Rintaro, rimasto orfano dopo la separazione dei genitori e la morte della madre, è stato cresciuto dal nonno. Egli è un ragazzo delle superiori timido e riservato, un hikikomori, ovvero una persona che ha scelto di isolarsi dal mondo, e l’improvvisa morte del nonno è ciò che lo porterà a tagliare ogni ponte che gli rimane con le altre persone. Smetterà di andare a scuola e si rinchiuderà nella Libreria Natsuki, l’affascinante libreria dell’usato che il nonno gli ha lasciato in eredità.
Rintaro ha sempre amato questo luogo che per lui è sempre stato un rifugio e proprio nella penombra del fondo del negozio comparirà un misterioso gatto parlante che chiederà il suo aiuto per “salvare i libri”. Accompagnato dal gatto e da un’altra compagna di avventure, Rintaro dovrà addentrarsi in diversi labirinti per riuscire nell’impresa e scoprire qual è il vero potere dei libri.
“Il gatto che voleva salvare i libri” è infatti un libro metaletterario che parla di libri e soprattutto di cosa significhi amarli dal profondo del cuore e di quanto sia importante saperli ascoltare, non fermandosi alla superficie. Percorrendo nella libreria un magico corridoio di libri in compagnia di un gatto parlante, giungeremo in labirinti in cui incontreremo diversi personaggi che amano i libri, il cui amore per essi è però degenerato a causa della società in cui vivono. La mancanza di tempo, la ricerca della fama e dell’approvazione altrui e la sete di potere e soldi hanno corrotto la loro passione per la lettura. Che cosa significa quindi amare i libri? Cosa è necessario fare per salvare la loro anima? Ma soprattutto, qual è il vero potere dei libri? Essi non sono costituiti solo di carta, ma la loro anima racchiude qualcosa di molto più prezioso. Essi sono in grado di appagare la nostra sete di sapere e la nostra curiosità, sono in grado di farci emozionare e sognare, ma non solo questo. Come scoprirete leggendo questa storia, essi possiedono un potere molto più grande.
Nel libro avverrà inoltre una vera e propria crescita del protagonista: per portare a termine la sua missione, Rintaro dovrà non solo comprendere cosa sia per lui la lettura e cosa racchiuda il suo amore per i libri, ma anche affrontare il dolore per la morte del nonno e le sue paure, trovare il coraggio di riprendere in mano la propria vita.
«I libri ci regalano tante cose: conoscenze, idee, valori, visioni del mondo. Fa piacere venire a sapere tutto quello di cui eravamo all’oscuro, ed entrare in contatto con modi di pensare completamente nuovi è davvero eccitante. Ma lui credeva che ci fosse qualcosa di ancora più importante, un potere immenso.»
“Il gatto che voleva salvare i libri” di Sosuke Natsukawa è un libro che ho adorato: semplice e scorrevole, è una storia che dovrebbero leggere non solo coloro che sono accomunati dalla passione per la lettura, ma anche coloro che l’hanno perduta e coloro che non l’hanno ancora scoperta. I libri hanno un’anima molto speciale e il potere più grande di tutti.
“Il gatto che voleva salvare la biblioteca” è un romanzo che conquista per la sua trama avvincente e ricca di colpi di scena. L’autore, Sosuke Natsukawa, crea un mondo fantastico e suggestivo, dove la realtà si mescola alla magia in modo armonioso. I personaggi sono ben delineati e complessi, con i loro tormenti e le loro speranze. La storia è una riflessione profonda sull’importanza della lettura e sul potere che i libri hanno di arricchire la nostra vita e di aiutarci a superare le difficoltà.
Lo stile di Natsukawa è semplice e scorrevole, ma evocativo, che riesce a trasportare il lettore in un mondo magico, adatto a lettori di tutte le età. La narrazione è vivace e ricca di descrizioni evocative, che trasportano il lettore all’interno della storia. Le descrizioni dettagliate e le metafore poetiche arricchiscono la narrazione, rendendo ogni pagina un piacere da leggere.
Ho trovato il libro piacevole e scorrevole, con una trama interessante e dei personaggi ben sviluppati. Tuttavia, ho trovato che la storia mancasse un po’ di originalità e che alcuni dei colpi di scena fossero prevedibili. Inoltre, lo stile di scrittura, pur essendo piacevole, non mi ha particolarmente colpito. Sebbene l’idea di base e la premessa siano molto intriganti, alcuni elementi della trama possono risultare prevedibili e certi passaggi possono sembrare un po’ affrettati. Tuttavia, la bellezza dell’ambientazione e la profondità dei messaggi trasmessi compensano queste piccole pecche.
Nonostante queste piccole critiche, “Il gatto che voleva salvare la biblioteca” è un libro che consiglio a chi cerca una lettura leggera e divertente, che rifletta anche su temi importanti come l’amore per i libri e il potere dell’immaginazione.
Spesso, il libro mi ha ricordato “La storia infinita”, dove il “Nulla” divorava Fantàsia. Ne”Il gatto che voleva salvare la biblioteca” l’immaginazione è vista come un pericolo dagli uomini grigi e i libri sono pericolosi e devono essere bruciati (rabbrividisco solo al pensiero).
“Tu non sei da sola in questo mondo. Per cui, quando ne hai la necessità, basta che tu ti faccia aiutare dagli altri. E vedrai che prima o poi avrai l’occasione di sdebitarti . . . ”
La mia valutazione
Alla prossima
Luce <3




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