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lunedì 21 settembre 2026

Bones - serie tv - Netflix (recensione)

Buongiorno; come ormai ben sapete, tendo a recuperare serie vecchiotte :D


Titolo: Bones

Paese: Stati Uniti d'America

Anno: 2005-2017

Formato: serie tv

Genere: commedia, drammatico, poliziesco

Stagioni: 12

Episodi: 246

Durata: 40 min (episodio)

Lingua originale: inglese



Informazioni

Bones è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2005 al 2017.

Protagonista della serie è Temperance "Bones" Brennan, un'antropologa forense la quale, per via della sua bravura e competenza nell'analisi di resti umani, collabora con l'agente Seeley Booth dell'FBI alla risoluzione di complicati casi di omicidio. La serie è liberamente ispirata alle avventure di Temperance Brennan, l'omonimo personaggio letterario protagonista dei romanzi dell'antropologa forense Kathy Reichs (lei stessa tra le produttrici di Bones).

Bones è stata trasmessa in prima visione negli Stati Uniti da Fox dal 13 settembre 2005, mentre in Italia è stata trasmessa in chiaro dai canali Mediaset e sul satellite da Fox Life, Fox e Fox Crime.

Trama

Washington. La dottoressa Temperance Brennan è un'antropologa forense di fama internazionale che lavora con il suo staff per il Jeffersonian Institute (ispirato allo Smithsonian Institution e alla sua reale collaborazione con l'FBI), oltre a essere una scrittrice di romanzi di successo ispirati alla sua professione. Un giorno Temperance viene contattata da un agente dell'FBI, Seeley Booth, per aiutarlo a risolvere un caso di omicidio in cui il cadavere della vittima è in condizioni molto deteriorate (decomposizione, combustione e mummificazione), e per la cui identificazione è necessaria l'analisi delle ossa; i due avevano già lavorato insieme in passato e non si erano lasciati in buoni rapporti, ma decidono di mettere da parte il loro risentimento e tornano a collaborare. L'indagine viene presto risolta e, visti i risultati, da quel momento "Bones" ("Ossa" – così Temperance viene soprannominata da Booth) e la sua squadra iniziano a collaborare assiduamente con Booth e il Bureau per risolvere casi di omicidio all'apparenza molto complicati.


Recensione

Nel panorama delle serie investigative, “Bones” ha l’originalità di presentare per la prima volta in TV la figura dell’antropologo forense, ossia la dottoressa Temperance Brennan, interpretata da Emily Deschanel.
Sebbene la serie presenti una coppia di protagonisti, con l’agente speciale dell’FBI Seely Booth che sarebbe almeno ufficialmente a capo delle indagini nei singoli casi, di fatto è la Brennan, che lui chiama appunto Bones (ossa) e che considera la sua partner (nonostante lei non appartenga alle forze dell’ordine), a essere coinvolta in prima persona nella loro risoluzione.
 
Ho sempre sentito parlare di questa serie, ma non ho avuto occasione di vederla, finché non è sbucata su Netflix (da cui la sto recuperando), perché sapevo che c'èra David Boreananz (che ho conosciuto tramite Buffy l'ammazzavampiri)
Adoro  il personaggio di Brennan, estremamente intelligente, pragmatica, razionale, che dice ciò che pensa senza filtri, in pratica la ex-secchiona di successo, ma senza cadere in facili cliché da nerd. La Brennan è brillante sia per il suo talento sia per il fatto che è stato affinato dall’intenso studio e dalla passione quasi ossessiva per quest’ultimo. Queste sue caratteristiche la rendono imprevedibile, non so sa cosa direbbe o farebbe in ogni puntata, ed è  quasi magica. Le basta, infatti, un’occhiata alle ossa delle vittime per stabilire sesso, razza, talvolta età e persino la tipologia del lavoro che facevano.
Quello tra lei e l’agente Booth, intuitivo, sentimentale e credente, è quindi un conflitto sempre stimolante che mantiene alto l’interesse, indipendentemente dai singoli casi.
 
Con l’andare avanti delle stagioni qualcosa necessariamente cambia. I due personaggi finiscono per interagire fino allo scontato epilogo romantico e le differenze fra i due vengono arrotondate. Come ho detto, è necessario, perché in tante stagioni non si può pretendere in mantenere lo stesso schema, che finirebbe per diventare ripetitivo e noioso, una volta esaurita la sorpresa iniziale, ma forse è anche uno dei motivi perché storie di questo tipo funzionano meglio in un contesto più breve, come i film e le miniserie.
 
 
Di fronte a questo cambiamento gli sceneggiatori fanno del loro meglio per far accrescere l’interesse negli altri personaggi, le cui sotto trame sono molto ben curate, mentre i vari crimini vengono messi un po’ in secondo piano.
Fanno eccezione alcune storie che vengono spalmate su più puntate, come quella del serial killer cannibale Gorgomon della terza stagione o del cattivissimo hacker Christopher Pelant, che compare addirittura in tre di esse (la settima, l’ottava e la nona), e ovviamente il fatto che ogni stagione tenda a terminare con un cliffhanger, facendo sì che la vicenda venga ripresa all’inizio di quella successiva.
Le restanti puntate sono autoconclusive e, se non fosse per piccoli elementi delle sottotrame, perderne qualcuna non ha quasi mai effetto sulla comprensione generale della serie.

Come molti sanno, il personaggio di Temperance Brennan deve il suo nome alla protagonista della serie di romanzi di Kathy Reichs.
In realtà il legame è abbastanza debole, poiché i due personaggi hanno come elementi comuni, a parte il nome, solo il mestiere di antropologa forense. Nessuna delle puntate è tratta da un romanzo specifico. Anzi, pare che l’idea di base fosse nata dal progetto di un documentario sulla stessa Reichs, che è appunto un’antropologa forense, e quindi la Brennan di “Bones” sarebbe più che altro una trasposizione sul piccolo schermo della stessa autrice. Infatti, a un certo punto della serie la Brennan inizia a scrivere dei romanzi la cui protagonista si chiama Kathy Reichs, mescolando ancora di più realtà e finzione. La Reichs, inoltre, afferma che la serie potrebbe essere più che altro vista come un prequel dei suoi romanzi, visto che la sua Brennan è meno giovane del personaggio interpretato dalla Deschanel.
Comunque lo si guardi, siamo di fronte a un intreccio tra narrativa, TV e vita reale, che rende, se possibile, la serie di “Bones” ancora più originale.
 
La scienza forense è, invece, illustrata in maniera così rapida che, a mio parere, non offre spunti particolarmente interessanti. La presenza di prove fisiche è funzionale alla scoperta dell’assassino e quest’ultima è facilitata da tecnologie alternative, per non dire fantascientifiche, che hanno lo scopo di intrattenere, spesso attraverso l’elemento comico, più che far apprendere allo spettatore l’aspetto scientifico.
 
A ciò si aggiungono alcune guest star di tutto riguardo, come Ryan O’Neal nel ruolo del padre dal passato criminale della Brennan o la popstar Cyndi Lauper, che interpreta una sensitiva, entrambi personaggi ricorrenti, e una buona dose di dark humour, che aleggia in tutte le stagioni, alleggerendo le tematiche forti.
In ogni puntata c’è, infatti, almeno un cadavere scarnificato e/o smembrato, ma viene sempre rappresentato in maniera non eccessivamente raccapricciante, evitando di mettere l’accento sull’evidente brutalità dei crimini, anche se la visione ai bambini è tutt’altro che consigliata.
Il tutto è condito, a mio parere, da un eccessivo buonismo (da TV generalista) e una distinzione netta tra ciò che è assolutamente giusto e ciò che è assolutamente sbagliato, non lasciando alcun spazio all’esistenza delle situazioni intermedie, che sono invece la normalità nel mondo reale.
 
È comunque una serie divertente che si lascia guardare senza costringerti a troppe riflessioni e che, volente o nolente, ti porta a seguirla fino alla fine.




La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3