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lunedì 5 ottobre 2020

7 blog per 1 autore: Manuela Chiarottino

 Buongiorno lettori e amanti delle serie tv! Come avevo preannunciato, da oggi comincia una nuova rubrica in collaborazione con altri 6 blog, di cui uno è quello di Federica, che gestisce Gliocchidellupo

ma in cosa consiste la rubrica, 7 blog per 1 autore?




Riapre una rubrica tanto amata e dedicata agli autori, da un'idea di Federica del Blog Gli Occhi del Lupo. In precedenza chiamata 4 blog per un autore e ora cresciuta in 7 blog per un autore. Ogni settimana ospiteremo un autore con il suo romanzo ed entreremo meglio in ciò che ha scritto. Ringraziamo tutti coloro che si sono affidati a questa iniziativa.
Blog che vi partecipano:
LUNEDÌ - Tutto sul romanzo - IO AMO I LIBRI E LE SERIE TV
MARTEDÌ - Ambientazione - IN COMPAGNIA DI UNA PENNA
MERCOLEDÌ - Cast Dream - TRE GATTE TRA I LIBRI
GIOVEDÌ - Un messaggio da scoprire - ANIMA DI CARTA
VENERDÌ - Un'immagine che racconta - LIBERA_MENTE
SABATO - Intervista all'autore - READING IS TRUE LOVE
DOMENICA - Intervista al personaggio - GLI OCCHI DEL LUPO


Tutto sul romanzo

COVER + TRAMA + ESTRATTI

Raccontaci come hai scelto la cover, chi l’ha realizzata e qualche info in più rispetto alla trama scelta



TRAMA

Non sempre il cuore ha radici nel luogo in cui vive, ed Eillen lo sa bene.
Cresciuta con suo padre fin dalla tenera età, subendo l’abbandono della madre, la giovane frontwoman di un gruppo celtico è ormai una donna adulta con grandi ambizioni ma che non ha ancora incontrato l'amore.
La terra verde della sua infanzia sembra di nuovo chiamarla a sè, giorno dopo giorno.
Ogni particolare conduce i suoi passi sulle tracce dell’isola, e l’incontro con Fosco, un uomo taciturno e affascinante, la turba fino a costringerla a mettere tutto in discussione, dal cuore alla ragione.
E se avesse avuto sempre ragione sua madre, mentre narrava di fate dei boschi e magie d’altri tempi?
E se l’amore prescindesse la realtà, scegliendo vie a volte surreali, ma altrettanto vivide?


La cover è stata scelta in collaborazione con More Stories e sono felice perché credo rispetti la storia e la protagonista. Eileen ha i capelli rossi, gli occhi verdi e un carattere di fuoco, porta con sé i colori dell’Irlanda, la sua terra natia.

Tesoro d'Irlanda è un'intensa storia d'amore, ma non solo, è anche un viaggio, perché non sempre il cuore ha radici nel luogo in cui vive, ed Eillen lo sa bene. Cresciuta con suo padre fin dalla tenera età, subendo l’abbandono della madre, la giovane frontwoman di un gruppo celtico è ormai una donna adulta con grandi ambizioni ma che non ha ancora incontrato l'amore. La terra verde della sua infanzia sembra di nuovo chiamarla a sé, giorno dopo giorno. Ogni particolare conduce i suoi passi sulle tracce dell’isola, e l’incontro con Fosco, un uomo taciturno e affascinante, la turba fino a costringerla a mettere tutto in discussione, dal cuore alla ragione. Si troveranno insieme in una terra incantata, dove tra scogliere e onde impetuose, boschi che sussurrano misteri e prati in fiore, troveranno entrambi più di quanto si sarebbero aspettati.

Una suggestione in più è dettata dal fatto che Tesoro d’Irlanda accarezza in ogni pagina le leggende del Piccolo Popolo, tutto però è lasciato all’interpretazione del lettore che potrà decidere se credere all’esistenza o meno dell’invisibile. Perché chissà… e se la madre di Eileen avesse avuto sempre ragione, mentre narrava di fate dei boschi e magie d’altri tempi?E se l’amore prescindesse la realtà, scegliendo vie a volte surreali, ma altrettanto vivide?

https://www.amazon.it/dp/B0855XX5SK

Estratto 1

estratto 1


Eileen si sistemò sul sedile, poggiò la testa contro l’imbottitura e cercò di rilassarsi. Invano. Si sentiva euforica e inquieta, era impossibile chiudere gli occhi o smettere di pensare. Si stava abbeverando di ogni particolare che i suoi occhi potevano catturare: i verdi prati, le mucche al pascolo, le scogliere che apparivano dietro la curva, e poi il mare, così uguale e così profondamente diverso da quello che vedeva ogni mattina al risveglio. Osservò le onde infrangersi contro le rocce, la sabbia rossiccia, e come per incanto i ricordi la sommersero, ricordi di quando era bambina e che credeva di aver accantonato per sempre negli angoli più bui della mente. Le corse nei prati, mano nella mano con la madre, le risate sulla spiaggia col naso all’insù per controllare l’aquilone colorato che il padre le aveva regalato per il compleanno. E poi l’estate nel paese materno, le cene davanti al camino, i vecchi seduti fuori dal bar, le ragazze che danzavano con le scarpe a punta e le coroncine di fiori, i profumi.

E infine eccola: Waterville.

Le casette che costeggiavano la strada, come torte di marzapane dai colori sgargianti, si ergevano impettite verso il cielo grigio. Il verde dei prati, tutt’intorno, aveva qualcosa di insolito e magico, mentre una brezza leggera si alzava e portava con sé il profumo della terra e del mare.

Scesa dal pullman, Eileen rimase immobile a inspirare gli odori nuovamente familiari: gli occhi chiusi, le mani sulla valigia.

«La signorina Eileen O’Gallagher… Scalzi?» chiese l’uomo, prima usando il cognome di Caitlin e poi quello del padre, in un italiano stentato.

Eileen aprì gli occhi e si trovò davanti un uomo dal sorriso bonario, le guance paffute e arrossate, i capelli color paglia che spuntavano da un berretto color castagna, così come i pantaloni di fustagno e gli scarponi.

Annuì, e insieme s’incamminarono fino all’hotel, un edificio giallo canarino, l’insegna che si muoveva, cullata dalla brezza della sera. Non vedeva l’ora di farsi una doccia calda e soprattutto di rimanere qualche attimo da sola per rendersi conto davvero di dove fosse.

Aprì la finestra e un cielo trapuntato di stelle che si confondeva con l’oceano la meravigliò. Inspirò l’aria e una lacrima cadde dopo averle rigato la guancia: non solo quello era il luogo dove aveva trascorso parte della sua infanzia, ma anche quello in cui aveva visto la madre per l’ultima volta e dove erano state disperse le sue ceneri. Perché, perché non l’aveva voluta vicina almeno negli ultimi mesi, giorni, attimi? Perché non darle almeno una tomba su cui piangere?

Si ravviò i capelli e scese per mangiare qualcosa; non doveva cedere a quel groviglio di emozioni che le stringeva il petto, o non sarebbe riuscita ad andare fino in fondo.

Nel salone non c’era molta gente, alcuni uomini discutevano di fronte a piatti di agnello stufato, il cosiddetto Irish Stew; Eileen aveva sentito l’odore delle cipolle, del timo e del prezzemolo fin dalle scale.

Era nella sua seconda casa.


Estratto 2

La brezza arrivava dal mare lambendo i loro visi. Desiderava che lui le cingesse la vita e la tenesse stretta, voleva sentire il calore del suo corpo e assaggiare le sue labbra. Ecco, questo era ciò che voleva. Fosco rimase immobile e socchiuse per un istante gli occhi.

«Hai un buon profumo, Eileen, lo sento da qui. Credo che se infilassi il naso tra i tuoi capelli e scendessi lungo il collo, mi perderei. Sai di prati in fiore e di spiagge assolate.»

Lei deglutì. Se quello non era un preludio a un bacio, cos’altro poteva essere? Eppure rimaneva rigido e distaccato, e quando indietreggiò di un passo, vide quell’invisibile legame spezzarsi.

«Forse sei troppo per uno come me» mormorò lui con voce roca, «e forse è già tardi. Ti accompagno a casa?»

«A casa?» chiese stralunata.

La collera, unita a una leggera eccitazione, aveva colorito le guance di Eileen nonostante l’aria fredda che ormai soffiava impetuosa.

«Davvero non ti capisco. E non capisco cosa vuoi da me.»

«Conoscerti. Annusarti.» Sul suo volto apparve un largo sorriso. «Se vuoi sentirti dire che mi piaci, credo che tu questo lo sappia già. Ma io non sono più…» Scosse la testa e il sorriso riprese quella certa strafottenza con cui l’aveva accolta il primo giorno. «Direi che sono fuori allenamento e che rischierei di rovinare tutto. Non è ancora il momento.»

Quelle parole invece di placarla la innervosirono ancora di più. Quell’uomo era un groviglio di paure e contraddizioni, e non voleva stare a quel gioco.

«Bene. Allora credo sia ora che io vada a casa!»

«Ti accompagno.»

«Non ce n’è affatto bisogno, credi che non sappia cavarmela?» ribatté fiera, come se avesse bisogno di rimarcare i confini prima di scivolare di nuovo in quella nebbia calda e languida che permeava intorno a lui e che la faceva sentire troppo vulnerabile.

«E tu avresti solo mezzo sangue irlandese? Ti inebri come sotto l’influsso di una coppa di vino rosso e ti incendi come un fuoco che divora un pagliaio in pochi secondi» commentò, non senza ironia. «In ogni caso» continuò risoluto, «ti accompagno, a costo di seguirti. Che tu lo voglia o no.»

Eileen lanciò saette dagli occhi e s’incamminò a passo deciso, con Fosco che la seguiva con le mani in tasca, testardo e scuro in volto. Continuarono così per alcuni metri, poi fu lei a cedere.

«È ridicolo» sbottò, e si voltò verso di lui, in un tacito invito.

Appena arrivati Fosco si girò per andarsene, senza un bacio o una parola in più.

«Te ne vai così?»

Si girò con un’espressione stupita e un’ineguagliabile faccia da schiaffi, tanto che ebbe la tentazione di mollarlo a sua volta, senza nemmeno un cenno. Ma lui avanzò deciso e si arrestò a pochi centimetri da lei. Protese il viso e lo insinuò nell’incavo del suo collo, come volesse inspirare il suo odore, accarezzandole la pelle a fior di labbra, con un tocco quasi impercettibile.

«Sì, hai un odore buonissimo. Me ne porto via un po’ per questa notte. Forse mi basterà per sognarti.»

Anche lei avrebbe saputo cosa sognare, quella notte.



venerdì 24 aprile 2020

Blogtour "Tesoro d'Irlanda", Manuela Chiarottino



Buon pomeriggio e bentornati sul blog con il blogtour di "Tesoro d'Irlanda" di Manuela Chiarottino, organizzato dal blog: vuoiconoscereuncasino? 



Autrice: Manuela Chiarottino
Titolo: Tesoro d'Iralnda
Editore: More Stories
Data di pubblicazione: 13 marzo 2020
Pagine: 278














Trama:
Non sempre il cuore ha radici nel luogo in cui vive, ed Eillen lo sa bene.
Cresciuta con suo padre fin dalla tenera età, subendo l’abbandono della madre, la giovane frontwoman di un gruppo celtico è ormai una donna adulta con grandi ambizioni ma che non ha ancora incontrato l'amore.
La terra verde della sua infanzia sembra di nuovo chiamarla a sè, giorno dopo giorno.
Ogni particolare conduce i suoi passi sulle tracce dell’isola, e l’incontro con Fosco, un uomo taciturno e affascinante, la turba fino a costringerla a mettere tutto in discussione, dal cuore alla ragione.
E se avesse avuto sempre ragione sua madre, mentre narrava di fate dei boschi e magie d’altri tempi?
E se l’amore prescindesse la realtà, scegliendo vie a volte surreali, ma altrettanto vivide?

Dall'autrice dell'indimenticabile LA BAMBINA CHE ANNUSAVA I LIBRI una nuova storia dalla forza di un amore incontenibile.




Playlist





Per oggi è tutto!
A presto

Luce <3

giovedì 2 aprile 2020

[Review Party ] Recensione "Tesoro d'Irlanda", Manuela Chiarottino




Scusate, so che normalmente non pubblico così tanto, ma oggi va così! Sul blog  il Review Party del nuovo libro di Manuela Chiarottino



TESORO D’IRLANDA
Manuela Chiarottino


DISPONIBILE IN PREORDINE SU AMAZON.IT
IN VENDITA DAL 13 MARZO 2020
ebook €2,99 pp. 278
cartaceo €11,99 pp. 278
DISPONIBILE SU KINDLE UNLIMITED






La prima parte della sua infanzia trascorse quindi con la madre che trovava giusto lasciarla correre come un puledro selvaggio, e il padre che andava a cercarla tra i vicoli e le pozzanghere, nei boschi o lungo il mare, per trascinarla a casa e immergerla nella vasca da bagno come un cucciolo cui hanno dato via libera.



Trama

Non sempre il cuore ha radici nel luogo in cui vive, ed Eillen lo sa bene.
Cresciuta con suo padre fin dalla tenera età, subendo l’abbandono della madre, la giovane frontwoman di un gruppo celtico è ormai una donna adulta con grandi ambizioni ma che non ha ancora incontrato l'amore.
La terra verde della sua infanzia sembra di nuovo chiamarla a sè, giorno dopo giorno.
Ogni particolare conduce i suoi passi sulle tracce dell’isola, e l’incontro con Fosco, un uomo taciturno e affascinante, la turba fino a costringerla a mettere tutto in discussione, dal cuore alla ragione.
E se avesse avuto sempre ragione sua madre, mentre narrava di fate dei boschi e magie d’altri tempi?
E se l’amore prescindesse la realtà, scegliendo vie a volte surreali, ma altrettanto vivide?

Dall'autrice dell'indimenticabile La bambina che annusava i libri una nuova storia dalla forza di un amore incontenibile.


"Lo vede così  il mare?"
La voce profonda alle sue spalle la fece trasalire.
L'uomo aveva due occhi dello stesso colore di quello delle onde che s'infrangevano senza rumore sulla battiglia. Un blu con sfumature di piombo che diveniva, di secondo in secondo, un grigio cenere macchiato di cielo.

Recensione

Buon pomeriggio e bentornati sul blog con la recensione del nuovo romanzo di Manuela Chiarottino, che ringrazio per l'invio della copia digitale. Tesoro d'Irlanda è la storia di una ragazza, Eileen, nata in Irlanda, ma cresciuta in città, che è stata abbandonata dalla madre, in quanto troppo "donna troppo bambina per fare la madre, donna che vuole la libertà"; così Eileen si ritrova sola col padre, finché un giorno, non la chiama il notaio e da lì, cambieranno molte cose.
Il lettore viaggerà con Eileen tra passato e presente, tra Italia e Irlanda, in una marea di ricordi e scoperte nuove che porteranno Eileen alla scoperta di cose riguardanti la madre, che non sapeva. 
La storia non è sdolcinata, ma dolce al punto giusto, come  ho detto, ci si immerge anche nella natura dell'Irlanda oltre che nella vita della protagonista; un romanzo che si legge velocemente, adatto a questa situazione da "arresti domiciliari".



La mia valutazione



"Hai un buon profumo Eileen, lo sento da qui. Credo che se infilassi il naso tra i tuoi capelli e scendessi lungo il collo, mi perderei. Sai di prati in fiore e di spiagge assolate".
























venerdì 13 marzo 2020

Segnalazione "Tesoro d'Irlanda", Manuela Chiarottino

Buonasera e bentornati sul blog con una nuova segnalazione, a cui farà seguito il blogtour




TESORO D’IRLANDA
Manuela Chiarottino


DISPONIBILE IN PREORDINE SU AMAZON.IT
IN VENDITA DAL 13 MARZO 2020
ebook €2,99 pp. 278
cartaceo €11,99 pp. 278
DISPONIBILE SU KINDLE UNLIMITED









Trama

Non sempre il cuore ha radici nel luogo in cui vive, ed Eillen lo sa bene.
Cresciuta con suo padre fin dalla tenera età, subendo l’abbandono della madre, la giovane frontwoman di un gruppo celtico è ormai una donna adulta con grandi ambizioni ma che non ha ancora incontrato l'amore.
La terra verde della sua infanzia sembra di nuovo chiamarla a sè, giorno dopo giorno.
Ogni particolare conduce i suoi passi sulle tracce dell’isola, e l’incontro con Fosco, un uomo taciturno e affascinante, la turba fino a costringerla a mettere tutto in discussione, dal cuore alla ragione.
E se avesse avuto sempre ragione sua madre, mentre narrava di fate dei boschi e magie d’altri tempi?
E se l’amore prescindesse la realtà, scegliendo vie a volte surreali, ma altrettanto vivide?

Dall'autrice dell'indimenticabile La bambina che annusava i libri una nuova storia dalla forza di un amore incontenibile.

Estratti

Estratto 1

Eileen si sistemò sul sedile, poggiò la testa contro l’imbottitura e cercò di rilassarsi.
Invano. Si sentiva euforica e inquieta, era impossibile chiudere gli occhi o smettere di
pensare. Si stava abbeverando di ogni particolare che i suoi occhi potevano catturare: i
verdi prati, le mucche al pascolo, le scogliere che apparivano dietro la curva, e poi il
mare, così uguale e così profondamente diverso da quello che vedeva ogni mattina al
risveglio.
Osservò le onde infrangersi contro le rocce, la sabbia rossiccia, e come per incanto i ricordi la sommersero, ricordi di quando era bambina e che credeva di aver accantonato per sempre negli angoli più bui della mente. Le corse nei prati, mano nella mano con la madre, le risate sulla spiaggia col naso all’insù per controllare l’aquilone colorato che il padre le aveva regalato per il compleanno. E poi l’estate nel paese materno, le cene davanti al camino, i vecchi seduti fuori dal bar, le ragazze che danzavano con le scarpe a punta e le coroncine di fiori, i profumi.
E infine eccola: Waterville.
Le casette che costeggiavano la strada, come torte di marzapane dai colori sgargianti, si ergevano impettite verso il cielo grigio. Il verde dei prati, tutt’intorno, aveva qualcosa di insolito e magico, mentre una brezza leggera si alzava e portava con sé il profumo della terra e del mare.
Scesa dal pullman, Eileen rimase immobile a inspirare gli odori nuovamente familiari: gli occhi chiusi, le mani sulla valigia.
«La signorina Eileen O’Gallagher… Scalzi?» chiese l’uomo, prima usando il cognome di Caitlin e poi quello del padre, in un italiano stentato.
Eileen aprì gli occhi e si trovò davanti un uomo dal sorriso bonario, le guance paffute e arrossate, i capelli color paglia che spuntavano da un berretto color castagna, così come i pantaloni di fustagno e gli scarponi.
Annuì, e insieme s’incamminarono fino all’hotel, un edificio giallo canarino, l’insegna che si muoveva, cullata dalla brezza della sera. Non vedeva l’ora di farsi una doccia calda e soprattutto di rimanere qualche attimo da sola per rendersi conto davvero di dove fosse.
Aprì la finestra e un cielo trapuntato di stelle che si confondeva con l’oceano la meravigliò. Inspirò l’aria e una lacrima cadde dopo averle rigato la guancia: non solo quello era il luogo dove aveva trascorso parte della sua infanzia, ma anche quello in cui aveva visto la madre per l’ultima volta e dove erano state disperse le sue ceneri. Perché, perché non l’aveva voluta vicina almeno negli ultimi mesi, giorni, attimi? Perché non darle almeno una tomba su cui piangere?
Si ravviò i capelli e scese per mangiare qualcosa; non doveva cedere a quel groviglio di emozioni che le stringeva il petto, o non sarebbe riuscita ad andare fino in fondo.
Nel salone non c’era molta gente, alcuni uomini discutevano di fronte a piatti di agnello stufato, il cosiddetto Irish Stew; Eileen aveva sentito l’odore delle cipolle, del timo e del prezzemolo fin dalle scale.
Era nella sua seconda casa.

estratto 2

Eileen stava passeggiando al limitare del bosco, lungo un sentiero i cui bordi erano frastagliati da piccole macchie bianche e viola che spuntavano tra l’erba alta. Erano i gigli del Kerry, una pianta che sapeva si trovasse solo lì, glielo aveva spiegato un giorno su padre e Caitlin aveva aggiunto che era un fiore delicato, ma selvatico. Chissà perché, ora le venivano in mente quelle cose.
Si fermò ad accarezzarne uno, chinandosi per sentirne meglio il profumo, e i petali, arricciati e candidi, le solleticarono il naso. Accanto, scorse un altro fiore selvatico dal profondo colore violaceo. Si sforzò di ricordarne il nome e alla fine anche quel frammento della sua infanzia tornò facilmente alla mente: era la Damigella scapigliata, un nome insolito che ai tempi l’aveva fatta molto ridere.
L’Irlanda era rivestita di fiori, dalle montagne al mare: l’isola di smeraldo non era che un immenso bouquet variopinto.
Anche lungo il muretto che circondava la casa crescevano i ghiottoni del terreno, erbacce che sua madre raccoglieva per usare i piccoli boccioli gialli nel preparare infusi vari che sarebbero serviti per i problemi di stomaco o i mal di pancia mensili. Già, sua madre e le erbe. Lei che la accompagnava a raccoglierle, suo padre che scuoteva sempre la testa e metteva in tavola un’aspirina. Ogni volta Caitlin rimetteva le compresse nel cassetto, sbuffando.
Si rialzò e inspirò l’aria intorno, un profumo di salsedine confuso con il dolce dei fiori e altri odori portati dal vento.
Si sentiva bene, si sentiva a casa e nello stesso tempo provava nostalgia del suo appartamento in Toscana, di Paola, degli amici, della stanza e tutte le sue cose, persino di Braveheart. E poi, certo, di Fosco.
All’improvviso sentì un fruscio nell’erba alta, volse lo sguardo e le sembrò di vedere qualcosa muoversi e correre via, ma non riuscì a capire che animale fosse. Una lepre, un gatto, un cagnolino sperduto? Rimase ancora qualche secondo a fissare il prato in quella direzione, ma non vide nulla; le parve però di sentire come un lontano suono di campanellini, sicuramente portati dal vento che ora era più forte e trascinava con sé nuvole grigie, pronte a cambiare velocemente forma. Da lì a poco sarebbe piovuto ed Eileen si decise a tornare indietro; si era spinta abbastanza lontano e non c’era nessuno che potesse soccorrerla in caso di bisogno. Fu quando lasciò il sentiero e arrivò sulla strada che vide passare un furgone. Nel conducente riconobbe quell’uomo dal giaccone verde, inconfondibile per il berretto colorato, che aveva scorto varie volte negli ultimi due giorni. Ancora una volta, ne vide solo la schiena. Possibile che lo vedesse ovunque?
Certo, il paese non era enorme, eppure avrebbe detto che la stava seguendo.
Rientrò guardandosi intorno, un poco sconsolata: era stata davvero una buona idea dormire lì da sola?
Questa volta il fruscio era alle sue spalle e per poco non la fece urlare. Poi lo vide: un gatto nero, dagli occhi gialli, la coda dritta e il musetto puntato all’insù, verso di lei.

estratto 3
S’incamminarono lungo il viale che costeggiava la spiaggia, nella parte più riparata, a
ridosso delle case.
«Fosco, volevi parlarmi di qualcosa?»
«Stiamo parlando.»
Eileen mise le mani sui fianchi, pronta a ribattere, ma si smarrì un istante di troppo in quegli occhi profondi che sapevano confonderla del tutto. Quell’uomo era impossibile.
Se quello era un tentativo di corteggiamento, non era certo dei migliori, però Eileen neanche poteva mentire a se stessa dicendo che non fosse felice di essere lì con lui.
«Perché sei venuto al concerto?»
«Mi hai invitato e volevo sentirti cantare» replicò, e sembrò rimanere senza parole. «Hai una voce sensuale» mormorò. «Tutto in te è…» così dicendo le sfiorò una guancia, in un modo così delicato che Eileen sentì un brivido, e non era certo per la brezza che arrivava dal mare lambendo i loro visi.
Si avvicinò di più a lui. Desiderava che le cingesse la vita e la tenesse stretta, voleva sentire il calore del suo corpo e assaggiare le sue labbra. Ecco, questo era ciò che voleva.
Fosco rimase immobile; non avrebbe saputo dire se fosse impacciato, terrorizzato o semplicemente indifferente, ma continuò a indagare il suo sguardo e si avvicinò ancora di un passo. Fosco socchiuse per un istante gli occhi.
«Hai un buon profumo, Eileen, lo sento da qui. Credo che se infilassi il naso tra i tuoi capelli e scendessi lungo il collo, mi perderei. Sai di prati in fiore e di spiagge assolate.»
Lei deglutì. Se quello non era un preludio a un bacio, cos’altro poteva essere? Eppure rimaneva rigido e distaccato, e quando indietreggiò di un passo, vide quell’invisibile legame spezzarsi.
«Forse sei troppo per uno come me» mormorò lui con voce roca, «e forse è già tardi. Ti accompagno a casa?»
«A casa?» chiese stralunata.
La collera, unita a una leggera eccitazione, aveva colorito le guance di Eileen nonostante  l’aria fredda che ormai soffiava impetuosa.
«Davvero non ti capisco. E non capisco cosa vuoi da me.»
«Conoscerti. Annusarti.» Sul suo volto apparve un largo sorriso. «Se vuoi sentirti dire che mi piaci, credo che tu questo lo sappia già. Ma io non sono più…» Scosse la testa e il sorriso riprese quella certa strafottenza con cui l’aveva accolta il primo giorno. «Direi che sono fuori allenamento e che rischierei di rovinare tutto. Non è ancora il momento.»
Quelle parole invece di placarla la innervosirono ancora di più. Quell’uomo era un groviglio di paure e contraddizioni, e non voleva stare a quel gioco.
Gli strappò di mano il tamburo. «Bene. Allora credo sia ora che io vada a casa!»
«Ti accompagno.»
«Non ce n’è affatto bisogno, pochi metri e arrivo al mio palazzo. Credi che non sappia cavarmela?» ribatté fiera, come se avesse bisogno di rimarcare i confini prima di scivolare di nuovo in quella nebbia calda e languida che permeava intorno a lui e che la faceva sentire troppo vulnerabile.
«E tu avresti solo mezzo sangue irlandese? Ti inebri come sotto l’influsso di una coppa di vino rosso e ti incendi come un fuoco che divora un pagliaio in pochi secondi» commentò, non senza ironia. «In ogni caso» continuò risoluto, «ti accompagno, a costo di seguirti. Che tu lo voglia o no.»
Eileen lanciò saette dagli occhi e s’incamminò a passo deciso, con Fosco che la seguiva con le mani in tasca, testardo e scuro in volto. Continuarono così per alcuni metri, poi fu lei a cedere.
«È ridicolo» sbottò, e si voltò verso di lui, in un tacito invito.
«Adesso posso lasciarti» disse subito Fosco appena arrivati e si girò per andarsene, senza un bacio o una parola in più.
Questo bastò per farle ribollire il sangue nelle vene.
«Te ne vai così?»
Si girò con un’espressione stupita e un’ineguagliabile faccia da schiaffi, tanto che ebbe la tentazione di mollarlo a sua volta, senza nemmeno un cenno. Ma lui avanzò deciso e si arrestò a pochi centimetri da lei. Protese il viso e lo insinuò nell’incavo del suo collo, come volesse inspirare il suo odore, accarezzandole la pelle a fior di labbra, con un tocco quasi impercettibile.
«Sì, hai un odore buonissimo. Me ne porto via un po’ per questa notte. Forse mi basterà per sognarti.»
Così dicendo se ne andò, senza più voltarsi.
Anche lei avrebbe saputo cosa sognare, quella notte.

 Manuela Chiarottino, è nata e vive in provincia di Torino.
Vincitrice del concorso Verbania for Women 2019, nella scrittura ama il genere rosa, declinato in diverse sfumature. Per More Stories ha già pubblicato La bambina che annusava i libri, disponibile su amazon.it e sul programma Kindle Unlimited.


Per oggi è tutto, a presto


Luce <3

lunedì 2 marzo 2020

Recensione "La bambina che annusava i libri", Manuela Chiarottino

Autrice: Manuela Chiarottino
Titolo: La bambina che annusava i libri
Prezzo: cartaceo 9,45   e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI














Ma più di tutto, poteva inspirare l’odore della carta, quella strana combinazione di erba e vaniglia che solleticava il suo naso di bambina e che si imprimeva dentro di lei, a fondo, infilandosi fra le pieghe dei ricordi da accumulare e dei desideri ancora inespressi.”

Trama
Per Stella, cresciuta in una famiglia di antichi stampatori, i libri sono come degli amici. Non solo ama leggerli, ma li conosce profondamente, riuscendo a distinguerli dall’odore e dalla grana delle pagine, capacità fondamentali per lavorare, insieme al padre, nella libreria di famiglia. La vita tranquilla di Stella subisce un brusco cambiamento quando la ragazza riceve in eredità dal nonno un libro molto antico e una strana lettera. In essa si parla di una collezione di volumi preziosi, nascosti in un luogo segreto. Sta a lei risolvere l’enigma del nonno e ritrovarli.In una ricerca convulsa tra i paesi della Toscana, in compagnia di un affascinante e ambiguo restauratore, Stella si addentrerà nei misteri della sua famiglia e del suo cuore, imparando a lasciarsi andare ai sentimenti, pagina dopo pagina.

“Immergersi nella storia i un libro non significa estraniarsi dal mondo, ma piuttosto scoprirne altri mille…”
Recensione

Buongiorno e bentornati sul blog con la recensione del libro "La bambina che annusava i libri"; questo libro parla di una bambina, poi donna, Stella, nata e cresciuta in mezzo ai libri. Lettura leggera e scorrevole in cui traspare l'amore della protagonista per i libri; Stella alla morte del nonno, con cui aveva un rapporto molto stretto, si ritrova a fare una caccia al tesoro, che la porta a scoprire qualcosa di prezioso per il nonno stesso; non sarà sola in quest'avventura, perché al suo fianco ci sarà Manuel, un uomo intenditore d'arte, che però all'inizio non è così onesto come potrebbe sembrare... Manuela Chiarottino ci fa conoscere gli ex libris, di cui non sapevo ASSOLUTAMENTE NIENTE, prima di leggere questa storia; Manuel e Stella: due persone all'apparenza diverse, ma che nel bene e nel male, entrano in contatto una con l'altra, proprio attraverso la loro passione comune: i libri! Probabilmente la loro storia è un po' scontata, ma mi ha fatto piacere leggere del loro viaggio in Toscana alla ricerca degli indizi per capire cos'avesse nascosto il nonno di Stella.
Se siete alla ricerca di un libro semplice, veloce e con una storia divertente, questo libro fa per voi!




La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


“I libri possono essere un rifugio, a volte. Non tutti sono sicuri e spavaldi nell’affrontare la vita come sembri fare tu.”

giovedì 27 febbraio 2020

[Review Party] Recensione "Fiori di loto", Manuela Chiarottino



Autrice: Manuela Chiarottino
Titolo: Fiori di loto
Prezzo: cartaceo 11.47  e-book 3,99

Link d'acquisto: QUI














L’asportazione della mammella incide non solo fisicamente, ma comporta
ripercussioni psicologiche importanti, proprio per il significato che una zona
anatomica così particolare ricopre: modificazioni al suo aspetto possono
alterare l’impressione che una donna ha di sé, della propria immagine, del
proprio valore, con inevitabili ricadute non solo emotive, ma addirittura sul
piano delle relazioni, oltre a quello più intimo della sessualità. Il seno
rappresenta una parte essenziale dell’essere donna e la mastectomia è
un’amputazione in grado di mettere in crisi persino la nostra identità,
penalizzante sulla percezione di femminilità che una donna ha di se stessa.


Trama
Perdere o vedere irrimediabilmente cambiata una parte di sé, a causa di un male crudele o di un destino scritto da qualcun altro, è un’esperienza traumatica che segna nell’intimo. Segni e cicatrici tatuano la pelle e non solo, scavano nell’animo e minacciano di chiudere il cuore, facendoci dubitare dell’immagine di chi eravamo, chi siamo e saremo. Da una ferita, però, può sbocciare una vita nuova, con radici ancora più profonde e variopinte, così forte da ergersi oltre il fango dei ricordi e le paure, schiudendo i petali su un mondo tutto da esplorare. Laura ha subito la mastectomia e sta reinventando una seconda esistenza circondata dai volumi della sua libreria, ma qualcosa le impedisce di aprirsi davvero alle possibilità che ha di fronte e forse all’amore. Ah-lai conserva sul viso le tracce di una storia lontana, e nei piedi le conseguenze della fasciatura; fluttua come un giunco nel vento, eppure il suo spirito non si è mai spezzato, nemmeno dopo aver provato la fugace gioia di un sentimento vero e travolgente. Un incontro nato quasi per caso, nutrito dalla condivisione, dai racconti e una nuova consapevolezza del proprio Io: un’amicizia delicata come il loto e altrettanto preziosa, tenace e indimenticabile.
Prefazione di Mariangela Camocardi. Commento di Arianna Garrone.
Patrocinio e postfazione della Fondazione Ricerca Molinette. Appendice a cura della Dott.ssa Etta Finocchiaro
Parte del ricavato delle vendite di questo libro sarà devoluta a sostegno del progetto “Donne per le Donne” per la prevenzione e la cura dei tumori al seno.




Era andata solo per un controllo, uno stupido, banale controllo.

Laura guardava il dottore e non sentiva cosa stesse dicendo, né si
accorgeva più del suo gesticolare nervoso con la penna, ma il brivido gelido
già le correva lungo la schiena.
Non poteva pronunciare quella parola a voce alta, non voleva neppure
immaginarla.
Familiarità? Sì, c’era, ma non si era mai soffermata a pensarci più di
tanto.
Sua madre? No, mia zia, sì, anche una lontana cugina, però…
Ma io sono molto più giovane, io sono…
A cosa servivano tutte quelle domande?
Se lo fece ripetere ancora e ancora. Non ci credeva davvero, non aveva
senso, non poteva averne.
Negare, voleva soltanto negare di essere lei quella a cui il dottore stava
parlando. Posare le mani sulle orecchie e non ascoltare ciò che non le
piaceva, come faceva da bambina.
Il cuore prese a battere più in fretta fino a scoppiarle. Si alzò di scatto e
fece per fuggire via, ma era sciocco, inutile. Perché non era un incubo e lo
sapeva.
Fu così che si aprì quella breccia nella sua vita e ci fu un prima e ci fu un
presente senza fine.
Lo sentì chiaro e nitido, quel momento, come lo stridio di un gesso sulla
lavagna che le riempiva le orecchie e il cervello, che le invadeva le vene,
l’anima. Un terremoto e allo stesso tempo la percezione che tutto andasse al
rallentatore.




Recensione


Buongiorno e bentornati sul blog con il review party di un racconto, più che un romanzo, sulle donne con tumore al seno e delle bambine a cui venivano accorciati i piedi fin da piccole; avete capito benissimo, quindi evitate di tapparvi le orecchie e chiudere gli occhi grazie!
Un libro talmente corto che lo leggerete in meno di due ore, ma che parla di due storie e due donne diverse, entrambe con dietro un dolore che le abbatte all'inizio, ma le rende molto più forti alla fine; due destini che apparentemente sono lontani l'uno dall'altro come il giorno e la notte, ma che alla fine, si incontrano sulla stessa strada. Da una parte c'è Laura, che deve fare i conti con il tumore al seno, la sua asportazione e il fatto che non potrà portare la protesi, dall'altra abbiamo Ah-lai, una donnina anziana, che ha subito la fasciatura ai piedi (leggete la storia e capirete cos'è e quanto atroce sia); Manuela Chiarottino con questo racconto fa capire il dolore, fisico e mentale che comporta avere il tumore e subire ciò che ha subito Ah-lai; vi assicuro che come minimo vi ritroverete con le stesse domande delle protagoniste: perché? Perché a me? Come può il destino essere così crudele? Probabilmente alcune di voi si ritroveranno in entrambe le protagoniste, altre forse no, ma questo racconto, per quanto breve, arriverà al cuore di tutte.



La mia valutazione
Alla prossima

Luce <3



«Lei ha subito l’asportazione in blocco dell’intera mammella, compresi i
due muscoli pettorali, e dell’intero pacchetto di linfonodi che vanno dalla
mammella al cavo ascellare.»
Laura deglutì a stento. Non avevano potuto iniziare la ricostruzione del
seno durante l’intervento, come capitava a molte, e voleva soltanto capire
quando sarebbe stato possibile.
Il senologo infilò le mani in tasca e la guardò con un’espressione paziente.
Anche la sua ginecologa, la dottoressa Piera Bennini, era lì con lei, quel
mattino. Era una donna di altissima professionalità, dopo un’esperienza
all’estero era tornata a lavorare all’ospedale Molinette, ma soprattutto
l’aveva seguita passo passo, come se la sua fosse davvero una missione. In
lei aveva trovato non solo competenza, ma quell’umanità che non aveva
avvertito nella prima visita.
C’era anche suo padre, ma aspettava nel corridoio. Vicinanza e
imbarazzo, una costante nel loro rapporto.



Qui sotto trovate i nomi degli altri blog che hanno aderito al Review Party:
«Sì, ho capito, ma la ricostruzione? Dovrò aspettare tanto?»
Vide i due medici scambiarsi uno sguardo.
«Nel suo caso non è stata e non è possibile una normale ricostruzione
mammaria con protesi. Ci sono altri modi, più complessi, ma ci sono.»
La dottoressa le posò una mano sulla spalla. «Ascolta tutto e poi rifletti
con calma, Laura. Sappi soltanto che non è una scelta obbligata. C’è anche
la possibilità di rimanere senza seno.»
«Senza…»