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giovedì 17 aprile 2025

Recensione "I disperati casi dell'ispettore Tombini", Giancarlo Bosini

Autore: Giancarlo Bosini

Titolo: I disperati casi dell'ispettore Tombini

Prezzo: 13,00  e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


Mando giù e mentre sto per vomitare dallo schifo, le mie dita prensili arraffano qualcosa. Stringo. Tiro su. Una biglia, di quelle col calciatore, fa capolino accolta dal fragoroso applauso dell’architetta.

«È stata dura, ma il problema è risolto» sentenzio, gonfiandomi come un tacchino, mentre aziono lo sciacquone.

Ma il destino è contro di me. Qualcosa ancora non va. Allora agisco d’impulso. Mi tappo il naso, mi tuffo dentro. Cerco di nuovo.


Trama

Questo libro trova un degno posto all'interno del panorama della letteratura e dell'insegnamento grazie alle parole e alle espressioni che gli donano un carattere distintivo.


«Qui ci troviamo di fronte a un losco affare» osserva. «La storia dell’idraulico seriale fa acqua da tutte le parti. Per me stanno cercando qualcosa di preciso.»

Sempre brillante il ragazzo. Ha afferrato subito la situazione.

«Tombini» prosegue, «ho trovato un tizio che ha visto una cosa strana. Questa notte, rientrando a casa, ha notato una figura con stivaloni da pescatore alzare il chiusino per penetrare nel collettore fognario. Incuriosito, senza farsi notare, si è fermato alcuni minuti, giusto per vederla riemergere furtivamente e sparire nell’oscurità.»

«Caspita! Questa sì che può essere una buona trac-cia» dico io mentre mi fiondo a guardare.


Recensione

Oggi vi parlo di questo romanzo; si legge velocemente; i casi sono molteplici e in tutti si ride a non finire. Protagonista è l'ispettore Tombini, a cui vengono affidati sempre casi assurdi, e sempre quando gli altri hanno cose molto più complicate da risolvere.

E' un ispettore maldestro, simpaticissimo, che vi farà piegare in due dal ridere; come ho detto, si legge velocemente, e si ride tanto.

Un libro leggero, da leggere quando si ha voglia di staccare dalla monotonia della giornata.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


Improvvisamente un’ombra furtiva attraversa il co-no della torcia di Demerara. Solo per un attimo. Poi sparisce.


martedì 11 giugno 2024

Recensione "Delitti ai navigli di Milano", Giancarlo Bosini

 


Autore: Giancarlo Bosini

Titolo: Delitti ai navigli di Milano

Prezzo: 14,25

Link d'acquisto: QUI


«Da quando è morta la sua signora non è più lo stesso » osserva la Pina.

«Mah, amore e morte, queste purtroppo sono le pene della vita! Cosa ci dobbiamo fare?»

«A proposito, hai sentito di quell’uomo ripescato questa mattina nel naviglio?» mi domanda la Pina. «È già il terzo che tirano su in poco tempo. Non so mica se è stato ammazzato anche lui, magari è annegato.»

«Mah! Purtroppo questo è un posto di malavita e povera gente come noi, dove di tanto in tanto la corrente dei navigli trascina i cadaveri di qualche vittima di un regolamento di conti o di qualche disperato che ha deciso di farla finita. Mi ricordo di quando un giorno ho visto ripescare il corpo di una ragazza. Dicevano che si era suicidata per amore. Se ci penso, tremo ancora adesso. Povera

tusa, bianca come un cencio, aveva la pelle gonfia, rugosa e rattrappita, con la schiuma dal naso e dalla bocca. Non ci ho dormito per giorni.»


Trama

Milano 1928, il fascismo è al potere, la vita va avanti come sempre, ma nell’aria è percepibile un clima oppressivo, in cui non mancano limitazioni alle libertà, censure e delatori. Tre cadaveri vengono ritrovati nel naviglio. Per la questura si tratta dell’opera di un pazzo, ma per Martone, un giornalista del Corriere caduto in disgrazia ed emarginato a causa delle sue idee antifasciste, la cosa non è chiara e partendo da una labile traccia inizia un’indagine che lo porterà a scoprire un’incredibile verità.


Spesso viviamo come se non dovessimo morire mai

e moriamo come se non avessimo mai vissuto. Mi chiedo

quando e come morirò e il fatto che siamo tutti

destinati a finire produce in me un sentimento insopportabile.

Stringo il bicchiere, quasi con furia. Si spezza.

Una scheggia penetra nella mia mano.

Recensione

Oggi vi parlo del romanzo "Delitti ai navigli di Milano", un giallo ambientato in una delle città più famose d'Italia; ringrazio l'autore per la copia digitale.

Questo romanzo è un giallo, con protagonista il giornalista Martone, caduto in disgrazia, che si ritrova ad aver a che fare con una serie di delitti da risolvere, e chi li effettua pare essere un serial killer; ma la verità è tutta un'altra e sarà proprio il giornalista a scoprirla.

Sullo sfondo c'è il fascismo, un clima oppressivo, le limitazioni della libertà e tutto ciò che comportava a quel tempo il fascismo.

Questo libro si legge tranquillamente in un paio di giorni, se siete amanti del giallo non potete farvelo scappare.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


«Avete già identificato quest’ultima vittima?»

«Giovanni Tallone, imprenditore tessile, mentre la prima, com’è già stato reso pubblico, è un certo Italo

Finzi, mugnaio. Dai riscontri effettuati finora, sembra non ci sia nulla che li leghi fra loro. La seconda vittima invece non sappiamo ancora chi sia, non aveva documenti addosso.»

«È stata derubata?»

«No, eppure aveva soldi con sé, come le altre due vittime.»

«Quindi mi confermate che nessuna delle tre è stata derubata?»

«Assolutamente e questo rafforzerebbe l’ipotesi del maniaco.»

«Nessuna denuncia di scomparsa?» chiedo.

«Fino a questo momento non ne è pervenuta alcuna.»

«Magari la seconda vittima era solo di passaggio a Milano. Avete già sentito i colleghi delle altre questure?»

«Martone, non fatemi perdere tempo con domande ovvie, che oggi vado di fretta» mi ammonisce contrariato, mentre lo vedo maneggiare nervosamente una stilografica.

«Immagino non ci siano testimoni» chiedo, ignorando la sua risposta.

venerdì 25 giugno 2021

Recensione "Venezia soluzione estrema", Giancarlo Bosini

 


Autore: Giancarlo Bosini

Titolo: Venezia soluzione estrema

Prezzo: 14,25

Link d'acquisto: QUI


È ancora presto e Venezia, silenziosa e tranquilla, sembra una cittadina addormentata d’altri tempi, tanto che pare di ritrovarsi dentro a un quadro del Canaletto. Venezia, città d’acqua e di terra, antica e contemporanea, città d’arte e città operaia, con i suoi canali, le sue gondole e i mille riflessi sull’acqua


Trama

Venezia, ultimi decenni del Novecento. Dopo aver accettato di lavorare alla trasformazione del monumentale Mulino Mendel in un esclusivo complesso alberghiero, l’architetto Luigi Bellotti scopre che esiste una trama segreta per affossare l’operazione e che inoltre tra le mura del Mulino si celano molti enigmi irrisolti. Un quadro reso ancora più cupo da un omicidio e da alcuni versi profetici di Nostradamus, che sembrerebbero confermare l’esistenza di una misteriosa maledizione. Dopo un incidente sospetto, dal quale si salverà per puro caso, Bellotti intraprende con tenacia un viaggio tra presente e passato che lo condurrà ai fatti lontani in cui tutto ha avuto origine, portando in superficie verità occultate da anni. Una storia liberamente ispirata alle vicende del Mulino Stucky di Venezia, oggi Grand Hotel di una famosa catena alberghiera.


“Come avrà letto sui giornali,” mi spiega “il Mulino sta attraversando un periodo di crisi che non lascia intravedere sbocchi positivi. In un mondo oramai votato a una rapida trasformazione, è necessario voltare pagina e mostrare la capacità di cambiare politica, per cui molti azionisti vorrebbero convertire la struttura nel primo complesso di Venezia di tipo alberghiero-congressuale, il più esclusivo, ma purtroppo, in assenza di una corretta previsione dei costi, l’unanimità sulla decisione ancora non c’è. È un progetto che potrebbe cambiare volto alla città, il motore trainante di un nuovo sviluppo. L’Hotel Mendel dovrà essere un simbolo per Venezia; il simbolo di quel turismo che da molti anni è diventato la principale risorsa della città. Una scelta non troppo gradita a molti albergatori che temono di venire schiacciati da una concorrenza così potente. Sono già partite parecchie rimostranze.”

“Capisco le loro paure.” osservo.

“Anche noi, ma purtroppo il mondo dell’economia è così, non siamo qui per fare beneficenza. In regime di libero mercato non si possono avere scrupoli. Da che mondo è mondo, il pesce più grosso ha sempre mangiato il più piccolo.”

“Sì, è vero, ma su questo concetto non mi vede d’accordo.”

“Conosciamo bene le sue idee, architetto Bellotti, ma sappiamo anche che ha grande esperienza e che in questi ultimi anni si è spesso occupato di casi di recupero analoghi a questo. Il suo intervento, se accetterà il nostro incarico, servirebbe a fornire agli azionisti una idea di come bisognerebbe intervenire sull’edificio, dei costi a cui potrebbero andare incontro e convincere chi al momento è contrario o non si sente ancora di prendere posizione. Non le chiediamo un progetto, ma solo uno studio di massima.”

“Si può fare, ma per questa analisi i costi non saranno molto più bassi di un progetto esecutivo.”

“Ne siamo consapevoli, ma purtroppo, non avendo ancora ottenuto l’approvazione dalla maggioranza degli azionisti, siamo obbligati a procedere in questo modo. In ogni caso, sono già in corso trattative preliminari per una eventuale partnership con una grande catena alberghiera americana che ne assumerebbe la gestione, mentre la proprietà dell’immobile rimarrebbe alla Compagnia delle Farine. A dir la verità, si sono fatti avanti in molti; alcuni abbiamo dovuto scartarli perché non ci hanno convinti, nonostante gli innumerevoli tentativi fatti per farci credere che sarebbero stati degli ottimi partner.”

“Sicuramente è un progetto che fa gola a molti. Immagino abbiate già fatto delle previsioni economiche sui benefici.”

“Certamente! Si stima un business di parecchi miliardi di lire che finirebbero nelle tasche degli investitori; molto di più di quanto potrebbe rendere il Mulino. Ci stiamo lavorando assiduamente, ma ultimamente sono accaduti parecchi incidenti e i potenziali partner potrebbero tirarsi indietro per via delle voci che corrono su quella che alcuni sostengono essere la maledizione del Mulino. Sono tutte leggende, ma purtroppo qualcuno le prende sul serio e a quanto pare anche gli imprenditori sembrerebbero superstiziosi.”

Recensione


Scusandomi con l'autore per il ritardo, oggi vi parlo di "Venezia soluzione estrema" di Giancarlo Bosini. 

"Venezia soluzione estrema" è una sorta di giallo ambientato a Venezia; il protagonista, l'architetto Luigi Bellotti, viene ingaggiato per fare dei lavori al Mulino Mendel che dovrebbe diventare un albergo. Peccato che durante i lavori avvengano strani avvenimenti che portano i paesani a pensare che il suddetto Mulino sia maledetto, e così Bellotti si ritrova nel bel mezzo di un mistero da risolvere.

Qualche morto, poco sangue, ma MOLTA voglia di capire cosa diavolo succede in quel posto e scoprire chi si cela dietro gli omicidi e gli incidenti (che forse non sono solo incidenti); ecco cosa vi aspetta in questo romanzo.


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


“Sai che Ca’ Dario è stata definita il palazzo maledetto di Venezia?” mi chiede Bejamin “Quasi tutti i suoi abitanti sono stati uccisi o sono morti in modo strano o sono stati colpiti da qualche sfiga.”

“Sfiga? E che parola è mai questa?”

“Boh! La dicono tutti.”

“Beh, se è così.”

“Sai che dicono che ci sono i fantasmi dei vecchi proprietari e che quando non c’è in casa nessuno si sentono rumori o si accendono le luci. Ma tu ci credi ai fantasmi?”

“I fantasmi sono dentro alle persone. Sta a noi lasciarli riposare.” gli rispondo arrotolandomi una sigaretta, quasi a scacciare ricordi dolorosi.

“Ah beh, non ho capito, ma se lo dici tu. Sai che adesso ci abita il direttore del Mulino? Lui non ha paura, è un duro. Ha ereditato il palazzo quando è stato ucciso il povero signor Carlo Alberto. Ma che odore strano ha il tuo tabacco. È americano?”

“Indiano.”

“Buah! Ma ti piace?”

“Sì.”

“Buah! Sai, alcuni sostengono che questa casa è maledetta, perché è stata costruita su un cimitero dei templari, dopo averne profanato le tombe. Non so cosa voglia dire profanato, però i veneziani ci credono, eccome perdinci. Molti nemmeno si avvicinano, anche perché su un muro c’è una scritta misteriosa che consiglia di stare alla larga dal palazzo.”

“Una scritta antica?”

“Sì, sì, antichissima. Dicono che c’è da sempre.”

“Ma quante cose sai!”

“Te l’ho detto,” mi risponde Bejamin “io qui ci sono nato.”