domenica 18 marzo 2018

Recensione serie "Cathy"; Sean Stewart

Autore: Sean Stewart
Titolo: Il diario di Cathy (serie Cathy #1)
Prezzo: 9.35

Link d'acquisto: QUI




Serie Cathy:
1)Il diario di Cathy
2)Il segreto di Cathy
3)L'anello di Cathy







Trama
La diciassettenne Cathy viene improvvisamente lasciata da Victor, il suo ragazzo, senza un motivo. La ragazza decide di indagare e si ritrova al centro di esperimenti segreti, morti misteriose, rivelazioni sconvolgenti... Cathy annota tutto nel suo diario, raccoglie tutte le prove in una busta e consegna al lettore tutti gli indizi, per arrivare insieme alla soluzione del mistero. Ogni lettore potrà leggere gli appunti, curiosare tra i commenti, toccare con mano gli indizi, navigare il sito web.





Recensione


Buonasera a tutti e bentornati sul blog con la recensione del primo volume di una trilogia, la cui protagonista è una diciassettenne che, lasciata dal moroso, fa di tutto per scoprire perché e nel farlo scopre cose che non avrebbe mai immaginato. Questa serie è molto particolare, soprattutto per la FORMA dei romanzi, che portano a capire che è più un diario, che un romanzo. Il lettore può chiudere e aprire il libro quando vuole, ma soprattutto, nella seconda di copertina, ci sono delle buste con dentro gli indizi lasciati dalla protagonista alla sua migliore amica, per capire tutta la storia; perché Cathy, scrive e stampa ogni cosa che scopre su Victor e la sua famiglia. Il lettore può toccare con mano ogni cosa, e vivere con Cathy, in senso letterale, ogni cosa che viene raccontata di capitolo in capitolo; dove altro la trovate una serie simile? Però sappiate che probabilmente è una trilogia più adatta ad adolescenti che ad adulti, visto che Cathy e Emma hanno diciassette anni.
Mi aspettavo la classica storia dell'adolescente che scopre un segreto sul moroso di quelle già sentite e risentite, ma considerata la forma del libro e il fatto che ogni lettore può immedesimarsi in Cathy ed Emma mettendo le mani sulle "prove", devo ricredermi; alla fine non riuscivo più a staccarmi dalla storia, tantè che ho già iniziato il secondo volume e non so se prendere l'ultimo in biblioteca o comprarlo.. 
Ma tornando alla storia, è avvincente, interessante, diversa dal solito, ti fa provare ogni emozione provata da Cathy e ti lascia con la voglia di sapere cosa succede dopo.




La mia valutazione

5

Alla prossima
Luce <3

giovedì 15 marzo 2018

Segnalazione "Vita di paese", Maria Caterina Basile

Buongiorno e bentornati con la segnalazione di un nuovo romanzo di cui mi è stata chiesta la recensione, che provvederò a fare appena finirò il romanzo, anche se lo leggerò appena possibile.





Titolo: “Vita di paese”
Autore: Maria Caterina Basile
Casa Editrice: Nulla Die
Collana: Lego Parva Res
Genere: romanzo di formazione
Pagine: 74
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo: 10,00 euro
Formato: libro
ISBN: 9788869151163






Trama

È possibile fare ritorno in una terra-miraggio, rimasta nell'attesa di un futuro che pare non compiersi mai e trovare finalmente se stessi? Damiano Pellegrino, trentacinquenne simbolo di una generazione in viaggio, ci prova, affrontando e vincendo una difficile sfida.


Sinossi:

    Vita di paese racconta la storia di Damiano Pellegrino, trentacinquenne che, dopo diciassette anni passati a lavorare come barista in Svizzera, ritorna nella sua terra, il Salento.
    Si tratta di una decisione improvvisa, motivata da una crisi profonda alla quale egli vuol porre fine una volta per tutte. Stanco di vivere nell’incessante rimorso di non essere stato al fianco del padre la mattina che quest’ultimo era stato colto da un infarto, Damiano si mette al volante e torna al suo paese, Miraggio.
    Una volta a casa, si rende conto che l’unico ad essere cambiato è lui; ossessionato dal senso di colpa, aveva scelto di escludere dalla sua vita familiari e amici. Inoltre, il lavoro che aveva condotto esclusivamente di notte, non aveva fatto altro che spianargli la strada all’isolamento. Si era dunque chiuso in se stesso, vedendo nel suo modo di essere la causa della sciagura che si era abbattuta sulla sua famiglia.
    La mattina che il padre era morto, infatti, Damiano si era rifiutato di aiutarlo nel lavoro in campagna ed aveva preferito andarsene in giro con gli amici. Del resto, era stato un ragazzo particolarmente irrequieto, poco ligio al dovere, al contrario dei suoi fratelli, Salvatore e Cosimo. Le uniche attività che riuscivano a domarlo erano la lettura e la scrittura, ma non erano bastate a fargli mettere la testa a posto.
    La prima persona che incontra a Miraggio è proprio il suo professore di italiano alle medie, don Carlo Brigante, il quale lo aveva sempre spronato a continuare gli studi ed a scrivere. Damiano è sorpreso nel constatare che l’uomo non solo non ha smesso di credere in lui, ma addirittura si aspetta ancora che scriva il libro della sua vita.
    Damiano sente che una forza misteriosa vuole portarlo a liberarsi dal rimorso che lo ha condannato alla fuga dalla terra natia e da se stesso. Pur tentando di continuare a vivere in completo isolamento, dormendo di giorno e vagando nella notte in preda a sconnessi soliloqui, pian piano non può fare a meno di cedere all’umanità semplice delle persone che lo circondano. Inizia a frequentare il bar del paese e si accorge che le sue pene e i suoi tormenti non sono diversi da quelli di nessuno; quando affronta la crisi più forte, rivivere il giorno della morte del padre, la mamma gli resta accanto e lo avvia alla guarigione.


    Damiano comincia a guardare se stesso con occhi nuovi: quelli pieni di pietà e misericordia di chi lo circonda. Nei pochi mesi passati al paese è travolto da un vortice continuo di riflessioni sull’esistenza: il cambiamento, tutto interiore, è inevitabile. Seguendo il consiglio del professor Brigante, ritorna a scrivere e sceglie di occuparsi della terra del padre, la stessa in cui, diciassette anni prima, aveva avuto origine il suo rimorso.


Estratto:


[…] Sono passato davanti alla sala giochi, l’unica del paese: un piccolo gruppo di adolescenti era fermo a discutere davanti all’entrata. Li ho guardati coi miei occhi di trentacinquenne. Non sono poi così diverso da loro, mi sono detto. Ho messo i sogni da parte, ma solo per poco. Sono tornato a prenderli.  Ci sono stagioni in cui anche gli alberi mettono da parte i loro sogni. Ma ve ne sono altre in cui sui loro rami sbocciano fiori carichi di illusioni. E che colori, che magnifici colori!
     Un irrefrenabile desiderio di mettere i miei pensieri su carta si è impossessato di me. Ho ripreso a camminare. Un’anziana donna si avviava verso casa: portava annodato al collo un fazzoletto, come mia nonna. Aveva ragione il professore: sospesi tra passato e presente, non ci è lecito condividere con i nostri pari la nostalgia per un mondo antico mai posseduto, eppure tanto agognato. Siamo pochi, siamo quelli che restano al Sud, tra vecchi e bambini. Tra certezze antiche e una realtà nuova, luccicante e spesso puzzolente: siamo a metà, spezzati, divisi tra desiderio di appartenenza e un futuro che ci sfugge dalle mani. Ci si aspetta, da noi, l’innovazione o magari l’invenzione di nuove tradizioni. Un mondo nuovo. Ma siamo un corpo frammentato, inerte, che attende di essere ricomposto con pazienza, amore, pietà.
    Una volta a casa, mi sono chiuso in camera mia. Dovevo fare ordine sulla scrivania, liberarla per mettermi a sedere e scrivere, facendo ordine anche tra i pensieri. Parole! Le parole delle poesie sono intime, personali, sono solo per noi stessi; diversa è la prosa, che tende la mano a lettori sicuri di sé. Il lettore di poesia è un naufrago, i versi ch’egli ama il fradicio pezzo di legno al quale si aggrappa, forse inutilmente, nella fioca speranza di restare in vita.
    Pupille dilatate dalla solitudine.
    Dovevo, in qualche modo, far sì di bastare nuovamente a me stesso: penna, primo foglio. Qualche parola in fila. Cancellature grossolane. Secondo foglio. Altre parole. Altre cancellature.
    Ah, era inutile cercare di iniziare qualcosa di nuovo, qualcosa di puro: eccola là, la macchia d’inchiostro, eccoli là, i due fogli stracciati e accartocciati. E la rabbia, quanta rabbia! di restare inchiodato a quel tedio, mentre la libertà se ne andava a farsi un giro col vento facendosi beffe di me. Un inizio, una strada che conducesse in un luogo sicuro: questo chiedevo. Non sentieri tortuosi e spine che non portano da nessuna parte. Ecco che le palpebre si richiudevano, gonfie e stanche. Il peso degli errori e della superbia e l’impotenza – maledetta impotenza! – mi schiacciavano l’anima, mi addormentavano il cuore. E, intanto, la vita fuori continuava a scorrere, noncurante dei miei piedi fermi. Le parole le avevo perdute tutte, tutte. E la povertà aveva un sapore amaro.
    Sono rimasto seduto a frugare nel tiretto dei ricordi, nella speranza di trovarvi fogli di poesie e racconti e potermi così mettere in piedi sulla sedia, brandendoli da vincitore. Li ho trovati. Ma è da sconfitto che sono rimasto a sedere e del vinto ho assunto la posa, lasciando cadere i fogli per terra e coprendomi il volto con le mani, soffocando i singhiozzi del male che avanzava e che non mi lasciava scelta, scorrendo inesorabile come un fiume impietoso che tutto travolge e tutto annienta.
    Fare pace col tempo. Fare pace col tempo. Pazientare.
    Ho preso in mano un quaderno a caso. Sulla copertina campeggiava una scritta in stampatello: “Viva Berardo Viola”. L’ho aperto. Sotto il titolo “Riflessioni notturne, 07/03/1998”, c’era scritto: “Dobbiamo stare attenti a non salire troppo in alto sulle nostre fragili scale sociali: la guerra tra poveri ci farà cadere tutti, tutti.  Più alta sarà la nostra meta, più profondo il burrone di miseria spirituale nel quale cadremo. Perché una sola è la bandiera a cui noi meridionali dobbiamo prestare giuramento: quella dello Spirito. La bandiera di una terra senza confini, che ci ricordi ciò che siamo, che ci rammenti di non provare a schiacciare gli ultimi come se fossimo giganti: siamo formiche, piccoli laboriosi pacifici insetti, piccoli insetti neri con la schiena piegata sotto il sole cocente. Le nostre mani non devono far altro che spezzare il pane in segno di pace, i nostri piedi devono restare ancorati alla terra: guai se salissero anche un solo gradino! Sarebbe la fine del nostro piccolo mondo d’incanto”.
    Più avanti, datato 01/07/1998, un appunto scritto dopo una lite con i miei fratelli: “Mai dare per scontato nemmeno il più semplice scambio di parole: anche nel saluto più banale c’è una benedizione profonda.
    Le parole rassicuranti dell’amato, la madre di tre figli che stende i panni di prima mattina.
    Il compratore d’olio usato passa per le strade – ‘L’olio forte, chi tiene la murga!’ – e raccoglie i resti di fritture; in quell’oro vegetale echeggiano le risate, i pianti, gli schiamazzi, le urla, la rabbia e l’amore delle famiglie meridionali riunite a tavola.
    I passi dell’amato al di là della porta: la donna sospira e attende.
    Attendevo il ritorno della poesia, della riflessione, della solitudine, del ripiegamento su me stesso che un giorno sarà eterno. La poesia preannuncia l’Aldilà, l’eterno stato di beatitudine e benessere al-di-là del mondo visibile.
    ‘Meloni, pesche, peperoni’: l’ambulante diffonde la sua voce per il paese. Le donne accorrono dagli usci, comprano frutta e verdura, si scambiano saluti e confidenze.
    Meridione, io ti abbraccio e ti benedico: perché tu non fai lo stesso con me, perché?”.
    Dio, avevo sempre preso tutto così seriamente! Ma la vita è il riso sguaiato di un bambino, niente di più. È un attimo, una folgore.
    Nel rileggere quegli appunti di adolescente, d’un tratto si è fatto strada nel mio cuore il perdono; che stessi iniziando a guadarmi con gli occhi di Don Carlo e a scorgere in me l’innocenza d’un bambino?
    Se solo avessi dato meno peso alle parole, se solo avessi sentito meno! Ma la storia, lo ripeteva sempre il professore, non si fa con i “se” e con i “ma”. Pazienza! Mi sarei contentato del presente e avrei provato ad amarmi di un amore leggero e lucente. Era necessario prendere una pausa dall’eccessivo rigore con cui avevo trattato me stesso e concedermi una carezza.
    Poesie e pensieri notturni avrebbero ripreso vita. Poi, chissà. Forse sarebbe venuto il libro che il professor Brigante aspettava da lungo tempo.
    Il quaderno aveva ancora un paio fogli bianchi. Ho ripreso in mano la penna e mi sono messo a scrivere: “La felicità sta tutta nelle piccole cose, in questo paesino che benedico.
    Il passato, la rabbia hanno un sapore amaro: è bene che io perdoni me stesso settanta volte sette.
    Il mio cuore, imparo a conoscerlo ogni giorno di più; è fragile, sì, ma pieno di misericordia.
    Pietà: a me stesso chiedo pietà. Giudice supremo dei miei errori, ho espiato le mie colpe.
    Stare sulla difensiva, sempre, non mi ha portato da nessuna parte. Ho creato una corazza fittizia, uno scudo fittizio.
    È col passato che devo fare i conti, è al presente che devo dare un’opportunità, a quel bambino che abita ancora nel mio corpo di trentacinquenne.
    Io credo che ogni cosa accada per una ragione: le strade che percorriamo per tutta una vita alla fine s’incontrano. Sarà il Fato o Dio stesso a darci una lezione, chi può saperlo.
    I significati che scopriamo vivendo vanno messi al sicuro, perché la mediocrità, l’avarizia, la brama di materia non possano intaccarne la bellezza.
    La felicità sta nelle piccole cose, in questo paesino che benedico. E se qualche volta l’ho maledetto e ti ho maledetta, terra mia, io mi perdono. Settanta volte sette.
Damiano Pellegrino, Miraggio, 25/07/2015”.




Autrice:

    Maria Caterina Basile è nata a Taranto nel 1981. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università del Salento. È autrice di Timothy Leary. La religione della coscienza dalla rivoluzione psichedelica ai rave (Alpes Italia, Roma, 2012).
    Sue liriche sono apparse sulle antologie Quando ritorna la stagione aprica (Centro Giovani Casalotti, Artemide Editrice, Roma, 1999), Il Federiciano 2010 (Aletti Editore, Villalba di Guidonia, 2010); sulla rivista Gradiva, International Journal of Italian Poetry (Stony Brook, NY, 2011); sul blog Thema (http://thematico.blogspot.it/, 2012); nei libri Sotto l’Albero delle Mele Vol. 2, Parole in fuga – volume 9, L’indice delle esistenze – Le Diversità,  Il Federiciano Libro Indaco, (Aletti Editore, Villalba di Guidonia, 2013), L’indice delle esistenze – L’Italia, L’indice delle esistenze – I Ricordi (Aletti Editore, Villalba di Guidonia, 2014). Nel 2006 ha ricevuto il Diploma Honoris Causa dal “Centro Divulgazione Arte e Poesia Ignazio Privitera”.
    Attualmente vive in provincia di Lecce.

   




A presto

Luce <3


mercoledì 14 marzo 2018

WWW... wednesday #30

Salve a tutti ragazzi e ben arrivati a metà settimana; come di consueto, essendo oggi mercoledì, vi illustro le mie attuali letture, quelle finite e quelle da iniziare.
Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading . nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!! 


1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?




Ieri, dopo aver concluso il secondo volume, ho iniziato quello conclusivo di questa trilogia stupenda! Vi saprò dire appena possibile cosa ne penso



Nei giorni scorsi ho iniziato anche questo romanzo di Sparks; voi l'avete letto? Pareri?


E per finire, a casa ho iniziato questo, regalino di Natale con il seguito, che però ha come argomento un tipo di storia che ormai leggo ovunque.. ma è carino; vi farò sapere!

2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?




Ieri ho concluso il secondo volume della trilogia La principessa degli elfi, che mi sta prendendo parecchio (recensione QUI)

3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?



Ovviamente, a casa, appena concluderò il primo volume di questa trilogia (strano eh? Il terzo però lo prenderò in biblioteca), leggerò il secondo


Appena concludo l'ultimo volume della serie La principessa degli elfi, leggerò questo, visto che mi era stato chiesto qualche giorno fa.. lo so, sto andando a rilento, scusate!

Ed eccoci alla fine del 30esimo WWW! E voi cosa state leggendo? Cosa avete finito e cosa leggerete?

martedì 13 marzo 2018

Recensione serie "La principessa degli elfi", Licia Oliviero

Autrice: Licia Oliviero
Titolo: La principessa degli elfi - La rivolta (la principessa degli elfi #2)
Prezzo: cartaceo 14,99 e-book: 2,99

Link d'acquisto: QUI


Serie La principessa degli elfi:
1)La principessa degli elfi
2) La principessa degli elfi - la rivolta
3) La principessa degli elfi - la maledizione












Trama
L’Oscurità sembra aver vinto ed eclissato la Luce.
Layra e Ally sono prigioniere e sfruttate dai loro nemici, mentre Anter è libero in un regno prostrato e in catene.
Catene che iniziano a cedere, forzate dagli Elfi della Luce ribelli che, sfuggiti ai rastrellamenti nemici, intendono combattere per riprendersi la propria patria.
Si avvicina una nuova battaglia: mettere al sicuro i prigionieri e le persone amate non è sufficiente, nascondersi non è più un’opzione valida, per quanto allettante possa sembrare.
La sfida è assolutamente impari, ma ciò che spinge Layra e i suoi alleati è l’amore per la propria casa, per la propria famiglia e per il proprio futuro, di gran lunga superiore alla sete di potere e vendetta.



Recensione

Buongiorno e bentornati con la recensione del seguito de "La principessa degli elfi (recensione QUI).  Lo sapevo io che i guai non hanno mai fine, soprattutto quando, chi scrive, ha intenzione di scrivere tre libri! Questo secondo capitolo si apre dove si era chiuso il primo, con Layra e Ally prigioniere di Amos, con Anter libero ma in un paese prostrato e in catene; anche in questo volume ci sono varie battaglie, sia interne che esterne, ma solo una è quella principale: quella tra Amos e Layra, che avrà luogo sotto gli occhi di due persone a cui la vita di Layra importa molto: i suoi genitori. Ebbene sì, a differenza dei genitori di Anter e Ally, quelli di Layra sono vivi, ma sotto incantesimo; starà a chi è sempre stato al fianco di Layra, liberarli e fare così in modo che la famiglia si riunisca al completo; ogni capitolo è un'emozione continua, ne capitano di tutti i colori. Layra e Anter sono uniti dall'amore, ma ci sono ostacoli, che forse li divideranno, ostacoli non facili da raggirare, visto che sono incantesimi oscuri talmente potenti che potrebbe anche finire male.... Ritorni imprevisti, ma che sono destinati a non durare, mi hanno riempito il cuore di gioia, per poi urlare di frustrazione: non posso dirvi altro senza rischiare di spoilerare una parte della storia. Non resta che leggere l'ultimo capitolo per capire cos'altro ha in serbo il destino per i personaggi di questa serie fantasy fantastica.





La mia valutazione
5



Alla prossima
Luce <3







Layra lo guardò con tenerezza. Sapeva che era pericoloso e che c'era anche la possibilità che non riuscisse  a tornare, come sapeva, tuttavia, di dovere andare da sola. "Mi dispiace. Non sai quanto vorrei che tu venissi con me. Vorrei averti al mio fianco, ma non è possibile, non stavolta".
Anter strinse le labbra, poi con un grande sforzo la lasciò andare. "Torna da me" le sussurrò.
"Sempre" gli promise lei, poi guardò gli altri e li salutò, trattenendosi dall'abbracciarli tutti e dal raccomandarsi con loro che stessero attenti; li avrebbe spaventati e avrebbe spaventato anche se stessa. Sarebbe sembrato un addio.

sabato 10 marzo 2018

Recensione "Due occhi azzurri", Thomas Hardy

Autore: Thomas Hardy
Titolo: Due occhi azzurri
Prezzo: cartaceo 15,30


Link d'acquisto: QUI















Trama
La bellissima e volubile Elfride, orfana di madre e unica figlia del pastore Swancourt, si innamora di Stephen Smith, giovane architetto di Londra erroneamente ritenuto di nobili origini. Poi, quando questi per poterla sposare accetta un incarico in India, Elfride conosce l'affascinante e maturo Henry Knight, antico mentore di Stephen; ben presto Knight, come già era accaduto al suo pupillo, perde la testa per la fanciulla. Elfride, divisa tra la promessa di fedeltà a Stephen e la nuova passione per Knight, infine accetta la proposta di matrimonio di quest'ultimo. Ma ancora una volta le cose non vanno come immaginato: una presenza oscura dal passato di Elfride insinua in Knight il tarlo del sospetto sull'onestà della sua futura sposa e il fidanzamento è sciolto. Smith e Knight si incontreranno casualmente qualche anno più tardi, entrambi si scopriranno ancora innamorati di Elfride, ma ormai sarà troppo tardi. Terzo romanzo di Hardy, fu il primo che lo scrittore pubblicò a nome suo: una grande storia sulla gelosia e sui dubbi del cuore da uno dei massimi esponenti della letteratura vittoriana.


“Azzurri come la distanza autunnale, come l’azzurro del cielo che si vede tra i profili sfuggenti delle colline e dei pendii boscosi che si perdono nella lontananza di un’assolata mattina di settembre”.



Recensione

Buonasera e bentornati sul blog con una nuova recensione; il libro di cui vi parlo è "Due occhi azzurri" di Thomas Hardy. Premetto che lo stile di scrittura è tremendamente noioso, il che è uno dei motivi per cui ci ho messo un po' a finire questa lettura (gli altri motivi sono semplicemente lavoro e impegni personali), ma per il resto la storia non è neanche male dai... Elfride è la figlia del pastore Swancourt, una ragazza con due occhi azzurri (da qui il titolo del romanzo) che conquisterebbero chiunque li veda, ed è quel che succede a Stephen Smith, giunto a casa Swancourt per un lavoro che doveva svolgere, ossia sistemare la chiesa della città; Elfride e Stephen si innamorano, ma come spesso succede, le cose non vanno come vorrebbero loro, visto  che il padre si oppone con tutte le forze a questa unione, appena scopre le vere origini di Stephen; da qui scaturiranno una serie di eventi che porteranno Stephen ad allontanarsi per poter sposare Elfride. Ma il destino è così avverso che, mentre Stephen è lontano, nella vita di Elfride entra anche l'antico mentore di Stephen, Harry Knight, di cui Elfride aveva sentito parlare da Stephen e la lontananza, porta quest'ultima ad avvicinarsi sempre di più a Knight, finché Stephen non torna e trova le cose cambiate.
In più, anche Knight pian piano scoprirà i segreti di Elfride e romperà il fidanzamento per sparire e tornare, qualche anno dopo, in compagnia di Stephen, quando ormai sarà troppo tardi.
Questo romanzo è una storia di amori, dolori, gelosie come le nostre; Elfride mi spiace dirlo, sembra una ragazzina viziata che vuole tutto subito, per poi cambiare idea all'ultimo secondo, mentre Stephen e Knight mi sembrano due poveretti che, cechi d'amore per lei, non possono che assecondarla in ogni cosa, finché non lasciano perdere anche se alla fine si riscoprono ancora innamorati di lei. Hardy descrive una storia che è valida anche per noi, ma ripeto: lo stile di scrittura è di una noia assoluta, ho finito il libro perché odio lasciare le cose in sospeso.  Se consiglio il romanzo? La storia in sé non è male, il problema, come ho detto più sopra, è lo stile di scrittura, ai miei occhi risultato noioso; quindi da una parte sì e dall'altra no.


La mia valutazione


4,5/5



Alla prossima
Luce <3



“Un arrivo era un evento nella vita di Elfride, ora che erano di nuovo in campagna, e quello di Knight era un evento necessariamente assai interessante. E 
per la prima volta, quella sera, ella andò a dormire senza pensare a Stephen”.

venerdì 9 marzo 2018

5 cose che... #21 - 5 libri che mi hanno fatto piangere

Buongiorno readers e bentornati con la rubrica 5 cose che; Rubrica a cadenza settimanale ideata dal blog Twins Books Lovers con protagonisti i libri (ma non solo...)







Oggi la rubrica, per iniziare il mese di marzo, consiglia 5 libri che mi hanno fatto piangere




1) Io prima di te di Jojo Moyes; credo di non aver usato tanti fazzoletti in vita mia, quanti ne ho usati per questo romanzo!




















2) L'amico ritrovato: anche in questo caso lacrime e fazzoletti a gogo; un po' meno rispetto a Io prima di te, ma comunque abbastanza!




















3) Anche in questo caso lacrime a gogo, soprattutto nel punto in cui la famiglia Frank viene portata ad Auschwitz


















4) Dickens un grande autore capace di far piangere anche i muri probabilmente; una storia tristissima, che merita davvero tanto!















5) Cassie: ecco chi mi ha fatto piangere come una fontana, soprattutto in questo romanzo; se lo avete letto (e avete letto tutta la saga uscita finora), sapete perché, senza bisogno che ve lo dica














Quali sono i 5 libri che invece, hanno fatto piangere voi?
Alla prossima
Luce <3

mercoledì 7 marzo 2018

WWW... wednesday #29

Salve a tutti ragazzi e ben arrivati a metà settimana; come di consueto, essendo oggi mercoledì, vi illustro le mie attuali letture, quelle finite e quelle da iniziare.
Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading . nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!! 


1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Ebbene sì, non sono ancora arrivata alla fine, sarà perché la descrizione è un po' noiosa.. bah, vi saprò dire cosa ne penso il prima possibile, promesso!


Avendo finito da poco il primo volume, inizio il secondo! Sta serie mi sta prendendo parecchio :D

2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Ho concluso ieri il primo capitolo della trilogia (recensione QUI)




Ieri ho finito anche questo; carino, una storia d'amore diversa dalle altre, anche se leggermente triste (recensione QUI)

3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?


Appena concluderò il secondo volume, inizierò l'ultimo; voi avete letto la serie? Pareri?


Ed eccoci alla fine del 29esimo WWW! E voi cosa state leggendo? Cosa avete finito e cosa leggerete?