domenica 22 marzo 2026

Recensione "Ginevra", Mauro Maggio


Autore: Mauro Maggio

Titolo: Ginevra

Prezzo: 8,90

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Trama

La biografia della regina Ginevra, moglie di Re Artù, vive fra mito e storia. Nonostante la sua origine si perda nella notte dei tempi e sia di probabile origine celtica, come suggerisce l'etimologia del suo nome (Ginevra in antico gaelico significava "la maga bianca", o "il fantasma bianco"), la sua figura è strettamente legata a quella di Artù, che, come raccontano le fonti più antiche del ciclo arturiano, per lei sfidò il perfido Mordred, venendo ferito a morte proprio in questo combattimento. Ma il legame fra Ginevra e Artù nell'immaginario europeo è stato messo in ombra dall'altra leggenda legata alla sua figura: ella infatti incarna la bellezza e la grazia aristocratiche, ma anche la ribellione alla ragion di stato, che l'ha costretta a un matrimonio, quello con Artù, senza amore, ma che non può impedirle di innamorarsi e concedersi a Lancillotto, il più valoroso e splendido cavaliere della Tavola rotonda. La leggenda di questa relazione adulterina verrà ripesa dal più celebre scrittore francese medioevale, Chrétien de Troyes, e divulgato nel suo romanzo cortese Lancelot, citato da Dante, nel V canto della Commedia, come il "libro galeotto", che permise all'amore - anche'esso adulterino - fra Paolo e Francesca di rivelarsi.


Recensione

Ho sempre letto libri su Artù, li ho sempre adorati; sta volta, però, la scintilla non è scoccata. Ho trovato questo libro in libreria e ho deciso di recuperarlo; peccato non ci sia NIENTE dei classici miti Arturiani.

Mauro Maggio parla di Ginevra, sì, come giovane donna innamorata e felicemente sposata, ma qui salta fuori che di Ginevra, in realtà ce ne siano due: una legittima, l'altra no. Come, scusa?? Ma che cavolata è?? Vengono narrati i fatti arturiani come li conosciamo, finché  Artù non conosce Ginevra, la sposa, poi improvvisamente, salta fuori che di "Ginevra" ce ne sono due: una Artù l'ha sposata, l'altra, farà di tutto per convincere Artù di essere lei la sposa legittima, fino alla condanna di una delle due, che viene contestata da Lancillotto, in una battaglia le cui sorti verranno decise dal destino.

Onestamente questa lettura proprio non mi è piaciuta; troppo surreale, troppo assurda e non in linea con i "classici arturiani" a cui sono abituata.


La mia valutazione


Alla prossima
Luce <3

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