Buongiorno lettori e amanti delle serie tv! Come avevo preannunciato, da oggi comincia una nuova rubrica in collaborazione con altri 6 blog, di cui uno è quello di Federica, che gestisce Gliocchidellupo; ma in cosa consiste la rubrica, 7 blog per 1 autore?
Riapre una rubrica tanto amata e dedicata agli autori, da un'idea di Federica del Blog Gli Occhi del Lupo. In precedenza chiamata 4 blog per un autore e ora cresciuta in 7 blog per un autore. Ogni settimana ospiteremo un autore con il suo romanzo ed entreremo meglio in ciò che ha scritto. Ringraziamo tutti coloro che si sono affidati a questa iniziativa.
Blog che vi partecipano:
LUNEDÌ - Tutto sul romanzo - IO AMO I LIBRI E LE SERIE TV
MARTEDÌ - Ambientazione - IN COMPAGNIA DI UNA PENNA
MERCOLEDÌ - Cast Dream - BOOKLOVERSBLOG
GIOVEDÌ - Un messaggio da scoprire - BUONA LETTURA
VENERDÌ - Un'immagine che racconta - LIBERA_MENTE
SABATO - Intervista all'autore - READING IS TRUE LOVE
DOMENICA - Intervista al personaggio - GLI OCCHI DEL LUPO
Tutto sul romanzo
COVER + TRAMA + ESTRATTI
Raccontaci come hai scelto la cover, chi l’ha realizzata e qualche info in più rispetto alla trama scelta.
La cover è opera del talentuoso art director/artista Mattia Lopez (seguitelo su IG, è anche un rapper brillante: @ilmattiniero). È frutto di un bello scambio di idee e il concept è quello di “tagliare” la copertina con la caduta del bestione, cercando però una certa geometria: vediamo una ferita di cielo sereno, a contrasto con una burrascosa distesa di mare aperto. Tutti ingredienti che, scomposti, danno un assaggio di quello che i lettori troveranno all’interno.
Si parla di una caduta, sospesa tra realtà e leggenda, e dell’effetto che fa sulle persone, nello specifico sui due protagonisti, un cavaliere e una maga. Amici da bambini, non si vedono da 20 anni, e l’occasione non è tra le più felici: il funerale di un terzo, storico amico. Sarà quel nuovo incontro, e l’idea di un ultimo viaggio insieme, a far partire la nostra storia.
Allega un estratto card e la cover del romanzo
“Niente è peggio di tornare a casa.
Chi dice il contrario mente o si illude. Il paese in cui si è cresciuti, le vie familiari, i colori, gli odori, le voci, le facce amiche. Il legame con le cose. Le radici, le origini. Tutte storie che ci raccontiamo.
Se si torna a casa qualcosa non ha funzionato.
Prima di tutto perché fare ritorno significa aver deciso di partire, tempo prima, e chi parte lo fa sempre per sopravvivere. Tornare sui propri passi è andare contro la sopravvivenza, non è naturale. È avvicinarsi alla fine. Questa è la storia di una fine, dunque.
La storia di un ritorno e di una caduta che ha dato il via a tutte le cose.”


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