Titolo: Tra i fiori infuocati
Serie: The Roods of Chaos
Prezzo: 20,90 e-book 15,99
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Serie The Roods of Chaos:
0,5) Tra i fiori infuocati
1)Il Priorato dell'Albero delle Arance
«Marosa sentì la pressione della spilla del patrono nascosta sotto la stoffa dell’abito. A forma di scudo, perché il coraggio non risiede soltanto nello scontro tra lame. È anche in chi difende coloro che non hanno difese.»
Trama
Situato cronologicamente a metà tra gli eventi narrati in Un giorno di notte cadente e quelli del Priorato dell'Albero delle Arance, Tra i fiori infuocati è una potente storia di resilienza e coraggio: il primo passo verso la leggenda.
Sono passati secoli da quando l'Armata Draconica si è alzata in volo e l'umanità ha rischiato l'estinzione. Marosa Vetalda vive da prigioniera in casa sua, sotto il ferreo controllo del padre, Re Sigoso. Al di là delle montagne, il suo promesso sposo, Aubrecht Lievelyn, governa di fatto se non di diritto. Insieme, sperano di dare vita a un mondo migliore. Prospettiva impossibile per Estina Melaugo, impegnata a dare la caccia alle creature draconiche che dormono da secoli in tutto il continente. E, ora che il potente wyrm Fýredel si sta risvegliando, Yscalin sarà la prima a cadere..
Recensione
Più che un vero e proprio libro, questa è una novella che fa da prequel a "Il Priorato dell'Albero delle Arance", che ho letto per primo, e successivamente «Un giorno di notte cadente», se siete curiosi, e volete tornare in questo mondo, non lasciatevi sfuggire questa novella.
In questo volume i punti di vista sono tre: quello di Marosa Vetalda, Principessa di Càrscaro, capitale del Regno di Yscalin; quello di Estina Melaugo, giovane che si è ritrovata a fuggire dalla sua terra natia e che per guadagnarsi da vivere uccide creature draconiche di ogni tipo; Aubrecht Lievelyn, erede di Mentendon, un principato che ha bisogno di una grossa alleanza per sopravvivere.
In questo libro scopriamo qualcosa di più soprattutto su Marosa Vetalda, sulla sua personalità e sul suo carattere. La novella si apre con il risveglio di un Grande dell’Ovest, che viene identificato poi con Fyredel, il quale prende possesso di Re Sigoso, che governa Càrscaro e Yscalin, e di conseguenza fa sì che tutti i suoi seguaci draconici, a partire dalle viverne, emergano dalla montagna e invadano il regno di Yscalin, che si trova così sull’orlo della distruzione. Marosa Vetalda è costretta a mantenere un profilo basso, ad obbedire sempre: lo ha sempre fatto, ma dentro di sé ha una forza impressionante, che la porta a resistere contro tutte le avversità. Marosa è promessa sposa di Aubrecht Lievelyn che, sebbene non l’abbia mai incontrata di persona, sa di essere innamorato di lei. Quando a Mentendon giunge la notizia della conquista di Càrscaro da parte delle viverne, Aubrecht manda un esercito a cercare di salvare la sua promessa sposa, senza però ottenere alcun risultato. La situazione è gravissima: i fedelissimi di Marosa vengono decimati e uccisi uno ad uno, in modi terribili e questo porta la Principessa di Yscalin a cercare un modo per potersi salvare, per poter salvare il suo regno, soprattutto, a discapito di quanto è successo e sta succedendo a suo padre, che è diventato un fantoccio nelle mani di un Grande dell’Ovest.
In questo contesto si inserisce anche Estina Melaugo, giovane ribelle, che sfugge al proprio destino, nonostante uno dei suoi protettori, Harlowe, la cerchi in lungo e in largo per offrirle una via d’uscita e una salvezza, cercando di convincerla a salire a bordo della sua nave. Melaugo è testarda, sa il fatto suo, ma non riesce a dire di no alla compagna della sua vita, così si imbarca sulla Rosa Eterna, la nave di Harlowe, sfuggendo ad un destino terribile. La ritroveremo ne «Il Priorato dell’Albero delle Arance», così come tutti i personaggi inseriti in questo libro.
Quello che ho apprezzato più di questo volume, oltre alla brevità del racconto, sono state le illustrazioni che accompagnano i capitoli, molto suggestive ed evocative, che nei toni del grigio assumono un valore ancor più grande, secondo me. Oltre a questo, i capitoli brevi e i vari punti di vista mettono in risalto il carattere di ciascun personaggio inserito in questa novella.
Marosa Vetalda, prima tra tutti, è una donna giovane e indipendente, che cela il suo carattere dietro ad una corazza molto spessa e che non mostra mai le proprie debolezze in pubblico, soprattutto agli occhi di Fyredel, il Grande dell’Ovest al quale Càrscaro è assoggettata. Eppure, Marosa con la sua ancella principale, Priessa, si mostra per quello che è: una ragazza che piange e soffre per il suo popolo sottomesso a questi esseri mostruosi – viverne, coccatrici e altri wyrm che sono fuoriusciti dal ventre della montagna. È una giovane donna che cerca di resistere a tutte le angherie e soprattutto che cerca un modo per sopravvivere e salvare il suo regno, quello che dovrà ereditare, sebbene in fiamme e distrutto.
Di Aubrecht Lievelyn si sa poco, in questo libro, proprio perché il suo punto di vista è presente, ma di quel poco che Samantha Shannon scrive, si evince che è un giovane pronto a governare, anche se il fatto che si sia arreso dopo una prima battuta di ricerca e di soccorso nei confronti di Marosa mi ha lasciata un po’ senza parole: capisco che lui debba preservare il proprio regno e trovare una sposa che possa garantire un’alleanza importante e che i wyrm siano spaventosi e soprattutto terribili nella loro persecuzione, ma dopo solamente una spedizione inviata si arrende, anche su consiglio di sua zia, ormai vecchia, che lo induce a rivolgere le proprie attenzioni per un’eventuale alleanza altrove, e abbandona, così, Marosa.
Avrei voluto sapere di più su Estina Melaugo, sulla sua storia e le sue avventure, ma forse Samantha Shannon ha in mente qualche altra novità editoriale, e chissà che non riguardi proprio Melaugo, di cui in questo libro – e nel Priorato – si sa proprio poco. È un personaggio molto bello, a mio avviso, tormentato da un senso di colpa che la spinge a vivere ai margini della società e a procacciarsi vitto e alloggio andando incontro a pericoli inenarrabili, perché cacciare i wyrm non è certamente un gioco da ragazzi.
Alla prossima
Luce <3


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