domenica 8 marzo 2020

Recensione "Accad(d)e", Maria Fonte Fucci

Autrice: Maria Fonte Fucci
Titolo: Accad(d)e
Prezzo: cartaceo 15,00  e-book 2,99

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Sul divanetto di fronte al televisore giaceva rannicchiata Marisa, una donna che la vita aveva fatto invecchiare prima del tempo.
Una donna meravigliosa, e lo sarebbe ancora stata se gli occhi azzurri non fossero stati sempre persi nel vuoto e non avessero lanciato sguardi di odio nei confronti di tutti e soprattutto di Giacomo, quando non erano obnubilati dai farmaci.
Il biondo angelico e mosso degli splendidi capelli aveva ceduto il passo a diverse sfumature di grigio; sicuramente più di cinquanta, ma senza risvolti erotici. Sempre arruffati, ma non c’era da stupirsi: ogni giorno era uguale all’altro e i suoi unici spostamenti erano tra la camera da letto e il divano. Mai che si preoccupasse di sistemare quei dannati capelli. Ma tanto era inutile.
Neanche cento colpi di spazzola avrebbero cancellato la forma del cuscino che li allargava a raggiera


Trama
Per Giacomo è una serata come le altre. Sa già che, una volta oltrepassata la porta della sua casa, un muro di ostilità gli si parerà innanzi. Come ormai succede da tanto tempo. Da troppo. Le responsabilità che gravano sulla sua schiena sono più forti di qualsiasi altra cosa, più forti anche della pensione che ha raggiunto dopo anni di sacrifici. Traguardo che passerà, come sempre, sotto una crudele indifferenza. Eppure la visita inattesa di Manuel, il vicino, dà una piega diversa a una serata buia come l’appartamento di Giacomo. Perché Manuel non è solo: con lui, una ragazza timida, quasi timorosa. Una ragazza che, dopo poche ore, tornerà a bussare alla porta di Giacomo, ma questa volta ad aprire sarà Marisa, sua moglie, una donna squassata da un dolore troppo grande da poterlo descrivere. Basta uno sguardo, e Marisa capisce tutto. Un altro mostro ha messo piede nel loro caseggiato. Un mostro dalle fattezze di angelo. Come colui che, molti anni prima, stravolse la loro famiglia. Accadde. Accade. Può una donna sola e indifesa salvare se stessa e chi le sta intorno?



«Sì, Marco... Sono appena rientrato... Benissimo... C’erano proprio tutti.»
L’aveva scampata bella.
Marisa non perse però occasione per continuare ad accusarlo, tentando ogni volta di ricevere risposte alle domande che si era sempre posta, ai sospetti che l’avevano sempre assillata e cioè quelli di essersi sobbarcata la responsabilità di accudire la famiglia e proteggerla mentre lui, con la scusa del lavoro, era in giro chissà dove, a fare il maiale con chissà chi mentre loro... Le gocce l’avevano ormai quasi stordita, ma negli ultimi istanti di lucidità mormorò: «Sì... c’era pure l’assistente del primario del cazzo.»
Giacomo fece finta di nulla e si voltò di spalle, sperando che suo figlio non avesse ascoltato. Come se così potesse proteggerlo da quelle frasi deliranti a cui anche lui ormai era abituato.
Si allontanò di poco sperando che Marisa non ascoltasse e si lasciasse prendere dal sonno indotto dai farmaci.
Tuttavia Marco aveva sentito e, quasi per allungare il brodo, come solitamente accadeva quando lo chiamava, gli pose la domanda retorica.
«Come vuoi che stia? Come al solito, con le sue fissazioni... Sì, le ho dato le gocce, ora mi pare si stia addormentando... Lo so,
immagino... Non ho colpa... Non abbiamo colpa... È andata così!
E a te come va? ... Con Carla, voglio dire... Come al solito? ... Va bene, ci sentiamo... Domani mattina? ... Non passi a salutarmi?
... Magari ti scomodassi a venire ogni tanto! ... Fa’ come credi, a domani.»
Recensione

Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione del romanzo "Accad(d)e" di Maria Fonte Fucci; ringrazio la Collana Policromia per la copia digitale; questo è un racconto crudo, che parla di una famiglia che ha vissuto la cosa più orribile che una famiglia possa vivere; ma parla anche di riscatto verso la vita, la voglia di scappare da tutto e tutti, la voglia di sconfiggere lo stesso mostro che ha distrutto le nostre vite anni prima; almeno, così è successo alla famiglia di Giacomo. Sì signori. è un thriller di poche pagine, che vi farà venire i brividi, come li ho avuti io. 

La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3




Appena si sentì sfiorare, lei alzò lentamente lo sguardo. Giacomo
restò impietrito da quegli occhi azzurri, tanto profondi
quanto spenti. Quell’azzurro meraviglioso con un accenno di dorato
nei pressi delle pupille. Quegli occhi sembravano... sì, somigliavano
in maniera impressionante.

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