Autore: Maurizio De Giovanni
Titolo: Buio per I Bastardi di Pizzofalcone
Serie: I Bastardi di Pizzofalcone #3
Prezzo: 19,95 e-book 8,99
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Serie I Bastardi di Pizzofalcone:
1)Il metodo del coccodrillo
3)Buio per i Bastardi di Pizzofalcone
4)Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone
5)Cuccioli per I Bastardi di Pizzofalcone
6)Pane per I Bastardi di Pizzofalcone
7)Souvenir per I Bastardi di Pizzofalcone
8)Vuoto per I Bastardi di Pizzofalcone
9)Nozze per I Bastardi di Pizzofalcone
10)Fiori per I Bastardi di Pizzofalcone
11)Angeli per I Bastardi di Pizzofalcone
12)Pioggia per I Bastardi di Pizzofalcone
Trama
L'aria è dolce a Napoli nel mese di maggio, ma non c'è da fidarsi. La squadra dei Bastardi del commissariato più chiacchierato della città è alle prese con un crimine odioso, il rapimento di un bambino di dieci anni, nipote di un ricco imprenditore.
Tra furti apparentemente banali e fantomatici serial killer, le indagini procedono lentamente fino a quando i Bastardi non troveranno la forza di scandagliare il buio delle miserie umane...
Secondo romanzo della serie.
Recensione
Bello questo nuovo libro di De Giovanni che si rivela un autore assai prolifico e in piena vena narrativa.
Ben disegnato il triste caso di un bambino rapito. Il colpevole risulta inaspettato anche se fin dalle prime pagine è chiaro che è sia da ricercarsi nel piccolo ristretto mondo che circonda il bambino. Forse, in effetti, si capisce un po' troppo presto che il colpevole è vicino, ma il buono è che davvero non si immagina chi sia, fino alla fine.
L'autore ha il suo modo di descrivere le donne, e chiaramente che non disdegna le forme piene! Delle donne arrivano sempre le forme prima del carattere, però, quando il carattere arriva , questo è sempre ben chiaro, spesso positivo, solare o complesso che sia. Unico neo, grossino, è la Di Nardo e non per l'essere omosessuale ma perchè è una trentenne che non ha ancora lasciato la casa paterna, non ha ancora trovato il coraggio di uscire da una famiglia oppressiva, eppure ha una sua forza interiore ed ha un ottimo lavoro. Nel 2013 siamo ancora alle ragazze (ormai donne) sotto le grinfie dei padri-padroni? Nord o sud che sia, è ora di finirla, atterriamo nell'Italia del terzo millennio per favore. Se Alex non desidera fare outing, cosa che comprendo, sono fatti suoi, che almeno nel prossimo libro si trovi un appartamentino e cominci a respirare e semplicemente a vivere. Le sue notti morbose in luoghi equivoci sono tristi, quasi borderline. La ragazza non merita questo trattamento. Che viva questa poveretta, questo personaggio così poco riuscito. L'emancipazione di questa ragazza è necessaria! E, ripeto, non sto dicendo per forza dal punto di vista sessuale. Le due cose sono disgiunte, semplicemente che cominci a vivere una vita sua, indipendente. Dipingerla davanti alla televisione con i genitori è assurdo e triste. Che esca da casa, che passeggi, che viva la sua vita.
Gli altri personaggi sono invece ben disegnati e mi piace molto il Serpico-Aragona; di libro in libro, si capisce che, al di là delle molte contraddizioni da "coatto" e anche un po' da figlio di papà, il ragazzo è intelligente.
Quanto al cancro alla prostata sarebbe opportuno mandare il vice-commissario interessato all'ospedale; questo arrendersi, seppur comprensibile per chi voglia ricongiungersi ad una moglie morta, è oppressivo ed anche poco carino nei confronti dei tanti che invece combattono la malattia con speranza e volontà. Certo ciascuno è libero di fare ciò che vuole, ma un libro raggiunge tante persone e chi scrive non può sottrarsi a questa responsabilità. Il cancro alla prostata è assai frequente, si può curare in buona parte dei casi ed un autore che sta divenendo così popolare, mi spiace per lui, però perde un po' di libertà e non può permettersi tutto questo fatalismo/disfattismo. Andiamo!
La mia valutazione
Luce <3


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