lunedì 11 giugno 2018

Recensione "Ingannata con dolcezza Un'infanzia a Bloomsbury", Angelica Garnett

Autrice: Angelica Garnett
Titolo: Ingannata con dolcezza Un'infanzia a Bloomsbury
Prezzo: cartaceo 6,12


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"Ricordo che Virginia arrivava a Charleston all'ora del tè, e attraversava la casa seguita da Leonard e da Pinka, lo spaniel, le cui zampe pelose battevano sul pavimento nudo insieme ai passi più misurati del suo padrone. Virginia, vedendo me e Vanessa sedute davanti al fuoco o sotto il melo in giardino, si accoccolava di fianco a noi, dopo aver trovato da qualche parte una seggiolina o uno sgabello basso su cui sedere. A questo punto reclamava i suoi diritti, un bacio sulla nuca o sulla palpebra, o tutta una rapida sequenza dal polso su fino all'incavo del braccio, che chiamava il Viale delle signore, come il ritratto di sabbia lungo un chilometro, nel Rotten Row di Hyde Park, dove Vanessa aveva cavalcato in passato su un cavallo regalatole da George Duckworth."




Trama

Figlia di Vanessa Bell - sorella di Virginia Woolf - Angelica Garnett trascorre la sua infanzia a Gordon Square, il cuore di Bloomsbury, e a Charleston, nella casa di campagna, ora monumento nazionale, che la madre e il padre Duncan Grant avevano riempito di quadri e oggetti d'arte da loro creati. Era un paradiso effimero pieno di delizie e di enigmi, intessuto dalle mani delicate della complessa ed elusiva Vanessa. Angelica, quasi imprigionata da un incantesimo, sposa giovanissima David Garnett, un tempo amante di suo padre. "Ingannata con dolcezza" è una sorta di autobiografia scritta per esorcizzare i fantasmi del passato: Angelica cresce in un ambiente stimolante ed elitario, da cui però si sente esclusa. È anche la storia del rapporto tra una madre possessiva e una figlia in cerca della propria identità e della propria indipendenza. Nessuno avrebbe potuto dipingere un ritratto più emozionante e contraddittorio di Vanessa Bell e dell'era di Bloomsbury, di quel magico momento che aveva visto l'intreccio di tante personalità intente a inventare insieme, giorno per giorno, un modo di vivere e di creare che rispondesse ai loro desideri e alla loro genialità.







A cinque anni non si è che un piccolo animale: il mondo è fatto di luci, colori, odori e suoni, allora urgenti e irresistibili come non lo saranno mai più. Con la purezza e la violenza della verità, la vita parla la sua molteplice lingua: senza bisogno di essere interpretata, si indirizza intimamente al nostro essere. Avevo solo bisogno di tempo, non misurato dalla mano o dalla voce attenta che trattiene, per comprendere tutte le cose che mi gridavano o mi sussurravano i loro vari segreti.






Recensione


Ci sono libri che per quanto belli e interessanti siano, arrivati alla conclusione si fa fatica a recensirli; lo so, non è da me dire così ma nel caso di "Ingannata con dolcezza - Un'infanzia a Bloomsbury", trovo abbastanza complicato dire cosa mi ha fatto provare questo romanzo... Ma vediamo di andare con ordine; questo romanzo è crudo, diretto, ti fa capire quanto l'infanzia e l'adolescenza dell'autrice siano state dure per lei, figlia di Vanessa Bell, una madre onnipresente, che non la lasciava decidere da sola; vero è che qualcosa da sola alla fine l'ha fatto, ma ha anche capito perché la madre si preoccupasse costantemente. Angelica è stata ingannata perché troppo tardi ha saputo chi era suo padre, perché la volontà della madre di cambiare le regole convenzionali le ha costruito intorno un mondo bellissimo, ma falso, inabile alla comprensione e all’affronto della realtà e incurante della verità. L’estrema libertà che ha vissuto Angelica è diventata una gabbia dorata da cui era difficile evadere se le sbarre confortevoli erano l’amore della madre. L’autrice comprende lentamente quanto sia costato a Vanessa (il nome mamma non c’è nel libro) essere stata rifiutata come donna dall’uomo di cui ha subito il fascino e che ha amato per tutta la vita, quanto le sia costato essere il punto di riferimento della volubile Virginia Woolf che bramava affetto in modo vorace e distruttivo. Quando Angelica diventa una donna viene lentamente e tenacemente conquistata da David (Bunny) Garnett, che era stato l’amante di suo padre Duncan e che, quando comincia la loro storia, aveva moglie e due figli. Quando si è veramente liberi nella propria vita? La disciplina e la fatica sono propedeutici alla conoscenza di sé e delle proprie capacità. E amare l’altro, il proprio figlio ad esempio, vuol dire inserirlo con lealtà in una tradizione reale, dandogli la possibilità di sviluppare anche attraverso l’opposizione e il rifiuto, il proprio giudizio personale. Angelica Garnett accompagna se stessa e i lettori in questa sofferta presa di coscienza, pur guardando con affetto e ammirazione tutte le figure che gravitavano in quel mondo. La bellezza di questa autobiografia però non sta solo qui: lo sguardo preciso e profondo che la protagonista dedica al suo passato è espresso con un lirismo distillato nella memoria: ci sono nel libro descrizioni emozionanti.
Angelica è sempre stata accompagnata da qualcuno in ogni decisione, forse è per questo che ha imparato tardi a prendersi cura di se stessa, cercando di distaccarsi dagli altri; ma a volte non è facile per nessuno, perché viene da pensare sia più facile affidare la propria vita agli altri, lasciare che siano gli altri a decidere per noi e alla fine non si è in grado di crescere e decidere da soli.
Non è facile leggere questo romanzo, ma è anche uno dei pochi che descrive la realtà dell'autrice stessa, una realtà in cui lei è cresciuta ingannata, forse a fin di bene, dai genitori, cosa che però, non l'ha minimamente traumatizzata.



La mia valutazione
5


Alla prossima
Luce <3





Emotivamente, anche se sensibile, non ero matura. Se messa a confronto con quelle altrui, le mie sensazioni perdevano di valore persino ai miei occhi. (…)Non ero capace di restare fedele a me stessa nel bene e nel male, anche se apparivo agli altri ostinata e intollerante – ma altro non era che una cortina fumogena, l’inchiostro delle seppie. Ero in realtà una facile vittima, e, una volta colpita, mi risultava difficile ritrovare un equilibrio. Mi demoralizzavo facilmente e il mio bisogno d’affetto mi conduceva all’ipocrisia e al sotterfugio. Ogni forza, ogni capacità di resistenza che avrebbe potuto nascere da un più caldo rapporto con Duncan, non esisteva.






3 commenti:

  1. Anche se eri in difficoltà hai fatto una buona recensione. Libro interessante ;)

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    1. Oh, grazie! Pensavo fosse venuta malissimo :D

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  2. Boas Leituras

    Bjs

    Hoje em Caminhos Percorridos - CAMINHAR NO TEMPO

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