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venerdì 21 settembre 2018

Recensione serie "Excalibur", Bernard Cornwell

Autore: Bernard Cornwell
Titolo: La spada perduta (Excalibur #5)
Prezzo: 4,37

Link d'acquisto: QUI


Serie Excalibur:
1)Il re d'inverno
2)Il cuore di Derfel
3)La torre in fiamme
4)Il tradimento
5)La spada perduta



„In breve, eravamo soddisfatti, e il destino è sempre stato nemico della soddisfazione. Il destino inoltre, come mi aveva sempre detto Merlino, è inesorabile.“ 



Trama
Il re può contare su pochissimi fedeli e seppure destinato alla vittoria, lo attende comunque un destino terribile. Gravemente ferito ordina a Derfel di gettare la prodigiosa Excalibur in mare per evitare che altri possano impossessarsene. Ormai in punto di morte il suo corpo viene adagiato su una barca che, avvolta da una nebbia argentea, scompare per sempre nel mare, con tutti i suoi misteri.



„I sovrani deboli sono una maledizione in terra, tuttavia i nostri giuramenti sono fatti ai sovrani, ragionai; se non facessimo giuramenti, non avremmo leggi, e se non avessimo leggi, ci sarebbe solo anarchia. Perciò dobbiamo legarci mediante le leggi e con in giuramenti attenerci alle leggi; se un uomo potesse cambiare i sovrani a capriccio, allora potrebbe trascurare i giuramenti fatti a un sovrano scomodo; i sovrani sono necessari perché è necessario avere leggi immutabili.“



Recensione


Buongiorno, finalmente ho concluso la saga di Excalibur; che dire: come sempre i colpi scena sono infiniti, certi pesonaggi arrivi a odiarli, altri a compatirli. Vero è che nonostante le invenzioni, qualcosa dal ciclo Arturiano Cornwell l'ha preso e il lettore se le aspetta  certe cose, soprattutto se si sa quali parti sono fondamentali e presenti in qualsiasi libro su Artù.  Tuttavia, ciò che impressiona è il modo in cui Cornwell li impregna di realismo e li cala nel contesto storico in cui Artù (se realmente esistito) dovrebbe essere vissuto. Il tradimento di Ginevra con Lancillotto, dalla storia d'amore melensa che potrebbe facilmente diventare, è un'intrigante storia di grandi ambizioni illuse e misticismo. L'inarrestabile amore di Tristano e Isotta si tramuta in una spensierata e fugace avventura. E ciò che è ancora più interessante è il contrasto tra paganesimo e magia da una parte, e cristianesimo dall'altra, affrontato in maniera estremamente verosimile ed avvincente, nonché seria.
Quindi: se siete fan di Artù, non lasciatevi scappare questa serie, perché ne vale veramente la pena!


La mia valutazione
5


Alla prossima

Luce <3






„Se gli uomini possono comprare la legge, diceva sempre Artù, allora la legge diventa inutile.“




giovedì 20 settembre 2018

Recensione serie "Excalibur", Bernard Cornwell

Autore: Bernard Cornwell
Titolo: Il tradimento (Excalibur #4)
Prezzo: cartaceo 4,37

Link d'acquisto: QUI


Serie Excalibur:
1)Il re d'inverno
2)Il cuore di Derfel
3)La torre in fiamme
4)Il tradimento
5)La spada perduta




„Ti sbagli, hanno molto a che fare con il Calderone - ribatté Merlino con un'asprezza che nessuno si aspettava. - É il Calderone a portare il caos. Tu desideri l'ordine, e pensi che Lancillotto presterà orecchio alle tue buone ragioni e che Cerdic si piegherà alla tua spada, ma il tuo ordine non ha mai funzionato in passato e non funzionerà neppure in futuro.

Fissò Artù. - Pensi davvero che la gente ti ringraziasse per la pace? Si è annoiata della tua pace e per vincere la noia si è messa a creare guai. La gente non vuole la pace, Artù, ma vuole distrazioni dalla noia, mentre tu cerchi la noia come un assetato la birra.“ 



Trama
Artù sta affrontando la situazione più difficile della sua vita. questa volta non basterà l'abilità in battaglia o l'intelligenza del diplomatico: il re ha a che fare con subdoli poteri. Lancillotto si è impadronito del trono di Dumnonia con l'inganno e Mordred è morto.




„Galahad - mi diceva - è innamorato della perfezione ed è troppo schizzinoso per amare una donna in carne e ossa. Ama le donne come concetto, ma non sopporta la loro realtà, le malattie, il dolore, il sangue.
- Be', non ha mai provato fastidio per cose del genere, in battaglia - commentai io.
- Certo - replicò Ceinwyn - ma in battaglia, coperti di sangue o ferite, ci sono solo uomini e Galahad non ha difficoltà ad ammetterne i difetti. Non ha mai idealizzato gli uomini: solo le donne.“


Recensione



Buongiorno e bentornati con la recensione del penultimo capitolo della saga "Excalibur" di Bernard Cornwell. Ormai siamo agli sgoccioli, la guerra è imminente, Merlino e Nimue cercano di far venire gli dei, con il loro rituale, peccato che vada tutto a rotoli, quando Artù va a recuperare il figlio. Artù è accecato dal dolore, visto che qualche ora prima, ha scoperto il tradimento di Ginevra (non a caso questo volume si chiama proprio: IL TRADIMENTO); le scuse per quest'atto sono tante, ma Artù non ci capisce più niente, tanté che lui stesso arriva a una soluzione (se così possiamo definirla) decisamente drastica (che non vi riferirò per evitare di spoilerare buona parte della vicenda).
Come sempre i colpi di scena sono un'infinità; il confine tra realtà e finzione è sempre sul filo e ben visibile. Merlino arriva allo sfinimento, Nimue diventa un personaggio sempre più oscuro; nuovi personaggi fanno la loro comparsa; insomma, anche in questo caso Cornwell sa come intrattenere i lettori, e li fa penare perché la conclusione non è qui, ma nel prossimo volume.
Cerdic e Aelle, due nuovi personaggi che hanno il loro spessore; ammetto però di aver apprezzato Aelle, che si mostra leale quando necessario, ma Cerdic proprio non lo sopporto!
Non mi dilungo troppo, quindi vi lascio, sperando almeno di avervi incuriosito abbastanza da iniziare la pentalogia.




La mia valutazione
5

Alla prossima
Luce <3







„La gente non rinuncia alle proprie speranze, solo perché è delusa, Derfel; semmai vi si aggrappa con un'intensità ancora maggiore. Siamo davvero degli sciocchi.“ 


mercoledì 19 settembre 2018

Recensione serie "Excalibur", Bernard Cornwell

Autore: Bernard Cornwell
Titolo: La torre in fiamme (Excalibur #3)
Prezzo: cartaceo 4,37

Link d'acquisto: QUI


Serie Excalibur:
Serie Excalibur:
1)Il re d'inverno
2)Il cuore di Derfel
3)La torre in fiamme
4)Il tradimento
5)La spada perduta






„Merlino mi fissò. - Credi che tu, Derfel, o Artù possiate essere tanto forti da resistere a Nimue? Lei è una donna. Le donne ottengono sempre ciò che vogliono, e se per ottenerlo devono rovinare il mondo e tutto ciò che il mondo contiene, così sia.“


Trama

Prosegue la ricostruzione storica della vera vita di re Artù. Con il terzo dei cinque volumi della saga, Artù, negli anni di pace dopo il trattato con i Sassoni, regna in Dummonia in nome del piccolo Mordred, l'erede legittimo al trono ancora bambino. Mordred rivela, fin dalla più tenera età, un carattere odioso, crudele, ostinato e molti sperano che non possa mai salire al trono e che Artù assuma la piena sovranità, ma Artù ha giurato al vecchio Uther che Mordred sarebbe diventato re e per nulla al mondo intende rompere il giuramento...



„Non volevo parlare con Artù e non volevo vederlo. Salii sul promontorio e pregai gli dei, implorandoli di tornare in Britannia. Mentre pregavo, gli uomini del Kernow condussero la regina Isotta fino alla baia dove erano in attesa le due scure navi. I guerrieri, però, non la riportarono nel Kenow.

Invece di ritornare a casa, la principessa degli Uì Liathàin, quella bambina di quindici anni che correva a piedi nudi nelle onde e che aveva la voce flebile degli spiriti dei marinai nei venti salmastri, fu legata a un palo e attorno a lei venne accumulata la legna gettata sulla riva del mare, che ricopriva la spiaggia di Halcwym, e laggiù, sotto gli occhi implacabili del marito, venne bruciata viva. Il corpo del suo amante venne bruciato sulla stessa pira.
[... ]
Anche ora, quando chiudo gli occhi, a volte rivedo quella bambina uscire dal mare. Con il viso che sorride, il corpo sottile sotto la veste bianca aderente e le mani tese ad abbracciare il suo amante. Non posso sentire il grido di un gabbiano senza rivederla con l'occhio della mente, perché mi perseguiterà fino al giorno della mia morte, e anche dopo, dovunque andrà la mia anima, lei sarà laggiù; una bambina bruciata per ordine di un re, in base alle leggi, nello splendido regno di Camelot.“ 










Recensione

Buongiorno! Ebbene sì, ho terminato anche il terzo volume e me ne mancano solo due a conclusione di tutto... Come sempre chi racconta tutta la storia è Derfel Cadarn; anche in questo volume assistiamo a delle guerre, Artù fa giuramenti su giuramenti (e meno male che li odia i giuramenti!), anche se alcuni vengono spezzati; Merlino finge un'anzianità mai esistita, tutto perché sa che presto si scatenerà l'inferno e così sarà. Derfel farà i conti con la crudeltà dei finti druidi, nipoti di Tanaburs e arriverà a volerli uccidere (non vi dico perché altrimenti qua vi racconto tutto!); Morgana passa dalla parte dei cristiani; Nimue dirà la verità e cioé che il calderone è stato rubato e preso da chi non sarà MAI in grado di controllarlo, tanté che si scatenerà l'inferno e no, non è una battuta, perché succederà! Lancillotto ne combina una dietro l'altra, arrivando a compiere un atto osceno (non dirò cosa perchè succede alla fine del romanzo); i conflitti con i Sassoni sono finiti, e Artù e Derfel riescono a mettere sul trono Mordred (non l'avessero mai fatto dico io!), quel bambino è un demonio.. Tanté che a un certo punto ricomincia la guerra e addio la pace tanto agognata da Artù!
Ammetto che Tristano avrebbe dovuto avere un ruolo più spiccato, ma ormai è fatta.. E io so che fine fa, ma non ve lo dico per evitare di spoilerare troppo; sappiate però che certi giurametni non vanno fatti così alla leggera, perché poi si rischia di romperli.... vero Artù??? Preparatevi anche a fare scoperte fuori dall'ordinario, cose che non immaginereste MAI! Derfel e Artù, come ogni essere umano poi, tendono a litigare e ad arrivare a non rivolgersi la parola, ma poi fanno pace, anche se, probabilmente, per certi comportamenti il perdono non andrebbe concesso... 
Nel complesso è ttuto descritto alla perfezione, come ogni libro di questa serie, quindi fossi in voi proverei a leggerla!


La mia valutazione
5


Alla prossima

Luce <3



„Tuo padre è Aelle - asserì Merlino tranquillo.
Lo guardai con stupore. - Come lo sai?
- Ce l'hai scritto in faccia, Derfel. Questa notte, quando ti ho visto arrivare dalla porta della palizzata, per essere uguale a lui ti mancava solo un grande mantello di pelle di orso.

Mi sorrise. - Ti ricordavo come un ragazzino serio serio, tutto domande, con un'espressione corrucciata, ma questa sera sei giunto come un guerriero degli dei, una terrificante creatura di ferro e d'acciaio, di scudo e pennacchio.“


lunedì 10 settembre 2018

Recensione serie "Excalibur", Bernard Cornwell

Autore: Bernard Cornwell
Titolo: Il cuore di Derfel (Excalibur #2)
Prezzo: cartaceo 8,51 e-book 6,99

Link d'acquisto: QUI




Serie Excalibur:
1)Il re d'inverno
2)Il cuore di Derfel
3)La torre in fiamme
4)Il tradimento
5)La spada perduta





Se la sorte della Dumnonia era segnata, quale importanza poteva avere il mio ritorno? E Nimue non era morta; lo sapevo perché la cicatrice mi pulsava. E se Merlino non si curava di lei, allora io non mi curavo di Gorfyddyd o di Aelle o dello spregevole Lancillotto e della sua ambizione di fare parte dei seguaci di Mitra. Amavo Nimue anche se lei non mi avrebbe mai amato e il giuramento di sangue mi obbligava a proteggerla. Perciò dovevo andare dove Merlino non era andato. All'Isola dei Morti.





Trama

Torna l'attesa voce di Derfel Cadarn, il guerriero fattosi monaco, un tempo protetto di Merlino e paladino fedele di Artù, per accompagnarci lungo un nuovo capitolo delle sue memorie, che lo vede impegnato a lottare su due fronti ugualmente insidiosi: l'amore e la guerra. Dopo aver affrontato i demoni dell'Isola dei Morti per liberare la sacerdotessa Nimue, Derfel è accanto al suo signore, Artù, nella sanguinosa battaglia contro il regno del Powys. Il re di quelle terre vuole infatti vendicare a caro prezzo l'offesa subita da sua figlia Ceinwyn, ripudiata da Artù che le ha preferito Ginevra. Artù e i suoi cavalieri riescono a vincere solo grazie ai poteri di Merlino, e si decide di sancire la ristabilita unità dei britanni celebrando l'unione tra Ceinwyn e Lancillotto. Neanche questa volta però è destino che il matrimonio della nobile fanciulla abbia luogo: durante la cerimonia di fidanzamento, Ceinwyn abbandona il promesso sposo e fugge con Derfel, di cui si è innamorata. Un amore che rischia di mettere a repentaglio il fragile equilibrio politico raggiunto a costo di molte, troppe vite umane...





Nimue balzò verso di me, sibilando, i denti scoperti, un occhio ridotto a livida orbita arrossata e l'altro rovesciato tanto da mostrare solo il bianco. Cercò di mordermi, mi graffiò, imprecò con voce stridula, tentò di cavarmi gli occhi.


"Nimue!" Gridai.
Soffiava, sbavava, lottava, cercava d'azzannarmi il viso.
"Nimue!"
Mi urlò un'altra imprecazione e con la destra mi afferrò per la gola. Aveva la forza dei pazzi e lanciò un grido di trionfo, mentre serrava la stretta.
Poi, di colpo, seppi cosa dovevo fare. Senza badare al dolore alla gola, le afferrai la mano sinistra e tenni la mia palma contro la sua, in modo che le cicatrici del nostro patto di sangue fossero a contatto.
Lentamente sentii diminuire la sua stretta. Lentamente l'occhio buono di Nimue si rigirò e fu ancora una volta lo specchio dell'anima della mia amata. Mi fissò e si bagnò di lacrime.
"Nimue", dissi, e lei mi si aggrappò al collo. Violenti singhiozzi le squassavano il petto. La tenni stretta, l'accarezzai, la chiamai per nome.
I singhiozzi rallentarono, infine cessarono. Restammo abbracciati per un bel pezzo. Poi sentii che Nimue muoveva la testa.
"Dov'è Merlino?" Mi domandò con voce sottile, da bambina.
"Qui in Britannia", risposi.
"Allora dobbiamo andare." Mi tolse le braccia dal collo e mi guardò il viso. "Ho sognato che saresti venuto."
"Ti amo", dissi. Non avevo avuto l'intenzione di dirlo, anche se era vero.
"Per questo sei qui", replicò lei come se fosse ovvio.
"Hai una veste?"
"Ho il tuo mantello. Non mi occorre altro, tranne la tua mano."
Strisciai fuori dalla grotta, rinfoderai la spada e avvolsi il mio mantello intorno al corpo livido e tremante di Nimue.
Lei infilò la mano in uno strappo del tessuto di lana, strinse la mia e insieme passammo fra i mucchietti di ossa e risalimmo l'altura fin dove il popolo del mare si era radunato a guardare.







Recensione

Buongiorno, qualche settimana fa sono riuscita a finire anche il secondo volume della serie Excalibur; la voce narrante è sempre quella di Derfel, fedele amico, compagno di avventure di Artù; nel primo volume abbiamo cominciato a conoscere la storia di Artù, qui si continua, quindi continuano anche le avventure di Derfel; Il cuore di Derfel si manifesta molte volte in questo romanzo, sia per la dedizione alla causa di Avalon ed alle sue tradizioni, sia per i suoi amori che si manifestano in modo schietto, onesto ed appassionato e che caratterizzeranno il futuro non solo suo ma di tutto il regno. Una miriade di luoghi e personaggi sono elencati nelle prime pagine ed insieme alle utilissime cartine geografiche saranno d’aiuto al lettore fino all’epilogo.
Devo dire che rispetto al romanzo precedente, e per fortuna! Merlino comincia ad avere un'importanza rilevante, ma è anche vero che sembra un vecchio pazzo alla ricerca di tesori, a detta sua, che riporteranno in Britannia gli antichi dei e il dio cristiano scomparirà, ma Derfel ci fa capire che forse, queste sono solo fantasie di un anziano e che non succederà mai. Artù è felicissimo della sua vita con Ginevra e  sempre più determinato a combattere i sassoni; ma nel corso del romanzo Derfel ci narra anche la sua ostilità con Lancillotto, il suo amore per la principessa del Powis (la stessa ragazza abbandonata da Artù, che come ben si sa, ha poi sposato Ginevra); se prima le ostilità con Lancillotto riguardavano le sue "abilità" con la spada, o per meglio dire, quella di scappare quando si tratta di combattere, le cose si complicano, quando Artù (sotto insistenza di Ginevra, che non aspetta altro) decide di far sposare Lancillotto e Ceinwyn, l che, come potrete ben immaginare scatena la gelosia del nostro protagonista e narratore; quindi: in questo romanzo i colpi di scena non mancano, ce ne sono talmente tanti da non riuscire a contarli e vi ritroverete sommersi da vari sentimenti a volte anche contrastanti. La magia è sempre più presente, man mano che si va avanti con i romanzi e questo da alla saga una marcia in più.
Ho adorato anche questo romanzo, proprio per i suoi colpi di scena continui e non vedo l'ora di andare avanti (cosa che sto già facendo a dirla tutta), con la saga, per riuscire a capire come andrà a finire.
Se siete fan di Artù, dei suoi cavalieri e tutto questo, non lasciatevi scappare la serie!


La mia valutazione
5

Alla prossima
Luce <3





"Ti supplico di risparmiare la vita a Derfel. Non è qui come spia, ma come emissario di pace."

"Non voglio la pace!" Gridò Gorfyddyd. "Non me ne faccio niente, della pace. Voglio vedere Artù piangere come un tempo pianse mia figlia! Lo capisci? Voglio vedere le sue lacrime! Voglio vederlo implorare come implorò mia figlia. Voglio vederlo strisciare, voglio vedere lui morto e i miei uomini soddisfatti della sua puttana. Nessun emissario di Artù è benvenuto qui e Artù lo sa! E tu lo sapevi!"
Gridò a me le ultime parole e mi puntò la spada al viso.
"Uccidilo! Uccidilo!"
Il druido Tanaburs, nella veste malamente ricamata, saltellava su e giù. Gli ossicini infilati nei suoi capelli sbattevano come fagioli secchi scossi in un vaso di coccio.
"Se lo tocchi, Gorfyddyd" disse una nuova voce nella sala, "la tua vita è mia. La seppellirò nella latrina della Rocca di Idion e chiamerò i cani a pisciarci sopra. Darò la tua anima agli spiriti bambini in cerca di giocattoli. Ti manterrò nelle tenebre fino al tramonto dell'ultimo giorno e poi sputerò su di te finché non comincerà la prossima epoca... E anche allora i tuoi tormenti saranno appena all'inizio."
Sentii la tensione scaricarsi come un'onda. Un solo uomo avrebbe osato parlare in quel modo ad un grande re: Merlino. Merlino!
Lo stesso Merlino che ora mi passò a fianco e con un gesto regale adoperò il bordone nero per spingere da parte la spada. Poi si accostò a Tanaburs e gli mormorò qualcosa all'orecchio. Il druido scappò urlando dalla sala.
Era proprio Merlino, che poteva cambiare aspetto come nessun altro. Amava fingere, confondere, ingannare. Poteva essere brusco, malizioso, paziente, nobile, ma quel giorno aveva deciso di comparire in gelida, semplice maestà. Non c'era sorriso sul suo viso abbronzato, non c'era traccia di gioia negli occhi infossati, solo un'aria di tale autorità e arroganza che gli uomini a lui più vicini caddero istintivamente in ginocchio e persino Gorfyddyd, già pronto a trapassarmi il collo, abbassò la spada.

lunedì 4 giugno 2018

Recensione serie "Excalibur"; Bernard Cornwell

Autore: Bernard Cornwell
Titolo: Il re d'inverno (Excalibur #1)
Prezzo: cartaceo 7,65 e-book 6,99

Link d'acquisto: QUI




Serie Excalibur:
1)Il re d'inverno
2)Il cuore di Derfel
3)La torre in fiamme
4)Il tradimento
5)La spada perduta





Trama
Anno del Signore 480: dopo secoli di dominio romano, la Britannia ha finalmente conquistato l'indipendenza, ma libertà non significa necessariamente pace: forze oscure tramano nell'ombra e i sassoni si sono già impadroniti dei territori a est dell'isola. Il vecchio re Uther Pendragon, il Drago Rosso, è ormai prossimo alla morte, e il suo unico erede legittimo, il nipote Mordred, non è che un bimbo di pochi mesi, nato storpio nel cuore dell'inverno. L'unico in grado di riunire il paese contro i sassoni è Artù, leggendario guerriero detentore della magica spada nella roccia, forgiata nell'Oltretomba dal dio Gofannon e donatagli da Merlino, affinché riporti pace e giustizia nel regno. Un regno che Artù conosce bene: lì ha passato gli anni migliori della sua vita, ha combattuto e si è guadagnato la venerazione dei compagni. Il cammino verso la pace però è costellato di insidie, e quando incontra la bella Ginevra, nobildonna senza più terra né ricchezze, le cose precipitano irrimediabilmente: Artù si ritrova circondato da nemici su tutti i fronti, e sembrano sul punto di infliggere alla Britannia il colpo di grazia...



Spezza, magica spada, l'età del gelo! 


Fu nel cuore dell'inverno che la storia di Artù ebbe inizio. Io lo ricordo. Io ero là.





Recensione


Buongiorno a tutti, buon inizio settimana e bentornati sul blog con una nuova recensione! Oggi vi parlo della serie Excalibur di Bernard Cornwell, chiaramente partendo dal primo volume, ossia Il Re d'inverno; tanto per cominciare: no, il Re d'inverno NON E' Artù, è quel pazzo, zoppo e scassapalle di Mordred, figlio di Mordred (morto in battaglia) e Norwenna, nonché nipote di Uther Pendragon, che guarda caso è anche il padre di Morgana e Artù (i suoi figli bastardi, come lo sono gli altri due o tre di cui però ce ne freghiamo bellamente, visto che non sono loro i protagonisti della storia). Detto questo: SCORDATEVI l'Artù, il Merlino, Morgana e compagnia bella delle leggende, perché questi sono sì loro, ma vengono descritti, GIUSTAMENTE, come persone umane, con sentimenti, debolezze e forze uguali a chiunque di noi; tutta la pentalogia è descritta dal punto di vista di Derfel, al momento della narrazione, diventato monaco e senza una mano, ma che è stato presente a tutto ciò che leggerete in ogni libro della serie.
Derfel scrive le sue memorie sotto richiesta della sua regina Igraine (che chissà come mai, ha lo stesso nome della madre di Artù, ma ovviamente NON E' LEI!), visto che Igraine adora sentirlo parlare di Artù; i due, visto che sono in un monastero, sono costretti a mentire a padre Sansum (che per loro fortuna NON SA leggere), così padre Sansum crede che Derfel stia scrivendo i santi Vangeli, ma come ogni lettore ben sa, ciò che viene narrato da Derfel NON HA decisamente a che fare con nostro Signore Gesù Cristo.
Sto andando per le lunghe e non sto scrivendo niente di concreto; quindi: le vicende partono dall'infanzia di Derfel, cresciuto, come la maggior parte dei ragazzi, all'Isola di Cristallo, anche conosciuta come la casa di Merlino; con lui c'è Nimue, la sua migliore amica, che col tempo si rivelerà essere, come Morgana, una Profetessa degli dei, studentessa e AMANTE di Merlino; mentre Morgana, ha subito UNA SOLA delle tre ferite, quella al corpo, che nel suo caso è metà faccia bruciata da un incendio (ed eccovi spiegato come mai Morgana giri SEMPRE con una maschera in faccia), Nimue subirà tutte e tre le ferite: al corpo, all'orgoglio e alla mente. Vi state chiedendo dove sono Ginevra e Lancillotto? Ci sono, ci sono! Ma la verità è che in questo racconto, originariamente Artù, doveva sposare qualcuno che NON E' Ginevra; doveva sposare Ceinwyn per mantenere la pace tra i regni; ma si sa com'è la storia, o meglio la leggenda, e infatti, durante il fidanzamento, Artù alza lo sguardo e vede Ginevra; da lì, lo scatafascio, ossia: ciao ciao fidanzamento originale, e al via il matrimonio segreto con Ginevra, il che ci porta dritti dritti alla guerra. La rilettura, parecchio originale, del ciclo Arturiano che ci propone Cornwell, getta nuova luce stuzzicante sul mondo Arturiano; se come me, avete sempre dato per scontato che Lancillotto fosse il più onorevole tra i cavalieri e che Ginevra fosse una vittima del proprio cuore, qui, come ho già detto, i personaggi sono molto più umani, attribuendogli debolezze e difetti, oscurando l'aura di fascino e perfezione che ogni personaggio ha ricevuto nei secoli. Merlino viene descritto come un vecchio pazzerello che va alla ricerca dei talismani del potere per far tornare in tutta la Britannia gli antichi dei, e forse un po' pazzo lo è Merlino, ma del resto lo è sempre stato in ogni storia che abbiamo letto su di lui, o no?
Per quanto diverse dal nostro immaginario siano le descrizioni, in questa serie, devo dire che nella saga di Cornwell le vicende mi sembrano decisamente più verosimili, visto che sono in parte documentate; è chiaro che i personaggi sono inventati, ma un fondo di verità c'è sempre in ogni libro, no?
Ho adorato questo primo volume come la prima volta che l'ho letto e non vedo l'ora di andare avanti con la serie, perché so che non è finita qui; Derfel non ha finito di raccontare, perché c'è tanto altro oltre a ciò che ho appena finito di leggere.
Vi consiglio vivamente di leggere questa saga, perché come ho detto, troverete personaggi molto più umani del previsto, con ogni debolezza e forza prevista da ogni essere umano.


La mia valutazione
5


Alla prossima
Luce <3