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sabato 21 gennaio 2023

La vita bugiarda degli adulti - serie tv- Netflix (recensione)

Buongiorno, oggi vi parlo della nuova serie tv Netflix "La vita bugiarda degli adulti" tratta dal romanzo di Elena Ferrante


Titolo: La vita bugiarda degli adulti

Paese: Italia

Anno: 2023

Formato: serie tv

Genere: drammatico

Stagioni: 1

Episodi: 6

Durata: 50 min (episodio)

Lingua originale: napoletano, italiano


Informazioni

La vita bugiarda degli adulti è una serie televisiva diretta da Edoardo De Angelis, tratta dal romanzo omonimo di Elena Ferrante e distribuita internazionalmente su Netflix dal 4 gennaio 2023.


Trama

Nella Napoli degli anni '90 la sfrontata e audace zia Vittoria aiuta la nipote ad esplorare un diverso lato della città e indispettisce i severi genitori della ragazza.




Recensione

Come ho detto, oggi vi parlo della serie tv tratta dal romanzo di Elena Ferrante (trovate QUI la recensione, se per caso l'avete persa). 

E' una delle serie tv che fa parte di quelle più attese dell'anno, anche a causa del successo globale de "L'amica geniale", del resto entrambe le serie sono basate sui libri di Elena Ferrante. Con un cast ricercato e un team di scrittura che comprende buona parte degli autori della serie su Lenù e Lila, questa serie si presenta come un racconto di formazione fatto di contrasti: la "Napoli alta" del Vomero e la "Napoli bassa" del Pascone, la borghesia e il sottoproletariato, l'infanzia e l'età adulta, la verità e le bugie. L'abbiamo attesa tanto e, pur essendo perfettamente in grado di intrattenerci, ha in parte tradito quel patto di fiducia che lega Ferrante ai suoi lettori diventando un'altra storia. La storia, evidentemente, del regista Edoardo De Angelis il quale, più che accompagnare le parole della scrittrice, le ha interpretate a modo suo traducendole in immagini spesso insistenti, eccessive e alienanti. La vita bugiarda degli adulti è una serie che, nel voler essere "potente e ambiziosa", finisce per essere presuntuosa.


La vita bugiarda degli adulti, così come l'omonimo romanzo di Elena Ferrante edito da Edizioni E/O, racconta la crescita dell'adolescente Giovanna, che nella Napoli degli anni '90 cerca se stessa scontrandosi con gli altri. La sua storia oscilla tra due lati della città che si respingono e si attraggono costantemente: il Vomero, dove Giovanna vive con i suoi genitori borghesi Andrea e Nella, e la periferia di zia Vittoria a Poggioreale. Per capire chi è veramente, Giovanna vuole conoscere la zia Vittoria - una donna selvaggia e sfacciata che il fratello Andrea ha da anni allontanato -  a cui i genitori dicono, inorriditi, che assomigli. Combatte così una battaglia quotidiana con l'ipocrisia, cercando di squarciare quel velo sottilissimo che divide la verità dalle bugie, ma rimanendone lei stessa coperta.

La vita bugiarda degli adulti

Questi contrasti vengono resi visivamente giustapponendo la Napoli da cartolina di Posillipo (dove vivono Costanza e Mariano, gli amici di famiglia di Andrea e Nella) a quella popolare del Pascone; le fini cene private in famiglia alla scena caotica e ribelle dei centri sociali; la musica dei 99 Posse a quella di Édith Piaf. Nei diversi contesti, Giovanna si muove come un'equilibrista: sbaglia, cade, si rialza, ci ripensa. Fa "capa e cesso" per cercare di capire chi è e cosa vuole. E alla fine mente, "perché è bello". Come fanno tutti quelli che conosce.

Ci troviamo di fronte a una serie "sporca" e ricercata allo stesso tempo, rude e poetica. Ma che soffre di un certo manierismo nel volerci sorprendere a tutti i costi con guizzi da parte del regista e trovate fini a se stesse, forse più adatti al grande schermo. Capita, però, che le immagini prendano il sopravvento sulla sceneggiatura e che certe scene si prolunghino oltre il necessario, supportate da una colonna sonora talvolta invadente.

La vita bugiarda degli adulti

Anche la recitazione risulta teatrale (un "vizio" di molti attori italiani - ancor più napoletani - che stride per chi è abituato a confrontarsi con le serie americane). Fa eccezione Valeria Golino, il cui personaggio richiedeva un eccesso di enfasi. E infatti la sua Vittoria - prosperosa, impertinente, eccessiva eppure premurosa - sorprende ed è la figura più centrata e fedele al romanzo. Il risultato, nel complesso, è sì un prodotto ricco di significati che vogliono raggiungere un determinato obietttivo che sono un diretto riferimento al libro, come il braccialetto regalato da Vittoria a Giannina. Eppure ci lascia perplessi per non essere stato in grado, nel voler essere troppo e altro, di trasmetterci del tutto la forza immaginifica delle pagine di Elena Ferrante. Ma, forse, semplicemente in alcuni casi le immagini non possono sostituire le parole. È il potere della letteratura.


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3




venerdì 6 gennaio 2023

Recensione "La vita bugiarda degli adulti", Elena Ferrante

 


Autrice: Elena Ferrante

Titolo: La vita bugiarda degli adulti

Prezzo: 12,00  e-book 12,99

Link d'acquisto: QUI


“All'ingiustizia bisogna dare una risposta ferma, cocciuta: tu fai questo al tuo prossimo e io ti dico che non lo devi fare e  se tu continui a farlo io continuo a oppormi, e se mi schiacci con la tua forza io mi rialzo, o se non riesco più a rialzarmi, altri si rialzeranno, e altri ancora.”


Trama

DA QUESTO ROMANZO DI ELENA FERRANTE LA SERIE NETFLIX DAL 4 GENNAIO 2023

Crescere per diventare cosa, per assomigliare a chi?
Il nuovo romanzo di una scrittrice amata in tutto il mondo.

Il bel viso della bambina Giovanna si è trasformato, sta diventando quello di una brutta malvagia adolescente. Ma le cose stanno proprio così? E in quale specchio bisogna guardare per ritrovarsi e salvarsi? La ricerca di un nuovo volto, dopo quello felice dell’infanzia, oscilla tra due Napoli consanguinee che però si temono e si detestano: la Napoli di sopra, che s’è attribuita una maschera fine, e quella di sotto, che si finge smodata, triviale. Giovanna oscilla tra alto e basso, ora precipitando ora inerpicandosi, disorientata dal fatto che, su o giù, la città pare senza risposta e senza scampo.



L'estratto

«Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto — gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole — è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione».



Recensione

Lo ammetto, ho voluto ascoltare questo romanzo per due ragioni: 1) speravo di trovare una sorta di storia alla "L'amica geniale" e 2), dal 4/1/23 è online su Netflix la serie tratta proprio da "La vita bugiarda degli adulti".

Anche questa volta l’incipit è spiazzante e ci mostra uno strappo. Giovanna apprende di essere brutta, Giovanna smette di essere una bambina. Cresciuta in una famiglia borghese, la protagonista non parla il dialetto, non ha modi sguaiati e soprattutto non ha rapporti con i parenti del padre. E proprio questa mancanza di rapporti eserciterà sulla protagonista tredicenne un fascino irresistibile. Brutta, possibile che fosse brutta? Ad un certo punto non capiamo più se “Giannina” ha paura di essere brutta fuori, esteticamente, oppure nel senso umano del termine.  Davvero è uguale alla terribile zia Vittoria? L’unico modo per scoprirlo è incontrarla, dando vita a un rapporto che pian piano si rivelerà alquanto malsano. Vittoria è una donna dura, rimasta sola e abituata a comandare. Ha conosciuto l’amore, quello vero, carnale e angelico allo stesso tempo, ma l’ha perduto. Di Enzo restano soltanto i ricordi d’amore e di sesso, le visite al cimitero e… la moglie Margherita. Due donne possono essere unite dall’amore per lo stesso uomo? Chi lo sa, ma vediamo di andare per gradi, mi sa che sto andando un filo troppo veloce, o sbaglio?


Ne La vita bugiarda degli adulti le protagoniste sono queste due figure femminili: nipote e zia divise da anni, educazione, carattere. Vittoria fa finire la nipote in un inferno chiamato vita adulta. La zia le mostrerà che niente di ciò che sa è come sembra: basta osservare un po’ più attentamente il mondo circostante e Giovanna si renderà conto che la sua famiglia non è quella che dice di essere: il padre è alquanto tirchio, la madre è decisamente ambigua, cosa nascondono? L’ingresso nella vita adulta è una vera e  propria sofferenza per Giovanna che cerca disperatamente la propria dimensione. Prima impara il dialetto per far dispetto ai genitori, va male a scuola, sceglie vestiti grandi e scuri per nascondersi, si trucca pesantemente e ha un atteggiamento arrogante. Giovanna è una ragazza che vorrebbe tornare bambina e si ritrova ad essere una pedina nelle mani della zia. O forse no… difficile dirlo, perché di Vittoria sappiamo poco nonostante tutto. Le piace tirare tiri mancini al fratello, è invidiosa, rozza, maleducata… ma è anche una donna in cerca di affetto e chissà, forse anche dentro di lei si nasconde la bellezza.


La Napoli in cui si muovono i personaggi, e ce ne sono parecchi, è una città familiare. Qui come nell’Amica geniale si respira un’aria di degrado impregnata da diversi umori che passano dalla voglia di riscatto all’arrendevolezza. Oltre alle amiche di Giovanna ci sono anche gli uomini: Roberto, Rosario e altri, tutti diversi, ma divisi in due categorie: o eccezionali o santi. Ma al centro ci sono questi rapporti familiari,  tutti corrotti, tutti sporcati da segreti e angherie.

I giorni, come i mesi passano e Giovanna non può fare a meno di crescere, i cambiamenti nella sua famiglia e in quella delle amiche sono sempre più grandi. L’unica costante? Un maledetto braccialetto che è sempre nelle mani sbagliate, invece di essere simbolo di amore, regala inquietudine e amarezza a chi lo indossa. Credo sia sottinteso che dietro questo simbolo c'è niente meno che la "cara" zietta Vittoria.

Un racconto feroce, alla ricerca di un'identità che viene sostanzialmente pilotata dagli adulti, ma è la genetica che lo fa, o i rapporti di Giannina?


Questa storia è uno schiaffo in faccia a  Giannina che forse, in un’altra vita, avrebbe potuto essere la Elena dell’amica geniale. All’inizio il racconto è veloce, entriamo all’improvviso nelle vite dei personaggi e lo facciamo durante le riflessioni della protagonista, poi il ritmo cala e quasi si appiattisce. Siamo sempre nella testa di Giovanna, ci racconta il passare dei mesi e degli anni con un pizzico di rassegnazione, con l’arrendevolezza di chi non ha tredici anni, ma almeno trenta in più, ha quell'atteggiamento da ragazza cresciuta decisamente troppo in fretta. Se questo fosse il primo volume di una saga credo che lo promuoverei con un voto decisamente più alto perché nel secondo mi aspetterei sicuramente l’approfondimento di Vittoria, che non può essere solo una povera donna bipolare, come appare qui, peccato che non lo sia, e bisogna accontentarsi.

La lingua della Ferrante è magnetica, ruvida, anche fastidiosa, ma è impossibile staccarsene.

Consigliato a chi vuole leggere/ascoltare una storia particolare, narrata con una lingua che non lascia tregua. Qui niente passa sotto silenzio, specialmente la pochezza umana.

 


La mia valutazione


Alla prossima

Luce <3


"La paura bisogna avercela anche quando non c'è bisogno, ti tene sveglia"



sabato 24 novembre 2018

Recensione serie "L'amica Geniale", Elena Ferrante

Autrice: Elena Ferrante
Titolo:  L'amica geniale (amica geniale #1)
Prezzo: cartaceo 15,30 e-book 1,99

Link d'acquisto: QUI



Serie L'amica Geniale:
1)L'amica geniale
2)Storia del nuovo cognome
3)Storia di chi fugge e di chi resta
4)Storia della bambina perduta





“Se non c’è amore, non solo inaridisce la vita delle persone, ma anche quella delle città.” 


Trama

L'amica geniale è un romanzo italiano di Elena Ferrante, pubblicato nel 2007. È il primo volume di un ciclo del quale sono usciti altri tre libri: Storia del nuovo cognome (2012), Storia di chi fugge e di chi resta (2013), Storia della bambina perduta (2014).
Il primo volume, diviso in due parti, "Infanzia" e "Adolescenza", è dedicato alla storia di due bambine, Elena (Lenù) e Raffaella (Lila), di un quartiere di Napoli. Entrambe molto intelligenti, insofferenti delle rigide regole di comportamento del "rione" dove abitano, negli anni dell'infanzia si legano di un'amicizia stretta; con la fine della scuola elementare, però, le loro vite si separano, perché per ragioni economiche il padre di Lila, calzolaio, non può farle proseguire gli studi; il padre di Lenù, usciere comunale, riesce invece a permettere alla figlia di continuare alla media, poi al ginnasio. I percorsi delle due ragazzine continuano però ad intrecciarsi, ancor più quando intervengono le prime complicazioni sentimentali. L'ultima pagina narra il matrimonio di Lila.
Il libro si apre con le poche pagine del prologo ("Cancellare le tracce"), che con forte prolessi narrativa presenta un adulto, figlio di Lila, che chiede invano aiuto a Lenù per ritrovare la madre.
La narrazione è condotta in prima persona da Elena; attraverso il suo sguardo si scopre una folla di personaggi, una quantità di ambienti e di usanze, di una Napoli che dalle difficoltà del dopoguerra si apre progressivamente a un modesto benessere, incoraggiato o minacciato dalla presenza della malavita.

“E' stato il Diavolo a inventarsi il mondo, non il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.” 


Recensione
Lo ammetto, ho scansato per mesi, forse anni, sta serie; e ho fatto bene... Peccato che adesso abbia letto il primo volume (non ho nessuna intenzione di leggere i seguenti); perché non ho intenzione di leggerli? Perché mi sono annoiata a morte, ecco perché; per carità, descrizioni belle, l'amicizia tra Elena, conosciuta anche come Lenù, e Raffaella, Lila, è solida, di quelle che ti fanno fare pazzie sempre e comunque; Elena è quella "geniale" per l'appunto, perché studia dalle elementari fino al ginnasio; Lila invece si ferma alle medie, per lavorare con il padre. Ma non è questo il problema..  Sullo sfondo c'è la Napoli degli anni 50, una Napoli che ha subito la guerra; nel "rione", il posto dove abitano le due protagonsite, vigono regole molto strette sul comportamento che non vanno bene nè a Lenù nè a Lila.
L'autrice scava intanto nella natura complessa dell'amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l'Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l'andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l'autrice ci ha abituati... 
Francamente non mi ha preso così tanto sto libro.. Mi è sembrato troppo lento, la descrizione noiosa... Oltretutto a pensarci bene, Lenù (o Elena, chiamatela come vi pare), mi pare TROPPO attaccata a Lila, come se le due fossero un'unica persona... Non mi è rimasta la voglia necessaria per scoprire cos'altro ci riserva la voce narrante di Elena; sono così senza parole che non so più cosa dirvi...



La mia valutazione
3/5


Alla prossima
Luce <3

“Tu sei la mia amica geniale, devi diventare la più brava di tutti, maschi e femmine.”