Autrice: Lilli Gruber
Titolo: Eredità
Prezzo: 14,90 e-book 7,99
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Trama
È il novembre del 1918, e il mondo di Rosa Tiefenthaler è andato in frantumi. L'Impero austroungarico in cui è nata e vissuta non esiste più: con poche righe su un Trattato di pace la sua terra, il Sudtirolo, è passata all'Italia. "Il nostro cuore e la nostra mente rimarranno tedeschi in eterno", scrive Rosa sul suo diario. Colta e libera per il suo tempo, lo tiene da quasi vent'anni, dal giorno del suo matrimonio con l'amato Jakob. Mai avrebbe pensato di riversare nelle sue pagine una così brutale lacerazione. Ne seguiranno molte altre. In pochi anni l'avvento del fascismo cambia il suo destino. Cominciano le persecuzioni per lei e per la sua famiglia, colpevoli di voler difendere la loro lingua e la loro identità: saranno arrestati, incarcerati, mandati al confino. E Rosa assiste impotente al naufragio di tutte le sue certezze. Intorno a lei, troppi si lasciano sedurre da un sogno pericoloso che si sta affacciando sulla scena europea: quello della Germania nazista. Non potrà impedire che Hella, la figlia minore, sia presa nel vortice dell'ideologia fatale di Hitler. E presto dovrà affrontare la scelta impossibile tra l'oppressione e l'esilio. Nata austriaca, vissuta sotto l'Italia, morta all'ombra del Reich, Rosa è il simbolo dei tormenti di una terra di confine. Su quella frontiera è cresciuta Lilli Gruber, sua bisnipote, che oggi attinge alle parole del suo diario. E racconta una pagina di storia personale e collettiva in questo libro teso sul filo del ricordo.
Recensione
Tutti siamo abituati a Lilli Gruber giornalista e conduttrice di talk show, con le sue domande ficcanti ad incalzare il politico sovranista di turno ed il suo sostegno incrollabile verso le pari opportunità uomo-donna. Spesso ci dimentichiamo che - nonostante il suo italiano forbito - la sua lingua madre è il tedesco e che il suo nome completo e Dietlinde.
Ma Lilli Gruber è anche una straordinaria scrittrice. "Eredità" è innanzitutto un'intima vicenda familiare che ripercorre la storia della bisnonna Rosa, donna volitiva ed indipendente che gestisce con mano ferma la sua famiglia di proprietari terreni, il tutto nel Sud-tirolo maschilista, iper-conservatore ed ultracattolico di inizio Novecento.
Parallelamente alla vicissitudini della famiglia Tiefenthaler, il romanzo attraversa le vicende epocali che vanno dal 1914 al 1945, a seguito delle quali il Sud Tirolo (come il resto d'Europa) non sarebbe stato più lo stesso: un argomento che sarebbe fondamentale studiare anche a scuola, visto che ci fornisce gli strumenti interpretativi per il territorio che oggi chiamiamo "Provincia autonoma di Bolzano". La vittoria dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale è vissuta da Rosa come una sconfitta - lei che si è sempre orgogliosamente sentita una cittadina austroungarica - in quanto spiana la strada al tentativo di assimilazione etnica avviato dal Regno d'Italia e divenuto opprimente sotto il Fascismo.
Ma la realtà è più complessa di quello che sembra: Lilli Gruber non risparmia niente e nessuno, a partire dal sentimento filonazista di molti sudtirolesi (come la sua prozia Ella) nella speranza che il Sud Tirolo sia annesso al Reich. Speranza che come sappiamo sarebbe stata una pia illusione, alla luce dell'alleanza Hitler-Mussolini forgiata dal Patto d'Acciaio. In compenso l'Asse Roma-Berlino porta al meccanismo delle "Opzioni", sconosciuto ai più e che invece è fondamentale conoscere per inquadrare correttamente la complessità sudtirolese.
"Eredità" è un romanzo bellissimo e da leggere tutto d'un fiato, al termine del quale si fa strada un sentimento di gratitudine: viviamo in un'Europa da 70 anni in pace, dove le minoranze sono tutelate e l'assimilazione etnica ha lasciato il posto al multilinguismo. Lilli Gruber stessa - in uno dei passi pià toccanti del romanzo dove si interroga sulla sua identità meticcia italo-austriaca - non a caso afferma di sentirsi innanzitutto cittadina d'Europa.
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3


























