1

Prezzo: 4,66   e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


Serie The Cornish Midwife:

1)Fammi una sorpresa

2)A Summer Wedding For the Cornish Midwife (inedito in Italia)

3)A Winter's Wish For The Cornish Midwife (inedito in Italia)

4)A Spring Surprise For The Cornish Midwife (inedito in Italia)

5)A Leap of Faith For The Cornish Midwife (inedito in Italia)

6)Mistletoe and Magic for the Cornish Midwife (inedito in Italia)

7)A Change of Heart for the Cornish Midwife (inedito in Italia)

8)Happy Ever After for the Cornish Midwife (inedito in Italia)


Trama

Un nuovo inizio è quello che ci vuole per tornare ad amare
A volte la cosa migliore è lasciarsi andare e seguire il proprio cuore…

Quando ha avuto l’occasione di andare a lavorare come ostetrica a Londra, Ella Mehenick si è lasciata alle spalle la cittadina costiera dove è cresciuta senza troppi ripensamenti. Ma ora che la sua vita perfetta è andata in frantumi, non può far altro che tornare nel posto che per tanto tempo ha chiamato casa, sperando in un nuovo inizio. E il villaggio non la delude: le colleghe la accolgono con calore e stringe nuove amicizie, ma deve anche fare i conti con Dan, il suo primo amore e l’uomo che le ha spezzato il cuore… Il rientro a casa e l’aria di mare, insieme ai profumi e alle leccornie della pasticceria di famiglia, convinceranno Ella a dare una seconda chance all’amore?
«Una storia che scalda il cuore. Leggere Jo Bartlett è una gioia.»

Recensione


Nel complesso è stata una lettura piacevole. Ma, essendo una lettrice all'antica, trovo irritante che nei libri più moderni la grande notizia per una coppia sia la convivenza. Niente fidanzamento, niente matrimonio, solo un nuovo inizio. Ho saltato a piè pari alcuni capitoli perché erano prolissi e con Ella che continuava a rimuginare sugli stessi pensieri angoscianti: di aver deluso i suoi genitori, se amava Dan abbastanza, e se avesse commesso degli errori, ecc. ecc., dopo un po' è diventata davvero insopportabile. C'è poi una parte assurda su una giovane donna in procinto di partorire (rottura delle acque e parto prematuro) bloccata su un'isola che si rifiuta di salire su una barca perché soffre di forte ansia e di una fobia estrema per il parto. Eppure, quando Dan ed Ella cercano di convincerla a salire, lei non fa altro che dire a Ella quanto fosse evidente l'amore di Dan per lei dal modo in cui la guardava, e che erano una coppia perfetta, ecc. Poi, una volta arrivati ​​sulla terraferma, non vuole salire sull'ambulanza finché Ella non ammette a Dan di essere innamorata di lui, o qualcosa del genere.

Troppi battibecchi per i miei gusti, e qualche errore di battitura. Peccato, perché avrebbe potuto essere un libro davvero bello. Ma d'altra parte, ci sono molti che lo adorano.


La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3


mercoledì 15 luglio 2026

WWW... Wednesday #318

 Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!

 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Su audible sono al volume 7 de "I Bastardi di Pizzofalcone"


Avevo bisogno di leggere un libro singolo; sono a metà, vi farò sapere

 2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI



Recensione (doppia, perché sotto c'è il volume 2, con protagonista Amy), QUI



3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?



Una volta finito Meno dodici, leggerò questi, prequel de "Queste oscure materie"; so che entro fine 2026 esce il volume conclusivo; l'avete letta questa serie? Pareri?


Questo è il www 318 e voi cosa state leggendo? Cos'avete letto? Cosa leggerete?

martedì 14 luglio 2026

La fuggitiva - miniserie tv (recensione)

Buongiorno; oggi vi parlo di una nuova (per me) miniserie, che trovate su raiplay



Titolo: La fuggitiva

Paese: Italia

Anno: 2021

Genere: drammatico, thriller, poliziesco

Puntate: 8

Durata: 50 min (episodio)

Lingua originale: italiano


Informazioni

La fuggitiva è una miniserie televisiva italiana diretta da Carlo Carlei, trasmessa in prima visione su Rai 1 dal 5 al 26 aprile 2021.


Trama

Dopo la violenta morte di suo marito Fabrizio, Arianna Comani, accusata dell'omicidio, fugge dalla polizia per mettersi sulle tracce del vero assassino con la complicità del giornalista Marcello Favini.



Recensione

Protagonista di questa miniserie è Vittoria Puccini nei panni di una donna costretta a lottare per dimostrare la propria innocenza. Quello che questa fiction propone agli spettatori è, infatti, un action-thriller al femminile, una storia di sofferenza e di lotta dove a dover menare le mani ed escogitare piani di fuga è una donna solo all'apparenza comune, ma che grazie al suo doloroso passato sarà in grado di fronteggiare l'inimmaginabile. La fuggitiva è una serie diretta da Carlo Carlei e coprodotta da Rai Fiction e Compagnia Leone Cinematografica che vede, oltre alla Puccini, un buon cast di volti noti della serialità italiana: Pina Turco, Eugenio Mastrandrea, Sergio Romano e Maurizio Marchetti.


Le vicende seguono le gesta di Arianna, una donna che vede la sua vita sconvolta dall'omicidio del marito Fabrizio, assessore all'urbanistica di un piccolo comune dell'hinterland torinese. Arianna, però, non è una moglie e una madre comune: alle sue spalle c'è un passato doloroso e oscuro, fatto di lotta e violenza, un passato che l'ha forgiata non solo come persona ma come combattente vera e propria. Gli insegnamenti ricevuti in gioventù l'hanno resa in grado di affrontare senza problemi combattimenti, di utilizzare armi, di servirsi delle più efficaci tecniche elusive e di fuga, che ora utilizzerà per provare la sua innocenza, mettere al sicuro suo figlio e fare luce sulla morte di suo marito. Arianna è stata infatti accusata dell'omicidio di Fabrizio dopo che una testimone ha confessato alla polizia di avere una relazione segreta con il politico, facendo così ipotizzare il movente della gelosia per questo efferato crimine. Partirà da qui una caccia all'uomo, o meglio, alla donna, che punta a tenere gli spettatori con il fiato sospeso vedendo la protagonista dividersi tra la fuga dalle autorità e la ricerca delle prove utili a fare luce sul caso.



La storia, segue rigorosamente tutti gli elementi che fanno dell'action-thriller un prodotto estremamente riconoscibile e generalmente molto amato dal grande pubblico. Abbiamo l'eroina, Arianna, una donna forte e dal passato oscuro che lotterà con tutti i mezzi a propria disposizione per sottrarsi a delle ingiuste accuse; abbiamo l'agente Michela Caprioli, una poliziotta integerrima ma molto perspicace che darà la caccia ad Arianna, pur non smettendo di mettere in discussione determinati punti chiave dell'indagine. C'è la figura del giornalista virtuoso, Marcello Favini, che è determinato a raccontare le ombre di un caso per nulla chiaro e per farlo deciderà di fidarsi di Arianna, aiutandola a portare in luce la verità; e poi c'è il cattivo, quel personaggio che nella prima puntata rimane avvolto nel mistero, senza un nome o un'identità, ma che fin da subito, dal suo aspetto, dalle suo fare losco, capiamo essere estremamente pericoloso.



Non si può negare che nel guardare La fuggitiva si ha una costante sensazione di deja-vu: nel suo rispettare le direttive più classiche del genere, la serie ripropone situazioni e intrecci consolidati e già visti in moltissime altre produzioni, spesso straniere, molto famose e apprezzate, titoli cult che ci sono entrati nel cuore e con i quali è difficile non fare paragoni. Il personaggio di Arianna ripercorre quasi fedelmente i passi di eroine già viste sullo schermo dalle quali prende palesemente attitudini e ispirazione. Qualche merito proprio, però, gli va riconosciuto: La fuggitiva porta su schermo un tipo di action che raramente si era visto sulla rete ammiraglia Rai e lo fa tentando di scardinare i pregiudizi del pubblico generalista con un personaggio forte in grado di reggere l'intera storia sulle sue spalle. In questo Vittoria Puccini ce la mette tutta, la sua Arianna è convincente, dinamica e credibile, in grado di trasmettere quella determinazione e rabbia necessarie a convincere lo spettatore.


Per riassumere, si può affermare che la nuova serie di Rai 1 riesce a portare un personaggio interessante e nuovo per il tipo di pubblico a cui si rivolge. La storia, anche se ripropone situazioni e intrecci già noti a moltissime altre produzioni di genere, riesce comunque ad appassionare lo spettatore che avrà, però, costantemente quell’inevitabile sensazione di già visto.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3