giovedì 22 ottobre 2026

Recensione "Se ci sei non ho paura", Chiara Trabalza


TITOLO: Se ci sei non ho paura
GENERE: Contemporary romance (autoconclusivo)
PAGINE: 228
FORMATO: Ebook e cartaceo
PREZZO EBOOK: 2,99 euro (Gratis con Kindle Unlimited)
PREZZO CARTACEO: 13,99 euro
DATA DI USCITA: 20 ottobre 2026
Link d'acquisto: QUI


Si stringe nelle spalle. «Ho la maturità quest’anno. Voglio cominciare l’anno scolastico col piede giusto. E poi ne abbiamo fatte tante di queste feste, alla fine sono tutte uguali.»

«No, questa è stata speciale» sogghigno.

Giorgia mi guarda curiosa, sollevando un sopracciglio.

«Ho baciato Mattia» dico tutto d’un fiato.

«Hai baciato Mattia?! Mi sono persa il tuo primo bacio!» borbotta incrociando le braccia sul petto.

«Beh, non è che se venivi alla festa potevi pedinarmi e restare a fissare me e Mattia mentre ci baciavamo. Che sei una stalker?» rido divertita.

«E com’è stato? Ti è piaciuto?» mi incalza, curiosa.

«Beh, molto pieno di saliva. Non so se i baci sono sempre tutti così salivosi o se è Mattia che bacia come una lumaca» rispondo sollevando gli occhi al cielo.


Trama

Nina scappa da un passato che l’ha fatta soffrire, da ferite non ancora rimarginate, da un senso di colpa che la perseguita ogni giorno. Si è rifugiata tra le mura di casa, l’unico posto dove si sente al sicuro. Anche Francesco porta sulle spalle il peso di un dolore troppo grande, difficile da accettare, scappa da ricordi che gli tolgono il fiato e fanno ancora male. Dopo la morte di sua moglie non sa più come ricominciare a vivere. Ha chiuso il suo cuore, non vuole più innamorarsi, non vuole più soffrire. Quando Nina e Francesco si incontrano fanno scintille fin da subito ma presto scopriranno di avere molte più cose in comune di quanto pensano. Perché due anime ferite si riconoscono, si cercano, si completano. E forse stare insieme è l’unico modo per sopravvivere ai ricordi, al dolore, ai sensi di colpa. Ma il destino spesso si diverte a rimescolare le carte e una verità sconvolgente e inaspettata rischia di separare Nina e Francesco per sempre. Dovranno trovare il coraggio di dare una seconda possibilità al loro cuore, la forza di tornare ad amare.
Perché la vita ci dà sempre una seconda possibilità per essere felici, basta saper ascoltare il proprio cuore e avere il coraggio di rischiare. Il coraggio di ricominciare a vivere, di amare, di sognare ancora.


«Salve, mi scusi il disturbo, per caso ha notato una bambina bionda qui in giro?» domanda agitato, con un’espressione preoccupata.

Probabilmente cerca Gaia.

«Sì, se è una bambina bionda che ama le torte direi che è qui con me» rispondo con un sorriso.

«Come? Lei ha mia figlia qui dentro casa sua?» grida, agitato.

Lo guardo sgranando gli occhi.

«Guardi che non sono mica un’assassina, eh» rispondo con un sorrisetto, non sapendo se ridere o arrabbiarmi per la sua espressione accigliata e la sua vena polemica.

«E io come faccio a sapere che non è un’assassina?»

Non posso credere che stia dicendo seriamente.

«Le sembro forse un’assassina?» sbuffo contrariata mettendomi le mani sui fianchi.

«Non lo so e non voglio scoprirlo. Mi ridia mia figlia.»

«Mi ridia mia figlia? Ma si sente quando parla? Crede che la tenga qui con la forza? Sta solo facendo merenda!» ribatto seccata, cominciando ad arrabbiarmi.

«Papà, sei tu!» grida Gaia uscendo fuori dalla cucina e andando incontro a suo padre.

«Ma che diavolo ti è venuto in mente di venire qui? Senza avvisarmi poi!

Ti ho detto mille volte che non devi fidarti degli sconosciuti» la rimprovera l’uomo.

«Conosce mia zia Betty. Ho pensato non ci fosse niente di male a farla entrare. Voleva solo una fetta di torta» lo rassicuro.

«Magari una torta avvelenata» ribatte lui, guardandomi sospettoso.

Scoppio a ridere.

«Non posso credere che lo abbia detto seriamente. Non siamo nella favola di Hansel e Gretel. Non ci sono torte avvelenate ma solo un’ottima torta al limone fatta da mia zia.»

«Quindi il fatto che l’abbia fatta sua zia dovrebbe rincuorarmi. È mezza matta quella donna. Parla col gatto, parla con i fiori e gli alberi, canta a squarciagola alle sei del mattino…è matta.»

Recensione

Oggi vi parlo del nuovo romanzo di Chiara Trabalza; protagonisti sono Nina e Francesco, entrambi sono segnati da un passato doloroso e si conoscono a Cesenatico, dove la zia di Nina abita; Nina è andata lì per scappare dal passato che non la abbandona; Francesco invece abita lì da anni e anche lui è schiacciato da un senso di colpa molto simile a quello di Nina.

I due si conoscono grazie a Gaia, la figlia di Francesco, che si intrufola a casa di zia Betty, senza sapere che quest'ultima però, se n'è andata, lasciando la casa a Nina; quando il padre, si rende conto che la figlia non è più a casa, la cerca proprio dalla sua vicina e Gaia, guarda caso, è proprio lì, che si mangia una bella torta.

Come capita spesso, tra i due, non inizia proprio bene, visto che Francesco accusa Nina di essere una ladra di bambini; ma quando, grazie a Gaia, si chiariscono, le cose iniziano a farsi interessanti, perché sarà proprio Gaia, oltre alla vicina e alla zia, a fare da collante tra Nina e suo padre, facendo in modo che i due si avvicinino.

E così è: i due si avvicinano talmente tanto, che si riconoscono uno nel dolore dell'altra e riescono a lambire le proprie ferite; almeno, finché non saltano fuori strane coincidenze, relative al passato di entrambi, che li allontanano; ma ci sarà qualcuno disposto a dargli una mano perché sistemino le cose.

Come andrà a finire? Nina e Francesco resteranno lontani, o avranno modo e tempo di chiarirsi abbastanza da tentare la sorte?


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


E poi ieri è successa questa cosa strana con quella matta della mia nuova vicina. Quando l’ho vista ho avuto un tuffo al cuore e per un attimo ho smesso quasi di respirare, assomiglia davvero tantissimo a Isabella. Ha i capelli rossi come lei, gli stessi occhi verdi, le lentiggini sul naso. Appena l’ho vista mi ha ricordato tantissimo la mia Isabella e questo mi ha destabilizzato. Certo, se non avesse tentato di rapire mia figlia forse mi sarebbe stata anche simpatica. Oddio, in effetti ho un tantino esagerato, ho fatto una scenata eccessiva, ma quando si tratta di Gaia divento iperprotettivo e ho sempre paura che possa accaderle qualcosa di brutto. Quando sono uscito dalla doccia e non l’ho trovata in casa, né a giocare in giardino, mi sono davvero spaventato, anche se so che è una bambina piuttosto curiosa e indipendente e ha spesso l’abitudine di curiosare in giro.



Nessun commento:

Posta un commento