domenica 12 luglio 2026

Recensione serie "I Bastardi di Pizzofalcone", Maurizio De Giovanni


Autore: Maurizio De Giovanni
Titolo: Pane per i Bastardi di Pizzofalcone

Serie: I Bastardi di Pizzofalcone #6

Prezzo: 14,25 e-book 9,99

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Serie I Bastardi di Pizzofalcone:

1)Il metodo del coccodrillo

2)I Bastardi di Pizzofalcone

3)Buio per i Bastardi di Pizzofalcone

4)Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone

5)Cuccioli per I Bastardi di Pizzofalcone

6)Pane per I Bastardi di Pizzofalcone

7)Souvenir per I Bastardi di Pizzofalcone

8)Vuoto per I Bastardi di Pizzofalcone

9)Nozze per I Bastardi di Pizzofalcone

10)Fiori per I Bastardi di Pizzofalcone

11)Angeli per I Bastardi di Pizzofalcone

12)Pioggia per I Bastardi di Pizzofalcone

13)Figli per i Bastardi di Pizzofalcone


Trama

Quanta vita, quante vite. E quanto buon odore di pane, in città. Se non ci fosse anche il delitto. Quando un omicidio divide in due le forze di polizia, il gioco si fa davvero duro per i Bastardi, che per molti devono ancora dimostrare di esserlo davvero, dei bravi poliziotti. Da un lato ci sono loro, che seguono l'odore del pane. E del delitto. Ma dall'altra ci sono i tosti superdetective della Dda, che sentono odore di crimine organizzato. Mentre i sentimenti e le passioni di ogni personaggio si intrecciano con l'azione e determinano svolte sorprendenti, la città intera sembra trattenere il fiato. Per poi prendere voce. A volte c'è bisogno di un avversario agguerrito, per riuscire a capire chi sei davvero. Forse i Bastardi l'hanno trovato. E per dimostrare di essere i migliori sono disposti a tutto. Perfino a diventare davvero una squadra. Buona caccia, Bastardi.



Recensione

"Il pane? Ancora il pane? Ma se siamo nella società del benessere, in cui al limite abbiamo carenza del superfluo, come possiamo ancora preoccuparci del pane? Scherzate, forse. I poveri, oggi, sono quelli che non hanno il telefonino di ultima generazione, credete a me. Sono quelli che saltano una rata della macchina, o che portano lo stesso soprabito dell’inverno precedente. Il piatto in tavola che importa? È roba di un’altra epoca. Oggi il problema non è il pane. Figuriamoci."

Questa lunga citazione, presa a metà circa dell’ultimo romanzo di Maurizio De Giovanni della serie affettuosamente nominata “I Bastardi”, dovrebbe bastare, così, a colpo d’occhio. Ha in sé tutti i motivi per cui è obbligatorio leggere questa storia, questo autore.

Ho divorato questo romanzo, proprio come amo fare con le pagnotte di pane appena sfornate. Non c’è niente di più adatto per una figlia di fornai della lettura di questo romanzo.

Il Principe dell’Alba, che ci introduce alla storia, è Pasqualino del Pane, il fornaio del quartiere, figlio di Tonino del Pane, il Re dell’Alba. Antonio e Pasquale sono i figli della tradizione, della memoria.

Ogni mattina il Principe dell’Alba si reca alla fontanella del paese, a prelevare un secchio di acqua dolce e fresca, destinata a rinnovare il segreto del pane: il lievito madre; ogni mattina il Principe dell’Alba annusa l’aria e indovina il momento esatto in cui il primo raggio di sole fenderà il cielo; ogni mattina, fin da quando il padre gli ha passato lo scettro, il Principe dell’Alba rinnova il lievito, gelosamente chiuso a chiave in una stanza dall’umidità controllata, saluta gli operai del suo panificio e sgranocchia una pagnotta appena sfornata nel vicolo dietro il forno, mentre riflette sul peso della tradizione, sul potere della tradizione, sulla bellezza della tradizione.

Ma una mattina il Principe dell’Alba non torna nel suo laboratorio, perché è stato ammazzato con un colpo di pistola. Ucciso come un cane mentre dava le spalle al suo assassino, nel vicolo dove si è sempre sentito protetto.

Chi può desiderare la morte di un semplice fornaio? Dell’uomo che rende felici gli abitanti del quartiere, che grazie ad un morso del suo pane rinascono, cancellando la fatica e il peso del vivere?

Ma Antonio ha visto una cosa che non doveva vedere, e potrebbe testimoniare contro l’Erede, il figlio del clan Sorbo, il più potente in città.

Sul luogo del delitto arrivano i Bastardi, poliziotti che nessun’altra caserma vuole più, attaccabrighe, persone che hanno commesso errori grossolani spinti da un’umanità troppo spiccata. I Bastardi sono poliziotti a briglie sciolte con un grande cuore, una sensibilità e un fiuto per l’indagine superiori alla media.

I Bastardi si ritroveranno a indagare sulla morte del fornaio, andando controcorrente, come al solito, e mettendo i bastoni fra le ruote a Buffardi, il magistrato che vuole utilizzare il delitto per incastrare i Sorbo, a tutti i costi.

Inizia da qui l’ode a Maurizio De Giovanni.

Io ne ho letti di romanzi. Ne ho letti un bel po’, qualche migliaio forse. Ma come scrive De Giovanni… Ogni volta che leggo un suo romanzo rimango colpita dalla sua capacità di variare lo stile. De Giovanni infatti è uno degli autori italiani più prolifici di sempre: ogni tot mesi esce un suo libro, una macchina da guerra.

Eppure ogni storia ha peculiarità precise. Ogni storia è caratterizzata da uno stile originale. La serie dei Bastardi è scritta con un linguaggio accattivante, veloce, evocativo.

L’incipit di questo ultimo romanzo ti entra nella testa. Lo cominci a leggere e senti nel tuo cervello una voce roca, che inizia a narrarti la storia. Le immagini si formano rapide davanti agli occhi e tu prosegui, senza riuscire a smettere.

De Giovanni riesce nel difficile intento di stringere il patto finzionale con il lettore, e lo fa con una tale maestria da portarti fino alla fine del libro in un battibaleno; una fine che ti colpisce come uno schiaffo in pieno viso.

Lo stile, quindi. La grande capacità di narrare con un ritmo impagabile, anche.

E i personaggi? Dove li mettiamo i personaggi? Tantissimi aspiranti scrittori dovrebbero solo provare ad imparare a caratterizzare i personaggi come fa De Giovanni. Poche righe, parole precise e ragionate sufficienti a far comprendere al lettore quale conflitto domina quel personaggio, quali sono le colpe del passato che gli si sono appiccicate addosso, che cosa lo rende diverso, che cosa tormenta le sue notti impedendogli di sognare.

Una lettura che consiglio anche a chi non ha mai letto gli altri romanzi della serie, perché l’autore riesce a rinfrescare la memoria su ogni personaggio senza risultare pedante, offrendo il quadro completo della situazione anche a un neofita del genere.

Un romanzo consigliato a chi desidera immergersi nelle pieghe più recondite dell’animo umano, nell’invidia, nel desiderio di odio e vendetta che colpisce troppo spesso le persone più vicine a noi.




La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


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