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sabato 7 marzo 2026

Recensione serie "Sevenwaters", Juliet Marillier

 


Autrice: Juliet Marillier 

Titolo: La fiamma di Sevenwaters

Serie: Sevenwaters #6

Prezzo:  17,10  e-book 9,99


Link d'acquisto: QUI


Serie Sevenwaters:


1)La Figlia della Foresta


2)Il Figlio delle Ombre


3)Il Figlio della Profezia


4)L'Erede di Sevenwaters


5)La veggente di Sevenwaters


5,5)Twixt Firelight and Water (inedito in Italia)


6)La fiamma di Sevenwaters


Anni dopo fu quell'abilità a riportarmi a casa


Trama

Maeve, figlia di Lord Sean di Sevenwaters, è rimasta gravemente ustionata da bambina e porta 
il ricordo di quel fuoco nelle sue mani deformi. Quando, dopo dieci anni di assenza, torna a casa, 
è ormai  una donna coraggiosa e schietta. Le cicatrici del corpo sono guarite, non altrettanto quelle
dell'anima. 
Per di più Sevenwaters è in subbuglio. Il principe del Popolo Fatato Mac Dara desidera disperatamente 
che il suo unico figlio Cathal, sposato con la sorella di Maeve, torni nell'Altromondo, e per convincere 
Lord Sean è arrivato a uccidere degli innocenti. Quando i cadaveri delle sue vittime vengono scoperti, 
appare chiaro che bisogna trovare un modo per fermarlo. Ma chi può farlo e come? Quale forza umana 
potrebbe sconfiggere il potere della magia?
Toccherà a Maeve e al suo misterioso fratellino Finbar intraprendere un viaggio che potrebbe 
decretare la fine del regno di Mac Dara o condurli a una morte orribile. Ma se avrà successo, 
Maeve potrebbe aprire le porte a un futuro che non ha osato credere possibile.



Recensione


La Fiamma di Sevenwaters è incentrato su Maeve, una delle figlie di Sean e Aisling, rimasta gravemente ustionata in un incendio all'età di 10 anni. A causa delle gravi ferite alle mani e al viso, Maeve lasciò Sevenwaters per andare a vivere con gli zii, Liadan e Bran, a Harrowfield. Nonostante il dono di Liadan come guaritrice, Maeve non riacquistò mai il pieno uso delle mani, necessitando dell'aiuto quasi costante di una domestica per le attività quotidiane. Questo non impedì a Maeve di cercare modi per rendersi utile alla sua famiglia, soprattutto nella cura e nell'addestramento degli animali.

Il suo dono per gli animali funge da catalizzatore per una serie di svolte ed eventi che riportano Maeve a Sevenwaters, alla sua famiglia e a un'avventura imprevista. Dopo che 16 uomini, tra cui due figli del capo dei Tirconnell, scompaiono nella foresta di Sevenwaters, Lord Sean (il padre di Maeve) deve placare il vicino clan dei Tirconnell, proteggendo al contempo la sua gente da un destino simile. La Scomparsa (come viene chiamata) è stata orchestrata da Mac Dara, che sta cercando di forzare il ritorno di suo figlio, Cathal. Maeve ritorna durante la rivolta, accompagnando un giovane stallone da Harrowfield a Sevenwaters, come dono al capo dei Tirconnell, privato dei suoi unici due figli. Lei e il fratello minore Finbar diventano attori cruciali nella risoluzione di questo conflitto.

Il personaggio di Maeve lotta con le conseguenze della sua ferita. La separazione dai genitori e dai fratelli, la pietà della società, la paura del fuoco, il senso di inutilità e il suo disagio tra la gente pongono a Maeve numerosi ostacoli da superare nel corso del romanzo. Affronta ognuno di questi ostacoli con una certa trepidazione, ma soprattutto con coraggio.

Ho apprezzato sia lo sviluppo del personaggio di Maeve che le relazioni familiari in "La Fiamma di Sevenwaters". Marillier non ha mai deluso sotto entrambi gli aspetti; ogni romanzo accompagna il lettore attraverso la crescita personale del personaggio principale, supportata da relazioni familiari e romantiche splendidamente elaborate. Credo che il suo modo di trattare l'amore e le relazioni (sia platoniche che romantiche) sia uno dei punti forti di tutti i suoi romanzi. I personaggi sono spesso motivati ​​dall'amore profondo e incondizionato che provano per la loro famiglia, e "La Fiamma di Sevenwaters" non fa eccezione. C'è anche un colpo di scena romantico verso la fine, sebbene la storia d'amore non sia così centrale nella trama come in molti altri romanzi di Marillier.ù

Se avete amato i capitoli precedenti, questo non sarà da meno!


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


domenica 16 marzo 2025

Recensione serie "Sevenwaters", Julia Marillier

 


Autrice: Juliet Marillier 


Titolo: La veggente di Sevenwaters


Serie: Sevenwaters #5

Prezzo: 17,10   e-book 9,99


Link d'acquisto: QUI


Serie Sevenwaters:


1)La Figlia della Foresta


2)Il Figlio delle Ombre


3)Il Figlio della Profezia


4)L'Erede di Sevenwaters


5)La veggente di Sevenwaters


5,5)Twixt Firelight and Water


6)Flame of Sevenwaters


"Quale pensi sia il miglior tipo di storia? Una storia vera o un racconto di prodigi e magia?"

"Un racconto di portenti può essere più vero del vero", dissi.


Trama

Sibeal ha sempre saputo di essere destinata alla vita spirituale, e non desidera altro. Prima di consacrarsi definitivamente come druida ed entrare nei nemeton, però, passerà un'ultima estate assieme alle sorelle a Inis Eala, l'Isola del Cigno. Non appena vi mette piede una tempesta sorta improvvisamente dal mare fa affondare un'imbarcazione davanti ai suoi occhi. Nonostante gli sforzi per salvare l'equipaggio, vi sono solo tre superstiti, uno dei quali, Ardal, è in bilico tra la vita e la morte. Sibeal fa amicizia con lui, mentre pian piano recupera la salute, ma presto capisce che ciascuno dei tre naufraghi sembra nascondere un segreto. Perché la bella Svala non parla? E cos'è che Ardal non riesce a ricordare - o forse non vuole dire? All'improvviso Sibeal si trova a essere l'inconsapevole pedina di un gioco mortale, dalle conseguenze inimmaginabili.


Durante la mia permanenza nei nemeton avevo imparato che si può trovare la verità più profonda anche nelle storie più strane e improbabili.


Recensione

La saga di Sevenwaters, iniziata con La figlia della Foresta, continua con "La veggente di Sevenwaters" di cui vi parlerò oggi.
Lo stile della Marillier, molto descrittivo, mi ha complicato la comprensione della storia, ma certamente soddisfa pienamente l'immaginazione del lettore.
Questa volta la protagonista è Sibeal, quarta figlia del lord di Sevenwaters, il cui punto di vista nella narrazione si alterna a quello di Felix, uno straniero vittima di un naufragio che viene salvato proprio da Sibeal.
L'introduzione del punto di vista del protagonista maschile è una novità che non danneggia la narrazione ma la rende più interessante, consentendo maggiore empatia e capacità d'intepretazione al lettore.
L'unica nota stonata del romanzo è l'ambientazione: infatti, per quanto sia ben descritta, l'isola di Inis Eala non è Sevenwaters e l'allontanamento dalla location da cui tutto ha avuto origine si sente molto; è vero che l'azione durante i vari romanzi non è mai stata concentrata solo su Sevenwaters, ma negli altri si avvertiva di più il senso d'appartenenza della protagonista alla propria casa, caratteristica che da un paio di volumi si è un po' persa.
Nel complesso "La veggente di Sevenwaters" può essere definito un'ottimo romanzo fantasy storico; lo consiglio a tutti, specialmente agli appassionati del genere che vorranno perdersi per qualche piacevole ora nelle foreste dell'antica Erin in compagnia dei druidi e dei misteriosi abitanti del mondo nascosto di Sevenwaters.


La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3

Non si può incontrare un drago sputafuoco mentre si va al pozzo.

Non si può incontrare un esercito di serpenti a sonagli nella legnaia.

Ma questo non rende meno reale la saggezza del racconto

sabato 28 settembre 2024

Recensione serie "Sevenwaters", Juliet Marillier

 


Autrice: Juliet Marillier

Titolo: L'erede di Sevenwaters

Serie: Sevenwaters #4

Prezzo: 17,10   e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Sevenwaters:

1)La Figlia della Foresta

2)Il Figlio delle Ombre

3)Il Figlio della Profezia

4)L'Erede di Sevenwaters

5)Seer of Sevenwaters

5,5)Twixt Firelight and Water

6)Flame of Sevenwaters


«Quando è tempo che il bambino nasca, ve ne prego, non lasciate

morire mia madre.» Un altro nastro, più in alto, tra i rami costellati di verdi

germogli primaverili. «E per favore, fate sì che il bambino sia sano.» E un

terzo, fatto scivolare tra ramoscelli che mi graffiarono la pelle e fecero

sgorgare qualche goccia rosso vivo. «E se potete, fate che sia maschio. La

mamma desidera un figlio maschio più di ogni altra cosa al mondo.»



Trama

Nella foresta di Sevenwaters gli abitanti umani e quelli dell'Altro Mondo convivono fianco a fianco, separati da un velo sottile. Fino alla primavera in cui Lady Aisling dà alla luce un altro figlio, un nuovo erede per Sevenwaters, e tutto cambia. Presto infatti la gioia si tramuta in disperazione: il piccolo Finbar viene scambiato con un essere magico di cui solo Clodagh riconosce la natura. Sconvolta dal rapimento del fratellino, la giovane capisce che spetta a lei rimettere le cose a posto, per la sua famiglia e per tutta la gente di Sevenwaters. Per riuscirci deve entrare nell'oscuro Altro Mondo, dove l'aspetta il confronto con il potente principe del Popolo Fatato che lo governa… e con sentimenti altrettanto potenti.



«Questa dev’essere una delle tante cugine di Johnny: ne è la prova il
rosso accecante dei capelli. Mi domando quale sia. Non è la bambina, non è
la veggente, e neanche la maggiore, che già conosciamo. E quella
menomata sta a Harrowfield. Non può essere neppure la giovane che andrà
in sposa domani. Ne deduco che è quella che hai menzionato più volte di
quanto non sia lecito, Aidan. Per cosa hai detto che aveva talento? Oh, già,
doti domestiche, lavare e cucinare, quel genere di cose.» Ostentò uno
sbadiglio. «Perdonami, ma non riesco a immaginare niente di più noioso.»

Recensione

Ebbene sì, finalmente sono riuscita a leggere il quarto volume di questa serie, e resto in attesa dell'uscita del quinto, e ahimè, penultimo. Ma vediamo di parlare di questo, visto che l'ho appena concluso.

Clodagh è la figlia di mezzo delle sei avute da Sean, signore di Sevenwaters, e Aisling. Le tre eroine precedenti – Sorha, Liadan e Fainne – sono state caratterizzate da una forte impronta magica, specialmente in quest’ultima. E se nessuna è una guerriera, tutte sono state scelte per portare a compimento la volontà del Popolo Fatato, che ha implicitamente riconosciuto in loro le capacità di portare a termine il loro compito.

Clodagh non è nulla di tutto questo. Non è una guaritrice come sua sorella maggiore Muirrin, non è una veggente come la sorella Sibeal. Clodagh è una donna di casa, una giovane educata ad essere la moglie di un signore, addestrata a tenere salde le redini di una grande casa. Ed è proprio questo che viene richiesto a Clodagh quando la madre, inaspettatamente, rimane nuovamente incinta. Ed è un maschio, Aisling se lo sente, è l’erede che non ha mai potuto dare all’amato marito, è un dono degli dei. Ma è anche un pericolo, come tutti sanno, perchè Aisling è ormai in là con gli anni e in casa tutti temono per la salute sua e del bambino. Contemporaneamente, si deve organizzare il matrimonio di Deirdre, la gemella di Clodagh, e aiutare il padre a gestire le tensioni con i capitribù del nord, offesi da questo matrimonio, che non può che essere un’importante tassello nel gioco di alleanze delle casate di Erin.

Clodagh deve gestire tutto questo e lo fa bene, fino alla nascita del bambino, l’erede di Sevenwaters, Finbar (e chi ha letto la precedente trilogia, non potrà che sorridere nel leggere questo nome). Ma Finbar scompare ben presto in circostanze misteriose; al suo posto, un neonato fatto di bastoncini e pietruzze e che solo Clodagh riesce a vedere per quello che è: un changeling, una figura del folklore irlandese, un bambino fatato in cambio di un bambino umano. Il Popolo Fatato ci ha messo lo zampino, ma nessuno crede a Clodagh, che si ritrova ben presto invischiata in una storia di sospetto e tradimento, dolore, e senso di colpa. Determinata a riportare a casa il fratellino, Clodagh parte alla ricerca dell’Altro Mondo, il Mondo Fatato, con solo un piccolo changeling, la sua intelligenza, un pugno di storie e un guerriero di Inis Eala ad accompagnarla.

Le basi della storia sono queste e, come vedete, sono affascinanti. Per la prima volta, una Figlia di Sevenwaters deve affrontare coloro che sono da sempre stati loro protettori. Ma il futuro riserverà sorprese su vari fronti e Clodagh non sa più di chi fidarsi e di chi no.

Ancora una volta, la scrittura elegante e precisa di Juliet Marillier tesse un arazzo affascinante e prezioso e pieno di ombre. La verità è custodita nelle storie e l’amore è dove meno te l’aspetti. Ad esempio in un changeling, il piccolo Becan, brutto, invisibile agli occhi di quasi tutti, scadente scambio con il piccolo Finbar. Eppure Clodagh lo ama, lo cura, gli fa da madre. La trama che coinvolge Becan è, credo, la più poetica e commovente di tutto il romanzo. E lascerà una piccola ferita, nella dolcezza e nell’amarezza del finale.

Altro personaggio che mi ha veramente colpita al cuore è stato Cathal, il Ragazzo-Lupo della storia di Willow, dilaniato tra due mondi, fuori posto in entrambi. Alla fine, anche lui troverà una casa, a dispetto della sua fragilità, della sua paura. E, per una volta, i ruoli si invertiranno. Cathal difende Clodagh per tutto il loro viaggio eppure, alla fine, è lei che sfida il destino per portare in salvo l’uomo che ama. Il coraggio di Clodagh, ancora una volta, mi ha toccata, perché è la forza del debole. Clodagh non è una guerriera, né una guaritrice, né una veggente; non sa combattere, non sa nuotare, non conosce la strada o il futuro e non ha abilità particolari con le quali sfuggire alle insidie. Eppure saranno il coraggio del suo animo e la forza del suo amore a vincere la paura e, in definitiva, l’oscurità.

Mi ha poi colpita anche il personaggio di Mac Dara, il volubile, oscuro principe del Popolo Fatato. I Fae vengono delineati dalla Marillier con una maestri incredibile: simili agli umani ma, in definitiva, profondamente diversi. Eppure, nonostante tutto, anche loro vittime di sentimenti che li soverchiano, oltrepassano ogni limite. A modo loro, certo, con più crudeltà, più indifferenza per i destini umani, ma ugualmente potenti.

La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3




Finbar emise un piccolo vagito, che mi fece irrigidire allarmata. La voce
era diversa, come sbagliata. Non era il richiamo di un bimbo sano e
affamato, ma un suono stranamente rauco e penoso. Nessun bambino
normale avrebbe emesso un suono del genere. Finbar doveva essere malato.
Stava soffocando, non riusciva a respirare… Balzai in piedi e mi precipitai
alla culla, il cuore in gola. Abbassai lo sguardo, con l’immagine del mio
fratellino ancora fresca nella mente: le dita delicate, le morbide palpebre, la
pelle color pesca e la bocca un bocciolo di rosa. Sentii il mio cuore dare un
unico tonfo selvaggio e poi restare immobile. Il gelo mi invase. Finbar era
sparito. Tutto ciò che giaceva nella culla era un bizzarro miscuglio di
bastoncini e sassi, foglie e muschio.
Il bambino non poteva essere lontano. “Respira” ordinai a me stessa,
costringendomi a non cedere al panico. Non poteva nemmeno essere fuori
dalla stanza, perché prima era nel cesto, l’avevo visto coi miei occhi, e non
mi ero mai allontanata dalla soglia. Finbar era sempre stato in vista, anche
quando ero uscita dalla porta. Me ne ero assicurata. Tranne… tranne che per
un paio di istanti, quando la mia attenzione si era concentrata su Cathal.
Tranne quando mi aveva baciata. Eppure anche in quel momento nessuno
avrebbe potuto passarmi accanto inosservato: ero sempre stata sulla soglia.
Il mio fratellino doveva essere lì dentro. Doveva per forza.
Mi misi alla frenetica ricerca, avendo ben presente che nella stanza non
c’era posto dove un neonato potesse restare nascosto per più di un istante.
Sotto la pila di asciugamani. Dietro la panca. Nella nicchia. Niente. Il cuore
mi batteva all’impazzata. Il terrore mi faceva sudare la pelle. Com’era
possibile? Come poteva essere scomparso? Non gli avevo quasi mai levato
gli occhi di dosso. “Dev’essere un brutto sogno. Fate che mi svegli, ora, ve
ne prego, ve ne prego.” Fu solo dopo quella che mi parve un’eternità
passata ad arrovellarmi e a perlustrare ogni angolo che mi ricordai del
suono che avevo sentito provenire dal cesto. Bastoncini e sassi non gemono.
Forse l’intera faccenda era stata un’allucinazione. Forse il Popolo Fatato mi
aveva inviato una qualche forma di visione maligna. Mi costrinsi a fare due
profondi respiri, poi mi avvicinai di nuovo al cesto.
Il mucchietto di bastoncini e sassi giaceva ancora lì, sul chiaro
lenzuolino. Non era stata una visione, quindi. Il cuore sprofondò di nuovo,
pesante come piombo. Finbar era sparito. Dovevo chiedere aiuto, dovevo
avvertire…
Il suono riprese di nuovo, un pianto lamentoso e stridulo come la parodia
di una voce di bimbo. E i sassi e bastoncini si stavano… si stavano… Fui
assalita dal voltastomaco. Mi costrinsi a guardare: vidi palpebre muscose
aprirsi su occhi di sasso, una boccuccia fatta di ramoscelli che si stirava per
rivelare gengive marroni simili a corteccia, e due mani con bastoncini
secchi a mo’ di dita protese verso di me, come per implorare il conforto di
un abbraccio. Già la cosa stava piangendo, aveva fame. Scalciando si liberò
dalle coperte – le soffici coltri del mio fratellino – per mostrare un corpo
simile a quello di un neonato, ma bizzarramente composto dai detriti della
foresta, un rametto di sorbo qui, una foglia marrone là, un cuscinetto di
muschio, una liscia pietra screziata di bianco e nero. La testa non era
coperta da folti capelli sottili come quelli di Finbar ma da una zazzera
all’apparenza fatta di piume prese dal petto di un corvo. Anche la voce
sembrava quella di un corvo, e gracchiava sempre più forte la sua richiesta
di attenzione. Mi diedi un pizzicotto forte sul braccio, ma non ci fu altro che
un crescendo di quelle stridule grida. Ero sveglia, ed era tutto vero.
Qualcuno aveva preso mio fratello, il tanto desiderato figlio di Sevenwaters,
dono degli dei a mia madre, e al suo posto aveva lasciato il più brutto
neonato mai scambiato in una culla.




venerdì 15 settembre 2023

Recensione serie "Sevenwaters", Juliet Marillier

 


Autrice: Juliet Marillier

Titolo: Il Figlio della Profezia

Serie: Sevenwaters #3

Prezzo: 17,10   e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Sevenwaters:

1)La Figlia della Foresta

2)Il Figlio delle Ombre

3)Il Figlio della Profezia

4)Heir to Sevenwaters

5)Seer of Sevenwaters

5,5)Twixt Firelight and Water

6)Flame of Sevenwaters


Stavo bene attenta a non tradire la mia presenza nemmeno con il

movimento di un dito o un battito di ciglia. Ma Darragh sapeva. Mi lanciava

uno sguardo obliquo con gli occhi castani, ammiccava nella mia direzione e

faceva balenare rapido un sorriso che nessuno vedeva se non io, nascosta

presso la pista. Poi i nomadi mi superavano per dirigersi giù alla baia e al

loro accampamento estivo, e io andavo a casa, sgambettando su per la

collina e poi di nuovo giù verso la lingua di terra chiamata Honeycomb, il

luogo dove vivevo con mio padre.

Lui non vedeva di buon occhio le mie uscite, ma non mi imponeva

limitazioni. Sosteneva che per me sarebbe stato più vantaggioso stabilire da

sola le mie regole. L’arte della magia mi imponeva un pesante tributo. Non

mi ci era voluto molto per scoprire che non lasciava tempo per gli amici,

per il gioco, per nuotare, pescare o tuffarsi dalle rocce come facevano gli

altri bambini. C’era troppo da imparare. E quando mio padre non trovava il

tempo per insegnarmi, trascorrevo le ore esercitandomi. Le uniche regole

erano quelle inespresse. E poi non avrei potuto comunque andar lontano,

non con il piede che mi ritrovavo.


Trama

La magia sta svanendo, l'umanità sembra voler bandire gli Antichi Spiriti dal suo destino, respingendoli sempre più a occidente, oltre ogni luogo conosciuto. Se nessuno interviene, l'Irlanda rischia di perdere le sue radici mistiche. Profezie perdute nella notte dei tempi hanno già previsto tutto questo, e hanno indicato la via per evitarlo: per essere salvati gli spiriti della terra di Erin devono guardare al clan di Sevenwaters, una famiglia legata alla linfa vitale della terra, che ha giurato di preservare la magia, pagando la promessa con grande gioia e grande dolore. Spetterà a Fainne, figlia di Niamh, la perduta sorella di Sevenwaters, sciogliere gli enigmi del potere. Timida e solitaria, è stata cresciuta dal padre, l'ex druido Ciarán, figlio della perfida strega Oonagh. Riemersa dalle ombre, la vecchia incantatrice non si fermerà davanti a nulla pur di distruggere tutto ciò per cui lotta la famiglia di Sevenwaters: neanche al sacrificio della sua stessa nipote. Riuscirà Fainne a contrastare la sua malvagità e salvare coloro che ha imparato ad amare?


Avevo dieci anni. Stavo immobile al centro della stanza da lavoro di mio

padre, gli occhi fissi nel vuoto. La fragile sfera si librava sopra la mia testa,

tenuta sospesa da forze invisibili. Feci un respiro lento, lentissimo. A ogni

espirazione un piccolo aggiustamento. Su, giù, a sinistra, a destra. “Ruota

su te stessa” comandai alla sfera, ed essa iniziò a vorticare, splendente nella

luce delle candele. “Fermati. Adesso ruota attorno alla mia testa.” I miei

occhi non seguivano il suo movimento fluido. Non avevo bisogno di

guardarla per vedere come obbediva ai miei comandi. “Fermati. Ora

scendi.” Una pausa infinitesimale, poi la discesa; di fronte a me una scia di

brillante lucentezza, quindi la caduta verso la distruzione. “Fermati.” La

sfera si arrestò a una spanna dal pavimento. Stette sospesa in aria, in attesa.

Battei le palpebre, e mi chinai per raccoglierla nella mano.

Mio padre annuì con gravità. «I tuoi poteri stanno aumentando.

Naturalmente si tratta di trucchi piuttosto semplici, anche se per farli bene

ci vuole disciplina. Mi compiaccio dei tuoi progressi, Fainne.»

«Grazie.» Questi elogi erano quanto mai rari. Di solito ciò che faceva era

riconoscere che ero riuscita nel mio intento, e mi esortava a passare a quello

successivo.

«Non montarti la testa, ora.»

«No, papà.»

«È tempo che ti applichi a una branca dell’arte molto più stimolante. Per

fare questo, però, dovrai attingere a nuove risorse dentro di te. Può essere

estenuante. Prenditi qualche giorno di riposo. Inizieremo a Imbolc. Quale

momento migliore?» Il suo tono era aspro.

«Sì, papà.» Ma non gli chiesi cosa intendesse


Recensione

Oggi vi parlo de "Il Figlio della Profezia", terzo volume della saga Sevenwaters di Juliet Marillier. Protagonista del romanzo è Fainne figlia di Ciarán e Niamh.

Fainne è stata allevata dal padre, senza la madre, tragicamente morta; il libro inizia con Fainne che narra la sua storia in prima persona; scopriremo che la ragazza è cresciuta in solitudine, ma ha anche un amico di nome Darren, che forse è qualcosa di più. La ragazza cresce, le sue abilità di maga pure, fino al giorno in cui, purtroppo, non ricompare quella vecchia megera di Lady Oonagh, ossia la nonna paterna di Fainne; quel giorno, la strega le fa fare qualcosa che porterà la ragazza sulla via dell'oscurità. Passano gli anni, la nonna non ricompare più finché lei non viene mandata dal padre a Sevenwaters, dalla famiglia materna; il problema però, è che la nonna l'ha iniziata alla via oscura, convincendola che dietro la scomparsa della madre, ci siano i suoi stessi parenti; ed è così che, Fainne, indossando un amuleto oscuro, finisce per seguire le indicazioni di Lady Oonagh; ma si sa che questi romanzi, hanno svolte imprevedibili.

Nel cercare di carpire informazioni per la nonna, Fainne scoprirà cosa vuol dire avere una famiglia, cosa vuol dire affidarsi a coloro che le vogliono bene, incluso Darren, e noi non possiamo fare altro che seguire la protagonista, in un cammino di crescita e scoperta di se stessa, di ciò che c'è dietro un'antica profezia; perché se suo cugino è chiamato il figlio della profezia, ci sarà un motivo.

Andando avanti con la lettura, però, salterà fuori qualcosa di completamente inaspettato, fino a un finale da brividi, che sicuramente NESSUNO si aspetterebbe; sono rimasta piacevolmente colpita dallo scorrere degli eventi di questa prima trilogia di Sevenwaters e spero vivamente vengano tradotti anche gli altri 3, anche se avranno, com'è giusto che sia, e come è stato per questi tre, altri protagonisti.

La Marillier ha creato una trilogia da brividi; se ancora non l'avete letta, mi spiegate cosa state aspettando? Lasciatevi conquistare dalla storia di Fainne, suo padre, i suoi amici e la sua famiglia. Non ve ne pentirete.



La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3


Mio padre riusciva a trasformarsi in una

quantità di diversi soggetti: una volpe fulva dagli occhi brillanti, oppure una

strana creatura, una sorta di spettro simile a un evanescente pennacchio di

fumo. Per quest’ultima mi diede la formula, ma non mi permise di tentarne

la trasformazione. Sarebbe stata pericolosa, se usata in modo incauto. Il

rischio consisteva nel non avere poteri sufficienti per annullare

l’incantesimo. C’era quindi la possibilità che uno non riuscisse più a tornare

alla propria forma originaria. Mio padre mi disse anche che una

trasformazione del genere esauriva notevolmente i poteri di un mago.

Tanto più ci si allontanava dalle proprie sembianze, tanto più intenso era

l’impoverimento. Se per esempio uno si trasformava in un feroce mostro

marino, oppure in un’aquila dagli artigli acuminati, e poi riprendeva il

proprio aspetto, per qualche tempo dopo quell’esercizio non avrebbe potuto

mettere in atto alcuna magia. La trasformazione sarebbe potuta durare fino

a un giorno e una notte, e in quel frangente il mago sarebbe stato

estremamente vulnerabile.

martedì 6 giugno 2023

Recensione serie "Sevenwaters", Juliet Marillier

 

Autrice: Juliet Marillier

Titolo: Il Figlio delle Ombre

Serie: Sevenwaters #2

Prezzo: 18,00   e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Sevenwaters:

1)La Figlia della Foresta

2)Il Figlio delle Ombre

3)Il Figlio della Profezia

4)Heir to Sevenwaters

5)Seer of Sevenwaters

5,5)Twixt Firelight and Water

6)Flame of Sevenwaters


"Vedevo gli occhi di mia madre su di noi, verdi, strani, vigili, e mi sentivo attraversare da un brivido di presagio.

Sentivo che era tempo.

Tempo che le cose cambiassero di nuovo."


Trama

SORHA È RIUSCITA A ROMPERE L'INCANTESIMO che imprigionava i suoi fratelli nei corpi di cigni e, con il suo amore, ha sconfitto generazioni di odio e unito due culture. Grazie al suo coraggio e al suo sacrificio, la pace e la gioia sono tornate a Sevenwaters. Ma dopo anni di relativa tranquillità, nuove ombre vanno addensandosi sull'Irlanda del Nord e sui figli di Sorha: la primogenita Niamh deve piegarsi a un matrimonio di convenienza e, mentre il giovane Sean si appresta a ereditare il titolo, spetterà alla sua gemella Liadan - che ha preso dalla madre il dono della Vista e le doti di guaritrice - compiere il destino della famiglia di Sevenwaters. Per farlo dovrà intraprendere un viaggio alla scoperta di un mondo che sa essere tanto meraviglioso quanto oscuro e crudele. Un'esperienza che la cambierà per sempre, insegnandole a quale prezzo è stata conquistata la serenità che ha sempre conosciuto. Tra insidie e dilemmi, Liadan avrà bisogno di tutta la sua forza per fronteggiare proprio coloro che ama di più. Perché la sua ricerca del vero amore potrebbe essere per tutti loro una condanna... o la salvezza.

Vincitore dell'Aurealis Award per il miglior romanzo fantasy nel 2000, Il figlio delle ombre prosegue la narrazione delle vicende della famiglia di Sevenwaters iniziata nella Figlia della foresta: un racconto emozionante e pieno di avventura, coraggio e magia che affonda le radici negli antichi miti celtici dell'Irlanda medievale.




In certe famiglie leggende di quel tipo entusiasmavano solo gli uomini. Ma

non nella nostra; perché mia madre sapeva creare con le parole una tale

magia che tutti indistintamente ne erano catturati. Raccontava storie che

facevano sbellicare dalle risate, e storie che facevano ammutolire gli uomini

più duri. Ma ce n’era una che lei non raccontava mai, ed era la sua. Era stata

mia madre, da fanciulla, a salvare i suoi fratelli dal perfido sortilegio di una

strega, e nel farlo aveva quasi perso la vita. Era lei la ragazza i cui sei

fratelli avevano passato tre lunghi anni come creature selvagge, ed era stata

lei che li aveva riscattati con il proprio silenzio e le proprie sofferenze. Non

c’era bisogno di raccontare e ripetere quella storia, perché essa si era

guadagnata un posto nell’immaginario della gente.




Recensione


Oggi vi parlo del secondo capitolo della saga "Sevenwaters" che ha per protagonisti i figli di Shora.



Siamo davanti a una bellissima saga fantasy pubblicata per la prima volta nel 1999, composta da tre libri ambientati nell'antica e magica Irlanda, anche se a quanto pare ne sono previsti altri 3 oltre a questi. Così come il primo, anche questo secondo libro è autoconclusivo e potrebbe leggersi da solo, ma vi consiglio caldamente la lettura del primo volume (a cui dare la precedenza) o vi mancherebbe un pezzo di storia.

Venti anni dopo i fatti narrati, ritroviamo molti dei personaggi del primo libro: Shora ha tre figli, Niamh, la maggiore, e i gemelli Liadan e Sean di diciassette anni. Liam, insieme al marito di Sorra, governa la tribù di Sevenwaters, mentre Conor è diventato il potente druido che era destinato ad essere. Il governo di Liam e Iubdan ha trasformato Sevenwaters in una ricca e influente tribù, molto importante nell'alleanza tra le tribù e per le decisioni circa la riconquista delle Isole.
Così come sua madre, Liadan ha una forte connessione con la Foresta e presto capiamo che ha ereditato i suoi stessi poteri, ma per lei sono molto più sviluppati. Shora le ha insegnato tutti i segreti di una guaritrice e Liadan è felice di poter vivere la sua vita tra gli alberi della Foresta con la famiglia.
È lei la protagonista di questo capitolo e sue saranno le vicissitudini in esso narrate.
Le loro vite scorrono tranquille fino al giorno in cui la famiglia scopre che Niamh ha una relazione clandestina con uno dei druidi dello zio. La cosa, già scandalosa in sé, è peggiorata dal fatto che, per motivi che restano oscuri fino alla fine del romanzo, l'unione dei due ragazzi è sacrilega e scongiurata facendo allontanare il ragazzo e mandando in sposa Niamh nelle terre del nord. 

La qual cosa però, dopo una visita della sorella, porta la vita di Liadan a cambiare in modo drastico.
Rapita da una banda di feroci malviventi prezzolati, mercenari la cui forza è a servizio di chi è disposto a pagarli, si ritrova sola a combattere contro la morte di uno di loro. Alcuni banditi hanno saputo delle sue abilità di guaritrice e hanno deciso di rapirla per tentare di salvare uno dei loro compagni, ferito a morte in un incidente. Liadan incontra il capo della banda e, nel breve periodo trascorso con loro, apprende che non tutto ciò che viene narrato è sempre vero e che l'onore può nascondersi nei posti più impensati, anche tra le fila dei reietti della società.
Il loro incontro e l'amore che nasce tra lei e il Capitano andrà contro tutto quello in cui Liadan crede, anche contro il volere del Piccolo Popolo stesso, che, a differenza della madre, Liadan non esita a sfidare.
Dire che ho adorato questo romanzo è un eufemismo; non pensavo di potermi elettrizzare anche con "Il figlio delle ombre", visto che si dice sempre che "il libro di mezzo è quello che fa flop". Come ho detto, è un secondo libro, grazie al quale veniamo a conoscenza della leggenda di Sevenwaters e perché sia così importante per il destino non solo del Piccolo Popolo, ma anche degli spiriti e delle divinità che hanno governato l'antica Erin prima dell'arrivo del Piccolo Popolo stesso e che grande rilievo hanno in questo volume. Capiamo perché la famiglia di Shora è così importante per il destino di tutti loro e perché il Piccolo Popolo si spinge prepotente nel destino delle loro vite.
Liadan è molto simile a sua madre, nelle abilità, nella forza e nei poteri. Ma a differenza di quest'ultima non teme il volere degli spiriti e non si piega ciecamente alle loro decisioni. Anzi, sfiderà apertamente la loro volontà per piegare il suo destino al suo volere.

Tutti i personaggi e le loro rispettive storie sono l'interludio per il capitolo finale. I figli di Shora, pur conoscendo il destino della madre e la sua vita, non conoscono tutta la sua storia e soprattutto la potente strega che li ha condannati o la sua fine, e per tutto il libro viene accennato loro solo il pericolo dovuto a un male potente e oscuro.

A questo punto attendo l'uscita del terzo volume, per capire dove andrà a parare questa trilogia;  ma come ho detto, in realtà la saga è composta da 6 libri,  non 3, per cui mi viene da pensare che, se "Il Figlio della Profezia" conclude la trilogia di Sevenwaters", gli altri 3 avranno nuovi protagonisti; ma chi? Spero vivamente che Oscarvoult pubblichi tutti e 6 i libri (e sono certa concluderà almeno la prima trilogia), perché non vedo l'ora di leggere tutto!


La mia valutazione


Alla prossima


Luce <3





Io, a volte, coglievo la mamma che guardava Niamh, Sean e me, e sapevo che cosa la

preoccupava. Presto o tardi, il Popolo Fatato avrebbe deciso che era tempo.

Tempo di intromettersi di nuovo nella nostra vita, tempo di riprendere in

mano l’arazzo incompiuto e tesservi altri complicati disegni. Chi avrebbero

scelto? Era uno di noi il bambino della profezia, quello che avrebbe infine

portato la pace tra la nostra gente e i britanni di Northwoods; che avrebbe

riconquistato le Isole con le loro grotte mistiche e i sacri alberi? Tra me e

me, ne dubitavo. Se conoscevi almeno un poco il Popolo Fatato, sapevi che

erano esseri subdoli e scaltri