venerdì 25 settembre 2026

Recensione trilogia "Il lato oscuro della luna", Francesca Ancarani


Autrice: Francesca Ancarani

Titolo: Risveglio

Serie: Il lato oscuro della luna

Prezzo: 13,99   e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


Trilogia Il lato oscuro della luna:

1)Rivelazione

2)Risveglio

3)Rinascita


Trama

Il trasferimento in Irlanda non è per Maya quella panacea contro tutti i mali che si aspettava e non la
protegge dal passato che sta cercando di gettarsi alle spalle. Nonostante il suo futuro da fotografa freelance sia promettente, e Kiefer sia ogni notte al suo fianco, una presenza la tormenta in sogno sotto forma di terribili incubi. Per evitare di impazzire, la ragazza si trova costretta a mettere in discussione le certezze ottenute fino a quel momento e per lei sarà l’inizio di una vera e propria ossessione che la metterà di fronte alle sue angosce più profonde.
Lasciata l’Irlanda, tornerà a New Haven, dove tutto ha avuto inizio, partendo dai pochi indizi che i sogni le svelano ogni notte.
Che cosa significano quei terribili incubi?
Chi mai vorrebbe nuocerle ancora?
Ma soprattutto, a quali rivelazioni porteranno le sue ricerche?
Affiancata come sempre dai fedeli amici, Maya farà delle scoperte tanto inaspettate quanto terribili,
che metteranno a dura prova la sua incolumità, le sue certezze e persino il suo futuro.




Recensione

Il secondo volume de "Il lato oscuro della luna" è ancora più intenso del primo, con colpi di scena che creano una carambola di emozioni forti e contrastanti.

Maya è combattuta fra il dolore per la perdita di una delle persone a lei più care e la felicità per il sentimento sempre più profondo che la lega a Kiefer.

Il trasferimento in Irlanda con lui farà maturare il loro rapporto, anche grazie al ‘dono’ che consente loro di sentire i rispettivi pensieri e stati d’animo, farli propri e fondersi intimamente. Kiefer le farà vedere e scoprire la sua terra, in modi a volte singolari grazie ai suoi poteri di vampiro e in altri casi come un semplice uomo innamorato, rivelando appieno sé stesso. Lui è dolce, appassionato, generoso con chi ama, ma anche determinato ad alleviare il tormento di Maya.

Infatti, il dono la rende sensibile al mondo oscuro e preda di incubi che la angosciano ma che vuole capire, raccogliendo indizi notte dopo notte fino a tornare a New Haven per affrontare i demoni che li l’attendono. Lei è la cocciuta altruista di sempre, che non esita a mettersi in pericolo per le persone che ama, rendendo difficile se non impossibile a Kiefer Kyle e Aaron proteggerla, anche da sé stessa.

Quel che non si aspetta è che se lei è pronta a tutto, Kiefer non è da meno, convinto che il loro rapporto non possa durare. I loro scontri sono memorabili e danno pathos alla trama, al pari dei colpi di scena che contraddistinguono questo secondo volume della serie.

Particolare menzione merita anche l’evoluzione di Aaron, che passa dall’essere posato, tranquillo ed equilibrato a inquieto e irascibile a causa della morte di Regina e del rimpianto per non averle rivelato il proprio amore. Dovrà affrontare il dolore e utilizzare tutti i suoi poteri per aiutare Maya a risolvere il mistero dei suoi incubi e ad affrontare un nemico subdolo e sanguinario, certo del supporto di Kyle e Kiefer. Il destino gli consentirà una seconda chance e dovrà saperla cogliere per ritrovare se stesso.

Resta invece un po’ defilato Kyle, sempre pronto a sostenere e proteggere Maya con la sua dolcezza e che in questo volume risulta il più equilibrato del gruppo.

Resta come filo conduttore il vincolo di fratellanza fra i tre vampiri che ormai è esteso anche a Maya e sottolinea il concetto di famiglia allargata a coloro a cui vogliamo bene, indipendentemente dai rapporti di sangue, sempre pronti a sostenersi e proteggersi a vicenda.




La mia valutazione




Alla prossima
Luce <3

giovedì 24 settembre 2026

Recensione trilogia "Il lato oscuro della luna", Francesca Ancarani

 


Autrice: Francesca Ancarani

Titolo: Rivelazione

Serie: Il lato oscuro della luna

Prezzo: 13,99   e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


Trilogia Il lato oscuro della luna:

1)Rivelazione

2)Risveglio

3)Rinascita


"La luna mi guardava dall'alto, impetuosa e dura"


Trama

La vita di Maya Heart, orfana ventunenne, scorre tranquilla con il suo lavoro di fotografa, le passeggiate con il cane Baloo e la migliore amica Regina. Una serenità destinata a cambiare quando incontra tre ragazzi che le rivelano di essere dei vampiri suoi protettori e che la mettono di fronte a un implacabile destino. Da chi mai dovrebbero proteggerla? Perché qualcuno la sta cercando per farle del male? Maya ignora il suo passato e quello dei suoi genitori, ma comprende ben presto che esso potrebbe segnare il suo futuro in modo indelebile.
Nel turbinio di situazioni nel quale la ragazza sarà coinvolta, mettendo a rischio sé stessa e le persone a lei care, la posta in gioco si farà sempre più alta, fino all’inevitabile finale, avvincente quanto imprevedibile.


"Mi bastava dare un'occhiata a quello sguardo color porpora dall'espressione indecifrabile e ogni tentativo di respirare, o almeno solo di pensare lucidamente, si vanificava."


Recensione

Sin dalle prime ci ritroviamo coinvolte nella vita di Maya e, con lei, scopriamo anche dell’esistenza di tre figure tanto belle quanto misteriose: Aaron, Kyle e Kiefer. Dicono di essere tre vampiri e che il loro compito è di proteggerla perché si trova in grande pericolo. Ma che genere di pericolo? E per quale motivo qualcuno le vorrebbe far del male? Questo, ovviamente, non posso rivelarvelo. Tuttavia, ciò che posso dirvi è che l’autrice ha fatto un lavoro ottimo non solo nella craterizzazione dei personaggi, ma anche nello sviluppo della trama.

La trama è ricca, corposa e incalzante; sono tantissimi i colpi di scena e le rivelazioni che lasciano con il fiato sospeso e che colpiscono per la loro intensità.

Il Pov è per la maggior parte delle volte dal punto di vista di Maya, ma non mancano anche altri punti di vista, anche di chi vuole nuocere a Maya, ed essi rendono la narrazione molto più avvincente e completa. Questo è un aspetto non solo innovativo, ma anche perfetto perché permette al lettore di entrare completamente nella storia e di farsi una propria idea di quello che sta accadendo, mettendo insieme tanti pezzi di un puzzle che si rivelerà solo arrivati alla fine.

La componente Fantasy è molto presente e ben strutturata, così come lo è quella puramente più Romance che mi ha tenuta con il fiato sospeso fino alla fine. Quindi, inguaribili romantiche come me, sappiate che se cercate una storia d’amore bellissima e tormentata, la troverete sicuramente tra le pagine di questo romanzo. L’amore è sicuramente il motore di questa intensa e, a tratti, commovente storia.

Lo stile di scrittura di Francesca Ancarani mi è piaciuto molto perché è fluido, avvincente, curato e molto toccante. I dialoghi sono veramente belli e l’autrice è stata molto attenta a descrivere i sentimenti non solo di Maya ma anche degli altri personaggi.

Il ritmo incalzante e il mistero che avvolge buona parte della trama mi hanno catturato sin dalle prime pagine, in un susseguirsi di emozioni e di colpi di scena.

Il finale, dolceamaro, mi ha particolarmente colpito e non nego di essermi ritrovata con le guance bagnate dalle lacrime, non me lo aspettavo, l’ho trovato molto toccante.

Se amate i Fantasy con i vampiri e le belle storie d’amore travagliate e passionali allora questo romanzo fa per voi.




La mia valutazione




Alla prossima


Luce <3





"Aprii gli occhi. Giacevo su un letto, i sensi alterati, sospesa in un limbo in cui il mio corpo perdeva ogni coscienza di sé. Ero come in stato di trance, avvolta soltanto dal nulla. Il battito nel mio petto, l'unico suono che potessi udire, mi teneva compagnia, ricordandomi di mantenere la calma perché, a quanto pareva, non ero morta."

mercoledì 23 settembre 2026

WWW... Wednesday #323

 Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!

 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Su audible sto ascoltando questo; vi farò sapere


A casa sto leggendo questo; vi farò sapere


In ufficio ho iniziato il volume unico di "Queste Oscure Materie"; essendo piuttosto lungo, visto che sono 3 in 1, ci metterò un po' a leggere

Ho dovuto stoppare Queste Oscure Materie, per una richiesta di lettura in anteprima; Pullman lo riprenderò appena finisco la richiesta

 2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Recensione QUI


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Recensione QUI


Recensione online domani


Recensione online venerdì


Recensione online sabato


Recensione online domenica

3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?


Su audible, appena finirò La guerra delle tre corti (ma mi ci vorrà un po', perché è piuttosto lungo), continuerò la serie dei Bastardi di Pizzofalcone, momentaneamente messa in pausa

martedì 22 settembre 2026

Recensione "Al paradiso delle signore", Emile Zolà

 


Autore: Emile Zolà

Titolo: Al paradiso delle signore

Prezzo: 9,50  e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI



Trama

Un romanzo che esplora lucidamente l’universo femminile, un testo che dà la misura del talento rappresentativo e dell’acutezza dello sguardo sociale del grande narratore francese. La vicenda della giovane provinciale Denise che, approdata timidamente a Parigi, riesce a evitarne le insidie e a domarne i mostri solo in virtù della sua integrità e della sua dolcezza, non ha nulla di edulcorato né di consolatorio: è invece, per energia di scrittura e profondità di analisi, il diagramma di un destino femminile che si realizza nel quadro di una società opulenta e spietata mantenendo intatti la sua dignità e il suo spessore.


Recensione

Scritto nel 1883 è un romanzo di denuncia travestito da romanzo rosa. Scritto per le donne voleva stimolarle. La condizione della donna a quei tempi era quel che era, in realtà Parigi non è mai stata una città proba e probabilmente Zola era anche un po' bigotto, l'eroina è una ragazza vergine con sguardo virgineo e con movenze virginee che trasforma il cuore e le abitudini di tutti coloro che la incontrano, moderna martire delle invidie, del disprezzo e del pettegolezzo. Zola condanna la violenza sulle donne, condanna i maltrattamenti e lo sfruttamento, anche quello psicologico. Contemporaneamente affronta la trasformazione ed il passaggio all'era moderna del commercio mostrandone momento per momento, tecnicamente, da vero conoscitore . Fantastica poi la sua conoscenza dei tessuti ed il tempo speso nell'osservazione di modi ed abitudini dei commessi. Insomma, ieri sera ho letteralmente bevuto le ultime trecento pagine che volavano sotto le mie dita. Divertimento assicurato ma anche momenti di meditazione. Ho pensato, io, ai cambiamenti, ai chilometri percorsi nei grandi magazzini di Parigi, alla condizione operaia che in Francia è peggiore della nostra, alle tecniche di vendita ed a quelle d'esposizione, alla volubilità della gente e mille altre cose. So che molti l'hanno già letto e che in questo caso sono in ritardo e che non si può leggere tutto ma questo non deve mancare.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3

lunedì 21 settembre 2026

Bones - serie tv - Netflix (recensione)

Buongiorno; come ormai ben sapete, tendo a recuperare serie vecchiotte :D


Titolo: Bones

Paese: Stati Uniti d'America

Anno: 2005-2017

Formato: serie tv

Genere: commedia, drammatico, poliziesco

Stagioni: 12

Episodi: 246

Durata: 40 min (episodio)

Lingua originale: inglese



Informazioni

Bones è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2005 al 2017.

Protagonista della serie è Temperance "Bones" Brennan, un'antropologa forense la quale, per via della sua bravura e competenza nell'analisi di resti umani, collabora con l'agente Seeley Booth dell'FBI alla risoluzione di complicati casi di omicidio. La serie è liberamente ispirata alle avventure di Temperance Brennan, l'omonimo personaggio letterario protagonista dei romanzi dell'antropologa forense Kathy Reichs (lei stessa tra le produttrici di Bones).

Bones è stata trasmessa in prima visione negli Stati Uniti da Fox dal 13 settembre 2005, mentre in Italia è stata trasmessa in chiaro dai canali Mediaset e sul satellite da Fox Life, Fox e Fox Crime.

Trama

Washington. La dottoressa Temperance Brennan è un'antropologa forense di fama internazionale che lavora con il suo staff per il Jeffersonian Institute (ispirato allo Smithsonian Institution e alla sua reale collaborazione con l'FBI), oltre a essere una scrittrice di romanzi di successo ispirati alla sua professione. Un giorno Temperance viene contattata da un agente dell'FBI, Seeley Booth, per aiutarlo a risolvere un caso di omicidio in cui il cadavere della vittima è in condizioni molto deteriorate (decomposizione, combustione e mummificazione), e per la cui identificazione è necessaria l'analisi delle ossa; i due avevano già lavorato insieme in passato e non si erano lasciati in buoni rapporti, ma decidono di mettere da parte il loro risentimento e tornano a collaborare. L'indagine viene presto risolta e, visti i risultati, da quel momento "Bones" ("Ossa" – così Temperance viene soprannominata da Booth) e la sua squadra iniziano a collaborare assiduamente con Booth e il Bureau per risolvere casi di omicidio all'apparenza molto complicati.


Recensione

Nel panorama delle serie investigative, “Bones” ha l’originalità di presentare per la prima volta in TV la figura dell’antropologo forense, ossia la dottoressa Temperance Brennan, interpretata da Emily Deschanel.
Sebbene la serie presenti una coppia di protagonisti, con l’agente speciale dell’FBI Seely Booth che sarebbe almeno ufficialmente a capo delle indagini nei singoli casi, di fatto è la Brennan, che lui chiama appunto Bones (ossa) e che considera la sua partner (nonostante lei non appartenga alle forze dell’ordine), a essere coinvolta in prima persona nella loro risoluzione.
 
Ho sempre sentito parlare di questa serie, ma non ho avuto occasione di vederla, finché non è sbucata su Netflix (da cui la sto recuperando), perché sapevo che c'èra David Boreananz (che ho conosciuto tramite Buffy l'ammazzavampiri)
Adoro  il personaggio di Brennan, estremamente intelligente, pragmatica, razionale, che dice ciò che pensa senza filtri, in pratica la ex-secchiona di successo, ma senza cadere in facili cliché da nerd. La Brennan è brillante sia per il suo talento sia per il fatto che è stato affinato dall’intenso studio e dalla passione quasi ossessiva per quest’ultimo. Queste sue caratteristiche la rendono imprevedibile, non so sa cosa direbbe o farebbe in ogni puntata, ed è  quasi magica. Le basta, infatti, un’occhiata alle ossa delle vittime per stabilire sesso, razza, talvolta età e persino la tipologia del lavoro che facevano.
Quello tra lei e l’agente Booth, intuitivo, sentimentale e credente, è quindi un conflitto sempre stimolante che mantiene alto l’interesse, indipendentemente dai singoli casi.
 
Con l’andare avanti delle stagioni qualcosa necessariamente cambia. I due personaggi finiscono per interagire fino allo scontato epilogo romantico e le differenze fra i due vengono arrotondate. Come ho detto, è necessario, perché in tante stagioni non si può pretendere in mantenere lo stesso schema, che finirebbe per diventare ripetitivo e noioso, una volta esaurita la sorpresa iniziale, ma forse è anche uno dei motivi perché storie di questo tipo funzionano meglio in un contesto più breve, come i film e le miniserie.
 
 
Di fronte a questo cambiamento gli sceneggiatori fanno del loro meglio per far accrescere l’interesse negli altri personaggi, le cui sotto trame sono molto ben curate, mentre i vari crimini vengono messi un po’ in secondo piano.
Fanno eccezione alcune storie che vengono spalmate su più puntate, come quella del serial killer cannibale Gorgomon della terza stagione o del cattivissimo hacker Christopher Pelant, che compare addirittura in tre di esse (la settima, l’ottava e la nona), e ovviamente il fatto che ogni stagione tenda a terminare con un cliffhanger, facendo sì che la vicenda venga ripresa all’inizio di quella successiva.
Le restanti puntate sono autoconclusive e, se non fosse per piccoli elementi delle sottotrame, perderne qualcuna non ha quasi mai effetto sulla comprensione generale della serie.

Come molti sanno, il personaggio di Temperance Brennan deve il suo nome alla protagonista della serie di romanzi di Kathy Reichs.
In realtà il legame è abbastanza debole, poiché i due personaggi hanno come elementi comuni, a parte il nome, solo il mestiere di antropologa forense. Nessuna delle puntate è tratta da un romanzo specifico. Anzi, pare che l’idea di base fosse nata dal progetto di un documentario sulla stessa Reichs, che è appunto un’antropologa forense, e quindi la Brennan di “Bones” sarebbe più che altro una trasposizione sul piccolo schermo della stessa autrice. Infatti, a un certo punto della serie la Brennan inizia a scrivere dei romanzi la cui protagonista si chiama Kathy Reichs, mescolando ancora di più realtà e finzione. La Reichs, inoltre, afferma che la serie potrebbe essere più che altro vista come un prequel dei suoi romanzi, visto che la sua Brennan è meno giovane del personaggio interpretato dalla Deschanel.
Comunque lo si guardi, siamo di fronte a un intreccio tra narrativa, TV e vita reale, che rende, se possibile, la serie di “Bones” ancora più originale.
 
La scienza forense è, invece, illustrata in maniera così rapida che, a mio parere, non offre spunti particolarmente interessanti. La presenza di prove fisiche è funzionale alla scoperta dell’assassino e quest’ultima è facilitata da tecnologie alternative, per non dire fantascientifiche, che hanno lo scopo di intrattenere, spesso attraverso l’elemento comico, più che far apprendere allo spettatore l’aspetto scientifico.
 
A ciò si aggiungono alcune guest star di tutto riguardo, come Ryan O’Neal nel ruolo del padre dal passato criminale della Brennan o la popstar Cyndi Lauper, che interpreta una sensitiva, entrambi personaggi ricorrenti, e una buona dose di dark humour, che aleggia in tutte le stagioni, alleggerendo le tematiche forti.
In ogni puntata c’è, infatti, almeno un cadavere scarnificato e/o smembrato, ma viene sempre rappresentato in maniera non eccessivamente raccapricciante, evitando di mettere l’accento sull’evidente brutalità dei crimini, anche se la visione ai bambini è tutt’altro che consigliata.
Il tutto è condito, a mio parere, da un eccessivo buonismo (da TV generalista) e una distinzione netta tra ciò che è assolutamente giusto e ciò che è assolutamente sbagliato, non lasciando alcun spazio all’esistenza delle situazioni intermedie, che sono invece la normalità nel mondo reale.
 
È comunque una serie divertente che si lascia guardare senza costringerti a troppe riflessioni e che, volente o nolente, ti porta a seguirla fino alla fine.




La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3




domenica 20 settembre 2026

Recensione "Arti - alla scoperta del bosco", Federica Amalfitano

 


Autrice: Federica Amalfitano

Titolo: Arti alla scoperta del bosco

Prezzo: 9,08

Link d'acquisto: QUI


Un giorno, Arti si svegliò con una nuova idea birichina:

"Oggi vado da solo nel bosco!" disse saltellando.

"Sono grande ormai! Conosco ogni cespuglio, ogni sasso e persino il verso degli scoiattoli!"

Così, senza dire nulla alla mamma, Arti iniziò a trotterellare da solo nella boscaglia, con la coda dritta e l'aria importante.


Trama

Che fatica essere cuccioli: non fare questo, non fare quello!
Eppure Arti, un giovane e vivace lupacchiotto colora panna, non vede l’ora di esplorare il bosco da solo, correre su un manto di foglie secche e sguazzare nei ruscelli.
Che male c’è? Mamma Luna è sicuramente esagerata a metterlo sempre in guardia dai pericoli… o forse ha ragione?


Ma la sua mamma, Luna, non era severa... era saggia.

Sapeva che il bosco, anche se bello e profumato, poteva nascondere dei pericoli.

Per questo diceva sempre:

"Mai da soli ne bosco, piccoli miei!".


Recensione

Oggi vi recensisco la storia per bambini "Arti - alla scoperta del bosco" di Federica Amalfitano; è un racconto che fa riflettere molto sull'importanza della famiglia, su quanto si abbia voglia di diventare grandi e di essere liberi; nonché un viaggio alla scoperta di sé stessi e dei propri limiti.

Arti infatti se ne renderà conto molto presto, quando si troverà a dover affrontare il bosco al buio, senza mamma Luna e i fratellini.

All'inizio Arti in un certo senso si ribella alla madre, facendo esattamente l'opposto di quello che gli ha detto: "Mai da soli nel bosco", e lui? Ci va eccome! E quando si fa tardi, nell'ordine: finisce in una tana dove non lo vogliono, si bagna, si fa male e poi, finalmente, trova qualcuno che lo accoglie fino all'arrivo della madre e dei fratellini.

Come ho detto, questo racconto insegna molto; quindi se avete dei bambini, fateglielo leggere, perché ne varrà la pena.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


Il bosco sembrava una grande e oscura rete di alberi che si muovevano al vento, e tutto sembrava molto più grande e spaventoso.

Il piccolo lupacchiotto si sentì solo, triste e un po' impaurito.

"Perché mi sono allontanato dalla mia tana?" si chiese con un filo di voce.

Capì allora che non era così grande come pensava.


sabato 19 settembre 2026

Recensione "Non era successo niente", Gabriel De Santis

Autore: Gabriel De Santis

Titolo: Non era successo niente

Prezzo: 11,90  e-book 4,99

Link d'acquisto: QUI


Il messaggio era breve. 

«Ho preso tutto. Badge consegnato. Ti mandano i saluti.» 

Nient’altro. Dal corridoio arrivava il rumore dell’acqua della doccia. Clara canticchiava una melodia senza parole. Nella stanza accanto, la bambina dormiva. Una casa normale, pensò Davide. Una mattina normale. Una vita che, vista da fuori, sembrava finalmente essersi assestata.

Trama

Davide ha sempre cercato di dare un nome alle cose. All’amore, al desiderio, alla paura, alle scelte che sembrano definitive.
Ma alcune persone entrano nella nostra vita senza lasciarsi definire.
Tra sguardi trattenuti, silenzi, vicinanze e parole mai dette, Davide attraverserà anni diversi della propria vita cercando di capire quanto possa pesare ciò che non è mai realmente successo.
Non era successo niente è un romanzo sul desiderio, sull’identità e su tutte quelle storie che restano incompiute solo in apparenza.
A volte il niente può contenere tutto.


Gli aveva detto che quella risposta confermava una

sensazione che si portava dietro da mesi. Gli aveva scritto che i non

detti non spariscono, che le emozioni taciute trovano sempre un

modo per presentare il conto.


Recensione

Buongiorno; oggi vi parlo del romanzo "Non era successo niente" di Gabriel De Santis, che ringrazio per la copia digitale; definire questa una storia d'amore è impossibile, non perché non lo sia, ma perché il protagonista stesso, Davide, fatica a dare un nome preciso a quello che gli succede, e forse, quel qualcosa, in realtà non ha bisogno di una definizione.

Di fatto, chi legge, vede una storia fatta di sguardi, gesti, desiderio, silenzi e domande a cui non si trova una risposta, spesso per anni.

Davide è umano, lo dimostra sia nel suo rapporto con Samuele da adolescente, sia con quello con Lorenzo, da adulto e la cosa riflette perfettamente il non sapere se effettivamente ciò che interpreta accade, o è solo frutto della sua fantasia.

In tutto questo, Clara, la moglie, non è relegata alla definizione di "relazione con la persona sbagliata", perché Davide la ama, pur essendo consapevole di provare attrazione anche per persone del suo stesso sesso (Samuele prima, Lorenzo poi).

Il titolo, oltretutto, è la chiave, perché quel "Non era successo niente", in realtà, racchiude molte cose non dette, e Davide se ne rende pienamente conto soltanto verso la fine, come ce ne rendiamo conto noi, che lo abbiamo seguito in tutta questa storia.

Questa è una storia che lascia il segno, non in quanto storia d'amore, ma per come le cose non dette, lascino il segno più di quelle dette.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


In alto, con la sua grafia, una frase scritta durante una riunione noiosa: Non chiamarmi più così. La riconobbe prima ancora di ricordare quando l’aveva annotata. Chiuse il quaderno di scatto.

Per qualche secondo non vide più la cucina, il cartone, il sole di settembre sulle piastrelle. Vide un parcheggio bagnato dalla pioggia. Un’altra città. Un altro ragazzo. Un’altra frase. Non cercarmi più. Erano passati quasi quindici anni. Eppure, in quel momento, le due voci gli sembrarono la stessa.