venerdì 20 marzo 2026

Recensione "Eredità", Lilli Gruber

 


Autrice: Lilli Gruber

Titolo: Eredità

Prezzo: 14,90   e-book 7,99

Link d'acquisto: QUI


Trama

È il novembre del 1918, e il mondo di Rosa Tiefenthaler è andato in frantumi. L'Impero austroungarico in cui è nata e vissuta non esiste più: con poche righe su un Trattato di pace la sua terra, il Sudtirolo, è passata all'Italia. "Il nostro cuore e la nostra mente rimarranno tedeschi in eterno", scrive Rosa sul suo diario. Colta e libera per il suo tempo, lo tiene da quasi vent'anni, dal giorno del suo matrimonio con l'amato Jakob. Mai avrebbe pensato di riversare nelle sue pagine una così brutale lacerazione. Ne seguiranno molte altre. In pochi anni l'avvento del fascismo cambia il suo destino. Cominciano le persecuzioni per lei e per la sua famiglia, colpevoli di voler difendere la loro lingua e la loro identità: saranno arrestati, incarcerati, mandati al confino. E Rosa assiste impotente al naufragio di tutte le sue certezze. Intorno a lei, troppi si lasciano sedurre da un sogno pericoloso che si sta affacciando sulla scena europea: quello della Germania nazista. Non potrà impedire che Hella, la figlia minore, sia presa nel vortice dell'ideologia fatale di Hitler. E presto dovrà affrontare la scelta impossibile tra l'oppressione e l'esilio. Nata austriaca, vissuta sotto l'Italia, morta all'ombra del Reich, Rosa è il simbolo dei tormenti di una terra di confine. Su quella frontiera è cresciuta Lilli Gruber, sua bisnipote, che oggi attinge alle parole del suo diario. E racconta una pagina di storia personale e collettiva in questo libro teso sul filo del ricordo.


Recensione

Tutti siamo abituati a Lilli Gruber giornalista e conduttrice di talk show, con le sue domande ficcanti ad incalzare il politico sovranista di turno ed il suo sostegno incrollabile verso le pari opportunità uomo-donna. Spesso ci dimentichiamo che - nonostante il suo italiano forbito - la sua lingua madre è il tedesco e che il suo nome completo e Dietlinde.

Ma Lilli Gruber è anche una straordinaria scrittrice. "Eredità" è innanzitutto un'intima vicenda familiare che ripercorre la storia della bisnonna Rosa, donna volitiva ed indipendente che gestisce con mano ferma la sua famiglia di proprietari terreni, il tutto nel Sud-tirolo maschilista, iper-conservatore ed ultracattolico di inizio Novecento.

Parallelamente alla vicissitudini della famiglia Tiefenthaler, il romanzo attraversa le vicende epocali che vanno dal 1914 al 1945, a seguito delle quali il Sud Tirolo (come il resto d'Europa) non sarebbe stato più lo stesso: un argomento che sarebbe fondamentale studiare anche a scuola, visto che ci fornisce gli strumenti interpretativi per il territorio che oggi chiamiamo "Provincia autonoma di Bolzano". La vittoria dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale è vissuta da Rosa come una sconfitta - lei che si è sempre orgogliosamente sentita una cittadina austroungarica - in quanto spiana la strada al tentativo di assimilazione etnica avviato dal Regno d'Italia e divenuto opprimente sotto il Fascismo.

Ma la realtà è più complessa di quello che sembra: Lilli Gruber non risparmia niente e nessuno, a partire dal sentimento filonazista di molti sudtirolesi (come la sua prozia Ella) nella speranza che il Sud Tirolo sia annesso al Reich. Speranza che come sappiamo sarebbe stata una pia illusione, alla luce dell'alleanza Hitler-Mussolini forgiata dal Patto d'Acciaio. In compenso l'Asse Roma-Berlino porta al meccanismo delle "Opzioni", sconosciuto ai più e che invece è fondamentale conoscere per inquadrare correttamente la complessità sudtirolese.

"Eredità" è un romanzo bellissimo e da leggere tutto d'un fiato, al termine del quale si fa strada un sentimento di gratitudine: viviamo in un'Europa da 70 anni in pace, dove le minoranze sono tutelate e l'assimilazione etnica ha lasciato il posto al multilinguismo. Lilli Gruber stessa - in uno dei passi pià toccanti del romanzo dove si interroga sulla sua identità meticcia italo-austriaca - non a caso afferma di sentirsi innanzitutto cittadina d'Europa.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3

giovedì 19 marzo 2026

Recensione "Ovunque sarai", Olga Watkins

 


Autrice: Olga Watkins

Titolo: Ovunque sarai

Prezzo: 18,90  e-book 4,99

Link d'acquisto: QUI


"Non basta il senso di colpa a indurre una ragazza a fare tutto quello che hai fatto, a correre tutti i rischi che hai corso" continuò. "Solo una cosa può avertelo fatto fare: l'amore"

Trama

Marzo 1945. Una ragazza cammina verso gli imponenti cancelli del campo di concentramento di Dachau. Guardie armate stanno appoggiate al muro, tengono con arroganza i fucili di traverso sulle spalle. Torri di avvistamento circondate da metri e metri di filo spinato si stagliano contro il blu del cielo. La ragazza tira un respiro profondo. È troppo tardi per tornare indietro. Non ha documenti. Non ha identità. Potrebbe essere catturata in qualunque istante e imprigionata. E non è per questo che ha fatto tutta quella strada, che sta sfidando la morte. Solo una cosa l’ha spinta fino alle porte dell’orrore: l’amore.

L’incredibile odissea di una giovane ragazza di vent’anni nell’inferno della Shoah e nel cuore del Terzo Reich per ritrovare Julius, l’uomo che ama. Un viaggio lungo 3.330 chilometri, da Zagabria a Budapest, da Dachau a Norimberga, sfidando la polizia segreta, gli eserciti, la delazione, le frontiere, i bombardamenti. La determinazione di Olga nell’inseguire il suo uomo per un amore che ha ben pochi ricordi concreti – un bacio sulle labbra, qualche serata all’opera, poco di più – non si arresta di fronte a nulla. A nessun impedimento. A nessuna beffa del destino. Nemmeno ai cancelli di Buchenwald, il campo dell’orrore.


"Sono entrata a Dachau di mia volontà per salvare l'uomo che amavo"

Recensione


“Ovunque sarai” è un romanzo autobiografico, narrato in prima persona e con una scrittura semplice. Un narrato dal forte impatto emotivo perché trattasi di una storia vera. La protagonista è una donna come noi che si trova ad affrontare qualcosa più grande di lei, a essere, suo malgrado, testimone di qualcosa di orrendamente inspiegabile.

Le scene vengono narrate con fluidità tanto da riuscire a catturare il lettore e farlo sentire parte integrante della storia.

Inizialmente sembra una storia d’amore fiabesca, un love story contrastata, ma in seguito lo sfondo in cui si svolge diventa sempre più nero e lo scenario è inserito in uno dei periodi più bui che l’umanità ricordi.

Non ci sono incantesimi, magie, stregonerie né mostri alieni ma la mano dell’uomo che con crudeltà raggiunge ferocia e spietatezza inesprimibili e inspiegabili contro i suoi simili.

Una fiaba nera che viaggia tra la fine del 1943 e il giugno 1945.

Olga Watkins non è stata una scrittrice, non ho trovato altri scritti all’infuori di questo romanzo.

Olga Watkins è diventata scrittrice perché la sorte, il destino o il fato ha voluto che lei vivesse una, tanto incosciente quanto coraggiosa, storia d’amore nell’Europa nazista, in un periodo di indicibile orrore e crudeltà.

È stata convinta da un amico di famiglia a scrivere le memorie della sua odissea e

con l’aiuto del giornalista James Gillespie il libro è stato pubblicato nel 2012.

Gli appunti sono diventati una testimonianza depositata e conservata all’Imperial war Museum di Londra.

Ne consiglio vivamente la lettura


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


“Tutti noi siamo soli nella nostra sofferenza. Nessuno può comprendere del tutto il dolore di un’altra persona”.

mercoledì 18 marzo 2026

WWW... Wednesday #304

Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!

 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Su audible ho iniziato questo, dopo aver concluso Goblet of Fire


L'ho quasi finito, poi inizio il seguito; la recensione uscirà una volta finita la dilogia intera

 2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione online domani


Recensione online venerdì

Ieri ho concluso anche una richiesta, la cui recensione non uscirà prima di aprile

3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?



Appena concludo Same but different, leggerò questi 


Questo è il www 304 e voi cosa state leggendo? Cos'avete letto? Cosa leggerete?

martedì 17 marzo 2026

Le libere donne - serie tv - raiplay (recensione)

Buongiorno; oggi vi parlo di una nuova serie tv che trovate su raiplay


Titolo: Le libere donne
Paese: Italia
Anno: 2026
Formato: serie tv
Genere: drammatico
Episodi: 6
Durata: 65 min (episodio)
Lingua originale: italiano



Informazioni

Le libere donne è una serie televisiva italiana diretta da Michele Soavi e coprodotta da Rai Fiction ed Endemol Shine Italy, trasmessa su Rai 1 a partire dal 10 marzo 2026.

La serie è tratta dal romanzo Le libere donne di Magliano di Mario Tobino (pubblicato da Mondadori Libri) e vede come protagonisti Lino Guanciale, Grace Kicaj, Gaia Messerklinger e Fabrizio Biggio. La storia è ambientata all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Maggiano e racconta le vicende di alcune donne ricoverate nella struttura, esplorando le loro storie personali, le fragilità e il desiderio di libertà in un contesto segnato da regole rigide e stigma sociale.



Trama

Ambientata tra Lucca e Viareggio durante la seconda guerra mondiale, la serie racconta la storia dello psichiatra e poeta Mario Tobino, medico dell’ospedale psichiatrico femminile di Maggiano dove è giunto alla fine del 1942 dopo essere stato congedato dal fronte libico. Con un approccio umano e non convenzionale, Tobino si confronta con i metodi rigidi e repressivi dell’istituzione, cercando invece di restituire dignità, ascolto e comprensione alle pazienti ricoverate, molte delle quali sono state internate ingiustamente o per aver manifestato un comportamento ritenuto troppo libero per l’epoca.

All’interno dell’ospedale Tobino vive e lavora a stretto contatto con colleghi che spesso hanno visioni molto diverse dalla sua, trovando però sostegno in un giovane medico con cui instaura un rapporto di amicizia e fiducia.

La sua vita cambia con l’arrivo di Margherita Lenzi, una giovane donna rinchiusa nella struttura dal marito contro la propria volontà. Dubitando della sua presunta follia, Tobino inizia a indagare sulla sua storia, sospettando che possa essere vittima di un grave abuso e di un tentativo di appropriazione della sua eredità. Questa ricerca della verità lo porterà a confrontarsi con dilemmi morali e rischi personali, mentre riemerge dal suo passato un antico amore, Paola Levi, nel frattempo divenuta una staffetta partigiana.



Recensione

Appena approdata su Rai 1 (dal 10 marzo 2026), e Raiplay, Le libere donne si presenta come un viaggio viscerale nei sotterranei dell’anima umana. Prodotta da Rai Fiction ed Endemol Shine Italy, la serie porta la firma di Michele Soavi, che abbandona le tinte noir per abbracciare una regia immersiva e psicologica a tutti gli effetti. La fotografia, curata per restituire il contrasto tra il gelo della Lucca fascista e il calore febbrile del manicomio di Maggiano, incornicia le interpretazioni magistrali di Lino Guanciale, nei panni del medico-poeta Mario Tobino, e della rivelazione Grace Kicaj (Margherita Lenzi). Tratta dal capolavoro di Tobino, la serie ci ricorda che, a volte, le mura di un ospedale psichiatrico sono meno opprimenti delle convenzioni sociali e politiche che regolano il mondo esterno.



La serie si distingue per una ricostruzione storica che va oltre la semplice estetica, scavando nelle dinamiche di potere del regime fascista applicate alla psichiatria. E, attraverso il personaggio di Mario, assistiamo a una critica feroce verso un sistema che usava l’internamento come strumento di controllo sociale, specialmente verso il genere femminile. Come sottolinea lo stesso protagonista interpretato da Guanciale:

“Perché la vera follia non è qui dentro il manicomio ma qui fuori. Che senso ha cercare di essere d’aiuto quando tutto attorno c’è solo violenza, menzogna e dolore? Devo accettare che è così.”

Il manicomio diventa dunque paradossalmente l’unico luogo dove si può ancora scorgere la verità dietro le apparenze.

La narrazione si apre nel dicembre del 1942. Lo psichiatra Mario Tobino torna dal fronte libico e approda a Maggiano, dove si ritrova in un microcosmo di donne “interrotte”. Un luogo in cui la scienza dell’epoca risponde al dolore con l’elettroshock del dottor Parisi sotto la rigida disciplina del direttore Roncoroni. Al centro del racconto troviamo il caso di Margherita Lenzi, una donna che, per sfuggire alle violenze del marito avvocato e alle trame per sottrarle l’eredità, compie un atto di estremo scandalo. Decide di scappare dall’abitazione per poi andare nuda sotto la neve davanti al Duomo di Lucca, proprio nella notte di Natale.

L’incontro tra Tobino e Margherita non è solo un rapporto medico-paziente, bensì l’ incontro tra due anime che cercano la verità sotto le macerie del fascismo. Tobino intuisce subito che il disagio di queste donne ha radici ben più profonde di quanto sembri. Egli sostiene infatti che:

"Ognuna di loro ha la sua storia… in molti casi la malattia è il risultato di una vita di oppressioni, privazioni, povertà, ignoranza. Ma soprattutto è la probabile conseguenza di nascere donna in un mondo dominato dai maschi.”

Mentre fuori infuria la guerra e la resistenza di Paola Levi accende le speranze partigiane, dentro il manicomio troviamo Tobino che combatte la sua battaglia personale. Vuole restituire  la dignità a chi è stata privata della voce.

Il punto di forza della serie risiede sicuramente nella sua capacità di farci guardare attraverso la follia. Emblematica l’iniziazione del primo episodio: Margherita che guarda fuori da una finestra attraverso una fessura da lei creata. Si tratta di giornali appesi alla finestra. Ed è proprio fra quei pezzi di carta, che cerca la luce, aprendo un varco nella narrazione che gli altri hanno costruito su di lei. Il giornale sembra proprio rappresentare la definizione sociale, la parola maschile che incasella e giudica. Lo strappo è dunque l’inizio della sua soggettività. Margherita sceglie paradossalmente la “matta” come maschera protettiva contro un’esistenza di abusi, arrivando a dichiarare con orgoglio ferito:

"Meglio essere matta, che essere come voi"

La follia (capisce di spaventare il potere)  come strategia di sopravvivenza. E in un mondo dominato dalla violenza, sembra l’unico modo per essere forti contro l’oppressione fisica. I lividi di Margherita, visibili sin dal primo ingresso in reparto, sono i primi segni di una realtà domestica ben precisa. Per lei,  infatti, il manicomio diventa un rifugio: un luogo dove può finalmente smettere di fingere, dove può essere una donna libera nella sua diversità, scappata da una realtà esterna ancora più coercitiva.

Il manicomio di Maggiano appare come una proiezione fisica dell’Ombra collettiva della società fascista. Le pazienti non sono tutte necessariamente “guaste”, ma incarnano quegli aspetti del femminile che la società dell’epoca voleva rimuovere: la sessualità, l’intelletto, la ribellione, il dolore incontenibile. Tobino d’altro canto agisce come l’archetipo del guaritore ferito. Decide di non osservare le pazienti dall’alto, bensì “entra nei loro mondi”, riconoscendo che la sua stessa sensibilità poetica è anch’essa una forma di “follia”. Che che agli occhi di un regime basato sulla forza bruta e sulla repressione dei sentimenti, appare anomala. La cosiddetta sensibilità emotiva, che secondo il regime non dovrebbe appartenere al maschile.

Questo approccio ribalta il concetto di cura. Non si tratta di riportare le donne a una funzionalità sociale, ovvero farle tornare mogli ubbidienti, ma di aiutarle nel processo di individuazione. La scelta di Margherita di identificarsi con la follia è un atto di separazione eroica dall’Io sociale corrotto per proteggere il proprio Sé autentico. La “malattia” diventa così una barriera contro un ambiente patogeno esterno. Tobino, a differenza dei suoi colleghi, non cerca di “riparare” le donne, bensì di ascoltare il messaggio simbolico che la loro psiche sta urlando attraverso i loro sintomi.

Le libere donne si inserisce in un filone cinematografico che ha fatto della critica all’istituzione un manifesto politico. Se nel film con Jack Nicholson il manicomio era la metafora del potere castrante dello Stato, qui Soavi aggiunge la dimensione di genere. Le donne non sono solo prigioniere della psichiatria, ma di un sistema patriarcale che usa la diagnosi medica per punire l’indipendenza.

Possiamo dunque dire che rappresentare la malattia mentale significa, prima di tutto, restituire la parola a chi è stato messo a tacere. In un’epoca che ancora fatica a gestire il disagio psichico, Le libere donne ci vuole avvertire. Vuole dirci che la vera follia non è necessariamente legata a uno squilibrio chimico, ma è spesso il risultato di un mondo che non accetta la libertà di sentirsi diversi.

La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3



lunedì 16 marzo 2026

7 blog per 1 autore: Sara Ronco

Buongiorno lettori e amanti delle serie tv! Come avevo preannunciato, da oggi comincia una nuova rubrica in collaborazione con altri 6 blog, di cui uno è quello di Federica, che gestisce Gliocchidellupo;  ma in cosa consiste la rubrica, 7 blog per 1 autore?

 



Riapre una rubrica tanto amata e dedicata agli autori, da un'idea di Federica del Blog Gli Occhi del Lupo. In precedenza chiamata 4 blog per un autore e ora cresciuta in 7 blog per un autore. Ogni settimana ospiteremo un autore con il suo romanzo ed entreremo meglio in ciò che ha scritto. Ringraziamo tutti coloro che si sono affidati a questa iniziativa.
Blog che vi partecipano:
LUNEDÌ - Tutto sul romanzo - IO AMO I LIBRI E LE SERIE TV
MARTEDÌ - Ambientazione - IN COMPAGNIA DI UNA PENNA
MERCOLEDÌ - Cast Dream - BOOKLOVERSBLOG
GIOVEDÌ - Un messaggio da scoprire - BUONA LETTURA
VENERDÌ - Un'immagine che racconta - LIBERA_MENTE
SABATO - Intervista all'autore - READING IS TRUE LOVE
DOMENICA - Intervista al personaggio - GLI OCCHI DEL LUPO
 
Tutto sul romanzo
Raccontaci come hai scelto la cover, chi l’ha realizzata e qualche info in più
rispetto alla trama scelta.


Ciao. Sapevo che la copertina avrebbe avuto una gondola, per indicare che parte
della storia avviene a Venezia. Ho voluto aggiungere la Mole Antonelliana,
simbolo di Torino e i simboli di altre città dove si svolge la storia.
Per me è stata una meravigliosa sorpresa vedere l’intreccio floreale che
accompagna il titolo.
Elleonora, detta Ella, era una ragazza imbranata, balbuziente e insicura, questo
almeno fino a  duecento anni fa; oggi sfrutta il suo super potere a piacimento:
può trasformarsi agli occhi degli altri, influenzare i dispositivi elettronici e
mantenersi giovane. Tutto bene, fino a quando non viene scaricata dal suo
fidanzato e scopre che sta invecchiando. Il suo potere inizia a fare i capricci.




sabato 14 marzo 2026

Recensione "Same but different", Teresa DG


Autrice: Teresa D.G.

Titolo: Same But Different

Prezzo: 14,00  e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


"Eri tu l'unico che riusciva a vedere la ragazza dolce sotto tutti gli strati ruvidi, Jordan, ma eri anche l'unica debolezza che non potevo permettermi."  


Trama

Talìa Sutton è bellissima, ricca e una calamita per i guai. Espulsa da scuola per l'ennesima volta, la diciassettenne ribelle è costretta a studiare a casa. È così che incontra Jordan Stevenson, un professore privato di trent'anni che vive alla giornata e fa tre lavori.
Jordan cerca solo di sbarcare il lunario, Talìa vuole solo farlo licenziare.
Tra scontri accesi, Talìa mette alla prova l'autorità di Jordan, ma lui, a sua volta, riesce a vedere oltre la sua facciata: una ragazza ferita, dolce e sensibile.
L'attrazione è innegabile, il desiderio vietato
Nonostante il divario d'età e i pericoli – la madre di Talìa è determinata a separarli, suo zio minaccia Jordan, e il passato oscuro di entrambi continua a riemergere – non riescono a stare lontani l'uno dall'altra.
Una relazione che non dovrebbe esistere.
Una passione che non può essere spenta.
Cosa sei disposto a sacrificare per un amore così 
sbagliato da sembrare perfetto?


"Sapevo che stare con lei era la cosa più sconsiderata e pericolosa che avessi mai fatto ma, ogni volta che mi guardava, Talìa mi ricordava che avevo ancora un sogno da infrangere e una vita che valeva la pena vivere. "



Recensione

Questa volta l’autrice ci porta in Oklahoma, più precisamente nella cittadina di Norman dove vive la giovane Talìa Sutton, una diciasettenne prossima alla maturità che ce l’ha con il mondo intero, in particolare con sua madre.

Unica erede di una delle famiglie più importanti della città ne combina una dopo l’altra, fino a quando, all’ennesima espulsione dalla scuola che frequenta, la madre prende la decisione di farla studiare a casa per poter concludere gli studi fino al diploma.

Ed è qui che entra in gioco il protagonista maschile, Jordan Stevenson, giovane professore trentenne che con non poca difficoltà, sta cercando di realizzare il suo sogno di diventare un affermato insegnante. Per sopravvivere tra i tanti impegni e le tante responsabilità che la vita gli ha messo davanti, per il momento si accontenta di dare lezioni private ai figli di papà viziati e fuori controllo, tra cui, appunto, Talia.

Tra i due sono subito scintille, ma l’esperienza e il suo passato gli fanno vedere ciò che la sua alunna cerca in tutti i modi di nascondere. Una sofferenza interiore che incombe su di lei, fino a portarla a superare ogni limite, sia etico che morale, ragion per cui più di una volta si è trovata in casini molto più grandi di lei.

Jordan non è uno che si arrende facilmente, e non ha intenzione di farlo neanche adesso: nella sua vita ha dovuto superare tante difficoltà per guadagnarsi il rispetto di chi gli sta intorno e non sarà Talìa a mettergli i bastoni tra le ruote, che pur di andare contro la madre non accetta il ruolo di Jordan, lo contrasta e lo provoca fino allo sfinimento.

Ma è davvero tutto come sembra?

Cosa si cela dietro agli atteggiamenti di ribellione di Talìa?

Lui è intenzionato a scoprirlo perché in quegli occhi verdi ha rivisto un dolore familiare.

Due personaggi ben strutturati con le loro forze e le loro debolezze; Teresa ha sviluppato bene la differenza d'età e lo stato sociale differente, di entrambi i protagonisti.

Se Talìa è incosciente e spensierata, abbastanza da provare a  provocarlo, Jordan prova a contrastarla con la sua autorità e risolutezza che però, man mano diventa sempre più debole.

Tra i due si crea una connessione che li avvicinerà fino a superare un confine che li porterà al proibito.

Il loro legame è un crescendo di emozioni che si percepiscono durante tutta la storia, nei momenti di debolezza, negli scontri e nelle prese di coscienza che ci saranno durante il loro percorso.

Ci sono storie che vi travolgono dalle prime parole e altre che invece vi conquistano piano piano come è successo a me con questa lettura.

All’inizio vi sembrerà di trovarvi nella classica situazione, vista un po' dappertutto, dove c’è il rapporto proibito tra alunna e professore, ma vi garantisco che nell'andare avanti, l’autrice è riuscita a sviluppare una trama molto interessante, che vi terrà incollate alle pagine fino a quando non leggerete la parola ‘ringraziamenti.’

Più andavo avanti con la lettura e più mi sentivo coinvolta in quello che leggevo, il che non mi sorprende, perché mi succede con ogni libro di Teresa (e lei lo sa).

Con il suo modo di scrivere diretto, l’autrice vi porterà a vivere sulla pelle tutto ciò che accade e si sviluppa tra i protagonisti, compreso ciò che li circonda.

Una storia che parla di conflitti interiori, prese di coscienza con il proprio malessere e forza per poterlo affrontare.

Per certi aspetti la si può definire una storia di rinascita, dove si pensa che tutto sia andato perduto e nulla ha più valore, ma all’improvviso c’è una forza nascosta che ci dice di non mollare.

Una parte importante della storia sono i personaggi secondari, sviluppati in modo impeccabile, che accompagneranno i nostri protagonisti e nulla è lasciato al caso, come ogni storia di questa autrice.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


«Vorrei dirti che è stato un piacere, ma mentirei. Addio, Talìa.»

Mi lascia così.
Mi sono liberata di lui. L’ho battuto.
Sì. L’ho fatto.

E allora perché mi sento come se ad aver perso fossi stata io?

venerdì 13 marzo 2026

Recensione tetralogia "Saint James Elite College", A.A.V.V.

 


Autrice: Samantha Dionigi

Titolo: Rebel

Serie: Saint James Elitè College #1

Prezzo: 18,20  e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


Tetralogia Saint James Elitè College:

1)Rebel

2)Fierce

3)Collide

4)Unseen


Trama

Damon Ashford ha un grosso divieto: non può amare.
Non deve amare.
L’unica volta in cui ha provato ad affezionarsi, il mondo gli è crollato addosso.
Da allora ha imparato una verità crudele: 
quando lascia entrare qualcuno, lo distrugge.
E così si è costruito un’armatura fatta di distanza, silenzi, allenamenti che gli spezzano le ossa e responsabilità troppo grandi perfino per lui.
Al St. James Elite College tutti vedono solo ciò che vuole mostrare: un leader perfetto, un Ashford impeccabile. Ma ahimè, nessuno conosce la crepa sotto la superficie, fino a quando arriva Eden Scott, che dovrebbe essere solo: “
la figlia della donna che sposerà mio padre”. Il confine da non oltrepassare. E invece è l’unica che riesce a scalfirlo.
Basta una notte, un bacio rubato, un istante in cui Damon perde il controllo… e tutto ciò che ha costruito inizia a tremare.
Perché Eden risveglia in lui ciò che ha sempre temuto: desiderio, protezione, rabbia, bisogno.
Sentimenti che lo rendono vulnerabile.
Pericoloso.
Così Damon fa l’unica cosa che conosce: scappa.
Si rifugia nel lavoro, negli allenamenti, nella gabbia che lo tiene in piedi.
Ma nessuna distanza, nessun silenzio, nessuna bugia rivolta a sé stesso riesce a cancellarla. Eden rimane impressa dentro di lui come un marchio, e quando le loro strade tornano a incrociarsi, Damon capisce che non potrà evitarla per sempre, anche se avvicinarla significa rischiare di farle male.
Ma allontanarla significa morire un po’ ogni volta.
E allora cosa fa un ragazzo che ha paura di amare?
Distrugge tutto.
O si ribella per la prima volta alla sua stessa natura?




Recensione

Oggi vi parlo del primo volume della trilogia "Saint James Elitè College" di Samantha Dionigi.


Il Saint James Élite college apre i cancelli al nuovo anno accademico. Attraversiamo i corridoi e entriamo nelle stanze di questo college scoprendo passione, segreti e rivalità.
I protagonisti di questo primo libro sono Damon Ashford e Eden Scott.
Lui è intoccabile e inarrivabile. Sì è costruito una corazza fatta di controllo e silenzi; è diventato un muro difficilissimo da scalfire. Ma sotto questa maschera ci sono crepe profonde e dolorose che se le lasciasse uscire lo farebbero crollare. Per questo non si concede di amare e avere relazioni perché quando lascia entrare qualcuno nel suo cuore ne esce devastato. Tutto il controllo che pensa di avere però, inizia a vacillare quando suo padre decide di riaccompagnarsi con un altra donna e con la figlia vengono a vivere a casa di Damon. L ‘incontro tra Damon e Eden è scintillante e destabilizzante. Lui non la vuole nella sua casa e soprattutto nel suo college. Eden è una ragazza piena di ambizioni: ama la danza e ha dovuto lasciare New York e gli amici per seguire la madre . Eden non si lascia intimorire dall’astio di Damon e gli tiene testa. Il carattere di Eden risveglia in Damon desiderio e rabbia e questi sentimenti lo confondono e lo mettono in crisi. Questo turbamento emotivo lo porta a scappare, a mantenere le distanze dalla futura sorellastra, distanze che però non riescono a far scomparire il desiderio di averla. Damon combatte una guerra interiore tra quello che vuole e quello che dovrebbe fare. La paura di ferirla è forte ma il desiderio è travolgente . Cosa farà Damon? Resisterà o si lascerà andare rischiando di mettere in gioco sentimenti e paure? Eden sarà disposta a capirlo e aspettarlo?
Non vi resta che leggere la loro storia e scoprirlo!

Ho trovato la scrittura di Samantha molto descrittiva e scorrevole; lei ha sempre avuto il dono di fare in modo che chi legge abbia l'impressione di essere lì con i protagonisti. Ha reso il conflitto interiore di Damon reale e intenso. Mi è piaciuto come si sviluppa il loro coinvolgimento e come cresce il rapporto. La trama è intrigante e fluida.

Samantha ci fa conoscere anche gli altri personaggi che conosceremo meglio nei prossimi volumi creando tanta curiosità; a questo punto vi consiglio di leggere il libro e restare in attesa dell'uscita dei prossimi volumi.


La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3