sabato 5 aprile 2025

Reseña "Todo va a mejorar", Almudena Grandes

 


Autrice: Almudena Grandes
Titolo: Todo va a mejorar
Prezzo: 14,95  e-book 9,99
Link d'acquisto: QUI


Trama
España en un futuro próximo. Un nuevo partido político llamado Movimiento Ciudadano ¡Soluciones Ya! ha arrasado en las elecciones. Quien lo dirige en la sombra es un empresario de éxito que propugna que el Consejo de Ministros funcione como un consejo de administración, y que tiene proyectos ambiciosos para arreglar el país. Tras la alarma de una ola de vandalismo, formará un nuevo cuerpo de Vigilantes, tras un Gran Apagón creará un acceso limitado a internet, y, ante las dificultades, estimulará la libertad de compras y consumo. Todas ellas serán medidas extraordinarias porque el país se enfrenta a nuevas formas de pandemia que exigen velar ante todo por la seguridad. «La seguridad es salud. La salud es vida. La vida es seguridad.» 

Sólo un grupo de mujeres y hombres corrientes se atreverán a desmontar las mentiras del nuevo régimen en el que todo aparenta mejorar, cuando en realidad se vive bajo los abusos de poderosos sin escrúpulos.

Novela coral de anticipación política que tiene lo mejor de Los besos en el pan y la intriga de los resistentes de los "Episodios de una Guerra Interminable", la última novela de Almudena Grandes es sobre todo una galería inolvidable de personajes, que van contando su experiencia de adaptación a un país que ha sufrido fuertes sacudidas y en el que no quieren resignarse. El legado de una gran narradora que logra de nuevo emocionarnos y despertar conciencias.


Trama (tradotta da me)


Spagna in un futuro prossimo. Un nuovo partito politico chiamato Movimento Cittadino Soluzioni adesso! ha stravinto le elezioni. La persona che lo gestisce nell’ombra è un uomo d’affari di successo che sostiene che il Consiglio dei ministri funzioni come un consiglio di amministrazione e che ha progetti ambiziosi per risanare il Paese. Dopo l'allarme di un'ondata di vandalismo, formerà un nuovo corpo di Vigilanti, dopo un Grande Blackout creerà un accesso limitato a Internet e, di fronte alle difficoltà, stimolerà la libertà di acquisto e di consumo. Saranno tutte misure straordinarie perché il Paese si trova ad affrontare nuove forme di pandemia che richiedono innanzitutto sicurezza. «La sicurezza è salute. La salute è vita. La vita è sicurezza."

Solo un gruppo di donne e uomini comuni oserà smantellare le menzogne ​​del nuovo regime in cui tutto sembra migliorare, quando in realtà vivono sotto il sopruso di potenti senza scrupoli.

Romanzo corale di anticipazione politica che ha il meglio dei Baci sul Pane e gli intrighi dei resistenti degli "Episodi di una Guerra Infinita", l'ultimo romanzo di Almudena Grandes è soprattutto un'indimenticabile galleria di personaggi, che raccontano la loro storia. esperienza di adattamento a un Paese che ha subito forti shock e al quale non vogliono rassegnarsi. L'eredità di un grande narratore che ancora una volta riesce a commuoverci e a sensibilizzare.



Reseña

Es:

Novela póstuma de la autora madrileña Almudena Grandes, publicada en el 2022. Se trata más bien de una ucronía (donde la trama se desarrolla a partir de un acontecimiento histórico que transcurre y evoluciona de forma diferente a como ocurrió en la realidad), aunque se ha clasificado más comúnmente como distopía. La historia parte de la idea de que a un poderoso empresario se le ocurre la idea de aprovechar el fenómeno de la pandemia del Covid-19 para hacerse con el poder y dirigir el país como si de una empresa más se tratara. A partir de este punto, la autora nos sumerge en un “thriller político” de corte futurista, un género bastante inusual en España y para ello utiliza una gran disparidad de voces en tercera persona y perspectivas narrativas, a modo de novela coral. Muchos son los que coinciden en que las descripciones y el número de personajes, en su mayoría desdibujados, son excesivos, o que el final de la novela es precipitado y abrupto. Y con todo, no hemos de perder de vista que se trata de una novela escrita en el transcurso de una enfermedad con un desenlace fatal, por lo que no es de extrañar que le faltara tiempo a la autora para pulirla debidamente, hasta el punto que el último capítulo fue escrito por su pareja, el poeta Luis García Montero, bajo sus indicaciones. Pero no por ello deja de ser una novela de ágil lectura, escrita con el maravilloso estilo narrativo costumbrista propio de la autora, por poco pulido que esté en esta ocasión.
Camila, Elisa o Yénifer son algunas de las heroínas, inconformistas, que se atreverán a desmontar las mentiras creadas por un régimen totalitario y por esos “hackers” mercenarios que harán posible que la ciudadanía deje de tener acceso a cualquier medio de comunicación que no esté controlado por el nuevo poder, ese poder que utiliza como lema esa frase cargada de trampas y falsedad que da título a la novela: “Todo va a mejorar”.
En cierta manera, puede parecer que la historia alimenta las tesis negacionistas y conspiranoicas, que defienden que el Covid 19 no ha sido más que una pandemia inventada para encerrar y controlar a la población, pero en realidad es una historia que va más allá de todo eso. Simplemente es una ficción que especula con la idea de que sería enormemente fácil que a alguien, o a un grupo, le resultara sumamente sencillo aprovechar circunstancias similares para hacerse con el poder. En la novela hay crítica social y refleja la preocupación de la autora por la desigualdad y la injusticia que reina en un país como España, y en tantos otros países, donde los gobiernos cada vez están más dominados por ese supermercado ultracapitalista que sumerge a la población en una vorágine consumista y populista que la mantiene tranquila y adormecida. No importa que la ideología sea de derechas, de izquierdas o de centro. Todas están igualmente contaminadas por los intereses de unas oligarquías que en cualquier momento, como ocurre en la novela, pueden aprovechar unas circunstancias determinadas para provocar el caos desde la oscuridad para después a plena luz presentar a un movimiento político como única alternativa para resolver ese mismo caos, creando la ilusión de una falsa seguridad, de un mundo aparentemente idílico, donde reina una aparente libertad y cierta felicidad material, una frágil felicidad… de hecho, la novela nos lleva a reflexionar que ese es un mundo que se asemeja demasiado a lo que ya estamos viviendo en la realidad y en que la única salida, quizá está en comenzar a crear fuertes lazos de solidaridad entre todos para hacer frente a tanta fragilidad…


It: 

Un romanzo postumo dell'autrice madrilena Almudena Grandes, pubblicato nel 2022. Si tratta più di un'ucronia (in cui la trama si sviluppa da un evento storico che si verifica e si evolve in modo diverso rispetto alla realtà), sebbene sia stato più comunemente classificato come distopia. La storia ruota attorno all'idea che un potente imprenditore abbia l'idea di sfruttare la pandemia di COVID-19 per prendere il potere e gestire il Paese come se fosse una qualsiasi azienda. Da questo punto in poi, l'autrice ci immerge in un thriller politico futuristico, un genere piuttosto insolito in Spagna, e per riuscirci utilizza un'ampia varietà di voci in terza persona e prospettive narrative, che ricordano un romanzo corale. Molti concordano sul fatto che le descrizioni e il numero dei personaggi, per la maggior parte vaghi, siano eccessivi o che il finale del romanzo sia affrettato e brusco. E tuttavia non bisogna perdere di vista che si tratta di un romanzo scritto nel corso di una malattia dall'esito fatale, per cui non sorprende che l'autrice non abbia avuto il tempo di rifinirlo a dovere, al punto che l'ultimo capitolo è stato scritto dal suo compagno, il poeta Luis García Montero, sotto la sua guida. Ma questo non significa che non sia un romanzo di rapida lettura, scritto nello splendido stile narrativo costumbrista dell'autore, per quanto questa volta possa essere poco rifinito.

Camila, Elisa e Yénifer sono alcune delle eroine, anticonformiste, che oseranno smantellare le menzogne ​​create da un regime totalitario e da quegli "hacker" mercenari che faranno sì che i cittadini perdano l'accesso a qualsiasi mezzo di comunicazione non controllato dal nuovo potere, quel potere che ha come motto quella frase carica di inganni e falsità che dà il titolo al romanzo: "Tutto andrà meglio".

Per certi versi, potrebbe sembrare che la storia alimenti teorie negazioniste e cospirazioniste, secondo cui il COVID-19 non sarebbe altro che una pandemia inventata per isolare e controllare la popolazione, ma in realtà è una storia che va ben oltre tutto questo. Si tratta semplicemente di una finzione che si basa sull'idea che sarebbe estremamente facile per qualcuno, o un gruppo, approfittare di circostanze simili per prendere il potere. Il romanzo contiene una critica sociale e riflette la preoccupazione dell'autore per la disuguaglianza e l'ingiustizia che regnano in un paese come la Spagna e in tanti altri paesi, dove i governi sono sempre più dominati da quel supermercato ultracapitalista che immerge la popolazione in un vortice consumistico e populista che la mantiene calma e addormentata. Non importa se l'ideologia è di destra, di sinistra o di centrista. Sono tutti ugualmente contaminati dagli interessi delle oligarchie che in qualsiasi momento, come accade nel romanzo, possono approfittare di determinate circostanze per provocare il caos dall'oscurità e poi, in pieno giorno, presentare un movimento politico come unica alternativa per risolvere quello stesso caos, creando l'illusione di una falsa sicurezza, di un mondo apparentemente idilliaco, dove regnano un'apparente libertà e una certa felicità materiale, una felicità fragile... in realtà, il romanzo ci porta a riflettere che questo è un mondo troppo simile a quello che stiamo già vivendo nella realtà e che l'unica via d'uscita, forse, è cominciare a creare forti legami di solidarietà tra tutti per fronteggiare tanta fragilità...


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3





venerdì 4 aprile 2025

Recensione serie "Versus", J D Hurt


Autrice: J D Hurt
Titolo: Salotto vs Stadio
Serie: Versus #3
Genere: Bully - new adult - Suspense
Tropes: Hate to love,  found family, forced proximity, life in Roma, spicy, second chance
Autoconclusivo
Data d'uscita: 27/10/2024
Link d'acquisto: QUI

Serie Versus: 
3)Salotto vs Stadio
4)?

Se dici Roma, tutti pensano al sole, al Colosseo, a lunghe gite a Villa Borghese.
Beati voi che siete così ingenui.
In realtà ci sono anche quelli come me. Lo Stadio è la mia culla, gli ultras il mio credo.
Rabbioso, così mi chiamano quelli che mi conoscono.
Lei è l’unica capace di gridare il mio nome.
È una contessa, una signorina del centro che si finge trasgressiva.



Trama

Se dici Roma, tutti pensano al sole, al Colosseo, a lunghe gite a Villa Borghese.
Beati voi che siete così ingenui.
In realtà ci sono anche quelli come me. Lo Stadio è la mia culla, gli ultras il mio credo.
Rabbioso, così mi chiamano quelli che mi conoscono.
Lei è l’unica capace di gridare il mio nome.
È una contessa, una signorina del centro che si finge trasgressiva.
Le farò abbassare le penne, perché non ho altro da fare.
Lo farò, perché si accompagna a un pezzo tutto sbagliato della mia infanzia.
Lo farò, perché lei è lei. Aurora Crescenzi. Il suo nome ricorda l’inizio della giornata.
La renderò una fine, un tramonto.
Ancora meglio. La renderò come me: una notte fonda.
Si è fissato con me.
Mi odia.
Mi tormenta.
Ma io non sono quella che crede. Contessa solo di nome, sono un’anarchica di fatto.
Tutto ciò che è borghese mi fa schifo. I centri sociali e la ribellione sono quello a cui ambisco.
Anche se sono fidanzata con un conte.
Anche se mia madre mi dà il tormento affinché sposi quel conte.
Anche se credo d’amare il dannato conte.
Allora perché esco con lui? Perché gli do bordone?
È un rabbioso. È un fascista.
È Vinicio Conti.
E non ha un perché nella mia vita.
Il fatto è che lui, adesso, c’è e proprio non vuole andare via.

Nota dell’autrice: Salotto VS Stadio è un new adult-bully romance autoconclusivo, terzo volume
della Versus Series. Contiene linguaggio scurrile che, a tratti, declina nel turpiloquio, scene
sessualmente esplicite e si avvale in taluni casi dello slang romano. I tropes che affronta sono i
seguenti: life in Rome, grumpy x sunshine, hate to love, bad boy, social gap, found family, spicy.
Può essere letto da solo, ma in tal caso si avranno parecchi spoiler sui precedenti volumi della serie.


Si è fissato con me.
Mi odia.
Mi tormenta.

Recensione

Buongiorno, oggi vi parlo del terzo volume della serie "Versus" di JD Hurt; in questo volume abbiamo per protagonisti Vinicio Conti e Aurora Crescenzi. Due ragazzi che si conoscono tramite un altro, ma che sono destinati a fare faville. I personaggi dei libri precedenti ci sono come secondari, quindi vi conviene leggere anche quelli, se no non ci saltate fuori.
Aurora sta con Brando, ma quando viene venduta per una scommessa a Vinicio le cose sono destinate a cambiare e molte verità, tenute nascoste, verranno a galla, soprattutto quelle legate alla famiglia, sia di Vinicio sia di Aurora.
Perché, come sempre, niente è come sembra nelle famiglie dei libri di JD; è sempre tutto collegato; le famiglie sono tutte marce, poi c'è sempre chi si salva e per farlo ha bisogno di qualcuno che abbia passato le stesse cose, o qualcosa di simile.
Una cosa è certa: ci sono famiglie che non meritano di essere considerate tali.
Altro non posso dirvi o rischio troppi spoiler; ma se avete amato le storie di JD, questa non potete farvela scappare.


La mia valutazione

Alla prossima
Luce <3



La mia condanna più pesante è stata quella di non far parte del presente
e d’esse delinquente oltre che ignorante.
Ma sulla pelle mia me sò fatto strada, in mezzo a sta società che una vera
essenza non ha.
A differenza tua, io faccio della mentalità, della fratellanza e della goliardia
lo stile della vita mia

giovedì 3 aprile 2025

Segnalazione "D'ombre e nebulose", NPS Edizioni

Buongiorno, oggi vi segnalo il nuovo romanzo della NPS Edizioni


Titolo: D’ombre e nebulose
Sottotitolo: Racconti fantastici – Antologia prima
Autore: Autori vari
Editore: NPS Edizioni
Genere: Raccolta di racconti fantastici
Pagine: 270 (cartaceo)
Formato: 14,8*21cm
Prezzo: 15€
ISBN cartaceo: 978-88-31910-699.
Data di uscita: 8 maggio 2025.
Disponibile su tutti gli store di libri.
Ordinabile in libreria e sul sito NPS Edizioni.

Amazon: https://www.amazon.it/Dombre-e-nebulose/dp/8831910698/
Sito NPS: https://www.npsedizioni.it/p/dombreenebulose/


Quarta di copertina:
“Fu un’estate piovosa e poco clemente”, ricorda Mary Shelley nel 1831. “La pioggia incessante ci
costrinse spesso in casa per giornate intere”. In quei giorni vari furono gli argomenti affrontati
dalla compagnia: gli esperimenti di Erasmus Darwin, il quale affermò di esser riuscito a rianimare
la materia morta, il galvanismo e la possibilità di ricomporre e ridare vita alle parti di un essere
vivente. Sedendosi davanti al fuoco della casa di Byron, Villa Diodati, la compagnia si divertiva
leggendo storie tedesche di fantasmi tradotte in francese e raccolte nell’antologia Fantasmagoriana.
Lord Byron propose poi un gioco: ognuno avrebbe dovuto scrivere una storia di fantasmi. Poco
tempo dopo Mary, nel dormiveglia, ebbe l'idea, che divenne il romanzo Frankenstein.
Shelley Project ha riproposto e omaggiato quella sfida, mettendo a confronto gli scrittori con il loro
lato fantastico più nascosto: venti racconti scritti tra le prime luci dell’alba e l’imbrunire, nella
magia dei luoghi vissuti e respirati da Mary Shelley.

NPS Edizioni

Associazione culturale Nati per scrivere – Piazza Diaz 10, 55041 Camaiore (LU)

L’antologia comprende i racconti: I poeti non mentono mai, di Alessio Del Debbio; Sesto senso, di
Sauro Donati; Lucy due-punto-zero, di Franco Amato; Caterina non dorme, di Maria Pia Michelini;
Una nuvola di tempo, di Alice Cappagli; Codice 39: Viaggio al contrario, di Francesco Noferi;
Stonehill, di Alessandra Di Maio; Sapiens?, di Carlo Alberto Turriti; Eterna compagnia, di Carmen
Luciano; Il custode dell’ultimo momento, di Patrizia Scialoni; La realtà di confine, di Matteo Franz
Arrighini; Lilith, di Carola Pieroni; Il potere delle parole, di Diego Iacopini; Elegia del silenzio, di
Eleonora Figaia; L’atto estremo di un autore disperato, di Elisa Strambi; L’angolo buio, di
Alessandro Ricci; L’ultimo cielo, di Mirko Tondi; Deadbot Alfredo, di Paola Musa; Dixit 8, di
Raffaella Espero; Mani-Calde e PoliChan, di Furio Detti.
Prefazione del Prof. Paolo Fantozzi.
Introduzione a cura di Stefano Nannizzi, direttore Shelley Project.

Estratti:
Forse è davvero una divinità quella che sta uscendo dal lago, venuta per liberare l’umanità dai mali
che l’attanaglia, e forse la fine di tutto questo porterà un po’ di benessere alle povere creature di
questo mondo. O forse no; non posso saperlo.
Io intanto aspetterò, dato che altro non posso fare, e vedrò se la breccia mi fornirà le verità che
voglio.

Abbiamo così tanta paura del vuoto che siamo disposti a credere nell’inferno pur di riempirlo con
qualcosa.

Di più non sapeva e, forse, non lo avrebbe mai saputo.
Il suo compito lo incasellava lì tra una cosa amata e persa e una terribile e trovata.
Forse, da qualche parte e in qualche tempo, il suo ruolo aveva uno scopo preciso e definito.
Per il momento custodiva ciò che gli veniva affidato e se ne prendeva cura come poteva.



COMUNICATO STAMPA


ARRIVA IN LIBRERIA D'OMBRE E NEBULOSE

La prima antologia di racconti targata Shelley Project sarà presentata il 25 aprile 2025 a Lucca Città di Carta.

Un tributo alla creatività, all'immaginazione e alla letteratura fantastica: OMBRE E NEBULOSE - Racconti fantastici / Antologia prima (edita da NPS Edizioni) è più di un

semplice libro, è un incontro con la fantasia, un ponte letterario tra passato e presente, un

tributo al potere universale della scrittura.

Il volume, che sarà presentato in anteprima il 25 aprile 2025 in occasione del festival

Lucca Città di Carta, racchiude in sé lo spirito di Shelley Project, contest letterario ispirato

alla leggendaria sfida di Villa Diodati, ideato e prodotto dall'associazione artistico culturale

LogaStudio.

Era il 16 giugno 1816 quando il poeta Lord Byron, il medico John William Polidori, il poeta

Percy Bysshe Shelley, Mary Godwin (futura Mary Shelley) e la sorellastra Claire Clairmont

diedero vita, presso la tenuta di Villa Diodati nella cittadina di Cologny, sulle rive del lago di

Ginevra in Svizzera, ad una sfida letteraria straordinaria dalla quale nacquero due

capolavori senza tempo: Il Vampiro di Polidori, opera che inaugurò l’intero filone letterario

sui vampiri, e Frankenstein o il moderno Prometeo, la splendida creazione di Mary

Shelley che sarebbe stata pubblicata poi due anni dopo, nel 1818.

Oggi lo spirito di quel confronto, rivive grazie allo Shelley Project, un progetto letterario

che trae ispirazione da quell’evento unico ricreandone la magia e coinvolgendo 5 scrittori

affermati (categoria SP Editor Writers), talenti emergenti (categoria SP New Writers) e

ragazzi delle scuole superiori (categoria SP School) in una intera giornata dal sapore

unico in cui, presso le ville toscane di Bagni di Lucca, Lucca, Pisa e Viareggio nelle quali

per un breve periodo soggiornarono i coniugi Shelley e Lord Byron, si ritrovano ogni anno

per scrivere un racconto fantastico originale.

Ombre e Nebulose raccoglie i primi cinque racconti classificati della categoria SP

New Writers 2024 (autori Carmen Luciano, Alessandra De Maio, Francesco Noferi,

Patrizia Scialoni e Carlo Alberto Turrini), i cinque racconti fuori concorso della categoria

SP Editor Writers 2024 (autori Furio Detti, Raffaella Espero, Paola Musa, Alessandro Ricci

e Mirko Tondi), i cinque racconti fuori concorso della categoria SP Editor Writers 2023,

puntata zero di Shelley Project (autori Franco Amato, Alice Cappagli, Alessio Del Debbio,

Sauro Donati e Maria Pia Michelini) e i primi cinque racconti classificati della categoria SP

School riservata agli studenti delle scuole superiori (autori Matteo Franz Arrighini,

Eleonora Figaia, Diego Iacopini, Carola Pieroni e Elisa Strambi). Venti racconti in totale

racchiusi in un volume unico che celebra il potere inesauribile della fantasia, un viaggio

emozionante nel labirinto della creatività umana che conduce il lettore tra i banchi di

scuola, nella mente di moderni narratori, fino alle visioni ispirate di autori esperti.

Il libro è già disponibile in prevendita sullo store di NPS Edizioni e uscirà in libreria il

prossimo 8 maggio, anticipato dalla presentazione ufficiale, in programma per venerdì 25

aprile, alle 15, al Real Collegio di Lucca: in occasione del festival letterario Lucca Città di


Carta, l'editore NPS Edizioni e la redazione Shelley Project incontreranno il pubblico insieme agli autori che presenteranno il proprio racconto.

Siti di informazione:

NPS Edizioni: https://www.npsedizioni.it/

Shelley Project: https://www.shelleyproject.it/

Lucca Città di Carta: https://www.luccacittadicarta.it/


mercoledì 2 aprile 2025

Recensione film "Wicked parte 1"

 


Titolo: Wicked parte 1

Data d'uscita: 22 novembre 2024

Genere: fantastico, musicale

Durata: 160 minuti



Trailer



Trama

Il Regno di Oz è in festa dopo la morte di Elphaba, la Perfida Strega dell'Ovest sconfitta dalla piccola Dorothy. Glinda, la Buona Strega del Nord, conferma la notizia ai Mastichini e racconta loro della nascita di Elphaba, nata con la pelle di colore verde dopo che la madre aveva avuto una relazione extraconiugale. Quando una Mastichina le chiede se è vero che lei ed Elphaba erano state amiche, la strega comincia a ricordare il loro primo incontro in università.

Diversi anni prima la giovane Glinda (allora chiamata "Galinda") si era iscritta alla prestigiosa Università Shiz con la speranza di studiare stregoneria con la celebre Madame Morrible. La professoressa, tuttavia, aveva snobbato Galinda dopo aver notato l'enorme potenziale di Elphaba, che si era recata all'ateneo solo per accompagnare la sorella disabile Nessarose. Elphaba e Galinda sono costrette a diventare coinquiline, ma tra le due nasce subito una forte antipatia, esacerbata dalla grande popolarità di Galinda e le discriminazioni che Elphaba subisce per via del colore della sua pelle.

Il clima politico a Oz si fa sempre più difficile e gli animali parlanti cominciano a subire pesanti discriminazioni. Elphaba fa amicizia con uno di loro, il dottor Dillamond, la capra che insegna storia. Intanto l'arrivo del carismatico principe Fiyero Tigelaar getta in subbuglio l'università. Fiyero organizza una festa alla Sala da Ballo Ozdust per uscire con Galinda, che dal canto suo suggerisce a Boq, invaghitosi di lei, di invitare al ballo Nessarose. Commossa dal bel gesto per la sorella, Elphaba chiede a Madame Morrible di cominciare a insegnare magia anche a Galinda.



Quando lo scopre, Galinda è presa dai sensi di colpa: ha infatti invitato Elphaba alla festa dopo averle donato l'orribile cappello a punta della nonna, motivo per cui la giovane strega viene derisa da tutti al ballo. Tuttavia, Galinda interviene e si mette a ballare con Elphaba, rendendo così popolare tra gli altri studenti la sua danza stravagante. Le due diventano amiche e Galinda decide di aiutare Elphaba a diventare popolare.

Durante una lezione, il dottor Dillamond viene arrestato, dato che agli animali è stato proibito di insegnare. Grazie ai suoi poteri magici e all'aiuto di Fiyero, Elphaba libera un leoncino messo in gabbia affinché non imparasse mai a parlare. La piccola disavventura avvicina Fiyero ed Elphaba, che comincia a nutrire sentimenti per il ragazzo di Galinda. Sempre più colpita dai poteri di Elphaba, Madame Morrible le fa ottenere un invito per incontrare il Mago di Oz e la giovane strega chiede a Galinda (che si è ribattezzata "Glinda" in onore del dottor Dillamond) di andare con lei alla Città di Smeraldo.

Giunte davanti al Mago, Elphaba e Glinda scoprono che il sovrano è un affabile uomo di mezz'età. Dopo l'arrivo di Madame Morrible a corte, lei e il Mago chiedono ad Elphaba di dare prova dei suoi poteri leggendo l'Orripilario, un libro magico scritto in una lingua perduta che Elphaba riesce a decifrare immediatamente. L'incantesimo di Elphaba fa spuntare dolorosamente le ali alle scimmie della guardia privata del Mago, che intende usare come spie. Elphaba quindi si rende conto che è stato proprio l'autoritario Mago (in realtà un cialtrone senza alcun potere magico) ad aver promulgato le leggi razziali contro gli animali e che ora intende usare quest'ultimi per mantenere il controllo su tutto il Regno di Oz.

Rifiutando le offerte del Mago, Elphaba ruba l'Orripilario e scappa, mentre Madame Morrible ordina la sua cattura e la proclama una nemica dello Stato, notizia che giunge anche a Nessarose. Nonostante le suppliche di Glinda, che viene in seguito avvicinata da Madame Morrible, Elphaba decide di non tornare sui suoi passi e fugge dalla Città di Smeraldo su una scopa volante dichiarando guerra al Mago.



Recensione

La strega verde del celebre libro Il meraviglioso mago di Oz (scritto da  L. Frank Baum nel 1900 e reso film nel 1939), si mostra in una sua versione giovane e speranzosa mentre canta il testo di una delle canzoni più conosciute del musical Wicked, “The Wizard and I”, in cui si augura che un giorno in tutta Oz ci sarà una celebrazione dedicata interamente a lei e ai suoi poteri magici. Oltre ad essere un evidente e cupo foreshadowing agli eventi futuri del film, si può dire che queste parole facciano eco anche a quello che è accaduto negli Stati Uniti all’uscita di questa attesissima trasposizione cinematografica: Wicked è uno dei musical americani più amati di Broadway, e nonostante alla sua uscita nelle sale di detrattori non ce ne siano stati pochi, sono decisamente di più quelli che lo hanno inondato di critiche soprattutto entusiaste e positive. E io non posso che dirmi d’accordo.

Wicked nasce come libro prequel del Mago di Oz nel 1995, dalla penna di Gregory Maguire, per poi essere trasformato in un musical teatrale nel 2003 con libretto di Winnie Holzman e canzoni di Stephen Schwartz, quest’ultimo già compositore di testi per i film d’animazione PocahontasIl gobbo di Notre-Dame e Il principe d’Egitto. Il cast originale del musical si fregiava della presenza di due giovani star della scena teatrale: il ruolo della strega verde Elphaba andò a Idina Menzel, già protagonista del rivoluzionario Rent del 1996 e futura voce di Elsa in Frozen, mentre per la strega buona Glinda la scelta cadde su Kristen Chenoweth, vincitrice del Tony Award 1999 come migliore attrice non protagonista per il ruolo di Sally Brown nel musical You’re a Good Man, Charlie Brown.

Elphaba e Glinda Wicked

Il rapporto fra le due streghe è la colonna portante di Wicked: nell’immaginario collettivo, derivato dal Mago di Oz del 1939, le due sono nemiche, con Elphaba a ricoprire il ruolo dell’antagonista in tutto e per tutto negativa, dalla grottesca pelle verde alla personalità sgradevole, e Glinda a fungere da Fata Madrina per la protagonista Dorothy, con il suo vestito rosa e i suoi atteggiamenti buoni e altruisti. In Wicked questa netta differenza fra bianco e nero sfuma e si mescola, regalandoci due protagoniste complesse, mosse da principi diversi ma anche da una profonda e conflittuale amicizia; in questo prequel, infatti, Elphaba e Glinda diventano compagne di università e compagne di stanza, dapprima odiandosi e poi, man mano, capendosi e rispettandosi. Va da sé che quindi il casting delle attrici protagoniste per la trasposizione cinematografica era tanto cruciale quanto delicata.

Alla fine, la scelta è ricaduta su Ariana Grande per il ruolo di Glinda e su Cynthia Erivo per quello di Elphaba. La prima, pop star di fama mondiale con una passione per il teatro (aveva per esempio già cantato una canzone di Wicked durante la cerimonia per il 15° anniversario del musical nel 2018); la seconda, attrice teatrale ampiamente conosciuta a Broadway, soprattutto per il suo ruolo di Celie nel musical de Il Colore Viola, per il quale ha vinto il Tony Award come Migliore attrice protagonista nel 2016. Le due, a dispetto delle apparenze, avevano da subito convinto la community teatrale americana, i cosiddetti “Theatre Kids“, anche se il casting di Ariana Grande ha continuato a suscitare dubbi nella maggior parte del pubblico fino alla fine. Sospetti e dubbi, a mio parere, ampiamente smentiti dalla meravigliosa performance che entrambe, insieme, ci regalano in questo film.

Wicked ariana grande cynthia erivo

Wicked – Parte I copre tutto il primo atto del musical teatrale e si apre riprendendo la fine del film Il Mago di Ozla malvagia strega dell’Ovest, Elphaba, è stata sconfitta e tutta Oz gioisce per la sua morte, inclusa Glinda, la strega buona sua acerrima nemica. I più attenti, però, notano che il sorriso e le parole della “Good Witch” non combaciano esattamente con l’espressione dei suoi occhi, a tratti vuota e perfino triste: qualcuno tra gli abitanti di Oz arriva a domandarle se le due non fossero in realtà amiche, supposizione che Glinda finisce per confermare, dichiarando però che essendo passato tanto tempo ormai non avevano più rapporti l’una con l’altra.

Ed è qui che parte il prequel, raffigurato quindi come un enorme e continuo flashback: dai futuri festeggiamenti per la morte di Elphaba si passa ai festeggiamenti per l’ammissione alla Shizuniversità magica rinomata in tutta Oz, in cui le due streghe, ancora giovani, si incontrano per la prima volta. L’intera storia è incentrata sulla loro relazione, dapprima conflittuale, poi di profonda amicizia, e infine di inevitabile separazione.

wicked elphaba glinda specchio

Elphaba è caratterizzata, oltre che da un’evidente carnagione verde per la quale viene costantemente discriminata, da una personalità introversa ma molto tenace, che si riflette nello stile delle canzoni di cui è protagonista: l’inizio è sempre in sordina, quasi timido, con note basse e parole perlopiù recitate, mentre la parte finale esplode quasi sempre in un belting, tecnica canora che consiste (volendo ridurre all’osso) nell’emettere una nota alta senza usare il falsetto, quindi con ampia risonanza e intensitàGlinda, al contrario, dai capelli biondi e l’aspetto principesco, canta spesso canzoni in stile opera, sfruttando pienamente il falsetto e la sua estensione vocale. Là dove la prima è un concentrato di intensità emotiva e parole esplicite e sincere, la seconda fonde la frivolezza del virtuosismo con testi dal doppio significato, non riuscendo né potendo mai esprimere quello che prova veramente.

Se la sfida nell’interpretare Elphaba risiede nella capacità di mantenere l’equilibrio fra espressioni contenute ed esplosività canora che non sfoci in puro tecnicismo, la difficoltà nel recitare il ruolo di Glinda è tutta sia nel saper far ridere sia nel mantenere l’ambiguità giusta fra espressioni e parole: molte delle canzoni di quest’ultima hanno infatti un testo allegro quando in realtà il personaggio sta soffrendo profondamente, e si dev’essere in grado di esprimere tanto la felicità di facciata quanto la tristezza di fondo. Sia Cynthia Erivo che Ariana Grande riescono appieno nell’intento, la prima riuscendo perfettamente a calarsi nei panni di una Elphaba giovane, insicura ma determinata, e la seconda rubando decisamente la scena grazie ai suoi perfetti tempi comici e alle struggenti espressioni di dolore che ha mentre canta alcuni tra i testi più allegri della colonna sonora.

Wicked Elphaba Finale

Se il comparto recitativo è quello più riuscito, anche per le interpretazioni dei ruoli secondari che avremo tempo (spero) di ammirare meglio nella seconda parte (Jonathan Bailey e Ethan Slater parlo di voi), quello fotografico mi ha purtroppo delusa. Le aspettative erano già basse, visto che anche nei precedenti lavori di Jon M. Chu i flare sono i protagonisti di qualunque scena (vedasi Step Up 3D o In The Heights), e sono state malauguratamente confermate: per quanto ogni scenografia sia perfettamente realistica e adatta alle singole scene, la fotografia bagna tutto con questa perenne luce solare bianca/arancio che arriva persino nei luoghi chiusi, rendendo purtroppo ogni luogo simile a sé stesso e tagliando un po’ troppo la tensione nei momenti più drammatici, come nel finale con la celebre canzone “Defying Gravity”.

Unico altro aspetto negativo è, forse prevedibilmente, la divisione del film in due parti: se è vero che è stato confortante vedere il primo atto del musical trattato e approfondito con rispetto, è comunque un peccato sospendere la narrazione, soprattutto visti i continui richiami che ci sono fra prima e seconda parte; quasi ogni cosa narrata e vista viene rovesciata nel secondo atto, svelando doppi significati di canzoni e battute ai quali inevitabilmente, durante il primo atto, non si fa caso. La tensione si spezza e si rischia di perdere continuità, visto che l’impatto emotivo del passaggio fra prima e seconda parte sta proprio nel fatto che i toni cambiano completamente; creando due film separati si rischia di offrire una parte 1 scollegata, perlopiù spensierata e ingenua, e una seconda parte cupa e matura, offrendo di fatto due film diversi. Non è necessariamente una scelta malvagia, ma a me ha fatto storcere un bel po’ il naso.

Anche tematiche importanti come il pregiudizio e la discriminazione, seppur trattate con delicatezza e senza finto buonismo, risultano inevitabilmente sviluppate a metà: la pelle verde di Elphaba, la sedia a rotelle di sua sorella Nessarose e il trattamento degli animali ad Oz sono percepiti chiaramente con disgusto o indifferenza dalla maggior parte dei personaggi (ed è questo che permette alla sensibilità di Elphaba di spiccare), ma ciò avrà sviluppi più chiari e profondi nella seconda parte.

Wicked Il mago di Oz

L’uscita della seconda parte di Wicked è prevista per novembre 2025; sperando che anche il seguito soddisfi le aspettative, soprattutto in vista di numeri musicali struggenti e potenti insieme come “Thank Goodness” per Glinda e “No Good Deed” per Elphaba, vi consiglio di vedere intanto questa prima parte: decisamente, e direi anche finalmente, la prima trasposizione cinematografica riuscita di un musical post anni 2000.


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3