Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!
1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?
Su audible sono quasi alla fine; confermo: non leggerò il seguito; mi sta annoiando a morte
Sto leggendo questo su richiesta delle autrici; sono quasi alla fine, vi farò sapere
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Buongiorno, oggi vi parlo di una serie tv che trovate su Amazon Prime
Titolo: The Serpent Queen
Paese: Stati Uniti d'America
Anno: 2022-2024
Formato: serie tv
Genere: drammatico, in costume, storico
Stagioni: 2
Episodi: 16
Durata: 48-56 min (episodio)
Lingua originale: inglese
Informazioni
The Serpent Queen è una serie televisiva statunitense creata da Justin Haythe e basata sul romanzo del 2004 dal titolo Catherine de Medici: Renaissance Queen of France di Leonie Frieda. È stata trasmessa sul canale Starz dall'11 settembre 2022 al 30 agosto 2024.
Trama
La serie segue la storia di Caterina De' Medici quando all'età di quattordici anni arriva alla corte francese dei Valois per sposare il figlio del sovrano Enrico II. Il suo compito è quello di assicurare la discendenza della famiglia mettendo alla luce numerosi eredi che le consentiranno, dopo numerose sfide, di detenere in mano il potere della nazione nei successivi 30 anni.
Recensione
Rientra perfettamente nello stile del period dramaaristocratico e allo stesso tempo gli tira una bella sberla in faccia The Serpent Queen. Proprio come il serpente a più teste che nella sigla di apertura si annida sotto gli ampi e scomodi vestiti di corte della regina del titolo, ed è pronto ad uscire quando meno te lo aspetti, così si è mossa la protagonista del serial.
Il tradimento è dietro l'angolo in The Serpent Queen, la serie con cui Justin Haythe, adattando il libroCatherine de Medici: Renaissance Queen of Francedi Leonie Frieda, vuole raccontare l'ascesa al potere di Caterina de' Medici, una donna cresciuta con la convinzione che dovesse restare al proprio posto, ma che ben presto capì come si dovesse muovere con astuzia, non avendo l'avvenenza (per i canoni dell'epoca) in un mondo di uomini come quello monarchico e aristocratico. Contro ogni previsione, divenne una delle sovrane più potenti e più longeve della storia francese. Tutto parte da una serie di flashback a cui si tornerà passo dopo passo nella narrazione degli otto episodi, in cui Caterina inizia a raccontare la propria storia alla nuova serva e confidente, Rahima. Orfana fin da piccola, quasi con una maledizione sui propri cari che continuano a morire, la quattordicenne Caterina, si ritrova trasportata in Francia del XVI secolo, in una corte che non conosce, dopo essere stata strappata al convento dov'è cresciuta, con una madre superiora particolarmente sadica. Questo perché nipote di Papa Clemente, che vuole "usarla" per ottenere un'alleanza geopolitica e l'aspettativa di molti eredi in cambio dell'unione in matrimonio di Caterina con il secondogenito del Re di Francia.
La prima notte di nozze non va esattamente come previsto e Caterina scoprirà subito che il futuro Re è in realtà innamorato di Diane de Poitiers, una bellissima dama di compagnia - nel danno, la beffa - con il doppio della sua età. Il futuro per lei si dipinge di nuovo improvvisamente incerto e scopre di avere anche poche speranze di concepimento. A questo punto la giovane donna deve dare adito a tutta la propria astuzia, arguzia e furbizia per capire di chi può davvero fidarsi a corte tra quelle "serpi in seno", dimostrandosi via via più scaltra e con una visione più lungimirante di tutti. The Serpent Queen, grazie anche alla regia diStacie Passon, gioca proprio sul sapere non tanto se ci arriverà (sappiamo già che diventerà regina) ma come ci riuscirà, quali piani dovrà mettere in atto e soprattutto chi la aiuterà a sorpresa e chi si rivelerà invece un'emerita spia doppiogiochista. Nessuno verrà escluso dal piano di successione di Caterina, a partire dal marito, dal figlio che avrà, dalla nuora, e così via. Proprio come ci ha insegnato Il Trono di Spade e ce lo ha ricordato House of the Dragon, a Corte non ci si può fidare di nessuno e chiunque è pronto a tradirti per una fetta della torta, soprattutto i tuoi consanguinei, se sono di sangue reale o pseudo-tale.
Curata e puntuale è la ricostruzione storica, come oramai d'uopo per questo tipo di produzioni, anche se il vocabolario usato è spesso decisamente più moderno per dare uno schiaffo in faccia al genere. A colpire però è il punto di vista della serie, chiaramente femminista.
Questo perché mostra una prospettiva doppia fin dal suo esordio, con tutte le trame che si districheranno via via e porteranno all'epilogo che tornerà al punto di partenza perfettamente incastrato. Da un lato abbiamo Caterina, la sua difficile storia personale e il voler cambiare in meglio le sorti di un regno dopo aver capito di poter contare solo sulle proprie forze, soprattutto in una società patriarcale come quella raccontata. Parallelamente c'è il personaggio della serva, Rahima, che funge da ascoltatrice apparentemente sommessa e passiva, come noi spettatori, della storia della futura sovrana, ma che affronterà un proprio percorso, speculare e parallelo, nel corso delle otto puntate per arrivare a un epilogo inaspettato.
Arrivata alla fine della recensione di The Serpent Queen non posso fare altro che confermare il suo maggiore pregio, ovvero il tentare di scardinare le caratteristiche del period drama aristocratico con un doppio punto di vista nel racconto, e allo stesso tempo finire per diventare preda di quelle stesse caratteristiche, che potrebbero allontanare chi non è fan delle storie di intrighi di palazzo e successioni in costume.
Doc-Nelle tue mani, ispirata alla vera storia del dottor Pierdante Piccioni, ha conquistato il pubblico in oltre 100 paesi, diventando uno dei titoli italiani più esportati a livello internazionale.Doc ha debuttato negli Stati Uniti nel gennaio 2025 su Fox con ascolti record, risultando il miglior debutto degli ultimi cinque anni per una serie del network.
Un successo inatteso, che ha già portato al rinnovo per una seconda stagione composta da ben 22 episodi. Quelli in onda su Rai 1 il martedì sera (due a settimana) sono gli episodi della prima stagione, 10 in totale.
Trama
Chi è Amy Larsen? Primario di Medicina interna al Westside Hospital
di Minneapolis, la dottoressa Larsen ha competenze professionali eccezionali ma èmolto poco empatica coi pazienti: la perdita di un figlio qualche anno prima ha causato la fine del suo matrimonio e l'ha portata a concentrarsi solo sulla propria carriera, diventando una donna chiusa e scostante.
Unincidente d'autole fa perdere la memoria: quando si sveglia dal coma non ricorda cosa è successo negli ultimi otto anni. L'amnesia le restituirà, tuttavia, anche un lato del proprio carattere, più umano e caloroso, che sembrava perduto per sempre.
Come Andrea Fanti, però, anche Amy dovrà ricostruire il suo presente, professionale e affettivo, e confrontarsi coi cambiamenti e anche le gravi perdite che aveva subito durante il lungo periodo che ha cancellato dai suoi ricordi.
Recensione
Alla base della serie in onda ogni martedì in prima serata su Rai1 c'è un gender swap rispetto all'originale nostrano. Parker interpreta la dottoressa Amy Larsen che, in seguito ad un incidente d'auto perde la memoria, ma vuole provare a tutti i costi a tornare ad essere medico, perché sembra che il lavoro sia l'unica cosa ad esserle rimasta, dato che ha allontanato tutti gli affetti in seguito al trauma. Niente proiettile e niente dodici anni persi del Dottor Andrea Fanti quindi, ma intatto lo spirito tra il rassegnato e il combattivo della protagonista.
Otto anni sono un gap meno ampio di dodici, e la differenza tra 2017 e 2025, anche a livello tecnologico, non è la stessa che tra 2020 e 2008: meno pronunciata e meno invasiva, soprattutto negli Stati Uniti. Non dimentichiamo poi che a rendere così efficace questo racconto c'era il fatto che alla base ci fosse una storia vera, piena di emozioni, di un medico che ha perso la memoria e riacquistato la propria personalità.
Questo Doc - o forse dovremmo dire questa Doc - ha tutti gli elementi in regola per appassionare gli spettatori sulla carta, ma è nella messa in scena che vacilla. La Amy Larsen di Molly Parker è spigolosa e respingente, come in parte era il Dr. Fanti di Luca Argentero, ma nella nostra versione c'era sempre margine per le emozioni, per il barlume a cui aggrapparsi per tornare disperatamente ad essere ciò che era: un medico che crede nel proprio mestiere, nei pazienti, nell'empatia.
Tutte caratteristiche su cui la Larsen sembra soprassedere per riottenere il proprio posto in ospedale, a cui sembra tenere più di qualsiasi altra cosa, eccezion fatta per il rapporto con la figlia oramai adulta. Anche le relazioni con gli altri personaggi risultano meno coinvolgenti ed incisive, soprattutto con una persona (capirete facilmente di chi stiamo parlando) quando prova ad affidarsi ai ricordi per ritrovare quel sentimento perduto.
Oltre alla sensazione di superficialità, di minor carisma ed emotività - anche nei casi medici che in alcune circostanze riprendono quelli nostrani - la parola chiave di Doc sembra essere ritmo a cui potremmo aggiungere esagerato. Nei primi due episodi visti, già si conosce fin troppo del passato della protagonista, puntando quasi meno agli altri personaggi che la circondano, quando la nostra versione era più corale e attenta alle storyline di tutti i personaggi.
Compresa la parte inerente la denuncia sociale del segreto professionale che la memoria di Amy si è portata con sé (che piacere ritrovare Scott Wolf, però). Anche qui qualcosa di più freddo e asettico nel complesso, come l'avanzamento tecnologico con cui la protagonista si deve mettere in pari, con cui gli autori hanno potuto giocare in misura minore. Ciò che funziona paradossalmente è proprio il gender swap perché permette alcune correlazioni - e conseguenti plot twist - che nel nostro non erano possibili. Intrattenimento assicurato, coinvolgimento rimborsato.
La versione americana di Doc con protagonista Molly Parker intrattiene anche chi ha già visto l’originale, poiché presenta alcune sostanziali differenze nella storia che comportano altrettanti sviluppi diversi, a partire dal cambio di genere di Amy Larsen con un impatto diverso sugli altri personaggi. Una serie meno corale, almeno nei primi episodi visti, e meno emotiva e carismatica rispetto all’originale italiano, ma che continua ad avere dalla sua il potere del cambiamento.
Quindi no, questa volta l'America ha fatto un buco nell'acqua e NOI siamo sopra 10.000 spanne, scusate l'onestà; altra cosa: so che questa serie in America è stata rinnovata per una stagione 2 da 22 episodi; mi sono bastati questi 10, grazie; quando e se, la seconda stagione approderà da noi, NON la guarderò.