venerdì 15 dicembre 2023

Recensione serie "Il Commissario Ricciardi", Maurizio De Giovanni

 

Autore: Maurizio De Giovanni

Titolo: Soledad

Serie: Il Commissario Ricciardi #14

Prezzo: 13,30   e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Il Commissario Ricciardi:

0,5)L'omicidio Carosino: le prime indagini del Commissario Ricciardi

1)Il senso del dolore

2)La condanna del sangue

3)Il posto di ognuno

4)Il giorno dei morti

5)Per mano mia

6)Vipera

6,5)Febbre (racconto presente nella raccolta "Giochi criminali")

7)In fondo al tuo cuore

8)Anime di vetro

8,5)Una domenica con il Commissario Ricciardi

9)Serenata senza nome

10)Rondini d'inverno

11)Il purgatorio dell'angelo

12)Il pianto dell'alba

13)Caminito

14)Soledad


«Potessi parlarti, ti parlerei della solitudine del cuore. E della condanna che hai comminato, senza nessuna pietà, e senza avere idea di quello che stavi facendo. Potessi parlarti, ti direi che alla fine la colpa è tua. Ma non posso parlarti, giusto? No, non posso. Perché sei morta».


Trama

1939. L'Italia si prepara a vivere l'ultimo Natale di pace, ma un omicidio squassa il ventre della città.


Quanta solitudine che c'è. In Europa la guerra è cominciata, eppure da noi qualcuno si illude ancora che sia possibile tenerla fuori della porta. E poi sta arrivando la piú bella delle feste, quella dove si mangia, si beve, ci si abbraccia, quella in cui ci si scambiano doni con le persone care; non bisogna avere pensieri tristi. La solitudine, però, la solitudine vera, è difficile da scacciare. Puoi essere solo perfino se stai in mezzo alla gente, se hai una famiglia, degli amici. Soprattutto puoi essere solo se decidono che sei diverso, magari perché non sai parlare, o perché ami persone del tuo stesso sesso. O perché, dicono, sei di un'altra razza. Anche Erminia Cascetta era diversa, a modo suo. Aveva troppa voglia di vivere, perciò l'hanno uccisa. In questo tempo che accelera verso l'abisso, spetta al commissario Ricciardi e al brigadiere Maione scoprire chi è stato. La chiave di tutto, però, è sempre la solitudine. Che, a volte nemmeno lo sappiamo, ci siede accanto.


Di chi dovrebbe tornare non può tornare, se n’è andato per sempre. Scrive l’attesa della morte, della sua morte. Non di un amore perduto. Significa che non c’è speranza se c’è la morte.




Recensione



Sembra esserci una contraddizione in termini nella copertina: da una parte il titolo, Soledad, solitudine, dall’altra dicembre, preludio al Natale, la festa della rinascita, della felicità, della convivialità, della condivisione. Ed è proprio su questi due aspetti che si muove il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni. Perché quale festa più di tutte le altre fa esplodere la solitudine se non quella canonica della famiglia, della riunione, dell’amore celebrato? E in questo libro si parla molto di famiglia.
Come già nel precedente Caminito, si parte da lontano, da un caldissimo dicembre argentino con Livia, ormai diventata Laura nella sua nuova vita di ricordi e rimpianti che si fa carico di spiegarci e impersonare la canzone, Soledad, un altro tango, un ballo e una musica che evocano passione, intimità, seduzione, attrazione, complicità. Ma la solitudine è una malattia subdola che si insinua nel cuore e nella mente delle persone e in questo romanzo. più corale ed empatico degli altri, de Giovanni ce la mostra in tutti i suoi aspetti, dedicando una riflessione a tutti i suoi personaggi. Certo, ci sono un omicidio e un’indagine, ma soprattutto c’è la solitudine. Quella causata da un amore vissuto e perduto, quella di amori non vissuti, quella di un padre che si trova a dover lottare da solo contro il malessere di un figlio che, emarginato dal gruppo, sceglie la strada sbagliata. C’è chi si sente solo e isolato per le proprie idee, chi invece per il proprio essere diverso. Chi vorrebbe vivere un amore ma è troppo legato ai ricordi o al senso del dovere, e chi,sempre per amore, il dovere lo manda a farsi benedire. C’è chi la solitudine la cerca e chi la subisce.  “Mal si adatta il Natale alla solitudine”, soprattutto questo, quello del 1939. L’ultimo fintamente sereno, a un passo dal baratro della guerra. Gli anni del fascismo avevano già portato fame, malattie, denutrizione tra i più deboli, ma ora La Storia sta entrando nelle storie di tutte le persone, di tutte delle famiglie, portando paura e insicurezza. Sono giorni di inquietudine, di sospetto, di delazione, dove l’essere colpevoli non deriva necessariamente dall’avere fatto qualcosa di male. Sono giorni sospesi tra la condizione reale del paese e la favoletta raccontata dal governo. Le leggi razziali, le notizie della guerra sempre più vicina rendono questo Natale una pagliacciata palliativa, noncurante del dolore e della miseria, anche morale, accompagnato da un incongruente e quasi ridicolo suono di zampogne. La strada che si sarà costretti a intraprendere è già lì davanti, un percorso doloroso in cui incanalare l’insofferenza crescente di un popolo che soffre. Anche coloro i quali erano ancora esitanti e fiduciosi non possono che arrendersi di fronte all’evidenza. Ma c’è l’amore che mai come in questo libro fa cambiare le persone. L’amore che non finisce, che va oltre la vita stessa, perché i sentimenti sopravvivono alla morte. E anche la solitudine parla d’amore, perché è l’amore in tutte le sue forme, gioiose o dolorose, quello che ci racconta sempre Maurizio de Giovanni. Nessuno come lui sa insinuarsi nell’animo dei personaggi e quindi dei lettori, perché i sentimenti sono universali, non hanno spazio, tempo o genere .
C’è un’altra canzone che torna nel romanzo:
Dimmi che illusione non è
Dimmi che sei tutta per me!
Qui sul tuo cuor non soffro più
Parlami d’amore, Mariù.



La mia valutazione






Alla prossima

Luce <3



Sussurrava: egoista, egoista, lasciami vivere.

giovedì 14 dicembre 2023

Recensione serie "Il Commissario Ricciardi", Maurizio De Giovanni

 


Autore: Maurizio De Giovanni

Titolo:Carminito

Serie: Il Commissario Ricciardi #13

Prezzo: 13,30   e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Il Commissario Ricciardi:

0,5)L’omicidio Carosino: le prime indagini del Commissario Ricciardi

1)Il senso del dolore

2)La condanna del sangue

3)Il posto di ognuno

4)Il giorno dei morti

5)Per mano mia

6)Vipera

6,5)Febbre (racconto presente nella raccolta "Giochi criminali")

7)In fondo al tuo cuore

8)Anime di vetro

8,5)Una domenica con il Commissario Ricciardi

9)Serenata senza nome

10)Rondini d'inverno

11)Il purgatorio dell'angelo

12)Il pianto dell'alba

13)Caminito

14)Soledad

“Aprile che dà speranze, aprile che ne toglie, aprile che sussurra parole terribili, con il tono della poesia”

Trama

Cinque anni possono cambiare un mondo. Una vita, tante vite. Il grande ritorno del commissario Ricciardi. È il 1939, sono trascorsi cinque anni da quando l’esistenza di Ricciardi è stata improvvisamente sconvolta. E ora il vento d’odio che soffia sull’Europa rischia di spazzare via l’idea stessa di civiltà. Sull’orlo dell’abisso, l’unico punto fermo è il delitto. Fra i cespugli di un boschetto vengono ritrovati i cadaveri di due giovani, stavano facendo l’amore e qualcuno li ha brutalmente uccisi. Le ragioni dell’omicidio appaiono subito oscure; dietro il crimine si affaccia il fantasma della politica. Con l’aiuto del fidato Maione – in ansia per una questione di famiglia – Ricciardi dovrà a un tempo risolvere il caso e proteggere un caro amico che per amore della libertà rischia grosso. Intanto la figlia Marta cresce: ormai, per il commissario, è giunto il momento di scoprire se ha ereditato la sua dannazione, quella di vedere e sentire i morti.


“Aprile piovoso, aprile freddo. Aprile che sembra l’autunno. Aprile dall’altra parte del mondo”.
Un’altra storia, laggiù, dov’è nata un secolo fa una struggente melodia, “Caminito”.

Recensione

Il titolo di questo 13° volume, originale e simbolico, rimanda al celebre tango struggente di Gabino Coria Penaloza  e  Juan de Dios Filiberto e al nuovo cammino intrapreso dal Commissario Ricciardi dopo la morte dell’adorata moglie Enrica e la nascita della piccola Marta che forse ha ereditato la dannazione di vedere e sentire i morti. 

Il sottotitolo vede protagonista aprile, il mese della primavera, delle ciliegie, dei fiori e della frutta nuova, il mese che rimescola il sangue agli amanti, il mese con la faccia da schiaffi di uno scugnizzo  bello e sporco.

È il 1939 e il vento dell’odio si sta facendo strada in tutta Europa. In Italia le campagne in Albania ed in Africa orientale si consolidano, si stringe con la Germania il Patto d’acciaio dopo aver promulgato l’anno precedente le leggi razziali.  

Fra i cespugli di un boschetto il maestro elementare Girolamo Caputo scopre i corpi senza vita di due giovani, sorpresi mentre facevano l’amore.

Da subito le ragioni del duplice omicidio appaiono oscure e legate al mondo della politica perché il giovane assassinato, l’ufficiale di marina Paolo Parodi , raccoglieva i messaggi dei confinati quando la sua nave faceva scalo alle isole Pontine e li recapitava alle famiglie.

L’ombra della polizia segreta del regime sovrasta l’intera vicenda e coinvolge numerosi personaggi dal dottor Bruno Modo al vicequestore Angelo Garzo senza contare quello che avviene in un locale di Buenos Aires, dall’altra parte del mondo, dove una bellissima donna di nome Laura che ha abbandonato l’Italia, si sforza di cantare Caminito con tutto il dolore che ha nel cuore.

Con l’aiuto del fedele Brigadiere Maione, in affanno per una questione familiare alla quale soltanto l’abilità di Bambinella potrà porre rimedio ,il Commissario Ricciardi risolve il caso.  

Maurizio de Giovanni ci ha abituati ad una prosa intensa e scorrevole dove le descrizioni dei personaggi emergono nei dialoghi serrati, pronti per una sceneggiatura. 

Il lettore si sorprende ad intuire i pensieri e le azioni dei protagonisti perché come non mai Caminito è un romanzo corale ben orchestrato.

Le vicende del tenebroso e malinconico Commissario Ricciardi si sposano alla perfezione con le altre narrate in una trama affascinante e dalle conseguenze imprevedibili.

Ciascun personaggio entra in scena al momento opportuno con una precisione temporale da orologio svizzero e la soluzione della vicenda iniziale e quelle falsamente ritenute di contorno ammaliano il lettore che vorrebbe tuffarsi da subito in altre avventure.

I libri di de Giovanni infatti  non sono fatti per stare in bella mostra nelle librerie  né a rimanere tanti giorni sui comodini o sulle poltrone dei nostri salotti. Il Brigadiere Maione e sua moglie Lucia, Bambinella, Nelide, il Commissario,  la piccola Marta ,il signor Colombo, sono orami vecchi e cari amici di famiglia che entrano nelle nostre case senza chiedere permesso e se lo chiedono lo fanno per una questione di rispetto e mai di confidenza.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


"Ogni uomo è in potere dei suoi fantasmi fino al rintoccare dell’ora in cui la sua umanità si desta." William Blake

mercoledì 13 dicembre 2023

WWW... Wednesday #234

  Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!


 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Lettura iniziata qualche settimana fa, vi farò sapere


Continua l'audiolettura su audible, a tempo debito saprete cosa ne penso


Stamattina ho concluso "Sulle tracce di Jack lo Squartatore" e iniziato questo, che è il secondo volume delle Indagini di Audrey Rose Wadsworth

 2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


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Recensione online domani


Recensione online venerdì


Recensione online sabato


Recensione online domenica

3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?




Andrò avanti con la teralogia di Audrey, poi vedremo cosa mi ispirerà 

Ed eccoci alla fine del 234esimo www! Voi cosa state leggendo? Cosa leggerete?


Luce <3

Segnalazione "Paura di scegliere", Gioia De Bonis

Buongiorno, oggi vi segnalo il terzo volume della serie "Montgomery"



Titolo: Paura di Scegliere – Vol. 3
Autrice: Gioia De Bonis
Serie: Montgomery Series
Genere: Contemporary romance
Categoria: Mistery Romance
Setting: Dallas, Texas
Trope: Cop Romance
Autoconclusivo: Sì
Disponibile su: Amazon
Editore: Self publishing
Formati prezzi: Ebook €2,99 – Cartaceo flessibile da definire - Gratis con KU

Link d'acquisto: QUI

Trama
 Mi chiamo Graham Texas Montgomery e anni fa ho scelto di voler essere
fedele a me stesso e di proteggere ciò che amo, ma non è sempre così facile,
perché spesso ho paura di fare troppo, di essere troppo, di volere troppo.
Ho cercato di dividere, così, la mia vita privata da quella lavorativa e la cosa ha
funzionato, almeno fino a quando non è tornata lei a incasinarle entrambe.
Mi chiamo Delilah Smithson e tutto ciò che avevo, tutto ciò che ero, è svanito
nell'attimo in cui mio fratello è morto.
Non so come farò ad andare avanti, ora che tutti pensano che Thom fosse un
criminale, tutti, persino lui, Tex .
Dovrò cercare da sola la verità, anche se ciò significherà infilarsi in un mondo dove
tutto è il contrario di tutto… persino l'amore.
Siamo due anime simili che credono di essere diverse, che hanno un modo tutto
loro per parlarsi, con la paura di scegliere a guidarci.
Siamo Delilah e Tex e questa è la nostra storia.


Estratto
«Tutto ciò che vuoi, Lilah» mormoro al suo orecchio e lei, veloce come ha
dimostrato di essere, gira nelle mie braccia e me la ritrovo davanti. E giuro, vorrei
ridere, perché è tutta sporca di giallo, come immagino devo essere anche io, ma
l’unica cosa che riesco a pensare adesso è quanto sia bella. Quanto sembri
perfetta per me. Tiro su una mano e le scosto una ciocca di capelli che, bagnata
dalla pittura, le si è incollata sul viso, e gliela aggiusto dietro l’orecchio. «E se
volessi te?» sussurra e io non mi contengo più.

Biografia autrice
Gioia de Bonis nasce a Tivoli, in provincia di Roma, il 24 gennaio del 1990. Ha da
sempre avuto la passione per i libri e la scrittura, che l’hanno portata a scegliere di
frequentare, presso l’università di Roma3, Lettere Moderne, abbandonando
completamente gli studi scientifici che aveva intrapreso fino a poco prima. Nel 2016
inizia a pubblicare su Wattpad alcune fanfiction, ma approda al mondo dell’editoria
solo l’anno successivo, quando il giorno del suo compleanno pubblica il primo
volume della Sweet Men Saga, Sweet Revenge. Ha partecipato al Salone del libro
di Torino, al Romics, al Lucca Comics e al Firenze Comics. Oggi, oltre alla scrittura
e all’editing, è la proprietaria dell’edicola del suo paese.
Ama la lettura, il cinema e la Lazio.

Romanzi dell'autrice
- La Sweet Men Saga, che consta di 3 libri + 2 novelle, Sweet Revenge,
Our Sweetest Love, Sweet Suspect, Our Sweetest Proposal e Sweet Like
You.
- La Serie MY: My Muse, My Destiny.
- La Saga Angels: Wings of light, Wings in the Darkness. Il primo volume è
uscito in Spagna col titolo Àngeles: Alas de Luz.
- La serie MAGICALES: Magie di penna e Lost In Time
- Cucina &amp; Burlesque
- Discharge Me
- Those Three Days (parte 1)
- La Porn Holiday Series: We Wish You A Porn Christmas, Would You Be
My Porn Valentine e Happy Porn 4th July
- Una convention da sogno
- The Donuts (IV volume della Law In Love Series)
- Paura di scegliere (Serie Montgomery 3)

LA SERIE COMPLETA:
1) Paura di vivere di Valentina C
2) Paura di ricominciare di Erika Castigliano
3) Paura di scegliere di Gioia De Bonis
4) Paura di credere di Sara Mangione
CONTATTI - SOCIAL AUTRICE/SERIE:
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martedì 12 dicembre 2023

Recensione serie "Il Commissario Ricciardi", Maurizio De Giovanni

 

Autore: Maurizio De Giovanni

Titolo: Il pianto dell'alba

Serie: Il Commissario Ricciardi #12

Prezzo: 13,30   e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Il Commissario Ricciardi:

0,5)L'omicidio Carosino: le prime indagini del Commissario Ricciardi

1)Il senso del dolore

2)La condanna del sangue

3)Il posto di ognuno

4)Il giorno dei morti

5)Per mano mia

6)Vipera

6,5)Febbre (racconto presente nella raccolta "Giochi criminali")

7)In fondo al tuo cuore

8)Anime di vetro

8,5)Una domenica con il Commissario Ricciardi

9)Serenata senza nome

10)Rondini d'inverno

11)Il purgatorio dell'angelo

12)Il pianto dell'alba

13)Caminito

14)Soledad


“La paura, pensò Ricciardi. La paura, quella morsa allo stomaco e al cuore, il respiro che si fa corto, il sudore. Se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, la paura è diversa. Cambia colore.”

Trama

Tutto il dolore del mondo, è questo che la vita ha riservato a Ricciardi. Almeno fino a un anno fa. Poi, a dispetto del buonsenso e delle paure, un pezzo di felicità lo ha preso al volo pure lui. Solo che il destino non prevede sconti per chi è condannato dalla nascita a dare compassione ricevendo in cambio sofferenza, e non è dunque su un omicidio qualsiasi che il commissario si trova a indagare nel torrido luglio del 1934. Il morto è l'uomo che per poco non gli ha tolto la speranza di un futuro; il principale sospettato, una donna che lo ha desiderato, e lo desidera ancora, con passione inesauribile. Così, prima di scoprire in modo definitivo se davanti a sé, ad attenderlo, c'è una notte perenne o se ogni giorno arriverà l'alba con le sue promesse, deve ancora una volta, più che mai, affrontare il male. E tentare di ricomporre, per quanto è possibile, ciò che altri hanno spezzato. Con un colpo di scena struggente il commissario Ricciardi chiude il suo ciclo.


“Ma l'amore non può essere egoista. L'amore spinge, non trattiene; altrimenti non è amore.”


Recensione

Ci sono voluti undici libri della, a ragione, fortunata serie ambientata negli anni Trenta del Novecento, per regalare a Ricciardi la speranza di un futuro. Poi finalmente la certezza di un sentimento ricambiato, un sereno matrimonio senza sfarzo, la sua volontà di tornare a Fortino, il castello di famiglia, per il viaggio di nozze anche per presentare a quanto resta della famiglia sua moglie, la baronessa di Malomonte e proprio là concepire con reciproco amore ed estrema tenerezza una nuova vita. Il Ricciardi che esce una mattina dal portone di casa per andare a coprire il turno domenicale in questura, non è più il commissario ombroso e solitario che abbiamo conosciuto. Ha imparato a sorridere, a gioire dei gesti affettuosi di Enrica, a ricambiarli. E infatti è un uomo e un poliziotto diverso il protagonista di Il pianto dell’alba. Sembra un’altra persona. E forse lo è. Perché la responsabilità è qualcosa che fa cambiare nei sentimenti ma anche nella reazioni di fronte alla realtà politica di quel periodo che copre tre anni di vita del commissario fino al fatidico 1934. Sappiamo tutti che nel 1934 in Germania ci fu quella che è passata alla storia come La notte dei lunghi coltelli, un notte di massacri organizzata per volere del Fuhrer, con il dichiarato intento di eliminare ogni ostacolo alla propria ascesa al potere. Nella notte tra il 30 giugno e il primo luglio del 1934, infatti, furono eliminati i capi delle SA (Squadre d’Assalto) e gli avversari di Hitler all’interno del partito.

La strage, in realtà, fu abilmente orchestrata dai due luogotenenti di Hitler, Hermann Goring e Heinrich Himmler, che lo convinsero di avere in mano le prove che i capi delle SA stessero organizzando un colpo di stato contro il governo del Reich. In questo modo i due riuscirono facilmente a sbarazzarsi di tanti nemici personali. Tra loro anche Ernst Rohm, uomo politico e militare che era stato molto vicino a Hitler. I dati ufficiali raccontano che furono uccise 71 persone, ma probabilmente i morti di quella tragica notte furono molti di più. De Giovanni trasforma quel sanguinoso episodio della notte tra il 30 giugno e il 1 luglio con la definitiva presa del potere in Germania del partito nazional socialista, nella causa incidentale e nel minaccioso sfondo della sua storia, riportando in scena Manfred, l’ufficiale nazista che aveva chiesto la mano di Enrica e Livia, la bella cantante vedova.

Ma ritornando al nostro vecchio amico siamo contenti per lui, ammettiamolo. Enrica è la incontrastata regina del suo cuore e della casa. E infatti ormai ogni volta che esce di casa e si allontana da lei, quasi in una muta confessione di amore, non fa che alzare lo sguardo per cercare il suo che lo segue dalla finestra. Sguardi, i loro, colmi di condivisa complicità. Perché Ricciardi, il trentaquattrenne da sempre provato da un grave fardello psicologico e che forse per la prima volta della vita sperimenta la dolce spensieratezza di un adolescente, oggi è un uomo felice. Dalla precedente indagine, Ricciardi ha aperto il suo cuore a Enrica e le ha affidato il suo pesante segreto (dono e/o condanna che sia): la sua angosciante capacità di saper cogliere gli ultimi istanti di chi sta per morire per cause innaturali. Lei lo ha ripagato offrendo appoggio, acquietandolo con comprensione e infinito amore. Contraccambiata. Tanto che Nelide, nume tutelare tuttofare del commissario, nipote della vecchia tata Rosa, le spiega senza peli sulla lingua «Sí, vabbe’, il barone, se mai ho visto uno che, parlando con rispetto, si è completamente scimunito per amore, è lui». Oltre al matrimonio, l’abbiamo preannunciato: Ricciardi sta per diventare padre. Una gioia infinita appena velata dal segreto timore che il nascituro possa ereditare il dolore insito nei suoi occhi verdi, invece della serenità e gioia di vivere che brilla in quelli di Enrica. Il sesso poi? Maschio o femmina, cosa che si scoprirà solo alla fine, è oggetto tra Maria, madre di Enrica e Nelide di discussioni e contrastanti interpretazioni. Però anche se il romanzo parte con un Ricciardi che esce disinvolto e appagato dal portone di casa avviandosi verso il lavoro, c’è il sottotitolo dell’indagine: «Ultima ombra per il commissario», che porta in sé una premonizione di un mutamento. Il pianto dell’alba narra, infatti come ha anticipato Maurizio De Giovanni, una storia molto articolata. Leggeremo che quella domenica mattina Ricciardi non arriverà mai in questura perché prima incontrerà Maione che sta scortando la cameriera di Livia in lacrime e gli chiede di seguirlo. Ricordate Livia, l’amica cantante da sempre infatuata di Ricciardi, e che invece da mesi esce insieme con un tedesco, il maggiore Von Brauchitsch, che corteggiava Enrica? Tra loro è scoccato qualcosa, la sera prima erano a una gran festa, ma la cameriera di Livia, rientrando prima del previsto, li ha scoperti nel letto, lui morto, lei priva di sensi ma con in mano la pistola con la quale Brauchitsch è stato ucciso. L’immediato accertamento di Ricciardi e Maione, supportati dal dottor Modo, viene interrotto dall’arrivo della polizia politica fascista che li allontana e si accolla il caso. Ma se Ricciardi, Maione e Modo sentono di dovere a Livia almeno un’indagine senza preconcetti sanno di avere a che fare con gente pericolosa, senza scrupoli e soprattutto servi del potere. E allora bisogna muoversi con grande discrezione, senza dare scandalo. Come? Tornano in scena i personaggi noti, il femminiello Bambinella trascinato dall’acume del brigadiere Maione, il fruttivendolo Tanino o’ Sarracino coinvolto nell’affare dell’intelligente logica contadina di Nelide, l’infinità generosità del dottor Modo a cui tutti devono qualcosa, l’impagabile contessa Bianca Palmieri, la vera grande amica sempre pronta a intervenire per Ricciardi. Come se in questo clima da fine di un ciclo, ciascuno di loro volesse offrire il meglio per contribuire alla soluzione del caso. Una trama complessa che naviga a vista nell’aspro clima di paura di quei tempi. E la paura allora attanaglia Ricciardi. Perchè se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, devi avere paura. Perché devi proteggere la sua famiglia, devi pensare a loro, hai troppo da perdere. Ed è una paura ravvivata dalla frase che Enrica, pur spingendolo a fare fino in fondo il suo dovere gli ripete sempre: pensa a noi. Una trama con un’indagine da brivido che vede implicati tanti burattinai, che va a intrecciarsi ad altre storie su diversi piani personali e professionali gestiti da agenti fedeli in contrasto, con sporche azioni biecamente premeditate da ambigue spie e personaggi equivoci. Come venirne a capo? 

Adesso non mi resta che scoprire cos'ha combinato De Giovanni nei 2 libri che mi rimangono da leggere "Caminito" e "Soledad", perché il finale di questo, è un finale che ci lascia un Ricciardi allo sbando, ve lo dico...


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


“È inutile provocarlo, coltivarlo come un fiore. L'amore è selvatico, imprevedibile. Non si fa preparare come un piatto nè cucire come un vestito. Resisterò alla tentazione di dirti che bisogna pianificare, stabilire i pro e i contro, soppesare pregi e difetti. Ti dirò che nell'amore piuttosto si inciampa, si urta una mattina, in fila dal fruttivendolo o dal panettiere. Ti dirò che magari si tenta di scappare da quel sentimento, perchè sembra troppo difficile se non addirittura sbagliato.”



lunedì 11 dicembre 2023

Recensione serie "Il Commissario Ricciardi", Maurizio De Giovanni

 


Autore: Maurizio De Giovanni

Titolo: Il purgatorio dell'angelo

Serie: Il Commissario Ricciardi #11

Prezzo: 13,30   e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Il Commissario Ricciardi:

0,5)L'omicidio Carosino: le prime indagini del Commissario Ricciardi

1)Il senso del dolore

2)La condanna del sangue

3)Il posto di ognuno

4)Il giorno dei morti

5)Per mano mia

6)Vipera

6,5)Febbre (racconto presente nella raccolta "Giochi criminali"

7)In fondo al tuo cuore

8)Anime di vetro

8,5)Una domenica con il Commissario Ricciardi

9)Serenata senza nome

10)Rondini d'inverno

11)Il purgatorio dell'angelo

12)Il pianto dell'alba

13)Caminito

14)Soledad

“No, non c’è niente che non si possa confessare. Serve solo tanta fiducia. E molto, molto coraggio.”

Trama

A Posillipo, in riva al mare, viene trovato il cadavere di un anziano prete. Padre Angelo era per tutti un santo, eppure qualcuno lo ha ucciso. Non sarà un caso di facile soluzione per Ricciardi, la cui stessa vita, del resto, è sempre più complicata. Ora lui ed Enrica si frequentano e Luigi Alfredo non potrà continuare a nasconderle la ragione che tanto a lungo li ha tenuti separati. Sarà perché è maggio e nell'aria c'è un'energia particolare, sarà perché la vittima dell'omicidio su cui indaga era un confessore, ma per il commissario è arrivato il momento di dire la verità.


“Signorí, per le cose si combatte. Si trova il coraggio e si combatte. Perché le cose, tutte le cose, quelle belle e quelle brutte, contano solo per quanto si è disposto a lottare. Così è. Dalla vita non si scappa, dalle avversità non si scappa. Figuratevi se si può scappare dall’amore.”

Recensione


La confessione dei propri peccati. Di tutto quello che si porta dentro e si vorrebbe tanto condividere con qualcuno.
E poi la vita di ognuno: un inferno per qualcuno o solo un purgatorio, in attesa di un paradiso per tutti i meriti, per tutte le cose buone fatte.

Sono questi i due temi al centro di questo romanzo, l'undicesimo della serie con protagonista il commissario Ricciardi, che dovrà indagare sulla strana morte di un prete, don Angelo, trovato morto dal pescatore che amava l'alba, su una spiaggia di tufo, a Posillipo (il cui nome significa pausa dal dolore). Una strana morte perché don Angelo era amato da tutti, un angelo di nome e di fatto. Così ne parlano di lui i fratelli della compagnia di Gesù: perché don Angelo era gesuita, insegnava teologia ed era anche un noto confessore di molte famiglie benestanti.
Ma una strana morte anche per il luogo e il modo in cui sarebbe avvenuta: una spiaggia cui si arriva con molte difficoltà, lungo un sentiero pieno di spine.
Di fronte al cadavere, lasciato solo, il commissario assiste al fatto, il triste dono ereditato dalla madre: vedere il morto negli ultimi istanti della sua vita, percepirne le sue ultime parole:
Io confesso, ti confesso, lascialo stare, lascia che viva, io ti confesso. 
Si voltò di scatto. Stagliato contro il mare, appena più lontano dal corpo inerte, il prete lo fissava. Era in ginocchio, le braccia lungo i fianchi, il volto inespressivo, come rassegnato.

Chi stava confessando, quale peso doveva essergli rivelato, così grande da portare alla sua morte?
Le indagini partono da dentro il seminario, andando a chiedere le prime informazioni al padre superiore della comunità che ha sede proprio sopra la spiaggia, e ad altri due fratelli che erano molto legati a don Angelo, padre Costantino e padre Michele.

Una vita esemplare, dedicata all'insegnamento e alla confessione: solo uno screzio avuto a seguito di un testamento, del marchese Berardelli che lasciava i suoi beni compreso un castello a Vietri alla compagnia diseredando il nipote Tullio. Che aveva minacciato don Angelo davanti a tutti.
È questa la causa della sua morte? Oppure una delle altre confessioni raccolte dal gesuita all'interno dell'aristocrazia partenopea?

Tanto il prete quanto il commissario si scoprono simili in questo frangente: entrambi devono raccogliere le confessioni dei colpevoli ed entrambi hanno un proprio purgatorio.
Quello di don Angelo.
E quello di Luigi Alfredo Ricciardi, barone di Malamonte: “un purgatorio fatto di morti e di dolore e di sussurri e urla”, che forse si chiama inferno.
Ora che la sua storia con Enrica, la dolce Enrica che ha spiato ogni sera, dalla sua finestra, è quasi ad una svolta, Ricciardi si chiede se sia giusto portarla dentro il suo, di purgatorio.

E' possibile confessare tutto, tutto il male che portiamo dentro e che vorremmo condividere con una persona fidata, oppure ci sono cose che è bene che rimangano dentro di noi?
Se lo chiede Ricciardi e lo chiede anche all'amica Bianca, contessa di Malaspina, conosciuta anni prima per un delitto cui era stato accusato il marito, una delle poche persone con cui ha un rapporto di confidenza


Ci sono confessioni che costano, però. Ne sa qualcosa anche Maione che a distanza di cinque anni si porta ancora dentro la ferita per quel figlio, Luca, diventato poliziotto come lui e morto per una coltellata.
Un figlio che ora sembra ritrovare nella guardia Felice Vaccaro: giovane, esuberante, desideroso di far bene il proprio mestiere.
Assieme, oltre al caso del morto di Posillipo, stanno lavorando su una serie di rapine ai danni di commercianti nella zona di Chiaia. Ladri che si muovono velocemente, rapine mordi e fuggi, che Maione considera come un'onta personale, perché dentro la sua giurisdizione.

Siamo a Napoli a maggio, nel pieno di una primavera fatta di profumi e di colori, che De Giovanni ci descrive in uno degli intermezzi attraverso una rosa che passa di mano in mano, di dolore in dolore.
Riuscirà Ricciardi a trovare il segreto dentro l'ultima confessione di don Angelo?
E troverà il mondo di confessare ad Enrica tutto l'amore e tutta la sofferenza che si porta dentro?
Ed Enrica riuscirà a tener testa alla madre, che ancora non è rassegnata al suo no all'ufficiale tedesco Manfred, cui lei aveva detto no davanti tutta la sua famiglia?
E Maione, riuscirà a confessare a Lucia, la donna della sua vita, di quel vuoto che Luca ha lasciato dentro di sé?

Un ruolo importante, per risolvere tutti gli enigmi, lo avranno due personaggi minori, come Bambinella e Nelide, la nipote della tata Rosa. La prima (che incontriamo travestita come Marlene Dietrich ne l'Angelo azzurro, ancora un angelo), andando a raccogliere le voci dai quartieri su quegli strani furti.
La seconda in un'azione di forza, risolutiva, con tanto di dialetti cilentani, per aiutare il suo signorino, il cui destino le è stato affidato da zi' Rosa.

La confessione sarà anche il tema del finale: quella di chi ha tradito la fiducia di una persona vicina. Quella dell'assassino, in cui comprenderemo finalmente il significato delle parole del titolo “il purgatorio dell'angelo”. E anche quella del brigadiere Maione a Lucia e di Ricciardi.
Perché la vita, come la rosa che passa di mano in mano, va avanti. Con le sue gioie e coi suoi dolori.



La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3



“Perché se volete capire bene, davvero bene, una domenica di maggio, non dovete seguire le onde del mare ancora freddo, né l’alito del vento dolce che sa di sale e d’erba nuova, né le ali di un piccione o le grida di un gabbiano. Non cercate le note di un pianoforte o le parole di una canzone, o il suono di mille campane. Se volete capire una perfetta domenica di maggio, seguite il profumo di una bella rosa.”