martedì 6 gennaio 2026

Recensione "Fumetti", Zerocalcare


 Autore: Zerocalcare

Titolo: Nel nido dei serpenti

,Prezzo: 20,90  e-book 11,99

Link d'acquisto: QUI


Fumetti Zerocalcare:

1)La profezia dell'armadillo

2)Un polpo alla gola

3)Ogni maledetto lunedì su due

4)Dimentica il mio nome

5)L'elenco telefonico degli accolli

6)Macerie prime

6,5)Macerie prime - sei mesi dopo

7)La scuola di pizze in faccia

8)Scheletri

9)Quando muori resta a me

10)Dodici

11)Kobane Calling

12)Kobane Calling Oggi

13)A Babbo Morto. Una storia di Natale

    14)Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia

15)No sleep till shengal

16)Enciclopedia Calcarea: guida ragionata all'universo di Zerocalcare

17)Dopo il botto

18)Animation Art Book

19)Scavare fossati, nutrire coccodrilli

20)Nel nido dei serpenti


Trama

Questo volume, realizzato in collaborazione con Momo Edizioni, raccoglie le storie sul processo ungherese che vede tra gli imputati Ilaria Salis, e una lunga storia inedita sulla vicenda giudiziaria di Maja T., nell’ambito dello stesso processo. Una storia sui rigurgiti di intolleranza con i quali l’Europa non ha mai fatto pienamente i conti, e che stanno portando al ritorno di ideologie odiose, a lungo ritenute sconfitte e in declino. Parte dei proventi derivanti dalla vendita di questo volume sarà devoluta al fondo per le spese legali degli imputati, un gruppo di persone che rischia di essere sepolto in un carcere ungherese per un tempo irragionevolmente, assurdamente lungo


Recensione

Ebbene sì, Zerocalcare è tornato con un nuovo volume! (Lo so, ce ne sono 2 neri nel mio indice, ma non sono romanzi, per cui li ho saltati di botto); con “Nel nido dei serpenti”, pubblicato il 5 dicembre 2025 in copertina rigida, Zerocalcare firma uno dei suoi lavori più apertamente politici, dolorosi e necessari. Un volume che segna un ulteriore passo nella maturazione dell’autore, sempre meno concentrato sull’autobiografia generazionale e sempre più impegnato nel racconto civile e militante, senza rinunciare alla potenza emotiva del linguaggio grafico che lo ha reso unico.

Il libro nasce dalla collaborazione con Momo Edizioni e raccoglie una serie di storie dedicate al processo ungherese che vede tra gli imputati Ilaria Salis, affiancate da una lunga storia inedita sulla vicenda giudiziaria di Maja T., anch’essa coinvolta nello stesso contesto repressivo. Non si tratta di una semplice cronaca illustrata, ma di un vero e proprio atto narrativo di testimonianza.

Zerocalcare entra nel cuore di una vicenda che parla di rigurgiti di intolleranza, di derive autoritarie mai davvero superate, di un’Europa che ha preferito dimenticare invece di elaborare. Il “nido dei serpenti” del titolo non è solo un luogo fisico o giudiziario, ma una metafora potente di un sistema che tollera l’ingiustizia quando colpisce chi è considerato marginale, scomodo o politicamente “altro”.

Dal punto di vista stilistico, il fumetto mantiene la cifra riconoscibile dell’autore: ironia amara, metafore animali, dialoghi interiori corrosivi, ma qui l’umorismo è ridotto all’essenziale, quasi trattenuto. Le tavole sono spesso cupe, cariche di tensione, e il segno grafico accompagna un racconto che vuole colpire più la coscienza che l’intrattenimento.

Particolarmente significativa è la scelta di destinare parte dei proventi del volume al fondo per le spese legali degli imputati. Un gesto che rafforza il senso dell’opera: Nel nido dei serpenti non è solo un libro da leggere, ma una presa di posizione concreta, un tentativo di usare il successo editoriale come strumento di solidarietà reale.

Nel panorama del fumetto italiano contemporaneo, questo lavoro si colloca accanto alle opere più impegnate di Joe Sacco per il giornalismo grafico e, sul piano nazionale, prosegue il filone inaugurato da Zerocalcare con Kobane Calling e No Sleep Till Shengal, ma con una centralità europea ancora più inquietante. Qui il nemico non è lontano: è dentro i confini, nelle istituzioni, nelle omissioni.

“Nel nido dei serpenti” è un libro scomodo, che rifiuta la neutralità e mette il lettore di fronte a una domanda precisa: quanto siamo disposti a tollerare in nome della sicurezza, e chi paga davvero il prezzo di questa scelta?

Un’opera che non cerca il consenso facile, ma lascia un segno. E proprio per questo, necessaria.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3

Nessun commento:

Posta un commento