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domenica 12 ottobre 2025

Recensione serie "Royal Ascot Scandals", A.A.V.V.


TITOLO: D'amore e nobiltà

SERIE: ROYAL ASCOT SCANDALS - VOLUME III

AUTRICE:  Margherita Maria Messina

CASA EDITRICE: WORDS EDIZIONI

GENERE: HISTORICAL ROMANCE - REGENCY COLLECTION

FORMATO: CARTACEO LIMITED EDITION - CARTACEO - EBOOK

PRE ORDER CARTACEO IN ESCLUSIVA SULLO SHOP ONLINE DI WORDS EDIZIONI

SUCCESSIVAMENTE DISPONIBILE IN TUTTI GLI STORE

Link d'acquisto: QUI


Serie Royal Ascot Scandals:

1)Mr Holland non lo verrà mai a sapere

2) I dolori della giovane Lottie

3)D'amore e nobiltà

4)E' tutta colpa della luna



“Appagata da abiti? Da gioielli? E la musica? I romanzi che le facevano brillare l’anima? Le parole, scritte con l’inchiostro nero a vergare pergamene spesse? Era sbagliato desiderare un amore che andasse oltre ciò che si poteva indossare?”

Trama

🌹𝐔𝐧 𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨. 𝐔𝐧 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨. 𝐔𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐚𝐜𝐞𝐫𝐞.
𝐼𝑛𝑔ℎ𝑖𝑙𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎, 1816.
Clelia Westwood è cresciuta nell’ombra di una tragedia e di un silenzio che le ha segnato l’anima. Protetta dall’affetto della sua famiglia, è pronta a debuttare in società, finché il suo destino viene stravolto da un matrimonio combinato. Sposa per procura di un uomo che non ha mai visto – il misterioso e schivo Marchese di Glanville – quando giunge a Hidden Hall, Clelia si ritrova sola, in una nuova casa, con un marito che si rifiuta persino di incontrarla.
Tuttavia, dietro lo sguardo sfuggente di Ethan Haworth si cela molto più di quanto le sia stato detto: un passato tormentato, un corpo segnato e un cuore che ha smesso di credere nell’amore. Clelia non si lascia intimidire, e con delicatezza e forza silenziosa, cercherà di abbattere i muri che li dividono.
Ma la tenuta dei Glanville è davvero un rifugio sicuro?
Tradimenti e complotti minacciano non solo l’eredità della famiglia, ma anche la vita stessa di Clelia.
Tra eleganti salotti londinesi e torbidi segreti, “D’amore e nobiltà” è un romance storico emozionante e pieno di suspense, dove l’amore vero richiede coraggio e sacrificio. Un nuovo, imperdibile capitolo della saga 𝐑𝐨𝐲𝐚𝐥 𝐀𝐬𝐜𝐨𝐭 𝐒𝐜𝐚𝐧𝐝𝐚𝐥, tra intrighi aristocratici, passioni travolgenti e seconde possibilità.



“Sposa d’un uomo che nemmeno conosceva. Padrona di una casa ignota. Ingabbiata in una scelta non sua”



Recensione

Eccomi a parlarvi del terzo e penultimo volume di questa tetralogia scritta a quattro mani; Clelia è una giovane donna che, dopo aver perso la madre da piccola, è riuscita a trovare serenità e riconquistare un equilibrio grazie al supporto e all'affetto del padre Ashton, del fratello Devon e della zia Constance. Ma il mondo di Clelia crolla davanti a lei quando, gli stessi cari che dicono di amarla, le annunciano il suo matrimonio con il Marchese di Glanville. Quest'ultimo è un uomo burbero e profondamente segnato a causa di un incidente che, proprio per quanto accaduto, crede di non meritare nulla dalla vita. Con l'arrivo di Clelia Westwood presso Hidden Hall, però, Ethan Haworth si troverà spiazzato nello scoprire un sentimento a lui sconosciuto. I due sono anime affini che, nonostante gli eventi iniziali, cominciano poco per volta a conoscersi. Nell'ombra, purtroppo, qualcuno trama indicibili piani e il nuovo ritrovato equilibrio, rischia di spezzarsi per sempre.
Non dirò altro per quanto riguarda gli intrecci di questa storia, perché dovrete scoprirli da soli. Con questa storia sono stata trascinata nel lontano 1816 e con Clelia ho vissuto ogni momento della sua vita. Ho adorato essere spettatrice di feste mondane, così come ho adorato incontrare i diversi personaggi che appaiono nell'intreccio. Certo, alcuni sinceramente li ho detestati da impazzire, ma sono più che certa che, quando leggerete, concorderete in pieno con me. Ho trovato D'amore e nobiltà una storia davvero dolce e romantica, con quel giusto pizzico di suspense che tiene sulle spine. Mi sono affezionata tantissimo a Clelia e Ethan, tanto che avrei voluto proteggerli da tutto il male del mondo, sono splendidi insieme. La loro crescita e maturazione sia come singoli individui che come coppia è proprio emozionante. Mi è piaciuto il fatto che, all'interno della narrazione, diverse vite si intersecano, facendoci così entusiasmare ancor di più con storie d'amore parallele. Bellissimo veramente! Come non citare il bel dottore Holland, migliore amico di Ethan, e Julian Chapman! Degli amici leali e sinceri che mi hanno sempre fatto spuntare un sorriso. L'ambientazione storica, inoltre, è resa benissimo dalle descrizioni accurate ed evocative.

La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3




“Vi era una sofferenza insita in quei gesti, sintomo di una profonda solitudine che anche lui conosceva”

martedì 29 luglio 2025

Recensione tetralogia "Royal Ascot Scandals", A.A.V.V.

 

TITOLO: I DOLORI DELLA GIOVANE LOTTIE

SERIE: ROYAL ASCOT SCANDALS - VOLUME II

AUTRICE: LAURA VEGLIAMORE

CASA EDITRICE: WORDS EDIZIONI

GENERE: HISTORICAL ROMANCE - REGENCY COLLECTION

FORMATO: CARTACEO LIMITED EDITION - CARTACEO - EBOOK

PRE ORDER CARTACEO IN ESCLUSIVA SULLO SHOP ONLINE DI WORDS EDIZIONI

SUCCESSIVAMENTE DISPONIBILE IN TUTTI GLI STORE

Link d'acquisto: QUI


Serie Royal Ascot Scandals:

1)Mr Holland non lo verrà mai a sapere

2)I dolori della giovane Lottie

3)D'amore e nobiltà

4?


«Preferisco farmi chiamare Lottie Everleigh. Non vedo perché la cosa dovrebbe stupirvi così tanto.»

«Lottie è un nome banale, ne converrete con me.»

«Affatto, Capitano. Lo trovo un nome delicato, affascinante e romantico. Inoltre, è simile a Lotte, il nome

dell’eroina del mio romanzo preferito.»

Trama

Inghilterra, 1817

Quando la dodicenne Lottie Everleigh vede per la prima volta Eldon Bethencourt ad Ascot, il cuore le scivola tra le righe dei romanzi che tanto ama. Sognatrice incallita, gli scrive una kettera d’amore che mai avrebbe dovuto lasciare il cassetto della fantasia... e invece, sette anni dopo, quella lettera viene spedita per sbaglio, scatenando un turbine di equivoci, passioni e dolori degni del Werther.

Dietro una corrispondenza romantica si cela però un inganno: a scriverle non è Eldon, ma il tormentato e affascinante cugino Hareton, segnato da un passato tragico e dall'ombra di un amore impossibile. Tra duelli verbali, balli in maschera e verità nascoste dietro una scommessa, Lottie si ritrova al centro di una storia più avvincente di qualsiasi romanzo abbia mai letto.

Ma può l’amore sopravvivere a una bugia?

E cosa accade quando la vita reale pretende il suo finale?


«No, miss Everleigh. Non ritengo che uccidersi per amore sia opportuno. Né intelligente.»


Recensione

Oggi vi parlo del secondo romanzo della serie "Royal Ascot Scandal"; avevamo iniziato con "Mr Holland non lo verrà a sapere", ora siamo alle prese con "I dolori della giovane Lottie".

Oggi vi recensisco il secondo volume della serie "Royal Ascot Scandal";  vi ricordo che è una tetralogia e  che ogni libro ha personaggi differenti e diverse autrici. Ad aprire le danze è stata Juls Way con  Mr Holland non lo verrà mai a sapere, che vi consiglio di recuperare prima di leggere questo, anche se non è strettamente necessario.

Abbiamo a che fare con intrighi, sotterfugi, bugie, omissioni e segretucci, cosa che apprezzo particolarmente.

Che Lottie fosse una ragazza tutto pepe, lo avevo capito già nel romanzo precedente, ma non potevo essere pronta a quello che ho letto! Lottie è una ragazza che ama la lettura, colta e di bell'aspetto, pronta al suo debutto in società, ma cela una passione fanciullesca che non si è mai tolta di dosso veramente: la passione per il prestante Eldon Bethenncourt, del quale si è invaghita a dodici anni e al quale ha scritto un'appassionata lettera piena di sentimento, che ha rinchiuso nella sua scrivania. Almeno fino a un certo punto, ovvero fino a quando proprio Eldon se la ritrova tra le mani.
Mettersi nei panni di Lottie provando il suo stesso imbarazzo è inevitabile perché  la narrazione di questo libro, ci porta a immedesimarci assolutamente e quindi vivere tutto ciò che vive la giovane! Ah che turbamenti, che vergogne e che batticuori... e che rabbia: tanti sono i sentimenti che attraversano il cuore della bella protagonista durante tutto il romanzo e noi ne veniamo colpiti insieme a lei. Ma andiamo per ordine.

Smise di fantasticare, e alzò lo sguardo sull'uomo che si era appena fermato davanti a loro e che ostentava un sorriso amichevole e genuino.
Poi Lottie morì.
Poi risorse. Urlò internamente senza emettere alcun suono e morì di nuovo.

Ovviamente la lettera arrivata al bel Eldon non può che portare delle conseguenze. Prima di tutto c'è da affrontare il bel rampollo di persona, cosa non affatto semplice, e poi che fare visto che lui non solo non ignora la lettera, ma risponde pure??
E' da qui che si viene a instaurare una fitta corrispondenza che però è reale solo in parte.

Il bel Eldon, infatti, non è proprio capace di rispondere alla lettera della bella miss e incarica il cugino, tale Capitano Hareton Bethencourt, di prendersi la briga, fingendosi lui ovviamente, in modo tale da poter iniziare a costruire un rapporto tra i due che poi si concreterà attraverso passeggiate, balli, ricevimenti e chi più ne ha e più ne metta. Ma perché proprio Hareton? Beh prima di tutto perché è presente all'arrivo e alla lettura della lettera e poi perché, destino ha voluto, che durante un ballo lui si fosse imbattuto casualmente in Lottie e avessero avuto un confronto molto acceso, questo voleva dire che lui già sapeva qualcosa di lei ... ovviamente tutto ciò secondo la mente semplice e basica di Eldon!
Ma chi poteva sapere che oltre a Lottie, anche Hareton sarebbe rimasto vittima delle sue stesse parole scritte nero su bianco? Chi avrebbe potuto immaginare che delle semplici lettere, fingendosi un altro, avrebbero potuto "scalfire" il cuore del burbero Capitano? Il rapporto tra Hareton e Lottie, di persona, è un rapporto di "odio" reciproco, un rapporto fatto di provocazioni, di battibecchi continui, di tenersi testa senza cedere mai... chi mai potrebbe immaginare che il rapporto tra i due possa evolvere in altro? (Io di sicuro, perché sono abituata a personaggi che si odiano, per poi capitolare e cambiare sentimenti).

Sempre antipatica, sempre bellissima. Sempre irosa e impeccabile, Medusa meravigliosa e temibile, dolce e irresistibile. Diamine! Sul serio?

Lottie ha occhi e orecchie solo per Eldon. Il fatto di dover sopportare il Capitano per poter stare vicina al suo bel cavaliere, è una sfida da superare, è un qualcosa d'intralcio che però è tenuta a fare sia per mantenere la facciata di signorina per bene, sia perché conquistare il bel Eldon è il fine ultimo. E Lottie è disposta a fare questo e altro pur di vedere realizzato il suo sogno di ragazza... eppure come mai la presenza del Capitano a un certo punto non è più un disturbo, ma anzi, diventa quasi un sollievo?

A quel punto accadde di nuovo. E di nuovo, Lottie si sentì trafiggere da un pungiglione bollente e velenosissimo, fin dentro al cuore, nel posto che finora aveva ignorato esistesse, e che mai come in quel momento le dava l'impressione di respirare davvero, per la prima volta.
Hareton Bethencourt sorrise.

La narrazione si svolge tra lettere e avvenimenti della società e quindi i rapporti tra Eldon e Lottie, Lottie e Hareton, si sviluppano su più fronti, quasi a più livelli. La trama, anche in questo libro, è costruita nei minimi dettagli, cosa inevitabile stante l'intreccio che si viene a creare. E se la dinamica tra Lottie ed Eldon non evolve mai veramente, tanto da subire anche svariate battute d'arresto (e per fortuna, oserei dire), tutt'altro accade tra Lottie e Hareton.
Il bel Capitano, costantemente sulla bocca della società a causa di uno scandalo passato del padre che scopriremo piano piano, è ben consapevole di intrattenere la corrispondenza serrata con la signorina Lottie e i suoi sentimenti iniziano a mutare proprio a causa di questa: se di persona i due non si possono sopportare, ma tuttavia non fanno niente per evitarsi, le lettere mostrano a Hareton una Lottie diversa da quella che si ritrova davanti nelle varie occasioni, e questo lo porta a guardarla e percepirla in modo diverso.

La sentì ridere, stringere appena di più la presa. Hareton provò un bisogno crudele di sfilarle il guanto per sentire davvero che consistenza avesse la mano di Charlotte Everleigh dentro la propria.

La trama è fittissima ve lo garantisco e il libro si legge da solo. I battibecchi di Hareton e Lottie sono divertenti, incalzanti, stimolanti e se ne diventa quasi dipendenti. Inoltre, nel vedere il loro rapporto cambiare a causa di varie vicissitudini, non si vede l'ora di scoprire come arriveranno a risolvere la problematica delle lettere, perché sì, a un certo punto la corrispondenza diventa un problema non solo per Hareton ovviamente, soprattutto perché, con quella, spinge sempre di più Lottie nelle braccia di Eldon, ma anche per Lottie che, confusa a causa dei propri sentimenti, non saprà più cosa fare.

"Odiare è semplice. Amare è devastante." Ho adorato lo sfondo di Hareton: la sua storia, i suoi crucci, i suoi tormenti sono stati emozionanti e veramente intensi. Vedere la sua corazza sgretolarsi e, finalmente, vederlo libero è stato bellissimo. Ho apprezzato molto il fatto che, spesso, Lottie fosse lì.
Inoltre, nonostante inizialmente trovassi Lottie quasi sempliciotta e un po' immatura, non posso dire che alla fine ho davvero apprezzato il suo trasformarsi, il suo crescere e cambiare: in realtà il suo carattere, forte e caparbio, mi piaceva già dal volume precedente, quindi mi aspettavo grandi cose da lei e, infatti, non sono rimasta affatto delusa da tutto il suo processo.

Forse qualcuno potrebbe non apprezzare i tratti epistolari della storia, in quanto potrebbe sentirsi "meno coinvolto", invece io li ho amati da morire: trovo che le lettere donino una sorta di intimità tra i due scrittori unica, è come se si creasse una connessione solo loro all'interno della quale noi siamo, effettivamente, solo degli spettatori e questo rende il loro rapporto esclusivo, si crea uno spazio all'interno del quale no, noi non possiamo entrare. Quando Lottie scopre che non c'è Eldon dietro le lettere, comprende, nonostante si senta tradita e presa in giro, di essere sempre appartenuta solo e unicamente ad Hareton. Ed è proprio qui la bellezza della corrispondenza, no?

"E d'improvviso, Lottie capì.
Fu dapprima come svicolare in un baratro caldo di sollievo, puro e salvifico. La consapevolezza inequivocabile di essere stata innamorata di lui dal primo momento.
...
Era stata una battaglia di carta e inchiostro e lei era stata sconfitta, fatta prigioniera, dissanguata."

Ho trovato questo romanzo forse più intenso del primo, del resto Lottie e Hareton sono due personaggi pieni di ardore, di passione, di fermento: la loro storia è intensa, toglie il fiato con l'eleganza dei detti e dei non detti durante le chiacchiere, dei gesti da interpretare durante dei semplici spettacoli dell'opera, gli sguardi da cogliere durante le passeggiate, le emozioni da riconoscere fra le maschere durante i balli, ma si spinge anche oltre... cosa non affatto scontata per il periodo che ci viene raccontato, ma non vi dirò di più! Dovete leggerlo, anzi dovete leggerla tutta questa serie!

Io resto in attesa dell'uscita del terzo, prevista per fine mese, ma lo leggerò una volta tornata dalle ferie, ad agosto.


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


Dunque... corteggia la ragazza al posto del tuo caro cugino e permettigli di godersi questa Stagione senza

inutili costrizioni o drammi! In cambio, prometto di non interferire più nella tua vita, e di lasciarti continuare la

tua noiosissima esistenza da orso musone ed eremita.»

Hareton alzò un sopracciglio.

«Si tratta pur sempre di un inganno...»

«A fin di bene. Per la futura felicità del tuo caro cugino, che ami e che ti ama come un fratello!»

mercoledì 30 aprile 2025

Recensione tetralogia "Royal Ascot Scandals", A.A.V.V.

 

Autrice: Juls Way

Titolo: Mr Holland non lo verrà mai a sapere

Genere: Historical romance - Regency Collection

Serie: Royal Ascot Scandals #1

Prezzo: e-book 3,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Royal Ascot Scandals:

1)Mr Holland non lo verrà mai a sapere

2)?

3)?

4?



Trama

Londra, 1817.

Miss Amy Bellamy si è guadagnata la reputazione di astuta e talentuosa sensale del ton. Indipendente e determinata a non prendere marito, vive con entusiasmo la vita mondana, aiutando giovani debuttanti a trovare l’amore in un mercato matrimoniale spietato.

Ma quando la famiglia Holland le chiede di trasformare il loro erede inaspettato in un gentiluomo degno del bel mondo entro la Gold Cup di Ascot, Amy si trova davanti alla sua sfida più difficile: timido, impacciato e macchiato dal disonore familiare, Edwin Holland è infatti lontano anni luce dal modello

di eleganza richiesto per conquistare il cuore di una fanciulla. Con una scadenza così serrata, ogni lezione diventa cruciale: dall’etichetta al ballo, dal savoir faire alla conversazione, i due

si immergono in un mondo fatto di regole non scritte e aspettative altissime. Ma mentre Edwin impara a destreggiarsi nel complesso universo dell’aristocrazia, Amy scopre in lui un uomo brillante e appassionato, molto diverso da quello che aveva immaginato.

Tra fraintendimenti, sguardi rubati e sentimenti inattesi, entrambi si troveranno invischiati in un gioco pericoloso: quello dell’amore.


Edwin Holland si guardò attorno alla ricerca di lady Weston.

La scorse quasi subito, bionda e capricciosa nel suo elegantissimo abito bianco, nonostante il trambusto della folla che si accalcava per prendere posto prima dell’inizio delle corse. Quando anch’ella lo notò, sorrise e fece per raggiungerlo. Lui s’alzò in piedi per accoglierla, mentre la chaperon si accomodava una fila più indietro.

«Lady Weston, sono lieto che abbiate trovato un momento per incontrarmi» le disse, affabile.

«Non potevo di certo perdermi la Gold Cup» cinguettò lei, con gli occhi fissi sulla linea di partenza.

Era un giorno importante e lui avrebbe dovuto sentirsi nervoso: una delle giovani più ambite del ton sarebbe diventata presto sua sposa. Eppure, non era per nulla eccitato all’idea.

Anzi.

Era arrabbiato.

Furioso, se proprio doveva essere sincero con sé stesso. Il ginocchio destro gli tremava per il nervoso.

«Chi vincerà secondo voi, Mr Holland?» La voce di lady Weston lo riportò alla realtà.

«King Richard» rispose frettoloso. Era l’unico cavallo che conosceva, dopotutto.

«Un’ottima scelta, signore.»


Recensione

Con Mr Holland non lo verrà mai a saperesi aprono le danze della Stagione londinese del 1817, e Juls Way ci fa conoscere due personaggi molto singolari, protagonisti di una storia d’amore appassionante ma anche parecchio divertente.

Questo, infatti, è uno di quei romanzi che si legge con il sorriso sulle labbra e che lascia addosso piacevoli sensazioni di dolcezza e leggerezza.

Particolarmente interessanti sono le dinamiche che intercorrono tra Miss Amy Bellamy Mr. Edwin Hollan, futuro Barone Guilford.

Lei è una donna di ventisette anni compiuti, ancora nubile e che non ha nessuna intenzione di sposarsi. Lui è un medico che ha dovuto abbandonare la propria professione per adempiere agli obblighi imposti da un titolo nobiliare che non gli sarebbe spettato per diritto di successione, se solo suo fratello maggiore non avesse deciso di sposare un'attrice di teatro, facendo in modo che la famiglia lo diseredasse.

«È il caso che tu torni a casa, Edwin. Il buon nome della famiglia è nelle tue mani. Ed eccola lì, la trappola: il sangue, il nome. Al primo cenno di crisi, Edwin era tornato a Hatchlands Park. Non aveva saputo dire di no.»

Edwin non è per nulla capace di destreggiarsi nelle situazioni mondane. Men che meno ha un temperamento e una spavalderia che possano far dimenticare lo scandalo che ha colpito la sua famiglia.

Trovare una moglie e assumersi le responsabilità del suo casato non sembra un’impresa facile.

Per tale ragione, lady Marjorie, nonna di Edwin, ritiene possa essere una buona idea quella di richiedere l’intervento di Miss Amy Bellamy. Nonostante, quest’ultima non sia stata capace di trovare un marito per sé stessa, è risaputo quanto sia brava ed efficace nel combinare i matrimoni altrui. Una capacità che le ha dato modo di essere considerata meno zitella tra le zitelle, di continuare a frequentare i salotti delle famiglie più in vista e di ottenere l’approvazione e il rispetto che altrimenti nessuno le avrebbe riservato.

«“Avete una mente brillante, miss Bellamy. Se foste nata uomo avreste di certo scalato i ranghi dell’esercito.” “E invece sono la figlia zitella.”»

Del resto Amy è determinata a rimanere nubile piuttosto che accontentarsi di un marito che non sia in grado di rispettarla, amarla e ammirarla. Lei è bella e intelligente, non le sono certo mancati i pretendenti ma ha fatto in modo di non doversi mai trovare nella situazione di essere costretta ad accettare la proposta di uno di loro.

«Amy Bellamy adorava immaginare la vita amorosa altrui, non la sua. Quella non le interessava affatto. »

Quando lady Marjorie le chiede di aiutare il proprio nipote a trovare una fanciulla con cui fidanzarsi ufficialmente, Amy non si fa pregare molto prima di accettare ma a condizione che venga mantenuta una promessa: “Mr Holland non lo verrà mai a sapere” che i consigli, le lezioni di comportamento e di corteggiamento, che gli da non sono nati spontaneamente ma in seguito a un preciso accordo fatto con sua nonna.

Il fatto che Mr. Holland sia anche un caro amico di sir Basil Sinclair, cognato di Amy (in quanto marito di Violet, sorella maggiore di quest’ultima) risulta provvidenziale nel mantenimento di questo piccolo segreto. Le presentazioni ufficiali tra i due protagonisti, infatti, vengono fatte da lui senza che si renda necessario un intervento diretto della nonna di Edwin.

 «Quell’uomo avrebbe trovato la sua sposa entro la Royal Cup.»

Nonostante Amy sia sempre attratta dalla sfida di riuscire a formare coppie affiatate che possano aspirare a una felice vita coniugale, le appare chiaro, sin dal loro primo incontro, che quella in cui si è imbarcata è un’impresa di non poco conto. 

Prima di riuscire a trovare un giusto equilibrio tra i numerosi suggerimenti elargiti da Miss Bellamy e l’impegno di Mr Holland nel metterli in atto, si rende indispensabile investire del tempo e trovare qualche piccolo escamotage che favorisca l’incontro del futuro barone con la candidata che lui sembra prediligere.

Amy deve fare i conti con un uomo che non ha nessuna idea di quali siano gli atteggiamenti richiesti dall’etichetta. In mezzo alla gente Edwin sembra avere la capacità di scomparire. Non prende parola e manca di spirito di iniziativa, non sa come mostrarsi galante e tantomeno sa come attirare su di sé le attenzioni di una donna. 

« “L’unico scopo della conversazione» gli spiegò lei, “è compiacere le altre persone e, di conseguenza, essere considerato piacevole mentre parlate. Le regole di base sono quelle di sempre: non interrompere, ascoltare, parlare a turni, essere d’accordo.”»

Anche il suo abbigliamento, la sua postura e la sua gestualità sono totalmente inadatti a conquistare una certa rispettabilità e ottenere quel riscatto sociale che tanto giova alla famiglia Holland.

Le uniche occasioni in cui Amy ha potuto vedere un Edwin totalmente diverso dal solito è quando interagiscono tra di loro.

Con lei Mr. Holland perde quell’aria timida, introversa e smarrita che ha invece in qualsivoglia situazione mondana. 

Anche lo stesso Edwin si trova a riflettere: quando ha a che fare con Miss Bellamy non riesce a evitare di essere pungente e polemico. Lei fa emergere la parte di sé leggera e ironica. Non sa perché ma con quella donna si sente libero di essere sé stesso, non deve fingere e non si sente obbligato ad assolvere ad alcun dovere. 

Edwin, infatti, non avrebbe mai voluto rinunciare alla propria professione di medico né avrebbe scelto di sottoporsi alla tortura del ton e dell’etichetta.

Lui non aveva nessuna fretta di prendere moglie e non pensava minimamente di dover sostituire il fratello maggiore nell’acquisizione del titolo e nella gestione delle proprietà di famiglia. Affrontare tutto questo e sopportare le critiche e l’indifferenza da parte di suo padre e di sua nonna, rappresenta un fardello che non crede di riuscire a portare.

«Non faceva altro che domandarsi che cosa c’era di speciale in miss Bellamy. Era ormai una curiosità che lo stuzzicava in continuazione, senza dargli tregua e a cui sentiva che prima o poi avrebbe dovuto dare sfogo. »

Quando si trova in compagnia di Amy Bellamy, però, questa zavorra sembra pesargli meno. Ogni giorno che passa, lei diventa sempre di più un punto di riferimento. Certo non avrebbe potuto immaginare che, a un certo punto, avrebbe iniziato a considerarla, oltre che spigliata e intelligente, bella e attraente.

Ma, al contempo, anche Edwin comincia a suscitare in Amy delle sensazioni impreviste. Lei inizia a vederlo per quello che è: colto, innamorato della sua professione a cui ha dovuto rinunciare a causa di insensati obblighi familiari. Responsabilità che lo costringono, il più delle volte, a ingobbirsi e incupirsi. 

« Arthur era bello, intelligente, capace. Edwin, invece, era solo il figlio cadetto che si era trasferito per fare il medico, quasi rinnegando le proprie origini. Non era vero, ovviamente. Lui sapeva in cuor suo di essere brillante e arguto. Solo non lo era nello stesso modo in cui lo era Arthur. Loro non capivano. Non potevano. Per tutta la vita aveva desiderato unicamente realizzarsi lontano dal peso di quel perenne confronto. Tutto, »

Amy avverte dei veri e propri segnali di pericolo quando si rende conto che condividere gli stessi spazi con lui non la lascia più indifferente. I battiti del suo cuore subiscono una brusca accelerazione non appena egli è nei paraggi.

Più tempo passano insieme e più lei si dimentica di aver promesso a lady Marjorie di fare fidanzare ufficialmente il nipote entro la Gold Cup di Ascot; e lui non sembra più in grado di dare il giusto peso ai passi che sta compiendo verso un matrimonio che non desidera.

«Condividevano, lei ed Edwin, un destino molto simile: non erano i primogeniti a cui erano state dedicate cure e aspettative, avevano entrambi cercato di fuggire dal modello che avevano in casa. Arthur– da quanto ricordava– era stato il figlio ideale. Ideale come lo era stata Violet.»

Nel corso del tempo, ammettere i sentimenti che provano l’uno per l’altra diventa inevitabile. Un post scriptum segna l’inizio di qualcosa di spontaneo, bello e incontrollabile ma che la realtà dei fatti rende complicato e, forse, impossibile.

Edwin avrà il coraggio di andare contro ogni convenzione sociale e di far valere i propri desideri? Oppure dovrà piegarsi alle responsabilità che i propri familiari gli hanno addossato?

E Amy potrà mai rinunciare al proposito di non sposarsi? 

Tutto questo, e molto di più, potrete scoprirlo tra le pagine di Mr Holland non lo verrà mai a sapere.

Juls Way ha saputo dar vita a un Historical Romance ricco di ironia, sagacia e dialoghi elettrizzanti. 

Amy e Edwin sono due protagonisti difficili da dimenticare.

Lei è forte, determinata e capace di mettere al primo posto sé stessa e i propri desideri. Ma è anche poco incline a credere di meritare di essere la prima e unica scelta.

Lui è generoso e altruista ma prigioniero del suo stesso senso del dovere. Incatenato al volere dei propri familiari di cui ha da sempre cercato  di ottenere rispetto e approvazione.

Insieme sapranno elevarsi e migliorarsi.

Amy riconoscerà a sé stessa il diritto di amare e di essere amata.

Edwin imparerà a lottare per ciò che desidera e per cui vale la pena.

E io non posso fare altro che rimanere in attesa del secondo volume, sperando di non dover aspettare troppo, perché mi ha ricordato un po' Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, un po' Bridgerton di Julia Quinn che ho adorato.


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


«Perdonate la sfacciataggine con cui mi rivolgo a voi, mia signora, ma inizio a pensare che siate qui affinché io vi faccia da sensale.»

Quella frase fu musica per le sue orecchie.

«Amy Bellamy! Che termini sono questi?» la rimbeccò Eliza.

«Miss Bellamy, mi piace che siate così diretta. Le vostre alte conoscenze e il vostro acume sono ciò che più mi interessa.»

«Lady Marjorie, è vero che Amy, malgrado abbia rifuggito il matrimonio, abbia numerose amiche che potrebbe presentare a vostro nipote. Tuttavia, ritengo sconveniente che si mostri ancora disponibile a questo tipo di… incombenze» disse Eliza Bellamy in un vano tentativo di proteggere la virtù e l’immagine della figlia.

Fece una pausa per bere un sorso di tè, poi aggiunse: «Amy, sai bene che tuo padre non approverebbe.»

Miss Bellamy, però, non sembrava molto interessata alle parole materne. Marjorie intuì che la sua mente si era già attivata.

«Oh, maman! Non temete, sarò discreta, come sempre. Inoltre, le nostre famiglie sono legate da tempo. Non è giusto, forse, soccorrere un amico in difficoltà?»

Eliza sospirò. «Hai ragione, lady Guilford sa che è una persona a noi molto cara… tuttavia, immagino comprenda anche le mie di preoccupazioni, in quanto madre.»

«Vi prometto che sarà mia premura far sì che le regole del buon costume vengano sempre rispettate» le assicurò lady Marjorie. Tutti quegli scrupoli per una figlia zitella, non li capiva proprio.

«Allora è deciso!» chiosò Amy Bellamy, tutta sorridente. Si lisciò la gonna glicine e fece per alzarsi. «Se non c’è altro, mi accomiaterei, con vostro permesso.»

«Un’ultima questione, miss» la interruppe lady Marjorie. «Spero non mi troverete sfacciata, ma ho un piccolo favore da chiedervi.»

«Ditemi» rispose la giovane, compiacente.

«Sarebbe meglio che Edwin non venisse a conoscenza del nostro accordo. Sapete come sono gli uomini, tutta presunzione e fierezza che finisce in vanagloria.»

Miss Bellamy accennò una risatina. «Concordo, ma non temete: Mr Holland non lo verrà mai a sapere» le promise. A quel punto si levò in piedi. «Siamo d’accordo. Presentatemi vostro nipote, alla soirée. E, se tutto andrà come penso, il vostro Edwin avrà un fidanzamento ufficiale per la Gold Cup di Ascot.»