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domenica 20 febbraio 2022

[Review Party] Recensione "I Iabirinti di Notre- Dame", Barbara Frale

 


Buongiorno, oggi partecipo al review party del nuovo romanzo di Barbara Frale, anche se ammetto di non aver letto "I sotterranei di Notre-Dame"; ringrazio il blog gliocchidellupo per avermi nuovamente coinvolta.


Autrice: Barbara Frale

Titolo: I labirinti di Notre-Dame

Prezzo: cartaceo 9,40  e-book 4,99

Link d'acquisto: QUI


Qualcosa aveva catturato all’improvviso la sua attenzione. Si avvicinò circospetto a

quell’anomalia. Non era possibile! Forse un miraggio dovuto alla luce incerta dell’aurora che

cominciava a invadere l’ambiente, o l’effetto della paura sui suoi poveri nervi scossi… Si

accostò circospetto a quella tomba, finché la lucerna gli cadde di mano e finì sui marmi del

pavimento in uno stridio di cocci infranti.

«Il demonio!», gridò. Collassò a terra, gli occhi sbarrati nel vuoto.

Gli altri monaci accorsero. Guardarono ciò che aveva fatto stramazzare il loro abate,

qualcuno osò persino avvicinarsi. Deposti in decine di sarcofagi che li ritraevano con fattezze

naturali, tutti i sovrani di Francia dormivano immoti il loro eterno sonno di pietra. Tranne uno, il

cui nome aveva lasciato nella storia del regno una lunga scia di tenebre. Il coperchio del

sepolcro di re Filippo IV il Bello era l’unico ad aver subìto un netto spostamento a causa della

scossa tellurica. Chiamando in causa il Maligno, l’abate non aveva preso un abbaglio: nel

sarcofago s’era misteriosamente aperto uno spiraglio tale da lasciar vedere colui che decenni

prima vi era stato deposto. Il suo aspetto era quello di un demonio


Trama

Anno del Signore 1300.
Padre Baldrico de Courtenay, abate del ricco monastero di Saint-Germain a Parigi, viene trovato morto sul sagrato di Notre-Dame: l’assassino ha lasciato sul corpo orribili mutilazioni e una scritta il cui senso è indecifrabile. A Roma, intanto, ignoti aggressori pugnalano a morte padre Angelerio da Ferentino, per impedirgli di consegnare a Bonifacio VIII una reliquia dal valore inestimabile. Mentre il vescovo di Parigi, Simone Matifort, indaga per capire chi abbia ucciso l’abate di Saint- Germain, Crescenzio Caetani, baccelliere di medicina e nipote di Bonifacio VIII, ipotizza che la reliquia sottratta a padre Angelerio sia finita a Parigi, nelle mani del re di Francia.
C’è dunque Filippo il Bello dietro la morte del frate francescano? E perché qualcuno ha massacrato l’abate di Saint-Germain, lasciando inoltre sul corpo un misterioso messaggio? Arnaldo da Villanova, medico del papa ed esperto di dottrine esoteriche, non ha dubbi: la reliquia rubata non è un oggetto sacro, ma opera del Maligno, e sarà in grado di scatenare una guerra rovinosa fra i troni più potenti della terra.


Il seggio d’oro di re Filippo il Bello. La cattedra d’avorio di papa Bonifacio e quella su cui
sedeva il Gran Maestro del Tempio, fatta di pietra lunare che nel buio emanava luce. Il
demonio aveva sparso tra loro il seme della discordia: due delitti misteriosi avrebbero
macchiato di sangue le vie di Parigi e di Roma, delitti capaci d’innescare una guerra senza
quartiere fra i troni più potenti della terra.
«Devo proteggere il papa», ansimò il vecchio.
Ma come? Arnaldo poteva captare le segrete energie che percorrono l’universo e
imbrigliarle, addomesticate, al suo volere, ma non senza l’aiuto di un’anima affine, vocata
come la sua, sensibile ai segni del soprannaturale.
Aveva una sola speranza di riuscirci: trovare un degno apprendista.




Recensione

Oggi partecipo al review party di questo romanzo, ammettendo di non aver letto il precedente e che, di solito, non leggo thriller (l'unico thriller letto, è la saga di Stieg Larsson); ma veniamo a noi.

"I labirinti di Notre-Dame" è la storia di un'indagine, iniziata per trovare l'assassino dell'abate Baldrico de Courtenay, ma anche per trovare chi ha pugnalato a morte padre Angelerio da Ferentino, per impedirgli di consegnare a Bonifacio VIII una reliquia dal valore inestimabile.
Durante la lettura veniamo a conoscenza di fatti che fanno venire i brividi, ma che sono necessari a capire perché alcuni personaggi hanno fatto determinate azioni e perché si siano comportati in certi modi.
Una reliquia che sembra così importante da dover essere trovata a tutti i costi, se necessario, morire pur di averla, ma varrà davvero tutto questo? Apparentemente c'è Filippo il bello dietro tutto questo casino, ma ne siamo sicuri? E' veramente lui, o qualcun altro, che magari, finge di essere Filippo? Barbara Frale ha creato un thriller da brividi, che vi porterà a fare parecchie domande e forse non tutte avranno una risposta, chi lo sa? Quel che è certo è che gli amanti del genere thriller, non potranno fare a meno di leggere questo romanzo.
Chi è l'assassino? L'uccisione e la pugnalazione a morte sono collegate? Leggete il romanzo per scoprirlo!
La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


«Santo Padre, è accaduta una terribile disgrazia…».
«Quale?»
«Frate Angelerio, il cappellano di Sant’Antonio a Ferentino», bisbigliò il cardinale. «L’hanno
raccolto in fin di vita in un pascolo fuori Porta Bove».
«I cappellani delle monache si scelgono sempre vecchi come il cucco per ovvie ragioni.
Dove se ne andava alla sua età? Perché veniva a Roma?»
«Pare che volesse incontrare voi, Padre Santo, ma in incognito. Aveva qualcosa da
consegnarvi, e per questo si era vestito come un pellegrino».
«Che assurdità! Sarebbe bastato chiedere udienza. Cosa portava con sé?»
«Una giara di coccio. Dentro ci teneva una reliquia preziosissima. Intendeva consegnarla
solo a voi, nelle vostre mani».
«Una reliquia? Non ne so niente!».
«Forse pensava che fosse importante esporla ai pellegrini durante il Giubileo, Santità».
«Il monastero di Santa Chiara a Ferentino è piccolo e povero. Mai sentito dire che abbiano
reliquie di valore. E poi l’idea di infilare un oggetto sacro dentro una vile giara di coccio! Ha
qualcosa di sacrilego. Tutto è molto sconclusionato, in verità».
«Lo credo anch’io, Padre Santo. Il povero frate parlava negli spasmi dell’agonia, forse non
era lucido. Fra l’altro, chiamava in causa vostro fratello Roffredo, il conte di Caserta».
«Questa, poi! Il mio compianto fratello maggiore è morto tanti anni fa».
«Appunto, Padre Santo. Padre Angelerio sosteneva che era stato proprio il conte Roffredo a
consegnargli quella giara».
«Mah! Vaneggiamenti di un povero moribondo. Che il Signore accolga la sua anima in
pa…».

lunedì 14 gennaio 2019

Recensione "In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo il Magnifico", Barabara Frale

Autrice: Barbara Frale
Titolo: In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo il Magnifico
Prezzo: cartaceo 11,64 e-book 4,99

Link d'acquisto: QUI









"Il Signore guiderà la tua mano. Perché sta scritto nei santi Vangeli, che sono il verbo di Dio: è meglio se muore un solo uomo per il popolo, e non perisca tutta la nazione.E sia. Che muoia un uomo soltanto. Muoia Lorenzo de' Medici!"


Trama
Roma, febbraio 1466.
Arrivato nell’Urbe per risolvere questioni di affari, il giovane Lorenzo de’ Medici si trova subito circondato da insidie senza volto. Qualcuno, infatti, ha infilato sotto la sua sella un antico pugnale dall’elsa d’argento, con uno stemma dal disegno indecifrabile. Intimorito dalla silenziosa minaccia, Lorenzo comincia così una tortuosa indagine in una città piena di segrete ombre, di antiche glorie imperiali e sinistri fantasmi fin troppo ansiosi di risorgere fra i vivi. Chi è che trama alle sue spalle? Gli stessi che ostacolano l’estrazione di allume da parte della sua famiglia sui Monti della Tolfa? Nel tentativo di scoprirlo, il suo destino incrocerà quello di uomini potentissimi, come l’enigmatico cardinale Rodrigo Borgia, e di aristocratici ambiziosi che si muovono nella Curia romana, a caccia di ricchezza e prestigio. Ma l’incontro che cambierà la sua vita sarà quello con Clarice Orsini, aristocratica creatura dalla quale emana un segreto fascino: ne sarà stregato. Preso nelle spire di questo amore, Lorenzo non si accorge che nuovi nemici si stanno per levare contro di lui, alleandosi ai vecchi per un comune intento: l’erede dei Medici deve morire.



"Questo rientra nel carattere di Roma, la grande Babilonia sentenziò monsignor Becchi. Sembra sempre sul punto di finire, perché Dio vorrà sprofondarla per colpa dei suoi troppi peccati; invece resiste, perché custodisce la tomba di Pietro."




Recensione


Buongiorno a tutti e bentornati sul blog con la recensione de "In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo il Magnifico", di Barbara Frale. Mi aspettavo più storia e meno fantasia, e invece cosa trovo?? Un mix di entrambe le cose; qui siamo ancora al tempo precedente la Congiura dei Pazzi, quindi Giuliano è vivo; ma non è lui il protagonista principale, quanto piuttosto suo fratello maggiore Lorenzo. Un Lorenzo ancora giovane e nel fiore degli anni, che deve andare a Roma per conto del padre, per risolvere questioni di affari. Ed è proprio a Roma che Lorenzo incontra Clarice Orsini, la donna per cui ne succederanno di tutti i colori, tra cui i vari intenti (non riusciti) di uccidere Lorenzo stesso, da parte di alcuni suoi nemici, di cui Lorenzo ignora fino all'ultimo la vera identità; Clarice non è esattamente la donna di cui sentiamo parlare nella Storia dei Medici, mi spiego meglio: la Clarice di Barbara è una donna imparentata con una maga, lei stessa ha delle premonizioni, tra cui quella del suo primo incontro con Lorenzo, e altri che non vi svelerò, altrimenti rischio di spoilerare troppo. 
Questo romanzo ha una storia di fondo che regge, questo sì, ma ci sono cose decisamente al di fuori dell'ordinario che francamente avrei preferito non leggere; ma la Frale pare essere una scrittrice che si diverte a mischiare realtà e fantasia, per cui mi devo accontentare. 
Mi tocca anche ammettere che questi personaggi (Lorenzo e Clarice) non mi sono piaciuti così tanto come avrei sperato; sarà perché Lorenzo pare un incapace, che senza Clarice morirebbe dopo un secondo; quanto a Clarice, se non avesse premonizioni continue su Lorenzo, dubito fortemente che lo avrebbe notato, ma sta di fatto che i due si incontrano svariate volte e in circostanze sempre pericolose per Lorenzo. Lorenzo perde la testa per Clarice e non vede i nemici che lo circondano.. questo è un altro problema secondo me; va bene che l'amore rende ciechi, ma c'è un limite a tutto!
A parte questi problemi, la storia in sé è carina per carità, ma non aspettatevi troppa storia, visto che come ho già detto qui c'è un mix alquanto curioso tra realtà e fantasia; personaggi che nella realtà non sono mai esistiti, di cui devo ancora capire l'utilità.. bah... Se volete potete leggerlo, ma non è obbligatorio!


La mia valutazione
3/5

Alla prossima
Luce <3







“Hai sognato vipere: qualcuno a cui tiene corre un pericolo mortale”.