martedì 9 giugno 2026

Recensione "Il viaggio di Elisabeth", Jostein Gaarder

 


Autore: Jostein Gaarder
Titolo: Il viaggio di Elisabet
Prezzo: 11,40  e-book 6,99
Link d'acquisto: QUI



Trama
Che i negozi di giocattoli siano per ogni bambino (e anche per più di un adulto) mondi incantati, pieni di sorprese e di meraviglie, non è certo un mistero. Ma. qual è invece il mistero che si cela dietro l’improvvisa scomparsa, proprio dal reparto giocattoli di un grande magazzino, di Elisabet Hansen, una ragazzina simpatica e volitiva? Semplice: quando ha visto un agnellino di peluche prendere vita e scappar via come un fulmine, Elisabet non ha saputo resistere alla tentazione d’inseguirlo per fargli anche soltanto una piccola carezza... E come darle torto? Tanto più che, ben presto, all’agnellino si sono affiancati alcuni angeli maliziosi e birichini, svariati personaggi biblici, il governatore della Siria, un altezzoso imperatore e altre pecore, formando così una straordinaria comitiva che ha preso a viaggiare a ritroso nel tempo e verso la Terrasanta. Ma qual è lo scopo di quel viaggio così singolare? A scoprirlo sarà un ragazzino, Joakim, aprendo, giorno dopo giorno, le ventiquattro finestrelle di un calendario dell’Avvento da cui cadono, come per magia, altrettanti misteriosi foglietti che lo trasportano in un altro tempo, in un altro mondo, in un’altra storia che, forse, è la storia di Elisabet... o forse no. Originalissimo e avvincente, Il viaggio di EIisabet è una sorta di giallo surreale che, tappa dopo tappa (o meglio finestrella dopo finestrella) coinvolge il lettore in un’emozionante caccia alla verità (ammesso che ve ne sia una soltanto), fondendo storia e leggenda, mito e realtà in una scrittura tesa e lucidissima, ma anche così naturalmente ingenua da sfiorare, a volte, la tenerezza.


Recensione

Jostein Gaarder è noto per Il mondo di Sofia, la storia di una ragazzina che scopre il magico mondo della filosofia, che vi ho recensito nel 2023.

Passiamo ora ai calendari dell’avvento: il viaggio di Elisabet è dentro il magico calendario dell’avvento comprato da Joakim, il bambino protagonista del libro.

Come ogni anno Joakim entra in libreria per acquistare il calendario dell’avvento e viene colpito da uno molto vecchio e bello; sembra non contenere né cioccolatini né pupazzetti di plastica e forse non è neppure in vendita. Il fascino delle cose antiche non svanisce mai e Joakim porta a casa questo oggetto così desueto.

La mattina del primo dicembre Joakim apre la casella numero 1 e ne esce un foglietto; sul foglietto è narrata la storia di Elisabet Hansen che insegue un agnellino di peluche il quale ha preso magicamente vita.

Per tutta la durata dell’avvento, fino a Natale, Joakim seguirà le avventure di Elisabet e il suo agnellino in giro per l’Europa e indietro nel tempo diretta, inutile dirlo, alla grotta di Betlemme.

Il fascino dei libri di Gaarder, professore di filosofia, sta dunque nel proporre concetti “difficili” in modo molto semplice e comprensibile da tutti, bambine divoralibri comprese.

Il mondo di Sofia sfrutta le basi del pensiero filosofico e fa sì che si pongano davanti alla ragazzina protagonista come dei quesiti di ordine pratico, quasi come un gioco.

Anche in Il viaggio di Elisabet Jostein Gaarder inserisce in un oggetto ludico, il calendario dell’avvento, qualcosa di didascalico: la storia.

Giorno dopo giorno Joakim scoprirà qualcosa sulla storia di piccole e grandi città europee tramite il resoconto delle avventure di Elisabet; l’ipotetico piccolo lettore viene in qualche modo invogliato ad andare oltre la pagina del romanzo.

Ora direte “eh… ma tu sei stata una bambina già curiosa ai tuoi tempi! Vai a sapere se i bambini di oggi si interessano ancora ai calendari dell’avvento, ai libri di autori norvegesi e ai viaggi per l’Europa…”

Tutto vero, però spero sempre che ci siano ancora bambini che non leggano solo perché le mamme li trascinano in libreria ma che siano loro a trascinare le mamme!


La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3


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