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giovedì 25 maggio 2017

Recensione "Il destino di Cetus", Licia Troisi

Autrice: Licia Troisi
Titolo: Il destino di Cetus (Regni di Nashira #4)
Prezzo: cartaceo 11,90 e-book 6,99


Link d'acquisto: QUI





Saga I Regni di Nashira:
0,5) Nascita di un ribelle
1) Il sogno di Talitha
2) Le spade dei ribelli
3) Il sacrificio
4) Il destino di Cetus







Trama

Talitha ha oltrepassato il confine che da millenni separa i popoli della superficie di Nashira dagli Shylar, gli esseri immortali che dimorano nel sottosuolo. Laggiù, dove il tempo è un eterno presente, si nasconde la chiave che forse potrà fermare le esplosioni di Cetus, il sole che ciclicamente distrugge ogni forma di vita in un'apocalisse di fuoco. Intanto un arcano incantesimo ha riportato in vita Saiph per ricongiungerlo a Talitha e ai guerrieri che la accompagnano nella missione. Nei meandri di Shyla scopriranno un mondo multiforme e traboccante di vita, abitato da animali feroci e creature simili a divinità. L'energia magica che lo pervade è governata da regole misteriose e l'enigmatica Nera, guida spirituale degli Shylar, farà qualsiasi cosa per preservarla, a costo di allearsi con l'essere più abietto che calpesta la terra di Nashira: Megassa, padre di Talitha che ha votato la sua vita alla distruzione della figlia e dei suoi alleati...




Recensione


Buongiorno, sono giunta alla conclusione di questa saga, che mi ha lasciato parecchio sorpresa;non vi dirò nulla su come finisce, questo starà a voi scoprirlo.
Questa volta la guerra è alle porte (o forse dovrei dire le guerre?); Talitha e i suoi compagni di viaggio scoprono cose che non si immaginavano neanche lontanamente (che riguardano quelli che loro per una vita chiamavano Marval e Cetus, o I Soli), ma faranno anche altre scoperte. 
Saiph? Beh, di lui posso dire che niente è come sembra, ma le scoperte di Talitha sono anche le sue e alla fine ogni cosa andrà al suo posto. Talitha non prova più rancore per il padre, ma quando si rivedono le cose finiscono male per almeno uno di loro (no, non ve lo dico se si tratta di lei o del padre, scopritelo DA SOLI! :D )
Quanto a Megassa e Grele diciamo che il destino ha per loro la stessa sorte e altro non dirò per non rivelare troppo; Licia Troisi lascia di nuovo senza parole; man mano che si va avanti le scoperte sulla VERITA' sono sempre più strablianti; se volete capirci qualcosa (o capire meglio cosa intendo) LEGGETE LA SAGA! Distruzione? E chi lo sa se è questo è il destino di Nashira, o di altri mondi, o popoli, io di certo non mi sbilancio, perché come ho detto e ripetuto: STA A VOI SCOPRIRLO! Mi rendo conto che forse 4 volumi sono troppi, ma per me ne vale la pena, perché Licia scrive talmente bene, che MERITA di essere letta! Talitha mi resterà nel cuore, è una ragazza piena di talento, che combatte per ciò che ama FINO ALLA FINE, è degna di essere chiamata EROINA e soprattutto: GUERRIERA; un'eroina che più di chiunque altro, visto quel che ha dovuto subire, merita un po' di FELICITA'.



La mia valutazione
5


Alla prossima 
Luce <3



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"Sentì passi dietro di lei, si voltò. «Ti
ho svegliata?»
«Non dormivo» rispose la figura sulla porta con un sorriso. Aveva in mano una bugia e
indossava una lunga veste appena trasparente, che rivelava le linee morbide del corpo. Il
ventre cominciava già a disegnare una curva sul lino della camicia da notte.
«Faresti meglio a riposare» disse Lakina alzandosi. «È faticoso nutrire un bimbo
dentro di sé.»
Talitha sorrise, posandosi una mano sul ventre. «Va tutto bene. L’energia non mi
manca.» "

martedì 23 maggio 2017

Recensione "L'ultimo sacrificio"; Licia Troisi

Autrice: Licia Troisi
Titolo:  Il sacrificio (Regni di Nashira #3)
Prezzo: cartaceo 31,99 e-book 6,99

Link d'acquisto: QUI






Saga I Regni di Nashira:
0,5) Nascita di un ribelle
1) Il sogno di Talitha
2) Le spade dei ribelli
3) Il sacrificio
4) Il destino di Cetus






Trama

La fine di Nashira è vicina, e sulle sue terre riarse Talariti e Femtiti, razze da sempre nemiche, continuano a combattere una guerra sanguinaria, ignari del destino che presto li annienterà. Talitha e Saiph appartengono a due popoli diversi, ma lottano per una missione comune: salvare Nashira e scoprire le origini di Verba, la creatura millenaria sopravvissuta a due catastrofi. La risposta è custodita nelle profondità della terra, il luogo inviolato in cui secondo la religione dimorano gli dei, il mondo segreto in cui viveva l'antichissimo popolo da cui Verba discende. Ma una terribile profezia grava su Saiph, e lo spingerà a prendere una decisione irrevocabile. Talitha, braccata dai ribelli e dai soldati talariti, sarà di nuovo costretta a scegliere: lottare per Nashira o seguire Saiph? La sua vita è a un bivio, mentre i due astri che da sempre hanno segnato il fato di Nashira si preparano a riversare sul pianeta un'apocalisse di fuoco.





Recensione



Buongiorno a tutti! Siamo quasi alla fine di questa serie, e già comincio ad avere nostalgia di Nashira, ottimo! Ma veniamo a noi.
Questa volta, i nostri protagonisti sono insieme, anche se per poco; Saiph e Talitha si sono separati, ma sono destinati a ritrovarsi e quando succede, Saiph decide di prendere l'eredità che gli è stata affidata, dicendo la verità: ossia che è il Messia dei Femtiti, ma si sa, Saiph non è uno che ama la guerra, anzi, lui patteggia per la pace tra Femtiti e Talariti e capisce, dopo aver parlato con i suoi antenati, che deve sacrificarsi per loro, cosa che farà, anche se Talitha non è d'accordo e non lo capisce; questa cosa porta Talitha alla disperazione, ma sa di doversi fare forza per continuare la missione. Quindi Talitha continua la missione nonostante TUTTO le ricordi la persona che le è stata più vicina di chiunque altro e che lei stessa, per sua ammissione AMA; adesso come adesso mi chiedo: il sacrificio di Saiph, sarà valso la pena per questa pace, che dovrebbe servire a salvare Nashira, o sarà stato tutto inutile? Non avrò la mia risposta, finché non leggerò anche l'ultimo capitolo, quindi staremo a vedere. Quanto al nostro amato/odiato Megassa, mi sa tanto che finirà proprio male e non avrà mai il potere assoluto che crede di dover avere.
Una cosa ho imparato dopo aver finito questo capitolo: a volte bisogna sacrificarsi per un bene superiore, anche per salvare chi amiamo. Spero solo che Talitha riuscirà a salvare Nashira, ma tutto questo lo scoprirò solo con l'ultimo capitolo.



La mia valutazione
5


Alla prossima
Luce <3


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Grazie, vi adoro!



Fu proprio alla feritoia che levò gli occhi, e vide stagliarsi una figura inconfondibile.
Sto sognando. È un inganno della mente. È il mio cervello che cerca per l’ultima volta di farmi
desistere.
«Apri, avanti!»
E allora non ci fu più alcun dubbio. Era lei, lei! Saiph sentì una gioia folle scuoterlo dalla testa ai
piedi.
Vide il corpo magro e muscoloso di Talitha calarsi di sotto, aiutata da un Talarita.
Non fece in tempo a toccare terra che gli saltò al collo. Il calore del suo corpo, l’odore della sua
pelle, il battito del suo cuore.
È troppo per me, non posso farcela… perché, perché proprio adesso? pensò Saiph disperato.
Si staccò da lei. Adesso la vedeva bene. Era dimagrita, ma era bellissima, come sempre. E aveva
gli occhi lucidi.
«Non ti si può lasciare solo un istante, stupido schiavo» gli disse sforzandosi di sorridere.
Saiph la fissava estasiato. Era tutto quel che desiderava, non voleva altro che lei, era sempre stato
così.
«Forza» disse Talitha prendendolo per mano. Ma lui rimase immobile. «Cosa c’è, non ce la fai a
muoverti?»
Se avesse voluto, si sarebbe imposto sulle gambe senza forza, sulle innumerevoli ferite, sul corpo
martoriato, e si sarebbe alzato. Ma non era quello il problema. Scosse la testa.
Talitha vide le incisioni sulla sua carne, i colpi di frusta sulla pelle, i segni delle torture. La
rabbia cresceva nei suoi occhi, mentre considerava le ferite a una a una. «Farò a mio padre tutto
quello che lui ha fatto a te…» disse trattenendo le lacrime. «Però ora dobbiamo andarcene. Abbiamo
un alleato, qui dentro, ma potrebbe arrivare qualcuno da un momento all’altro.»
«Come hai fatto a entrare?» chiese lui, immobile.
«C’è un condotto dell’aria che si apre sul lago.»
Talitha gli prese un braccio, se lo mise intorno al collo cercando di farlo alzare.
Saiph chiuse gli occhi, cercò il coraggio. Gliene serviva moltissimo.
«Non posso venire.»
Sentì il corpo di Talitha afflosciarsi sotto di lui, incredula.
«Che stai dicendo? Saiph, qui a breve sarà pieno di guardie!»
«Per questo devi sbrigarti ad andare. Ma senza di me.»
Stavolta si girò verso di lui, lo guardò in faccia, e l’incredulità cedette il passo all’ira. «Che stai
dicendo? Sei impazzito?»
«La mia morte è necessaria, Talitha. Ora lo so. L’ha vista Verba, ha visto il futuro, quando ancora
era di sotto, e ha predetto tutto: la mia morte porterà la pace tra Femtiti e Talariti. Perché è vero, io
sono il Messia. E il mio sacrificio è necessario.»
«Stai delirando? Cosa ti hanno fatto?»
«Non posso spiegarti tutto, devi fidarti di me. Va’ via.»
Talitha lo prese per le spalle, lo scosse. «Ma sei ammattito? Tu non hai idea di quel che ho dovuto
fare per arrivare fin qui! Io non me ne vado senza di te, non me ne vado!»
Le ferite di Saiph urlarono di dolore sotto quella stretta.
«Talitha, è necessario per salvare Nashira, non si può fare altrimenti, mi capisci? È necessario
alla missione!»
«Alla missione è necessario che tu esca di qui e che venga con me da Verba!» protestò lei.
«No, io servo alla pace. E perché la pace torni su Nashira, devo consegnarmi al mio destino.»
Le lacrime presero a scenderle giù per le guance, e Saiph si sentì morire dentro. Avrebbe dato
qualsiasi cosa anche solo per un giorno di gioia accanto a lei. Che morissero Femtiti e Talariti, che
bruciasse Nashira. Loro sarebbero stati assieme, anche solo un giorno, anche solo un’ora. Ma non
poteva sottrarsi a quello che era scritto.
La abbracciò, godette del tepore del suo corpo. Sembrava così piccola, sotto la sua stretta, mentre
era scossa dai singhiozzi.
Le alzò il mento con due dita, poi appoggiò le labbra sulle sue. Talitha gli gettò le braccia al
collo, lo strinse forte, schiuse piano le labbra. Ogni cosa intorno parve svanire. Non c’erano sbarre,
non c’era quel buco puzzolente. Erano solo loro, liberi, per un istante. Saiph si sentì come dissolvere,
e si chiese se sarebbe stato così anche morire.
Fu Talitha a staccarsi dopo un tempo che a entrambi parve interminabile. «Io ti amo…» gli disse
piano, come una supplica, e lui avvertì un nodo stringergli la gola, mentre si sforzava di sorriderle.
«E non ti lascerò mai qui. Mai.»
È tutto ciò che ho sempre desiderato… pensò Saiph, guardandola negli occhi.

giovedì 18 maggio 2017

Recensione "Le spade dei ribelli", Licia Troisi

Autrice: Licia Troisi
Titolo: Le spade dei ribelli (Regni di Nashira #2)
Prezzo: cartaceo 11,05 e-book 6,99


Link d'acquisto: QUI








Saga I Regni di Nashira:
0,5) Nascita di un ribelle
1) Il sogno di Talitha
2) Le spade dei ribelli
3) Il sacrificio
4) Il destino di Cetus








Trama

Nel mondo di Nashira, la razza femtita per secoli è vissuta schiava dei Talariti, ma tutto ora sta cambiando. In ognuno dei quattro Regni è scoppiata la rivolta e l'esercito, guidato dal crudele conte Megassa, non riesce a domarla. A fomentare la sommossa è stata proprio sua figlia Talitha, che, ribellandosi al destino di sacerdotessa, ha dato fuoco al monastero della città di Messe ed è fuggita insieme al suo schiavo Saiph. Ora Talitha ha una missione: salvare Nashira dalla catastrofe che una profezia millenaria dà per imminente. Una catastrofe già accaduta in un lontano passato e a cui solo un essere mitico è sopravvissuto: Verba, l'uomo che non può morire, e che forse sa come fermare l'apocalisse. Verba tuttavia sembra indifferente al destino di Nashira e scappa verso terre sconosciute, mentre Talitha e Saiph combattono a fianco dei ribelli in una guerra che si fa sempre più cruenta. Talitha si troverà di fronte a una difficile scelta: tornare a dare la caccia a Verba o diventare l'arma decisiva dei ribelli contro la tirannia, sfidando la sua razza e il suo passato.




Recensione


Buongiorno; oggi vi recensisco il secondo volume della serie I Regni di Nashira.
Qui, Talitha combatte al fianco dei ribelli, mentre Saiph va a alla ricerca di Verba, pur di evitare che gli altri Femtiti scoprano che lui, a loro differenza, prova dolore. Non vuole che si sappia, altrimenti lo crederebbero il loro Messia e a lui già non piace essere acclamato come un eroe, per cose che sono state fatte da Talitha.
La battaglia e tutto quel che succede a Talaria è descritto nei minimi particolari, tantochè a volte mi pare di essere dentro al libro; mentre Talitha combatte coi ribelli, a Messe succede il finimondo: la Piccola Madre viene assassinata da Grele che ne prende il posto e vuole vendetta nei confronti di Talitha, visto che per colpa sua si è ustionata nell'incendio; Kora, che sa la verità scappa in un monastero maschile, dove incontra Talitha, che ha accompagnato i Femtiti a liberare i loro simili dai loro padroni. Ma le cose non vanno come Talitha spera, visto che durante la fuga, in molti muoiono, tra cui anche la stessa Kora; quanto a Saiph, ha raggiunto Verba, che lo porta con sé nel deserto e che lo mette a parte di verità che Saiph neanche si immagina. Saiph è andato da Verba sia per sapere quella verità che forse non doveva sapere, sia perché si rende conto che Talitha non ha più bisogno di lui, visto che si è avvicinata parecchio a Melkishe, il cacciatore di taglie che li aveva imprigionati, e da lì, si capisce che, nonostante sia PROIBITO, Saiph si è innamorato di Talitha, che neanche se ne rende conto.
Licia Troisi descrive ogni cosa come se fosse successa veramente; a volte mi sembra di essere con i personaggi dal gran che è descritta bene la storia.



La mia valutazione 
5


"Saiph rimase a bocca aperta, fino a quando Verba non lo raggiunse.
«Cos’è?» gli chiese allora.
Per la prima volta da quando lo conosceva, anche Verba appariva meravigliato. «Il
Mehertheval…» disse estasiato. «Non credevo potesse aver resistito tutti questi anni.»
«Perché pulsa in questo modo?»
«Non lo so. La pietra di cui è fatto è semplice olakite, e non si illuminava quando
l’ho visto l’ultima volta. Per gli Assyti era un monumento sacro ai defunti, e adesso è
l’ultima cosa che li ricordi.»
Saiph girò piano intorno alla costruzione. Sentiva spirare da quell’oggetto un potere
benefico che lo attraeva come un insetto verso la luce. Prima ancora di ragionare su
quanto stesse facendo, si tolse la maschera. Riusciva a respirare. Con l’ultimo Talareth
distante migliaia di leghe, non doveva esserci molta aria nei dintorni, ma l’obelisco
riusciva a radunarla tutta. Fece un altro passo verso il Mehertheval e allungò una mano.
«No!» urlò Verba. Troppo tardi. Le dita di Saiph sfiorarono il cristallo, e la sua
coscienza si smarrì in un bianco abbacinante."



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Alla prossima 
Luce <3


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martedì 16 maggio 2017

Recensione "Il sogno di Talitha"; Licia Troisi

Autrice: Licia Troisi
Titolo: Il sogno di Talitha (Regni di Nashira #1)
Prezzo: cartaceo 9,07 e-book 6,99

Link d'acquisto: QUI



Saga I Regni di Nashira:
0,5) Nascita di un ribelle
1) Il sogno di Talitha
2) Le spade dei ribelli
3) Il sacrificio
4) Il destino di Cetus









Trama



Nashira è un mondo in cui l'aria è il bene più raro: solo gli immensi alberi che ricoprono l'impero di Talaria possono produrla e un'arcana pietra è in grado di trattenerla. Tutte le città vivono alla loro ombra, e un antico dogma impedisce agli abitanti di osservare direttamente il cielo e i suoi due soli.
È così che Talitha, figlia del conte del Regno dell'Estate, è sempre vissuta, finché la morte improvvisa dell'amata sorella non la costringe a prendere il suo posto in monastero. Ma Talitha è una combattente e quella vita, con i suoi intrighi e le sue proibizioni, le va stretta: il suo destino è la spada, e con il fedele schiavo Saiph progetta di fuggire. Non sa ancora che le sacerdotesse proteggono un segreto: il mondo sta per essere distrutto, minacciato da un male che presto trasformerà ogni cosa in un incubo di fuoco, e solo un essere di razza sconosciuta, imprigionato e nascosto come eretico, sa come salvarlo.
In un universo rigidamente diviso tra schiavi e uomini liberi, fede e dubbio, verità e oscurantismo, Talitha dovrà affrontare un viaggio fino alle terre più fredde di Talaria e trovare l'unica risposta in grado di salvare Nashira.







Recensione

Buongiorno a tutti! Oggi volevo parlarvi del primo volume di una serie che forse avete già letto, ma non posso saperlo. 
Si tratta de "Il sogno di Talitha", primo volume della serie I Regni di Nashira di Licia Troisi; probabilmente la riterrete una serie per bambini, ma secondo me è valida per qualsiasi età; detto questo, passiamo a recensire il libro.
Talitha vive a Nashira, regno in cui l'Aria è l'elemento fondamentale per sopravvivere nel suo paese, ma quando rivede sua sorella, rimasta lontana perché votata al monastero di Messe, la vede malata e la sorella arriva a morire, non si sa bene per quale motivo; almeno, questo pare all'inizio. Lebitha però ha lasciato alla sorella indizi che la porteranno a capire perché Lebitha sia morta e cosa sta succedendo veramente al loro mondo; perché a Nashira NESSUNO può vedere il cielo a occhio nudo; le sacerdotesse hanno sempre fatto in modo che nessuno capisse quanto fossero in pericolo, visto che Cetus è il sole buono, ma che sta per essere inghiottito dal suo nemico, Mirva. Talitha scopre la verità, ma questo la porta ad essere costantemente in pericolo e a dover scappare per andare a cercare l'eretico che sa perfettamente cosa succede a Nashira.
Durante il viaggio, accompagnata dal suo fedele servo Saiph, Talitha ne passa di cotte e di crude, ma qui siamo solo all'inizio della sua avventura; ci sono altri tre libri, per arrivare a scoprire cosa succederà a Nashira. 
E io a questo punto chiudo, per non svelarvi altro.




La mia valutazione

5


"Nel piccolo spazio della cava c’era una ragazza inginocchiata a terra. Il volto era bianco,
ma segnato da strisce più scure. A terra, il petto che a malapena si alzava e abbassava, un
ragazzo appartenente alla razza degli schiavi. Ma soprattutto, stretta tra le dita della
ragazza, c’era lei. La spada. La sua spada. Si sporse troppo e un frammento di ghiaccio si
staccò dalla parete tintinnando a terra. La ragazza scattò.
«Chi è là!» gridò, la spada tesa in avanti.
Lui l’afferrò per un pugno, glielo torse, le fece cadere la spada di mano. Tutto in un
unico, fluido movimento. La ragazza sgranò gli occhi e spalancò la bocca, ma lui gliela
tappò.
«Zitta. Se urli vi troveranno.» «Sei tu…» mormorò.
«Mi conosci?» La ragazza annuì. «Sei l’eretico che viene dal deserto.» «Allora saprai
anche dirmi dove hai preso la spada.» «Quale spada?» L’eretico fece un mezzo sorriso e la
scrutò. I suoi occhi erano di un verde abbagliante. «La mia spada, quella con cui volevi

ferirmi.» Talitha lo guardò incredula. «Verba…» disse in un soffio."




Alla prossima
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giovedì 11 maggio 2017

Recensione "Nascita di un ribelle - I Regni di Nashira", Licia Troisi

Autrice: Licia Troisi
Titolo: Nascita di un ribelle (Regni di Nashira #0,5)
Prezzo: e-book 1,99


Link d'acquisto: QUI




Saga I Regni di Nashira:
0,5) Nascita di un ribelle
1) Il sogno di Talitha
2) Le spade dei ribelli
3) Il sacrificio
4) Il destino di Cetus







Trama

Eshar ha sempre avuto un padrone. È il suo destino: i Femtiti sono nati per servire i Talariti, la razza superiore, ed è questa legge immutabile che domina la vita su Nashira. Fino al giorno in cui una terribile alluvione non costringe Eshar su una strada, tra i disperati posti all'ultimo livello della scala sociale: gli schiavi senza padrone. È proprio dal fango che la sua vita inizierà davvero: il sodalizio con Almodio, un ladro che lo tratterà come un amico, e l'incontro con la bella Lajke gli insegneranno che nessun destino è scritto.






Recensione


Buongiorno, ho appena terminato questo racconto su Eshar, che si può leggere separatamente dalla serie I Regni di Nashira.
Qui viene descritto un Eshar che da schiavo diventa libero, ma è una libertà che ha un prezzo: la vita degli altri Femtiti, che non vogliono essere schiavi dei Talariti e questo a Eshar non piace, anche se deve farsene una ragione. Si legge di un Eshar che brama la libertà, anche se non riesce a staccarsi dai suoi padroni, che lo hanno usato come schiavo praticamente da quando è nato; ma è anche un Eshar che guadagnandosi un po' di libertà, si innamora di una sua simile, cerca di vivere con lei e gli altri, passando le giornate a rubare, ma quando rubano ai Talariti le cose peggiorano tanto da togliere la vita ai loro simili e alla donna che Eshar ha amato, anche se per poco; quando raggiunge il Bosco del Ritorno dove, con tutta probabilità vivrà con i suoi simili per un po', ma cosa gli succederà dopo, non ci è dato saperlo.
Conoscere questa parte di Eshar mi è piaciuto tanto, perché da quel che ricordo della saga (che rileggerò, per farvi le recensioni), non sarà più così: libero, di vivere e di amare. A voi la scelta se leggere questo racconto prima o dopo la saga: è auto-conclusivo, quindi potete leggerlo anche separatamente.



La mia valutazione
5



"Va’ da loro e vivi anche per me.
Eshar pensa a quelle ultime parole di Lajke, al suo ultimo respiro. Stringe la terra tra le
dita. La terra del Bosco del Ritorno.
Lungo la strada per Krybida, che mai ha raggiunto, ha giurato di consacrare ogni respiro
a Lajke. Ora che se n’è andata, deve onorare il suo ultimo desiderio. La vita non gli appartiene più, da quando le sue dita hanno toccato quelle di lei, quel giorno a Pelamata. È solo grazie a lei se ha scoperto cos’è la libertà. A lei deve la sua seconda nascita. Il vecchio Eshar è morto durante l’alluvione della fattoria dov’era schiavo, ed è rinato quando ha conosciuto lei. Quando l’ha amata.
Ora non è più uno schiavo, non è più un ladro. È un ribelle che vuole costruire un nuovo mondo, perché nessun Femtita debba più soffrire quanto lui ha sofferto.
Va’ da loro e vivi anche per me."



Alla prossima 
Luce <3


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