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sabato 4 maggio 2024

Vanina - un vicequestore a Catania - serie tv (recensione)

Buongiorno, oggi vi parlo della serie "Vanina - un vicequestore a Catania", in onda su canale 5



Titolo: Vanina - un vicequestore a Catania

Paese: Italia

Anno: 2024 

Formato: serie  tv

Genere: drammatico, poliziesco

Stagioni: 1

Puntate: 4

Durata: 110 min (puntata)

Lingua originale: italiano



Informazioni

Vanina - Un vicequestore a Catania è una miniserie televisiva italiana diretta da Davide Marengo, trasmessa in prima visione su Canale 5 dal 27 marzo  al 17 aprile 2024, con protagonisti Giusy Buscemi e Giorgio Marchesi. È tratta dai romanzi della scrittrice Cristina Cassar Scalia, editi da Einaudi.



Trama

Giovanna Guarrasi, conosciuta da tutti come Vanina, è una giovane donna che dopo la sua ottima carriera nella squadra mobile dell'antimafia di Palermo, si trasferisce a Catania dove viene assunta come nuovo vicequestore nella sezione omicidi. Vanina ha deciso di trasferirsi a Catania, in modo da dimenticare il suo passato doloroso legato alla scomparsa del padre, l'ispettore Giovanni Guarrasi, ucciso da un commando mafioso quando aveva solo quattordici anni. Da allora il suo unico pensiero è stato quello di vendicare la morte del padre e per riuscirci è entrare in polizia per poter arrestare i colpevoli dell'omicidio e lottare contro la mafia. Vanina tenta anche di dimenticare la sua precedente relazione con Paolo Malfitano, magistrato operativo dell'antimafia.



Recensione

Giovanna Guarrasi, "Vanina", lascia la squadra mobile antimafia a Palermo dopo un'importante e brillante carriera, per trasferirsi a Catania e assumere il ruolo di vicequestore nella sezione omicidi. Vanina è costantemente invasa dai flashback traumatici relativi alla morte del padre, l'ispettore Giovanni Guarrasi, ucciso davanti a lei in un attentato mafioso quando, adolescente, iniziava il suo percorso alle scuole superiori. La sua missione di vendicare il padre diventa troppo pesante quando il fidanzato, Paolo Malfitano, magistrato con cui collaborava, viene minacciato. Forse per il timore di perdere anche lui, Vanina interrompe la relazione e si "rifugia" in questo nuovo incarico a Catania dove trova un buon team e nuove sfide professionali e sentimentali. Il passato però non sembra così semplice da chiudere.

La serie, tratta dai romanzi di Cristina Cassar Scalia, che ha collaborato nella stesura della sceneggiatura insieme a Leonardo Marini, ha appassionato il pubblico grazie alla regia di Davide Marengo raggiungendo uno share di 16,96% nell'ultima puntata del 17 aprile. Questo successo, grazie anche alla bella prova di Giusy Buscemi, fa pensare ad una possibile seconda stagione.

Per come vengono caratterizzati i personaggi la fiction risente sicuramente della sua origine letteraria, a cominciare dalla protagonista: Vanina ha delle chiusure tipiche di chi ha sofferto molto precocemente, determinata nel dare direttive, bella e fine nei lineamenti, meno però nei modi: mangia e fuma con voracità; insonne dal trauma, trova conforto e tranquillità grazie ai vecchi film italiani in DVD.

La serie ha però un'anima e un clima emotivo ben preciso grazie proprio ai personaggi; un insieme di ritratti simpatici e accattivanti che coinvolgono lo spettatore nel loro progressivo svelarsi. Dal pragmatico Carmelo Spanò al capo Tito Macchia, chiamato da tutti, in sua assenza, "il grande Capo" e il tenero Domenico "Mimmo" Nunnari con la sua attitudine a vestirsi con abiti militari. Poi ci sono i personaggi di contorno che vanno dal commissario in pensione Biagio Patanè al pediatra Manfredi Monterreale che aiutano Vanina nella risoluzione dei casi.

Gli attori, a partire dalla Buscemi, sono credibili nelle loro prove. Da segnalare la bella interpretazione di Danilo Arena nella parte di Salvatore Lo Faro che lo vede protagonista nell'ultima puntata. Nella scelta delle musiche le composizioni originali di Santi Pulvirenti sottolineano i diversi stati d'animo della protagonista e vi sono degli omaggi come "Il cuore è uno zingaro" di Nicola di Bari.


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3




sabato 27 maggio 2023

Il Patriarca - serie tv (recensione)

 Buongiorno, oggi vi parlo di una serie tv in onda su canale 5 dal 14/4 al 19/5.




Titolo: Il Patriarca

Paese: Italia

Anno: 2023

Formato: serie tv

Genere: drammatico, thriller, poliziesco

Stagioni: 1

Episodi: 12

Durata: 50 min (episodio)

Lingua originale: italiano


Informazioni

Il patriarca è una serie televisiva drammatica italiana trasmessa in  prima serata su Canale 5 dal 14 aprile al 19 maggio 2023. È diretta da Claudio Amendola, scritta da Mizio CurcioPaolo Marchesini e Sandrone Dazieri prodotta da Camfilm  in collaborazione con TaodueApulia Film Commission e RTI ed ha come protagonista Claudio Amendola. È il remake della serie televisiva spagnola Vivere senza permesso (Vivir sin permiso) del 2018. 




Trama

Nemo Bandera (Amendola) è uno degli uomini d’affari più influenti della Puglia. Il suo patrimonio trae origine da traffici illeciti i cui proventi sono stati investiti nella Deep Sea, la proficua azienda ereditata dal suocero ed usata quale copertura.

Un giorno, improvvisamente, tutte le certezze di Nemo crollano: ha scoperto di essere malato di Alzheimer. Sconvolto dalla notizia, decide però di nascondere la novità mentre sceglie chi erediterà il suo impero. A guidare l’azienda sarà uno dei due figli avuti da sua moglie Serena. Forse Nina, ammaliante e disinibita con una vena artistica, oppure Carlo, più insicuro e tormentato da un passato di tossicodipendenza? Entrambi, però, non si sono mai interessati agli affari del padre.


Ma ad esser profondamente ferito dalla decisione di Nemo è Mario Rizzi, il suo figlioccio, il brillante e spietato avvocato dell’azienda che si aspettava, grazie alla sua abilità e alla fedeltà al patrigno, di essere scelto come erede. D’ora in poi, Mario lavorerà nell’ombra assieme ad Elisa, la sua spregiudicata compagna, contro il suo mentore, pur di raggiungere comunque il suo obiettivo: conquistare la Deep Sea.

Nemo ha anche un’altra figlia, Lara, frutto della sua relazione con Ada, il suo primo, vero, grande amore. Crescendo, Nemo ha poi scelto Serena e suo il denaro invece di restare con Lara e sua madre: questo la sua prima figlia non l’ha mai dimenticato. Riuscirà Nemo a farsi perdonare da Lara? E potrà mai esser lei, così simile in alcuni tratti a suo padre, l’erede dell’impero Bandera?


Recensione


Un crime al contrario, in cui più che i poliziotti ad interessare sono i criminali: Canale 5 prova a far svoltare la propria fiction con Il Patriarca, affidandosi a chi, in passato, ha invece raccontato storie di poliziotti disposti a tutto per amore di giustizia. Ora le cose sono cambiate, ed il pubblico vuole storie più audaci.

La Taodue ha prodotto una storia ben lontana dai polizieschi a cui siamo abituati. Ne Il Patriarca protagonista non è il classico personaggio buono, ma un vero e proprio villain.

Questa serie ha come forza le aspettative che si capovolgono, ed il risultato è un curioso prodotto per Canale 5 e Mediaset Infinity. Sempre, però, affidandosi a volti che sono una garanzia del genere, come -in questo caso- Claudio Amendola.

Va ammesso che fa un po’ strano vedere un attore a cui la tv ha affidato ruoli paterni, che garantivano sicurezza e stabilità, vestire ora i panni di un imprenditore che maschera i suoi affari con l’azienda ereditata dal suocero, che non si fa scrupoli ad uccidere un uomo e che è convinto di poter mettere tutti ai suoi piedi aprendo il portafogli.


Il Patriarca ti aggancia, anche se non nell'immediato: gli snodi della trama, quelli che tengono lo spettatore lontano dal telecomando, non arrivano subito. All’inizio, alcuni momenti-spiegone necessari per mettere le carte in tavola rischiano di dare l’impressione sbagliata di una serie che, invece, diventa godibile quando è lo stesso protagonista Nemo ad entrare in azione, smettendo di parlare e basta ma sporcandosi lui stesso le mani.


Si genera così quel gioco a scoprire se sarà scoperto oppure no di cui scrivevamo poco fa: un gioco a cui la fiction generalista non è abituata, avendo sempre dato per scontata la prospettiva del personaggio buono come quella principale.




La mia valutazione



Allla prossima

Luce <3




martedì 8 novembre 2022

Viola come il mare - serie tv (recensione)

Buongiorno, oggi vi parlo di una serie tv andata in onda su canale 5

Titolo: Viola come il mare

Paese: Italia

Anno: 2022

Formato: serie tv

Genere: drammatico, poliziesco, commedia romantica

Stagioni: 1

Episodi: 12

Durata: 50 min (episodio)

Lingua: italiano


Informazioni

Viola come il mare è una serie televisiva italiana viene trasmessa ogni venerdì in prima serata su Canale 5 dal 30 settembre al 4 novembre 2022. È diretta da Francesco Vicario, prodotta da Lux Vide in collaborazione con RTI ed ha come protagonisti Francesca Chillemi e Can Yaman. È basata sul romanzo Conosci l'estate? di Simona Tanzini edito da Sellerio Editore.



Trama

Viola Vitale dopo essersi sempre occupata di comunicazione di moda, si trasferisce da Parigi a Palermo (sua città natale), dove farà di tutto per cercare il padre che non ha mai conosciuto. Una volta giunta a Palermo, Viola inizia a lavorare per una redazione web come giornalista di cronaca nera, dove conosce l'ispettore Francesco Demir, un uomo con un grande talento investigativo ma una scarsa fiducia nel genere umano. I due lavoreranno fianco a fianco sui casi di omicidio: Viola lavora come giornalista, mentre Francesco lavora come poliziotto.



Recensione


Viola come il mare, fiction dramaedy di 6 puntate, due episodi l'una, quindi totale 12, ambientata a Palermo, è tratta dal romanzo Conosci l’estate?, di Simona Tanzini ed ha come interpreti principali Francesca Chillemi e Can Yaman, nei panni – rispettivamente – di una giornalista di cronaca nera e di un ispettore capo che si trovano a collaborare per risolvere i casi di omicidio, ma di certo non manca la parte amorosa. Lo show, infatti, sulla scia di altri prodotti della Lux Vide, unisce gli elementi del genere giallo, a quelli della commedia romantica. 


La trentenne Viola Vitale, dopo anni passati a Parigi a lavorare come giornalista di moda, sceglie di tornare a Palermo, la sua città natale, per trovare il padre, che non ha mai conosciuto. Arrivata in città, Viola trova lavoro presso la redazione di Sicilia web news; tuttavia, il suo primo giorno non è tra i migliori. La protagonista, infatti, è sospettata di omicidio stradale e, immediatamente, licenziata. Determinata a provare la sua innocenza, Viola decide di prendere parte alle indagini, collaborando con l’ispettore capo Francesco Demir.


Nonostante la riluttanza dell’uomo nel farsi aiutare da una giornalista, la donna potrebbe essere davvero un prezioso aiuto per risolvere il caso. Viola riesce infatti a vedere i sentimenti delle persone: “Vedo i colori delle persone, si chiama sinestesia, è un disturbo neurologico. Sono impulsi elettrici che comunicano tra di loro, niente di magico, diciamo che percepisco le emozioni delle persone attraverso un colore”. La sinestesia è solo uno dei sintomi legati alla malattia neurovegetativa di cui soffre la protagonista, la quale, per cercare di rallentarne l’avanzamento, ha urgente bisogno di trovare suo padre. 


Per i fan delle fiction italiane, Viola come il mare rappresenterà un comfort show imperdibile. La serie, infatti, combina gli ingredienti della commedia investigativa – tipici di fiction come Che Dio ci aiuti e Don Matteo, ad esempio, – con quelli delle classiche romantic comedy, che introducono vicende amorose legate all’eroina della storia. Sul piccolo schermo Rai questi ingredienti sono incarnati da protagoniste come l’assistente sociale Mina Settembre o il medico legale Alice Allevi, personaggio principale de L’Allieva. Il nuovo volto di Mediaset è invece Francesca Chillemi nei panni di Viola, spumeggiante giornalista di cronaca nera, amante della moda, e famosa a Palermo per aver vinto il concorso Miss Italia (proprio come la sua interprete).      


La fiction non aggiunge molto ai prodotti sopracitati, se non la componente legata alla malattia di Viola, che le conferisce questo potere speciale/maledizione, di poter percepire le emozioni delle persone ed interpretarle sotto forma di colore.violacomeilmare-Cinematographe.it

Viola viene assunta come giornalista di cronaca nera presso un giornale web. Nonostante l’entusiasmo e la competenza della protagonista – con alle spalle un’esperienza lavorativa all’estero piuttosto importante – i colleghi della redazione la prendono di mira sin da subito per via della sua partecipazione al concorso di bellezza Miss Italia, e la sua tendenza ad indossare ogni giorno un fiammeggiante – quanto, secondo loro, provocante – rossetto rosso. Gli atti di bullismo dei colleghi maschilisti di Viola sono non solo permessi ma anche replicati dalla direttrice del giornale, Claudia, invidiosa e astiosa nei confronti della nuova assunta, poiché la ritiene avvantaggiata nella vita per via della sua bellezza.        
Nonostante la scelta lodevole di denunciare il sessismo dilagante in molti, troppi, luoghi di lavoro, forse non sono state trovate le chiavi giuste per portare avanti questa battaglia. Gravi atti di bullismo passati ingiustificati e personaggi femminili in situazioni di potere forte che cadono nel cliché della donna gelosa, stancano. Così come stanca anche un machismo eccessivo relativo all’uomo/interesse amoroso della protagonista. Tuttavia, è pur vero che siamo solo all’inizio di questo show, per cui è ancora presto per giungere a delle conclusioni.violacomeilmare-Cinematographe.it

Nonostante alcune scelte di sceneggiatura vadano sicuramente migliorate, Viola come il mare si presenta come un delizioso comfort show, specialmente in vista delle fresche giornate autunnali a cui stiamo andando incontro. Un altro elemento della serie che contribuisce a infondere una piacevole sensazione di benessere sono le meravigliose location palermitane, un piacere per gli occhi e per l’anima.        
In conclusione, se siete amanti delle un po’ prevedibili – ma allo stesso tempo rassicuranti – fiction italiane, come me, Viola come il mare è lo show che fa per voi.

La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3