sabato 21 marzo 2026

Recensione dilogia "The Scorched Throne", Sara Hashem

 

Autrice: Sara Hashem

Titolo: Dalle ceneri sorgerà una regina

Serie: The Scorched Throne #1

Prezzo. 22,80   e-book 16,99

Link d'acquisto: QUI


Dilogia The Scorched Throne:

1)Dalle ceneri sorgerà una regina

2)La regina è pronta a regnare


"Non sei il primo a usarmi per i propri fini. Ho notevoli precedenti quando si tratta di deludere le persone, sai?"
"Sto ancora aspettando"
"Aspettando?"
"Di venire deluso"


Trama

Dieci anni fa, il Jasad fu dato alle fiamme. La sua magia fu bandita. La famiglia reale assassinata. O almeno, questo è ciò che Sylvia vuole che la gente crede. L’Erede del Jasad è in realtà scampata al massacro e intende rimanere nascosta, soprattutto dall’esercito di Nizahl, che continua a dare la caccia al suo popolo. Ma un momento di rabbia cambia tutto. Quando Arin, l’Erede del Nizahl, insegue un gruppo di ribelli jasadi nel suo villaggio, Sylvia rivela accidentalmente la sua magia e cattura così l’attenzione. Ora l’Erede del Jasad, che tutti credono morta, è costretta a fare un patto con il suo più grande nemico: aiutarlo a cacciare i ribelli in cambio della vita. È l’inizio di un gioco mortale. Sylvia non può permettere che Arin scopra la sua vera identità, anche se l’odio tra gli Eredi comincia a trasformarsi in qualcosa di diverso. E mentre le maree cambiano intorno a loro, Sylvia dovrà scegliere tra la vita che vuole e quella che ha abbandonato


"Pensi che la tua mente sia una tabula rasa, su cui puoi costruire le tue reti di informazioni partendo da zero, attraverso la pura logica e la ragione. Ignori che ogni bambino entra in un mondo completamente unico, fondato su verità diverse. Costruiamo la nostra realtà sulle fondamenta che il nostro mondo pone per noi."


Recensione

Finalmente un enemies to lovers come si deve!
Niente instant love, zero moine, zero effusioni, nessun monologo interiore sulla straordinaria bellezza del nemico o sul cadere ai sui piedi ammirando il suo fisico scolpito.
No, qui abbiamo più regni che fanno i loro giochi politici e strategici, creature magiche, un regno distrutto e due eredi che definire nemici è riduttivo.
La protagonista è Sylvia, erede perduta del Jasad, regno che è stato distrutto dall'esercito del Nizahl. Il suo popolo è in fuga, molti si nascondono, altri sono divisi in fazioni, la maggior parte sono morti.
Nessuno sa che è sopravvissuta all'assalto e che ha passato i successivi 5 anni in una foresta con una donna Jasadi che l'ha sottoposta, giorno dopo giorno, a sfide assurde, diaboliche e letali, pur di liberare la magia di Sylvia (magia che le è stata bloccata grazie a delle manette).
Sylvia è prudente, preparata ad ogni evenienza, soprattutto alla fuga, rinnega il suo retaggio, il suo vero nome. Non crede che essere l'erede possa cambiare le sorti del suo regno. Quindi...mente, a tutti e a sé stessa.
Arin è l'erede del regno di Nizahl, rigido, impeccabile, potente e maniaco del controllo.
Da la caccia ai jasadi che si nascondono in tutti i regni, soprattutto ai ribelli. Non ha magia, ma la percepisce e il suo tocco non sbaglia mai.
I due stringeranno un accordo che li porterà a vivere a stretto contatto per tutto il libro.
Vi assicuro che se le daranno di santa ragione, esattamente come farebbero due nemici segnati da un passato di sangue e perdite.
Molto lentamente inizierà a crearsi un rapporto, ben costruito, di fiducia e rispetto.
Le loro interazioni sono sempre intriganti e con quel pizzico di tensione sempre presente in cui non sai se si parleranno come persone civili o se si lanceranno coltelli.
Sono davvero legati da un filo sottilissimo che potrebbe strapparsi al minimo errore.
Ma insieme sono davvero belli, io me ne sono innamorata.

Per quanto riguarda il worldbuilding ci vengono mostrati (in piccola parte) tutti i regni grazie alle prove che Sylvia dovrà affrontare in ogni regno.
Ci sono leggende, divinità dormienti, mostri e magia.
C'è un torneo che vedrà Sylvia alle prese con 3 prove mortali per garantirsi la sua libertà.
Ci sono molti regnanti che tessono le loro trame, creano alleanze e tradimenti, complottano per garantire il successo del proprio campione.
Ovviamente aspettatevi termini e nomi difficili da memorizzare e da associare ai tanti personaggi, forse vi metteranno in difficoltà nei primi capitoli ma, andando avanti con la lettura diventerà più semplice, anche per la ripetitività dei termini.
Per me è stata un ottima lettura, dinamica, coinvolgente e intrigante.

La mia valutazione


*-* *-* *-*


Autrice: Sara Hashem

Titolo: La regina è pronta a regnare

Serie: The Scorched Throne #2

Prezzo. 24,70   e-book 16,99

Link d'acquisto: QUI


Dilogia The Scorched Throne:

1)Dalle ceneri sorgerà una regina

2)La regina è pronta a regnare


Trama

Sylvia è stata catturata dagli Urabi, convinti di poter riconquistare il loro antico potere grazie all’Erede del Jasad. Dopo anni passati a negare la sua eredità e aver stretto un’alleanza proibita con il più grande nemico del Jasad, ora deve conquistare la fiducia del gruppo mentre lotta per mantenere il controllo tanto della propria magia quanto della propria mente. Nel regno rivale, Arin è combattuto fra i sacri editti che ha giurato di difendere e il desiderio di suo padre di reprimere la ribellione in corso. L’Erede del Nizal è determinato a trovare Sylvia prima dell’esercito, ma la ricerca lo porterà a scoprire verità oscure sulla sua famiglia e a mettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto. La guerra è inevitabile, e Sylvia non ha intenzione abbandonare di nuovo il suo popolo. Per la prima volta nella sua vita non vuole solo sopravvivere. Vuole vincere. In ogni volume un esclusivo segnalibro.


Recensione


The Jasad Crown è stato un viaggio intenso, doloroso e profondamente emotivo, una storia che ti trascina pagina dopo pagina senza concederti tregua.

Dopo gli eventi di The Jasad Heir torniamo accanto a 𝑺𝒚𝒍𝒗𝒊𝒂, ormai intrappolata in un destino che non può più ignorare. I regni sono sull’orlo della guerra, la magia proibita torna a reclamare spazio e le verità legate a 𝑱𝒂𝒔𝒂𝒅 emergono con una forza impossibile da fermare.

Sylvia e 𝑨𝒓𝒊𝒏 sono separati, ma solo nel corpo. Attraverso la magia, infatti, i loro incontri continuano a intrecciarsi oltre la distanza, e ogni volta è come riaprire una ferita mai guarita, e il mio cuore non ha mai smesso di sanguinare.

Dovrebbero essere nemici, dovrebbero smettere di scegliersi e invece continuano a trovarsi, ferendosi e salvandosi nello stesso istante, pronti a mettere in discussione regni, doveri e perfino se stessi pur di proteggere l’altro.

Ma, se devo essere sincera, per me la vera anima della storia non è stata la guerra imminente né il complesso gioco politico.

È 𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐀𝐑𝐈𝐍.

Arin è uno di quei personaggi che non chiedono di essere amati, e proprio per questo finiscono per diventarti immensi.

Deve essere controllato, freddo, distante, schiacciato dal ruolo che deve incarnare e dalle aspettative che lo tengono in gabbia. Eppure, tra le crepe di quella perfezione apparente, emerge tutta la sua umanità.

Ho sofferto con lui in modo quasi fisico. Ogni scelta trattenuta, ogni emozione soffocata, ogni sacrificio silenzioso pesa tra le righe. Più la storia avanzava, più sentivo la sua solitudine, il conflitto tra ciò che deve essere e ciò che vorrebbe concedersi di sentire davvero.

È raro trovare un personaggio capace di sostenere da solo un intero carico emotivo, ma Arin per me è stato esattamente questo: il battito costante della narrazione, il cuore che continua a pulsare anche quando tutto sembra crollare.

Sylvia, così come 𝑺𝒆𝒇𝒂 𝒆 𝑴𝒂𝒓𝒆𝒌, restano fondamentali per lo sviluppo della trama e per l’equilibrio della storia, ma emotivamente non mi hanno raggiunta allo stesso modo. Il mio cuore tornava sempre lì: alle battaglie silenziose di Arin, ai suoi sacrifici, al dolore che porta con sé fin dall’infanzia, alla fragilità nascosta dietro il controllo e a quell’amore incrollabile che continua a guidarlo anche quando tutto gli chiede di rinunciare.

La scrittura di Sara Hashem si conferma potentissima, creando una tensione costante, dove ogni decisione ha un prezzo e ogni bivio significa inevitabilmente perdere qualcosa.

Arrivata all’ultima pagina ho provato quella malinconia dolceamara di aver salutato personaggi che continueranno a vivere oltre il libro, tra le pieghe del mio cuore.

Non ho amato ogni personaggio allo stesso modo, è vero. Ma questa resta una dilogia che consiglio senza esitazione, perché la verità è che non sono pronta a lasciare andare questa storia e ho bisogno di tornarci, consapevole che forse avrei avuto bisogno di qualche pagina in più per imparare a dirle addio.


La mia valutazione


Alla prossima
Luce <3

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