Titolo: Gelo per I Bastardi di Pizzofalcone
Serie: I Bastardi di Pizzofalcone #4
Prezzo: 19,95 e-book 8,99
Link d'acquisto: QUI
Serie I Bastardi di Pizzofalcone:
1)Il metodo del coccodrillo
3)Buio per i Bastardi di Pizzofalcone
4)Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone
5)Cuccioli per I Bastardi di Pizzofalcone
6)Pane per I Bastardi di Pizzofalcone
7)Souvenir per I Bastardi di Pizzofalcone
8)Vuoto per I Bastardi di Pizzofalcone
9)Nozze per I Bastardi di Pizzofalcone
10)Fiori per I Bastardi di Pizzofalcone
11)Angeli per I Bastardi di Pizzofalcone
12)Pioggia per I Bastardi di Pizzofalcone
Trama
In un misero appartamento vengono trovati i cadaveri di un giovane ricercatore e di sua sorella. Le indagini, affidate a Lojacono e Di Nardo, si presentano subito molto difficili, perché sembra impossibile individuare un movente per il delitto. Ma il tempo stringe: opinione pubblica e autorità premono, e qualcuno, in alto, non aspetta che un fallimento per sciogliere la squadra investigativa più chiacchierata della città. Ancora una volta, insieme, i Bastardi dovranno dimostrare di essere più forti dei loro nemici, più forti anche del vento di tramontana che schiaffeggia le strade insinuando il gelo ovunque, anche nei cuori.
Recensione
Sembra difficile, per chi vive al nord e pensa a Napoli come al paese del sole, immaginare questa città battuta dalla tramontana, stretta nella morsa del gelo, che toglie il sentimento, la voglia di fare.
Il peggio è che il gelo di cui parla De Giovanni è dovunque, non solo per le strade; nei cuori, nelle speranze, nelle menti, nei rapporti fra le persone.
La storia è semplice. In una Napoli invernale, un altro caso da risolvere per la squadra dei “Bastardi”: fratello e sorella, dalla vita semplice e senza macchia, sono trovati uccisi in un modesto appartamento.
Lui, col cranio sfondato da un oggetto non identificato; lei, strangolata e discinta come per una violenza sessuale, che però non c’è stata.
Ancora una volta, la squadra del commissario Palma deve trovare un colpevole al più presto, pena lo scioglimento di un gruppo che pure si sta dimostrando valido ed intuitivo. Ma correnti contrarie vorrebbero che ciascuno dei Bastardi se ne andasse per la sua strada. Del resto, ognuno di loro ha al suo attivo degli errori importanti, che ne hanno macchiato in qualche modo la reputazione, e questo pesa.
La soluzione sembrerebbe semplice: il padre dei due ragazzi (lui valente ricercatore, lei bellissima modella ai primi passi) ha appena scontato sedici anni per omicidio e pare sia tornato alla carica – si è udita la lite – per convincerli a tornare con lui.
Certo, in un momento d’ira a cui non è nuovo, li avrà uccisi.
Ma il commissario Lojacono, detto il Cinese per i suoi occhi a mandorla, a costo di rischiare il posto di lavoro, non è convinto, e continua ostinatamente ad indagare.
Inutile dire che risolverà il caso alle ultimissime pagine, grazie ad una geniale scoperta del povero Aragona, macchietta della squadra, spesso deriso (affettuosamente) dai colleghi!
Che dire, per spiegare la mia passione per questi gialli? Per questo autore, che ritengo fra i migliori?
Prima di tutto, che questo- come tutti gli altri- NON è solo un giallo, ma molto di più.
Chiamarlo giallo sarebbe riduttivo.
Un romanzo complesso e lineare nello stesso tempo, di storie che si intrecciano tra loro e che mettono quasi in second’ordine la vicenda principale, l’omicidio da risolvere.
Personaggi, i protagonisti, ciascuno affascinante, di cui ogni volta si scoprono sfaccettature diverse.
Non so dire quale io preferisca, quale senta più vicino al mio cuore; so però che io PARTECIPO di tutte le loro vicende, soffro, spero, gioisco…perché de Giovanni è un maestro nell’introspezione dei personaggi.
E’ questa una delle qualità che rende questi romanzi – scusate il gioco di parole – “ di qualità”.
Questo autore ci racconta una Napoli, come non ho trovato in nessun altro; sempre diversa a seconda delle stagioni (e qui mi riferisco alle storie di Ricciardi), viva, pulsante, quasi sempre dolente ma incantevole.
Il caldo torrido, o il freddo pungente, o la malinconia dell’autunno si riflettono non solo negli stati d’animo della gente, ma nell’aspetto della città, cambiandolo ogni volta, come gli scenari di un teatro.
Ultima riflessione, ma non ultima come importanza: la POESIA.
Non è facile fare poesia scrivendo un noir; bene, De Giovanni ci riesce.
Ci sono passi, nel libro, soprattutto quelli in cui ripete –unico nel suo genere! – lo stesso concetto più volte, riferendosi ogni volta ad un personaggio diverso struggenti, veramente.
“Il freddo.
Bisogna stare attenti, al freddo. Perchè il freddo, alla lunga, entra nelle ossa e si insinua nelle anime.
E quando si insinua nelle anime, le cambia; secca le sorgenti del sorriso, riempie col ghiaccio i vuoti che prima consentivano di passeggiare sull’orlo dei sentimenti, incantandosi davanti al panorama.
State attenti al freddo.”
Riflessioni qua e là, che sono in fondo di tutti, ma che l’autore riesce ad esprimere in modo speciale.
Un esempio.
Qui si riferisce a Giorgio Pisanelli, il poliziotto malato e solo.
“Gli piaceva guardare i bambini che giocavano, le mamme che chiacchieravano, gli studenti sdraiati al sole con un libro in mano e le cuffiette alle orecchie.
Erano scene che sapevano di famiglia: gli ricordavano il tempo della sua vita in cui era stato felice senza rendersene conto.
La felicità si riconosce a posteriori. E’ il prezzo che paghiamo per il nostro essere sempre proiettati verso il futuro: i giorni, le settimane, i mesi che verranno.
…..Siamo felici solo nel passato. Dal passato emergono i ricordi di una mattinata, di una festa, di un pranzo, magari con una persona cara che non c’è più, come nel mio caso, o semplicemente della gioventù perduta, ed ecco che sorge lancinante il rimpianto. Eppure, in quel momento che stai ricordando, eri davvero felice? No, non lo eri. Pensavi al mutuo, alle vacanze, ad un paio di scarpe nuove, non sapevi che di lì a qualche anno ne avresti avuto nostalgia.”
Prima di citare tutto il romanzo, concludo dicendo che anche stavolta De Giovanni lascia nel finale situazioni incompiute, a metà…ed è quello che mi fa ben sperare in un seguito, che mi auguro con tutto il cuore.
Ve lo consiglio? Assolutamente sì!
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3


Nessun commento:
Posta un commento