lunedì 31 agosto 2020

7 blog per 1 autore: Sabrina Guaragno

 Buongiorno lettori e amanti delle serie tv! Come avevo preannunciato, da oggi comincia una nuova rubrica in collaborazione con altri 6 blog, di cui uno è quello di Federica, che gestisce Gliocchidellupo

ma in cosa consiste la rubrica, 7 blog per 1 autore?


Riapre una rubrica tanto amata e dedicata agli autori, da un'idea di Federica del Blog Gli Occhi del Lupo. In precedenza chiamata 4 blog per un autore e ora cresciuta in 7 blog per un autore. Ogni settimana ospiteremo un autore con il suo romanzo ed entreremo meglio in ciò che ha scritto. Ringraziamo tutti coloro che si sono affidati a questa iniziativa.
Blog che vi partecipano:
LUNEDÌ - Tutto sul romanzo - IO AMO I LIBRI E LE SERIE TV
MARTEDÌ - Ambientazione - IN COMPAGNIA DI UNA PENNA
MERCOLEDÌ - Cast Dream - TRE GATTE TRA I LIBRI
GIOVEDÌ - Un messaggio da scoprire - ANIMA DI CARTA
VENERDÌ - Un'immagine che racconta - LIBERA_MENTE
SABATO - Intervista all'autore - VENTO DI LIBRI
DOMENICA - Intervista al personaggio - GLI OCCHI DEL LUPO



Tutto sul romanzo

COVER + TRAMA + ESTRATTI

Raccontaci come hai scelto la cover, chi l’ha realizzata e qualche info in più rispetto alla trama scelta

La Strega della Fonte di Sabrina Guaragno



Titolo: La Strega della Fonte

Autrice: Sabrina Guaragno

Casa Editrice: Nativi Digitali Edizioni

Genere: Fantasy

Data d’uscita: 22 novembre 2018

Pagine: 292

Prezzo E-book: 3,99 €

Prezzo cartaceo: 14,00 €

Link di presentazione e acquisto: http://bit.ly/stregafonte

Link Amazon: https://tinyurl.com/ybjrtbpy

Booktrailer: https://youtu.be/ZaNwsK9hbvk

 

 

 

SINOSSI


"Vedo le sue labbra incresparsi in un sorriso inquietante, e un brivido di freddo mi scende lungo la schiena. Capisco che sta per correre da come tende la schiena e le braccia davanti a sé, ed entrambe iniziamo la nostra reciproca corsa verso la vittoria".

Alaisa, una ragazza umile ma determinata, è pronta per partire per il viaggio più importante della sua vita, con l'obiettivo di raggiungere la dimora della famosa Strega della Fonte e diventare sua apprendista: il suo sogno fin da bambina!
Quello che Alaisa non sa, è che la magia conferisce grandi poteri, e per padroneggiarla al meglio è prima necessario fare i conti con le proprie aspirazioni e le proprie paure. 
Il mondo segreto delle Streghe offre molte opportunità, ma anche molti rischi e ombre... tra tutti i nuovi intriganti personaggi che conoscerà, riuscirà a capire di chi potrà fidarsi, e da chi dovrà difendere tutto ciò che le è più caro?
Con "La strega della fonte" Sabrina Guaragno ci porta in un nuovo universo Fantasy intricato e affascinante, in cui le atmosfere romantiche si mischiano ad altre cupe e inquietanti. E dove il potere della magia permette a maghi e streghe di realizzare i loro sogni, ma anche il manifestarsi di veri e propri incubi...

 

L’AUTRICE

Sabrina Guaragno nasce a Bari il 27 giugno del 1993, ma trascorre la sua infanzia e la sua adolescenza a Modugno.

Sabrina nutre anche una passione viscerale per la mente umana: dopo il diploma come operatore turistico, ha conseguito la laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche e quella magistrale in Psicologia Clinica presso l’Università Aldo Moro di Bari.

Attualmente, sta svolgendo il tirocinio post-laurea presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’Università Aldo Moro di Bari.

Da qualche anno gestisce il blog letterario Non servono le ali per volare, e fa parte della redazione di Leggendo a Bari, blog legato all’omonimo gruppo di lettura barese. Inoltre, fa parte dello staff di Psychondesk, blog di psicologia, come membro del Comitato Scientifico, autrice e correttrice di bozze.

 

Alaisa e la sua storia vi ha incuriosito? Visitate il sito web della saga: https://sabrinaguaragno.wixsite.com/lasagadialaisa

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/LaStregadellaFonteLaSagadiAlaisa

Account Instagram: https://www.instagram.com/la_strega_della_fonte/



Raccontaci come hai scelto la cover, chi l’ha realizzata e qualche info in più rispetto alla trama scelta

 

Innanzitutto, grazie alle blogger che hanno organizzato questa stupenda iniziativa! Sono onorata di poter partecipare col mio romanzo fantasy romantico, edito Nativi Digitali Edizioni, La Strega della Fonte!

Per quanto riguarda la cover di La Strega della Fonte, ho parlato a lungo con i miei editori, e alla fine ho espresso l’idea del volto di donna, incorniciato dai capelli biondi. Si tratta di un personaggio importante della saga, e assieme al cerchio degli elementi, secondo me crea l’atmosfera giusta contenuta anche nel romanzo.

La copertina è stata realizzata da Valentina Marcone (che ringrazio per la pazienza!).

 

Per quanto riguarda la trama: il romanzo è nato come un racconto, scritto in occasione di un concorso di scrittura sulle streghe, appunto. Quando mi sono resa conto di non rientrare nei caratteri prestabiliti, ho deciso di non partecipare più al contest. Ma la storia di Alaisa mi è rimasta nella testa, talmente tanto che ho continuato a scrivere…

 

Grazie ancora per l’articolo!

ESTRATTO

L’inizio del viaggio

 

                Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato.

                Mi sembra di aspettarlo da sempre, da quando ero una bimbetta con le ginocchia sbucciate e tanti sogni infranti. Da allora sono cambiate tante cose, sono cambiata tanto anch’io. Ma il mio desiderio è rimasto immutato, come un obiettivo da raggiungere, un’ancora a cui aggrapparsi.

                Solo qualche giorno fa, ero a casa a ricamare tovagliette da vendere al mercato con mia madre: ero una ragazza di quasi diciassette anni che cercava di aiutare la famiglia ad andare avanti. E oggi, invece, mi ritrovo qui, ad attendere il momento in cui incontrerò la Strega della Fonte.

                Quasi non riesco a crederci, mentre cammino sull’erba troppo cresciuta del Prato. Per essere un posto quasi sacro dove, ogni tre anni, dozzine di ragazzi e famiglie si appostano con ansia per assistere alla “grande partenza”, non sembra avere nulla di speciale. Tranne, forse, la natura molto più bella e lussureggiante rispetto a qualsiasi altro bosco abbia mai visto.

                «Eccoci arrivate» sussurro, sistemandomi meglio la borsa sulla spalla e scostandomi un ciuffo di capelli castani dal viso.

                Mia madre sorride debolmente, mentre Egea e Dacy ridacchiano. Nonostante ciò, nei loro occhi posso scorgere l’ombra di preoccupazione che, ormai da un po’ di tempo, si annida nei loro pensieri di bambine cresciute troppo in fretta.

                È difficile prendere questa decisione, scegliere di tentare la sorte per avviarsi in un viaggio con altri ragazzi sconosciuti e agguerriti, per cercare la strana vecchietta: la Strega Maestra della nostra regione che, ogni tre anni, prende con sé un nuovo, fortunatissimo apprendista.

                È difficile, ma non per me che ho sognato fin da bambina di poter, un giorno, diventare una strega.

                Il nostro villaggio, Erad, dista solo qualche giorno di cammino da Farery, la cittadina dove ci troviamo adesso. È stato faticoso arrivare fin qui a piedi, ma quando ho pregato mia madre e le mie sorelline di rimanere a casa, non hanno voluto sentir ragione: mi avrebbero accompagnato fino al punto dove il Prato si collega al Ponte, mi avrebbero dato gli ultimi abbracci e baci, e sperato per me di non vedermi per tre anni, o almeno di ritornare da loro senza nulla di rotto.

                Il viaggio per raggiungere la cima del monte Raif, in effetti, non sembra proprio essere una passeggiata.

                È pomeriggio, il sole non è ancora sul punto di tramontare, ma c’è già un piccolo drappello di persone in attesa. Alcuni bambini giocano a rincorrersi, mentre gli adulti se ne stanno in piedi in piccoli gruppi, parlottando fitto fitto. Solo tre o quattro persone, più vicine al limitare del dirupo, sembrano avere l’espressione di chi versa nella preoccupazione almeno quanto mia madre e le mie sorelle.

                Il mio sguardo viene catturato dall’immensità del luogo in cui mi trovo. Il bosco che circonda il camminamento che ci ha portato dalla mia cittadina fino a Farery è bellissimo, abitato da creature dai colori bizzarri, uccellini canterini che si posano su alberi altissimi dalle foglie carnose e brillanti, fiori vividi e profumi inebrianti.

                Ma il Prato è qualcosa di spettacolare. Sembra che qualcuno l’abbia disegnato dal nulla, perché non ci si potrebbe spiegare altrimenti l’enorme spazio a forma di semicerchio, sgombro da arbusti e alberi, ma circondato da fusti dalle chiome floride. Termina su un dirupo, con uno strapiombo improvviso, tanto che i fili di erba incolta penzolano sulla roccia viva e sul vuoto.

                Mi volto, guardo mia madre e le sorrido. Poi abbandono la borsa piena di viveri vicino alla mia famiglia che si riposa. Agguanto i lembi della lunga gonna, alzandoli appena mentre corro verso il bordo del Prato.

                Guardo giù e mi gira la testa. Il vuoto si perde nel buio, spezzato solo dalla presenza di un' enorme cascata, che sbuca dall’interno della roccia, dal versante opposto al mio, provocando uno scrosciare roboante. Di fronte a me, oltre il baratro, si erge una montagna gigantesca.

                Alzo gli occhi al cielo, il sole che me li brucia un po’. Guardo le chiome degli alberi sulla cima del Raif, e penso che lì, da qualche parte, c’è una fonte. Che lì c’è la mia Maestra. Che devo trovarla.

 

ESTRATTO 2

Ed eccoci qui, solo noi quattro davanti al messaggero della strega. Lui ci guarda con un misto di ammirazione e preoccupazione. A volte i ragazzi che si incamminano per questo viaggio non fanno ritorno, e non perché sono diventati degli apprendisti della strega.

                Cerco di non pensarci, mentre un’altra figura si avvicina a noi. Avrei pensato che fosse un altro ragazzo, se non si fosse tolta il cappuccio a mostrare il volto di una giovane dagli occhi freddi come il ghiaccio e capelli di un strano color argenteo. Sotto al mantello, indossa una tenuta che farebbe invidia a una guardia militare. Sicuramente è armata, e il suo sguardo torvo mi fa un po’ paura. Mi chiedo cosa potrebbe diventare, dopo un addestramento di tre anni… e non voglio nemmeno pensarci.

                È così minacciosa che sento risuonare nelle orecchie la voce del mio defunto nonno paterno: “sembra un dannato saliahman!” diceva, quando gli capitava di vedere un tipo poco raccomandabile. Come se lui stesso avesse mai visto un vero saliahman. “Bastardi invasori, un giorno potrebbero tornare” continuava, nella delirante convinzione che non fossero passati più di quattrocento anni da quando qualcuno aveva visto un saliahman ad Adaesha. Ora vivono nelle terre a est, tenuti lontani da Adaesha da un muro di invalicabili arbusti che si dipanano quasi fino a toccare il cielo. Ma se provo a immaginarmene uno, da quello che mi hanno raccontato di loro, me lo vedo proprio come questa ragazza.

                Il messaggero chiede se ci sono altri Candidati, e quando non si fa avanti nessuno, ci consegna una pietra rossa per uno. La soppeso tra le dita: è grande quanto il mio palmo e pesa come una mela matura.

                «La strega tiene molto all'incolumità dei suoi aspiranti allievi, ed è per questo che vi dona queste pietre incantate. Se sarete in difficoltà, se vorrete ritornare indietro, non dovrete far altro che tirarle fuori e chiedere aiuto, e lei farà il resto» continua a leggere l'emissario, e dalla strana piega che hanno preso le sue sopracciglia posso intuire che si stia chiedendo, proprio come tutti noi che lo ascoltiamo, come delle pietre possano possedere tali capacità.

                Non ho idea del come, ma va bene così.

                I paesani si avvicinano a noi offrendoci viveri e portafortuna, ci abbracciano come se fossimo loro figli. La cosa mi scombussola un po’, ma il calore di questa gente mi riscalda il cuore impaurito.

                Un'anziana signora vestita di veli colorati mi mette al collo una collana con una pietruzza trasparente a forma di goccia, e io la ringrazio con un sorriso. «Che possa proteggerti e che ti conduca alla tua meta» mi dice la signora, con uno strano accento, scrutandomi con occhi scuri penetranti. E dopo queste parole sono pronta per partire.

                Noi Candidati, i cuori martellanti nel petto, ci posizioniamo davanti al dirupo, il silenzio assoluto è attenuato solo dallo scrosciare della cascata.

                Guardiamo davanti a noi, oltre lo strapiombo. Un albero, colpito dalla luce arancione del sole al tramonto, sembra prendere vita. Le sue radici e i suoi rami si scuotono, come serpenti striscianti si allungano, si avviluppano al terreno e poi si protendono verso di noi. Sono quasi tentata di scappare quando essi fermano la loro corsa, si arrotolano tra loro, si tendono tra un arbusto e l’altro, ancorandosi al bordo del Prato, vicino ai nostri piedi. Il Ponte, eccolo qui. Uno stupendo intrico di rami che ci condurranno verso la nostra meta.

                Ed è così che incominciamo il nostro viaggio.

 



 

 



2 commenti:

  1. Ciao Benedetta! Sembra super intrigante! Mi ispira! *-*

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  2. Grazie mille della possibilità! Articolo stupendo! **

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