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martedì 25 febbraio 2025

Recensione trilogia "L'ombra del corvo", Anthony Ryan

 

Autore: Anthony Ryan

Titolo: La regina di fuoco

Serie: L'ombra del corvo #3

Prezzo: 16,05 e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Trilogia "L'ombra del corvo":

1)Il canto del sangue

2)Il signore della torre

3)La regina di fuoco


«Pazza?» 
Il buonumore dell'imperatrice tornò e la sua spada si abbassò un po' mentre rideva. 
«Cosa pensi che sia il mondo se non un interminabile sfoggio di pazzia? Fare guerra è pazzia. Cercare il potere è pazzia.» 
Rise più forte, spalancando le braccia. «E la pazzia è magnifica!»


Trama

Dopo aver combattuto fin quasi alla morte, la regina Lyrna è determinata a scacciare l’esercito invasore volariano e riconquistare l’indipendenza del Regno Unificato. Ma per portare a compimento i propri piani, stavolta non le basterà radunare le forze a lei fedeli. Dovrà scendere a patti con coloro che sono in possesso del dono del Buio, esseri ripugnanti che ha sempre detestato, e condurre la guerra alle porte delle fortezze nemiche. Adesso più che mai, l’esito della battaglia e il destino del regno poggiano sulle spalle di Vaelin Al Sorna, il Signore della Torre delle Lande Settentrionali. La prova che sarà chiamato ad affrontare si rivelerà la più ardua. L’esercito volariano ha un nuovo misterioso alleato, una forza in grado di governare l’oscurità e donare l’immortalità a chi promette di servirla. Vaelin Al Sorna dovrà sconfiggere un nemico mai affrontato prima, che non può essere ucciso, ed è chiamato all’impresa proprio quando il Canto del Sangue, il mistico potere che lo ha reso un invincibile guerriero, sembra destinato a tacere per sempre...

Il capitolo conclusivo di una trilogia epica: uno scontro avvincente, incalzante, fantastico.


L’Alleato è qui, ma sempre e solo come un’ombra, una catastrofe inspiegabile o un omicidio commesso su ordine di uno spirito oscuro e vendicativo. Separare la verità dal mito spesso è un compito infruttuoso.»



Recensione

In questo capitolo conclusivo, Vaelin Al Sorna, si ritrova con il canto ormai perduto e con i Volariani ormai cacciati dal Regno Unificato. Il Regno verrà portato a tanti cambiamenti radicali come, ad esempio, il ricorso alle persone che hanno dei doni o, semplicemente, coloro che sono stati toccati dal Buio e che, prima dell’invasione volariana, venivano perseguitati.

L’Alleato è qui, ma sempre e solo come un’ombra, una catastrofe inspiegabile o un omicidio commesso su ordine di uno spirito oscuro e vendicativo. Separare la verità dal mito spesso è un compito infruttuoso.»

Ogni personaggio, che abbiamo imparato a conoscere e ad amare, dovrà convergere da fronti diversi per colpire Volar, dove l’imperatrice sanguinaria regna in possesso di una forza oscura. Lyrna, la regina del Regno Unificato, creerà un esercito immenso, mai radunato prima.

I nostri nemici sono giunti su queste coste portando schiavitù, sofferenza e morte, ma ci hanno recato anche un dono, uno di cui si pentiranno per l’eternità. Ci hanno forgiato in quell’unità che ci è sfuggita per così tanto tempo. Ci hanno reso un’unica lama di acciaio indistruttibile puntata dritta verso il loro cuore nero, e con voi al mio fianco io lo vedrò sanguinare!»

Mi sono affezionata a molti dei personaggi alcuni all’inizio li ho trovato antipatici, ma con il proseguire nella lettura, l’autore ha la capacità di mostrare veramente com’è un personaggio. Non è un semplice trilogia con lotte fra il Bene e il Male. È un romanzo in cui , i valori delle persone, vengono spinte al massimo: c’è fedeltà,  onore, religione, amore. Già, l’amore, un sentimento che potremmo pensare non potesse nascere in tempi così bui come quelli narrati nei romanzi…

«Alucius mi ha detto che mi amava» disse Alornis attirando il suo sguardo. Teneva stretta la sua coperta, sbattendo le palpebre mentre il vento le strappava le lacrime dagli occhi, facendole scorrere sulla sua pelle pallida come argento fuso. «Lo schiavo liberato venne da me con un messaggio, il suo ultimo messaggio. Diceva che mi amava e implorava perdono per non avermelo detto prima. Diceva di aver fatto molte cose di cui si pentiva, ma che quella era la peggiore. E mi chiedeva di non odiare, Vaelin. Diceva che c’era già abbastanza odio in questo mondo e che lui voleva guardarmi dall’Aldilà e vedere almeno una persona che non ne fosse influenzata. Ma non ho potuto... L’hanno ucciso, e io li ho odiati, e li ho bruciati.»

In questo capitolo finale della trilogia de “L’Ombra del Corvo”, Vaelin Al Sorna non sarà l’unica leggenda vivente che dimostrerà il suo valore. Ci saranno Reva, Alornis, Lyrna, Frentis e tanti altri. Ma le pagine saranno anche piene di tanto dolore, da tante perdite. Ecco perché, ogni volta che finisco una trilogia/serie, mi sento come se avessi perso un pezzo di me: perché i personaggi mi entrano dentro e li considero parte della mia famiglia (ben sapendo, sia chiaro, che in realtà, non esistono).

I Sette non sono come altri uomini. Si muovono e combattono come uno solo, come se ciascuno sentisse i pensieri degli altri. Tuttavia, i Rotha avrebbero prevalso se non avessero avuto altri poteri. Uno poteva uccidere con un unico tocco, un altro aveva il potere di bloccare il cuore di un uomo con la paura.

Nuova creature oscure faranno la loro comparsa. Ad opporsi a loro ci sarà tutto il Regno Unificato, per la prima volta nella storia, unito veramente sotto il comando di una regina, Lyrna. 
I personaggi per i quali ho provato emozioni veramente forti sono:

Reva: all’inizio la consideravo un po’ fastidiosa, ma poi è diventata una della donne che più ho stimato nel romanzo. Una donna capace di alzarsi da ogni colpo e uscirne sempre più forte.
Vaelin Al Sorna: un uomo, un unico uomo, capace di infondere valore e onore nelle persone; capace di farsi seguire da un esercito, di fratelli della Fede, che sarebbe morto per lui, prima dell’arrivo della regina Lyrna che ha unito un intero Regno.
Frentis: fratello appartenente al Settimo Ordine, che ha subito tanto dolore sotto la potenza del vincolo. Anche lui ha messo a ferro e fuoco l’esercito volariano.



Per ognuno di questi personaggi ho perso un pezzo di cuore e mi mancheranno tanto. Senza nulla togliere agli altri personaggi.

«Sei venuta a bruciare tutto quanto. Tu sei la regina di fuoco.»

In questo capitolo non mancheranno scontri epici e, strano a dirsi, poetici. Poetici perché pur parlando di guerre per il dominio, l’autore riesce a far vedere al lettore,  con gli occhi della mente, l’epicità degli scontri. Scene che ti tengono incollato alle pagine.

Vaelin continuò a correre, abbattendo qualunque Volariano tentasse di bloccargli la strada. La spada guizzava con la grazia terribile e agile che aveva creduto perduta, parando e uccidendo mentre si muoveva senza alcuna decisione cosciente. Forse non è mai stato il canto, pensò cupamente, evitando con un passo laterale l’affondo di una Spada Libera e muovendosi alle sue spalle per squarciargli la nuca. Non hai bisogno di un canto per essere un assassino.

È una delle più belle trilogie fantasy che abbia mai letto e se ho rivelato qualche dettaglio in più è per far capire quanto è bella, e per cercare di trasmettervi le emozioni che ho provato nella sua lettura. 



La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3


Vaelin continuò a correre, abbattendo qualunque Volariano tentasse di bloccargli la strada. La spada guizzava con la grazia terribile e agile che aveva creduto perduta, parando e uccidendo mentre si muoveva senza alcuna decisione cosciente. Forse non è mai stato il canto, pensò cupamente, evitando con un passo laterale l’affondo di una Spada Libera e muovendosi alle sue spalle per squarciargli la nuca. Non hai bisogno di un canto per essere un assassino.


martedì 21 gennaio 2025

Recensione trilogia "L'ombra del corvo", Anthony Ryan

 

Autore: Anthony Ryan

Titolo: Il Signore della Torre

Serie: L'ombra del corvo #2

Prezzo: 18,90  e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Trilogia "L'ombra del corvo":

1)Il canto del sangue

2)Il signore della torre

3)La regina di fuoco



<< Segui il tuo canto, Lamabuia, pensò lei. Io creerò il mio.>>

Trama

Dopo anni di prigionia nell’Impero Alpirano, Vaelin Al Sorna è tornato nel Regno. Non è più il guerriero al servizio della Fede che era un tempo: ha deciso di abbandonare l’Ordine cui apparteneva e ora la sua spada è avvolta in un fagotto di tela, per non essere più usata.
Ma anche il Regno è cambiato: sul trono che fu del cospiratore e guerrafondaio Janus, ora siede suo figlio Malcius, intenzionato a costruire palazzi, strade e ponti, e anche più tollerante verso i diversi orientamenti religiosi; nel frattempo sua sorella, la principessa Lyrna, sta andando a stipulare una pace con i selvaggi Lonak.
Il re nomina Vaelin Signore della Torre delle Lande Settentrionali e lo invia a nord per governare quelle terre. Ma nel frattempo una nuova minaccia sta sorgendo, un’invasione pianificata da lungo tempo da una forza al di là dell’oceano, intenzionata a spazzar via il Regno. E per fronteggiarla, Vaelin, guidato dal canto del sangue, il dono magico che gli scorre nelle vene, sarà costretto dopo molto tempo a rimettere mano alla spada.

Dopo il Canto del sangue, Anthony Ryan conferma il suo grande talento narrativo con il secondo capitolo del ciclo L’Ombra del Corvo.


<< "La crudeltà è in noi. Ma loro l'hanno resa una virtù." >>


Recensione

Sorprendentemente, Il signore della torre è un romanzo corale, in netta opposizione col primo, dove Vaelin era l'unico protagonista e narratore. I personaggi che si alternano a raccontarci questo nuovo segmento di storia ci sono già noti (a parte uno) e ci permettono di approfondire parti della vicenda che, altrimenti, avremmo ignorato.
Ancora una volta, lo storico Verniers prende la parola e ci racconta, da un futuro purtroppo non così lontano, che cosa sta accadendo: l'impero volariano ha invaso in forze il Regno, portando morte e terrore, schiavizzando la popolazione, imponendo un nuovo regime di brutalità a una terra mai del tutto quieta. A opporsi, ultimo baluardo di ribellione e speranza, la città cumbraeliana di Alltor, ispirata da una misteriosa "regina di fuoco".

Una giovane dai capelli rossi e una missione pericolosa segue un uomo, che presto riconosciamo come Vaelin Al Sorna. Ci viene presentata come Reva e di lei non sappiamo che quel poco che, capitolo dopo capitolo, riusciamo a estrapolarle. Scopriamo del suo passato difficile e doloroso, scopriamo che ha un segreto di cui si vergogna, sappiamo che ha un compito, che la porta a mescolare la propria esistenza con Vaelin. Ma chi ha letto Il canto del sangue sa bene che è impossibile incontrare Vaelin e rimanere indifferenti: le solide certezze di Reva vacillano e la sua decisione di portare comunque a compimento ciò che si era prefissata la porterà in luoghi inaspettati, fra persone che non pensava avrebbe mai conosciuto. Il suo diventa, nel perfetto stile del romanzo di formazione, un viaggio soprattutto in sè stessa, una crescita e una presa di coscienza graduali ma costanti, che culmineranno nella totale accettazione di sè stessa.

<< "La crudeltà è in noi. Ma loro l'hanno resa una virtù." >>

Abbiamo lasciato Frentis, alla fine del primo libro, schiavo dei volariani e tale lo ritroviamo agli inizi del secondo, cinque anni dopo. Anni che si sono fatti sentire e che hanno reclamato un prezzo, ma che nulla hanno fatto presagire del male futuro.
Quella di Frentis, a mio parere, è la parte più tragica e angosciante del libro. Ciò che è costretto a fare, il senso di impotenza e l'odio furioso, l'amore malato e ossessivo che gli viene imposto. Tutto questo lo cambia, profondamente, fino a non capire quanto quel male gli sia entrato in profondità, quanto gli abbia insozzato l'animo, quante delle cicatrici che gli istoriano il corpo siano affondate, lentamente, fino allo spirito, segnandolo in profondità.
È stato difficile leggere della sorte capitata a Frentis e rendersi conto del rancore e dell'amarezza che inquinano la mente di quello che ricordo ancora come un ragazzetto che cercò di rubare, un giorno, il borsello a Vaelin.


<< "Qualcosa è cambiato in te, Lyrna Al Nieren. Mi domando se fosse colpevolezza, qualche crimine commesso lontano dalla vista dell'ilvarek? Così terribile che la colpa ha forgiato una nuova sfaccettatura per la tua anima." >>

Lyrna è tornata ma non è più quella che abbiamo conosciuto Nel Canto del Sangue. Quella che ritroviamo, è una Lyrna diversa. Sempre acuta e intelligente, acculturata e scaltra, ma meno spietata, meno manipolatrice. Qualcosa, in questi cinque anni, è successo. Qualcosa che le pesa sul cuore e che l'ha cambiata.
La parte che riguarda Lyrna è incredibilmente interessante. Finalmente libera di esprimersi, la bella principessa riesce a conquistare il cuore dei suoi lettori e, se anche non dovesse farcele, non potrebbe che strappare comunque al lettore un rispetto meritato. 
Ryan non le darà tregua, colpendola continuamente. Ogni volta, però, riuscirà a rialzarsi, mostrandosi di volta in volta nemica temibile, donna coraggiosa, audace regnante. Ogni volta qualcuno la sfida e ogni volta, unicamente grazie alla sua intelligenza vivissima e al suo carisma (non è certo una guerriera!) riuscirà a fronteggiare l'avversario e a uscirne, se non vittoriosa, almeno migliore, più matura.

<< "Tutti paghiamo un prezzo per i nostri doni." >>

Infine, Vaelin. Meno protagonista, meno presente, ma non per questo meno carismatico e centrale per la trama. La guerra con l'Impero alpirano l'ha segnato: stanco di armi e sangue, decide di tornare a casa, per chiudere ciò che ha lasciato in sospeso. Il re, ancora una volta, ha però diverse disposizioni per lui, che ancora una volta deve cedere al ricatto di un Al Nieren e recarsi in un luogo dove nessuno lo vuole e dove solo con molta difficoltà riuscirà a guadagnarsi il rispetto che merita.
Contemporaneamente, Vaelin approfondisce la conoscenza del suo dono, il canto che gli scorre nelle vene e che lo rende temibile per un oscuro nemico che tarda a palesarsi, preferendo invece inviare i suoi micidiali servitori.

Questo secondo romanzo mi è piaciuto quanto il primo, se non di più. Certo, è diverso. Non solo perchè i protagonisti moltiplicano, ma anche perchè i valori fondanti del primo libro vengono abbandonati: non c'è più quel senso di fratellanza che univa Vaelin con gli altri giovani del Sesto Ordine. Ormai sono cresciuti e la vita riserva a ognuno di loro una strada diversa, non sempre facile, e che li porterà ad allontanarsi e a intraprendere ognuno il proprio cammino personale. 
Non è più un romanzo di formazione. Ormai Vaelin è un uomo e sa bene ciò che vuole e ciò che non vuole. Allo stesso modo Lyrna e Frentis sono adulti e formati e affrontano da tali i propri demoni.
Ryan non si smentisce: ancora una volta ci offre un romanzo crudo, dove sangue, terrore e morte si affiancano a coraggio e speranza. Forse ancora più cupo del suo predecessore, Il signore della torre affronta varie tematiche che colpiscono sempre: la schiavitù, il prezzo che si paga per ottenere ciò che si desidera, la lotta per essere sè stessi. Fra questi temi più convenzionali, troviamo anche quello dell'omosessualità, una scelta che mi ha piacevolmente sorpresa e che ha fatto decisamente guadagnare dei punti allo scrittore.
Questo è un romanzo rosso di sangue e i protagonisti devono prendere durissime decisioni in tempi disperati. Non c'è spazio per il buonismo nella storia raccontata da Ryan, solo per una strenua lotta per la sopravvivenza e per la libertà, una lotta che possiamo comprendere, e condividere, tutti.


La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3


<< "Qualcosa è cambiato in te, Lyrna Al Nieren. Mi domando se fosse colpevolezza, qualche crimine commesso lontano dalla vista dell'ilvarek? Così terribile che la colpa ha forgiato una nuova sfaccettatura per la tua anima." >>

sabato 21 dicembre 2024

Recensione trilogia "L'ombra del corvo", Anthony Ryan

 


Autore: Anthony Ryan 

Titolo: Il canto del sangue 

Serie: L'Ombra del Corvo #1

Prezzo: 18,90 e-book 9,99

Link d'acquisto: QUI


Trilogia "L'ombra del corvo":

1)Il canto del sangue

2)Il signore della torre

3)La regina di fuoco



Trama 

Pochi mesi dopo la morte della madre, l’undicenne Vaelin Al Sorna viene portato da suo padre alla Casa del Sesto Ordine, una confraternita di guerrieri devoti alla Fede, che diventerà la sua nuova famiglia. Sulle prime il ragazzo si sente tradito dal proprio genitore, ma la sua tempra forte lo aiuta ad affrontare l’addestramento severo e le terribili prove a cui tutti i membri dell’Ordine vengono sottoposti. Ma per Vaelin e i suoi fratelli, diventati temibili guerrieri, il futuro ha in serbo molte battaglie in un Regno dilaniato da dissidi e il cui sovrano nutre mire di espansione. E tra segreti e complotti, il giovane dovrà fare i conti con la sua voce interiore, un canto misterioso che lo guida, lo avverte del pericolo, lo rende immune alla fatica, sensibile alle voci della foresta. Il canto è un dono del Buio, può ardere o spegnersi, non proviene da nessuna parte e non può essere insegnato: solo occorre affinarne il controllo, esercitarlo, perfezionarlo. Il canto è Vaelin stesso, il suo bisogno, la sua caccia. E presto gli rivelerà che la verità può tagliare più a fondo di ogni spada.


L’Ordine ha molti fratelli, tutti diversi, tutti che trovano il proprio sentiero nella Fede. Non illuderti che l’Ordine sia pieno di uomini virtuosi, che passano ogni momento libero a prostrarsi per i defunti. Siamo soldati, ragazzo. La vita di un soldato è dura, breve nel piacere e lunga nel dolore. 


Recensione


Il libro, primo di una trilogia già conclusa e perfino tutta tradotta (che io sto ascoltando su audible), parte con un flash-back: Vaelin racconta allo storico Verniers la sua versione dell'invasione all'impero alpirano da lui guidata e, facendo questo, ci ritroviamo risucchiati nel tempo, a quando il temibile e odiato guerriero con cui parla Verniers non era altro che un undicenne spaventato abbandonato dal padre sulla soglia del Sesto Ordine, pronto per essere affinato e temprato in anni di durissimo addestramento.

<< "Acciaio e sangue sono tutto ciò che costituirà il vostro futuro. Capite?">>

Queste le parole con cui vengono accolti Vaelin e i suoi compagni che si dimostreranno veritiere. Nel Sesto Ordine non esiste famiglia e non esiste passato, solo un presente di privazioni e un futuro affilato come una spada. Le prove da superare sono tante, spietate e inflessibili. 
Quella che ci racconta Ryan, però,  non è una storia di odio, ma una storia di fratellanza e solidarietà, la storia di come le difficoltà abbiano indurito ma, allo stesso tempo, unito un gruppo di ragazzi che, altrimenti, molto poco avrebbero avuto da spartire l'uno con l'altro.
Vaelin è l'assoluto protagonista di questo primo libro. Fin dai suoi primissimi anni nell'Ordine capiamo che per lui è riservato un destino speciale, ma anche un pericolo mortale. Molteplici sono le figure che si muovono attorno a lui e molte sono le perdite che fin dall'inizio deve subire, i compromessi a cui deve scendere. Addestrato per essere un mortale guerriero, Vaelin ha in sè qualcosa di più, ma che verrà svelato solo con lo scorrere delle pagine (o della voce narrante).
Accanto a lui troviamo i suoi amici. Tutti sono ben caratterizzati e subito riconducibili alla memoria per qualche aneddoto o peculiarità che li rendono unici e insostituibili. Fra di loro Vaelin spicca come un capo, perché tale è il suo ruolo. Come capo deve addossarsi la responsabilità dei loro destini e di una conoscenza che avrebbe preferito rimanesse segreta.

<< "Il valore di un libro risiede nella conoscenza che contiene, e la conoscenza è sempre una cosa pericolosa.">>

Uno dei personaggi più intriganti è senza dubbio la principessa Lyrna Al Nieren. Bellissima, scaltra, manipolatrice e spietata, è legata a vaelin da un rapporto di odio e amore, desiderio e sfiducia. Spero che nei prossimi libri il suo personaggio assuma più rilevanza e che lei e Vaelin formino una coppia, nonostante la figura di un altro importante personaggio femminile. Ciò che più mi è piaciuto di Lyrna è che è uno degli unici personaggi che riesce a confrontarsi con Vaelin su un piano di parità, che è una donna estremamente intelligente e determinata ad andare oltre il ruolo di procreatrice che la società vorrebbe imporle e che, per perseguire i suoi intenti, sia disposta ad essere bugiarda e spietata a un tempo, mostrandosi temibile quanto il suo formidabile padre, vero ragno tessitore.

Il libro copre un considerevole arco di tempo e si focalizza unicamente su Vaelin, protagonista che, come già detto, non può non conquistarsi un posto nel cuore di ogni lettore. Ryan ci prepara un'ambientazione dal sapore "martiniano", seppur corretta con quella giusta quantità di zucchero da rendermela perfettamente digeribile; il suo stile è quel sapiente dosaggio di umorismo e drammaticità da avvincere il lettore. La storia si chiude quando ancora pochi misteri sono stati svelati e ci lascia con la voglia divorante di proseguire con il secondo e con il terzo, altri due bei mattoncini come piacciono a me. 


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


Ma la mia gente lo conosceva soltanto con un nome, ed era questo a risuonarmi di continuo nella testa la mattina che lo portarono ai moli: Uccisore di Speranza. Presto morirai e io sarò lì ad assistere. Uccisore di Speranza.