venerdì 4 settembre 2026

Recensione "Tokyo Express", Seicho Matsumoto

 


Autore: Seicho Matsumoto

Titolo: Tokyo Express

Prezzo: 11,40   e-book 6,99

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Trama

In una cala rocciosa della baia di Hakata, i corpi di un uomo e di una donna vengono rinvenuti all’alba. Entrambi sono giovani e belli. Il colorito acceso delle guance rivela che hanno assunto del cianuro. Un suicidio d’amore, non ci sono dubbi. La polizia di Fukuoka sembra quasi delusa: niente indagini, niente colpevole. Ma, almeno agli occhi di Torigai Jutaro, vecchio investigatore dall’aria indolente e dagli abiti logori, e del suo giovane collega di Tokyo, Mihara Kiichi, qualcosa non torna: se i due sono arrivati con il medesimo rapido da Tokyo, perché mai lui, Sayama Ken’ichi, funzionario di un ministero al centro di un grosso scandalo per corruzione, è rimasto cinque giorni chiuso in albergo in attesa di una telefonata? E perché poi se n’è andato precipitosamente lasciando una valigia? Ma soprattutto: dov’era intanto lei, l’amante, la seducente Otoki, che di professione intratteneva i clienti in un ristorante? Bizzarro comportamento per due che hanno deciso di farla finita. Per fortuna sia Torigai che Mihara diffidano delle idee preconcette, e sono dotati di una perseveranza e di un intuito fuori del comune. Perché chi ha ordito quella gelida, impeccabile macchinazione è una mente diabolica, capace di capovolgere la realtà. Non solo: è un genio nella gestione del tempo.
Con questo noir dal fascino ossessivo, tutto incentrato su orari e nomi di treni – un congegno perfetto che ruota intorno a una manciata di minuti –, Matsumoto ha firmato un’indagine impossibile, ma anche un libro allusivo, che sa con sottigliezza far parlare il Giappone.

Recensione

Il libro si snoda tutto su un suicidio/omicidio per la cui spiegazione, i lettori, devono dipanare una matassa di coincidenze ferroviarie che alla lunga tolgono molto della sorpresa che un giallo può riservare. I colpi di scena con gli orari dei treni non sono proprio cosa facile da scrivere...

Le cose vengono svelate poco alla volta così come le riesce a ricostruire l'ispettore, ma il "corredo ambientale" è talmente asciutto che manca tutto il rumore di fondo che inevitabilmente una vicenda come questa avrebbe. False piste, informazioni che non c'entrano nulla con il caso, ambientazioni, ecc...

Nei gialli il rumore di fondo è essenziale perché è quello che conduce il lettore a speculare su ipotesi diverse e quindi lo tenta di andare fuori strada e lo sfida a trovare l'ago nel pagliaio della "vera pista".

Qui invece tutto è "essenziale", ci sono cioè solo le informazioni che servono al caso e tutto il resto viene tagliato fuori.

Alla fine è abbastanza agevole (scontato) arrivare prima dell'ispettore alla soluzione anche se... alcune informazioni sono celate (scorretto) e gli ultimi tasselli li mette a posto l'autore che fa spiegare il caso all'ispettore in una lettera inviata ad un suo collega. Impossibile per il lettore arrivarci perché mancano interi pezzi di informazione.

La sensazione è che l'autore si sia stancato strada facendo di scrivere il romanzo e che abbia alla fine tagliato corto utilizzando l'espediente della lettera per chiudere i punti rimasti aperti perché sarebbe stato oltremodo noioso andarli a chiudere tutti con una dinamica narrativa e priva di vere sorprese.

Il libro comunque è piacevole e si legge in un paio di sere, a meno che non siate lavoratori come me, che ci  ho messo qualche giorno :D



La mia valutazione


Alla prossima


Luce <3

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