domenica 24 maggio 2020

Segnalazione "L'altra me", Anna Esse

Buongiorno e bentornati sul blog con una nuova segnalazione



Titolo: L'Altra Me
Autore: Anna Esse
Prezzo: ebook € 099 - Cartaceo € 17.99
Editore: Self Publishing
Data pubblicazione: 23 settembre 2019

Link d'acquisto: QUI


Trama:

“Erano una il riflesso dell’altra, erano uniche nella loro particolarità e non avrebbe permesso a nessuno di dividerle. Nessuno.”

 New York. La Grande Mela.

Melanie e Kimberly sono due gemelle identiche nell'aspetto ma con caratteri completamente opposti. Dopo aver visto entrambe le loro relazioni naufragare, decidono di convivere in un appartamento a Tribeca dove ritrovano la loro serena quotidianità, fatta di amici, lavoro e sogni nel cassetto finché un incontro inaspettato scuote le loro vite: vecchi ricordi che riemergono... e nulla sarà come prima.


Estratto: 

«Quel bacio non significa nulla», mormorò scuotendo il capo.
«Non ci credo!», scattò cercando di rimettersi in piedi, ma lui l’attirò a sé costringendola a restare inginocchiata tra le sue gambe.
«Melly sono un attore! Di quel tipo di baci ne do a centinaia durante tutto l’anno», sorrise sconcertato, «e quando dovrò girare delle scene di sesso allora? Cosa farai? Questo è il mio lavoro, il mestiere che ho deciso di fare andando contro tutto e tutti», fece una pausa spostandole i capelli dietro le orecchie, «questa è la mia vita, Melanie», concluse fissando i suoi grandi occhi color nocciola chiari. Melly rimase in silenzio. Comprendeva pienamente cosa intendesse dire, ma non riusciva ad accettarlo, faceva troppo male. “La sua vita”, pensò perplessa, “cosa significava che quella era la sua vita?”. Rimase in silenzio a rimuginare su quelle parole: “Quindi, se lei non avesse accettato questo suo modo di vivere, non ne avrebbe potuto far parte? Che era destinata ad ardere tra le fiamme della gelosia perché lui non avrebbe rinunciato al suo lavoro per lei? Valeva così poco ai suoi occhi?”. Era conscia che quello che stava pensando fosse assurdo e che combaciavano perfettamente con le osservazioni che le aveva fatto Karen la sera precedente ma, per quanto giuste, non era in grado di accettarle serenamente per ora. Stava male, voleva fuggire il più lontano possibile, ma era prigioniera di quelle forti braccia che la stringevano con dolcezza, di quegli occhi color smeraldo che l’accarezzavano con amore, ipnotizzata da quelle labbra sottili e carnose che per notti aveva sognato di baciare, di mordere e cibarsene all'infinito. Lo ambiva. Il suo corpo piangeva dal desiderio di farlo suo, ma il cuore e la mente in quel momento erano in contrasto e, il risultato, era un forte dolore al petto che le faceva mancare l’aria.
«Melly?», la chiamò accarezzandole il viso.
Lei singhiozzò, lasciando libere le lacrime. Era satura e non aveva più la forza di trattenerle: «Io non capisco», bisbigliò, «parli come se io non facessi parte della tua vita e poi mi dici di credere in te e nei tuoi sentimenti. Non ci capisco più nulla, io non so più cosa pensare», continuò piangendo come una bambina. Michael le asciugò le lacrime con le mani e le sfiorò le labbra con un bacio. Era un bacio semplice, dato con affetto, ma senza trasporto. Un bacio dato sulle labbra come se si trattasse di due bambini al loro primo appuntamento. Un bacio dai toni caldi delle primavera umido di rugiada, a delicato come una brezza. «Questo è il tipo di bacio che Amber mi ha rubato ieri», mormorò scostandosi per fissarla dritta negli occhi che avevano smesso improvvisamente di piangere dall'emozione, «e questo…», riprese unendo nuovamente le loro labbra una seconda volta, «è il tipo di bacio che voglio solo da te», concluse sfiorandole più volte le labbra, finché lentamente la sua bocca si dischiuse e la lingua prese a bussare in cerca della sua gemella. Le labbra si dischiusero all'unisono e le loro lingue presero a danzare un passaggio di note tutto loro.


Biografia:
Sono nata a Torino nel luglio del 1976 da genitori operai.
Fin da piccola ho sempre inventato storie: prima scritte, poi disegnate e poi di nuovo scritte.
Sono sempre stata in grado di sognare a occhi aperti, a immaginare mondi fantastici e a perdermi in essi. Forse perché essendo l'unica femmina della famiglia (a parte mia madre), era un modo costruttivo per sfuggire al fatto che ero circondata da maschi: ho tre fratelli. Non saprei, ma sono sempre stata una sognatrice incallita.
La mia prima storia ufficiale s'intitolava "L'angelo e la pistola", non lo troverete su Amazon, perché è un racconto poliziesco che scrissi ai tempi delle medie e che chissà, magari un giorno potrei riprendere e decidere di trasformarlo in qualcosa di più. Poi, dopo aver scritto alcune storie, iniziai a disegnarle e così nacquero manga come "Sentimenti" o "Brothers" che potete trovare nel mio blog.
Non scrivo un genere specifico, per cui aspettatevi di tutto. 


Per oggi è tutto, a presto


Luce <3


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