martedì 22 ottobre 2019

[REVIEW PARTY] Recensione "Stellato il cielo com'è", Giacomo Assennato





Autore: Giacomo Assennato
Titolo: Stellato il cielo com'è
Genere: contemporaneo M/M
Pagine: 160
Editore: Self Publishing
Prezzo: cartaceo 9,36   e-book  2,99


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Non ti voglio vedere così, mi senti? Quello che stai facendo
non è da te e ti imbruttisce anche, non te ne accorgi? Non c'è
delitto peggiore al mondo di questo tuo lasciarti sfiorire,
schiacciato in un angolo della casa, a buttarti via. Muoviti, invece
di restare lì, al chiuso e al buio. Dovresti alzarti da quel
letto, spalancare le finestre e cambiare aria, perché c'è davvero
un brutto odore qui dentro. E fatti una doccia, ne hai bisogno,
e una colazione come Dio comanda; anzi, no, dovresti
scendere giù al bar, piazzarti a un tavolino e lasciarti portare
via da un buon cappuccino, perché lì lo fanno come piace a te:
con tanta schiuma e ricoperto da una manciata di polvere di
cacao. E lo so che quando ci andavi da solo, lo stupido del barista
con quel cacao ti ci disegnava sopra un bel cuoricino; me
l'hai raccontato candidamente tu, perché pensavi lo facesse a
tutti, ma nella mia tazza non ha mai galleggiato nessun messaggio
del genere. Come mai, eh?




Trama
Federico ha un dolore accecante, una sofferenza atroce che ha spazzato via la sua vita gioiosa sostituendola con un presente in cui si muove smarrito e incattivito.
Ha due strade davanti a sé: perdersi in quel niente che gli è rimasto della sua storia con Patrizio, continuando a nutrirsi dei momenti belli che l'hanno accompagnato negli ultimi otto anni oppure riuscire a ricostruirsi.
"Ma il tempo aggiusta tutto", gli suggeriscono le persone intorno a lui, e Federico sente che in fondo è vero, ma a ogni piccolo passo che compie verso la serenità, aumentano in lui i sensi di colpa: non vuole dimenticare, non vuole lasciare svanire nel nulla la sua grande storia d'amore. La vicinanza di due amici, che gli trasmetteranno la loro vitalità, gli permetterà di trascorrere momenti sempre più sereni e lo aiuterà a capire che non c’è nulla di sbagliato nell’andare avanti e nel ritrovare la gioia di vivere.



Estratto 1

L'ho sentito subito, come capita nei film. Appena hai varcato la porta, il primo giorno, mi sono agitato; non per qualcosa di preciso, eri lontanissimo da quello che mi poteva attrarre, e poi non era il luogo per farmi mancare il respiro, eppure me lo togliesti. È che ti ho riconosciuto, come se ti avessi sempre aspettato, e mi sono sentito perso. Una frotta di pensieri nuovi mi passava per la testa e mi sforzavo di metterli da parte, perché era una cosa fuori dal mondo che mi spaventava.

Ti ignoravo, ma non riuscivo a frenare il languore che provavo quando ti spiavo lavorare. Se alzavi gli occhi, subito guardavo da un'altra parte. Cercavo di farmi passare ogni idea su di te ma qualcosa mi diceva "non lasciarlo andar via, muoviti, prima di diventare davvero troppo grande". Eri lì, eri capitato e aveva un senso.

Poi è successo, cioè l'hai fatto succedere, perché le hai smosse tu le acque, ricordi? Stavi appiccicato solo a me per chiedere consigli o per farti dire che avevi fatto un buon lavoro, ti ritrovavo accanto a ogni pausa caffè, e facevi sempre più tardi allo studio; ora lo so, aspettavi che andassero via tutti. Così una sera, dal niente, prima hai dato un colpo di tosse per attirare la mia attenzione, poi mi hai detto: "Ma a te proprio non funziona il radar, eh?". "Che radar?" ho chiesto, ma c'era forse qualcosa di più chiaro? "Il radar!" hai ripetuto avvicinandoti. Ed è andata come volevi tu, ma lo volevo anche io, e lo sapevi. Solo che non immaginavamo cosa sarebbe diventato, che quella sera fu solo un'esplosione fra le scrivanie e le fotocopiatrici, un caos di mani, bocche, urla con la paura che potesse rientrare qualcuno. Pensavo che per te fosse una pazzia divertente, e invece facevi sul serio.


«Prenditi tutto il tempo che ci vuole,» mi dice Danilo. Abbandona
anche il suo posto alla scrivania e viene dietro la poltroncina
dove sto piegato su me stesso, per mettermi le mani
sulle spalle e poi scendere in un leggero abbraccio. Lo so che è
calore quello che mi sta trasmettendo, ma proprio non lo sento,
uno strato di cemento addosso per non farmi raggiungere da
non ce la fa a scaldarmi, se è questo che ha in mente: ho messo
nessuno. E a nessuno voglio arrivare; infatti rimango zitto.





Recensione

Buongiorno e bentornati sul blog con il Review Party del nuovo romanzo di Giacomo Assennato, Stellato il cielo com'è; come al solito servono i fazzoletti ve lo dico! Stellato il cielo com'è, è la storia di Federico, un ragazzo prima, un uomo dopo, distrutto da un dolore che nessuno di noi dovrebbe provare. La sua vita ormai non ha più senso, almeno, per lui è così, visto che è diventato apatico, con pochissima voglia di lavorare, essendo il luogo di lavoro, un luogo di ricordi dolorosi; questo almeno, finché due amici, Martino, che in realtà è stato il suo primo amore, e Filippo, non fanno la loro comparsa nella sua vita.
Martino e Filippo sono una ventata d'aria fresca per Federico, Martino è quello che riesce a farlo ridere pian piano, ma la verità è, che la medicina migliore per Federico è Filippo; se vi ricorda qualcosa questo nome è perfettamente normale, qui troverete anche altri due nomi già conosciuti: Pietro e Antonio: avete collegato?? Sono i protagonisti di "Dimmi chi sei", e sì, Filippo è QUEL Filippo, lo stesso che vive con loro. Non l'ho detto, ma anche Filippo, come Federico, si porta dietro un segreto, non triste quanto quello di Federico, ma non è neanche tanto leggero, se proprio devo essere onesta.
Per l'ennesima volta, Giacomo ha creato una storia coi fiocchi, una storia di dolore, che pian piano si trasforma in qualcos'altro; perché L'AMORE E' LA MEDICINA MIGLIORE CONTRO OGNI COSA. Non posso sbilanciarmi troppo, sopratutto perché so che voi ancora non l'avete letto, ma come ho detto, preparate i fazzoletti, perché prima o poi nel tunnel, ci passerete anche voi, anche per voi esisterà la frase "Stellato il cielo com'è"; non vi dico chi dice questa frase, ma sappiate che Federico non sarà l'unico protagonista di questa storia, ci sarà anche qualcun altro, qualcuno che vi farà capire tante cose.



La mia valutazione



Alla prossima

Luce <3




Entro. La mia casa, la nostra casa, è spaventosa. L'abbiamo

curata in tutti i particolari, giorno dopo giorno, aggiungendo,
togliendo, cambiando... non siamo mai riusciti a tenerla uguale
trasloco e allora spostavamo i mobili da una parte all'altra
per molto tempo, perché ogni tanto ci prendeva la smania del dell'appartamento. Era come noi, allegra; anzi, era noi. Adesso
mi sembra una bocca carnosa spalancata che vuole mangiarmi.



Qui sotto trovate le altre tappe del Review Party; vi invito caldamente a passare anche dagli altri blog per sapere le loro opinioni!




7 commenti:

  1. Sono contenta che anche questa volta Giacomo ti ha fatto emozionare. <3

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    1. Grazie a te per avermi fatto leggere un'altra delle sue storie <3

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  2. Giacomo ha una bella scrittura. è un autore tutto da scoprire

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  3. lo sto leggendo in questo periodo, ti dirò

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  4. Straordinarie parole che mi fanno emozionare. Ti ringrazio e sono felicissimo di essere riuscito a colpirti. Grazie davvero.

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  5. Dai piccoli spoiler di Giacomo avrei dovuto capirlo subito, ma, presa dalla lettura, non ci avevo fatto caso all'inizio che Filippo fosse QUEL Filippo! :))

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    1. Ti capisco, anche io ci ho messo un po' a collegare :D

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