venerdì 15 maggio 2026

Recensione "Il ballo", Irene Nemirovsky

 


Autrice: Irene Nemirovsky
Titolo: Il ballo
Prezzo: 9,50  e-book 4,99
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Trama

"Il ballo" ha la perfezione esemplare di un piccolo classico, poiché riesce a mescolare, pur nella sua brevità, i temi più ardui: la rivalità madre-figlia, l’ipocrisia sociale, le goffe vertigini della ricchezza improvvisata, le vendette smisurate dell’adolescenza – che passano, in questo caso eccezionale, dall’immaginazione alla realtà. Perché è proprio una vendetta, quella della quattordicenne Antoinette nei confronti della madre: non premeditata, e per questo ancora più terribile. In poche pagine folgoranti, con la sua scrittura scarna ed essenziale, Irène Némirovsky condensa, senza nulla celare della sua bruciante crudeltà, un dramma di amore respinto, di risentimento e di ambizione. Nel 1929, quando Némirovsky pubblica "David Golder", il suo primo romanzo (a cui l’anno dopo seguirà "Il ballo"), la critica manifesta tutta la sua sbalordita ammirazione di fronte a questa giovane donna elegante e mondana, appartenente a una ricca famiglia di émigré russi di origine ebrea, che si rivela una brillante scrittrice. Per tutti gli anni Trenta Irène Némirovsky continuerà a pubblicare con immutato successo. Nel dopoguerra, tuttavia, sulla sua opera cala il silenzio. Solo a partire dall’autunno del 2004 la critica, ma soprattutto i lettori, hanno cominciato a restituire a Irène Némirovsky il posto che le spetta fra i più grandi, e i più amati, narratori del Novecento.


Recensione

Antoinette Kampf è la figlia di due parvenu arricchiti, da poco entrati a far parte della società parigina. Desiderosi di far subito colpo sull’alta borghesia, il signor e la signora Kampf decidono di organizzare un ballo al quale hanno intenzione di invitare tutta la gente che conta. La figlia, esclusa dal grande evento perché ancora troppo piccola, si vendica dell’atteggiamento poco affettuoso della madre nei suoi confronti e degli intrighi amorosi della governante, gettando nella Senna tutti gli inviti.

Il ballo è un libro breve ma molto godibile, la lettura è stata abbastanza veloce, perché innanzitutto, la trama era avvincente e coinvolgente; in secondo luogo, i capitoli erano sei ed assai brevi. Irène Nèmirovsky in questa storia ci narra della famiglia Kampf e del loro desiderio di farsi accettare dalla società attraverso un ballo, simbolo di riscatto e di lusso. La signora Kampf è una donna che proviene da un contesto semplice e povero che spera nell’amore profondo e nell’essere desiderata ed ammirata. Ella ha paura d’invecchiare e di perdere le sue possibilità di avere successo, vedendo sfiorita la sua vita, dall’altro canto, vedendo come la figlia si avvicini ad una vita di successi. Ciò si evince ancor di più nell’epilogo dopo l’esito del ballo, i ruoli madre-figlia si ribalteranno e solo in quel momento la donna comprenderà che l’unica persona che può donarle amore è Antoinette.

Antoinette è una bambina che viene seguita nel suo percorso educativo da un’insegnante privata che le insegna le discipline e le buone maniere ma agli occhi della madre appare sempre come una bambina sporca e ineducata. Ella ne soffre di questo disamore, perché vorrebbe essere accettata dalla madre e ricevere amore e attenzioni; inoltre, quando si presenta l’occasione di un ballo, ella desidera partecipare ma la madre la fa fuori. Questo, perché ella vede nella figlia una rivale, una giovane in età di marito e questo rende lei automaticamente un’anziana. Antoinette, dall’altro canto, vuole essere ammirata e ricercare l’amore, essendo in età di debutto. In queste pagine la Nèmirovsky dona spazio non solo alla dicotomia fra ricchezza e povertà, in quanto i protagonisti cercano di elevarsi dal loro status quo e inoltre, si dà vigore anche al connubio fra giovinezza e vecchiaia. Il ballo, comunque, è un libro che va letto ed è adatto per questa stagione invernale. Per conoscere l’autrice si può partire benissimo da questo libro per un approccio poco impegnativo.

La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3

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