Buongiorno a tutti cari lettori e amanti delle serie tv; oggi vi segnalo la seconda parte di autori e le loro opere che saranno presenti all'evento "Sulle note del tuo libro" a Roma di cui vi parlavo QUI
Monica Gelli:
Monica Gelli è nata nel 1972 a Roma, dove ha sempre vissuto e ancora vive con il marito
e i suoi due splendidi bambini. Dopo la laurea in giurisprudenza è diventata pubblicista,
ma poi ha optato per la carriera legale, conseguendo il titolo di avvocato, professione che
ancora oggi svolge con amore perché le permette di scrivere. La scrittura è la sua
principale passione e dopo avere scritto alcuni racconti, grazie all’incontro sul suo
cammino di fantastiche persone, è giunta a pubblicare il suo primo romanzo “Paris in
love” edito da Darcy Edizioni. Ha la passione per il giardino (meno l’orto), per il cucito
praticato senza averne cognizione, per l’arredo shabby chic, che l’ha indotta ad usare la
chalk paint bianca dappertutto nella sua ormai monocromatica casa, adora la musica e i
film degli anni ’60.
Trama:
“Paris in love” è un romanzo d’amore, nostalgico ed ironico.
Olivia, giovane avvocato romano dall’indole amichevole e solare, riceve in eredità
dalla sua amata zia Flaminia una casa a Montmartre, di cui ignorava l’esistenza.
Sull’aereo per Parigi incontra Alberto, un imprenditore schivo e solitario e molto
affascinante, il quale, suo malgrado, si lascerà travolgere dalla strana caccia agli
indizi della ragazza. Dopo i primi battibecchi e per un gioco di coincidenze i due
trascorrono molto tempo insieme e si trovano a condividere un mistero legato al
lascito di Flaminia. Tra Alberto ed Olivia si instaura un rapporto complicato fatto
di amicizia, gelosia, affetto, complicità, perché entrambi custodi del segreto di
Flaminia, e alla fine passione, sentimento questo comunque soffocato, perché
Alberto è deciso a sposare Sophie, la sua fidanzata francese. Finita la bella vacanza
parigina, Olivia torna a Roma e alla vita di tutti i giorni, nella quale si riaffaccia
Giovanni pentito di avere mesi prima lasciato andare la ragazza, la quale però non
prova più per il suo ex gli stessi sentimenti di un tempo. Le esperienze vissute a
Parigi e la magia del passato saranno in grado di mutare la sorte di Alberto e
Olivia?
In “Paris in love” è evidente sin da subito che i protagonisti sono quattro, accanto
ad Olivia e Alberto, infatti, si muovono Flaminia e Pierre che, nonostante siano
passati a miglior vita, sono presenti in quasi tutte le pagine del libro e si servono
dei due ragazzi per raccontare la loro storia attraverso lettere, fotografie, un diario,
vecchi vestiti, l’intera casa di Montmartre parla di loro. Tra Olivia e Flaminia esiste
un legame così forte che è in grado di superare l’evento della morte, attraverso i
ricordi e le lettere ingiallite Flaminia resta con Olly. I parallelismi non si limitano
alle due donne, ma si ritrovano anche nei protagonisti maschili, Pierre e Alberto.
La forza del romanzo sta nell’alternanza di più spazi temporali, il presente si
interseca con un passato che pretende di tornare in vita.
Il romanzo si svolge tra Roma e Parigi. Parigi perché è per antonomasia la città
dell’amore e per i suoi tratti gotici che la rendono misteriosa, così diventa la giusta
2
custode di un amore segreto e poi perchè “Parigi è sempre una buona idea”
(Sabrina Fairchild). Roma perché, anche se è caotica, irreverente, trafficata,
rumorosa, sa diventare maestosa come nessun altra città.
“Paris in Love” è un romanzo dalle sfumature che vanno dal “rosa antico al
bianco e nero”, è un romanzo “demodè”, nel senso romantico e nostalgico della
parola.
EMOZIONI
“Sulle Note del Tuo Libro”: già il titolo dato alla manifestazione suscita emozioni,
come se il libro fosse uno spartito e le parole musica. Per ogni autore la propria
opera è la musica che sente dentro e la pubblicazione rende reale il sogno, perché
tocchi la carta su cui sono impresse le parole. Ma resta una esperienza un po’
intima, sì ci si confronta con i lettori, si accolgono con calore gli elogi e con umiltà
le critiche costruttive, ma sembra quasi che manchi qualcosa. Ecco partecipare a
questo evento mi fa sentire di poter accrescere questo sogno, mi rapporterò con le
splendide persone che stanno dietro a questa iniziativa e con gli altri autori.
Insomma ho come l’impressione che quella musica di cui sono fatti i sogni il
prossimo 8 giugno esploderà in un meraviglioso concerto, dove non si è più solisti
ma parte di un coro. Quindi alla domanda come ti senti prima di questo evento,
rispondo senza indugio che mi sento emozionata ed onorata di poter un giorno
dire “C’ero anch’io”.
Monica Gelli
Quanto vi intriga??
Alla prossima
Luce <3
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mercoledì 5 giugno 2019
giovedì 30 maggio 2019
Segnalazione autrici e autori presenti all'evento "Sulle note del tuo libro", a Roma (parte 8)
Buongiorno a tutti cari lettori e amanti delle serie tv; oggi vi segnalo la seconda parte di autori e le loro opere che saranno presenti all'evento "Sulle note del tuo libro" a Roma di cui vi parlavo QUI
Francesco Zampacavallo:
Sinossi: “In cerca di guai” è una raccolta di dieci racconti eterogenei tra loro dal punto di vista dei generi e delle tematiche trattate. Nell'opera si possono scorgere le tracce della narrativa Hard Boiled, Fantasy, Horror, di Avventura, esistenziale, Noir, onirica, allegorica, ed è presente anche una sorta di fiaba africana rivisitata e occidentalizzata. Il tutto condito con uno stile più incentrato sul mostrare che sul raccontare, fatto di dialoghi secchi e descrizioni dinamiche. Le tematiche affrontate sono: rapporto padre/figlio; droga; inadeguatezza a vivere nel proprio presente; la violenza, il sesso e l'amore come motori che fanno sentire vivi; la natura del male in rapporto con l'uomo; la vendetta; il rapporto tra sogno e realtà; l'alienazione sessuale nella contemporaneità; i pericoli delle chat d'incontri e della modernità; problemi di coscienza in giovinezza; vecchiaia; morte. Il filo conduttore di “In cerca di guai” è costituito dalla fuga dei protagonisti da una realtà contingente che li sta soffocando, da sistemi di riferimento e orizzonti di senso ormai obsoleti e asfissianti. Qualcuno di loro opterà per una fuga onirica, qualcun altro si ritroverà a fuggire materialmente, altri ancora affronteranno direttamente la morte a viso aperto. E tutti, nessuno escluso, si metteranno nei guai per cavarsi dalla situazione in cui si trovano. Qualcuno riuscirà a salvare la pelle, l'anima e la propria sanità mentale. Qualcun altro fallirà. Chi leggerà vedrà. Sinossi di ciascun racconto: 1 PADRE è una riflessione su come i problematici rapporti interpersonali tra un padre e un figlio possano avere preoccupanti conseguenze nella vita di entrambi anche col trascorrere del tempo. Inoltre il racconto presenta un secondo livello di lettura implicito e allegorico: il padre simboleggia il capitalismo speculativo e predatorio, in grado di morire e rinascere ciclicamente ancora più forte dalle ceneri delle sue crisi. Il figlio simboleggia le vittime di tale sistema economico, che finché non si ribellano a esso sono destinate a soccombere in maniera permanente. In “Padre” viene pertanto raccontata la travagliata relazione tra padre e figlio (protagonista), i quali si ritrovano alla deriva a bordo dello yacht del genitore nelle acque dell’Oceano Pacifico. I due cercano di tornare alla civiltà mettendo da parte i loro screzi, ma eventi tragici e inaspettati sconvolgono ancor di più la già fragile situazione, portando il figlio ad affrontare un’avventura solitaria e onirica che lo metterà a confronto diretto con le sue paure, i suoi incubi. Quando il ragazzo si sveglia nel suo letto niente sarà più come prima, soprattutto per quanto riguarda il suo stato psicofisico e la relazione con il padre. L’incubo rivelatore gli ha fornito le armi per fare ciò che deve fare, fino in fondo. 2 IL FLAUTO DI PAN è una riflessione su dei personaggi femminili che si trovano al momento giusto (per quanto riguarda le loro esigenze fisiche/esistenziali) nel posto sbagliato (inteso come contesto ambientale e relazionale di riferimento). Il racconto narra della misteriosa scomparsa di alcune ragazze, donne e bambine nel corso degli anni, le quali sono state viste camminare nude in direzione di un boschetto prima di svanire nel nulla. C’è una relazione fra le sparizioni? Dove sono finite? Come hanno fatto a volatilizzarsi? Sono state rapite o sono fuggite di loro volontà? Perché se ne sono andate? Che ruolo hanno il caprone dalle sembianze umanoidi (Pan) e il suo flauto magico nella loro scomparsa? Questo racconto che accarezza il genere fantasy cerca, per quanto gli è possibile, di dare una risposta a queste domande e di risolvere il mistero che aleggia attorno al selvaggio uomo capra. 3 CHE COS’è LA FELICITà è una riflessione sul concetto astratto di felicità. È il racconto in prima persona di un uomo solo, senza relazioni sentimentali, famigliari e di amicizia, che si mette nei guai guidato da una sorta di perverso istinto d’avventura funzionale a farlo uscire dall’inerzia e la noia che lo avvolge. Dopo aver bevuto una birra in un lurido bar ascoltando la storiella di un cliente poco raccomandabile che ha tutto l’aspetto di un ex galeotto, decide di pedinare la Mercedes nera guidata da quest’ultimo. Il protagonista si ritrova così a vivere una storia più grande di quella che si aspettava, un’avventura fatta di sangue e violenza in cui mette in gioco la propria vita, che lo fa sentire più vivo di come è stato fino a quel momento e gli fa trovare il futuro amore della sua vita. Ma solo alla fine, al funerale del vecchio che gli ha salvato la pelle, il protagonista rincontra la donna che ha salvato durante la rocambolesca avventura, e in questo simbolico contesto fatto di amore e morte capisce finalmente che cos’è quel concetto astratto e fuggevole chiamato felicità. 4 L’INIZIO DELLA FINE è una riflessione sul rapporto tra l’uomo e i concetti più o meno astratti di male e autocoscienza. Nel racconto viene narrata una vicenda ambientata agli antipodi dell’umanità in una giungla non identificata. La protagonista è Scimmia, un essere protoumano sul punto di evolvere a causa del morso di Serpente. Quest’ultimo le ha iniettato il “veleno” dell’autocoscienza, e dal giorno i cui l’ha morsa lei è assalita da sogni e visioni future di un’umanità allo sbaraglio. Un giorno Scimmia si sveglia da un incubo e trova i cadaveri dei suoi cari. Il dolore ancestrale provato, unito alla conversazione che ha con Serpente, le fanno capire cosa si nasconde dietro agli umani concetti di vita, morte e autocoscienza. E durante il breve percorso di apprendimento dialogico arriva a capire che cos’è il Male in relazione all’esistenza dell’essere umano stesso. Nel finale dovrà decidere cosa fare della sua vita: suicidarsi cancellando il Male consustanziale all’esistenza dell’essere umano stesso in cui si sta trasformando oppure continuare a vivere con questo fardello nella coscienza. 5 GEMELLE DI SANGUE è un racconto di vendetta con influenze hard boiled (Raymond Chandler – Dashiell Hammet), western e noir, in cui l’autore ha pressato all’interno di un racconto di poche pagine l’epilogo di una storia ricco di personaggi e colpi di scena inaspettati, pistole di grosso calibro, violenza e morte. La protagonista deve vendicare la dipartita della sua sorella gemella sbaragliando a suon di proiettili gli altri membri della banda che le hanno tradite, prendere i diamanti della rapina nella villa di Doc, dare fuoco alla casa e fuggirsene via da quell’inferno. Ma una serie di spiacevoli quanto inaspettate sorprese intervengono a complicarle il suo piano e a tirarle fuori una grinta sanguinaria che non si aspettava di avere dentro di sé fino a quel momento. 6 NEL VORTICE è un racconto “marinaresco” a cavallo tra sogno e realtà, in cui la leggendaria Moby Dick fa la sua comparsa come implicita allegoria della volontà creativa del poeta (il protagonista). Un ragazzo si risveglia all’interno di uno yacht in mare aperto dopo una sbornia colossale, in compagnia di una bellissima ragazza distesa sul letto accanto a lui e di un altro paio di bizzarri personaggi che dormono in un’altra stanza (il “capitano” dello yacht e la sua ragazza). Il protagonista non ricorda nulla di ciò che è successo prima di risvegliarsi nell’imbarcazione, e nella prima parte del racconto cerca di farsi tornare in mente la serata di bagordi con l’aiuto della splendida ragazza e degli altri personaggi. Scopre così che, dopo essersi incontrati, hanno passato la serata a bere come se non ci fosse un domani in svariati bar. In seguito sono saltati a bordo dello yacht del “capitano” e hanno preso il largo per andare a caccia di una fantomatica Moby Dick. Nei video fatti dalla ragazza del capitano si vedono quest’ultimo e il protagonista denudarsi e gettare i vestiti in acqua “perché in questo modo avrebbero attirato la balena con l’odore dei loro abiti”. A questo punto lo sconsolato protagonista vorrebbe farsi riaccompagnare al porto dal “capitano”, anche perché dovrebbe riportare la macchina del padre nel garage di casa o quantomeno farsi vedere sano e salvo dai suoi genitori. Ma l’enorme balena bianca, Moby Dick, emerge dai flutti palesandosi in tutta la sua spaventevole magnificenza e incomincia a dar loro la caccia. Dopo una breve lotta/inseguimento la balena riesce a sbriciolare i motori dello yacht e lo intrappola in un vortice infernale che si avvita nel mare, facendo sprofondare l’imbarcazione nelle viscere degli abissi. Quando il protagonista riapre gli occhi si ritrova di nuovo dentro lo yacht, e gli unici ricordi che ha della serata trascorsa sono relativi a ciò che ha appena sognato/vissuto, ma adesso diverse cose che lo circondano sono cambiate, compreso il fatto che sono attraccati al porto. Alla fine si accorge che Sogno e Realtà sono confluiti nella stessa materia cosmica che fatica a scinderli, e smette di arrovellarsi il cervello sulle stranezze di quel risveglio. Prima di uscire dal porto si rivolge alla distesa di acqua salata e urla: “Arrivederci, Moby Dick!”, lasciando intendere che in futuro sarà ancora disposto a mettersi nei guai per dare la caccia a quella mostruosa monomania. 7 LA MACCHINA DELL’AMORE 2.0. è un racconto sull’alienazione sessuale, di stampo oggettuale, esplicitata attraverso un meccanismo narrativo iperbolico. Il protagonista è un giovane poco più che trentenne, di bell’aspetto, simpatico e intelligente, ma che nasconde un lato oscuro per quanto riguarda la sua sfera sessuale. Questi, come probabilmente è suo solito fare, riesce a prendere un appuntamento attraverso una chat con una ragazza. Vanno al cinema e poi in un locale alla moda dove ballano e si divertono mentre di tanto in tanto lui le versa della droga nei cocktail. Infine riesce a portarla a casa e a convincerla a provare La macchina dell’amore 2.0. La seconda parte del racconto è costituita dalla descrizione puntuale da parte del protagonista della bizzarra invenzione “in grado di assottigliare la soglia tra piacere e dolore fino a farla scomparire quasi del tutto”. Mentre la ragazza è legata mani, piedi, testa e busto alla macchina, lui le spiega fin nei minimi dettagli tutti gli aspetti meccanici, ergonomici, materiali e orgasmici del congegno Kafkiano. Ne viene fuori un quadro dove il sentimento, l’amore e la carnalità vera e propria vengono sostituiti da un feticismo materialistico alienante e alienato, di cui il folle protagonista gode, sempre più convinto che “l’amore degli anni 2000 è meglio di un film porno”. Infine il protagonista attiva l’apparecchio e ammira il frutto delle sue elucubrazioni mentali muoversi in un danza sensuale. 8 IN CERCA DI GUAI è una riflessione sul senso di colpa verso i propri genitori che in giovinezza spesso proviamo solo a livello inconscio, mentre continuiamo a metterci nei guai con i nostri amici che rappresentano una seconda famiglia forse ancor più importante come se nulla fosse. “In cerca di guai” è un racconto che ha come protagonista un giovane sul punto di andare in coma etilico durante una serata coi suoi inseparabili amici. Questi ultimi gli fanno ingollare una sorsata di Md nell’illogica speranza di farlo riprendere. Inizialmente le sue condizioni psicofisiche sembrano migliorare in quanto si scolla dalla presa dei compari e ricomincia a ballare. Ma ben presto le luci nel suo cervello si spengono e si schianta contro una tavolata in un gran fracasso di cannucciate e bottiglie rotte. Quando quelli seduti al tavolo stanno per dargli una ripassata, intervengono i suoi amici in sua difesa e incominciano a menare le mani. Il protagonista striscia via dalla ressa forsennata e si tuffa in una branda in cerca di un sonnellino assolutorio, ma gli incubi prendono forma dal buio della sua anima e non lo lasciano in pace finché non viene appoggiato fuori dal locale come un sacco di spazzatura. Apre gli occhi e incomincia a vagare in campi abbandonati, inseguito da visioni allucinatorie e orripilanti. Poi cade a terra e perde i sensi. Al risveglio finalmente rinsavisce, si incammina verso casa col pollice alzato lungo la tangenziale e viene caricato da due scoppiati di ritorno da un rave che lo lasciano davanti alla villetta a schiera. Allora entra in casa di soppiatto e si infila sotto le coperte senza farsi vedere. Nel dormiveglia rivede i suoi amici seduti al bancone del loro bar preferito, e li raggiunge fluttuando, voglioso di continuare con le loro scorribande alcoliche come se nulla fosse successo. Infine alza un calice al cielo e urla: “Alla nostra!” 9 BOCCONCINI PRELIBATI è una riflessione su come la società, attraverso la tecnologia, possa influenzare le nostre inclinazioni sessuali ed emotive fino a condurci a esiti inaspettati e tragici. Carlo, il coinquilino del protagonista è sparito da tre giorni e nessuno sa che fine abbia fatto. Nelle prima parte del racconto il protagonista ripercorre le peripezie sessuali del coinquilino scomparso, indissolubilmente legate all’uso della “Piattaforma delle scopate.” Attraverso questa applicazione Carlo ha infatti sviluppato un’inclinazione sempre maggiore verso ragazze obese e soprattutto verso pratiche sessuali sempre più estreme. Viene quindi ripercorsa, passando di ragazza in ragazza, l’evoluzione o involuzione delle sue fantasie e pratiche sessuali fino ad arrivare all’ultima conversazione presente nella chat, dove Brunetta lo invita a cena da lei e lui accetta. Nella seconda parte del racconto il protagonista si presenta a casa di Brunetta in cerca del coinquilino. Ma lei gli dice che erano rimasti d’accordo che sarebbe passato dopocena e lo invita a fermarsi per il pasto. Allora il protagonista accetta di buon grado l’invito e viene fatto accomodare nel piccolo appartamento. In attesa che il polpettone sia cotto a dovere i due hanno modo di conoscersi. Dopo la prima birra e qualche chiacchiera il protagonista si sente inaspettatamente attratto dalla ragazza del suo amico, in una sorta di epifania carnale in cui si rende conto che i suoi gusti sessuali sono stati fino a quel momento plasmati dalla società infetta in cui vive. Poi il polpettone viene sfornato e appoggiato sulla tavola, e il protagonista incomincia a mangiare e a bere leccandosi i baffi per tutto quel ben di Dio. Si accorge di essere diventato la preda di quella mastodontica creatura che gli ha preparato una bella cenetta a base del suo coinquilino solo quando il suo destino è ormai ineluttabile. 10 RITORNO AL DIO SCONOSCIUTO, oltre a essere una riflessione sulla vecchiaia e la morte, è una allegoria della fine della creatività artistica rispetto alla composizione di un’opera. Non a caso il racconto è posto a chiusura della raccolta. Portare a termine una creazione è un po' come far morire la creatività stessa che brucia dentro l’artista. Quando l’opera è finita la creatività stessa necessita di morire affinché la cosa creata possa entrare nel mondo reale e interagire con esso. Questo racconto parla di Vincenzo, un vecchio depresso e alcolizzato che non ha più alcuna ragione di vita, che desidera andarsene da questo mondo allo sfascio senza curarsi di finire in paradiso, all’inferno o nel nulla eterno. Non vede l’ora che la signora in nero scenda su di lui e se lo porti via di lì, non gli importa dove. Dopo aver avuto l’ennesima conferma di non essere più in grado di provare piacere carnale anche con l’assunzione di Viagra (quello affettivo/spirituale/emozionale non riesce più a provarlo da anni), esce a fare il giro dei bar e si imbatte in un ragazzo che assomiglia a lui da giovane. Vincenzo lo chiama, e si propone di offrirgli una birra e fare due chiacchiere. Ma il giovane lo scambia per un vecchio pervertito e lo manda a quel paese. Allora il vecchio fa una scenata ed esce dal locale lasciando tutti a bocca aperta. Vincenzo si ritrova a camminare sulla sabbia in linea retta verso il mare, sorretto dalle sue gambe artritiche e sbronze. D’un tratto percepisce che è arrivato il suo momento e alza lo sguardo al cielo. Un fulmine squarcia le nubi e gli piomba dritto sulla testa, incenerendolo, portandolo via da quel luogo dove Vincenzo era già stato: la vita.
Luce <3
Giustina Pnishi:
E' nata a Meja, Kosovo. Classe 73
Attualmente convive, e ha un cagnolino per cui stravede. Amma gli animali, i colori, il mare. E appassionata di libri, ha l'abitudine di scrivere tutto ciò che le passa per la mente. Fin da quando era piccola ha avuto il sogno di scrivere e di esporsi. Solo ultimamente si e armata di coraggio, "una speranza nel cuore " è il primo libro publicato e sta lavorando per publicare il secondo.
Sono molto emozionata a partecipare alla fiera scrittori emergent
i " Sulle note del tuo libro" , questo fatto mi rende molto entusiasta. Ringrazio tutte le persone che hanno lavorato tanto per realizzare questo evento
L’amore sopra ogni cosa… sembra questa la frase che Veronica, protagonista del romanzo Una speranza nel
cuore, grida ad ogni passo. Sposa adolescente di un marito violento che la tormenterà per anni ma dal quale
avrà la forza di scappare, conoscerà l’amore vero con Glauco, un amore passionale, sofferto e assoluto del
quale non potrà mai fare a meno, nonostante le angosce, le delusioni che le provoca e che nemmeno la
serenità dell’affetto di Andrea potrà farle dimenticare, nella ferma e decisa speranza di poter essere
finalmente amata da lui.
Francesco Zampacavallo:
Biografia: Francesco Zampacavallo, 31 anni appena
compiuti, è l’autore della raccolta di racconti “In cerca di guai” per la
Bertoni Editore – Quaderni Edizioni. Nato a Fermo il 25 maggio 1988, frequenta
il liceo scientifico nella città di nascita e dopo il diploma si trasferisce a
Bologna per gli studi universitari. Nel capoluogo dell’Emilia-Romagna consegue
la laurea triennale in lettere moderne e la magistrale in italianistica e scienze
linguistiche. In seguito frequenta per un anno l’area letteratura della Bottega
delle Finzioni (sorta di officina creativa fondata da Carlo Lucarelli).
Appassionato e vorace lettore di letteratura americana, coltiva da molto tempo
la passione per la scrittura creativa, e circa un anno fa decide di proporre
per la prima volta il suo scritto al vaglio degli editori. Dopo qualche mese di
attesa riceve una proposta di pubblicazione dalla Bertoni editore e decide di
accettare con sommo gaudio. E adesso, l’8 giugno, parteciperà alla sua prima
fiera letteraria, “Sulle note del tuo libro”, dove presenterà il suo lavoro a
tutti gli interessati.
Emozioni: Sono elettrizzato, curioso e felice di
entrare per la prima volta in contatto con gli autori, blogger, critici e
agenti letterari presenti alla manifestazione “Sulle note del tuo libro”. Di
sicuro sarà una splendida occasione per conoscere una realtà nuova e dinamica,
fatta di creatività, passione e voglia di raccontarsi. Insomma, non vedo l’ora
che arrivi l’otto giugnoSinossi: “In cerca di guai” è una raccolta di dieci racconti eterogenei tra loro dal punto di vista dei generi e delle tematiche trattate. Nell'opera si possono scorgere le tracce della narrativa Hard Boiled, Fantasy, Horror, di Avventura, esistenziale, Noir, onirica, allegorica, ed è presente anche una sorta di fiaba africana rivisitata e occidentalizzata. Il tutto condito con uno stile più incentrato sul mostrare che sul raccontare, fatto di dialoghi secchi e descrizioni dinamiche. Le tematiche affrontate sono: rapporto padre/figlio; droga; inadeguatezza a vivere nel proprio presente; la violenza, il sesso e l'amore come motori che fanno sentire vivi; la natura del male in rapporto con l'uomo; la vendetta; il rapporto tra sogno e realtà; l'alienazione sessuale nella contemporaneità; i pericoli delle chat d'incontri e della modernità; problemi di coscienza in giovinezza; vecchiaia; morte. Il filo conduttore di “In cerca di guai” è costituito dalla fuga dei protagonisti da una realtà contingente che li sta soffocando, da sistemi di riferimento e orizzonti di senso ormai obsoleti e asfissianti. Qualcuno di loro opterà per una fuga onirica, qualcun altro si ritroverà a fuggire materialmente, altri ancora affronteranno direttamente la morte a viso aperto. E tutti, nessuno escluso, si metteranno nei guai per cavarsi dalla situazione in cui si trovano. Qualcuno riuscirà a salvare la pelle, l'anima e la propria sanità mentale. Qualcun altro fallirà. Chi leggerà vedrà. Sinossi di ciascun racconto: 1 PADRE è una riflessione su come i problematici rapporti interpersonali tra un padre e un figlio possano avere preoccupanti conseguenze nella vita di entrambi anche col trascorrere del tempo. Inoltre il racconto presenta un secondo livello di lettura implicito e allegorico: il padre simboleggia il capitalismo speculativo e predatorio, in grado di morire e rinascere ciclicamente ancora più forte dalle ceneri delle sue crisi. Il figlio simboleggia le vittime di tale sistema economico, che finché non si ribellano a esso sono destinate a soccombere in maniera permanente. In “Padre” viene pertanto raccontata la travagliata relazione tra padre e figlio (protagonista), i quali si ritrovano alla deriva a bordo dello yacht del genitore nelle acque dell’Oceano Pacifico. I due cercano di tornare alla civiltà mettendo da parte i loro screzi, ma eventi tragici e inaspettati sconvolgono ancor di più la già fragile situazione, portando il figlio ad affrontare un’avventura solitaria e onirica che lo metterà a confronto diretto con le sue paure, i suoi incubi. Quando il ragazzo si sveglia nel suo letto niente sarà più come prima, soprattutto per quanto riguarda il suo stato psicofisico e la relazione con il padre. L’incubo rivelatore gli ha fornito le armi per fare ciò che deve fare, fino in fondo. 2 IL FLAUTO DI PAN è una riflessione su dei personaggi femminili che si trovano al momento giusto (per quanto riguarda le loro esigenze fisiche/esistenziali) nel posto sbagliato (inteso come contesto ambientale e relazionale di riferimento). Il racconto narra della misteriosa scomparsa di alcune ragazze, donne e bambine nel corso degli anni, le quali sono state viste camminare nude in direzione di un boschetto prima di svanire nel nulla. C’è una relazione fra le sparizioni? Dove sono finite? Come hanno fatto a volatilizzarsi? Sono state rapite o sono fuggite di loro volontà? Perché se ne sono andate? Che ruolo hanno il caprone dalle sembianze umanoidi (Pan) e il suo flauto magico nella loro scomparsa? Questo racconto che accarezza il genere fantasy cerca, per quanto gli è possibile, di dare una risposta a queste domande e di risolvere il mistero che aleggia attorno al selvaggio uomo capra. 3 CHE COS’è LA FELICITà è una riflessione sul concetto astratto di felicità. È il racconto in prima persona di un uomo solo, senza relazioni sentimentali, famigliari e di amicizia, che si mette nei guai guidato da una sorta di perverso istinto d’avventura funzionale a farlo uscire dall’inerzia e la noia che lo avvolge. Dopo aver bevuto una birra in un lurido bar ascoltando la storiella di un cliente poco raccomandabile che ha tutto l’aspetto di un ex galeotto, decide di pedinare la Mercedes nera guidata da quest’ultimo. Il protagonista si ritrova così a vivere una storia più grande di quella che si aspettava, un’avventura fatta di sangue e violenza in cui mette in gioco la propria vita, che lo fa sentire più vivo di come è stato fino a quel momento e gli fa trovare il futuro amore della sua vita. Ma solo alla fine, al funerale del vecchio che gli ha salvato la pelle, il protagonista rincontra la donna che ha salvato durante la rocambolesca avventura, e in questo simbolico contesto fatto di amore e morte capisce finalmente che cos’è quel concetto astratto e fuggevole chiamato felicità. 4 L’INIZIO DELLA FINE è una riflessione sul rapporto tra l’uomo e i concetti più o meno astratti di male e autocoscienza. Nel racconto viene narrata una vicenda ambientata agli antipodi dell’umanità in una giungla non identificata. La protagonista è Scimmia, un essere protoumano sul punto di evolvere a causa del morso di Serpente. Quest’ultimo le ha iniettato il “veleno” dell’autocoscienza, e dal giorno i cui l’ha morsa lei è assalita da sogni e visioni future di un’umanità allo sbaraglio. Un giorno Scimmia si sveglia da un incubo e trova i cadaveri dei suoi cari. Il dolore ancestrale provato, unito alla conversazione che ha con Serpente, le fanno capire cosa si nasconde dietro agli umani concetti di vita, morte e autocoscienza. E durante il breve percorso di apprendimento dialogico arriva a capire che cos’è il Male in relazione all’esistenza dell’essere umano stesso. Nel finale dovrà decidere cosa fare della sua vita: suicidarsi cancellando il Male consustanziale all’esistenza dell’essere umano stesso in cui si sta trasformando oppure continuare a vivere con questo fardello nella coscienza. 5 GEMELLE DI SANGUE è un racconto di vendetta con influenze hard boiled (Raymond Chandler – Dashiell Hammet), western e noir, in cui l’autore ha pressato all’interno di un racconto di poche pagine l’epilogo di una storia ricco di personaggi e colpi di scena inaspettati, pistole di grosso calibro, violenza e morte. La protagonista deve vendicare la dipartita della sua sorella gemella sbaragliando a suon di proiettili gli altri membri della banda che le hanno tradite, prendere i diamanti della rapina nella villa di Doc, dare fuoco alla casa e fuggirsene via da quell’inferno. Ma una serie di spiacevoli quanto inaspettate sorprese intervengono a complicarle il suo piano e a tirarle fuori una grinta sanguinaria che non si aspettava di avere dentro di sé fino a quel momento. 6 NEL VORTICE è un racconto “marinaresco” a cavallo tra sogno e realtà, in cui la leggendaria Moby Dick fa la sua comparsa come implicita allegoria della volontà creativa del poeta (il protagonista). Un ragazzo si risveglia all’interno di uno yacht in mare aperto dopo una sbornia colossale, in compagnia di una bellissima ragazza distesa sul letto accanto a lui e di un altro paio di bizzarri personaggi che dormono in un’altra stanza (il “capitano” dello yacht e la sua ragazza). Il protagonista non ricorda nulla di ciò che è successo prima di risvegliarsi nell’imbarcazione, e nella prima parte del racconto cerca di farsi tornare in mente la serata di bagordi con l’aiuto della splendida ragazza e degli altri personaggi. Scopre così che, dopo essersi incontrati, hanno passato la serata a bere come se non ci fosse un domani in svariati bar. In seguito sono saltati a bordo dello yacht del “capitano” e hanno preso il largo per andare a caccia di una fantomatica Moby Dick. Nei video fatti dalla ragazza del capitano si vedono quest’ultimo e il protagonista denudarsi e gettare i vestiti in acqua “perché in questo modo avrebbero attirato la balena con l’odore dei loro abiti”. A questo punto lo sconsolato protagonista vorrebbe farsi riaccompagnare al porto dal “capitano”, anche perché dovrebbe riportare la macchina del padre nel garage di casa o quantomeno farsi vedere sano e salvo dai suoi genitori. Ma l’enorme balena bianca, Moby Dick, emerge dai flutti palesandosi in tutta la sua spaventevole magnificenza e incomincia a dar loro la caccia. Dopo una breve lotta/inseguimento la balena riesce a sbriciolare i motori dello yacht e lo intrappola in un vortice infernale che si avvita nel mare, facendo sprofondare l’imbarcazione nelle viscere degli abissi. Quando il protagonista riapre gli occhi si ritrova di nuovo dentro lo yacht, e gli unici ricordi che ha della serata trascorsa sono relativi a ciò che ha appena sognato/vissuto, ma adesso diverse cose che lo circondano sono cambiate, compreso il fatto che sono attraccati al porto. Alla fine si accorge che Sogno e Realtà sono confluiti nella stessa materia cosmica che fatica a scinderli, e smette di arrovellarsi il cervello sulle stranezze di quel risveglio. Prima di uscire dal porto si rivolge alla distesa di acqua salata e urla: “Arrivederci, Moby Dick!”, lasciando intendere che in futuro sarà ancora disposto a mettersi nei guai per dare la caccia a quella mostruosa monomania. 7 LA MACCHINA DELL’AMORE 2.0. è un racconto sull’alienazione sessuale, di stampo oggettuale, esplicitata attraverso un meccanismo narrativo iperbolico. Il protagonista è un giovane poco più che trentenne, di bell’aspetto, simpatico e intelligente, ma che nasconde un lato oscuro per quanto riguarda la sua sfera sessuale. Questi, come probabilmente è suo solito fare, riesce a prendere un appuntamento attraverso una chat con una ragazza. Vanno al cinema e poi in un locale alla moda dove ballano e si divertono mentre di tanto in tanto lui le versa della droga nei cocktail. Infine riesce a portarla a casa e a convincerla a provare La macchina dell’amore 2.0. La seconda parte del racconto è costituita dalla descrizione puntuale da parte del protagonista della bizzarra invenzione “in grado di assottigliare la soglia tra piacere e dolore fino a farla scomparire quasi del tutto”. Mentre la ragazza è legata mani, piedi, testa e busto alla macchina, lui le spiega fin nei minimi dettagli tutti gli aspetti meccanici, ergonomici, materiali e orgasmici del congegno Kafkiano. Ne viene fuori un quadro dove il sentimento, l’amore e la carnalità vera e propria vengono sostituiti da un feticismo materialistico alienante e alienato, di cui il folle protagonista gode, sempre più convinto che “l’amore degli anni 2000 è meglio di un film porno”. Infine il protagonista attiva l’apparecchio e ammira il frutto delle sue elucubrazioni mentali muoversi in un danza sensuale. 8 IN CERCA DI GUAI è una riflessione sul senso di colpa verso i propri genitori che in giovinezza spesso proviamo solo a livello inconscio, mentre continuiamo a metterci nei guai con i nostri amici che rappresentano una seconda famiglia forse ancor più importante come se nulla fosse. “In cerca di guai” è un racconto che ha come protagonista un giovane sul punto di andare in coma etilico durante una serata coi suoi inseparabili amici. Questi ultimi gli fanno ingollare una sorsata di Md nell’illogica speranza di farlo riprendere. Inizialmente le sue condizioni psicofisiche sembrano migliorare in quanto si scolla dalla presa dei compari e ricomincia a ballare. Ma ben presto le luci nel suo cervello si spengono e si schianta contro una tavolata in un gran fracasso di cannucciate e bottiglie rotte. Quando quelli seduti al tavolo stanno per dargli una ripassata, intervengono i suoi amici in sua difesa e incominciano a menare le mani. Il protagonista striscia via dalla ressa forsennata e si tuffa in una branda in cerca di un sonnellino assolutorio, ma gli incubi prendono forma dal buio della sua anima e non lo lasciano in pace finché non viene appoggiato fuori dal locale come un sacco di spazzatura. Apre gli occhi e incomincia a vagare in campi abbandonati, inseguito da visioni allucinatorie e orripilanti. Poi cade a terra e perde i sensi. Al risveglio finalmente rinsavisce, si incammina verso casa col pollice alzato lungo la tangenziale e viene caricato da due scoppiati di ritorno da un rave che lo lasciano davanti alla villetta a schiera. Allora entra in casa di soppiatto e si infila sotto le coperte senza farsi vedere. Nel dormiveglia rivede i suoi amici seduti al bancone del loro bar preferito, e li raggiunge fluttuando, voglioso di continuare con le loro scorribande alcoliche come se nulla fosse successo. Infine alza un calice al cielo e urla: “Alla nostra!” 9 BOCCONCINI PRELIBATI è una riflessione su come la società, attraverso la tecnologia, possa influenzare le nostre inclinazioni sessuali ed emotive fino a condurci a esiti inaspettati e tragici. Carlo, il coinquilino del protagonista è sparito da tre giorni e nessuno sa che fine abbia fatto. Nelle prima parte del racconto il protagonista ripercorre le peripezie sessuali del coinquilino scomparso, indissolubilmente legate all’uso della “Piattaforma delle scopate.” Attraverso questa applicazione Carlo ha infatti sviluppato un’inclinazione sempre maggiore verso ragazze obese e soprattutto verso pratiche sessuali sempre più estreme. Viene quindi ripercorsa, passando di ragazza in ragazza, l’evoluzione o involuzione delle sue fantasie e pratiche sessuali fino ad arrivare all’ultima conversazione presente nella chat, dove Brunetta lo invita a cena da lei e lui accetta. Nella seconda parte del racconto il protagonista si presenta a casa di Brunetta in cerca del coinquilino. Ma lei gli dice che erano rimasti d’accordo che sarebbe passato dopocena e lo invita a fermarsi per il pasto. Allora il protagonista accetta di buon grado l’invito e viene fatto accomodare nel piccolo appartamento. In attesa che il polpettone sia cotto a dovere i due hanno modo di conoscersi. Dopo la prima birra e qualche chiacchiera il protagonista si sente inaspettatamente attratto dalla ragazza del suo amico, in una sorta di epifania carnale in cui si rende conto che i suoi gusti sessuali sono stati fino a quel momento plasmati dalla società infetta in cui vive. Poi il polpettone viene sfornato e appoggiato sulla tavola, e il protagonista incomincia a mangiare e a bere leccandosi i baffi per tutto quel ben di Dio. Si accorge di essere diventato la preda di quella mastodontica creatura che gli ha preparato una bella cenetta a base del suo coinquilino solo quando il suo destino è ormai ineluttabile. 10 RITORNO AL DIO SCONOSCIUTO, oltre a essere una riflessione sulla vecchiaia e la morte, è una allegoria della fine della creatività artistica rispetto alla composizione di un’opera. Non a caso il racconto è posto a chiusura della raccolta. Portare a termine una creazione è un po' come far morire la creatività stessa che brucia dentro l’artista. Quando l’opera è finita la creatività stessa necessita di morire affinché la cosa creata possa entrare nel mondo reale e interagire con esso. Questo racconto parla di Vincenzo, un vecchio depresso e alcolizzato che non ha più alcuna ragione di vita, che desidera andarsene da questo mondo allo sfascio senza curarsi di finire in paradiso, all’inferno o nel nulla eterno. Non vede l’ora che la signora in nero scenda su di lui e se lo porti via di lì, non gli importa dove. Dopo aver avuto l’ennesima conferma di non essere più in grado di provare piacere carnale anche con l’assunzione di Viagra (quello affettivo/spirituale/emozionale non riesce più a provarlo da anni), esce a fare il giro dei bar e si imbatte in un ragazzo che assomiglia a lui da giovane. Vincenzo lo chiama, e si propone di offrirgli una birra e fare due chiacchiere. Ma il giovane lo scambia per un vecchio pervertito e lo manda a quel paese. Allora il vecchio fa una scenata ed esce dal locale lasciando tutti a bocca aperta. Vincenzo si ritrova a camminare sulla sabbia in linea retta verso il mare, sorretto dalle sue gambe artritiche e sbronze. D’un tratto percepisce che è arrivato il suo momento e alza lo sguardo al cielo. Un fulmine squarcia le nubi e gli piomba dritto sulla testa, incenerendolo, portandolo via da quel luogo dove Vincenzo era già stato: la vita.
Quanto vi ispirano??
Alla prossima
Luce <3
giovedì 23 maggio 2019
Segnalazione autrici e autori presenti all'evento "Sulle note del tuo libro", a Roma (parte 7)
Buongiorno a tutti cari lettori e amanti delle serie tv; oggi vi segnalo la seconda parte di autori e le loro opere che saranno presenti all'evento "Sulle note del tuo libro" a Roma di cui vi parlavo QUI
Trama:
Jamleh, una donna di quarantasei anni nata in Siria e moglie di un jihadista, viene lasciata dal marito che si unisce a un gruppo di guerriglieri. Quando un missile lanciato su Aleppo distrugge la sua casa, Jamleh decide di partire e il suo viaggio la porterà molto più lontano del previsto. Prima ad A'zaz, vicino al lago di Maydanki, dove incontra Thaira, una donna con la quale stringe un legame d'amore proibito, poi a Lampedusa, dopo un viaggio terribile sul Mediterraneo, e infine a Roma. Il paradiso però è sempre più amaro di quanto si immagini.
Link amazon: https://www.amazon.it/Com%C3%A8-amaro-paradiso-Claudio-Pepe/dp/8863935092/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=claudio+pepe&qid=1558600462&s=books&sr=1-1-catcorr
Quanto vi ispira??
Alla prossima
Luce <3
Trama:
Jamleh, una donna di quarantasei anni nata in Siria e moglie di un jihadista, viene lasciata dal marito che si unisce a un gruppo di guerriglieri. Quando un missile lanciato su Aleppo distrugge la sua casa, Jamleh decide di partire e il suo viaggio la porterà molto più lontano del previsto. Prima ad A'zaz, vicino al lago di Maydanki, dove incontra Thaira, una donna con la quale stringe un legame d'amore proibito, poi a Lampedusa, dopo un viaggio terribile sul Mediterraneo, e infine a Roma. Il paradiso però è sempre più amaro di quanto si immagini.
Link amazon: https://www.amazon.it/Com%C3%A8-amaro-paradiso-Claudio-Pepe/dp/8863935092/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=claudio+pepe&qid=1558600462&s=books&sr=1-1-catcorr
Quanto vi ispira??
Alla prossima
Luce <3
lunedì 20 maggio 2019
Segnalazione autrici e autori presenti all'evento "Sulle note del tuo libro", a Roma (parte 6)
Buongiorno a tutti cari lettori e amanti delle serie tv; oggi vi segnalo la seconda parte di autori e le loro opere che saranno presenti all'evento "Sulle note del tuo libro" a Roma di cui vi parlavo QUI
Cinzia Del Bigallo:
Cinzia Del Bigallo Fieri. Moglie e madre di due figli, lavora come dipendente pubblica presso la Provincia di Pisa. Nasce a Rosignano Marittimo (LI) nel 1965, inaspettatamente, dopo sole ventiquattro settimane di gestazione, all’ospedale Ernesto Solvay, allora clinica privata riservata ai soli dipendenti dello stabilimento Solvay, dove suo padre lavorava. In seguito viene trasferita d’urgenza all’ospedale di Livorno, dove la accompagna la zia Anna, cui deve il suo nome, e lì rimane per tre mesi. La sua volontà di sopravvivere a quella dura prova rappresenta per tutta la sua famiglia un punto di riferimento, la dimostrazione di come la vita, a volte, può riservare strane e inaspettate sorprese. Sposa Massimo Fieri nel 1985 e si trasferisce a Volterra (PI) dove tuttora risiede. In seguito alla nascita dei suoi due figli e dopo aver trovato lavoro, ha potuto, in accordo col marito, realizzare il sogno di bambina, quello di allevare cavalli. Dà così inizio all’allevamento di Quarter Horse e Quarab, e nel 2011 lo trasferisce al figlio più piccolo, Dario, titolare dell’allevamento cavalli Tre Barre. Da sempre buona lettrice, ha spesso sognato di scrivere a sua volta, ma ha accantonato, fino ad oggi, questa sua seconda passione per concentrarsi sulla famiglia. In un particolare periodo della vita, per non soccombere a un evento demoralizzante, prende il coraggio a due mani e scrive il suo primo romanzo, “Tu che sussurri alla mia Anima”, speranzosa che dalla lettura delle sue pagine scaturisca, nelle lettrici e nei lettori, un breve momento di riflessione su come ognuno di noi vuole vivere la propria vita, perché questa è un dono non richiesto, come, dove o con chi viverla è una scelta.
TITOLO: Tu che sussurri alla mia Anima
AUTORE: Cinzia Del Bigallo Fieri
CASA EDITRICE: Cinzia Del Bigallo
ANNO: 2017
COLLANA: nessuna
PAGINE: 336
FORMATO A5 ISBN 9791220018807
PREZZO: €. 15,00
Trama:
Onore, rispetto, questi sono i fondamenti di vita di Maria. Maria Castillo, questo è il suo nome completo, ragazzina sedicenne indomita e ribelle, figura centrale del romanzo, figlia del Marchese e Senatore del Regno delle Due Sicilie dell’età Borbonica, Giuseppe Castillo anch’esso discendente di una nobile famiglia spagnola. Coraggio nell’accettare il destino assegnatole. Perseverare nella scelta della propria strada. Maria, ha anche singolari e particolari origini materna, Donna Rosalia Escobedo, l’ultima erede di Rodrigo Escobedo, membro dell’equipaggio della Santa Maria nella ben nota spedizione di Cristoforo Colombo, era stato incaricato dai reali di Spagna di redigere un diario sulle vicende della spedizione che sbarcò, al contrario di ciò che racconta la storia, nell’isola di San Salvador, entrando in contatto con il popolo autoctono, i Taino. Di tale popolo Rodrigo, divenne un assiduo ospite, innamorandosi della figlia del capo cacicco, sacerdotessa e sciamana, Maya. Giuseppe Castillo, ha promessa in sposa Maria, con tanto di contratto scritto, per sanare i suoi debiti, contratti dopo la morte prematura della moglie, al figlio ventunenne del Sultano dell’Oman, Sargon Dib Sultan, che per anni viene tenuto all’oscuro di tale accordo. La storia si svolge prevalentemente nella masseria Castillo a Camporeale, dove Maria cresce accudita da Anita, da prima dama di compagnia della madre, e dopo, sua madre adottiva, governante e confidente. La notte antecedente il suo sedicesimo compleanno, uno strano sogno cambierà la sua vita, tanto da farle dubitare di essere sana di mente. Il giorno successivo, il padre l’ha convoca presso il loro palazzo a Palermo e da qui in poi, la sua storia si snoda tra trame particolari di natura sciamanica e complotti di attentati che porteranno Maria a crescere lasciandosi alle spalle la fanciullezza. Tu che sussurri alla mia Anima si presenta come un romanzo colto, vitalistico, corale, in cui non sono rilevanti solo i personaggi principali e in cui, come non mai, rivestono un’importanza fondamentale i contesti storici e sociali; Un testo che sa un po' di Gattopardo, ma pervaso da una prorompente sensualità espressa con passione ed eleganza; E’ un’indagine psicologica sull’incontro tra mondi ed epoche diverse, laddove si affrontano ad esempio questioni legate al maschilismo e alle similitudini che c’è tra la religione musulmana e quella cristiana, arricchito da un pizzico di esoterismo e da echi meridionali, un grande atto d’amore verso la terra dei propri avi, la Sicilia.
Laura Cialè:
Trama:
Una commedia all'italiana che si snoda tra due periodi di oltre sessant'anni su diversi tracciati musicali complementari per intensità emotiva: Max e Marietta distanti tra loro nel tempo appartengono a due generazioni differenti ma condividono la stessa passione per la musica, ciascuno a modo proprio e secondo le mode dell'epoca a cui appartengono perché il tempo e lo spazio riescono a essere due categorie tenute insieme dai ricordi che rendono attuale la vita e intrecciano aspettative ed emozioni secondo un filo conduttore. Il segreto sta in una canzone. Le vicende di Azzius e Rondinella, nonostante si svolgano in periodi diversi nel quartiere di Villa Certosa, si incroceranno grazie a Sor Angelino, il protagonista paradigmatico del romanzo, che li metterà in contatto attraverso la memoria e la forza sentimentale di una canzone.
Stralcio di RONDINELLA da far leggere all’attore Capitolo VII pagg.48-49-50 8 gennaio 1951 Come tutte le mattine mise una goccia di Violetta di Parma dietro i lobi delle orecchie e una sul polso sinistro. Ne annusò l’aroma che le ricordava la prima notte di nozze, ancora in abito da sposa quando suo marito gliel’aveva fatta trovare sul comodino. Fissò con due spille da balia la pettorina candida sotto la scamiciata nera a godet in modo da nasconderle nella cintura, la lisciò con le mani modellandola sulla semplice camicetta sottostante, infilò la giacca scura e uscì scendendo di corsa la stretta scala. Entrò nella bottega al piano terra, dette un bacio al marito che era all’opera già dall’alba e sparì facendo vorticare la gonna. Stava per arrivare la primavera ormai, annunciata da un cielo terso in cui brillava una luce smagliante già al primo sorgere del sole. Marietta inspirò profondamente l’aria ancora fresca per assorbirne il benessere. «Rondinella, che fai non canti stamattina?» la pregò incantato il Sor Romolo, il fornaio, che stava caricando di pagnotte fragranti il cesto della bicicletta. «E canta Rondinella, non è un buongiorno senza le tue canzoni!» gli fece eco la Sora Cesira dal primo piano del palazzetto di fronte mentre sbatteva un panno impolverato sullo stipite della finestra. «Cantaci Vecchia Roma. La fai così bene… Dai che io ti batto il tempo col martelletto!» aggiunse il Sor Ugo, il ciabattino, dall’altro lato della strada. Allora Marietta, senza perdere il passo deciso con cui affrontava l’impegno quotidiano, attaccò. «Vecchia Roma sotto la luna nun canti più, li stornelli e le serenate de gioventù…» Giunse alla fine di via dei Savorgnan per condursi alla fermata della ferrovia accompagnata verbalmente da tutti gli abitanti del rione che continuavano ad affacciarsi alla finestra o alla soglia di abitazioni e botteghe per salutarla e per godere della sua voce. «Più non vanno l’innamorati pè Lungotevere a scambiasse li baci a mille là sotto l’arberi…» Girò l’angolo ma ancora si sentiva il suo canto. «So ricordi di un tempo bello che nun c’è più…» Riprese a cantare anche sul trenino perché ogni mattina si ritrovava con gli stessi viaggiatori. Più che un tragitto diventava una festa, c’era il tempo sufficiente per due, tre canzoni, allegre o sentimentali. «Nannarè, perché perché te sei innammorata de sta musica americana, ma perché te sei scordata che sei romana li stornelli nun canti più…» Marietta riusciva a rendere frizzante qualunque canzone perché ci metteva lo slancio della gioventù oltre che una voce intensa. «Tanto pe cantà perché me sento un frìccico nel core…» Se lo sentiva veramente il “friccico” nel cuore Rondinella. Era felice, non desiderava altro dalla vita. Avrebbe fermato il tempo. Moglie dal venti dicembre precedente, aveva trascorso il più bel Natale che avesse mai immaginato insieme al suo amore, al suo Angelo. Adorava la loro stanza da letto al primo piano della casa al numero 62, sopra la bottega, nel miglior palazzetto di Villa Certosa, all’angolo tra la via e la piazza. Si era industriata ad arredare a suo gusto la camera gustando il compiacimento di Angelo nel vedere i cambiamenti apportati: sopraccoperta di raso azzurro con la balza e al centro del letto la sua bambola preferita con cui aveva giocato “a signore” fino a qualche anno prima. Lavata, pettinata e con il vestito nuovo cucito a mano dalla stessa Marietta la piccola bionda dai capelli abboccolati faceva proprio un figurone. A ventuno anni compiuti da poco, Marietta era sana e piena di voglia di vivere. Tutti i suoi desideri erano stati soddisfatti, ne era convinta: una casa da governare, un marito da accudire ed amare perchè non le faceva mancare nulla e soprattutto perché non le aveva imposto di lasciare il lavoro a cui lei tanto teneva. Ogni mattina infatti con puntualità si recava gonfia di orgoglio a svolgere le mansioni di “guardarobiera a vapore” alla Casa del Passeggero, al Viminale. Usciva impeccabile nella divisa nera ornata dalla pettorina bianca a cui aggiungeva un immacolato grembiule appena stirato al momento in cui prendeva servizio al Bagno diurno. Per questo le avevano assegnato il nomignolo di Rondinella. Quell’abbigliamento non rappresentava per lei soltanto un abito da lavoro bensì l’emblema di una scelta pura e onesta, una divisa di vera e propria affermazione che sfoggiava con fierezza insieme alla fede nunziale nuova di zecca. Tutte le mattine prima di uscire si rimirava nell’unico specchio di casa appeso alla parete dell’ingresso, guardava avanti e indietro cercando di notare anche le più impercettibili imperfezioni da riparare all’istante. Terminava la preparazione alitando sulla fede per poi lustrarla affinché apparisse sempre lucida.
E anche per oggi è tutto! Pareri? Vi interessano?
Alla prossima
Luce <3
Cinzia Del Bigallo:
Cinzia Del Bigallo Fieri. Moglie e madre di due figli, lavora come dipendente pubblica presso la Provincia di Pisa. Nasce a Rosignano Marittimo (LI) nel 1965, inaspettatamente, dopo sole ventiquattro settimane di gestazione, all’ospedale Ernesto Solvay, allora clinica privata riservata ai soli dipendenti dello stabilimento Solvay, dove suo padre lavorava. In seguito viene trasferita d’urgenza all’ospedale di Livorno, dove la accompagna la zia Anna, cui deve il suo nome, e lì rimane per tre mesi. La sua volontà di sopravvivere a quella dura prova rappresenta per tutta la sua famiglia un punto di riferimento, la dimostrazione di come la vita, a volte, può riservare strane e inaspettate sorprese. Sposa Massimo Fieri nel 1985 e si trasferisce a Volterra (PI) dove tuttora risiede. In seguito alla nascita dei suoi due figli e dopo aver trovato lavoro, ha potuto, in accordo col marito, realizzare il sogno di bambina, quello di allevare cavalli. Dà così inizio all’allevamento di Quarter Horse e Quarab, e nel 2011 lo trasferisce al figlio più piccolo, Dario, titolare dell’allevamento cavalli Tre Barre. Da sempre buona lettrice, ha spesso sognato di scrivere a sua volta, ma ha accantonato, fino ad oggi, questa sua seconda passione per concentrarsi sulla famiglia. In un particolare periodo della vita, per non soccombere a un evento demoralizzante, prende il coraggio a due mani e scrive il suo primo romanzo, “Tu che sussurri alla mia Anima”, speranzosa che dalla lettura delle sue pagine scaturisca, nelle lettrici e nei lettori, un breve momento di riflessione su come ognuno di noi vuole vivere la propria vita, perché questa è un dono non richiesto, come, dove o con chi viverla è una scelta.
TITOLO: Tu che sussurri alla mia Anima
AUTORE: Cinzia Del Bigallo Fieri
CASA EDITRICE: Cinzia Del Bigallo
ANNO: 2017
COLLANA: nessuna
PAGINE: 336
FORMATO A5 ISBN 9791220018807
PREZZO: €. 15,00
Trama:
Onore, rispetto, questi sono i fondamenti di vita di Maria. Maria Castillo, questo è il suo nome completo, ragazzina sedicenne indomita e ribelle, figura centrale del romanzo, figlia del Marchese e Senatore del Regno delle Due Sicilie dell’età Borbonica, Giuseppe Castillo anch’esso discendente di una nobile famiglia spagnola. Coraggio nell’accettare il destino assegnatole. Perseverare nella scelta della propria strada. Maria, ha anche singolari e particolari origini materna, Donna Rosalia Escobedo, l’ultima erede di Rodrigo Escobedo, membro dell’equipaggio della Santa Maria nella ben nota spedizione di Cristoforo Colombo, era stato incaricato dai reali di Spagna di redigere un diario sulle vicende della spedizione che sbarcò, al contrario di ciò che racconta la storia, nell’isola di San Salvador, entrando in contatto con il popolo autoctono, i Taino. Di tale popolo Rodrigo, divenne un assiduo ospite, innamorandosi della figlia del capo cacicco, sacerdotessa e sciamana, Maya. Giuseppe Castillo, ha promessa in sposa Maria, con tanto di contratto scritto, per sanare i suoi debiti, contratti dopo la morte prematura della moglie, al figlio ventunenne del Sultano dell’Oman, Sargon Dib Sultan, che per anni viene tenuto all’oscuro di tale accordo. La storia si svolge prevalentemente nella masseria Castillo a Camporeale, dove Maria cresce accudita da Anita, da prima dama di compagnia della madre, e dopo, sua madre adottiva, governante e confidente. La notte antecedente il suo sedicesimo compleanno, uno strano sogno cambierà la sua vita, tanto da farle dubitare di essere sana di mente. Il giorno successivo, il padre l’ha convoca presso il loro palazzo a Palermo e da qui in poi, la sua storia si snoda tra trame particolari di natura sciamanica e complotti di attentati che porteranno Maria a crescere lasciandosi alle spalle la fanciullezza. Tu che sussurri alla mia Anima si presenta come un romanzo colto, vitalistico, corale, in cui non sono rilevanti solo i personaggi principali e in cui, come non mai, rivestono un’importanza fondamentale i contesti storici e sociali; Un testo che sa un po' di Gattopardo, ma pervaso da una prorompente sensualità espressa con passione ed eleganza; E’ un’indagine psicologica sull’incontro tra mondi ed epoche diverse, laddove si affrontano ad esempio questioni legate al maschilismo e alle similitudini che c’è tra la religione musulmana e quella cristiana, arricchito da un pizzico di esoterismo e da echi meridionali, un grande atto d’amore verso la terra dei propri avi, la Sicilia.
Laura Cialè:
Laura Cialè è nata il 21
dicembre 1954 e vive a Roma.
Psicologa, ex
Dirigente scolastica, ha scritto e pubblicato i seguenti libri di narrativa con
le Edizioni Anicia, Roma:
“Tutti i fiori del mio giardino “(2016);
“Una donna in leasing “(2017):
“Rondinella” (2018), premiata al concorso
Cumani-Quasimodo indetto da Aletti Editore.
Ciascun libro è
anche in versione e-book su Amazon.
Racconti:
“Il
figlio nato lontano” del 2015 nell’antologia EWWA “Italia terra d’amori, d’arte e sapori”,
“Santo Sciuvanni” del 2016, racconto selezionato
e pubblicato sul web per il contest Salento in love,
“Autobus” nel 2017 pubblicato sul web,
“RSA” del 2018 che ha ricevuto il primo
premio speciale “Clemente Riva” al Concorso nazionale 500 parole di Ostia ed è
stato pubblicato nell’omonima antologia.
“Lo strano caso della dama del quadro”
del 2018 finalista al concorso letterario “Tre Colori 2019” del Festival
internazionale “Inventa un film” in corso di espletamento.
“Da toccare con mano” del 2019 in via di
pubblicazione.
Precedentemente
ha scritto e curato saggi di settore tecnico professionale, tra cui:
“Cosa Sarò/Farò da grande. Un percorso di
conoscenza e di cittadinanza per alunni e genitori della scuola dell’obbligo”,
Edizioni Anicia, Roma
“I Care: integrare l’integrazione.
Accoglienza-Integrazione-Inclusione.” Edizioni Anicia, Roma
“Lo studente competente. Un format di rete
dall’infanzia all’adolescenza.” Edizioni Anicia, Roma
Recapiti.
e-mail:
Twitter:
@CialeLaura
Cell. 335 401662
Casa 06 78345791
Indirizzo: Via
Mario Menghini, 21 – 00179 Roma
Una commedia all'italiana che si snoda tra due periodi di oltre sessant'anni su diversi tracciati musicali complementari per intensità emotiva: Max e Marietta distanti tra loro nel tempo appartengono a due generazioni differenti ma condividono la stessa passione per la musica, ciascuno a modo proprio e secondo le mode dell'epoca a cui appartengono perché il tempo e lo spazio riescono a essere due categorie tenute insieme dai ricordi che rendono attuale la vita e intrecciano aspettative ed emozioni secondo un filo conduttore. Il segreto sta in una canzone. Le vicende di Azzius e Rondinella, nonostante si svolgano in periodi diversi nel quartiere di Villa Certosa, si incroceranno grazie a Sor Angelino, il protagonista paradigmatico del romanzo, che li metterà in contatto attraverso la memoria e la forza sentimentale di una canzone.
Stralcio di RONDINELLA da far leggere all’attore Capitolo VII pagg.48-49-50 8 gennaio 1951 Come tutte le mattine mise una goccia di Violetta di Parma dietro i lobi delle orecchie e una sul polso sinistro. Ne annusò l’aroma che le ricordava la prima notte di nozze, ancora in abito da sposa quando suo marito gliel’aveva fatta trovare sul comodino. Fissò con due spille da balia la pettorina candida sotto la scamiciata nera a godet in modo da nasconderle nella cintura, la lisciò con le mani modellandola sulla semplice camicetta sottostante, infilò la giacca scura e uscì scendendo di corsa la stretta scala. Entrò nella bottega al piano terra, dette un bacio al marito che era all’opera già dall’alba e sparì facendo vorticare la gonna. Stava per arrivare la primavera ormai, annunciata da un cielo terso in cui brillava una luce smagliante già al primo sorgere del sole. Marietta inspirò profondamente l’aria ancora fresca per assorbirne il benessere. «Rondinella, che fai non canti stamattina?» la pregò incantato il Sor Romolo, il fornaio, che stava caricando di pagnotte fragranti il cesto della bicicletta. «E canta Rondinella, non è un buongiorno senza le tue canzoni!» gli fece eco la Sora Cesira dal primo piano del palazzetto di fronte mentre sbatteva un panno impolverato sullo stipite della finestra. «Cantaci Vecchia Roma. La fai così bene… Dai che io ti batto il tempo col martelletto!» aggiunse il Sor Ugo, il ciabattino, dall’altro lato della strada. Allora Marietta, senza perdere il passo deciso con cui affrontava l’impegno quotidiano, attaccò. «Vecchia Roma sotto la luna nun canti più, li stornelli e le serenate de gioventù…» Giunse alla fine di via dei Savorgnan per condursi alla fermata della ferrovia accompagnata verbalmente da tutti gli abitanti del rione che continuavano ad affacciarsi alla finestra o alla soglia di abitazioni e botteghe per salutarla e per godere della sua voce. «Più non vanno l’innamorati pè Lungotevere a scambiasse li baci a mille là sotto l’arberi…» Girò l’angolo ma ancora si sentiva il suo canto. «So ricordi di un tempo bello che nun c’è più…» Riprese a cantare anche sul trenino perché ogni mattina si ritrovava con gli stessi viaggiatori. Più che un tragitto diventava una festa, c’era il tempo sufficiente per due, tre canzoni, allegre o sentimentali. «Nannarè, perché perché te sei innammorata de sta musica americana, ma perché te sei scordata che sei romana li stornelli nun canti più…» Marietta riusciva a rendere frizzante qualunque canzone perché ci metteva lo slancio della gioventù oltre che una voce intensa. «Tanto pe cantà perché me sento un frìccico nel core…» Se lo sentiva veramente il “friccico” nel cuore Rondinella. Era felice, non desiderava altro dalla vita. Avrebbe fermato il tempo. Moglie dal venti dicembre precedente, aveva trascorso il più bel Natale che avesse mai immaginato insieme al suo amore, al suo Angelo. Adorava la loro stanza da letto al primo piano della casa al numero 62, sopra la bottega, nel miglior palazzetto di Villa Certosa, all’angolo tra la via e la piazza. Si era industriata ad arredare a suo gusto la camera gustando il compiacimento di Angelo nel vedere i cambiamenti apportati: sopraccoperta di raso azzurro con la balza e al centro del letto la sua bambola preferita con cui aveva giocato “a signore” fino a qualche anno prima. Lavata, pettinata e con il vestito nuovo cucito a mano dalla stessa Marietta la piccola bionda dai capelli abboccolati faceva proprio un figurone. A ventuno anni compiuti da poco, Marietta era sana e piena di voglia di vivere. Tutti i suoi desideri erano stati soddisfatti, ne era convinta: una casa da governare, un marito da accudire ed amare perchè non le faceva mancare nulla e soprattutto perché non le aveva imposto di lasciare il lavoro a cui lei tanto teneva. Ogni mattina infatti con puntualità si recava gonfia di orgoglio a svolgere le mansioni di “guardarobiera a vapore” alla Casa del Passeggero, al Viminale. Usciva impeccabile nella divisa nera ornata dalla pettorina bianca a cui aggiungeva un immacolato grembiule appena stirato al momento in cui prendeva servizio al Bagno diurno. Per questo le avevano assegnato il nomignolo di Rondinella. Quell’abbigliamento non rappresentava per lei soltanto un abito da lavoro bensì l’emblema di una scelta pura e onesta, una divisa di vera e propria affermazione che sfoggiava con fierezza insieme alla fede nunziale nuova di zecca. Tutte le mattine prima di uscire si rimirava nell’unico specchio di casa appeso alla parete dell’ingresso, guardava avanti e indietro cercando di notare anche le più impercettibili imperfezioni da riparare all’istante. Terminava la preparazione alitando sulla fede per poi lustrarla affinché apparisse sempre lucida.
E anche per oggi è tutto! Pareri? Vi interessano?
Alla prossima
Luce <3
domenica 19 maggio 2019
Segnalazione autrici e autori presenti all'evento "Sulle note del tuo libro", a Roma (parte 5)
Buongiorno a tutti cari lettori e amanti delle serie tv; oggi vi segnalo la seconda parte di autori e le loro opere che saranno presenti all'evento "Sulle note del tuo libro" a Roma di cui vi parlavo QUI
Chiara Brambilla:
Chiara Brambilla nata a Milano il 07/03/1980, dopo la maturità classica ha conseguito la laurea in Farmacia, e per seguire la sua grande passione, la scrittura, ha conseguito in seguito una laurea in Linguaggi dei Media e una laurea in Comunicazione per l'Impresa, i Media e le Organizzazioni Complesse. Ama viaggiare, passeggiare in riva al mare, leggere, scattare fotografie e soprattutto osservare il mondo che la circonda, dal quale trae spunto per i suoi scritti. Svolge la professione di farmacista. Vive tra Monza e la Versilia. Ha esordito con il romanzo “Il rumore del tramonto”( Diploma d’onore con menzione d’encomio Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti IV edizione 2018) “La nostra storia nel vento” è il suo secondo romanzo. Pagina Facebook: Chiara Brambilla Autrice Instagram:Chiara.b.brambilla.autrice.
Trama:
Una lettera che unisce passato e presente. La storia di Micol. Un viaggio alla scoperta di quello che c'è in ognuno di noi.
Micol è una ragazza che non si fa coinvolgere dalla vita, vive come una spettatrice, senza diventarne mai protagonista. Improvvisamente Sebastiano, il suo adorato nonno muore, e questo lutto la fa sprofondare in una cupa malinconia. Ma ecco che suo nonno, che bene la conosceva e comprendeva la sua paura di vivere, le lancia una sfida. Attraverso una lettere scritta pochi giorni prima di morire le invia degli indizi e le lascia una misteriosa chiave. Che porta aprirà quella chiave? E così Micol con suo fratello Alberto e sua sorella Carlotta inizia un viaggio alla scoperta della Maremma e di Pitigliano, scoprendo un passato doloroso che ha visto protagonista suo nonno durante la seconda guerra mondiale. Chi è la misteriosa donna che torna dal passato e che conosceva Sebastiano? Un viaggio che la farà crescere, che la farà innamorare, ma soprattutto che le insegnerà a credere sempre nella vita.

“Le grosse nuvole grigie sopra il mare, stavano lasciando il posto a deboli raggi di un tramonto che illuminavano un ragazzo e una ragazza che tenendosi per mano passeggiavano in riva al mare osservando l’orizzonte e vedendo oltre le nuvole il loro futuro” Cosa aspettava a Niccolò e Micol, i due protagonisti de “Il rumore del tramonto” che avevamo lasciato insieme in riva al mare a Forte dei Marmi, in una giornata di fine autunno? A distanza di cinque anni, l’amore li lega, eppure non riescono a vivere pienamente la loro storia. Entrambi portano con sé ancora troppi legacci, troppi nodi… Il loro rapporto si basa su un equilibrio precario, vivono felici solo pochi momenti insieme, quando sono solo loro due, lontano da tutto e da tutti. Mai due ragazzi verranno presto travolti da un susseguirsi drammatico di eventi, che li porterà a scavare dentro le loro vite. Durante il lunghissimo anno del 2008, quando Rebecca, una delle migliori amiche di Micol, muore in un tragico incidente, si innesca una reazione a catena di domande… Su cosa stava indagando Rebecca prima di morire? Quale era il legame tra Rebecca, Eloisa e sua figlia Jolanda? Chi sono Else e Steffel? Chi è Alessandro, un giovane professore di Filosofia, che sconvolge la tranquilla vita di Cecilia? Perché Anastasia, una vecchia amica di Niccolò ha un tale potere su di lui, tanto da fare traballare l’amore che lo lega a Micol? Cosa li unisce a tal punto? In un intreccio tra passato e presente, in un viaggio tra la Baviera dei giorni nostri, all’Istria del 1945, passando da Trieste, Milano e la Maremma Toscana, alla ricerca della verità, in una corsa contro il tempo, tra colpi di scena e tragiche scoperte, ritroviamo, accanto ai nostri protagonisti de “Il rumore del tramonto”, nuovi personaggi, legati tra loro da un oscuro destino, di pericolo e di morte, nel quale “Nulla è come sembra” e le cui storie saranno custodite per sempre nel vento.
A me ispirano parecchio, voi che dite??
Luce <3
Chiara Brambilla:
Chiara Brambilla nata a Milano il 07/03/1980, dopo la maturità classica ha conseguito la laurea in Farmacia, e per seguire la sua grande passione, la scrittura, ha conseguito in seguito una laurea in Linguaggi dei Media e una laurea in Comunicazione per l'Impresa, i Media e le Organizzazioni Complesse. Ama viaggiare, passeggiare in riva al mare, leggere, scattare fotografie e soprattutto osservare il mondo che la circonda, dal quale trae spunto per i suoi scritti. Svolge la professione di farmacista. Vive tra Monza e la Versilia. Ha esordito con il romanzo “Il rumore del tramonto”( Diploma d’onore con menzione d’encomio Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti IV edizione 2018) “La nostra storia nel vento” è il suo secondo romanzo. Pagina Facebook: Chiara Brambilla Autrice Instagram:Chiara.b.brambilla.autrice.
Trama:
Una lettera che unisce passato e presente. La storia di Micol. Un viaggio alla scoperta di quello che c'è in ognuno di noi.
Micol è una ragazza che non si fa coinvolgere dalla vita, vive come una spettatrice, senza diventarne mai protagonista. Improvvisamente Sebastiano, il suo adorato nonno muore, e questo lutto la fa sprofondare in una cupa malinconia. Ma ecco che suo nonno, che bene la conosceva e comprendeva la sua paura di vivere, le lancia una sfida. Attraverso una lettere scritta pochi giorni prima di morire le invia degli indizi e le lascia una misteriosa chiave. Che porta aprirà quella chiave? E così Micol con suo fratello Alberto e sua sorella Carlotta inizia un viaggio alla scoperta della Maremma e di Pitigliano, scoprendo un passato doloroso che ha visto protagonista suo nonno durante la seconda guerra mondiale. Chi è la misteriosa donna che torna dal passato e che conosceva Sebastiano? Un viaggio che la farà crescere, che la farà innamorare, ma soprattutto che le insegnerà a credere sempre nella vita.

“Le grosse nuvole grigie sopra il mare, stavano lasciando il posto a deboli raggi di un tramonto che illuminavano un ragazzo e una ragazza che tenendosi per mano passeggiavano in riva al mare osservando l’orizzonte e vedendo oltre le nuvole il loro futuro” Cosa aspettava a Niccolò e Micol, i due protagonisti de “Il rumore del tramonto” che avevamo lasciato insieme in riva al mare a Forte dei Marmi, in una giornata di fine autunno? A distanza di cinque anni, l’amore li lega, eppure non riescono a vivere pienamente la loro storia. Entrambi portano con sé ancora troppi legacci, troppi nodi… Il loro rapporto si basa su un equilibrio precario, vivono felici solo pochi momenti insieme, quando sono solo loro due, lontano da tutto e da tutti. Mai due ragazzi verranno presto travolti da un susseguirsi drammatico di eventi, che li porterà a scavare dentro le loro vite. Durante il lunghissimo anno del 2008, quando Rebecca, una delle migliori amiche di Micol, muore in un tragico incidente, si innesca una reazione a catena di domande… Su cosa stava indagando Rebecca prima di morire? Quale era il legame tra Rebecca, Eloisa e sua figlia Jolanda? Chi sono Else e Steffel? Chi è Alessandro, un giovane professore di Filosofia, che sconvolge la tranquilla vita di Cecilia? Perché Anastasia, una vecchia amica di Niccolò ha un tale potere su di lui, tanto da fare traballare l’amore che lo lega a Micol? Cosa li unisce a tal punto? In un intreccio tra passato e presente, in un viaggio tra la Baviera dei giorni nostri, all’Istria del 1945, passando da Trieste, Milano e la Maremma Toscana, alla ricerca della verità, in una corsa contro il tempo, tra colpi di scena e tragiche scoperte, ritroviamo, accanto ai nostri protagonisti de “Il rumore del tramonto”, nuovi personaggi, legati tra loro da un oscuro destino, di pericolo e di morte, nel quale “Nulla è come sembra” e le cui storie saranno custodite per sempre nel vento.
A me ispirano parecchio, voi che dite??
Luce <3
sabato 18 maggio 2019
Segnalazione autrici e autori presenti all'evento "Sulle note del tuo libro", a Roma (parte 4)
Buongiorno a tutti cari lettori e amanti delle serie tv; oggi vi segnalo la seconda parte di autori e le loro opere che saranno presenti all'evento "Sulle note del tuo libro" a Roma di cui vi parlavo QUI
Trama
L’assenza misteriosa di Nicolò al centro di Torino, spingerà Ester nella ricerca incessante del fratello, conducendola sino alla verità. Rimasta sola, senza più risposte ormai, affronterà le incertezze con coraggio, muovendo gli eventi del racconto tenendo tutti col fiato sospeso, vivendo la trama tra il passato e il presente in una dimensione onirica verso un viaggio sconosciuto ricco di emozioni, e in parte intriso da spunti e riflessioni; quasi sotto acqua rispecchiandosi nella fragilità umana attraverserà i ricordi e la felicità perduta. L’amore e l’incontro con Cesare inoltre uniranno le speranze di Ester, che abbandonandosi alla casualità, senza potere sfuggire alle occasioni, troverà le risposte che cercava, dove la realtà spesso si confonderà con l’immaginazione. Al di fuori della città poi, il divenire raggiungerà la soglia d’equilibrio che appeso ad un filo, collegherà per sempre i sogni alle diversità.
Quanto vi ispira? Io ho gia letto il libro di cui trovate la recensione sul blog
Alla prossima
Luce <3
Trama
L’assenza misteriosa di Nicolò al centro di Torino, spingerà Ester nella ricerca incessante del fratello, conducendola sino alla verità. Rimasta sola, senza più risposte ormai, affronterà le incertezze con coraggio, muovendo gli eventi del racconto tenendo tutti col fiato sospeso, vivendo la trama tra il passato e il presente in una dimensione onirica verso un viaggio sconosciuto ricco di emozioni, e in parte intriso da spunti e riflessioni; quasi sotto acqua rispecchiandosi nella fragilità umana attraverserà i ricordi e la felicità perduta. L’amore e l’incontro con Cesare inoltre uniranno le speranze di Ester, che abbandonandosi alla casualità, senza potere sfuggire alle occasioni, troverà le risposte che cercava, dove la realtà spesso si confonderà con l’immaginazione. Al di fuori della città poi, il divenire raggiungerà la soglia d’equilibrio che appeso ad un filo, collegherà per sempre i sogni alle diversità.
Quanto vi ispira? Io ho gia letto il libro di cui trovate la recensione sul blog
Alla prossima
Luce <3
giovedì 16 maggio 2019
Segnalazione autrici e autori presenti all'evento "Sulle note del tuo libro", a Roma (parte 3)
Buongiorno a tutti cari lettori e amanti delle serie tv; oggi vi segnalo la seconda parte di autori e le loro opere che saranno presenti all'evento "Sulle note del tuo libro" a Roma di cui vi parlavo QUI.
Delila Lu biografia:
Trama:
E se un giorno ti accorgessi che tutto ciò che possiedi vale meno di una manciata di polvere nel vento? È questo l'inquietante interrogativo con il quale deve fare i conti Max Castellani, un chirurgo affermato, libero da vincoli sentimentali e appassionato di pittura che decide di mollare tutto e trascorrere il suo tempo facendo quello che ha sempre sognato al di fuori della professione: dipingere. Si rifugia in Alto Adige con tela, pennelli e un pensiero persistente che lo tormenta. Nell'incantevole Val Senales, sotto la Cima dell'Ortles, Max incontra una donna particolare, diversa a causa di un'anomalia genetica, l'albinismo totale, che le dona un aspetto quasi fiabesco. La diafana Greta e il suo inseparabile cane bernese sapranno portargli speranza, seppur l'ingovernabile forza che li attrae sarà contrastata da paure passate, richiedendo a entrambi il coraggio di superare le prove del presente. Una storia dove protagonista è l'amore, con tutte le sue sfumature. Un inno all'amicizia e alle emozioni che tutti vogliamo e possiamo vivere. Cosa sarebbe la vita senza tutto ciò? Semplicemente non sarebbe vita.
Delila Lu biografia:
Delia Deliu è lo pseudonimo che la scrittrice ha scelto per pubblicare i suoi romanzi come omaggio alle sue origini perché Deliu è il cognome della nonna materna. Nata nel 1968 in una piccola città della Romania, Delia è la figlia maggiore di una coppia di operai le cui modeste possibilità economiche la portano ad optare per una laurea in Scienze Infermieristiche anziché in Medicina.
Come tante altre infermiere romene, nel 2004 viene in Italia in cerca di un futuro migliore. Dopo aver cambiato varie città e posti di lavoro, nel 2006 si trasferisce a Verona ricongiungendosi con la famiglia lasciata in patria, per una nuova vita piena di sogni, ma il destino ha programmi diversi: il matrimonio fallisce e si separa. Dopo anni di solitudine arriva una seconda possibilità di essere felice, si innamora e si trasferisce a Mantova insieme ai figli, per stare accanto al compagno, che adora.
La scrittura diventa per lei una cura per l'anima. Debutta nel 2015 con il romanzo Il grido del cigno nero, che le porta un attestato di merito al Trofeo Internazionale Medusa Aurea 2016. In seguito pubblica altri due romanzi, Azzardo fatale, la seconda edizione di Stupide Scommesse revisionata ed editata a cura di "Progetto Parole", è un erotico piccante con un finale inaspettato che lascia una morale al lettore: "chi semina vento raccoglie tempesta". Ancora due, la seconda edizione di Meno due revisionata ed editata a cura di Pav Edizioni, è un romance che non si può definire "un rosa" ma "un amaranto" visto il tema che sviluppa la trama.
Delia è una donna solitaria che dedica il tempo libero ai figli, che ama più di qualsiasi altra cosa al mondo, al suo lavoro, ai libri e alle passeggiate in montagna. Amante della psicologia, del linguaggio del corpo, suona la chitarra. Le piace cucinare ed è innamorata della lingerie sexy.
Dice di sè stessa: "sono una specie di diavolo e acqua santa, ho momenti di dolcezza ma anche di forte rabbia. Potrei passare giorni interi vicino a chi ha bisogno di me, come mandare a quel paese in due secondi chi mi offende. Forte come l'acciaio e alle volte fragile come un bicchiere di cristallo, sono semplicemente una donna".
Titolo: Ancora due
Autore: Delia Deliu
Editore: Pav Edizioni
Formato: cartaceo
Genere: Romance
Prezzo: € 15
(al momento ci sono degli sconti per questo romanzo. Sul sito della casa editrice Pav Edizioni si trova a 14,25 euro; su Amazon, Mondadori Store e Feltrinelli Store si trova a 12,75 euro)
Link d'acquisto: https://www.ibs.it/ancora-due-libro-delia-deliu/e/9788899792534
Titolo: Azzardo fatale
Autore: Delia Deliu
Editore: Progetto Parole
Formato: e-book e cartaceo
Prezzo: e-book 3,99 cartaceo 10
Genere: erotico
Titolo: Ancora due
Autore: Delia Deliu
Editore: Pav Edizioni
Formato: cartaceo
Genere: Romance
Data d'uscita: 24 marzo 2019
Trama:
Una scommessa goliardica con un amico destinata a comprovare le sue capacità di seduttore, un azzardo forse all’apparenza banale, si trasforma per Davide Dama in qualcosa destinata a segnare in maniera indelebile tutta la sua vita.Studente diciottenne affascinante con la passione per la chitarra, Davide riesce a vincere quella scommessa portandosi a letto Maria, una conturbante trentenne conosciuta per caso in un bar dove lei si è recata per annegare nell’alcol la sofferenza e l’umiliazione causate dalla rottura con quello che è appena diventato il suo ex. Dovrebbe essere l’avventura di una notte, nient’altro che un trofeo da esibire con orgoglio agli amici, invece bastano poche ore con lei per farla diventare l’ossessione della sua esistenza, un desiderio spasmodico e costante di rivederla. Ma dopo quell’unico incontro, lei sparisce.. Passano gli anni. Davide, che non ha mai smesso di cercare Maria in tutte le donne che frequenta, ha accantonato le sue ambizioni di cantante e musicista ed è diventato un famoso avvocato. Un giorno, in circostanze del tutto casuali, conosce una bella quanto misteriosa ragazza dallo stile dark, Daria Conti, con la quale inizia una frequentazione problematica caratterizzata da una continua e destabilizzante alternanza di incontri di sesso travolgente e reiterate e lunghe sparizioni di lei, in un rapporto che, suo malgrado, lo vede sempre più coinvolto anche a livello sentimentale, al punto da fargli cambiare atteggiamento verso ciò a cui fino ad allora non aveva mai creduto: l’amore. E anche Daria sembra ricambiare. Tutto farebbe pensare a un’evoluzione positiva della loro storia, ma un destino per certi versi crudele farà emergere dal passato un terribile segreto…
Azzardo Fatale è la seconda edizione di Stupide scommesse, revisionata ed editata a cura di Progetto Parole
Titolo: Il grido del cigno nero
Autrice: Delia Deliu
Editore: Createspace Indipendent Pub
Formato: e-book e cartaceo
Genere: Narrativa generale
Data d'uscita: 1 febbraio 2016
Prezzo: e-book 2,99 cartaceo: 4,99
Trama:
Xenia è un’infermiera, votata interamente alla famiglia e al lavoro, che vive oramai una vita rassegnata dal punto di vista dell’amore, l’uomo che ha sposato non è mai riuscito a conquistarla e ora, dopo anni di matrimonio, è tutto finito. Ha un rapporto molto confidenziale con i due figli, al punto che un bel giorno, vista l’apatia della madre, a sua insaputa la iscrivono su un sito di incontri. La titubanza iniziale viene vinta dalla sua innata curiosità e dal desiderio di capire cosa il mondo maschile le possa ancora riservare. Il romanzo mette anche in evidenza la sua vita professionale, con parecchi aneddoti e racconti su pazienti e colleghi, descrivendo situazioni a volte dolorose, a volte esilaranti. La storia si alterna tra la vita familiare, il lavoro e queste conversazioni in un mondo virtuale. Xenia è una donna inconsapevole del suo fascino, che non sa affrontare il mondo maschile, ma osserva e impara. È alla ricerca dell’amore, anche se inconsciamente; ha voglia di assaporare questo sentimento e, allo stesso tempo, ha il terrore che questo succeda e le faccia perdere la lucidità e il controllo della sua vita. Le sembra di aver incontrato l’uomo in grado di colorare la sua vita troppo grigia, ma questa felicità subisce un’imprevista svolta. Il suo grido di donna verso il mondo maschile, è come il grido del cigno, può esprimere il dolore o la felicità, dipende da chi lo sta ascoltando.
Mauro Galliano:
Parteciperò a "Sulle note del tuo libro" e nello stand che avrò pubblicizzerò il mio libro Occhi di Ferrofilato.
Biografia:
E' nato a Napoli il 16 marzo del 1973. Si è laureato in Architettura ed esercita la professione da più di dieci anni ma nel tempo libero si dedica alla scrittura che diventa per lui una vera passione.
Occhi di Ferrofilato è il suo primo romanzo.
Sposato e con un cane, Piuma, un batuffolo nero con due calzini bianchi.
La sua vita è stata segnata dall'incontro improvviso con la sclerosi multipla, ma non è assolutamente un peso tant'è vero che ha deciso di scrivere un libro in cui racconta la sua vita con la bastarda che per ora tiene a bada dignitosamente.
Trama:
Padre, madre e tre figli: una famiglia perfetta, unita contro il mondo e decisa a raggiungere anche i traguardi più insormontabili. Finché a Tommaso, l'unico maschio, non viene diagnosticata la sclerosi multipla a placche. Allora ha inizio una battaglia contro una nemica sleale, onnipresente, che getta un'ombra sull'esistenza di quel ragazzo timido e allegro, "un po' così". Ma Tommaso, battezzato Ferrofilato per la corporatura esile, è animato da una fame di vivere, di vivere davvero, che pare insaziabile, e si getta nella lotta contro la sua avversaria con quell'ironia e quella voglia di godere a pieno tipicamente napoletana. Sulla sua strada si parano infiniti ostacoli, ma anche amici, colleghi, medici pronti a sostenerlo e, soprattutto, il sentimento per una donna che nemmeno il male più nero riesce a scalfire. Una narrazione autobiografica in cui Mauro Galliano racconta una storia di sofferenza, rabbia e disperazione, ma anche accettazione, speranza e amore, nello stile sobrio e chiaro di un'onesta autoanalisi.
E anche per oggi è tutto!
Luce <3
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