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venerdì 19 luglio 2024

Recensione "La Ruota del Tempo", Robert Jordan

 


Autore: Robert Jordan

Titolo: Nuova Primavera

Serie: La Ruota del Tempo

Prezzo:  14,25 e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie La Ruota del Tempo:

0)Nuova Primavera

1)L'occhio del mondo

2)La grande caccia

3)Il drago rinato

4)L'ascesa dell'ombra

5)I fuochi del cielo

6)Il signore del caos

7)La corona di spade

8)Il sentiero dei pugnali

9)Il cuore dell'inverno

10)Crocevia del crepuscolo

11)La lama dei sogni

12)Presagi di tempesta

13)Le torri di mezzanotte

14)Memoria di luce


Di tanto in tanto il palazzo tremava ancora e la terra brontolava nel ricordo e gemeva come se volesse negare l'accaduto. Dagli squarci nelle pareti entravano raggi di sole che facevano scintillare il pulviscolo sospeso nell'aria. Segni d'incendio sfiguravano pareti, pavimenti, soffitti. Larghe macchie nere chiazzavano le vernici e le dorature screpolate di affreschi un tempo vividamente colorati; un velo di fuliggine copriva fregi raffiguranti uomini e animali che parevano quasi vivi, prima che la furia si calmasse.

Trama

Per tre giorni la battaglia ha infuriato sulle nevi che circondano l'immensa città di Tar Valon. Nella Torre Bianca, due giovani Ammesse chiedono di parlare con l'Amyrlin Seat e la Custode degli Annali per conoscere quale sarà l'esito della lotta. Per puro caso, Moiraine Damodred e Siuan Sanche sono presenti quando la Custode profetizza che su Montedrago, l'immensa montagna che incombe sulla città, è nato un bambino in grado di cambiare il mondo. Il piccolo deve essere trovato prima che le forze dell'Ombra possano ucciderlo. Le sorti di Moiraine, che sta per diventare Aes Sedai, e di Lan Mandragoran, legittimo re di una nazione ormai scomparsa, sono destinate a legarsi inestricabilmente. Ma i cammini di entrambi sono colmi di imprevisti e pericoli, poiché Moiraine e Lan dovranno scontrarsi con le trame di chi cerca il bambino.


Così si è ridotto il sangue di Aemon? Gentucola che si disputa il diritto di nascondersi come conigli selvatici? Avete dimenticato chi eravate, ma speravo che nel sangue e nelle ossa vi restasse almeno il ricordo. Un briciolo che vi desse forza per la lunga notte in arrivo


Recensione

Questa recensione è relativa A TUTTA la saga, perché ho letto il volume unico; ecco perché, quindi, ci ho messo un po' a leggere e a preparare la recensione.

Nonostante il cliché del protagonista che deve salvare il mondo, La Ruota del Tempo racconta una storia epica, attraverso un elaborato patchwork di personaggi e culture create magistralmente. Nulla è davvero un cliché e tutto quello che sembra esserlo cambierà faccia da una pagina all’altra. Con un grandissimo cast di personaggi e capitoli che alternano i punti di vista, Robert Jordan esplora amicizia, amore, tradimenti. In un classico conflitto bene contro male, troviamo una miriade di sfumature e qualcosa per tutti i lettori.

Le culture dei diversi popoli di La Ruota del Tempo, così importanti nel definire i personaggi, sono tra le più sviluppate e riuscite, se non le migliori, del mondo fantasy. Dalla storia di un popolo ai bottoni di moda e i colori dei vestiti, Robert Jordan non si fa perdere nulla. La cultura non è semplicemente lo sfondo della storia: i personaggi guardano il mondo e di conseguenza si comportano basandosi su di essa. Robert Jordan prende ispirazione da una miriade di luoghi e periodi storici per creare un calderone di culture. Il risultato è un setting pseudo-rinascimentale.

Arriviamo così ai veri protagonisti della serie: i personaggi. Partendo da alcuni amati cliché del fantasy, Robert Jordan crea dei personaggi umani, stando molto attento alla loro psicologia e a non renderli mai degli stereotipi. Tutti i personaggi si evolvono, si contraddicono e non si fanno mai mettere in una scatola sola. L’evoluzione dei personaggi di La Ruota del Tempo è magistrale e unica, data la possibilità offerta da 15 libri. Contadini diventano generali, amici diventano traditori e nulla è mai ovvio o scontato davanti a Robert Jordan, che tesse le storie e le motivazioni dei personaggi con massima cautela. 

Infine, La Ruota del Tempo parte omaggiando e ispirandosi al fantasy classico, evolvendosi piano e trovando un’anima propria. Per questo è una serie perfetta sia per i fan sfegatati del fantasy che per coloro che vogliono una serie nuova e fresca. Alla fine, la serie che partiva ispirandosi dal fantasy classico è diventata la serie che ha definito il genere. La Ruota del Tempo è uno dei pilastri a cui si ispirano e con cui si confrontano gli scrittori fantasy di oggi.

Forse non bisogna neanche dirlo per una serie di 4 milioni di parole, ma a Robert Jordan piace molto descrivere qualsiasi cosa. Non solo, ripete spesso le descrizioni per assicurarsi che entrino nella testa dei lettori. Se non potete sopportarle pagine e pagine sull’abbigliamento del personaggio che è appena entrato in scena o dell’ennesimo discorso sul funzionamento della magia, fate comunque molta attenzione a saltare o leggere distrattamente questi lunghi paragrafi. Robert Jordan, maestro tessitore, sta attento a ogni parola e leggendo attentamente potreste notare una menzogna o un inganno del personaggio che pronuncia il discorso. 



A questo si collega il discorso sullo slog. Lo slog è il termine usato per descrivere tre o quattro libri (La corona di spade, Il sentiero dei pugnali, Il cuore dell’inverno e Crocevia del crepuscolo) in cui la ripetitività di Robert Jordan incontra un ritmo di narrazione e di trama molto lento. Questi libri sono difficili da leggere anche per gli amanti della serie. Pur essendo lenti, libri dello slog hanno dei momenti importantissimi per i personaggi, e alcune delle trame e degli eventi migliori di tutta la serie. Per sentirvi più tranquilli durante lo slog potete pensare che il libro successivo, La lama dei sogni, è considerato uno dei libri migliori, se non il migliore, della serie. 

Non dimenticate però la cosa più importante della lettura dei libri di La Ruota del Tempo: l’intrattenimento. Libri come quelli di Robert Jordan vanno gustati senza fretta. Inoltre molto probabilmente la prima stagione della serie tv racconterà gli eventi del primo libro, permettendo ai lettori che non hanno fretta di leggere i libri in concomitanza con l’uscita delle stagioni.

La Ruota del Tempo è un must-read per i fan del fantasy, sia classico che moderno. I personaggi strabilianti e il mondo complesso creato da Robert Jordan sono una delizia da esplorare e grazie alla loro diversità creano una perfetta esperienza di lettura per ogni tipo di lettore.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


«È nato di nuovo!» gridò la Custode. «Lo sento! Il Drago ha fatto il

primo respiro sulle pendici di Montedrago! Sta arrivando! Sta arrivando!

Che la Luce ci aiuti! Che la Luce aiuti il mondo! Giace nella neve e grida

come il tuono! Brucia come il sole!»

sabato 29 gennaio 2022

La ruota del tempo - serie tv (recensione)

 Buongiorno, oggi vi parlo di una serie tv che trovate su Amazon Prime


Titolo originale: The Wheel of time

Paese: Stati Uniti d'America

Anno: 2021- in produzione

Formato: serie tv

Genere: Fantastico, avventura, azione, drammatico

Stagioni: 1

Episodi: 8 

Durata: 60 min (episodio)

Lingua originale: inglese



Informazioni

La Ruota del Tempo (The Wheel of Time) è una serie televisiva statunitense creata da Rafe Judkins, basata sull'omonima serie di romanzi fantasy di Robert Jordan e Brandon Sanderson.




Trama

In un mondo fantastico in cui la magia è qualcosa di molto raro, chiamata Unico Potere accessibile solo ad alcune donne molto temute dalla maggior parte, Moiraine Damodred, appartenente alla potente organizzazione delle Aes Sedai, giunge al villaggio di Emond's Field nei Fiumi Gemelli. Qui recluta tre ragazzi e una ragazza per iniziare un pericoloso viaggio, convinta che fra di loro si nasconda la reincarnazione del famigerato Drago Rinato.



Recensione

Ne "La ruota del tempo"  l'atmosfera che si respira è quella del genere fantasy, fatto
di castelli, grandi foreste, congreghe magiche e creature fantastiche. Tutto parte da un piccolo villaggio dove risiedono i cinque protagonisti. C'è un signore oscuro che è pronto a conquistare il mondo e un eletto che va scovato, proprio tra i ragazzi che abitano in una parte sperduta del mondo che ci viene raccontato.


La Ruota del Tempo non ha paura di mostrare sin dall'inizio creature magiche e incantesimi lanciati, mettendo in chiaro che la ricerca del realismo non è di casa, facendo sfumare ogni dubbio sull'esistenza o meno dell'elemento fantastico. Del resto la storia che racconta è molto classica, andando a pescare dall'immaginario delle leggende, dei racconti classici e persino di film e videogame.

 La Ruota del Tempo ci racconta in questa prima stagione della vera e propria nascita di un gruppo di eroi, ognuno con quello che è un vero e proprio potere. Solo uno è il Drago Rinato, l'eletto per sconfiggere il Tenebroso (l'oscuro signore prima citato) ma tutto il gruppo è importante. Viene rivelato chi è, ovviamente, e questo oscura forse troppo il resto dei personaggi, che a un certo punto smettono di venire approfonditi, cosa che succedeva nel primo libro. È un peccato perché la prima parte si prende il giusto tempo per mettere tutte le pedine al posto giusto, ma più ci si avvicina al finale più gli interrogativi si fanno largo nello spettatore, rispondendo forse a troppe poche cose poi nel finale.

La prima stagione de La Ruota del Tempo è un grosso anteprima, una lunga introduzione all'intero mondo, che all'ultimo decide di proporre tutto il possibile per attirare il pubblico, forse forte di una seconda stagione già confermata e che si dà per scontato quest'ultimo guarderà sicuramente. Questa fretta improvvisa è l'unica cosa su cui si può diciamo "brontolare", visto che per il resto è ben fatta e si guarda volentieri (soprattutto per gli amanti del fantasy, come me)

Certo, l'eccellenza non la raggiunge praticamente mai, visto che i problemi di budget si sentono (e il fantasy è dove la mancanza di fondi si sente più che in qualsiasi altro genere), soprattutto per quanto riguarda la CGI e la messa in scena di alcune scene. Alcuni incantesimi appaiono un po' troppo grezzi, visivamente, ma c'è sempre l'emotività dei personaggi a mitigare le cose che non vanno. E anche un po' di ironia, che non guasta mai. La Ruota del Tempo è intrisa di quell'atmosfera da classico per ragazzi, di quelle serie televisive da sabato pomeriggio, da intendersi in maniera super positiva.

Non siamo dalle parti di un Hercules o di un Xena, ma il cuore è simile: pochi mezzi utilizzati al meglio. Facendo vedere già nella prima mezz'ora della prima puntata una serie di creature mostruose (i Trolloc) e degli incantesimi, così come costumi sgargianti tutt'altro che realistici, la sospensione dell'incredulità viene subito messa alla prova. O si scende subito dal carro o è fatta, ci si farà portare ovunque. Il cast fa tanto, in questo, visto che crede sempre molto in quello che mette in scena, alcuni con buoni risultati, altri meno, ma in generale gli attori convincono tutti. Diviso piuttosto equamente tra uomini e donne, a voler guardare chi si porta a casa le parti migliori sono proprio queste ultime, menzione d'onore per Madeleine Madden, nel ruolo di Egwene, l'amata di Rand (Josha Stradowski) che è il più interessante degli attori. Non male, considerato che è letteralmente il protagonista della saga.

Parlando della superiorità del cast femminile, c'è la burattinaia delle vicende (e in qualche modo protagonista anche lei con la sua missione parallela), ovvero l'attrice Rosamund Pike, una Moiraine Damodred intenta a scovare appunto il prescelto per salvare il mondo, e che ruba la scena a tutti gli altri quando c'è, e si nota parecchio la cosa. Le battaglie e i momenti concitati sono ben gestiti, paradossalmente proprio la battaglia finale della stagione è quella riuscita peggio, ma in generale la regia è solida e l'azione sempre comprensibile, anche quando si tratta di scene ambientate di notte.

Le ambientazioni, soprattutto quelle cittadine, hanno una ricerca di dettagli che le rendono vive e credibili. Tutto funziona però quando resta in ambito 'micro', mentre scricchiola nel 'macro', con le scene di battaglia campale o alcuni campi lunghi piuttosto anonimi, dove il fantasy lascia il posto a una natura incontaminata ben lontana dagli scorci a cui siamo abituati che dovrebbero comunque dare l'idea allo spettatore di trovarsi altrove dal pianeta Terra che conosce. Anche in questo quindi, la serie vive di alti e bassi, ma cerca di fare del suo meglio coi mezzi che ha a disposizione.

Arrivati al finale di stagione ci sono tante domande, forse troppe. Di sicuro, nonostante il tempo che si prende nella prima parte, la serie non manca di spunti di riflessione, altri per discutere e non dà l'impressione di girare a vuoto. Certo, al netto di prendere parti dei libri successivi, visti i tagli che si sono dovuti operare, forse sarebbe stato meglio chiudere più chiaramente qualche sotto trama e risolvere alcuni dei personaggi. Non mancano morti importanti e scontri decisivi, almeno in apparenza, su tutti quello finale che lascia presagire a duelli futuri e che è l'emblema della frettolosità della stagione. Sette puntate a prepararlo e pochissimo per portarlo a termine, in maniera tutt'altro che memorabile.

Il mondo creato da Jordan però è molto interessante e pieno di elementi da scoprire, che la serie lascia una grande voglia di approfondire. Nonostante questa prima stagione non convinca del tutto, si lascia vedere sempre con gusto e la voglia di proseguire c'è, e c'è tempo e modo di correggere tutte le imperfezioni per portare in scena degnamente quella che è comunque una saga di successo in ambito fantasy. Il pubblico sembra averne sancito il successo in termini di views, resta da vedere quanti scottati dal finale che non soddisfa tutta l'aspettativa creata decideranno di proseguire.

La Ruota del Tempo, riporta il fantasy in una dimensione più affine a quella dei giochi di ruolo e decisamente fantastica, rispetto alla deriva oscura e realistica che ha spopolato nell'ultimo decennio. Ironia, azione, creature magiche e atmosfera da film per ragazzi, senza però negare totalmente i passaggi più bui e violenti della saga letteraria. La prima stagione copre gli eventi del primo romanzo, evitando di allungare il brodo, e ciò e bene. Parte forse un po' troppo lenta però, rispetto a tutto quello che vuole raccontare, arrivando alla fine col fiato corto, e questo è male. La CGI è spesso un pugno nell'occhio, nonostante si cerchi di mascherarla bene, e il budget non stellare si nota spesso, buttando un occhio alle comparse e ai set. Però non manca il cuore e la curiosità di scoprire di più del mondo che ci racconta c'è.


La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3