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sabato 14 settembre 2024

Recensione tetralogia "Il Tensorato", Neon Yang

 


Autore: Neon Yang

Titolo: Ascesa alla divinità

Serie: Il Tensorato #4

Prezzo: 8,93  e-book 7,99

Link d'acquisto: QUI



Tetralogia Il Tensorato:

1)Le maree nere del cielo

2)I fili rossi della fortuna

3)Discesa tra i mostri

4)Ascesa alla divinità


Trama

La Protettrice è morta. Per cinquant’anni ha governato il Tensorato conformandolo a propria immagine, relegando i nemici negli angoli più remoti. Per mezzo secolo il mondo è ruotato attorno a lei, occupata costruire le sue armate, addestrare i Tensori, afferrare le redini del destino. Ma ora che è morta i suoi seguaci tremano, e gli avversari esultano.
Solo in una lontana taverna, nel territorio ribelle, la sua più accesa rivale non gioisce: Lady Han ha fatto di tutto per deporre la Protettrice, ma ora può solo piangerne la perdita. Perché ricorda bene come tutto è cominciato, quando la Protettrice era giovane, ancora senza corona, e una danzatrice disperata osò innamorarsene. La saga del Tensorato spalanca le frontiere più innovative della /speculative
fiction/: con la sua prosa affilata e insieme epica, Neon Yang scardina molte delle convenzioni di genere (letterario e non solo), ridefinendo i confini e le modalità di ciò che significa “raccontare storie”.


Recensione


Protagonista di questo libro è Lady Han, che racconta in prima persona, quasi fosse una sorta di monologo-confessione, la sua storia fin dall’inizio della sua infanzia, e lo fa seduta al bancone di un’ipotetica taverna con un bicchiere di alcool in mano… vino? Birra? Non ce lo specifica, perché non è rilevante per la storia, quello che importa è ciò che lei racconta all’interlocutore “muto e non presente”.

La narrazione scorre velocemente, infatti l'audiolibro l'ho divorato in 2-3 giorni (ascolto mentre vado a lavoro), precisa quanto serve e misteriosa quando è necessario, dando non solo l’idea ai lettori di un personaggio con la lingua sciolta dall’alcol che dispensa confessioni a tutto spiano, ma anche dimostra una certa lucidità nell’affrontare la sequenza dei fatti in modo cronologico (sebbene si capisca che parli di flashback), chiaro e ben organizzato... insomma la rappresentazione di una persona tutta d’un pezzo che ha probabilmente anche la necessità di buttare fuori tutto quello che ha tenuto dentro per decenni, custodendo in silenzio gli innumerevoli segreti della persona che ha amato di più in assoluto.

Per evitare di fare spoiler (e in questo quarto volume sono decisamente più rischiosi che non nei tre volumi precedenti), non parlerò ulteriormente dei personaggi che compaiono tra le pagine, né posso spiegare ulteriormente la trama, ma vi assicuro che tutto ha un senso, e verrà svelato davvero nelle ultimissime righe de “Ascesa alla divinità”, lasciandovi non poco a bocca aperta!!

Io per prima quando ho deciso di intraprendere la lettura di questa serie, l’ho fatto senza aspettative, proprio per lasciare la mia mente liberissima di poter assimilare qualsiasi concetto e poter scoprire qualsiasi cosa sarebbe accaduto nella trama… Beh, ammetto tranquillamente che non mi sarei MAI aspettata una cosa simile!!
Sono rimasta assolutamente sempre più incuriosita, coinvolta, stupita, ammaliata, incollata alle pagine, divorando i volumi sempre più avidamente!
E – lo dico tranquillamente – arrivata all’ultima pagina di questo quarto volume mi dispiace che sia finito così presto. Quasi quasi ce ne starebbero bene altri altrettanti come seguito! 
Non ho la più pallida idea se Neon Yang abbia deciso categoricamente che sia finito così o se abbia in cantiere altri volumi a seguire, certo è che, data l’unicità di narrazione della serie, entrambe le possibilità sarebbero plausibili.

Quindi è giunta l’ora ormai in cui io vi dica – secondo il mio modestissimo parere – perché questa serie meriti proprio di essere letta:
1)l’unicità della scrittura, con numerosi personaggi liberi di vivere la loro situazione sentimentale come vogliono
2) l’unicità del mondo fantastico in cui tutto è ambientato: non è semplicemente un fantasy, non è completamente un distopico… ma anche un silkpunk
3) ogni volume può essere letto singolarmente e al contempo contemporaneamente agli altri tre (io sono andata in fila), dando comunque un senso di completezza alla storia
4) anche le cose più strane avranno una spiegazione a tempo debito, lasciando al lettore la possibilità di addentrarsi pian piano nel complesso mondo del Tensorato
5)la forza dei personaggi, la loro libertà, il loro coraggio sono evidenti pagina dopo pagina, donando non solo forza alla trama, ma arricchendola inoltre con un valore aggiunto, quello del come Neon Yang abbia dato loro spazio nei singoli libri e poi nel complesso della tetralogia
6)la scelta di creare un mondo – forse ideale? – in cui non ci siano discriminazioni per il proprio orientamento sessuale
7)l’idea unica, originalissima e variegata di narrazione che Neon Yang ha scelto per ogni volume: ciascuno diverso e allo stesso tempo accattivante, interessante, intrigante e motivato.

Neon Yang non ha paura di osare, non ha paura di essere spietata con la trama e coi personaggi, scrive con grande libertà senza vincoli di nessun tipo, creando un testo denso di intensità e di azione, di concetti e di valori, dando vita ad un nuovo stile unico, personalissimo e solo suo.

Insomma, nel complesso, se non si fosse ancora capito, il mio giudizio sulla serie è positivo, decisamente positivo!!
Sia dal punto di vista narrativo che stilistico… quindi doppiamente soddisfatta di aver fatto questa lettura. 

Beh, non mi resta che augurarvi una buonissima lettura e chissà, magari prima o poi Neon Yang ci regalerà qualche altra chicca di tale rarità. 



La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3

venerdì 13 settembre 2024

Recensione tetralogia "Il Tensorato", Neon Yang

 

Autore: Neon Yang

Titolo: Discesa tra i mostri

Serie: Il Tensorato #3

Prezzo: 9,92  e-book 7,99

Link d'acquisto: QUI



Tetralogia Il Tensorato:

1)Le maree nere del cielo

2)I fili rossi della fortuna

3)Discesa tra i mostri

4)Ascesa alla divinità


Trama

Qualcosa di terribile è successo all’Istituto di Metodi Sperimentali Rewar Teng. Quando sono arrivati, gli investigatori del Tensorato si sono trovati davanti a una distesa di sangue e ossa a perdita d’occhio.
Uno degli esperimenti dell’Istituto è sparito, e non ha lasciato superstiti. Gli investigatori tornano alla capitale senza molti indizi, ma con due prigionieri: il capo dei terroristi Sanao Akeha e unə suə
compagnə conosciutə come Rider.
L’investigatrice Chuwan si trova davanti a un rompicapo. Cos’è successo realmente all’Istituto? Cosa stanno cercando di nascondere i suoi superiori? E perché ha l’impressione che gli strani sogni che fa la
stiano spingendo a imboccare un percorso sempre più stringente al quale non può sottrarsi? La saga del Tensorato spalanca le frontiere più innovative della /speculative fiction/: con la sua prosa affilata e
insieme epica, Neon Yang scardina molte delle convenzioni di genere (letterario e non solo), ridefinendo i confini e le modalità di ciò che significa “raccontare storie”.


Recensione

La storia ha inizio in maniera del tutto differente dai volumi precedenti, in quanto si compone di documenti e testimonianze del caso di Rewar Teng, all’Istituto di Metodi Sperimentali. Quanto è successo sembra essere devastante e il Tensorato ha trovato morte, sangue e ossa da far rabbrividire. L’investigatrice Chuwan si troverà davanti ad uno dei casi più difficili , interrogando due personaggi che noi ormai conosciamo bene: Sanao Akeha, uno due due gemelli figli della Protettrice, e Rider e non potrà fare a meno di cercare di trovare in loro e attraverso di loro qualcosa che spieghi quanto accaduto.
Cosa può essere successo? E cosa c’entrano in tutto questo Akeha e Rider? Perché venivano fatti questi esperimenti e a cosa conducono? Qual è la verità su quanto accaduto all’Istituto di Rewar Teng?

L'argomento principale di questa storia si basa esclusivamente su quanto accaduto a Rewar Teng e questo focalizza l’attenzione su quell’evento principale scatenato da qualcosa che in quel momento sembra aver distrutto ogni cosa ma che, al contempo, ci rivelerà ancor di più.
Lo stile utilizzato dall’autrice è il medesimo dei volumi precedenti, scorrevole e lineare anche se scritto in maniera articolata e ricca. La storia si divide in due parti: L’investigatrice e La fuggitiva e queste due parti vien da sé che mostreranno dapprima tutto il resoconto dell’Investigatrice Chuwan e tutta la sua raccolta di documenti e file oltre che di sue trascrizioni e poi si passerà ai fatti veri e propri in cui si agisce e si capisce finalmente cosa sta accadendo e cosa è accaduto a Rewar Teng.

La storia si compone, a differenza dei volumi precedenti, in una serie di documenti, registrazioni, confessioni, documenti che l’investigatrice sta tenendo d’occhio e sta valutando oltre agli interrogatori, per capire cosa è accaduto nell’Istituto e se quello che viene riportato da Rider possa essere la realtà dei fatti o meno. Sembra difficile per lei crederle ma è altrettanto difficile non mettersi in discussione e pensare che queste cose possano essere accadute e che il tutto è ancor più misterioso di quanto sembri. Il bello di questo terzo volume risiede proprio in questo e nella capacità di riunire il tutto creando un mix che mette dubbio persino al lettore, incuriosendolo e portandolo fino alla fine.

La cosa che invece non mi ha fatto impazzire è la trovata del gemello per Rider. Perché si deve ridurre tutto alla figura del gemello? Vanno bene gli esperimenti e tutto il discorso che c’è dietro, ma trovo che la congiunzione che viene a crearsi su questo piano sia alquanto banale e non del tutto originale. Mi sarei aspettata un altro tipo di approccio per una dinamica di questo tipo e quindi questa storia dei gemelli mi ha lasciato un po’ “meh”.

Il libro si legge/ascolta velocemente, perché, come gli altri, è parecchio corto, riprende, solo per nominarli, i personaggi precedenti e ne aggiunge di nuovi mantenendo l’ambientazione e seguendo le dinamiche negli anni in un susseguirsi di dinamiche che catturano e coinvolgono il lettore attraverso un fantasy orientale carino e originale. Un libro da leggere in sequenza ai precedenti ovviamente.
Neon Yang ci porta ancora una volta nel Protettorato alla ricerca di un gemello, e alla scoperta della verità su un Istituto misterioso e pericoloso. Cosa sarà successo a Rewar Teng? Siete pronti a scoprirlo veramente? 
Il voto basso è per la mancanza di originalità per la questione gemelli e perché io volevo Akea, sua sorella e ciò che c'era nei volumi precedenti, non questo ammasso di informazioni (utile eh, per carità) che secondo me rovinano tutto.


La mia valutazione



Alla prossima
Luce <3

mercoledì 24 luglio 2024

Recensione tetralogia "Il Tensorato", Neon Yang

 


Autore: Neon Yang

Titolo: I fili rossi della fortuna

Serie: Il Tensorato #2

Prezzo: 6,04   e-book 7,99

Link d'acquisto: QUI



Tetralogia Il Tensorato:

1)Le maree nere del cielo

2)I fili rossi della fortuna

3)Discesa tra i mostri

4)Ascesa alla divinità


«Ricorda, oh luminoso cercatore di conoscenza, il Primo Sutra, il Sutra delle Cinque Nature». «La Slasca è tutto, e tutto è Slasca». (…) «Conosci le vie delle cinque nature e conoscerai le vie del mondo. Poiché tutte le linee e i nodi della Slasca sono le linee e i nodi del mondo, e tutto ciò che ha forma si forma attraverso l’intreccio dei fili rossi della fortuna.»


Trama

Profetessa ormai decaduta, dominatrice degli Elementi, e figlia della Protettrice, Sanao Mokoya ha deciso di cambiare vita. Un tempo le sue visioni davano forma alle vite dei suoi concittadini in tutto il paese,
ma, anche se prevedeva immani tragedie, Mokoya non aveva modo di ridisegnare il futuro. Devastata dalla perdita della figlia, inizia una caccia contro i letali naga, capaci di oscurare il cielo, nelle lande
più remote del regno, lontana da tutto ciò che amava, accompagnata da un branco di raptor. Seguendo le tracce di un enorme naga che minaccia la città mineraria ribelle di Bataanar, Mokoya incontra lə misteriosə e affascinante Rider. Ma le cose non sono come sembrano: la bestia che entrambe inseguono nasconde un segreto che potrebbe far scoppiare la guerra in tutto il Protettorato. Invischiata in una cospirazione di
magie e tradimenti, Mokoya deve venire a patti con il suo dono straordinario e pericoloso, o rischiare di perdere quel poco che ancora le è caro. La saga del Tensorato spalanca le frontiere più innovative
della speculative fiction: con la sua prosa affilata e insieme epica, Neon Yang scardina molte delle convenzioni di genere (letterario e non solo), ridefinendo i confini e le modalità di ciò che significa
“raccontare storie”.


«Non occorre che ti scusi» disse Mokoya, prima che l’altro potesse proferire parola. Si era fermato a qualche resa di distanza da lei. «Ma… devo. Mi sono comportato molto male nei tuoi confronti.» «Sì, tendo a tirare fuori il peggio dalle persone.»


Recensione

La storia ha inizio diversi anni dopo le vicende del primo volume. Sono passati anni da quando Makoya, figlia della Protettrice, era Profetessa e dominatrice degli Elementi e ne sono passati altrettanti da quando ha perso sua figlia e da quel momento ha deciso di cambiare ogni cosa possibile nella sua vita. Un tempo prevedeva degli eventi che non poteva modificare ed ora invece insegue i terribili Naga, accompagnata dalla Fenice e da un branco di strani raptor. Ma c’è un pericoloso Naga che si fa strada fra le lande buie e misteriose attorno alla città di Bataanar dove rischia di scoppiare una guerra. Mokoya avrà modo di conoscere Rider, che rimetterà in gioco tutte le sue poche certezze.

Cosa succederà a Mokoya e alla città di Bataanar? Ci sarà una guerra? Riuscirà Mokoya a rimettere in gioco i sentimenti e a ricalibrare la sua vita nonostante la sua immensa e dolorosa perdita?


«Ricorda, oh luminoso cercatore di conoscenza, il Primo Sutra, il Sutra delle Cinque Nature». «La Slasca è tutto, e tutto è Slasca». (…) «Conosci le vie delle cinque nature e conoscerai le vie del mondo. Poiché tutte le linee e i nodi della Slasca sono le linee e i nodi del mondo, e tutto ciò che ha forma si forma attraverso l’intreccio dei fili rossi della fortuna.»

La trama riprende quanto vi è scritto, niente di più e niente di meno. E’ una trama che incuriosisce fin da subito e che lascia una scia di curiosità per chi ha letto il primo volume e si sia affezionato al personaggio di Mokoya, uno dei due gemelli. Non viene raccontato troppo trattandosi comunque di un libro non particolarmente lungo ma è sufficiente per ciò che viene scritto.

La copertina segue la scia dei volumi precedenti così come si rifà anche agli originali ovviamente anche se – come già ripetuto per il primo volume – sarebbe stato meglio un unico e semplice volume che racchiudesse tutto. Nonostante ciò le illustrazioni sono sicuramente degne di nota e lo stile ha il suo perché, non lo metto in dubbio. Il titolo si rifà, anche qui, agli originali e il perché lo scopriremo strada facendo all’interno del volume, molto prima di quanto effettivamente si pensi. E’ un titolo azzeccato e la composizione del connubio è buona.

L’ambientazione è il Protettorato suddiviso in regioni e quant’altro come viene anche mostrato sia dalla mappa trovate sia nel volume stesso, sia nella recensione del primo volume se siete particolarmente curiosi; l’epoca non è specificata ma segue la scia degli avvenimenti del volume precedente e si mantiene anni dopo gli avvenimenti del primo volume, Anno Trentotto dei gemelli se non erro.

«Non occorre che ti scusi» disse Mokoya, prima che l’altro potesse proferire parola. Si era fermato a qualche resa di distanza da lei. «Ma… devo. Mi sono comportato molto male nei tuoi confronti.» «Sì, tendo a tirare fuori il peggio dalle persone.»

personaggi di questa storia, rispetto al primo volume che tende a concentrarsi su due protagonisti – gemelli s’incentra sulla vita di Mokoya (e su cosa sia cambiato dalla perdita di sua figlia) diversi anni dopo gli avvenimenti del primo volume, riprendendo un personaggio cambiato, sotto certi aspetti più maturo e sotto altri più fragile e infantile, che non sembra voler andare avanti e affrontare la realtà.

Mokoya infatti sembra soffrire tanto la perdita di sua figlia, allontanandola ancor di più dal suo gemello così come dal suo stesso marito, che tutt’ora sembra preoccuparsi per lei nonostante si siano allontanati. Mokoya sembra affrontare il dolore uccidendo naga o andando alla ricerca di essi per cercare di avere un vero e proprio motivo per andare avanti. E’ un modo per affrontare il dolore, questo è evidente ma come dice anche suo marito – in un punto del libro – prima o poi dovrà liberarsi del dolore e dovrà affrontare la vita, scardinare quel muro che si è costruita attorno cercando di nuovo di tornare fra i “vivi”. In questo volume è solitario anche se viene circondato da alcuni già conosciuti nel volume precedente e ne incontreremo di nuovi, come Rider ad esempio.

«Sono preoccupato per te» disse lui. «Non devi.» (…) «Dovrai smetterla di scappare, prima o poi. Dovrai tornare.» «Smettere di scappare non significa tornare.» «Non intendevo dire che tu debba tornare da me o al Grande Monastero, o perfino a Chengbee. Intendevo tornare in vita, Nao. Devi tornare. Io ti vedo, ricevo notizie su ciò che fai e so che vaghi con questa lastra di vetro che ti separa dal mondo. Dovrai romperla, a un certo punto.»

Fictograph — Promos for two queer, raptor-riding, slack-bending...Il perno centrale di questa storia si divide in due correnti differenti: quella emotiva che segue il percorso interno del personaggio principale e come questo affronta il dolore; quella della trama che segue le vicende della ricerca del Naga e della guerra che potrebbe scatenarsi da un momento all’altro visto quanto sta per succedere nel Protettorato stesso.

Lo stile utilizzato dall’autore è il medesimo del volume precedente anche se decisamente più dinamico e fluido, rispetto al primo volume. Infatti all’inizio usando il “they” e quindi la shaw per entrambi i personaggi ho fatto difficoltà ad entrare nella logica e nella sintonia della lettura che mi collegava ai personaggi. Essendo qui Mokoya, già confermata a livello di genere, la lettura è stata in qualche modo “facilitata” se vogliamo metterla così anche se non mancheranno personaggi di genere Non binario – appartenenti quindi alla comunità LGBTQ+  la storia continua a mantenersi con la base di quanto detto per il volume precedente.

Non solo per quanto riguarda il livello della storia, questo volume colpisce molto più a livello emotivo e la sfera emozionale portando ad avvicinarci molto di più al personaggio che ha consapevolezze e una maturità differente rispetto ai precedenti. Ho trovato Mokoya sia diventata madre e abbia perso una figlia, umana ai limiti dell’inverosimile, molto di più di quanto sembrasse con i volumi precedenti visto il suo potere che la rendeva particolare e forte al tempo stesso. Questa componente emozionale influisce sul lettore e rende il tutto dolce e più vicino a qualsiasi tipologia di lettore, anche ad una fascia di età più alta visto ciò che la protagonista ha affrontato e sta affrontando e visto l’età del personaggio stesso ovviamente.

Il componente della storia è interessante anche se opinabile visto che i Naga e su quanto si sviluppi la storia stessa sembra quasi superfluo a livello di guerriglia e quant’altro: infatti sembra solo un motivo per mandare avanti la serie non indispensabile ma che ha legato l’autore indissolubilmente ai suoi personaggi che non sente davvero di voler lasciare in quel momento ma vuole dare ancora delle opportunità e dei motivi per farci sapere cosa può succedere “dopo”. A parte questo, la storia e il fatto dei naga non li ho sentiti forti e dominanti così come l’introduzione del nuovo personaggio.

A riempire il tutto è il worldbuilding che l’autore riesce a creare donando un atmosfera suggestiva che difficilmente in alcuni libri si riesce a percepire. Infatti nei suoi scritti, Yang, il tutto viene reso quasi poetico e delicato dai suoi scritti che raffigurano una realtà a tratti quasi magica.

«Una volta, conoscevo una persona audace e gioiosa come un fiume guizzante. Un filo argentato nella Slasca, brillante contro tutti quei rossi e quei blu. Ora, non so che fine abbia fatto.» “È morta” pensò Mokoya. “È morta nell’esplosione che ha tolto la vita a sua figlia.” Thennjay si fece silenzioso. «Scusami. Non voglio farti pressioni, Nao. Non va mai a finire bene.» Mokoya si sentì dispiaciuta per lui. «Thenn, sono contenta che tu sia qui.» Ed era sincera. «Lo sono davvero.» Lui la cinse per le spalle e le baciò la sommità della testa. Una reazione misurata e cauta. «Anch’io sono contento di vederti.»

Il libro è stato, sommariamente, una buona prosecuzione della storia seppur non del tutto necessaria. Ho apprezzato tantissimo l’esposizione del punto di vista emotivo di Mokoya e tutto ciò che questo concerne riguardo anche i personaggi che le ruoteranno attorno ovviamente. Un secondo volume curioso e ben strutturato.

Neon Yang ci riporta al Protettorato fra Tensori e Macchinisti con una guerra alle porte e il dolore di una madre che ha perso tutto e non ha paura di mettersi veramente in gioco. Siete pronti a sfidare un naga potente e a scoprire i segreti che si nascondono dietro Rider e il Tensorato?


La mia valutazione

5


Alla prossima

Luce <3


«Sono preoccupato per te» disse lui. «Non devi.» (…) «Dovrai smetterla di scappare, prima o poi. Dovrai tornare.» «Smettere di scappare non significa tornare.» «Non intendevo dire che tu debba tornare da me o al Grande Monastero, o perfino a Chengbee. Intendevo tornare in vita, Nao. Devi tornare. Io ti vedo, ricevo notizie su ciò che fai e so che vaghi con questa lastra di vetro che ti separa dal mondo. Dovrai romperla, a un certo punto.»

martedì 23 luglio 2024

Recensione tetralogia "Il Tensorato", Neon Yang

 


Autore: Neon Yang

Titolo: Le maree nere del cielo

Serie: Il Tensorato #1

Prezzo: 

Link d'acquisto: QUI



Tetralogia Il Tensorato:

1)Le maree nere del cielo

2)I fili rossi della fortuna

3)Discesa tra i mostri

4)Ascesa alla divinitàù


C’era quel sutra, il Primo Sutra, che Mokoya amava recitare tra sé e sé quando si sentiva nervosə: “Tutto è Slasca, la Slasca è tutto”, seguito da un’infinita sequela di sciocchezze sulle cinque nature. Ad Akeha, però, piaceva usare una lista migliore, più corta:
Terra, per la gravità;
Acqua, per il movimento;
Fuoco, per il caldo e il freddo.
Foresta, per la carne e il sangue;
Metallo, per l’elettricità.
Tutto il resto è in più.


Trama

Mokoya e Akeha, le gemelle figlie della Protettrice Sanao, sono state affidate al Grande Monastero da bambine per adempiere a una promessa.
Mokoya ha sviluppato un talento profetico, Akeha ha sempre avuto il dono di comprendere quali motivazioni si celano dietro le azioni degli adulti. Mokoya ha illuminazioni su ciò che sarà, Akeha comprende cosa
potrebbe essere. Entrambe hanno visto il marcio che si annida nel cuore del Protettorato. Il momento della confermazione segna la prima divisione nel destino delle due gemelle. Altre ne seguiranno: Akeha
infatti non vuole più essere una pedina negli intrighi orditi da sua madre, così si lascia tutto alle spalle e parte in cerca del proprio cammino, fino a che la sua strada non incrocerà quella dei Macchinisti
che si ribellano allo strapotere del Tensorato. La saga del Tensorato, di cui questo è il primo libro, spalanca le frontiere più innovative della /speculative fiction/: con la sua prosa affilata e insieme epica,
Neon Yang scardina molte delle convenzioni di genere (letterario e nons olo), ridefinendo i confini e le modalità di ciò che significa “raccontare storie”.



«Potevi morire. Che stavi facendo?» Akeha lanciò un’occhiata al picco invisibile della Montagna
della Fenice Dorata. «Cercavo le caverne nascoste.» «Perché?» Si strinse nelle spalle. «Ci serve un posto dove rifugiarci, in caso nostra madre venisse a prenderci. Io non voglio tornare indietro.» Mokoya ritrasse la mano. «Lei non verrà. Non le importa di noi.» (…) «Non aver paura» disse Akeha. «Ti proteggerò io.» «Proteggermi da cosa? Dal futuro?» «Da tutto.» Mokoya si voltò verso di ləi con le guance rigate di lacrime. «E se fosse vero? Se davvero sognassi cose che devono ancora accadere?» «Ho detto: tutto» ripeté Akeha, e attirò lə gemellə in uno strettissimo abbraccio che mise a tacere ogni protesta. «Non dobbiamo per forza dirlo a qualcuno. Questo può rimanere un nostro segreto.»


Recensione

Il Tensorato parla di due gemell*, figl* della Protettrice Sanao, affidate al Grande Monastero all’età di sei anni come ricompensa per l’aiuto offertole durante una battaglia. Quest* gemell*, Akeha e Mokoya, col tempo sviluppano interessi, caratteristiche e poteri differenti. Mokoya vede ciò che sarà, destando l’interesse della madre che la rivorrà con sé; Akeha ha la capacità di comprendere l’essere umano grazie al suo ottimo spirito di osservazione e la sua capacità di non destare troppo l’attenzione altrui, cosa che porterà sempre la madre a sottovalutarl*.

La scelta di non qualificare il sesso dei due personaggi è voluta, sia da me sia dall'autore stesso, che nei primi capitoli del libro farà lo stesso: imparerete ad avere una visione di Mokoya e Akeha tutta vostra, dove le loro personalità e caratteristiche saranno messe in primo piano rispetto a tutto il resto, e che potrà in futuro coincidere col modo in cui loro vedono sé stess*.

Questa scelta narrativa e stilistica ha pro e contro, potrà piacervi o potrà farvi storcere il naso. Da una parte, Neon Yang vi offrirà la possibilità di vedere i personaggi come VOI vorrete, di immaginarli liberamente e senza paletti che possano trattenere la vostra immaginazione, offrendo anche una carezza agli animi sensibili riguardo a queste tematiche. Dall’altro lato, questa scelta potrà rendere la lettura all’inizio un po’ pesante, un po’ forzata, a meno che non stiate facendo come me che invece di leggere lo sto ascoltando su audible, nel qual caso, con tutta probabilità, state scorrendo la storia in modo veloce.

Andando avanti capirete però molto di più e inizierete a comprendere maggiormente anche il genio dietro a questa – bizzarra per alcuni, originale per altri – scelta stilistica. Questo perché i personaggi nel mondo del Tensorato sono liberi di scegliere chi e cosa essere, di accettare il proprio io e arrivare ad uno stadio di maturità personale, definito “confermazione”, in cui scegliere se definirsi (e lasciarsi a sua volta definire) come uomini o donne. È una scelta puramente personale, dettata dal modo in cui l’Io del personaggio coincide di più con un genere o con un altro.

“Come mai hai deciso di essere una donna?”

“Non ho deciso niente. Mi sono sempre sentita tale: una ragazza”.

Capirete allora che Akeha e Mokoya vivranno un periodo di crescita in cui cercheranno di capire chi sono, in cosa rivedono maggiormente sé stess*, e la delicatezza in cui questi momenti vengono descritti è davvero disarmante. Poche pagine, poche parole, ma un grande abbraccio a personaggi che vivono un momento così particolare e sensibile. Sono rimasta davvero colpita dalla gentilezza che traspare dalla penna di Neon Yang, ed è qualcosa che sono sicura noterete anche voi. Inoltre, l’idea di mixare così bene scelte puramente stilistiche con la trama è una cosa che mi ha stupita e che, alla fine, ho gradito non poco. Ha giustificato qualcosa che poteva benissimo non essere giustificato a parole, rendendolo parte del worldbuilding stesso. Davvero, davvero una bella mossa Yang.

La storia ovviamente però non si ferma qui. Vedrete la crescita di Akeha e Mokoya anche da altri punti di vista: non solo scelte relative al proprio Io, ma anche collegate al proprio futuro. Non solo chi sono, ma anche chi voglio essere, con le mie azioni e i miei principi.

“Perché lui aveva sempre saputo, anche da bambino, che lui era il fulmine, mentre lei era il fuoco nel cuore dei pianeti. E il mondo aveva bisogno di entrambi. Le rivoluzioni avevano bisogno di entrambe. Qualcuno doveva maneggiare i coltelli, ma qualcuno doveva anche scrivere i trattati”.

In questo primo libro non c’è molta azione, ma c’è soprattutto l’esplorazione di come l’essere umano si forma nel tempo, nelle sue mille sfaccettature. Tutto ciò potrà sembrare pesante ad alcuni, ma vi assicuro che non sarà così, perché Neon Yang sembra avere la capacità di rendere semplice la complessità.

copertina inglese de Il tensorato

In conclusione, posso dirvi che secondo il mio modesto parere Il Tensorato è una lettura dal potenziale molto soggettivo. Personalmente la reputo una bella lettura, leggera, adatta per spezzare tra un mattoncino e un altro, ma non qualcosa di epico dal punto di vista della trama, da cui mi aspettavo forse qualcosina in più. In ogni caso, ho apprezzato molto i personaggi, che del resto sono il punto forte di questa storia.

Spero di avervi coinvolti abbastanza da voler intraprendere questa lettura/audiolettura.


La mia valutazione



Alla prossima
Luce <3



«Le cose sono quelle che sono. Come hai detto tu, non possiamo fare nulla per cambiarle, no?» «Al monastero» disse Mokoya «ci hanno insegnato che la fortuna è sia intrattabile, sia imparziale, e che quando ci succede qualcosa di brutto, è il risultato di un universo incomprensibile e distaccato che opera per conto suo. La montagna si scuote, ma non si cura delle case travolte dalla valanga. Non è quello il suo scopo.» «E questo dovrebbe consolarmi?» «Sì» replicò Mokoya, con un po’ troppa enfasi. «Perché il punto non sei tu, o ciò che tu hai fatto. Non esiste una ragione più elevata».