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mercoledì 31 maggio 2023

Recensione "La Regina Carlotta", Julia Quinn & Shonda Rhimes

 


Autrici: Julia Quinn & Shonda Rhimes

Titolo: La Regina Carlotta

Prezzo: 20,90  e-book 11,99

Link d'acquisto: QUI


Caro Lettore, il periodo più freddo dell’anno è diventato ancora più inclemente per la triste notizia della morte della Principessa Reale. La nipote del nostro caro re Giorgio III e della regina Carlotta è morta di parto insieme al figlioletto. E se i nostri cuori piangono la perdita della Principessa Reale, le nostre menti si affliggono ancora di più per il futuro della monarchia. Perché ora la Corona è in uno stato di crisi. Una crisi che possiamo solo immaginare quanto infastidisca la regina Carlotta, famosa per il pugno di ferro con cui ha combinato gli incontri nell’alta società e governato il mercato matrimoniale. Noi e tutta l’Inghilterra possiamo solo auspicare che la regina Carlotta rivolga finalmente le sue energie da mediatrice alla propria famiglia. Dopotutto Sua Maestà ha tredici figli e nessun erede reale da alcuno di loro. Quanto meno non legittimo. Sorge spontanea la domanda: le abilità della regina di combinare un buon matrimonio sono solo chiacchiere? Da “Le cronache mondane di Lady Whistledown” 10 novembre 1817


Trama

Nel 1761, in una soleggiata giornata di settembre, un re e una principessa si incontrano per la prima volta e si sposano nel giro di poche ore. Tedesca, Carlotta di Meclemburgo-Strelitz è bella, testarda e molto intelligente... non proprio le caratteristiche che la Corte britannica cercava per la sposa del giovane re Giorgio III. Ma il suo ardore e la sua indipendenza sono invece esattamente ciò di cui lui ha bisogno, perché Giorgio ha dei segreti... segreti che possono scuotere le fondamenta stesse della monarchia. Nel suo nuovo ruolo, Carlotta deve imparare a destreggiarsi nell'intricata politica di Corte e, nello stesso tempo, proteggere il suo cuore, perché si sta innamorando del re, anche se lui la respinge. Soprattutto deve imparare a governare e a capire che le è stato dato il potere di cambiare la società. Deve combattere, per se stessa, per suo marito e per tutti i sudditi che guardano a lei per avere guida e protezione. Perché non sarà mai più solo Carlotta. È chiamata a compiere il suo destino... come regina.


Lottie. Lottie. Il più semplice di tutti, ma non era per questo che le piaceva. Di rado i suoi gusti prediligevano la semplicità, dopotutto. Le piacevano parrucche alte e abiti sontuosi ed era abbastanza sicura che nessuno dei suoi parenti apprezzasse con il suo stesso entusiasmo le complessità della musica o dell’arte. Non era una creatura semplice. Niente affatto. Ma le piaceva farsi chiamare Lottie. Le piaceva perché era un nome che usavano in pochi. Dovevi conoscerla per chiamarla Lottie. Dovevi sapere, per esempio, che il suo dessert preferito in primavera era la torta con lamponi e albicocche e in inverno lo strudel di mele, ma in realtà amava tutta la frutta e i dolci, e qualunque dolce a base di frutta era in assoluto il suo prediletto. Le persone che la chiamavano Lottie sapevano anche che da piccola le piaceva nuotare nel lago vicino alla sua casa (quando faceva abbastanza caldo, ma capitava di rado). Sapevano anche che, quando sua madre le aveva proibito tale pratica (affermando che era troppo cresciuta per una frivolezza del genere), Carlotta si era rifiutata di rivolgerle la parola per tre settimane. La pace era stata ristabilita solo una volta che aveva redatto un documento legale di sorprendente accuratezza in cui delineava diritti e responsabilità di tutte le parti in causa


Recensione

Se avete visto la serie su Netflix (QUI la recensione), bene o male sapete già cosa vi aspetta, ecco perché lo definisco il copione della serie. Io da brava stupida mi aspettavo qualcosa in più, mi aspettavo di avere notizie di Reynolds durante la vita adulta di Re Giorgio e Carlotta, invece no.

Serie tv paro paro... Oh, capisco che sia stato fatto uscire dopo la serie eh, ma almeno metti qualche dettaglio in più, non tutto uguale! Ormai è andata...

Quindi: il libro inizia con una Carlotta alquanto stizzita per un matrimonio combinato non voluto, che poi, come previsto, tenta di scappare dal muro, ma non lo fa; sposa Giorgio e il resto si sa (sopratutto se avete visto la serie).

Sinceramente non so cos'altro scrivere, perché  quello che penso già l'ho scritto nella recensione della serie. E' inutile che mi dilunghi su qualcosa che, come già detto, è il copione di una serie tv. 
E la domanda del secolo rimane: dove cazzo è finito Reynolds???


La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3


«Salve, milady.» Carlotta fece quasi un salto. Non si era accorta di non essere sola in giardino. Un giovanotto – più grande di lei, ma ancora giovane – era uscito da una porta che lei non aveva neppure visto. Lo scrutò brevemente e liquidò all’istante l’idea che lavorasse per il palazzo e fosse stato mandato per riportarla nella cappella. Si capiva che era uno degli invitati al matrimonio; il suo completo grigio argento era troppo elegante e ben fatto per essere altrimenti. Non portava la parrucca sui capelli scuri, scelta che Carlotta approvava. Aveva anche sopracciglia molto scure e sarebbe sembrato ridicolo con una di quelle astruserie bianche e cotonate sulla testa. In altre circostanze – in qualsiasi altra circostanza –, Carlotta avrebbe giudicato piacevole il suo viso. Ma non oggi. Non aveva tempo per certe frivolezze. «Vi serve un aiuto di qualche genere?» le chiese. Lei gli rivolse un sorriso tirato. «Sto benissimo, grazie.»

Era ovviamente un commiato, invece lui rimase dov’era a osservarla con espressione piuttosto imperscrutabile. Non ostile, solo, ecco, non decifrabile. Con una mano gli indicò la cappella. «Potete tornare dentro e aspettare con gli altri curiosi.» «Lo farò» disse. «Ma prima vorrei farvi una domanda. Che cosa state facendo?» «Niente» si affrettò a rispondere Carlotta. «State chiaramente facendo qualcosa» insistette lui, in maniera molto affabile, a essere sinceri. Lei si appoggiò la mano su un fianco e agitò l’altra in un arco che non indicava assolutamente niente. «Non è vero.» Lui sembrava divertito e addirittura un po’ presuntuoso. «Invece sì.» «Non è vero» insisté lei. «Invece sì.» Himmel, che seccatore. «Se proprio volete saperlo, sto cercando di capire quale sia il modo migliore per arrampicarmi sul muro del giardino.» «Arrampicarvi…» Guardò il muro, poi tornò a guardare lei. «E come mai?» Carlotta era così esasperata che avrebbe voluto urlare. Il suo unico desiderio era scappare e un perfetto sconosciuto non la smetteva di farle domande. Come se non bastasse, doveva condurre quella conversazione in inglese, che era una lingua spaventosa. Così primitiva. In tedesco poteva unire le parole a formarne di nuove, deliziosamente lunghe e descrittive. Invece di dire “voglio saltare al di là del muro per sfuggire alle nozze”, avrebbe potuto descrivere la situazione con una sola espressione: “saltodelmuroprenozze”. Un tedesco avrebbe capito perfettamente cosa intendeva. Gli inglesi? Bah. «Vi prego, lasciatemi in pace» disse allo sconosciuto. «Devo proprio andare.»

«Ma perché?» insistette lui. «Perché penso che possa essere una bestia» sbottò lei. Questo catturò la sua attenzione. Le sue sopracciglia – quelle incantevoli sopracciglia scure che sarebbero state tanto ridicole sotto una parrucca – schizzarono verso l’alto. «Una bestia.» «O un troll.» Lui sbatté le palpebre un paio di volte. «Di chi stiamo parlando, esattamente?» «Che sfacciataggine. Non vi riguarda.» E poi, siccome stava diventando chiaramente pazza, finì per dirgli tutta la verità. «Del re» rivelò disperata. «Parlo del re.» «Capisco.» L’espressione di lui si fece pensierosa. Aveva una bella faccia, pensò Carlotta con un brivido. Al contrario del re, che le veniva tenuto nascosto. «Nessuno vuole parlarmi di lui» proseguì. «Nessuno. Deve essere per forza una bestia. Oppure un troll.» «Capisco.» Carlotta riportò la propria attenzione al muro davanti a lei. «Vedete, se mi aggrappassi qui…» «In questo punto?» Lui si spostò.

«Sì.» Carlotta lo osservò con rinnovato interesse. Aveva proprio una

bella figura, atletica e muscolosa sotto i vestiti. Lei aveva molti fratelli e

sapeva che i sarti utilizzavano un gran numero di stratagemmi per far

apparire gli uomini più forti e virili. Era anche in grado di riconoscere tali

trucchetti ed era chiaro che il sarto dello sconosciuto non ne aveva usato

nessuno.

Era decisamente abbastanza forte da risultare utile.

Gli sorrise civettuola. «Magari potreste aiutarmi ad arrampicarmi?»

«Sì, certamente» rispose, tutto amabilità e cortesia. «Però vorrei farvi

una domanda. Non vi piacciono le bestie o i troll?»

Lei lo guardò. Stava perdendo tempo. Tempo che lei di sicuro non aveva.

«A nessuno piacciono le bestie o i troll.»

Il giovanotto però non aveva ancora finito con le domande. «Il suo

aspetto è davvero tanto importante?»

«Non è il suo aspetto a importarmi» replicò Carlotta alzando la voce.

«Quello che non mi piace è non sapere. Ho chiesto a tutti di parlarmi di lui.

Non solo del suo aspetto. Anche di come è. E nessuno vuole dirmi niente.»

«Questo è proprio un problema» mormorò lui.

«Venite qui» gli disse facendogli cenno di avvicinarsi. «Basta che mi

teniate. Con un aiuto credo di riuscire a scavalcare il muro.»

«Volete che vi sollevi oltre il muro per scappare.»

Mein Gott, se era lento. «È quello che ho detto, sì.» Lui si guardò alle spalle, verso la cappella. «La gente si accorgerà della vostra assenza, no?» «Ci penserò in un secondo momento. Ora, se non vi dispiace, avrei bisogno di un aiutino.» Agitò la mano spazientita. «Forza, sbrigatevi.» Lui invece si limitò a incrociare le braccia. «Non ho nessuna intenzione di aiutarvi.» Adesso sì che era irritata. Finora era stato così cortese e ciarliero, dando l’impressione di essere un gentiluomo, invece le stava solo facendo perdere tempo. «Sono una fanciulla in difficoltà» sbottò. «Vi rifiutate di aiutare una fanciulla in difficoltà?» «Mi rifiuto di farlo se la fanciulla in difficoltà vuole scavalcare un muro per non dovermi sposare.»
















domenica 14 maggio 2023

La regina Carlotta - A Bridgerton Story - miniserie tv - Netflix (recensione)

 Buon pomeriggio, oggi vi parlo della nuova miniserie tv spin-off di Bridgerton in onda su Netflix dal 4/5



Titolo originale: Queen Charlotte

Paese: Stati Uniti d'America

Anno: 2023 

Formato: serie tv

Genere: sentimentale, drammatico, in costume

Stagioni: 1

Episodi: 6

Lingua originale: inglese



Informazioni

La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton è una miniserie televisiva statunitensespin-off di Bridgerton, creata e prodotta da Shonda Rhimes, ambientati nel mondo dell'alta società londinese durante la Reggenza inglese (Regency Era). La serie ha debuttato il 4 maggio 2023 su Netflix.



Trama

La vicenda narra l'amore tra la regina Carlotta e re Giorgio, dal matrimonio alla malattia mentale del giovane. Inoltre si raccontano le vicende di due giovani donne amiche della regina: Lady Agata Danbury e Violet Ledger (futura viscontessa Bridgerton). Tornando ai tempi recenti, si vede la regina alle prese con la richiesta insistente di avere un erede da uno dei suoi figli.




Recensione

Il 4 maggio Netflix ha rilasciato La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton, un prequel spin off della Serie TV madre campione di ascolti Bridgerton, tratta dai romanzi di Julia Quinn. Mentre nella srie madre ci concentriamo sulla stagione dei matrimoni e in particolare sui figli di Violet Bridgerton, in questo spin-off  la nostra attenzione si calamita su quello che era un personaggio marginale: la regina Carlotta, appunto. Personaggio affascinante ed enigmatico, nella sua lotta contro il pettegolezzo, la figura della principessa Carlotta ci viene raccontata ai suoi inizi, da promessa sposa del re d’Inghilterra Giorgio III.

la regina di carlotta

La serie inizia in modo silenzioso, mostrandoci Carlotta che, spiando, scopre il fratello chiudere l’accordo di matrimonio con la corona inglese. In pochissimo tempo, la diciassettenne principessa tedesca di Meclemburgo-Strelitz si ritrova in Inghilterra, al cospetto della madre di re Giorgio III, la principessa vedova Augusta e altrettanto velocemente viene preparato il matrimonio (6 giorni..). Carlotta cerca di scappare da Palazzo e tornarsene in Europa, ma viene fermata da un bel giovane; è amore a prima vista con questo ragazzo, che si rivela essere poi Giorgio. Eppure, c'è qualcosa che non torna e Carlotta fa presto a rendersene conto. Dopo le nozze, infatti, il ragazzo la lascia nella nuova dimora di Buckingham e se ne va.

Seguiamo quindi questa storia d’amore travagliata, tra pettegolezzi, malattie, doveri e virtù, intervallati da continui salti temporali che ci riportano alla contemporaneità della serie madre, in cui la regina cerca di spingere i suoi figli a procurargli un erede.

La regina Carlotta

La regina Carlotta e il re Giorgio III sono figure storiche realmente esistite. Il loro è stato uno dei regni più lunghi della corona inglese. Hanno affrontato le guerre napoleoniche e la rivoluzione americana. In questa serie si prende spunto da alcune ipotesi che girano su questi due personaggi. Si dice per esempio che la regina Carlotta fosse di origini africane, cosa che viene presa ne La regina Carlotta come un fatto conclamato.

Mentre nella serie principale l’integrazione nel regno di Inghilterra delle persone di colore nella società era data per scontata, in questa serie vediamo come tutto è iniziato e come l’alta borghesia di colore, grazie a Carlotta, è entrata nella nobiltà. Una realtà, invece, che nella serie viene romanzata è la malattia che affligge Giorgio, che ci viene mostrata come una schizofrenia, ma faccio notare che era comunque veramente malato.

La regina Carlotta

La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton utilizza quindi questi due filoni narrativi per intrecciare alla semplice storia d’amore in costume, discorsi sull’uguaglianza e sulla solitudine: il primo discorso raccontato attraverso la figura di Lady Danbury e la sua lotta per mantenere il titolo dopo la morte di suo marito; il secondo, invece, attraverso il racconto in entrambe le linee temporali della solitudine dei reali, persone nate per essere una cosa sola con la figura astratta del regno e della corona.

La solitudine, però, viene affrontata nelle storie delle tre donne che seguiamo nel “presente”. Seguiamo infatti la solitudine di Lady Violet, Lady Danbury della regina Carlotta. Per diversi motivi hanno rinunciato al loro amore, ma cercano e trovano il modo di andare avanti. Forse è questo il tratto più forte della mano di Shonda Rhimes, che cerca di andare più in profondità rispetto alla serie madre, ferma sul seguire ogni stagione una storia d’amore utopico. La Rhimes, attraverso l’alternanza temporale, affianca a questo aspetto, che ripercorre con l’amore tra Giorgio e Carlotta, delle riflessioni più profonde sul ruolo delle donne e sulla solitudine, che non può bloccare una vita.

Una struttura particolare, che fa percepire allo spettatore lo scorrere del tempo e il significato della condivisione di una vita. Un prequel che, quindi, prepara ad una terza stagione di Bridgerton che speriamo possa seguire questa linea, con un impegno che già si era visto nella seconda stagione con il personaggio di Eloise, che però può essere ancora più incisiva.

Come ho detto, sono personaggi realmente esistiti ed è reale anche la malattia di Re Giorgio.



La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3