Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!
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Titolo: New York solo andata (o quasi)
Prezzo: 0,99
Link d'acquisto: QUI
Le porte si aprono e l'inferno si palesa sotto forma di due bambine biondissime, identiche, che corrono urlando sul marmo, seguite da una ragazza più o meno della mia età coi capelli piastrati.
Trama
Per Sandra Fogli l'estate a New York è il piano di fuga perfetto: un lavoro come ragazza alla pari per dimenticare un anno d'inferno e un fidanzato traditore. Quello che però non sa è che il "pacchetto vacanza" include due gemelle tanto adorabili quanto pesti e un padre single che ridefinisce il concetto di "bello e impossibile".
Jeff Fanti è il re indiscusso di Broadway. E' un uomo abituato ad avere il controllo totale sulla sua vita, o almeno così credeva.
Rimasto senza tata alla vigilia del suo spettacolo più importante, è costretto ad assumere Sandra solo per una promessa fatta alla madre, legata alle proprie origini italiane, ma per lui, quella ragazza impulsiva e insolente è un disastro annunciato.
Costretti a vivere sotto lo stesso tetto a Manhattan, tra i due scoppia una guerra fatta di battibecchi e sguardi di fuoco.
Eppure, dietro la maschera cinica di Jeff si nasconde un padre vulnerabile, e dietro la dolcezza di Sandra una forza travolgente. Tra le luci di New York e le note di un amore inaspettato, entrambi capiranno che a volte, per trovare la propria strada, bisogna lasciare che qualcuno metta completamente a soqquadro il tuo cuore.
Jeff Fanti entra in casa come una furia.
Le descrizioni dell'agenzia non gli rendevano giustizia. Uomo complicato mi sembra un eufemismo rispetto a questa specie di Lucifero vestito di tutto punto, con gli occhi fiammeggianti che mi si para davanti.
E' un uomo imponente, sui trentacinque, con una mascella squadrata da manuale, i capelli scuri un po' scompigliati e due occhi grigi che in questo momento sputano fiamme.
E' un esemplare di maschio di una bellezza devastante, quasi offensiva, ma la sua espressione è quella di un cinghiale infuriato.
Recensione
Buongiorno; oggi vi parlo del nuovo romanzo di Sarah Rivera; questa volta i protagonisti sono Sandra, una ragazza che cerca opportunità lavorative, dopo aver scoperto di non essere riuscita a prendere la borsa di studio che le avrebbe permesso di andare a New York, e Jeff Fanti, un uomo che a detta della protagonista sembra nell'ordine: un monarca assoluto e un supercattivo della Marvel che addestra la prossima generazione di spie. Perché Sandra pensa tutto questo? E come ci è arrivata a New York alla fine? Ma soprattutto: che lavoro dovrà fare, in concreto?
Il lavoro, che è a New York, lo trova tramite un'agenzia, ed ecco spiegato come ci arriva; il problema, però, è che, nel curriculum ha esagerato con le competenze, e quando scopre che nel pacchetto lavoro, sono comprese due gemelle di nome Chloe ed Emma, di cinque anni, Sandra va in panico.
In compenso, quando arriva, la presentazione non inizia nel migliore dei modi (e da qui, si spiega il perché delle sue supposizioni, sul datore di lavoro, nonché padre delle gemelle), perché Chloe ed Emma le fanno fare una figura non particolarmente adeguata; ma la cosa interessante è che, quando Jeff torna a casa, per rimproverarla, non trova una ragazza che si spaventa al primo colpo, no, Sandra decide di fronteggiarlo e da qui inizia la vera avventura.
I due, che lo vogliano o no, grazie a questi mesi che Sandra dovrà passare a New York, per poi, possibilmente, riuscire a laurearsi, anche grazie alle gemelle, si avvicinano, e quella che doveva essere solo un'esperienza lavorativa, si trasforma in ben altro.
Siccome, come mi capita spesso, temo di dire troppo, decido di fermarmi qui, consigliandovi vivamente la lettura di questo romanzo, che vi farà sbellicare dalle risate e ha in serbo anche tante altre emozioni.
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3
"Senta, signor Fanti", dico, facendo un passo avanti invece di indietreggiare, stringendo i pugni lungo i fianchi. "Ho commesso un errore e mi scuso. Ho peccato di entusiasmo e sì, forse avevo solo voglia di fare bella figura nel mio primo giorno di lavoro, dando retta alle sue figlie che mi hanno detto che era sua abitudine ricevere quel messaggio. Ma questo non le dà il diritto di rivolgersi a me con questa maleducazione. Lei sarà anche il re di Broadway, ma si sta comportando come un cafone!"
Buon pomeriggio; oggi partecipo al cover reval del nuovo romanzo di Alessia Giuliano
TITOLO: DODGE
AUTORE: Alessia Giuliano
GENERE: Billionaire romance, Romantic Suspence.
TROPES: Age gap, Forbidden love, Boss/Employee.
EDITORE: Self Publishing
DATA PUBBLICAZIONE: 27 agosto 2026
PAGINE: 450 ca
COSTO: cartaceo flessibile € 25,00, cartaceo rigido € 28,00, ebook € 3,99 con prezzo
lancio € 1,49
Trama
Dodge Moore possiede la notte.
Ha costruito un impero tra lusso, peccato e controllo, imparando a non lasciare entrare nessuno abbastanza vicino da ferirlo davvero.
Rosalie Clark arriva a Los Angeles per ricominciare.
Vuole una nuova vita, un nuovo lavoro, un nome che non sia più legato agli errori lasciati a New York. Ma la galleria in cui cerca di rimettersi in piedi appartiene proprio a lui.
Dodge dovrebbe restarle lontano.
Rosalie dovrebbe ricordare perché gli uomini potenti sono pericolosi.
Ma quando il passato torna a cercarla, e ogni segreto rischia di diventare uno scandalo, il confine tra
protezione e desiderio diventa impossibile da controllare.
Lei non vuole essere salvata.
Lui non sa più come lasciarla andare.
Perché una passione così feroce non si può ignorare: la si combatte, finché cedere diventa l’unica forma di salvezza.
Autore: Fulvio Pannese
Titolo: Goatman
Le porte della sala si aprirono con un rombo sordo, profondo, simile al lamento di una montagna che si spacca. L’imputato entrò a testa alta, le catene magnetiche ai polsi che emettevano un lieve ronzio a ogni passo. Dietro di lui, due guardie in armatura cerimoniale nera, i cui elmi coprivano interamente il muso, lo scortavano in silenzio.
Trama
Roma. Fulvio Pannese ha quarant'anni, un laboratorio di stampa 3D, una corsa ogni mattina nello stesso parco e la certezza, coltivata da sempre, di correre la gara sbagliata.
Poi una mattina il parco gli mette davanti una creatura di due metri, muso caprino, occhi arancioni, e al posto delle corna due monconi. Gli parla dentro la testa e pretende ospitalità come se fosse un diritto acquisito.
Fulvio lo chiama Gim. E Gim non è in vacanza: è in missione. Nell'atterraggio ha perso l'unica cosa che gli serve per portarla a termine. E Fulvio potrebbe essere la sua unica soluzione.
Ma mentre nel seminterrato prende forma un'alleanza improbabile fatta di corna stampate, caramelle aliene e insulti reciproci, qualcuno osserva. Una donna che conosce Fulvio da quattordici anni, e di cui lui non ricorda nemmeno il volto. Un ispettore che insegue un caso vecchio altrettanto, di cui nessuno, tranne lui, conserva memoria.
Perché quel parco ha già visto atterrare qualcosa, una volta. E Fulvio c'era.
«Sei stato ritenuto colpevole» affermò serenamente. La sua voce non aveva bisogno di microfoni; risuonava direttamente nelle ossa dei presenti. «Per questo motivo, sarai spogliato del titolo di GOAT e verrai esiliato da questo piano astrale» continuò il Giudice alla sua destra, con la freddezza di un automa. «Sarai inoltre privato dei vettori» concluse quello di sinistra, fissando le corna dell'imputato con disprezzo. «Affinché tu non possa più fare ritorno, né attingere al Flusso.»
«Così è deciso» concluse l’ultimo giudice.
Il verdetto cadde come una ghigliottina. L’imputato fissò il vuoto. Sentì i passi pesanti delle guardie avvicinarsi alle sue spalle. L'orgoglio, quel maledetto orgoglio che lo aveva portato fin lì, gli impedì di tacere.
«Mi esiliate per aver fatto il mio dovere!»
Recensione
Oggi vi parlo del romanzo di un autore emergente; abbiamo un protagonista di nome Fulvio Pannese (sì, come l'autore), ma anche un alieno che conosciamo all'inizio, a cui viene tolta la libertà e viene esiliato sulla terra, dove, per ritrovare ciò che ha perso, ha bisogno dell'aiuto di Fulvio.
Ci troviamo così immersi in un'avventura che però, porta anche qualche guaio; all'inizio Fulvio non crede a una parola di colui che viene denominato "Goatman", ma si dovrà ricredere, perché dietro, non ci sono i suoi amici, non ci sono telecamere, è tutto vero.
E noi non possiamo fare altro che seguire questa roccambolesca avventura, sperando che il protagonista non si faccia male.
E' il primo libro che leggo di questo autore, e devo dire che ho apprezzato la storia, lo svolgimento e tutto ciò che ci ruota intorno.
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3
A soli cinquecento metri dal suo obiettivo, l'impatto arrivò senza alcun preavviso. Qualcosa che Fulvio non aveva nemmeno visto lo colpì con una violenza inaudita, lo strappò dal sentiero e lo fece rotolare a terra tra i bassi rovi di more alla sua destra.
Una densa nube di polvere celò Fulvio e il corpo che lo aveva colpito. Passarono diversi secondi prima che il corridore riuscisse a rimettersi seduto, sputando terra e imprecando sottovoce. Mentre cercava di scrollarsi di dosso la polvere, percepì una figura ai margini del campo visivo, esattamente nel punto dell'impatto.
Buongiorno; oggi vi parlo di una miniserie che potete trovare su Netflix
Nella serie televisiva La mia brillante carriera, protagonista della vicenda è Sybylla Melvyn, giovane australiana cresciuta in una famiglia alle prese con difficoltà economiche e con una visione del futuro molto distante dalla sua: mentre per i suoi cari il destino naturale di una ragazza passa attraverso un buon matrimonio, lei coltiva l'ambizione di diventare scrittrice, aspirazione tutt'altro che semplice da realizzare nell'Australia di inizio secolo.
L'occasione per allontanarsi temporaneamente da casa arriva grazie alla nonna materna, che la invita a trascorrere un periodo nella sua elegante tenuta. Per la famiglia si tratta soprattutto di farla muovere in ambienti più prestigiosi; per Sybylla, invece, di una possibilità per osservare persone e situazioni nuove, raccogliendo materiale per il romanzo a cui pensa da tempo. Il soggiorno, però, si rivelerà tutt'altro che lineare: la ragazza entrerà in contatto con una realtà diversa da quella conosciuta fino ad allora e con persone destinate a incidere profondamente sulle sue scelte, mettendo alla prova le sue certezze.
La mia brillante carriera è una serie estremamente interessante, un gioiellino nel catalogo Netflix che è in grado di soddisfarei ha voglia di romanticismo e atmosfere antiche pur non rinunciando a riflettere sul presente.
Una giovane donna che sogna di essere indipendente, una società rigida dominata dagli uomini e il desiderio di poter vivere attraverso la scrittura. Sembrano le premesse di una qualsiasi commedia ambientata nei tempi moderni; ci troviamo invece nell'Australia dei primi del Novecento per La mia brillante carriera, la nuova serie in costume targata Netflix. Un'opera che ci trasporta in un passato spaventosamente simile al presente, dove le possibilità di realizzazione personale sono ancora limitate dall'appartenenza a un determinato sesso, etnia, ceto sociale o orientamento sessuale.
Basato sull'omonimo romanzo della scrittrice australiana Miles Franklin (che aveva già avuto un celebre adattamento cinematografico alla fine degli anni Settanta), il lavoro della showrunner Liz Doran si discosta dal precedente concentrando la narrazione quasi esclusivamente sulla voglia di libertà e di autodeterminazione della sua protagonista.
Sybylla Melvyn vive nell'entroterra australiano con i genitori e i suoi numerosi fratelli. Quando la nonna materna le scrive chiedendole di trasferirsi da lei, la giovane si oppone con tutte le sue forze: teme la perdita della libertà e l'allontanamento dal sogno di diventare una scrittrice, sapendo bene che il vero scopo della parente è trovarle un marito. Quando però comprende la gravità della situazione economica della sua famiglia, non può fare altro che assecondarla e partire verso la ricca dimora della nonna, un'agiata proprietaria terriera che ama allevare cavalli.
Tra situazioni imbarazzanti e la difficoltà di adattarsi a un'esistenza ben più rigida, Sybylla fa la conoscenza del rude "vicino di casa" Harry Beecham, da cui si sente subito attratta. Il problema è che l'unico uomo con cui vorrebbe approfondire una conoscenza sembra per lei irraggiungibile, lasciandola ancora una volta in balia delle aspirazioni matrimoniali dell'anziana parente.
La mia brillante carriera è una di quelle serie che si iniziano un po' per noia e un po' per curiosità, ma che finiscono per conquistare episodio dopo episodio. Il merito è in gran parte della meravigliosa interpretazione di Philippa Northeast, vera colonna portante dell'intera storia. La scrittura restituisce un personaggio complesso, a suo modo tormentato, che sbaglia, cade e si rialza.
Orgogliosa e caparbia, Sybylla è una donna che sceglie consapevolmente di non conformarsi al percorso imposto dalla società, che la vorrebbe come una figura discreta, pronta a far spazio agli altri anziché occuparlo. Sybylla è invece un essere pensante e, come tale, rivendica in ogni modo il diritto negato di essere considerata, di avere un peso e una rilevanza attraverso la propria presenza e le proprie parole.
La condizione femminile narrata nella serie è veritiera, raccontata con una forza e un'efficacia tali da creare continui e spaventosi parallelismi con il mondo contemporaneo. Liz Doran e le co-sceneggiatrici Sarinah Masukor e Rachael Turk prendono una storia già di per sé rivoluzionaria e ne fanno un racconto moderno capace di parlare al pubblico di oggi. Più stereotipati, seppur interessanti, risultano invece i personaggi secondari: raccontano varie sfumature della disuguaglianza sociale, ma rimangono un po' in superficie, complice anche la durata contenuta della prima stagione (soli sei episodi). Ovviamente anche la componente romantica ha un certo peso, ma è utilizzata come propulsore narrativo e mai come fine ultimo della storia.
A spingere sull'acceleratore dal punto di vista visivo ed espressivo sono le registe Alyssa McClelland e Anne Renton. Sfruttando al meglio l'estetica e la fotografia tipiche del period-drama, le due realizzatrici prediligono immagini dal forte impatto visivo e sequenze che sottolineano costantemente lo spirito indomito e frenetico della protagonista, in perfetta sintonia con i paesaggi sterminati e brulli dell'entroterra australiano. A supporto dell'impianto visivo si inserisce anche una colonna sonora azzeccata, perfetto mix tra classico e moderno.
La mia brillante carriera si rivela quindi una bellissima sorpresa: una visione piacevole, curata e attenta, capace di parlare agli spettatori in modo trasversale ed efficace. Una serie ideale per chi ama le atmosfere d'epoca ma non vuole rinunciare a riflettere sulle dinamiche del presente.
La mia brillante carriera si rivela una piacevole sorpresa capace di far dialogare il classico period-drama con le tematiche sociali del mondo contemporaneo. Guidata dall'eccellente interpretazione di Philippa Northeast, l'opera brilla per la caratterizzazione di una protagonista indomita e complessa, valorizzata da una regia visivamente d'impatto e da una colonna sonora che unisce perfettamente antico e moderno. Nonostante la frettolosità riservata ad alcuni personaggi secondari nei soli sei episodi della stagione, lo show adattato da Liz Doran si conferma un prodotto curato, coinvolgente e ricco di spunti di riflessione estremamente attuali.
Alla prossima
Luce <3
Titolo: Messaggeri dell'oscurità
Serie: Petra Delicado #3
Prezzo: 10,40 e-book 8,99
Link d'acquisto: QUI
Serie Pedra Delicado:
3)Mensajeros de la oscuridad
4)Muertos de Papel
5)Serpientes en el paraíso
6)Un barco cargado de arroz
7)Nido vacío
8)El silencio de los claustros
9)Nadie quiere saber
11)Mi querido asesino en serie
12)Sin muertos
13)La mujer fugitiva
14)Una buena pieza
Una poco di buono (antologia non legata alla saga principale)
Trama
Un piglio rapido e pratico, una battuta sempre pronta, frequenti errori e scherzi del caso ma con l'attitudine professionale a trarne comunque profitto sempre, molta tenacia e chilometri macinati: sono le componenti umane dei casi dell'ispettrice Petra Delicado e del suo vice Fermín Garzón, suo alter ego e complemento insostituibile. Dai loro polizieschi di strada, in Spagna, è stata tratta una serie televisiva: e non è difficile capire la ragione della loro popolarità, poiché l'inchiesta sembra dipanarsi sotto gli occhi stessi del lettore, in presa diretta: fino al momento della soluzione, i due antideduttivi investigatori, sembrano brancolare nel buio, come i lettori. Il caso di Messaggeri dell'oscurità parte da una serie di lugubri reperti che arrivano per posta, frutto di orrende mutilazioni. L'impresa di una mente turbata, di un sanguinario maniaco, che lancia i suoi messaggi dall'inferno della psicosi. Ma è solo l'apparenza. Un passo dietro l'altro Petra e Garzón si inoltrano nell'imbuto di un mondo più complesso e inquietante. Che lancia i suoi messaggi dall'inferno della storia.
Recensione
“Messaggeri dell’oscurità” è il terzo romanzo della serie dedicata all’ispettore di polizia Petra Delicado, personaggio che ha fatto la fortuna letteraria di Alice Giménez-Bartlett ed ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo. La scrittrice ha confessato in una recente intervista al Salone del Libro (TO, 2018) di stare lavorando ad una biografia romanzata della sua eroina, che, così afferma, molto le assomiglia ( soprattutto per l’ironia ed un malcelato amore per la solitudine) e che la impegna giornalmente per ore (dalle 9 alle 16, questi i suoi ritmi di lavoro, seguiti da cena, giardinaggio e cinema), quasi a sottolineare lo straordinario successo che hanno avuto ed hanno le avventure della sua amata protagonista, sempre in coppia con l’inseparabile vice Garzòn. In questo giallo, uscito nel 1999, il personaggio non è ancora forse ben delineato: separata dal primo marito, per il quale prova ancora una forte attrazione, Petra non ha ancora raggiunto quella serenità emotiva che la caratterizzerà più avanti negli anni, dimostrando una forte passionalità, che affiora qua e là nel romanzo e che si esplicita quando inaspettatamente si lascia travolgere dalle irresistibili seduzioni di un commissario di polizia russo durante una missione a Mosca. Perché proprio in Russia la portano le indagini sul caso inconsueto e misterioso che le tocca risolvere: un’oscura setta fanatica, che in Russia ha le sue origini, è riuscita ad infiltrare degli adepti in Spagna, che, in nome di una vagheggiata purezza, fanno pervenire alla polizia pacchetti postali contenenti organi genitali conservati in formalina. Naturalmente la malcapitata Petra sa destreggiarsi abilmente, non senza fatiche e sorprese, tra cadaveri mutilati, visite a santoni ed esperti del ramo, oscuri e minacciosi messaggi: solo un viaggio rivelatore a Mosca ed un colpo di scena finale risolveranno le indagini. L’argomento inusuale lascia un po’ perplessi, anche se la consueta bonomia del vice Garzòn, con le sue battute scherzose e poesiole goliardiche, allenta la tensione e infonde fiducia alla collega, aiutandola a superare dubbi e incognite, mai così oscure e minacciose come in questa indagine.
La mia valutazione
Luce <3
Titolo: Il decimo dono
Prezzo: 9,30
Link d'acquisto: QUI
Trama
Che cosa lega tra loro i destini di due donne lontane nel tempo? Una, Catherine, ha solo diciannove anni quando viene rapita e fatta schiava dai corsari berberi nel luglio del 1625, l'altra, Julia, è una ragazza dei giorni nostri, con una complicata e dolorosa situazione sentimentale. Tra Inghilterra, Cornovaglia e Marocco, tra passato e presente, i percorsi di vita delle due donne sì incroceranno più vote, in modi inattesi e sorprendenti, cosi come sorprendente e inatteso è l'amore che cambierà per sempre le loro esistenze...
Recensione
Un intreccio di passato e presente, tra curiosità storiche riguardo alla lotta tra i regni della cristianità e la pirateria musulmana del XVII secolo, nozioni sull’arte del ricamo, magici paesaggi della Cornovaglia e misteri del Marocco. Nel suo costante andare e venire nel tempo, la storia si dipana con una coerenza rassicurante e azzeccata, in un costante parallelismo tra le vicende sfortunate di Jane e le letture dal diario di Catherine prima e dalle lettere del cugino Rob partito alla sua ricerca poi.
Pur con il palesarsi della doppia storia d’amore in terra musulmana (tra Catherine e il suo rapitore, l’affascinante e colto Al Andalusi, come tra Jane e la sua guida locale Idris), la trama non scade quasi mai nella banalità, riuscendo a tenere teso il filo dell’attenzione per almeno tre quarti della lettura. La tensione perde un po’ di mordente, purtroppo, sul finire, come se l’autrice fosse stata costretta a comprimere quest’ultima parte per rimanere entro un certo numero di pagine. Dictat dell’editore o sindrome da “fretta di finire”? Nonostante ciò, il giudizio complessivo dell’opera rimane positivo.
Pur contenendo tematiche più care al mondo femminile che a quello maschile, il romanzo è comunque godibile da un pubblico eterogeneo grazie al clima avventuroso della vicenda, agli splendidi luoghi che fanno da sfondo alle due storie e, soprattutto, all’accuratezza con cui vengono illustrate vicende storiche per noi piuttosto oscure.
Mentre, infatti, non avrebbe suscitato alcuno sgomento un attacco di pirati turchi sulle coste del Mediterraneo, potrà risultare nuovo a molti sapere che i corsari di Salè si spingevano tanto a nord ed erano diventati così aggressivi e spregiudicati da attaccare non solo i navigli che avevano la sfortuna di incrociare la loro rotta, ma perfino i villaggi sulla costa.
Lo scontro tra le due grandi religioni monoteiste, infine, viene dipinto senza pregiudizi o campanilismi, pur se con un occhio di riguardo per la cultura musulmana che in questo caso rappresenta il cambiamento, il fascino di ciò che non si conosce.
Una lettura consigliata a chi apprezza il connubio tra avventura e storia d’amore.
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3