mercoledì 18 maggio 2022

WWW... wednesday #179

 Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!


 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


 

Continua l'audiolettura di "Storia del nuovo cognome"


Primo volume finito in qualche giorno (causa lavoro), mo sono a metà del due, vi farò sapere


A casa sto leggendo grandi dinastie (medici) avuto gratis ieri dal corriere della sera

2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI



3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?
 

 


Appena finisco il libro sui Medici che era in omaggio ieri con il Corriere, a casa inizio questo che, tra l'altro, è scritto dal mio professore di spagnolo (in quella lingua, ovviamente)

Ed eccoci alla fine del 179esimo WWW!  Voi cosa state leggendo? Cos'avete finito? Cosa leggerete? 


Alla prossima

Luce <3

martedì 17 maggio 2022

Le ragazze del centralino - serie tv- Netflix (recensione)

 Buongiorno, oggi vi parlo di una serie tv che trovate su Netflix



Titolo originale: Las chicas del cable

Paese: Spagna

Anno: 2017-2020

Formato: serie tv

Genere: drammatico, in costume, sentimentale

Stagioni: 5

Episodi: 42

Durata: 50 min (episodio)

Lingua originale: spagnolo


Informazioni

Le ragazze del centralino (Las chicas del cable) è una serie televisiva spagnola. La prima stagione, composta da otto episodi, è stata distribuita il 28 aprile 2017 in tutti i paesi in cui Netflix è disponibile.

Si tratta della prima serie spagnola interamente ideata, prodotta e rilasciata da Netflix.

A maggio 2017 viene rinnovata per una seconda stagione, sempre di otto episodi, che è stata rilasciata il 25 dicembre dello stesso anno. Il 7 settembre 2018 Netflix pubblica anche la terza stagione e annuncia il rinnovo fino alla sesta.

Dopo la quarta stagione, uscita il 9 agosto 2019 tuttavia, gli sceneggiatori tornano sui loro passi e dichiarano che non ci sarà una sesta stagione. La quinta e ultima stagione sarà però composta da dieci episodi, invece dei canonici otto, e suddivisa in due parti. La prima parte viene pubblicata il 14 febbraio 2020, mentre la seconda parte, con l’episodio finale della serie, esce il 3 luglio 2020.





Trama


Le protagoniste sono cinque giovani donne che vengono assunte come centraliniste dalla Compagnia telefonica nazionale spagnola. Le ragazze diventano amiche, nonostante abbiano caratteri e storie personali molto diverse, e promuovono una rivoluzione tra amori, amicizie e carriera nella Madrid del 1928.

La voce narrante è quella di Alba Romero, che si fa assumere come Lidia Aguilar per derubare la Compagnia. Verrà però scoperta dal Direttore, Francisco, il suo primo amore che aveva perso di vista appena arrivata a Madrid e che sceglierà di aiutarla, non denunciandola, a patto che non scappi via. I due scopriranno infatti di essere ancora innamorati, nonostante siano trascorsi dieci anni e lui sia ormai sposato con la figlia del proprietario della Compagnia, e inizieranno una tormentata storia d’amore. A complicare la situazione, infatti, interverrà Carlos, cognato e migliore amico di Francisco, che si innamorerà a sua volta di Lidia senza sapere chi sia davvero. Quest’ultima dovrà quindi scegliere tra i due e, contemporaneamente, fare i conti con il proprio passato in vista del futuro.

Al suo fianco ci saranno Carlota, Marga, Angeles e Sara, grazie alle quali Lidia scoprirà l’importanza dell’amicizia, vero valore centrale dell’intera serie.





Recensione


La storia è ambientata nella Madrid degli anni ’20-’30 del Novecento e protagoniste sono quattro donne di diverse origini, che vengono assunte come centraliniste presso una compagnia telefonica.
Ognuno di loro ha il proprio passato, le proprie traversie familiari. Le loro strade si incontrano per puro caso e le loro vite si trameranno a tal punto da rimanere legate nel segno della vera Amicizia (per tutte le stagioni); dunque, sono le loro voci a essere le protagoniste assolute, mentre gli uomini rimangono un po’ sullo sfondo. La serie tv è un mix fra la leggerezza delle difficoltà quotidiane e i problemi che le donne vivevano in quel particolare momento storico, concentrandosi, tramite anche la nascita di associazioni femminili e le conseguenti rivolte, sulla lotta per la conquista dell’uguaglianza dei sessi, dei diritti formali per essere riconosciute come donne in quanto tali e non solo per essere le mogli o figlie di qualcuno e per la parità di trattamento nel lavoro e nelle istituzioni. Donne spesso costrette a dover rinunciare alla propria libertà e al proprio lavoro, donne che quotidianamente per ottenere la bramata libertà rischiavano di essere violentate e picchiate da mariti o padri di grande rigidità mentale, donne obbligate a dover accettare che il divorzio era concesso solo con la morte del coniuge.

Le 4 ragazze protagoniste lotteranno per avere le st
esse opportunità degli uomini, trovando in alcuni di loro persone disposte ad aiutarle. Altro tema affrontato e indiscutibilmente sempre attuale è quello della libertà sessuale femminile e per il quale si affronterà il percorso di un personaggio verso la sua accettazione personale e sessuale e, in modo particolare, nella seconda stagione, ci sarà un approfondimento riguardo le strutture psichiatriche di quel tempo.

Penso che puntare l’attenzione sulla condizione femminile di quel tempo, possa farci apprezzare i traguardi raggiunti, ma soprattutto possa anche farci pensare quante lotte e quanta strada abbia dovuto percorrere la donna per ottenere l’agognata parità.

La serie, in alcune parti, assume le caratteristiche di una telenovela, perché ci sono i classici cliché che spiegano e motivano determinate azioni e conseguenze; per il resto presenta una stesura piuttosto elevata.


Se conoscete lo spagnolo (come me), guardate la serie in originale, perché secondo me ha molto più valore che doppiata (se non lo sapete, guardatela doppiata).

Gli attori hanno una capacità interpretativa singolare, i loro sguardi sono magnetici, sia tra di loro sia con gli spettatori. La fotografia così come la regia, la sceneggiatura sono magiche e in grado di cogliere assolutamente i momenti giusti, quelli perfetti per capire e apprezzare la bellezza di quell’attimo; i personaggi e i costumi d’epoca sono meravigliosi: tutto riprodotto alla perfezione.

Un vero e proprio difetto però c’è: le musiche in sottofondo non sono spagnole e nemmeno degli anni ’20-’30. Il soundtrack è interamente fatto di musiche moderne e americane, seppur molto gradevoli. Diciamo che questo è un dettaglio che potevano curare maggiormente, data la fedeltà storica che l’intera serie abbraccia. Penso che se avessero inserito delle musiche di quel periodo storico o anche semplicemente coerenti con la lingua originale della serie, avrebbero permesso all’atmosfera di raggiungere la perfezione, in ogni scena.



Si tratta quindi di una serie studiata e fatta bene, che coinvolge e immerge sin dai primissimi minuti nel suo mondo.


La mia valutazione


Alla prosssima


Luce <3




lunedì 16 maggio 2022

7 blog per 1 autore: Elisa Averna

 Buongiorno lettori e amanti delle serie tv! Come avevo preannunciato, da oggi comincia una nuova rubrica in collaborazione con altri 6 blog, di cui uno è quello di Federica, che gestisce Gliocchidellupo

ma in cosa consiste la rubrica, 7 blog per 1 autore?


Riapre una rubrica tanto amata e dedicata agli autori, da un'idea di Federica del Blog Gli Occhi del Lupo. In precedenza chiamata 4 blog per un autore e ora cresciuta in 7 blog per un autore. Ogni settimana ospiteremo un autore con il suo romanzo ed entreremo meglio in ciò che ha scritto. Ringraziamo tutti coloro che si sono affidati a questa iniziativa.
Blog che vi partecipano:
LUNEDÌ - Tutto sul romanzo - IO AMO I LIBRI E LE SERIE TV
MARTEDÌ - Ambientazione - IN COMPAGNIA DI UNA PENNA
MERCOLEDÌ - Cast Dream - TRE GATTE TRA I LIBRI
GIOVEDÌ - Un messaggio da scoprire - ANIMA DI CARTA
VENERDÌ - Un'immagine che racconta - LIBERA_MENTE
SABATO - Intervista all'autore - READING IS TRUE LOVE
DOMENICA - Intervista al personaggio - GLI OCCHI DEL LUPO

Tutto sul romanzo

COVER + TRAMA + ESTRATTI

Raccontaci come hai scelto la cover, chi l’ha realizzata e qualche info in più

rispetto alla trama scelta (Allega un estratto card e la cover del romanzo)



Innanzitutto saluto i lettori e ringrazio per lo spazio concessomi con questa intervista.

Non ho scelto io la cover, ma è stata scelta dall’editore, Emanuela A. Imineo, dotata, tra le altre cose, di una particolare sensibilità artistica che strizza l’occhiolino alla gothic dark art, ma in uno tsunami reinterpretativo senza limiti: immagini forti, oscure, a tratti inquietanti, surreali e trasognate, ma che si mostrano all’occhio anche meno accorto in modo prepotente. Il brand della Dark Abyss è riconoscibilissimo anche grazie alle cover.

L’immagine di copertina (Daxiao Production) è una foto che sfuma in un disegno ed è stata elaborata graficamente dalla mano maestra di Consuelo Baviera.

Quando mi è stata mostrata la copertina, me ne sono innamorata subito. Non sarebbe potuto essere diversamente. Amo le copertine fedeli allo spirito del romanzo, estrose e non standardizzate.

L’immagine ritrae una donna al telefono che guarda terrorizzata fuori dalla finestra. La sua ansia è palpabile. Fin dalla cover si entra nel vivo della trama: Jessica, la donna raffigurata, è la co-protagonista del romanzo. Di là dalla cornetta è qualcuno, qualcuno che sa incuterle molta paura, qualcuno che la spia e che conosce ogni più piccolo dettaglio sulla sua vita, qualcuno che senza nessuna pietà la perseguita al telefono. Gli occhi di Jessica cercano, al di là della grata, l’uomo del mistero.


Estratto card

[…] è inutile che guardi dalla finestra. Non ho bisogno di vederti con un binocolo. Sono comodamente seduto davanti al mio pc»

«Ormai so chi sei. Sei venuto a vivere qui, di fronte a me, e – combinazione – ora ricevo queste telefonate»

«Cosa vuoi, la vita è fatta anche di strane coincidenze!»



SINOSSI

Lui sa tutto di lei. Ne conosce le abitudini, la famiglia e i molti peccati di gioventù. Ha disseminato di microspie la villetta in cui Jessica vive, il suo perfetto idillio da signora per bene. Lei non sa chi sia lui. Ogni giorno, quell'uomo misterioso le telefona e le impone prove ispirate ai peccati, minacciando ritorsioni sui suoi cari in caso di fallimento. Ogni prova è un indizio che lui concede per farsi identificare, ma se lei non riuscirà a capire chi sia, dovrà incontrarlo. I giorni che avrà a disposizione saranno nove, come i gironi danteschi. Lui obbligherà Jessica a scendere nell'Inferno più nero e profondo: quello della propria coscienza


domenica 15 maggio 2022

Recensione "Marked under my skin", Sagara Lux

 


Autrice: Sagara Lux

Titolo: Marked under my skin

Prezzo: 10,92   e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI




Trama

Crudele e bellissimo, Thomas May è l'indiscusso re della Kent.
Lo chiamano "talento puro" perché quando è in campo fa la differenza.
Se lui è in buona, la Kent vince. Se non lo è, la scuola trema.
C'è chi lo ama, chi lo ammira, chi vorrebbe essere come lui.
Io lo odio.
Perché è egocentrico, borioso e arrogante.
Perché non
passa giorno senza che trovi nuovi modi di infastidirmi.
E perché, ogni volta che mi guarda, il respiro mi si ferma nel petto.

Siamo opposti, inconciliabili. E molto, molto arrabbiati.
Non avremmo mai dovuto restare soli, soprattutto in una stanza buia.
Soprattutto senza vestiti.

Quella notte ha cambiato tutto.
Solo, non nel modo che avrei creduto…

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MARKED UNDER MY SKIN è un romanzo:
- New Adult
- Hate to Love
- Sport Romance
- Bully Romance


"Non gioco tanto per giocare, Amy; quando gioco lo faccio per vincere"

Recensione

Sagara Lux: un nome, un'autrice, un'amica, una DANNATA GARANZIA! Sapete benissimo che non mi sono mai fatta scappare un suo libro, principalmente di genere mafia romance; sta volta la signorina ha cambiato totalmente genere, passando al new adult, hate to love, sport romance e bully romance. Un buco nell'acqua? Assolutamente NO! 

Una cosa ve la posso garantire: dimenticatevi dei romance a cui solitamente siamo abituati ad associarle, perché questa volta ci troviamo di fronte ad un libro dal genere totalmente differente, un enemies-to-lovers dove i protagonisti sono due liceali che si disprezzano e dove il genere "dark" ha preso l'uscio.
Thomas May è il "talento puro" del basket, il ragazzaccio che tutti vorrebbero essere e che tutte desiderano. 
C'è una cosa che Thomas May ama fare più dell'essere popolare, delle feste fuori dalle righe, ancora più del basket: ovvero tormentare la protagonista femminile rispondente al nome di Amy Lee.
Amy ama correre. 
Il vento tra i capelli, la terra che sembra staccarsi dal suolo delle scarpe...tutto questo la fa sentire libera. 
Correre l'aiuta a staccare la mente e soprattutto a non pensare a Thomas. 
Perché Thomas è sempre in agguato, pronto ad umiliarla sempre o a fare gesti crudeli nei suoi confronti, senza un motivo veramente valido. 
Ecco perché Amy è pronta a lasciarsi tutto alle spalle andando all’università, dimenticando per sempre tutto ciò che ha dovuto subire.
Thomas May si comporta come un vero e proprio bullo nei confronti di Amy, peccato che, se il vostro intento è quello di odiarlo, vi avviso seduta stante, che fallirete su tutta la linea!
Quanto ad Amy sembra una di quelle ragazze liceali che non si danno il giusto valore, perché non lo vedono, si reputano delle diciamo "nullità" rispetto alle altre ragazze della scuola, soprattutto le cosiddette "reginette";  
La loro storia inizia piano piano: i due sono completamente differenti, è come se Thomas venisse da Marte e Amy da Venere, ma grazie a un particolare evento, si da il caso che i due pian piano si avvicinino, passando così dall'odio (ma lo è mai stato veramente? Secondo me no!) a qualcosa di ben diverso.

"«Rilassata?» tento. «Felice» dichiara infine. Lo ero davvero. Thomas mi ha fatto arrabbiare come nessuno è mai riuscito a fare. Mi ha umiliata, sorpresa, intrigata, costretta a uscire dal mio guscio e andare oltre i miei limiti. Mi ha cambiata. E io ho cambiato lui." 

Come ho detto Sagara con questo romanzo è passata  a tutt'altro genere, ma è riuscita  a fare suo anche questo, è cresciuta, ha deciso di buttarsi su qualcosa di diverso, pregando di aver fatto centro, e ci è riuscita maledettamente bene!
Questo è un genere che leggo volentieri, Sagara è stata perfettamente in grado di tenermi incollata alle pagine e salire l'adrenalina alle stelle. Perché Amy e Thomas ti entrano dentro, facendo breccia nel vostro cuore e non avrete mai il coraggio di mandarli via.


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3





sabato 14 maggio 2022

Recensione serie "Il tuo nome", Cara Valli

 


Autrice: Cara Valli

Titolo: Il tuo nome Smith

Serie: Il tuo nome

Prezzo: 7,99  e-book 1,99

Link d'acquisto: QUI



Serie Il tuo nome:

1)Il tuo nome William

2)Il tuo nome Johnson

3)Il tuo nome Brown

4)Il tuo nome Smith


[…]
Incredula guardo prima quel raro oggetto e poi il suo viso così vicino che potrei baciarlo in qualunque momento.
− Ho visto la tua collezione in ufficio e ho pensato di impreziosirla con questo volume.
− Non so che cosa dire− ammetto perdendomi nell’azzurro del suo sguardo.
− Un “grazie” potrebbe essere sufficiente.
Come un’affamata davanti a una coppa di fragole succose, non resisto alla tentazione e annullo lo spazio che ci divide. Premo le labbra sulle sue, polpose e calde, circondate dalla barba ruvida.
Oddio, che sto facendo.
− Grazie e scusami− bofonchio senza riuscire a guardarlo in faccia.
Mi circonda il viso con entrambe le mani e attende che alzi lo sguardo nel suo.
− Prego e scusami anche tu− mi dice, avvicinandosi.
Mi bacia ma non un incontro delicato e casto come il mio, bensì un bacio affamato che s’impossessa della mia bocca con prepotenza. La sua lingua si fa strada senza scuse, mentre ringhia qualcosa d’indistinguibile e i nostri respiri diventano affannosi e bollenti sui rispettivi volti.
Mi assapora con un’intensità che mi fa ardere e mi consuma.
Gemo mentre il bacio di Smith mi riempie di passione, esigente, assoluta, pura, strappandomi il respiro dai polmoni.
[…]

Trama

Per il Maggiore Annalisa Seri ricoverare nella sua clinica militare alcune ragazze strappate alle mani dei mercanti di schiave, sarà l’inizio di un’avventura pericolosa.
Avrà a che fare con uomini potenti, sotterfugi, intrighi e tentativi di manipolare la verità, ma soprattutto avrà a che fare con Smith il capo dell’Odis che da sempre la contrasta tenacemente.
Tra loro c’è sempre stata solo freddezza e acredine, ma quando saranno costretti a collaborare per salvare la vita di quelle ragazze, tutto cambierà. Annalisa riuscirà a vedere quel che cela la maschera piena d’ostilità che lui insiste a mostrarle e scoprirà vicende del suo passato che non devono essere svelate.

Questo volume è il quarto della serie “Il tuo nome”, i romanzi di questa serie contengono scene di sesso esplicite e se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole.


Appena chiudo la telefonata, mi precipito fuori dall’appartamento di Zoe e

con tutta l’urgenza che mi sta infuriando dentro, suono il campanello e

picchio con il pugno sul battente del portoncino di Loris finché non si

spalanca.

− Che cosa succede, Layla?− mi domanda Loris spaventato dalla mia

irruenza.

Per un istante rimango spiazzata da ciò che gli cinge il collo: un serpente

giallo canarino, con la testa grossa come un pompelmo e lungo tanto da

riuscire ad avvolgersi più volte attorno al braccio del suo padrone, mi fissa

con i suoi occhi alieni e saetta la lingua biforcuta come se volesse

assaggiarmi.

− Stai tranquilla, Kaa è docile e comunque ho appena finito di dargli la

colazione− afferma, rendendosi conto che sono intimorita dal suo rettile.

Faccio un salto indietro quando il boa si allunga verso di me.

− Preferirei che lo rimettessi in gabbia.

− Kaa non vive in una teca− mi dice, guardandomi come se fossi una

stronza insensibile.

Recensione


Cara Valli ormai è una garanzia, non posso più farne a meno, o forse non riesco a fare a meno dei personaggi dell'ODIS? Il quarto volume di questa serie è incentrato sul capo, Smith e Annalisa Maggiore di una clinica militare che si prende cura di ragazze scampate ai propri aguzzini.

ODIS è l'acronimo che in questo volume (per fortuna) verrà svelato; Smith è il capo della Sicurezza ingaggiata dal Maggiore Ferri di cui, in questo libro scopriremo il vero nome e il passato; come sempre la narrazione è in prima persona, alternando i punti di vista dei personaggi, inclusi quelli secondari. La scrittura scorrevole dell'autrice permette al lettore di entrare in sintonia con i personaggi, soprattutto quando la protagonista femminile si scontra con i malviventi; ma ci da anche modo di capire quanto sia forte il legame che si crea tra Smith e Annalisa, cosa che vale anche per i tre personaggi precedenti e le loro donne. In questo romanzo viene trattato, con estrema delicatezza, un tema alquanto complicato: la tratta degli schiavi, in questo caso tutte donne; Cara ha mischiato perfettamente mistero e anticipazioni, creando così il giusto finale, che in realtà lascia intendere l'arrivo di un altro volume, perché dopo Smith toccherà a qualcun altro, fare breccia nel cuore di noi lettrici. 

Tutti i romanzi, seppur leggibili singolarmente, hanno quel filo invisibile che li lega e io non vedo l'ora di leggere il prossimo, anche se, a quanto pare, ci sarà da attendere un po', visto che la signorina Valli, al momento è alle prese con un romanzo di tutt'altro genere, e che aspetto con trepidazione.


La mia valutazione


 Alla prossima

Luce <3


Sembra che un fuoco ammaliante crepiti in quelle iridi e il calore che sprigiona riesce a scaldarmi ovunque guardi.

venerdì 13 maggio 2022

[Review Tour] Recensione "La bibliotecaria di New York", Marie Benedict & Victoria Christopher Murray

 

Buongiorno, oggi partecipo al review party del romanzo "La bibliotecaria di New York"; ringrazio il blog gliocchidellupo per avermi coinvolta


Autrici: Marie Benedict & Victoria Christopher Murray

Titolo: La bibliotecaria di New York

Prezzo: 9,40  e-book 4,99

Link d'acquisto: QUI


Malgrado l’età – avrò avuto cinque o sei anni – sapevo che

se avessi costretto la mamma a chiamarmi una terza volta avrei infranto una

delle regole che governavano il comportamento dei Fleet: mai alzare la

voce, e mai costringere gli adulti ad alzare la voce. Era solo uno dei tanti

principi regolatori della nostra vita. Essere un Fleet significava avere una

buona istruzione (tutti i miei zii erano andati all’università) ed essere un

gran lavoratore (le femmine erano tutte maestre, i maschi ingegneri). I Fleet

vestivano e si presentavano con sobrietà, avevano un forte legame con la

comunità, erano beneducati e sempre dignitosi, a prescindere dal

trattamento che ci veniva riservato al di fuori del piccolo mondo protetto in

cui vivevamo

Trama

Una donna. Il suo sogno. Un segreto da custodire.
1902. 
A soli vent’anni, Belle da Costa Greene viene assunta da J.P. Morgan, uno dei più ricchi finanzieri al mondo, per curare la collezione di manoscritti, libri rari e opere d’arte di proprietà del magnate. In poco tempo Belle diventa un punto di riferimento dell’alta società newyorkese e una delle figure più influenti nel mondo dell’arte e della cultura. Organizza mostre ed eventi mondani, è in contatto diretto con commercianti, case d’asta e studiosi sia in America che in Europa. Il suo gusto è considerato impeccabile. Ma Belle ha un segreto, che deve proteggere a tutti i costi: non è nata Belle da Costa Greene, ma Belle Marion Greener. È la figlia di Richard Greener, il primo nero laureato a Harvard, distintosi come attivista per la difesa dei diritti civili degli afroamericani. Il colore della pelle di Belle, quindi, non è legato – come tutti credono – alle sue origini portoghesi, ma africane. Negli Stati Uniti del primo Novecento, ancora profondamente razzisti, anche una donna potente e affermata come Belle sarà costretta a custodire il suo segreto, per continuare a fare quello che ama.
Bestseller del New York Times tra i migliori libri dell’anno del Washington Post
La vera storia di Belle da Costa Greene, bibliotecaria personale di J.P. Morgan, e del suo inconfessabile segreto.

«Un libro straordinario: riesce a essere allo stesso tempo un appassionante romanzo storico e una lucidissima analisi sul razzismo. Una lettura imprescindibile.»
Pam Jenoff
«Una storia meravigliosa. Il segreto di Belle e il suo coraggio sapranno commuovervi ed emozionarvi. I miei complimenti a queste due autrici fantastiche.»
Fiona Davis
«Un giusto tributo al coraggio di Belle, al suo feroce desiderio di proteggere la famiglia e alla sua lotta per essere la donna che non le era permesso essere.»
Natasha Lester


Marie Benedict

è un avvocato con oltre dieci anni di esperienza in due dei più importanti studi legali degli Stati Uniti. Proprio il suo lavoro, che le ha fatto conoscere storie di donne spesso rimaste segrete, ha fatto nascere in lei la passione per la scrittura.


Victoria Christopher Murray

è autrice di oltre trenta romanzi di successo. È nata nel Queens, si è specializzata in disturbi della comunicazione alla Hampton University e ha conseguito un MBA alla New York University.



Ci annuiamo a vicenda, dopodiché la mamma si acciglia di nuovo. «E

se ti chiedesse che professori hai avuto e che preparazione hai ricevuto? La

tua “formazione”, come l’hai definita. In fondo Princeton è un’università

per soli uomini».

Questo è un terreno sicuro. «Gli descriverò l’ottima preparazione che mi

ha fornito Mr Richardson, il direttore. E le indicazioni di Miss Charlotte

Martins, la responsabile degli acquisti per il dipartimento. E se non dovesse

bastare, ovviamente anche l’apprendistato presso la Public Library di New

York e il corso estivo di bibliografia che ho seguito all’Amherst College».

«Ottimo, cara». La mamma emette un sospiro simile a un lieve fischio.

«Immagina, potresti lavorare gomito a gomito con Mr J.P. Morgan! L’uomo

più illustre di New York, se non della nazione!». Scuote la testa, incredula,

e ho l’impressione che dopo questo terzo grado, il colloquio con Mr

Morgan potrebbe essere una passeggiata.

Quando la mamma riapre bocca, so già che cosa sta per dire. «È il

motivo per cui abbiamo scelto questa strada», inizia a dire, come se non

dovesse solo ricordarmelo ma convincermi. «Una ragazza di colore che si

chiama Belle Marion Greener non sarebbe mai stata presa in considerazione

per un posto alle dipendenze di J.P. Morgan. Soltanto una ragazza bianca di

nome Belle da Costa Greene potrebbe avere un’occasione simile».


Recensione


Ho letto questo libro in anteprima e per questo ringrazio infinitamente coloro che me lo hanno permesso, partendo dal blog gli occhi del lupo, alla casa editrice che ce lo ha reso possibiile.

"La bibliotecaria di New York" ha per protagonista Belle Marion Greener, una ragazza di colore che viene assunta in una libreria di New York, ma sotto il nome di Belle Da Costa Greene; questo romanzo è quindi la storia di una ragazza che per sopravvivere deve nascondere la sua vera natura, fin da adolescente, cosa che le viene ripetuta di continuo dalla madre, quel genitore che le ha permesso di avere la vita che ha, grazie alla bugia raccontata: siamo bianchi. Ma c'è un altro genitore che non è così tanto d'accordo con questa scelta, e nonostante tutto, alla fine la capirà: il padre di Belle, così la chiameremo d'ora in poi, è un attivista di colore che lotta per l'uguaglianza tra bianchi e neri, cosa che viene rimarcata spesso nel romanzo.

"La bibliotecaria di New York" è quindi una lotta alla sopravvivenza, costi quel che costi, perché a fare da sfondo ci sono degli Stati Uniti ancora profondamente razzisti e come detto, ognuno è costretto a sopravvivere come riesce, cosa che Belle riesce a fare SOLO mentendo sulle sue origini e questo le fa male, ma capisce che è estremamente necessario.

Nonostante ciò che deve nascondere, la protagonista di questo romanzo è comunque un'eroina, che si fa strada attraverso la società newrychese, conosce grandi attivisti, irganizza mostre ed eventi mondani, è in contatto diretto con commercianti, case d’asta e studiosi sia in America che in Europa. Il suo gusto è considerato impeccabile.

Questo è un romanzo che fa riflettere tanto, una perla da non farsi scappare, perché oltre a far riflettere insegna cose che magari sono considerate obsolete, quasi scontate, ma che ai tempi non lo erano affatto.


La mia valutazione


Alla prossima


Luce <3


Quella sera stavo aiutando Teddy con i compiti in cucina, quando delle

urla ci interruppero. Immaginai che fossero i vicini: un venditore, sua

moglie e cinque maschietti con i capelli stopposi che spesso e volentieri

facevano un gran baccano.

«Avrei dovuto saperlo che miravi a questo. Avrei dovuto saperlo sin

dall’inizio che era quello che volevi!», tuonò mio padre. «Da quando hai

scelto questo quartiere e hai mentito al proprietario per farci dare

l’appartamento, avrei dovuto capirlo!».

«Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per i nostri figli e per noi due!»,

strillò anche mia madre, che in genere parlava sempre a bassa voce.

Rimasi scioccata nel sentirli urlare così. Ovviamente avevo notato che

col passare degli anni non si guardavano più con amore come una volta, che

si stringevano meno la mano e non si rubavano più baci. Tra loro c’era

sempre molta tensione, ma immaginavo che fosse dovuto al fatto che mio

padre era spesso via per raccogliere fondi per l’associazione e tenere comizi

in sostegno della parità di diritti. Ma non li avevo mai sentiti alzare la voce.

I Fleet non urlavano.

Mi pietrificai, fino a quando Teddy non si agitò sulla sedia. Lanciai uno

sguardo all’altro capo del tavolo e vidi che la mia sorellina di dieci anni

stava tremando. Appoggiò i gomiti sul tavolo e si tappò le orecchie. Le

diedi un abbraccio veloce e poi andai in fondo al corridoio per sentire

meglio che cosa dicevano i miei.

«E poi le scuole a cui hai iscritto i ragazzi», proseguì mio padre.

«Volevi che frequentassero scuole per bianchi».

«Perché voglio il meglio per loro!», gridò mia madre.

«No, Genevieve, l’hai fatto per te. È la vita che hai sempre voluto fare

tu».

«Come puoi dire una cosa simile?», rispose, la voce tremula e

angustiata. «Non è quello che volevo. Sono stata costretta a farlo. Sono una

Fleet, vado fiera delle mie origini».

Mio padre scoppiò in una risata amara. «Le tue origini! Eh, sì, sei la

figlia dei grandi Fleet, mentre io sono soltanto l’umile nipote di uno

schiavo. Hai sposato un Greener, un uomo ben al di sotto del tuo livello».

«Richard, ti prego, non dire così. Lo sai quanto ti amo».

«Ah sì?»

«Certo che ti amo. E so che tu ami me. È per questo che voglio che tu

capisca. Mi accusi di rinnegare la mia identità, ma non è quello che ho

fatto».

«Sì, invece». Udii un frusciare di fogli e poi mio padre urlare: «E questa

ne è la dimostrazione! Al censimento hai dichiarato che siamo bianchi!».

giovedì 12 maggio 2022

Recensione "La leggenda dell'erede", Cristiano Pedrini


Autore: Cristiano Pedrini
Titolo: La leggenda dell'erede
Genere: romance
Formato cartaceo 14x21
Formato ebook: epub/mobi e pdf
Pagine: 200
Pubblicato con Youcanprint
ISBN: prossimamente
Prezzo di copertina: e-book 2,99 cartaceo 16,00

Link d'acquisto: QUI


«Molti di noi sono attratti dal mistero, da qualcosa

che non sempre è spiegabile razionalmente, comporre

il mosaico dell’ignoto non sempre è la cosa

più giusta da fare.»


Trama

Jacopo Corsi è un laureando in psicologia. Il suo incontro con Giorgio Viazzi, durante uno stage in una

casa di riposo, lo induce a visitare la località di Montisola sul Lago d’Iseo. L’anziano uomo lo ha

nominato erede di diverse proprietà sull’Isola, tra cui un cantiere navale e un terreno al centro di un

ambizioso e faraonico progetto edilizio.

L’arrivo del ragazzo provoca una piccola rivoluzione, accompagnata da giudizi e supposizioni. Egli non ha esperienza di come si conduce un’azienda che negli ultimi anni è stata gestita da un valente, quanto

egocentrico direttore che non vede di buon occhio la presenza di Jacopo, così come i Della Torre, una

coppia di amici di Giorgio che vogliono convincere il ragazzo a vendere il terreno ricevuto in eredità.

Tuttavia, tra le tante persone che si dimostrano poco amichevoli, Jacopo incontrerà Gabriele, capitano di un battello turistico che non nasconderà il suo interesse verso di lui, spronandolo a prolungare il suo soggiorno per conoscere meglio l’isola che lo ha visto nascere e che è certo potrà riservargli molte piacevoli sorprese.

Una vecchia storia, che si tramanda di generazione in generazione, una presenza impossibile ed arcana, che sembra essere tornata per proteggere l’isola e i suoi abitanti, e un tenero amore, accompagneranno le avventure di Jacopo sulle acque del lago, dando vita ad una nuova leggenda.


Estratto dal Capitolo Primo


Le pietre emergevano dalle acque, innalzandosi fiere verso il cielo terso, come a voler testimoniare che la loro presenza era indissolubilmente legata a quei luoghi e intrecciata alla loro storia. Lo scorrere del tempo tentava di sopraffarle, ma da quel lungo duello, l’isola di San Paolo con la sua misteriosa villa, racchiusa in un giardino in cui convivevano pini, larici e piante esotiche, sembrava ancora uscirne vincitrice. Quella costruzione non avrebbe sfigurato in un qualsiasi film storico. Il panorama trasmetteva a Jacopo sensazioni contrastanti, che andavano dal semplice stupore a una velata malinconia.

Si appoggiò al corrimano, fissando le merlature della cinta che circondava l’isola, proprietà privata da decenni, che scorrevano davanti ai suoi occhi verdi mentre il battello iniziava ad allontanarsi dall’isolotto. Si voltò, sistemandosi gli occhiali tondi, per guardare il ponte deserto. Era uno dei pochi passeggeri saliti a bordo dell’imbarcadero, e del resto non c’era da stupirsene: a quell’ora del mattino non dovevano essere molti ad avere la necessità di attraversare quella parte del Lago d’Iseo. Pertanto, poteva godersi il breve tragitto e ammirare le particolarità del battello. Non avrebbe immaginato che fossero ancora in funzione piroscafi a pale, e il suo stupore aumentò non appena vide gli interni in perfetto stile liberty, con poltrone e divani in cuoio rosso.

«Sembra di essere tornati indietro nel tempo» ammise il ragazzo riportando lo sguardo al lago che il battello fendeva con eleganza, diretto a Montisola, la più grande delle isole di lago dell’Europa meridionale.

«Fortunatamente il vecchio Concordia è ancora in ottima salute, nonostante la sua età» udì alle sue spalle.

Jacopo si voltò repentino e notò un uomo che lo salutava con un sorriso gentile. Aveva folti

capelli ricci, neri come gli occhi, ed era impeccabile nella sua uniforme estiva. Sul taschino

della camicia azzurra il ragazzo notò il tesserino di riconoscimento, e la sua buona vista gli

fece scorgere la parola “Capitano”, che lo mise a disagio.

«Lei è il...» tentennò Jacopo.

«Capitano Gabriele Corsi. Benvenuto a bordo» annuì l’uomo, allungandogli la mano.

«Grazie» rispose il ragazzo, stringendogliela. «La sua nave è davvero stupenda» soggiunse, guardandosi attorno.

«Il Concordia è stato costruito nel 1926 e restaurato qualche anno fa. Può trasportare fino a cinquecento persone in crociere che attraversano tutto il lago.»

«Anche se oggi c’è molto spazio» sorrise Jacopo.

«Dovresti essere qui nei week end, o durante la stagione estiva. A volte mi chiedo come possa essere così veloce con tutta quella gente a bordo» osservò Gabriele.

«Ah, capisco. Allora sono fortunato: posso godermi ogni particolare della sua bella nave.»

Jacopo si sedette su una panchina e vi posò lo zaino che aveva con sé. Distese le gambe, ispirando profondamente l’aria salmastra e assaporando quei momenti di quiete.

Immaginò che il suo prossimo arrivo non sarebbe stato accolto con lo stesso entusiasmo che quell’uomo gli aveva mostrato, e del resto non poteva aspettarsi qualcosa di diverso.

Anche lui, in fondo, si sentiva come un pesce fuor d’acqua in quei luoghi che non aveva mai visto prima. Ancora si domandava come si fosse lasciato convincere ad andare fin lì.

Probabilmente si era sentito in dovere di onorare la memoria di quel caro amico che aveva voluto fargli un enorme regalo, non pensando che lui avrebbe faticato ad accettarlo. La sua mente prese a vagare, ritornando a quel pomeriggio che avrebbe dovuto essere come tanti altri.

Entrando nella stanza di Giorgio, Jacopo notò un bellissimo mazzo di rose bianche posato sul letto, con accanto una busta.

«Sono per te» disse l’uomo uscendo dal bagno, mentre si sistemava la giacca da camera color bordeaux. Sul taschino era stata cucita una piccola ancora su cui era attorcigliata una rosa bianca.

«Grazie, ma non capisco» disse Jacopo.

L’uomo, che aveva festeggiato gli ottantacinque anni pochi giorni prima, raccolse il mazzo di rose e, col suo solito sorriso bonario, le porse al ragazzo. «Penso sia giunto il momento di farti una piccola confessione... Spero che non me ne vorrai.»

«Beh, dipende. Ho la strana sensazione che tu voglia farti perdonare, anche se non capisco per quale motivo» osservò Jacopo, odorando le rose.

«Ecco, non sono stato molto onesto con te sul mio passato» riconobbe l’uomo, che nonostante l’età sfoggiava una folta capigliatura canuta. Inforcò gli occhiali che aveva lasciato sul comodino e se li sistemò sul naso. Osservò l’espressione smarrita del ragazzo, che nei mesi passati gli aveva fatto compagnia in molti pomeriggi, allietandoli con lunghe chiacchierate su argomenti di diversa natura.

«So che non mi resta molto da vivere. Il mio vecchio corpo inizia a cedere, ed è ormai questione di poco prima che io possa chiudere definitivamente gli occhi e riposarmi.»

«Devo rimanere qui ad ascoltare il tuo epitaffio? Non è che mi faccia molto piacere, e poi...» La mano sollevata dell’uomo gli impedì di proseguire. Aveva immaginato di trascorrere qualche ora conversando affabilmente, e invece le sue aspettative si erano infrante per via di quell’esordio tutt’altro che rassicurante. Si massaggiò il mento sospirando, in attesa che Giorgio proseguisse.

«Vent’anni fa ho fondato un cantiere navale sul lago di Iseo, un piccolo investimento che oggi è divenuto una florida attività. Negli ultimi anni mi sono ritirato, lasciandone la gestione a persone fidate, ma oggi penso che quello che ho costruito debba essere consegnato a qualcuno che sono certo amerà quei luoghi e farà di tutto perché la loro magia non venga svenduta per questioni economiche e di interesse. E credo che tu sia la persona giusta.»

Jacopo non riusciva a credere alle sue orecchie. Ora tutte quelle storie sul lago che aveva udito nei giorni passati dall’uomo iniziavano a comporre un mosaico ben definito.

Scosse il capo, battendosi la mano sul petto. «Senti, io ti ringrazio, ma non ne so nulla di affari. Come credi che possa cavarmela? Insomma, sto studiando Psicologia e mi manca poco alla laurea. Non penso di essere la persona che cerchi.»

Giorgio si accomodò nella sua poltrona, davanti alla portafinestra che dava sul giardino.

Quante volte aveva assistito al tramonto e al sorgere del sole, immerso nei ricordi della sua

gioventù. Lui e la moglie erano stati sposati per oltre cinquant’anni, un’unione perfetta, fatta

di comprensione e di stima reciproca, ma non avevano potuto avere figli. Con Emma aveva

condiviso tante gioie e aveva battezzato con il nome di lei il primo battello che aveva varato,

destinato al trasporto passeggeri lungo il lago.

«Non cerco qualcuno che ne sappia di affari... io vorrei solo...» Giorgio sospirò,

cercando le parole più adatte per quello che gli albergava nel cuore, qualcosa che da tempo

voleva condividere con quel ragazzo che un giorno si era presentato dinnanzi alla porta

della sua stanza per un breve colloquio.

Jacopo si era presentato a lui come un laureando in Psicologia alla ricerca di persone a cui

far compilare un questionario. Dopo pochi minuti il giovane aveva messo da parte quei fogli

e si era ritrovato a chiacchierare con Giorgio. Da quel giorno i loro appuntamenti giornalieri

erano divenuti una costante ai quali nessuno dei due voleva sottrarsi. Jacopo accompagnava

l’anziano in lunghe passeggiate nel giardino della casa di riposo oppure tra i negozi del

centro, gustando insieme a lui un gelato o facendo piccoli acquisti. Dal nulla tra loro era

nata un’amicizia, nonostante appartenessero a generazioni lontane, cresciute in mondi

diversi, e nonostante lo scorrere del tempo li avesse plasmati tanto da renderli a volte

persino alieni l’uno agli occhi dell’altro. Ma quella diversità svaniva quando si ritrovavano a

conversare sui veri valori della vita e sull’amicizia.

«So di non averne il diritto, ma in questi mesi mi sono crogiolato nel pensiero che tu

potessi essere il figlio che non ho mai potuto avere. Lo sai, la prima volta che ti ho visto mi

sono lasciato guidare dal pregiudizio» ammise l’uomo, invitandolo con la mano ad

avvicinarsi.

«Beh, posso immaginarlo» sorrise imbarazzato Jacopo, accostandosi alla poltrona.

«Lo so, a volte mi scambiano più per un teppistello ribelle che per un futuro psicologo»

proseguì toccandosi il piercing d’argento che sovrastava la palpebra destra.

«In effetti... hai una bella collezione.» Giorgio indicò i due orecchini al lobo sinistro.

«Ma se c’è una cosa che ho imparato è di non giudicare mai dalle apparenze, sebbene a volte

ci inducano a credere di essere dalla parte della ragione.

Jacopo si posò le mani sulle ginocchia, sfregandosele ripetutamente. «Hai detto che

per tutti questi anni sono state delle persone fidate a gestire i tuoi beni. Perché ora pensi che

debba essere io a farlo?»

«Non ti ho detto che dovrai farlo, non in prima persona. Francesco Danieli, il direttore,

potrà restare al suo posto e occuparsi dell’azienda, ma non ho intenzione di lasciare a lui la

proprietà. Tuttavia, converrai che sarà necessario che tu, prima o poi, dia un’occhiata a

quello che ho intenzione di lasciarti. Nella busta c’è una copia del mio testamento:

conservala, e quando sarà il momento, il mio legale farà i passi necessari.»


Recensione

Ho letto questo romanzo M/M in anteprima; ancora una volta l'autore riesce a fare breccia nel cuore dei lettori con una storia decisamente fuori dal comune.

"La leggenda dell'erede", ultima fatica (per ora) di Cristiano Pedrini ha per protagonista un ragazzo di nome Jacopo che fa la conoscenza di un marinaio di nome Giorgio, al quale Jacopo ricorda il figlio mai avuto, ed ecco perché gli lascia in eredità la terra che gli apparteneva, su un'isola dove le leggende, a volte, diventano realtà.

Man mano che leggiamo, scopriamo i tentativi di Jacopo di farsi ben volere dagli abitanti dell'isola, ma c'è chi trama nell'ombra, per costruire un resort, proprio sul terreno ora di proprietà di Jacopo, e i tentativi di farselo amico, per venderlo, raggiungono un livello decisamente troppo alto; il protagonista però, fa anche amicizia con un bambino che gli narra la leggenda del drago che ha creato il lago dove vanno a fare il bagno e in più trova anche qualcuno di speciale che vorrà fare parte della sua vita, costi quel che costi.

In sostanza la leggenda dell'erede è sì, un romanzo M/M, ma anche una sorta di fantasy, che da modo al lettore di andare molto in là con la fantasia.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


«È la prima volta che pranzo a bordo di un battello. Mi sento davvero fortunato, è tutto così… così perfetto» ammise il ragazzo, assaggiando il pesce che aveva nel piatto, mentre Gabriele gli versava il vino.

«La Società di Navigazione del Lago tiene molto ai suoi passeggieri.»

«Vuoi dire che coccolate tutti allo stesso modo?» rise Jacopo.

«Ci proviamo. Però con alcuni stiamo particolarmente attenti.»

“Vuoi vedere che lui sa che io…” Quel pensiero attraversò fulmineo la mente del giovane, che suppose di essersi tradito in qualche modo. Posò le posate sul piatto, ripulendosi le labbra con il tovagliolo di lino bianco.

«Tu, sai chi sono?» Quella domanda suscitò in Gabriele una evidente perplessità.

«No. Adesso che ci penso, non so neppure il tuo nome…»

Jacopo sospirò, rassicurato. Alzò gli occhi al soffitto, perché per tutto quel tempo non aveva neppure pensato di presentarsi. «Cavolo, scusami… mi chiamo Jacopo Corsi, lieto di conoscerti» gli disse alzandosi, finendo con lo sbattere le ginocchia contro la gamba del tavolo.

«Il piacere è mio. Gabriele Bassetti» replicò l’uomo, stringendogliela. «Però è curioso, quando mi hai chiesto se sapessi chi tu fossi, davi l’impressione che avrei dovuto conoscerti.»

«No, pensavo che… insomma, io non sono quello che potresti pensare.»

«Sei un ragazzo davvero enigmatico. Però sei simpatico» rise Gabriele, sorseggiando il suo vino.

“Bene Jacopo, stai facendo la figura del perfetto idiota” pensò il ragazzo, sedendosi di nuovo.