Genere: Thriller Psicologico
Autore: Penelope White
Editore: Self publishing
Formato: Ebook e Cartaceo (GRATIS su KU)
Pagine: 477
Prezzo eBook: 2.99 euro – PREZZO LANCIO 0.99 per i primi 3 giorni
Prezzo cartaceo: da definire
Data pubblicazione: 21 maggio 2026
Link d'acquisto: QUI
Lo specchio non mente.
Mani sul lavandino. Ceramica fredda.
La donna che mi guarda ha occhiaie scavate, labbra spaccate, gli occhi di chi ha smesso di dormire.
Una volta bastava un'ora. Adesso ogni notte lascia un segno.
Archivi. Testimoni. Contatti che non vogliono più esserlo. Mappe sporche di grafite, faldoni gonfi, nomi scritti troppo forte.
Sinossi
Nel COFS non ti insegnano a sparare meglio, ma a proseguire quando gli altri si fermano, in
operazioni senza nome, senza firma, senza ritorno.
Così Cristina ha imparato a funzionare senza sentire. Addestrata a sopravvivere, non ad amare.
Ma Nathaniel, un bambino bulgaro strappato a un traffico di minori, incrina quell’addestramento.
Contro ogni protocollo, lo salva, lo porta via con sé e lo cresce come un figlio.
Ora Nathaniel è scomparso.
Ciò che resta sono solo frammenti che non combaciano: storie che si smentiscono e sparizioni che, in
un modo o nell’altro, riportano sempre allo stesso punto.
Cristina si lancia in una caccia solitaria, in bilico tra la memoria da soldato che la rende letale e la
ferita di una madre che la rende vulnerabile.
E più si avvicina, più diventa difficile capire cosa sta inseguendo davvero.
Un thriller psicologico teso e disturbante, dove l’amore materno diventa ossessione. Una ricerca che
scava nel passato, fino a mettere in dubbio ciò che si credeva di aver salvato.
L’opera contiene tematiche e scene di natura violenta e psicologicamente intensa che potrebbero
risultare disturbanti per alcuni lettori. Si consiglia la lettura a un pubblico adulto.
Il corpo è quello di un bambino, piccolo, magro all'inverosimile, con ossa che sembrano forare la pelle. Ma c'è qualcosa nel suo volto, o forse negli occhi, che non torna.
Non l'innocenza che ci si aspetta, ma qualcosa di più vecchio. Di spezzato.
Recensione
Oggi vi parlo del nuovo romanzo di Penelope White; ho letto pochissimi thriller, ma di Penelope ho sempre letto tutto e lei lo sa, per cui ho deciso di dare una possibilità anche a questo romanzo, che per la cronaca, ho letto in un giorno.
Protagonista di questo romanzo è Cristina, una donna addestrata a non sentire, a non lasciarsi coinvolgere nelle cose, soprattutto quelle relative alle missioni di cui fa parte da quando è dentro al COFS; peccato che durante una delle suddette missioni, lei e chi la segue, si ritrova per le mani ragazzini che sembrano stati rapiti, tra cui uno bulgaro, che Cristina chiamerà Nathalien e che crescerà come un figlio.
Nathalien cresce, si laurea, poi un giorno, improvvisamente sparisce e Cristina, che nel frattempo ha avuto una bambina, con l'ex psicologo della scuola di Nathalien di nome Arianna, non si rassegna alla scomparsa e cerca in tutti i modi di trovarlo, soprattutto quando capisce che nessuno dei corpi ritrovati dalla polizia, non corrisponde al suo bambino.
Passano gli anni, poi improvvisamente succede qualcosa: dettagli che sembrano messi a caso, ma che in realtà servono a Cristina per trovare la verità; una verità che però, forse, era meglio lasciare sepolta; perché ciò che segue è ben peggio del trovare il proprio figlio cadavere.
Non ho intenzione di andare oltre, sapete che non sopporto gli spoiler, soprattutto se sono su libri che leggo; quindi, avete solo un modo per scoprire la verità: leggere il libro di Penelope, sperando poi, di non ritrovarvi nel letto con i sudori freddi e gli incubi a perseguitarvi.
La mia valutazione
Io abituata a muovermi, ora costretta ogni notte dentro lo stesso letto senza riuscire a chiudere occhio.
Lui che camminava avanti e indietro nel corridoio. Silenzioso, preciso, come se stesse contando i passi. Un'ossessione che avevo visto in altri bambini privati della libertà: controllare lo spazio per non sentirlo stringere.


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