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martedì 9 dicembre 2025

Recensione serie "Miss Bee", Alessia Gazzola

 


Autrice: Alessia Gazzola

Titolo: Miss Bee e il giardino avvelenato

Serie: Miss Bee #4

Prezzo: 15,10  e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Miss Bee

1)Il cadavere in biblioteca

2)Il principe d'inverno

3)Il fantasma dell'ambascia

4)Il giardino avvelenato

5)?


"Una nuova vita le si spalanca davanti agli occhi… Ma guai, enigmi e financo delitti sono sempre all'orizzonte."

Trama

Reduce da un evento inatteso e imprevedibile che le ha certamente stravolto l'esistenza,  la giovane Miss Bee, alias Beatrice Bernabò, a poco più di vent'anni si trova in una situazione inedita. Una nuova vita le si spalanca davanti agli occhi.. Ma guai, enigmi e fianco delitti sono sempre all'orizzonte. Miss Bee si ritroverà invischiata in un enigma dai contorni ancor più foschi del solito, così come fosco le appare il suo presente sentimentale, per tacer del futuro... Più che mai, Beatrice dovrà far ricorso a tutta la sua sagacia e a tutta la sua forza d'animo per sciogliere i misteri del mondo e soprattutto quelli del cuore.


“Amore, respira… e ricordati che Archer non morde. O forse sì, ma a noi va benissimo così.”


Recensione

Eccomi a parlarvi del quarto (e per ora ultimo) romanzo di Alessia Gazzola, con protagonista Beatrice Bernabò, altrimenti conosciuta come Miss Bee;  se nei primi volumi il fascino era un mix tra giallo leggero, atmosfera retrò e vicende romantiche, qui mi è parso che l'autrice approfondisse di più l'interiore di Beatrice, piuttosto che le vicende esterne. Il mistero c'è e funziona, ma è molto più intrecciato del solito alla vita personale della protagonista. I modelli ci sono ancora - il visconte complicato, l'ispettore tormentato, la giovane donna intelligente in cerca del proprio posto nel mondo-, ma in questo capitolo giungono alla loro conclusione. 

Rispetto ai primi tre, Il Giardino avvelenato, mi è sembrato quello in cui la scrittura dell'autrice è maturata ti più. "Il Cadavere in biblioteca" è l'inizio, quello che fa da trampolino e ingresso in scena di Beatrice; "Il principe d'inverno" ha un'atmosfera sospesa e si parla di dinamiche della casa di campagna, mentre "Il Fantasma dell'Ambasciata", riguarda i fantasmi (veri e metaforici), che bussano alla porta dal passato, qui abbiamo la protagonista alle prese con la tipica domanda: "E adesso cosa faccio della mia vita?"

Miss Bee è sempre la solita Beatrice: umana, curiosa, intelligente, spiritosa ma anche piena di dubbi e contraddizioni. Non è un'eroina con tutte le risposte in tasca, è una giovane donna che tiene alla propria libertà, ma sa di avere delle responsabilità, e un cuore che non si comporta come dovrebbe. 

Il giallo, come al solito, non punta sul colpo di scena spettacolare, ma sulla costruzione graduale, con piccoli indizi, sguardi, oggetti fuori posto, un giardino all'apparenza innocente, ma che in realtà non lo è. 

Il lettore non trova soddisfazione solo nello scoprire "chi" e "perché", ma nel vedere come tutto s i intreccia con il percorso che riguarda Beatrice, quanto ogni scelta investigativa fatta, sia anche, bene o male, una scelta di vita.

Se avete amato i primi tre romanzi, credo sia sostanzialmente obbligatorio leggere anche questo, perché chiude (e completa) l'arco narrativo creato dall'autrice intorno a Miss Bee, creando una sorta di resa dei conti, sia sentimentale quanto esistenziale.

Se siete in cerca di adrenalina, avete sbagliato genere, ma se volete un mondo ben costruito, dialoghi brillanti, dinamiche affettive sfaccettate e un'ironia sottile che rende la lettura leggera senza essere superficiale, state leggendo il libro giusto.

A questo punto la domanda sorge spontanea: è finita qui, o la Gazzola ci catapulterà di nuovo nel mondo di Miss Bee? Lo scopriremo solo aspettando, ma quel che è certo è che questo arco narrativo, ha avuto la sua conclusione.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


Kit abbassò lo sguardo sulle sue scarpe lucide. Facendosi serio, anche se

esitante, le disse infine: «Io... credo di doverti delle scuse». Lei, che non si

aspettava minimamente quell’uscita e che si stava già accingendo a tagliarla

lì, sgranò gli occhioni ambrati. «Dico sul serio» aggiunse Kit, come se –

giustamente – non si aspettasse di poter essere percepito sincero.

«In merito a cosa, Kit?» lo interrogò Beatrice, con aria di sfida.

«Agli eventi del nostro comune passato» rispose lui, con piccoli timidi

segni di vergogna.

«Tutti?» incalzò lei, animata da un coraggio imprevedibile. «Per gli

inganni, dal primo all’ultimo? Per le tue insistenze sfacciate? Per essere

partito senza nemmeno salutare? O per quella volta in cui mi hai scagliato

addosso la spilla che mi avevi regalato?»

Sopraffatto, Kit replicò con una punta d’orgoglio: «È stato solo uno scatto

d’ira. E tu... non ti sei fatta niente». Beatrice lo guardò storto. «E se non ti ho

salutata è perché provavo imbarazzo» concluse lui.

«Un biglietto, Kit. Due righe per dire ’addio’, dopo... dopo tutto quello che

c’era stato.»

lunedì 8 dicembre 2025

Recensione serie "Miss Bee", Alessia Gazzola

 


Autrice: Alessia Gazzola

Titolo: Miss Bee e il cadavere in biblioteca

Serie: Miss Bee #1

Prezzo: 14.15  e-book 8,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Miss Bee

1)Il cadavere in biblioteca

2)Il principe d'inverno

3)Il fantasma dell'ambasciata

4)Il giardino avvelenato


Trama

Londra, anni Venti del Novecento. Beatrice Bernabò, detta Miss Bee, è una ventenne italiana che vive nella capitale inglese da qualche anno. Insieme alle sorelle, Beatrice si è trasferita al seguito del padre Leonida, docente di italianistica all’Università. Il mandato del padre gode della protezione dell’ambasciatore italiano in UK, che non può che essere fascista.
Invitata a cena dalla nobile dirimpettaia, Mrs Ashbury – vedova e madre di un unico e affascinante figlio, il conturbante Christopher detto Kit – Beatrice si trova suo malgrado in mezzo a un giallo che è al contempo un triangolo amoroso: se non è colpevole l’uno, lo è l’altro. Ma lei di chi è innamorata, dell’uno o dell’altro?
Ambientata nel mondo patinato e decadente dell’aristocrazia britannica al risveglio dall’incubo della Prima Guerra Mondiale, tra seducenti visconti e detective che sognano di tagliar loro la testa come nella rivoluzione francese, questa avventura di Miss Bee è una frizzante e incantevole combinazione di suggestioni – da Agatha Christie a 
Downton Abbey, dai romanzi di Frances Hodgson Burnettfino a Bridgerton – cui si aggiunge l’inconfondibile unicità del tocco di Alessia Gazzola.


Recensione

Un giallo romantico. Entrare in "Miss Bee e il cadavere in biblioteca" (Longanesi, 2024) di Alessia Gazzola è un po’ come entrare in un romanzo di Jane Austen, ma ambientato negli anni Venti del Novecento.

Ci troviamo in Inghilterra, in una società in cui in una stessa via si può trovare una casa con soffitti bassi e stanze piccole con spifferi e muffa, e a pochi passi di distanza una dimora elegante con finestre alte, diverse stanze ricche di oggetti d’arredo all’ultima moda e perfino una biblioteca.

Sarà proprio all’interno di questa biblioteca che una persona troverà la morte e creerà scompiglio in una serata che si credeva tranquilla. Il tragico episodio darà il via a una serie di indagini che permetteranno di svelare a poco a poco la protagonista del romanzo, Beatrice, Miss Bee. Una ragazza italiana trasferitasi con il padre e le sorelle a Londra.

Con una scrittura scorrevole, ma al tempo stesso raffinata come l’epoca in cui si muovono i vari personaggi di questo giallo, Alessia Gazzola compone un romanzo leggero e piacevole che riesce a tenere viva l’attenzione e la curiosità del lettore fino all’ultima pagina.

Non bisogna però intendere "Miss Bee e il cadavere in biblioteca" come un giallo fine a se stesso. La narrazione lascia grande spazio al romanticismo, costruendo attorno alla protagonista una storia che unisce indagine e relazioni amorose. Situazioni e personaggi finiscono per incrociarsi e sorprendere il lettore.

Leggere Miss Bee riporta ai romanzi inglesi di fine Ottocento, quelli caratterizzati da atmosfere raffinate e personaggi femminili coraggiosi e arguti. Scalderà il cuore scoprire Beatrice non è così distante caratterialmente da Elizabeth di Orgoglio e Pregiudizio.


La mia valutazione


Alla prossima
Luce <3

domenica 7 dicembre 2025

Recensione serie "Miss Bee", Alessia Gazzola

 

Autrice: Alessia Gazzola

Titolo: Miss Bee e Il fantasma dell'ambasciata

Serie: Miss Bee #3

Prezzo: 12,66 e-book 7,64

Link d'acquisto: QUI


Serie Miss Bee

1)Il cadavere in biblioteca

2)Il principe d'inverno

3)Il fantasma dell'ambasciata

4)Il giardino avvelenato


Trama

Londra, 1925. Per impedirle di combinare ulteriori guai, Leonida Bernabò individua finalmente la sistemazione ideale per la vivace e scapestrata secondogenita Beatrice: un solido impiego presso l’ambasciata italiana.
Miss Bee si trova dunque a barcamenarsi fra impegni segretariali ed eventi prestigiosi, come il ricevimento in onore di una delegazione proveniente proprio da Firenze, la città natia dei Bernabò.
Il direttore degli Uffizi e la sua collega archeologa vengono accolti insieme a Edoardo, il figlio dell’ambasciatore italiano, con la fidanzata, Elisa. Non mancano neppure il visconte Julian Lennox – verso il quale Beatrice prova ancora sentimenti più travolgenti di quanto vorrebbe – e la sua promessa sposa Lady Octavia.
Ma nei giorni e soprattutto nelle notti successive, in ambasciata accadono fenomeni strani e spaventosi: rumori improvvisi, sussurri nel buio e presenze inquietanti. L’unica spiegazione parrebbe quella più implausibile: un fantasma.
Le cose tuttavia si aggravano, tanto da rendere necessario l’intervento della polizia nella persona dell’ispettore capo Archer Blackburn, vecchia e intrigante conoscenza di Beatrice.
Ma esiste davvero il fantasma dell’ambasciata? O è all’opera qualche forza di natura ben più concreta e minacciosa?
Contrariamente a quanto avrebbe auspicato papà Bernabò, tra amori e tremori sta proprio a Miss Bee scoprirlo.


Recensione

La serie di Miss Bee è divertente e, oltre l’apparenza leggera, riesce a coinvolgerti nelle vicende dei personaggi con uno sguardo intelligente al periodo storico in cui si svolgono. Questi romanzi, che oggi abbiamo imparato a definire gialli cosy (accoglienti), hanno diverse chiavi di lettura. Una, più immediata e facile, di una trama non eccessivamente complicata e con una certa attenzione agli aspetti “rosa”; l’altra attenta al periodo storico (in questo caso in particolare, visto che la serie è ambientata a metà degli anni venti del novecento), al costume sociale, alla psicologia dei personaggi e al loro arco di trasformazione che, nonostante diversi simpatici scivoloni, si dirige verso la consapevolezza e la maturità personale. La Gazzola riesce a farti entrare nella storia senza risultare pesante e ripetitiva, il che va nettamente  a suo favore.

La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3


sabato 6 dicembre 2025

Recensione serie "Miss Bee", Alessia Gazzo


Autrice: Alessia Gazzola

Titolo: Miss Bee e Il Principe d'Inverno

Serie: Miss Bee #2

Prezzo: 12,66 e-book 8,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Miss Bee

1)Il cadavere in biblioteca

2)Il principe d'inverno

3)Il fantasma dell'ambasciata

4)Il giardino avvelenato


Trama

Derbyshire, dicembre 1924. È un freddo Natale ad Alconbury Hall, la re­sidenza di campagna della nobile famiglia Lennox. Così freddo che nemmeno ge­nerose dosi di sherry riescono a riscaldare la mente e il cuore di Lady Millicent Carmi­chael, mentre detta le sue scandalose memorie alla nuova segretaria. Eppure, la giovane assistente improvvisata, che risponde al nome di Beatrice Bernabò detta Miss Bee, non potrebbe avere cuore e mente più cal­di, anzi, incandescenti. Merito forse della splendida atmosfera di Alconbury Hall, coi camini accesi e scoppiettanti, le cene ele­ganti, le singolari e allegre tradizioni bri­tanniche da onorare. Merito più probabil­mente del visconte, l’affascinante Julian Lennox. Né va tra­lasciata l’eccentri­ca combriccola di convitati, a comin­ciare dal tenebroso Alexander, cugino di Julian con ascenden­ze russe, bello in ma­niera insopportabile ma dall’aria cupa e angustiata, un vero principe d’inverno.
Beatrice però ancora non riesce a cogliere il sottobosco di ten­sioni che attraversa quella conturbante atmosfera natalizia. Tensioni che presto sfoceranno in eventi di crescente gravi­tà: l’accusa di furto è soltanto l’inizio…
Riuscirà Miss Bee a venire a capo dell’imprevedibile e pericoloso enigma?


Recensione

Un mistery ambientato all'inizio del 900, che ho letto prima di leggere il primo, visto che questo era rientrato in biblioteca. Quindi l'ho letto saltando di netto Il cadavere in biblioteca, che nel frattempo ho già recuperato.
Il caso di cui si parla è autoconclusivo, ma il contorno no e ho sentito la mancanza del capitolo precedente, anche se comunque sono riuscita ugualmente a capire tutto.
Per quanto riguarda i personaggi, mi è piaciuta Miss Bee, ma ho preferito Julian e Alexander.
Sono curiosa di sapere come si evolveranno le cose relative alla loro vita sentimentale...
Leggerò anche i successivi per capire dove va a parare la Gazzola con questa serie.



La mia valutazione




martedì 11 marzo 2025

Recensione serie "Costanza Macallè", Alessia Gazzola

 


 

Autrice: Alessia Gazzola

Titolo: La Costanza è un'eccezione

Serie: Costanza Macallè #3

Prezzo: 11.40  e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI

Serie Costanza Macallè:

1)Questione di Costanza

2)Costanza e buoni propositi

3)La Costanza è un'eccezione



“Il tempo non appartiene alle madri, non è una cosa di cui possano disporre. Come non si può disporre di scelte, di stati d’animo, e di mille altre cose. Se è vero l’antico adagio di Gibran che i figli non appartengono ai genitori, vero è però l’opposto: i genitori appartengono ai figli.”


Trama

"Verona non è la mia città. E la paleopatologia non è il mio mestiere. Eppure, eccomi qua. Com'è potuto succedere, proprio a me? Mi chiamo Costanza Macallè e sull'aereo che mi sta portando dalla Sicilia alla città del Veneto dove già abita mia sorella, Antonietta, non viaggio da sola. Con me c'è l'essere cui tengo di più al mondo, sedici chili di delizia e tormento che rispondono al nome di Flora. Mia figlia è tutto il mio mondo, anche perché siamo soltanto io e lei… Lo so, lo so, ma è una storia complicata. Comunque, ce la posso fare: in fondo, devo resistere soltanto un anno. È questa la durata del contratto con l'istituto di Paleopatologia di Verona, e io - che mi sono specializzata in Anatomia patologica e tutto volevo fare tranne che dissotterrare vecchie ossa, spidocchiare antiche trecce e analizzare resti centenari - mi devo adattare, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra. Ma, come sempre, la vita ha altri programmi per me. Così, mentre cerco di ambientarmi in questo nebbioso e gelido inverno veronese, devo anche rassegnarmi al fatto che ci sono delle scelte che ho rimandato per troppo tempo. Ed è giunto il momento di farle. In fondo, che ci vuole? È questione di coraggio, è questione di intraprendenza… E, me lo dico sempre, è questione di Costanza."


“Noi viviamo nei ricordi degli altri in un modo che non riusciamo a prevedere, nè immaginare; lui viveva nei miei a metà tra l’idealizzazione e l’anatema.”


Recensione


Eccoci ritornati finalmente con l’ultimo (sarà davvero l’ultimo???) capitolo della saga che ha come protagonista la bella rossa siciliana Costanza Macallé, “La Costanza è un’eccezione” di Alessia Gazzola, edito Longanesi. Nel precedente capitolo eravamo rimasti con il dilemma di Costanza e il suo “trovare un posto nel mondo”. Ci sarà riuscita stavolta?

Ci troviamo sempre a Verona, alle prese con le avventure con Flora e sua sorella Antonietta. Ritroviamo anche Marco, sempre più presente nelle vite delle ragazze. Nel frattempo, Costanza ha accettato il lavoro presso l’Ospedale di Venezia come anatomopatologa; ha deciso, quindi, di lasciare l’Istituto di Paleopatologia di Verona in cambio di un lavoro stabile. Eppure, quando i suoi ex colleghi le propongono di tornare a occuparsi di un caso di paleopatologia interessante e ben pagato a Venezia, Costanza non ci pensa due volte. I datori di lavoro sono gli Almazàn, un’antica famiglia di origine spagnola, che si è poi trasferita a Venezia ed è diventata nobile, comprandosi il titolo.

Costanza, insieme a Miss Foley, Diana e Ans, deve indagare su un mistero, riaprendo la cripta della famiglia Almazàn nella chiesa di Santa Maria della Mercede, approfittando dei lavori di restauro che stanno per iniziare. E guarda caso, questi lavori sono proprio seguiti da Marco! Sarà per questo che Costanza ha accettato il caso così in fretta?

Non mancano le complicazione, com’è giusto che sia: Adrea, il figlio della signora Almazàn, che sembra mostrare un grande interesse per gli studi di Costanza. Sarà perché entrambi sono medici, o forse c’è sotto qualcosa??? Riuscirà stavolta la nostra Costy a chiarire definitivamente le cose con Marco?

“Noi viviamo nei ricordi degli altri in un modo che non riusciamo a prevedere, né immaginare; lui viveva nei miei a metà tra l’idealizzazione e l’anatema” – La Costanza è un’eccezione

Ancora una volta, Alessia Gazzola si conferma abile nel trattare argomenti attuali, utilizzando uno stile semplice, leggero e mai banale. La trama spazia dal genere giallo-rosa al romanzo storico. I riferimenti al periodo storico veneziano sono fedeli al tempo e trattano in maniera interessante e curiosa tematiche come morti misteriose, raggiri e metodi particolari di avvelenamento. Alla fine del romanzo, infatti, possiamo trovare tutti i manuali che la Gazzola ha consultato per documentarsi realmente sulla storia di Venezia.

La protagonista è ancora una volta una donna: Costanza. Ma, a differenza di Alice de “L’Allieva”, Costanza non è goffa e impacciata, ma una giovane madre lavoratrice e, soprattutto, precaria. Costanza è la personificazione della donna moderna: perennemente in ritardo, arranca portandosi avanti un lavoro che non la soddisfa più di tanto e, soprattutto,  la difficoltà di gestire il tempo con sua figlia Flora. In più, giusto per complicare ulteriormente le cose, si aggiunge un amore che potrebbe sembrare non corrisposto.

La narrazione è ricca di riferimenti al passato che si intrecciano con il presente.

La lettura del libro è molto piacevole, rilassante, leggera e coinvolgente, che si ami la saga o meno. Le tematiche affrontate invogliano il lettore a calarsi nella storia,  tentando di risolvere il giallo dell’antica dinastia degli Almazàn. Perché molti giovani in quel periodo morivano? Erano davvero dei vampiri, così come si vociferava o c’è dell’altro? Lo scopriremo solo mettendoci in gioco con Costanza e le sue avventure!


La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3


“Chissà com’è quando c’è qualcuno al mondo che ti ama più di se stesso. Com’è sentirsi accompagnati nel labirinto della vita.”

venerdì 28 febbraio 2025

Recensione serie "Costanza Macallè", Alessia Gazzola


 

Autrice: Alessia Gazzola

Titolo: Costanza e buoni propositi

Serie: Costanza Macallè #2

Prezzo: 11.40  e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI

Serie Costanza Macallè:

1)Questione di Costanza

2)Costanza e buoni propositi

3)La Costanza è un'eccezione


“Lui è il mio Willoughby. È quello sbagliato.
Peccato la mia vita non sia un libro di Jane Austen e che all’orizzonte per me non si profili nemmeno il colonnello Brandon – che comunque mi ha sempre suscitato una grande antipatia. Ma mi serve davvero un uomo che non amo, giusto per sentirmi parte di una coppia, per smetterla di percepirmi come quella che è sempre sola?
No, io credo di no.”




Trama
Tutto avrebbe pensato, ma non di fare la paleopatologa dopo la laurea in medicina. Non di vivere a Verona, così distante da Messina, la sua casa. Non di avere una figlia piccola a carico, la buffa Flora. Non di rintracciare il padre della suddetta figlia dopo diversi anni, di trovarlo affascinante come quando l’aveva conosciuto e di scoprirlo perfetto con Flora. Non di provare ancora qualcosa per il suddetto padre. Non di poter vantare una discreta collezione di situazioni ed esperienze imbarazzanti. La vita di Costanza Macallè può dirsi, insomma, abbastanza travagliata. Eppure la trentenne dai capelli rossi ribelli e con il cappotto troppo leggero per l’inverno del Nord può contare su pochi ma buonissimi assi nella manica che la aiutano ad affrontare giorno dopo giorno le sfide della vita: i colleghi dell’Istituto di Paleopatologia, la sorella Antonietta, un’innata capacità di rialzarsi a ogni caduta, la consapevolezza di poter contare sulle proprie forze e l’ostinata determinazione di chi sa cavarsela anche con poco. Perché l’importante è avere sempre buoni propositi. La nuova vita che Costanza ha appena iniziato a costruire potrebbe, però, essere sul punto di cambiare un’altra volta. Il lavoro di medico è ancora in cima alla sua lista dei desideri e Marco, il padre di Flora, è ancora in procinto di sposarsi. Costanza dovrà quindi confrontarsi con importanti decisioni da prendere, cuori poco inclini ad ascoltare il cervello e un sito archeologico milanese che porta alla luce un incredibile mistero dal passato medievale della città. E soprattutto con la possibilità che, in fondo, quei buoni propositi siano solo illusioni.


“Forse un po’ io amo Marco.
Oddio, forse più che un po’.
Solo una volta, ha detto. Ci basterà?
Ma se non altro, almeno per oggi, so cosa significa essere io la prima scelta.”


Recensione


Costanza è una giovane donna medico, con una sorella psicologa – che trae dalle vicende talvolta sconclusionate della sorella gran materiale peri suoi studi – e una bambina di pochi anni, Flora, avuta dopo un’avventura a Malta con un giovane ragazzo, Marco Ederly de Verre, il quale decide, dopo essere a venuto a conoscenza della bambina, di riconoscerla. Tuttavia, c’è un matrimonio in arrivo, e non è quello di Costanza. Marco, infatti, ha deciso di sposarsi con la sua fidanzata storica, Federica, con cui stava già ai tempi della notte trascorsa con la nostra protagonista. Cosa accadrà, però, ora che la bambina è entrata nella sua vita, come un uragano d’amore? E cosa succederà ora che un altro personaggio maschile sembra attirare le attenzioni di Costanza?

«Con i giusti passi, a cambiare nome ci si impegnano due minuti. I documenti, le marche da bollo, l’appuntamento all’anagrafe, due firme et voilà. Il nome è parte di noi: questo significa che modificandolo si altera qualcosa anche della nostra essenza? Per fortuna, Flora è troppo piccola per capirlo o per porsi quesiti esistenziali. La parte più difficile è farle capire che adesso il suo cognome non è più Macallè, bensì Erdély de Verre, e soprattutto come si pronuncia – perché naturalmente sono andata a scegliere un tipo con il cognome da aristocratico magiaro caduto in disgrazia.» 

Nel frattempo, la nostra protagonista, sempre al servizio dell’istituto di paleopatologia dell’università di Verona, si trova a indagare su un altro caso, decisamente interessante:

«Macallè, te la vuoi fare una gita a Milano?»

«Ora?»

«Hanno trovato dei resti umani durante degli scavi e hanno chiamato Melchiorre, che non se lo è fatto ripetere due volte. Ha detto che dobbiamo andarci tutti e quattro.» 

Costanza si troverà stavolta ad indagare sul ritrovamento di due donne, Bernarda e Andreola Visconti, vissute, secondo le prime ricostruzioni, tra il Trecento e il Quattrocento. Quello che però non torna è l’esistenza di una leggenda che racconta di una Bernarda sopravvissuta alla morte di stenti che sarebbe stata inflitta alle due ragazze. Sarà davvero così oppure si tratta di un racconto senza fondamento? Starà alla nostra eroina, sempre più appassionata alla professione, scoprirlo.

Come sempre, i libri di Alessia Gazzola catturano il lettore, il quale viene immerso totalmente nella storia, colpito da quell’abilità narrativa che appartiene alla scrittrice. Pagina dopo pagina, ci si chiede cosa accadrà alla protagonista, ai personaggi che le stanno attorno; persino le storie secondarie, come un amore appena abbozzato (seppure apparentemente univoco) tra i due colleghi di Costanza stimola la nostra curiosità.

I personaggi, infatti, sono davvero ben caratterizzati, realistici e anche se siamo solo al secondo libro riusciamo già a osservarli in maniera approfondita, familiare, riuscendo in un certo senso a cogliere anche quelle sfumature di tono o di inflessione che magari in una scena non ci vengono descritte. Ciò grazie all’abilità della Gazzola, che oltre a inventare storie appassionanti e davvero ben strutturate, riesce a inquadrare i personaggi con poche e semplici parole.

Certe caratteristiche de L’Allieva – che diventano a questo punto veri e propri caratteri stilistici – si ritrovano anche qui, come ad esempio la capacità di raccontare due storie in parallelo, intrecciandole l’una all’altra; in tal modo si vengono a creare due piani narrativi, uno dedicato alla vicenda principale e l’altro invece incentrato sulla storia che la protagonista cerca di ricostruire tramite le sue indagini. Questo stratagemma raggiunge il duplice obiettivo di stimolare la curiosità del lettore, poiché le vicende vengono interrotte per poi riprendere qualche pagina dopo, e inoltre di movimentare la narrazione, rendendola meno lineare e prevedibile. Anche in questo caso, quindi, abbiamo un continuo alternarsi dei piani temporali, e la storia di Anna/Bernarda si alterna a quella di Costanza.

D’altronde, ciò è quello che accade con tutti i grandi scrittori di talento: seppure in libri diversi, la loro voce è sempre riconoscibile; apri un loro libro e ti accorgi che quella è la loro firma, inconfondibile. Quella di Alessia Gazzola è una voce che si riconosce immediatamente, e squilla forte e chiara nel panorama editoriale odierno, svettando assieme agli altri nomi della letteratura contemporanea.

Al di là delle ricorrenze stilistiche, tuttavia, va detto che la nostra Costanza è un personaggio con delle peculiarità ben precise e una caratterizzazione molto netta, talvolta assai diversa, rispetto ad Alice Allevi, come ad esempio il suo essere madre oppure la sua capacità di vivere il rapporto con Marco e più in generale l’amore (vedi le sue storie passate).

Per fare un altro esempio ancora, è notevole notare che anche in questo caso la protagonista parta con una condizione leggermente diversa da quella che ci si aspetterebbe (coltello tra i denti e grinta da vendere per entrare tra i primi posti dell’istituto di riferimento), ma, in entrambi i casi, una leggerezza davvero fresca e godibile, nonché un certo grado di talento naturale e di impegno notevole, riescono a cambiare il percorso delle protagoniste. Tuttavia, in questo caso specifico, questo percorso viene totalmente rinnovato poiché in chiusura c’è un bel colpo di scena, che ribalta le carte in tavola.

Sicuramente accadrà anche altro, visto che, successivamente a questo, è previsto anche il libro "La Costanza è un'eccezione, ma di quel romanzo ve ne parlerò a tempo debito.

Alla prossima
Luce <3


La mia valutazione


"Non è la persona giusta, non è il momento o non è proprio il mio destino."

giovedì 27 febbraio 2025

Recensione serie "Costanza Macallè", Alessia Gazzola

 


Autrice: Alessia Gazzola

Titolo: Questione di Costanza

Serie: Costanza Macallè #1

Prezzo: 11.40  e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI

Serie Costanza Macallè:

1)Questione di Costanza

2)Costanza e buoni propositi

3)La Costanza è un'eccezione


“Tutti abbiamo desideri. Ma la vita decide sempre alla cazzo di cane e devi fare del tuo meglio per trovare una via di mezzo tra quello che vorresti e quello che puoi fare.”


Trama

"Verona non è la mia città. E la paleopatologia non è il mio mestiere. Eppure, eccomi qua. Com'è potuto succedere, proprio a me? Mi chiamo Costanza Macallè e sull'aereo che mi sta portando dalla Sicilia alla città del Veneto dove già abita mia sorella, Antonietta, non viaggio da sola. Con me c'è l'essere cui tengo di più al mondo, sedici chili di delizia e tormento che rispondono al nome di Flora. Mia figlia è tutto il mio mondo, anche perché siamo soltanto io e lei… Lo so, lo so, ma è una storia complicata. Comunque, ce la posso fare: in fondo, devo resistere soltanto un anno. È questa la durata del contratto con l'istituto di Paleopatologia di Verona, e io - che mi sono specializzata in Anatomia patologica e tutto volevo fare tranne che dissotterrare vecchie ossa, spidocchiare antiche trecce e analizzare resti centenari - mi devo adattare, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra. Ma, come sempre, la vita ha altri programmi per me. Così, mentre cerco di ambientarmi in questo nebbioso e gelido inverno veronese, devo anche rassegnarmi al fatto che ci sono delle scelte che ho rimandato per troppo tempo. Ed è giunto il momento di farle. In fondo, che ci vuole? È questione di coraggio, è questione di intraprendenza… E, me lo dico sempre, è questione di Costanza."


“Verona ha bisogno di un po' di tempo per essere amata, se vieni da fuori. Ma non te ne fa mai pentire.”

Recensione

Questione di Costanza di Alessia Gazzola, primo capitolo di una nuova serie di Narrativa, edito da Longanesi il 21 ottobre scorso. La Gazzola ha all’attivo 8 titoli dedicati alla serie con protagonista Alice Allevi e due romanzi a sé (Lena e la tempesta, uscito con Garzanti e Non è la fine del mondo, con Feltrinelli). Lo scorso 21 luglio l’autrice messinese, medico legale, ha vinto il 67° Premio Bancarella con Il ladro gentiluomo (Longanesi, 2018), che assicura essere l’ultimo della serie.

Converrete con me nel dire che noi lettori abbiamo un grosso, grossissimo problema con i personaggi che ci entrano nel cuore. Finisce sempre che poi facciamo una fatica indicibile a staccare ogni beniamino dalla penna dello scrittore che gli ha dato vita. Con Alice Allevi è stato amore fin dalla prima pagina, l’ho seguita in tutte le sue indagini, fidandomi del suo fiuto più della sua natura maldestra. 

Perché piacciono così tanto i personaggi della Gazzola? Ve lo siete mai chiesti? Beh, per prima cosa sono tutte giovani donne, sui trent’anni, che nell’Italia del precariato lavorativo e sentimentale, lottano seppur maldestre, senza nascondere le fragilità. Ed il focus è proprio l’instabilità di questa generazione, che lotta con una vita incerta dotata di data di scadenza, fluendo in un’altrettanta precarietà affettiva che non permette di programmare alcun futuro.

Ecco la realtà nuda e cruda che ci permette di immedesimarci perfettamente in ognuna di loro, vivendone in maniera piena e reale tutte le emozioni. Come sfondo, una nota di mistero che aggiunge una dimensione romanzesca ad ogni libro e che, lasciatemelo dire, non guasta mai.

Anche questa volta Alessia Gazzola non si smentisce, tornando alle origini con ricerche da compiere e cadaveri da ricomporre. Certo, questi hanno qualche secolo in più rispetto a quelli che si trova ad esaminare Alice Allevi, ma la sostanza è la stessa.

Costanza è una donna con i suoi pregi e i suoi difetti, tanto fragile quanto cinica, un misto sconclusionato di determinazione e incertezza che la mette, il più delle volte, in situazioni difficili e paradossali. Ma dotata anche di un cuore grandissimo e per questo impossibile da non amare. Siciliana d’origine, è costretta a trasferirsi in Veneto per esigenze di lavoro.

Seppur laureata in medicina con tanto di specializzazione, vince un bando all’istituto di Paleopatologia di Verona, ed è così costretta ad abbandonare il sole e il mare per una convivenza forzata con la sorella Antonietta e la nebbia del nord. Certo, tutto ciò non è decisamente la sua aspirazione, da madre single fa i salti mortali per sbarcare il lunario e per questo il suo sogno è quello di andare in Inghilterra: arrivare dall’Italia senza niente, trovare casa, lavoro, amicizie, realizzare il proprio “English dream”.. e poi viene la Brexit che le mette i bastoni tra le ruote, riportandola con i piedi per terra e offrendole solo un piano B di scarso valore.

E ci deve ragionare bene Costanza, ogni cosa che fa porta conseguenze nella vita delle persone che gravitano attorno a lei, perché è tutto fuorché sola: oltre alla sorella, al padre e al fratello Michele, porta infatti con sé un piccolo esserino di quasi 4 anni di nome Flora. E un po’ come tutti i bambini della sua età, è sveglia, solare, impicciona, fa i capricci, non sa minimamente cosa sia l’educazione e, soprattutto, pone delle domande a cui un genitore fa fatica a rispondere.

“Perché tutti i bambini dell’asilo hanno un papà e io no?”
“Perché il tuo papà non sa nemmeno che ci sei”

 Come non amare la piccola Flora che si fa perdonare sempre con un abbraccio di manine cicciotte? Ma Costanza, che si è spesso raccontata bugie per sopravvivere alle difficoltà della vita, ha sempre detto la verità a Flora e come la racconta a lei, la deve raccontare anche al suo papà. Urge una figura maschile di riferimento nella vita della piccola, che iniziando a farsi domande sulla sua famiglia, mette Costanza con le spalle al muro: è giunta l’ora di togliere la testa dalla sabbia e cercare il padre di sua figlia.

Il problema è che di lui, Costanza sa solamente che si chiama Marco, suona divinamente il pianoforte negli aeroporti e ha studiato arte. Quando si dice trovarsi al momento giusto nel posto sbagliato: Flora infatti è figlia di un weekend di passione con Malta sullo sfondo!

Ma quando un investigatore privato riuscirà a rintracciare Marco, Costanza sarà costretta a fare i conti con la realtà, il passato ed una ferita che non si è mai rimarginata.
Marco entra nella vita di Flora e ritorna come un fulmine anche nella vita di Costanza e vi assicuro che ne vedrete delle belle!

Fermi tutti, non penserete mica che la nostra Gazzola si fermi alla vita di Costanza, ma assolutamente no! Con un salto temporale che ci porta nel 1200, attraverso i resti che la nostra paleopatologa deve esaminare, conosciamo Selvaggia di Hohenstaufen. La sua è la storia nella storia che, sebbene inventata, è reale per alcuni spunti, risulta appassionante nella sua brevità (anche se forse troppo ricca di cenni storici). Selvaggia e Costanza non si conosceranno mai, non avranno mai alcun punto in comune, eppure il parallelo tra queste due vite così diverse e lontane, arricchisce il racconto, dando anche un senso alla ricerca lavorativa di Costanza.

Tra colpi da incassare, nuovi strampalati colleghi e intrighi da risolvere, ce la farà la nostra protagonista a terminare l’anno come paleopatologa, per poi dedicarsi alla propria carriera medica? Ma la vera domanda è: riuscirà la nostra eroina a far fronte a tutto? Da un lato la crescita della piccola Flora e la storia con Marco, dall’altro la sorella Antonietta innamorata del loro affittuario, il padre e il fratello Michele lontani in Sicilia, e un lavoro che non sembra ingranare, ma con dei colleghi che sono obbligati a puntare tutto su di lei… proprio lei che sta crescendo, con tutti i dubbi e le difficoltà che concerne il guardarsi realmente dentro, per rielaborare il lutto per la madre che non ha mai davvero superato, e perché solo trovando la verità in se stessa, riuscirà ad affrontare senza maschere il proprio futuro.

“Tutti abbiamo desideri. Ma la vita decide sempre alla cazzo di cane e devi fare del tuo meglio per trovare una via di mezzo tra quello che vorresti e quello che puoi fare.“

Tanta è la carne al fuoco e forse per questo il finale può risultare un po’ frettoloso, ma speriamo che questo capitolo sia un trampolino di lancio per arrivare al prossimo con un bel botto!

Questione di Costanza è un libro leggero ma riflessivo e scritto in maniera chiara e concisa. La scrittura di Alessia Gazzola è sempre dettagliata e semplice, e colpisce per la sua chiarezza sin dal principio. La quotidianità rappresentata si eleva tramite l’espressività della scrittrice, che infatti permette al lettore di creare, man mano che legge, una visione completa della storia e di entrare nella vita dei protagonisti e di tutti coloro che, seppur rimangono in secondo piano, risultano fondamentali per la conformazione dello scenario.

Non è stato sicuramente facile per Alessia creare una nuova serie di libri con una protagonista diversa da Alice, ma credo proprio che ci sia riuscita alla grande. Purtroppo però verrà penalizzata dal raccontare la quotidianità senza fronzoli, con più realtà e meno licenze letterarie. Siamo talmente abituati ad aspettarci storie che avverano i nostri sogni che non riusciamo più ad apprezzare ciò che accade nella vita di tutti i giorni.

Insomma, mai giudicare dalle apparenze, è sempre meglio farsi un’idea per poi poterne parlare. A questo punto non vi resta che leggere il libro e farmi sapere cosa ne pensate!

Domani avrete la recensione del secondo, perché l'ho già letto; devo iniziare l'ultimo!


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


Non dovremmo mai fare l’errore di dare per scontato che gli altri, messi in identiche circostanze, si comporterebbero come noi. Nel bene e nel male