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sabato 19 settembre 2020

Recensione serie "Dark Necessities", J D Hurt

 


Autrice: J D Hurt
Titolo: Wishlist (Dark Necessities #6)
Prezzo:
Link d'acquisto: QUI


Serie Dark Necessities:


1) Ethan

Mi chiamavo Blacky.

Oscuro come la notte.

Nero come il peccato che avrebbe travolto la mia vita.

Avevo undici anni quando venni ucciso. All'epoca, prima di morire,

adoravo la natura, il mare e la fotografia.

Mi affascinava come un'immagine scattata su pellicola riuscisse a

catturare l'istante prima che fuggisse.

Adoravo essere fotografato da lui, il mio assassino. L'uomo che mentre

mi riprendeva progettava di tradirmi.

In realtà, quand'ero vivo, amavo ogni molecola del tempo che passava.

Nonostante vivessi in una baracca, mia madre fosse una spacciatrice e mio

padre un trafficante di esseri umani non conoscevo l'amarezza dell'odio.

Quando sono morto ho imparato l'arte del disprezzo. Il rancore è tutto

ciò che mi è rimasto.

Insieme alla mia nuova identità.

Ethan. Sono tornato ad essere Ethan. Il ragazzo al quale mancano

ventuno grammi.

So quello che state pensando.

E' pazzo. E' malato. Gli hanno sparato: sragiona.

Forse...

Ma ventuno grammi sono l'esatta quantità di materia che si perde

quando si muore.

Non l'ho inventato io.

Lo ha stabilito la scienza.

E' il peso dell'anima quando vola via.

Verso il cielo.

Nel mio caso verso l'inferno.

21 grammi come un accendino.

21 grammi come un cucchiaino da te.

Li ho persi quando è morto Blacky; me li ha rubati Robert Paggett. Si

sono smarriti nell'etere da qualche parte insieme a mia madre. Forse sono

bruciati sulla sedia elettrica che l'ha giustiziata.

Poi è arrivata lei: Willow/Whity.



Trama

Combatto per essere libera. Combatto per dimenticarlo.
Combatto contro me stessa.
Perché lui è il mio destino; ma io non voglio un destino tracciato dal dolore e dal sangue.
Io non voglio lui. Ethan Gaffrey.


Combatto per averla. Combatto per tenermela.
Combatto per rimanere aggrappato al mio destino.
Anche se questo destino è una disgrazia. Anche se questo destino è figlio della morte.
Io voglio lei. Willow Johnson.


Combatto contro i demoni del passato. Combatto contro il mio lato oscuro e le mie bugie.
Combatto per riavere l'unico uomo che amo; anche se l'ho tradito in ogni modo. Anche se la mia mole di inganni lo ha trascinato lontano da me. Anche se non mi ha mai amato.
Io voglio lui. Ethan Gaffrey.


Willow, Ethan, Kyle. Quando l'amore diviene guerra.


Nota dell’autrice: per comprendere il testo è necessario avere letto i precedenti volumi della Dark Necessities Series (Stolen 1, Stolen 2, American History 1, American History 2, Wishlist 1)



L'anno scorso, il due aprile, mi sono scritta una lettera; doveva essere

un monito e un augurio per questa giornata.

Chissà dov'è finita; magari nel cassetto della nostra casa di Savannah

dove nascondevo le cartine del tabacco. O forse nel pub dell'angolo, dove

mi rimpinzavo di donuts di nascosto da Laura.

Ma in fondo ricordo a memoria le parole; me le sono ripetute centinaia

di volte.

Ti auguro di imparare a voltare pagina quando le cose non andranno

come desideri. Ti auguro la voglia di osare sempre e di poter ricominciare

daccapo ogni volta che cadrai, specie quando farà più male. Ti auguro di

capire che la libertà è bellezza e dolore; perché la vera forza non risiede

in chi stringe la morsa, ma in chi abbandona la presa. Ti auguro di

riuscire a far leggere questa lettera a tua madre e tuo padre. Ti auguro di

imparare a capirli...

Ma ho taciuto; non ho mai mostrato la lettera ai miei genitori. I silenzi

sono diventati pietre, le pietre hanno eretto dei muri d'argilla che mi sono

franati addosso.

Il risultato è stato questo.

Ho scoperto verità terribili sulla mia vita; sono stata catapultata in un

passato che non ho scelto, ma del quale ho pagato ogni singolo errore col

sangue.

Il mio sangue.

Il sangue di mio padre.

Il sangue di Ethan.

Il ragazzo che voleva uccidermi. Il ragazzo che mio padre ha ucciso

portandogli via l'infanzia.

Recensione

Ebbene sì, siamo giunti alla conclusione sia della dilogia su Ethan, Willow e Kyle, sia di tutta la serie "Dark Necessities"; come fatto precedentemente, ringrazio l'autrice delle copie digitali dei romanzi.

Anche in questo romanzo conclusivo ne succedono di tutti i colori; perché se nel precedente si scopre chi è realmente Willow, qui si scopriranno tanti altri segreti, e se Ethan non vi ha conquistate prima, lo farà nella sua dilogia, soprattutto a conclusione di questo romanzo.

Ritroviamo Willow e Ethan salvati da Noel, ex collega di Ethan, che però vuole qualcosa o meglio qualcuno da Willow: la sua amica Destiny. Cosa lega Noel a Destiny? Perché la vuole? 

Tra Laura (la cosiddetta madre) e sua cugina, Willow ne passa di tutti i colori; i tentativi di separarla da Ethan daranno i loro frutti; passano gli anni, ma Ethan non l'ha mai dimenticata, come lei non ha dimenticato lui; la vendetta di Ethan sta per essere compiuta, perché ogni personaggio, tranne uno, deve avere ciò che merita.

Si ritroveranno grazie  a Andrew, ma il destino ha qualcosa in serbo per loro; Willow troverà Stephan, ma non vi dirò cosa succederà a lei e Ethan, lo scoprirete solo leggendo.

Questo è il finale di Willow e Ethan, ma anche degli altri personaggi; i fili si riuniranno, ogni cosa sarà sistemata e forse, ogni personaggio, avrà il suo lieto fine (o la morte che merita).


La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3


3) Kyle

E' il vizio di ogni essere umano dotato di sentimenti: andare avanti con

la testa sempre voltata all’indietro. Lasciare che il passato vibri nell'anima

insensibile al mutare delle stagioni.

E' quello che ho provato dieci giorni fa mentre ero con Rabby. Le sue

labbra viaggiavano soggioganti sul mio cazzo; i pensieri si disperdevano

nell'oblio più elusivo.

Due visi si alternavano nella mente in un gioco di crudeli chiaroscuri.

Prima Robert, poi Ethan. Ancora Robert.

Li volevo entrambi. Mentre venivo nella gola dell'unica persona al

mondo capace di capirmi, una sorta di stimolo selvaggio mi ha tramortito.

Ho sentito il bisogno di correre sugli Appalachi. Ho inventato una

scusa con Rabby e sono corso in macchina.

Non saprei dire quali balle ho inventato né come sono riuscito a

scrollarmela di dosso. So solo che quel richiamo della foresta era troppo

forte.

Pensavo che fosse per via della coscienza. Credevo di voler salvare la

piccola Whity e l'anima dell'uomo che amo.

Dire la verità ad Ethan sulla tragica fine di sua madre, svuotare il

cuore sulla mia tresca con Robert.



venerdì 18 settembre 2020

Recensione serie "Dark Necessities", J D Hurt

 


Autrice: J D Hurt

Titolo: Wishlist 1 (Dark Necessities #5)

Prezzo: cartaceo 9,88  e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Dark Necessities:


Wishlist:

Kyle. Ricorda che ti amo così onestamente, come chi si batte per la

verità. A te lascio gli unici beni che possiedo: i dischi in vinile dei

Nirvana; so che li hai sempre desiderati. Fa' in modo che i secondini mi

diano come ultimo pasto i gamberi alla piastra; voglio portare il sapore

del paradiso oltre le porte dell'inferno. Perché lo so Kyle! So che andrò

all'inferno nonostante la mia presunta innocenza. Una presunta innocenza

è solo una colpevolezza travestita da ipocrisia.

Blacky! Con te è più difficile parlare, perché sei un seduttore nato, e

non ti fai fregare da nessuno. Ricorda tesoro! Rammenta che ti amo così

brutalmente, come si ama il riscatto.

A te lascio il bene più prezioso; l'unica vera lezione di vita che ho

imparato dopo anni di fatica e stupidità, ma che il carcere mi ha inculcato

nella testa. Impara a bastarti.

A te, mio bellissimo ragazzo, chiedo solo una cosa: la testa di Robert

Paggett.

A te, cuore mio, domando ciò ho sempre rinnegato, la bestemmia con

la quale non ti ho cresciuto, ma che sono certa imparerai alla solita

maniera precoce.

Vendetta.

Sempre e solo vostra, Fanny Dickinson.


Trama

Lei è un'inezia, non conta nulla. Una bambina che mi sono preso in casa per fare un dispetto alla madre. Eppure si sta allargando nella mia mente come una macchia d'olio. Non posso permetterlo. Ho altri progetti; trovare la progenie dell'uomo che ha rovinato le vite di tutti noi.
Io sono Ethan Gaffrey e amo una sola persona. Stephan Carroll.

Lei è una delle nostre innumerevoli vittime. Quando l'abbiamo presa in casa mi faceva pena, forse anche tenerezza. Ora sta diventando importante. Non dovrebbe esserlo. Perché a noi interessa una sola cosa. La vendetta. Io sono Kyle Jenkins e amo una sola persona. Ethan Gaffrey.

Volevo liberarmi di mia madre. Cercavo i sogni, la libertà. Ho trovato inganni e bugie. Ho trovato loro due. Kyle ed Ethan. Piano, piano mi stanno svelando chi sono.
Io sono Willow Johnson e ho imparato che l'amore non esiste. E' solo una frode.

Ethan, Kyle, Willow. Quando l'amore diventa ambiguità.

Nota dell'autrice: Wishlist è il primo capitolo dell'omonima duologia dark. Esso fa parte della Dark Necessities Series (per comprendere il testo è necessario avere letto i volumi precedenti: Stolen 1, Stolen 2, American History 1, American History 2).
Attenzione: anche se può sembrare un romanzo m/m non lo è.


“Offro io per la ragazza!”

Un timbro profondo mi fa sobbalzare sullo sgabello.

Volto il capo.

La voce appartiene al ragazzo alto due metri che mi sta osservando

incuriosito dalla soglia; è un tipo particolare. Potrebbe dirsi bello se non

fosse così ingombrante; ostruisce la visuale sull'ingresso di Starbucks. Ha

spalle ampie e cosce poderose fasciate da jeans sdruciti; sotto la t-shirt si

intuiscono muscoli tonici e guizzanti. Sembra un marine o comunque un

soldato. La maglietta che indossa recita le solite stronzate da veterani:

desert storm is the perfect storm.

Tuttavia sono gli occhi blu ad attirare maggiormente l'attenzione.

Forse è per via dei capelli rasati che mettono in risalto lo sguardo: ha

pupille tristi che sembrano aver vissuto troppo e visto altrettanto.

Contrastano col sorriso scanzonato appena comparso fra le labbra.

“Ti offro io la roba pannosa e fragolosa che hai ordinato”.

Si avvicina allo sgabello dove sono appollaiata.

“Permetti che sia io a pagare lo schifo più calorico del locale” fa eco

alle parole con le quali ho ordinato. Ha un accento peggiore del mio. Io ho

la tipica parlata strascicata sudista, ma lui è orribilmente jerseylicious;

ingoia le frasi per la fretta. Non è newyorkese: neppure i newyorkesi

vanno così veloce. È hillbilly; viene dagli Appalachi. Riconosco un

hillbilly da lontano, mio padre è originario di quelle parti.

È carino da parte sua conquistarmi coi grassi saturi, di solito è un'arma

vincente; ma non sono venuta in tribunale per broccolare col primo

Channing Tatum che passa.

“Lascia perdere Big Jim!” sollevo una mano con noncuranza. “Oggi

non è giornata per le stronzate da latin lover in trasferta; hai lasciato il

Jersey, ti sei perso a Manhattan e ora devi dare il tormento a me?”

implicitamente gli do del bifolco. Volgo il capo verso la cameriera che sta

trafficando col liquido denso e rosa.

Sarò pure maleducata ma non ho bisogno di distrazioni; devo pensare a

districare i miei mille casini.

Scuoto i capelli; fisso lo sguardo oltre il bancone. Ignoro il colosso

alla grandissima.

Posso avvertire le ondate karmiche del suo sgomento senza neppure

guardarlo: questo tizio non è abituato ai rifiuti.

“Non sarai un filo presuntuosa?” con la coda dell'occhio lo scorgo

accomodarsi sullo sgabello accanto al mio. “Guarda che non sono un

mangia bambine. Quanti anni hai? Dodici, tredici? Ci arrivi alla pubertà?

Voglio solo offrirti da mangiare; mi preoccupo per te! Sei pelle e ossa,

povera stella!”

Che pezzo di merda il marine! Mi sta palesemente prendendo per il

culo!

“Ti alimentano a casa tua? Sembri una Barbie disidratata!” continua a

canzonarmi nonostante persista ad ignorarlo.

“Quanto sei patetico!” faccio un mezzo giro sulla sedia. Lo osservo

come se fosse un disgustoso moscerino, anche se in realtà assomiglia ad

una delle montagne rocciose. È tutto spigoli e pelle tesa persino sulla

mascella. “Mi stai sbavando dietro e non sai neppure farlo bene! Grande,

grosso e coglione! Di' la verità. Stai morendo dalla voglia di avere il mio

numero e non sei capace di chiederlo, sai benissimo che non te lo darò.

Con me non hai speranze; sarò pure Barbie, ma tu non diventerai il mio

cazzo di Ken”.

Attendo una replica stizzita; in fondo battibeccare con Channing Tatum

è divertente.

Nulla da fare! Big boss man mi spiazza. E non in positivo.

“Non mi serve il numero di una stronzetta saccente o del suo permesso

per fare quello che mi pare” si sporge dallo sgabello, mi alita sulla nuca.

“Prendo da solo ciò che voglio: sei proprio carina Barbie sudista” allunga

la mano, mi accarezza fugacemente sui capelli. Attorciglia una ciocca

sull'indice.

“Fai sul serio?” con uno strattone sposto il collo, cerco di sottrarre lo

scalpo alla presa. “Pensi di poter agganciare le donne con queste frasette

stile non devo chiedere mai?”

Recensione

Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione del penultimo romano della "Dark Necessities"; sta volta tocca a Ethan, Willow e Kyle. Siete pronti a conoscerli con me?? Ovviamente ringrazio l'autrice per le copie digitali, senza le quali non avrei conosciuto NESSUNO di questi personaggi :D

La storia di Ethan, Willow e Kyle; con loro tre (e i rispettivi personaggi secondari), si conclude la serie Necessities; Willow si rivela la degna sorella dei Carroll (o meglio sorellastra); perché anche lei, come loro è puro acciaio; non è disposta a morire per una vendetta che attanaglia l'anima di chi la vuole morta. Ma siamo sicuri che alla fine non sarà Ethan a soccombere? Ethan è ambiguo, seduttore, vuole far soccombere a se Willow, tradire chi ama, ma alla fine, chi viene tradito, e parecchie volte, è Ethan stesso; tradito da piccolo, tradito da adulto.

I personaggi secondari sono Kyle e la sua fidanzata; Kyle cerca vendetta per un motivo che scoprirete alla fine di questo romanzo e Rabby, la fidanzata di Kyle; fatemi un favore: NON SOTTOVALUTATE nessuno dei due, perché vi riserveranno parecchie  sorprese, e molti segreti verranno a galla alla fine di questa prima parte della dilogia;

Questo quinto volume, più dei precedenti, contiene un intreccio complicato, una molteplicità di personaggi (padri, madri, zii, cugini…) che trovano sistemazione nella storia solo verso la fine. È una trama che sfiora gli intrecci dei primi quattro volumi per portarli a compimento ed evolvere la situazione.

È una storia piena di marciume, dove nessuno potrà mai uscirne bene; tuttavia, chi ha il cuore tenero come me continuerà a soffrire e sperare fino alla fine.


La mia valutazione


Alla prossima


Luce <3


“La mia diletta ha la pelle di pesca e un animo egoista. Ha occhi

innocenti, ma ti uccide con lo sguardo. La mia diletta sembra un angelo

candido ma è un diavolo che usa chi incontra. È una bimba di diciassette

anni, in realtà è una puttana che apre le gambe per godere e poi ti getta via

come uno dei suoi Tampax. La mia diletta non andrà via perché non glielo

permetterò” sollevo il capo. La fulmino con gli occhi. “Attenta Willow,

finora sono stato buono con te. Mi sono limitato a rubarti, come dici tu. E

a scoparti. Perché giocare con te mi diverte. È il più potente degli

afrodisiaci, ed io sono schiavo di tutto ciò che mi fa godere. Ma non sarò

mai il tuo schiavo e neppure il tuo cagnolino. Se non fai la brava, potrei

diventare cattivo. E non ti piacerebbe” avvicino la bocca alla sua. “La mia

diletta rimarrà per sempre la mia diletta. Volente o nolente”.

martedì 15 settembre 2020

Recensione serie "Dark Necessities" J D Hurt

 


Autrice: J D Hurt
Titolo: Ameican History 2 (Dark Necessities #4)
Prezzo: cartaceo 10,39  e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Dark Necessities:

4)American History 2
5)Wishlist 1
6)Wishlist 2

South Miami
Oggi
“Dimmi che non l'hai uccisa. Dimmi che non hai fatto del male alla
ragazza che amavi”. Cynthia butta fuori l'aria con lentezza esasperante,
distoglie lo sguardo dal mio viso; “che ami ancora”.
Ed io capisco subito che non è lei, non potrà mai essere lei. Perché il
mio tulipano mi avrebbe guardato negli occhi, il mio tulipano non sarebbe
retrocesso di fronte a niente.
Neppure al cospetto della verità.



Trama
Credevo di riuscire a strapparla dalle nostre vite, credevo che sarei riuscito a salvare Ryan. Tutto è andato distrutto; lei lo ha devastato. E ora entrambi pagheremo: perché se non lo salveremo sarà solo buio. Il mio buio.


Credevo che saremmo stati felici per sempre. Credevo che lei mi avesse salvato dalla violenza e dal terrore della mia famiglia; ma io non sono quello che pensavo. E ora devo pagare nel modo peggiore: perdendomi per sempre.


Credevo di avere capito tutto; credevo di avere salvato i miei affetti. Ero solo una povera sciocca, l'illusa di sempre. Ora che ho perduto ogni cosa e i fratelli Carroll sono stati la mia rovina posso solo pagare il prezzo delle mie scelte. La fine di ciò che ero.
Perché Marcia Horowitz non esiste più. Esiste solo l'oscuro passeggero.


Stephan, Ryan, Marcia: quando l'amore diventa sangue.


Nota dell'autrice: dal momento che le storie di Shiloh e Marcia avvengono in contemporanea o quasi e sono spesso concatenate, per capire il testo di American History 2, è opportuno aver letto tutti gli altri volumi della Dark Necessities Series (Stolen 1, Stolen 2, American History 1).



“Sono stato io a uccidere Tommy; io ho ucciso e calpestato tuo
fratello” ammetto alla donna che amo e a Steph che ha sacrificato la vita
per me.
Come è strano: vorrei gridare. Le confessioni si devono urlare; come
si può distruggere la vita di chi ami con un sussurro?
Le parole d'amore si sussurrano, i bisogni più dolci si mormorano, ma
la morte? Si può raccontare la morte in maniera delicata?
“No. Dio santo, no. Dio misericordioso, questo no! Questo non posso
accettarlo”.
Il pianto di Marcia diviene uguale a quello di Tommy, produce un
rumore immenso... il rumore della solitudine.
Cade sulle ginocchia, il vestito strappato scopre le cosce, porta le dita
sul viso, copre gli occhi come a voler riparare la vista da un'immagine
ripugnante. Da me.
Steph non la guarda neppure, fissa la pistola con occhi di fuoco; dice
poche parole, avanza con cautela.
Che cosa dice? Non lo so. Io vedo solo il mio tulipano disperarsi
all'ombra di una quercia rossa.
Di nuovo vorrei urlare, farle capire che dentro sono straziato, ma
continuo inspiegabilmente a sussurrare fino a cadere in un silenzio
agghiacciante.
Allora capisco: ciò che ho fatto a lei, ciò che ho fatto al fratello è
indicibile, non ci sono parole.
Solo gesti.
Porto la pistola al mento, carico il cane.
E non rivedo la vita scorrere in tanti fotogrammi bagnati di sangue,
non vedo il sole del mattino che rende gli occhi di Marcia ancora più
azzurri, non scorgo le labbra di mio fratello supplicarmi disperate.
Io sento.
Sento solo il vuoto del silenzio e l'odore del proiettile già dentro le mie
carni.
Sparo.
“Noooo!”



Recensione

Rieccomi con la seconda e ultima parte della dilogia sui fratelli Carroll e Marcia; colpi di scena a non finire anche in questo capitolo conclusivo della storia di Rya, Marcia e Stephan. Se vi ricordate il romanzo precedente non finisce granchè bene e non si sa dove siano finiti Stephan e Marcia; i nemici si rivelano amici, gli amici non sono ciò che sembravano; Stephan ha fatto TUTTO pur di proteggere Ryan, ma la resa dei conti con il "caro paparino" è dietro l'angolo e ne succedono di tutti i colori. I destini dei protagonisti sono talmente intrecciati tra loro che non si può non leggere ogni volume, mi spiace dovervelo dire, ma per fortuna non ci sono troppi spoiler, l'autrice è riuscita a scrivere abbastanza da tenere il lettore sulla corda. Nessuno è così innocente da potersi tirare indietro ed è Marcia a farne le spese, il tutto per quale motivo? Semplicemente perché E' EBERA. Sangue e morte ecco la cornice di questo e del precedente romanzo; ma anche vendetta, voglia di riscatto, di tornare ad essere ciò che in realtà non si è mai stati: LIBERI. I personaggi crescono; Marcia diventa una ragazza avvolta nel buio, come lo è Stephan, una ragazza disposta a lottare, un ragazzo ossessionato da colei che viene soprannominata "tulipano"; il loro è un amore/ossessione, Marcia è la redenzione di Stephan.
American History 2 è un romanzo che ti tocca, da questa voglia di riscatto e voglia di vivere NON SI SCAPPA!


La mia valutazione



Alla prossima


Luce <3




“Ryan sta male; Ryan è finito in una clinica psichiatrica per colpa tua.
Non parla, non si muove, non corre. Perdio, non vive! Lo hai ridotto tu in
quella maniera. Tu! La tua fottuta smania yiddish per il passato, le tue
massime ad effetto, la dannatissima American History che lo hai spinto a
ricostruire. E, ora, tu me lo riporterai in vita! Tu lo perdonerai e lo amerai
cosicché possa avere una fottutissima storia, un cazzo di futuro”.
Allontano la bocca dal sul suo lobo, roteo il volto, poggio la guancia
sulla sua spalla. Per un attimo riposo sul suo corpo teso le emozioni che
riesce a strapparmi dalle viscere.
“Ryan... Ryan sta male” ripete rauca sul mio collo.
“Sì! Dopo quella fottuta mattina in cui è finito in ospedale con un
proiettile in corpo non si è più ripreso. I medici hanno curato la ferita sul
torace, ma quelle dell'anima! Quelle puoi curarle solo tu. È diventato un
vegetale che rifiuta la vita”.
Sposto il viso dalla spalla: con uno scatto delle braccia aggrappo le
dita alla sua vita, la guardo dritto negli occhi.
“Ha bisogno di te, del tuo perdono. Tu devi perdonarlo! Per farlo
andare avanti! Sapere quello che ti ha fatto lo sta annientando” scuoto il
suo corpo con cattiveria.
“Devi andare da lui, devi dirgli che lo accetti e lo perdoni, devi dargli
la tua amicizia. Dagli quel cazzo di affetto che non gli hai mai lesinato!”
Giuro su dio: non riesco a capire se la mia è un'accusa oppure un
ordine.
“Restituiscimi mio fratello!” urlo fra le sue labbra.
“E a me? A me chi restituirà mio fratello?”

sabato 12 settembre 2020

Recensione serie "Dark Necessitites", J D Hurt

 


Autrice: J D Hurt
Titolo: American History 1 (Dark Necessities #3)
Prezzo: cartaceo 9,36  e-book 0,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Dark Necessities:
3)American History 1
4)American History 2
5)Wishlist 1
6)Wishlist 2


Nella mia vita è esistita una sola ragazza veramente carina. E non ha i

capelli rossi.

Quel podio spetta a lei. Rimarrà per sempre il suo. Non ci sarà un'altra

carina che prenderà il suo posto.


Trama

Sono stato un violento, un picchiatore, un adolescente perso. Poi lei è entrata nella mia vita come un bel sogno, come un incanto e mi ha cambiato. Marcia per me è stato questo: rinascita in un'esistenza sbagliata.
Io sono Ryan Carroll e questa è la mia storia americana.


Sono un violento, un delinquente, un uomo perduto. Lei è entrata nella mia vita come un incubo, pronta a riportare a galla demoni antichi seppelliti sotto strati di fango. Marcia è questo per me: morte, distruzione, qualcosa che devo estirpare se voglio stare al sicuro.
Io sono Stephan Carroll e questa è la mia storia americana.


Sono una bugiarda, una vigliacca; un passato che non ho mai accettato mi ha cambiata per sempre. I fratelli Carroll mi hanno cambiata per sempre. Seppure uno di loro è affetto, tenerezza, l'altro è solo morte, disperazione, buio.
Io sono Marcia Horowitz e questa è la mia storia americana.


Ryan, Stephan, Marcia: quando l'amore diventa oscurità.


Nota dell'autrice: American History 1 è il primo capitolo di una duologia dark dedicata alla storia di Marcia. L' American History fa parte della Dark Necessities Series (per una maggiore comprensione del testo è necessario aver letto almeno Stolen 1).


“La tua punizione sarà scrivere ancora” sogghigna demoniaco.

“Abbiamo stabilito che sei un estimatore dei diritti umani e un fine

interprete della storia” emette un sibilo diabolico, fa una pausa ad effetto;

mi rivolge una delle sue occhiate più cattive. “Allora comporrai un nuovo

tema, ma questa volta la tesina si intitolerà American History”.

Si solleva sulle gambe, con passo ben calibrato dirige i piedi verso la

finestra che domina il cortile della scuola. Incrocia le mani dietro la

schiena; mi dà le spalle. Rimane rigido come uno stoccafisso a scrutare gli

studenti durante l'ora di ricreazione.

Stupido coglione. Se crede che questa sia una punizione deve ossigenare

meglio quella testa di cazzo negro.

Sorrido. Sorrido davvero, di cuore. Sfioro con le dita l'esigua ricrescita

dei capelli sul cranio rasato, simbolo dei fratelli, marchio inconfondibile

della mia famiglia.

E mi rilasso.

Perché rileggere la storia americana è una mia specialità. Insulterò così

tanto quest'uomo e la sua razza che lo farò piangere. Se vorrà conservare

un'oncia d'orgoglio dovrà sospendermi per forza.

Quello che ho scritto sul Mein Kampf sembrerà una preghierina della

sera rispetto all'ode che comporrò sul neo nazismo americano.

“Oh non scriverai quel tipo di storia” volta il capo in maniera repentina.

E, porca puttana, pare leggermi dentro come un libro aperto; intuisce alla

perfezione le mie luride intenzioni.

“Scriverai la storia di tuo fratello. Sarà quella la storia americana che

comporrai” ghigna tagliente come un bisturi.

Porco mondo. Porca troia.

Per un istante il tempo cristallizza i minuti; l'aria diviene una cappa

pesante.

Soffoco. La presidenza somiglia ad una gabbia sudicia.

La prigione. Diviene la galera in cui è chiuso Stephan.


Recensione

Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione del terzo volume della serie "Dark Necessities"; come avrete notato questa volta i protagonisti sono Marcia, Stephan e Ryan Carroll; dire che questa storia E' PIENA DI COLPI DI SCENA E' UN EUFEMISMO! La storia di Marcia, Stephan e Ryan ovvero una ragazza ebrea e due figli di un nazista; tre ragazzi che devono fare i conti con gli errori dei genitori e nel mezzo storia d'amore e odio. E' una storia complessa, ma ben strutturata dove pian piano, emergeranno i segreti, emergerà ciò che lega questi tre personaggi e uno dei fili è Tommy: chi è? Perché è strettamente legato sia a Marcia sia ai fratelli Carroll?

Ryan viene costretto dal preside a scrivere un tema su ciò che è successo la notte in cui il fratello Stephan ha ucciso un innocente; ed è così che Ryan incontra Marcia, i due se ne dicono di ogni, ma poi scatta qualcosa, i due volente o nolente, si innamorano; ma quando Stephan esce di prigione, ogni cosa cambia, perchè Stephan pur essendo contornato solo dal grigio, viene ammaliato dal giallo e azzurro di Marcia e la loro, diventa una storia perversa; se all'inizio Stephan vuole allontanare Marcia e Ryan, poi si scopre incapace di fare a meno dei suoi colori, di fare a meno di lei. Ma come ho detto, c'è qualcosa, nel passato dei fratelli Carroll che li lega a Marcia e quel qualcosa, o meglio qualcuno, è Tommy; ma per sapere chi è e cosa succederà nella storia, dovrete leggere il libro.

Il finale è aperto perché è previsto un seguito, di cui vi parlerò con calma; American History 1 è un romanzo dark, dai toni piuttosto accesi, che è adatto a un pubblico adulto. Complimenti all'autrice che ha saputo miscelare benissimo gli ingredienti, dalla tematica neonazista all'amore fraterno, costruendo una storia in perfetto equilibrio tra violenza e sentimenti, fra buio e luce, grigio e colore. Lo stile è semplice, diretto, incisivo. La costruzione paratattica confacente al genere del romanzo. Tranne che per la prima parte, ambientata tre anni prima, il libro segue la stessa linea temporale di Stolen, intrecciando le vicende di Marcia, Stephan e Ryan a quelle dei personaggi della precedente duologia, perciò per chi non lo avesse già fatto, consiglio la lettura di Stolen prima di passare ad American History.


La mia valutazione



Alla prossima


Luce <3


Un, due, tre: sto per fare marcia indietro e andare filata ad azzannare un

bell'hamburger quando lo vedo. In un angolo, seduto dietro uno dei tavoli

da lettura. Imponente, spaventoso.

Mostruoso.

Dio mio. È il primo pensiero.

E poi: Willings deve essere impazzito.

Non c'è altra spiegazione.

Ha il capo rasato. No: non fraintendete, mi piacciono i ragazzi che si

rasano. Oddio, magari preferisco i capelli un po' più grunge. Per

intenderci: alla Kurt Cobain.

Insomma: vengo da New York dove la gente si concia alla come capita

come capita.

Non sono una povera provincialotta che si sconvolge per una cresta o un

look stravagante.

In realtà le stranezze mi entusiasmano.

Ma questo ragazzo?

Fa paura. Tutto il suo modo di vestire grida estrema destra.

Gli anfibi pesanti, il risvoltino nei jeans lisi, la rasatura del capo dove si

intravede una pallida ombra di ricrescita castana.

E la maglietta nera. Cazzo. Ha una svastica rossa disegnata sul bordo

della manica.

E' un ricamo piccolo, discreto; nello stesso tempo è fin troppo evidente

il messaggio che vuole mandare: razzismo.

Antisemitismo.

Il ragazzo che dovrei aiutare a scrivere il tema è un neonazista. Punto e

basta.

Avete presente quei tizi orribili di cui parlano i documentari su History

Channel? Quelli che prosperano nel sud degli USA e vorrebbero cancellare

la guerra di secessione, Abramo Lincoln, Obama e tutto il resto?

Ecco: lui è uno di quelli.

Uno di quelli che vorrebbe cancellare gli Ebrei dalla storia, negare

l'olocausto. Uno di quelli che vorrebbe cancellare me.




venerdì 11 settembre 2020

Recensione serie "Dark Necessities", J D Hurt

 


Autrice: J D Hurt
Titolo: Stolen 2 (Dark Necessities #2)
Prezzo: cartaceo 9,36  e-book 0,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Dark Necessities:
2)Stolen 2
3)American History 1
4)American History 2
5)Wishlist 1
6)Wishlist 2



1) Andrew
New York
“Quanto è bella Shiloh. Non la trovi splendida anche tu papà?”.
Arrossisco mentre mi confido con mio padre. Sono imbarazzato: di
solito non parlo di ragazze con lui; John Thompson è una persona
piuttosto seria, ai limiti del serioso. Gli voglio un gran bene; lo ammiro
tantissimo per come svolge il suo lavoro di diplomatico. E' attento,
rigoroso, soprattutto compassionevole. Non si limita alle sole relazioni
politiche fra l'Inghilterra e l'America Latina; ama davvero il Messico e il
suo popolo. Si spende per i poveri del mondo; cerca in tutti i modi di
sensibilizzare i potenti della terra alla causa di chi non possiede niente.
Tenta di rendere i diseredati meno invisibili agli occhi di chi può fare la
differenza. Tuttavia non è facile confidarsi con lui; talvolta sembra quasi
che mi tenga alla distanza. Che non mi consideri degno di lui. E' così
freddo e distante; non riesco a comportarmi in maniera naturale, a
parlargli di argomenti futili. Men che mai delle cotte adolescenziali.
Eppure Shiloh è talmente carina in questo momento che non posso fare a
meno di dirlo. Indossa un paio di calzoncini rossi con una maglietta
bianca; è rannicchiata all'ombra di un baobab maestoso che si trova al
centro del nostro giardino a Tijuana. I lunghi capelli scuri sono
sparpagliati sulle spalle dritte; così disordinati le danno un'aria da
piccola guerriera imbronciata.
“Non avrai una cotta per lei figliolo? Perché sarebbe sbagliato. E' tua
sorella. Delle sorelle non ci si innamora”.
Il tono è grave, severo mentre mi rimprovera. Quasi irritato.



Trama
Oggi so la verità. Oggi so che lei è innocente. Proprio come allora, come sei anni fa. Dovrei lasciarla al suo destino, desiderarne la felicità. Eppure il mio malanno è grande, pericoloso, un albero maestoso pronto a cibarsi di lei. Un'unica verità pulsa dentro l'anima: la riavrò. Non è una promessa, neppure una minaccia. E' la certezza della vita.

Sono libera. Ogni petalo di Slave si è disfatto al sole di West. Sono pronta, decisa a combattere, determinata a sconfiggere il passato. Lo giuro: mai più sarò una schiava. Non ci sarà un secondo tempo della mia cattività. Oggi comincia la vita vera. Oggi nasce Shiloh.

Lei non sa chi sono. Si fida di me. Farò tutto ciò che è in mio potere affinché non scopra mai i miei segreti. Terrò saldamente fra le mani l'amore che ho rubato.

Andrew, Shiloh, West. Quando l'amore diventa ossessione.


“Hai riposato tesoro? Ci aspetta una lunga giornata; stasera è tutta
nostra. Il grande momento”.
Il giorno del mio matrimonio.
Chi avrebbe mai detto che mi sarei sposata a soli diciott'anni; per il
motivo più sbagliato. La Green Card.
Stringo le spalle sulla moquette del prezioso sedile dell'auto di West;
stiro le braccia. Nonostante abbia riposato a casa dei suoi genitori mi sento
a pezzi.
Prendo un sospiro profondo.
“Non farlo. E' sbagliato; è tutto sbagliato. Non devi sposarmi per
forza: non ci si sposa per ottenere la cittadinanza”.
Do voce ai pensieri che mi hanno impedito di chiudere occhio nel
lungo tragitto dal Jersey fino a Las Vegas


Recensione

Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione del secondo volume della serie "Dark Necessities";  in questo volume continua a saltare fuori la verità, quella verità che forse Andrew non voleva, o non poteva, essendo piccolo, vedere.
Shilon è con West ormai, si sono sposati per farle avere la green card; Andrew ne ha passate tante ma non riesce a dimenticare Shilon. Pian piano scopriamo cosa nascondeva il padre di Andrew, e che tutto è iniziato quando quest'ultimo era poco  più di un bambino; scopriamo PERCHE' il padre di Andrew ha scelto PROPRIO Shilon quel giorno, con Victoria; la verità è sì, venuta a galla, ma questo volume rivela tutto il resto; tutto ciò che è rimasto nascosto nell'ombra per anni; inclusa LA VERA famiglia di Shilon.
Saltano fuori nuovi personaggi, altri ci faranno tentennare, perché prima aiutano Shilon, poi sembra la vendano a chi le ha fatto del male; giustizia viene fatta, ma a caro prezzo.
L’autrice è riuscita a mischiare bene tanti eventi brutti con altri belli riuscendo sempre a stupire con colpi di scena inaspettati. In alcuni momenti ho pensato che Shilon fosse bipolare, ma immaginando quali atrocità aveva e stava subendo forse ci sta.
Un libro duro, intenso, in certi momenti dolce. Ci fa capire che la prima persona capace di aiutarci siamo noi stessi: se non siamo pronti ad affrontare i nostri mostri nessuno potrà riuscirci.


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


“Avevo promesso di non dirtelo. Avevo promesso a me stesso che non
ti avrei fatto pressioni” afferma con voce strozzata.
“Ma questo. Il mio maledetto cuore è assolutamente affascinato da te”
porta le dita sul petto; le apre a ventaglio sul torace. Le serra di botto;
strattona con forza la t-shirt bianca che fascia i pettorali.
“Non posso comandarlo Shiloh. Vorrei poterlo fare, ma non posso”.
Stacca le mani dalla t-shirt; leggero si avvicina.
In punta di dita accarezza il mio viso.
E' un istante. Un campanello d'allarme lieve come una melodia, eppure
trapanante come solo la verità sa essere.
Le mie labbra tremano di paura e consapevolezza.
Perché so ciò che sta per dire. E non sono pronta; vorrei esserlo, ma
ancora non lo sono.
Tempo. Vorrei che il maledetto tempo si fermasse; che riavvolgesse il
suo nastro lacerato per concedere quella giovinezza che non ho mai avuto.
Per farmi vivere giorno per giorno i tormenti e le gioie di ogni ragazza.
Non ce l'ho. E' scaduto, inesorabilmente finito.
“Non sono solo innamorato di te. Ti amo Shiloh. Lo vedi? Come sono
ridotto” sorride amaro.
Porta le mani a coppa sulle mie guance. Guarda dritto negli occhi; li
punta fissi nel cuore.
Affonda preciso e spietato la sua lama delicata.
Sanguino di colpa e peccato. Sanguino perché non merito tanto amore.
“Ti amo contro me stesso. Ti amo dal primo momento in cui ti ho
incontrata in quell'aula di diritto. Era tutto così freddo, noioso,
programmato. La mia vita era programmata minuto per minuto; poi sei
arrivata tu” ghigna tristemente; “questa piccola, splendida mora che ha
sbaragliato ogni ostacolo. Questa splendida chica è riuscita a restituirmi
un perché”.
Con le dita esercita una leggera pressione sulle guance; coi polpastrelli
crea piccoli ruvidi cerchi gentili sugli zigomi.
E' dolce, malinconico. E' così West.
“Sei splendido” sussurro commossa. Una lacrima scende sul viso; è
gioia e tristezza, cieli azzurri partoriti da un ansito del cuore.
E' luce. Troppa luce. Non sono pronta, non sono pronta.
E neppure degna.
“So che mi chiami il tuo sole. Ma il sole sei tu tesoro. Avevo così
freddo; ero solo, sperduto e sporco. Tu mi hai ripulito. Lascia che ti ami,
lascia che ti ripaghi regalandoti l'amore e la cittadinanza. Il resto arriverà.
Deve arrivare”.