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giovedì 31 gennaio 2019

Recensione "Il piano inferiore", Cristiano Pedrini

Autore: Cristiano Pedrini
Titolo: Il piano inferiore
Prezzo: cartaceo 18,19 e-book 2,99


Link d'acquisto: QUI








Varcò la soglia del suo ufficio avvicinandosi alla scrivania
di legno che, a giudicare dal suo piano, aveva visto
seduti dietro a essa generazioni di avvocati, probabilmente
tutti passati a miglior vita.



Trama
Può un pesciolino domare uno squalo?»

Per Charles Spencer Hoynes la risposta a questa domanda arriverà dopo l’incontro insolito e fortuito con Mathis Owen, un giovane avvocato fresco di laurea. La sua presenza lo costringerà ad ammettere che oltre ai suoi metodi spregiudicati può esistere anche un altro modo di vivere la sua professione, opponendosi con pazienza, perseveranza e con voce gentile alle ingiustizie. 
Immersi in una candida Washington imbiancata dalla neve, i due giovani impareranno che non sempre  è facile amarsi e accettarlo, può far paura. Ma sotto la neve e alla vigilia del magico Natale, tutto può essere possibile!


«Dannata fotocopiatrice!» sbottò Mathis colpendo
il lato destro dell’apparecchio con un robusto calcio.
Sollevò lo sguardo al cielo maledicendo il suo senso
del dovere che l’aveva fatto restare in ufficio all’ora di
pranzo. Tolse le dispense dal fascicolatore e si decise a
usare la fotocopiatrice nell’atrio: quella avrebbe funzionato
e al suo ritorno il signor Hasting avrebbe trovato le
relazioni sulla sua scrivania.

Recensione


Buongiorno a tutti e bentornati sul blog con una nuova recensione; oggi vi parlo del libro "Il piano inferiore" di Cristiano Pedrini,che ringrazio per avermi inviato una copia digitale del suo romanzo.
E' un romanzo abbastanza corto, che parla di un ragazzo, Mathis Owen, giovane avvocato fresco di laurea, a cui l'incontro con Charles Spencer Hoynes cambierà la vita; i due si incontrano quando Mathis è alle prese con il suo primo incarico, anche se non è ufficialmente stato deciso che l'avrebbe avuto lui (a dire la verità l'ha deciso da solo), Mathis si ritrova a lavorare in uno scantinato, da qui il titolo del racconto;  con la decisione di assumersi l'incarico, si mette nei guai col suo capo, ma Charles decide di dargli una possibilità e lo prende nel suo studio.
L'incontro tra i due e il fatto che lavoreranno insieme, sarà fondamentale per entrambi e per la loro conoscenza; non posso dirvi se la conoscenza, anche se all'inizio Mathis proprio non riesce a sopportarlo, si trasformerà in amicizia o in qualcos'altro, perché spoilererei una parte di questa storia, e voi sapete bene che non mi piace fare spoiler, non a caso vi esorto quasi sempre a leggere le storie che recensisco (o sbaglio??) ; ma non devo parlare di questo.. 
La storia è scorrevole, corta, ma scritta bene; una storia diversa dal solito che cambia il modo di vedere certe cose e fa sorridere in altre.
Probabilmente certe parti sono un po' frettolose, visto che è corto, soprattutto la parte che riguarda il rapporto tra Mathis e Charles, ma per me ne vale la pena. 
Se siete alla ricerca di una storia sull'avvocatura, cercate altro, qui viene accennata sì, ma non approfondita, per il resto vi invito a leggerlo o almeno a dargli una possibilità.


La mia valutazione
5

Alla prossima
Luce <3




















sabato 26 gennaio 2019

Segnalazione "Il piano inferiore", Cristiano Pedrini

Buongiorno a tutti e bentornati sul blog con una nuova segnalazione






Autore: Cristiano Pedrini
Genere: Narrativa
Formato cartaceo 12x20
Formato ebook: epub/mobi e pdf
Pagine 124
Pubblicato con FDBook


Link
Pagina Facebook: www.facebook.com/cristianopedrini.it

Link store
Cartaceo

Ebook




Trama

Può un pesciolino domare uno squalo?»

Per Charles Spencer Hoynes la risposta a questa domanda arriverà dopo l’incontro insolito e fortuito con Mathis Owen, un giovane avvocato fresco di laurea. La sua presenza lo costringerà ad ammettere che oltre ai suoi metodi spregiudicati può esistere anche un altro modo di vivere la sua professione, opponendosi con pazienza, perseveranza e con voce gentile alle ingiustizie.
Immersi in una candida Washington imbiancata dalla neve, i due giovani impareranno che non sempre  è facile amarsi e accettarlo, può far paura. Ma sotto la neve e alla vigilia del magico Natale, tutto può essere possibile!





Estratto …

Capitolo Primo
Catapultato in paradiso?

Quattro anni di università chino su libri e dispense, innumerevoli notti insonni, una lista interminabile di fine settimana sacrificati e molte occasioni sfumate. Ecco riassunto in poche parole il risultato della carriera studentesca di Mathis al quale aggiungere due anni di specializzazione e il superamento dei test della scuola di legge e, infine, quell’unico ma fortunato stage in uno studio legale, quello di Horace Hasting, un caro amico di famiglia che si era offerto di fargli muovere i primi passi nel mondo dell’avvocatura.
«E ora eccomi qui» commentò ad alta voce Mathis, fissando quello stanzino nel quale avrebbe voluto morire e lasciare il suo epitaffio sostituendo quella targhetta di cartone appesa precariamente con del nastro adesivo accanto alla porta. Chi l’aveva scritto perlomeno non aveva sbagliato il suo nome, Mathis Owen, anche se aveva usato un discutibile color verde.
«E ora cosa racconterai a tua nonna quando ti chiederà del tuo primo giorno di lavoro?» chiese poggiando le spalle alla parete e rivolgendo lo sguardo al lungo corridoio illuminato da alcune lampade al neon che irradiavano una luce spenta dove, sul fondo, intravedeva la rampa di scale dalla quale era sceso pochi minuti prima.
La sua lunga discesa verso gli inferi… letteralmente e realmente parlando.
Quel magazzino che a giudicare dalla polvere sparsa un po’ ovunque non era molto frequentato, era l’ultimo angolo vivibile del palazzo. Si tolse dalla tasca dei pantaloni il biglietto che aveva ricevuto nell’atrio dove era scritto il numero di piano e della stanza. Ecco il suo benvenuto in quell’elegante palazzo, in una fredda mattina di dicembre. Un benvenuto anonimo e che aveva immaginato assai diverso.
Strinse il biglietto nella mano, chiuse gli occhi e batté ripetutamente il capo contro la parete prima di desistere pensando che un mal di testa non avrebbe migliorato la sua situazione.
Varcò la soglia del suo ufficio avvicinandosi alla scrivania di legno che, a giudicare dal suo piano, aveva visto seduti dietro a essa generazioni di avvocati, probabilmente tutti passati a miglior vita. Posò la sua valigetta accanto a una lampada d’acciaio. Una pila di cartellette vuote e un portapenne di plastica altrettanto vuoto, erano le uniche cose che vedeva.
Fu la vista di quel grande scaffale che arrivava fino al soffitto, carico di libri, tutti con la copertina di color marrone chiaro, che attirò la sua attenzione. Si avvicinò e ne sfilò uno. Gli bastò sfogliare le prime pagine per accorgersi che si trattava di raccolte di leggi. Lesse la data di stampa impressa sul frontespizio. «1909… Ne avete di anni» sorrise il ragazzo alzando lo sguardo verso i ripiani superiori.
«Voi sarete utili ma… – sospirò ritornando alla scrivania – senza un computer come pensano che debba lavorare?» si domandò grattandosi il capo.
«Te lo porteranno entro sera» sentì pronunciare alle proprie spalle.
Mathis si voltò repentino trovandosi davanti a un uomo di mezza età che stava spingendo all’interno il carrello delle pulizie.
«E lei chi… chi è?» balbettò il giovane.
«Colui che occupava questo posto fino a ieri e che ora dovrà trovarne un altro per la sua pausa pranzo» rispose l’uomo togliendosi un berretto sudicio con l’emblema della Nasa, mostrando una prospiciente calvizie.
Si asciugò la fronte ampia con il suo fazzoletto prima di sedersi nell’unica sedia davanti alla scrivania.
«Beh, mi spiace averle guastato i piani» obiettò Mathis oltrepassando il mobile, aprendo i cassetti per appurare se fossero vuoti, trovandoli sporchi.
«E tu che cosa ci fai qui?»
«Ci lavoro, mi hanno assunto oggi» rispose il ragazzo.
«Tu saresti un avvocato?» rise l’uomo.
«È così divertente?» osservò Mathis battendo nervosamente le dita sul piano della scrivania.
«Quanti anni hai?»
«Ventitré, perché?»
«Curiosità. Te ne avrei dati diciassette, forse diciotto» sorrise l’altro, prendendo dal piano del carrello un sacchetto. Estrasse una ciambella e ne addentò un pezzo. «Ne vuoi una?» chiese porgendogli sbrigativamente la busta.
«No, grazie. Ma visto che lei è qui potrebbe approfittare per ripulire la mia scrivania.»
«Sono in pausa, tuttavia… – rispose l’uomo lanciandogli uno straccio dal ripiano inferiore del carrello – puoi provvedere tu stesso e se vuoi dello sgrassatore…» aggiunse, indicando un flacone che conteneva un liquido biancastro.





Quanto vi ha incuriosito questa segnalazione? Io non vedo l'ora di leggere il romanzo e dirvi cosa ne penso!

Luce <3