mercoledì 10 giugno 2026

Recensione "Libera - storia di Anna", Alessandra Ziniti

 


Autrice: Alessandra Ziniti

Titolo: Libera storia di Anna

Prezzo: 16,15   e-book 11,99

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"Se un giorno entrerà un killer nella mia camera da letto, ricordati che a mandarmelo è stata sicuramente mia madre"


Trama

Anna è una donna in fuga, e il suo vero nome non lo sapremo mai. Da oltre un decennio lotta per sfuggire alla sua famiglia, che occupa i vertici della criminalità calabrese e non le perdona la sua scelta di libertà. Dopo l’assassinio del marito – una «lupara bianca» – Anna è rimasta sola con le sue due figlie, decisa a proteggerle da un destino già scritto. Senza segreti da rivelare, lo Stato non può offrirle
protezione; per lei, legalmente, il cambio di identità non è possibile e la sua libertà rimane appesa a un filo. Questa è la storia straordinaria di una donna che ha rischiato tutto per conquistarsi un futuro diverso: per quattro volte l’hanno trovata, per quattro volte lei e le sue figlie hanno dovuto abbandonare ogni cosa e ricominciare da capo. Ogni giorno è una battaglia, ma in don Luigi Ciotti e nella rete di «Libera» Anna ha trovato un’ancora di salvezza. È stata proprio la volontà di sostenerla nella sua ricerca di una nuova vita ad aver aperto la strada allo sviluppo del programma «Liberi di scegliere», che oggi offre sostegno a donne e minori in fuga dalle famiglie mafiose. Grazie a questo fondamentale supporto, oggi la figlia maggiore di Anna studia per diventare giudice penale minorile e difendere giovani con storie simili alla sua.
Un racconto di coraggio, resistenza e libertà: la testimonianza unica di un mondo incredibile e sconosciuto, svelato per la prima volta.
Persone come Anna, secondo la legge, non hanno nulla da offrire allo Stato per guadagnarsi la sua protezione. La loro, sottolinea don Ciotti, è però una testimonianza fondamentale: «Anche se non incide sul piano giudiziario, è preziosissima su quello simbolico: dà un esempio, traccia una strada, può seminare dubbi fecondi nei contesti dove avviene. Crea uno strappo dentro il tessuto compatto della subcultura mafiosa».


Il coniglio di pezza di Franci, la Winx di Giuliana. I pattini, i pattini prima di ogni

altra cosa. Scatolone 15, quello della stanza delle bambine. Ogni oggetto è un

pezzo di vita. Anna non intendeva lasciarsene dietro neanche uno, a costo di

rischiare qualcosa in più per quel trasloco di cui nessuno doveva accorgersi. Anche

se, a dirla tutta, proprio lei l’aveva detto a un sacco di gente, persino a sua madre.

Quella che aveva scelto di stare dall’altra parte, che l’aveva ignorata, ferita, tradita.

Quella che la chiamava «la pazza». E adesso «la pazza» sorrideva a denti stretti, gli

occhi a ricacciare indietro inutili lacrime, mentre ad alta voce coinvolgeva le sue

bambine negli ultimi preparativi di un viaggio senza ritorno.


Recensione

Oggi ho deciso di parlarvi di questo libro, di cui ho sentito parlare dalla stessa autrice, quando sono andata a fare un mini concerto alle scuole medie Cavour a Modena,  con il gruppo corale e strumentale, di cui faccio parte ormai da 9 mesi e mezzo (a settembre sarò dentro da 1 anno).

Ci sono storie che andrebbero lette a scuola; "Libera - storia di Anna" è tra queste: siamo in Italia, dove Anna, nome fittizio per questioni di sicurezza, nel 2025 decide di raccontare la sua storia ad Alessandra Ziniti, che l'ha conosciuta grazie all'associazione "Libera", una delle associazioni che aiutano donne come Anna, ad uscire dalla criminalità organizzata.

Scopriamo così che Anna è nata e cresciuta in Calabria, da una famiglia mafiosa, in cui lei, una volta adolescente, comincia a sentirsi "di troppo"; quando torna a casa da scuola, dopo aver visto un film che tratta proprio di mafia.. Inutile dire che, quando ad Anna scappa detto che l'ha visto, la famiglia non la prende affatto bene e le dice che i cattivi sono quelli che le hanno fatto vedere il film, non loro, la sua famiglia.

Quando poi, Anna si ritrova sposata con Nino, anche lui di famiglia mafiosa, le cose sembrano migliorare, questo finché un giorno, Nino non sparisce, lasciando sola Anna con le figlie Francesca e Giuliana (i nomi, ovviamente sono fittizi, non sono quelli reali); da qui Anna capisce che forse, chi lo ha ammazzato, è stata proprio la sua stessa famiglia e così, per non restare in quel mondo malato, Anna decide di scappare, con la complicità di don Luigi Ciotti, ma sarà una vita in fuga per quindici anni; le figlie sono costrette a dare nomi falsi a scuola, dalle elementari fino alle superiori.

E Francesca è quella che alla fine, una volta iniziata l'università, non ce la fa più, e dice la verità al ragazzo con cui ha deciso di stare; un ragazzo che per fortuna l'accetta per come è, anche adesso che lei sta per laurearsi in giurisprudenza per diventare magistrato, cosa che ha sempre voluto fare, come ha detto alla madre, quando se ne è resa conto.

C'è anche un fratello, avuto da un compagno che non è il padre delle ragazze, da cui però Anna si è separata.

Come ho detto, questa è una storia di resilienza, lotta per la libertà, una libertà conquistata con fatica e dolore, che dovrebbe essere letta da tutti.



La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3


A ridarle la carica, qualche giorno dopo, erano state poche, agghiaccianti parole pronunciate dalla sua primogenita. Francesca aveva solo cinque anni, ma sembrava aver capito tutto. E, d’altra parte, Anna aveva scelto da subito la strada della verità. Alle sue figlie, seppur piccole, aveva spiegato che papà era morto, che i nonni erano cattivi e volevano allontanarle da lei, e che però stessero tranquille, che la mamma le avrebbe sempre tenute al sicuro. Tuttavia, un pomeriggio, avvicinandosi al divano dove lei stava svogliatamente sfogliando una rivista, Francesca le aveva detto: 

«Mamma, se mi lancio dal balcone e muoio, lo rivedo papà?». Le si era gelato il sangue, non era stata capace di dire una sola parola. L’aveva solo abbracciata forte forte.

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