venerdì 21 gennaio 2022

Segnalazione "Criminal Champagne", Pamela Boiocchi & Michela Piazza

 Buon pomeriggio, oggi vi segnalo il nuovo romanzo di Pamela Boiocchi & Michela Piazza



TITOLO:  CRIMINAL CHAMPAGNE
 AUTRICI: Pamela Boiocchi & Michela Piazza
GENERE: Forbidden & luxury romance
DISPONIBILE SU AMAZON E KINDLE UNLIMITED
DATA DI USCITA:  24 GENNAIO 2021 - IN PREVENDITA DAL 21 GENNAIO
PREZZO: 1,99 € ebook ; Prevendita in offerta a 0,99 €

Link d'acquisto: QUI


Trama
Posso esaudire ogni tuo desiderio.
Per il giusto prezzo.
C'è chi dice che sia un nobile della Valacchia, chi mi ritiene un ladro internazionale.
Io mi definisco un mercante d'arte specializzato in oggetti impossibili.
Non ho scrupoli, né affetti.
Non commetto passi falsi.
Ma questa rossa è una sfida troppo seducente. Un errore che voglio compiere.
L'unica donna per cui sono pronto a rischiare il mio impero.
*
Gli uomini cadono ai miei piedi. Da sempre.
La bellezza è l'arma con cui mi sono fatta strada nel mondo.
Perché allora ho perso la testa per questo conte maledetto, elegante come un lord e sexy come un pirata?
Certo, tra le lenzuola è un dio. Ma per colpa sua sono nel mirino della polizia... E di gente assai più pericolosa.
Farei meglio a ricordare che non rispetta legge né morale.
Vive di bugie.
Anche se il suo tocco è la cosa più sincera che io abbia mai sperimentato.
*
Un criminale dal cuore nero. Una modella cinica e disillusa.
Un'attrazione pericolosa e provocante tra la luminosa Parigi e i tenebrosi Carpazi.

"È un bacio brutale, disperato, due anime in pezzi che hanno bisogno di ricomporsi'



Bio autrici

Pamela e Michela sono autrici di oltre venti romanzi scritti a quattro mani.
Amano spaziare dal chick-lit all'erotico fino all'historical romance, ma nelle loro storie non manca mai un tocco hot.
Hanno pubblicato per Mondadori, Rizzoli e diverse altre CE, però amano anche il Self.
Nonostante vivano a quattromila chilometri di distanza, Pamela e Michela restano legate da una pazza amicizia e dal potere dei sogni.

Recensione "Il tuo nome: Brown", Cara Valli

 


Autrice: Cara Valli
Titolo: Il tuo nome: Brown
Serie: Il tuo nome

Prezzo: 7,99 e-book 1,99

Link d'acquisto: QUI


Serie Il tuo nome:

 1)William

2)Johnson 

3)Brown


[...]

Lo respingo con entrambe le mani, facendo forza con i gomiti contro la porta dietro di me, ma non

lo smuovo di un millimetro. Il suo sguardo è pieno di emozioni e smetto di cercare d’allontanarlo,

rimanendo incantata da ciò che vedo nella sua anima.

Si china piano ed io mi allungo per andare incontro alla sua bocca, chiudo gli occhi con il cuore che

mi scoppia nel petto, faccio scorrere le mani sui suoi pettorali fino a unirle dietro al suo collo e mi

abbandono completamente contro di lui. Le nostre labbra si sfiorano e mi sembra di vivere un

sogno, le socchiudo e lo attiro a me per unirle maggiormente, ma lui fa resistenza per poi

allontanarsi.

− No, per favore...− mormoro, tirandogli la testa verso il basso.

− Non puoi farmi questo.[...]


Trama

Trasferirsi in un paese diverso e accettare un lavoro provvisorio, saranno per Rachel il biglietto d'ingresso in un mondo pericoloso, dove l'incredulità sarà la sua inseparabile compagna d'avventura.
Un uomo del suo passato tornerà per stravolgerle la vita. L’Odis s’intrufolerà nella sua quotidianità per riempirla di sospetti e sospettati.
Rachel rischierà in prima persona, trovandosi coinvolta in eventi che pensava succedessero solo negli incubi, mentre un uomo di poche parole le aprirà le porte dell'inferno.

I romanzi di questa serie contengono scene di sesso esplicite e se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole


"Aristov ha fatto il nome di un locale dove è probabile siano sfruttate le ragazze rapite- riassume Smith.

"Essendo un locale BDSM, Ferri ci ha consigliato di infiltrare un Dominatore esperto per raccogliere più rapidamente prove senza destare sospetti" aggiunge il biondo, mentre un piccolo sorriso divertito inizia a distendere le labbra di Will.

"Gli abbiamo fatto notare che tra noi non c'è nessuno in grado di sostenere un ruolo così delicato, ma il Maggiore ha insinuato che ci sia."

Williams sposta le mani dietro la testa e inclina la sedia fino a restare in bilico sulle zampe posteriori, assumendo l'atteggiamento arrogante di chi sa qualcosa d'importante e segreto.

"Vuoi forse dirmi che sei un Dominatore, Will?"
"Nooo, non io, vero Bro?"

Tutti spostiamo lo sguardo sul più riservato e serio elemento della squadra.

"Brown?"
Nel tono di Smith risuona la stessa incredulità che provo anch'io e che vedo negli occhi di tutti gli altri.

"Mi sono ripromesso di non frequentare più locali di quel tipo" afferma Brown, incrociando le braccia al pettto e spostando il busto all'indietro fino ad appoggiarsi alla spalliera.

"Non dovrai frequentarlo, ma infiltrarti per interrogare una o due delle ragazze" gli dice Dominic.

"Perché non lo fai tu, visto che sei ancora attivo?"
"Lo farei, ma come ho già detto, sono impegnato su un fronte diverso, hanno trafugato altri segreti militari e li devo neutralizzare prima che li mettano sul mercato."


Recensione


Oggi vi parlo del terzo volume di questa serie (i primi due li ho letti in unico volume, ecco perché ho messo lo stesso link per la recensione sia a William, sia a Johnson); ma oggi non vi parlo di loro, ma di un nuovo personaggio, Brown. 

Anche questa volta l'autrice non sbaglia un colpo, perché abbiamo modo di conoscere il vero Brown; ci sono meno scene diciamo "spinte" e più battutine di spirito tra i due protagonisti; gli altri ci sono sempre, ma sta volta il palco è di Rachel, ragazza solare, determinata e fortissima; i due si ritrovano in un locale, dove lei lavora, e lui.. beh, non lavora lì, ma è comunque a lavoro. Brown non vi chiede il permesso per farsi ascoltare, lui entra, vi fa conoscere se stesso, anche attraverso Rachel, e vi scombussola la vita!

Ovviamente non manca l'azione, insomma, è dell'ODIS che parliamo, questi non stanno MAI fermi, perché la CRIMINALITA' NON SI FERMA! Abbiamo avuto a che fare con spacciatori di droga, qui.. beh, diciamo che la merce di scambio è altra; Cara è riuscita a farmi amare anche Rachel e Brown; a questo punto, credo che tutti faranno breccia nel mio cuore. Prossima domanda: volume 4 quando e su chi???


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3






giovedì 20 gennaio 2022

Segnalazione "Ovunque tu andrai, so che ritornerai", Angela De Tommaso

 Buon pomeriggio, oggi vi segnalo il romanzo della scrittrice Angela De Tommaso



Autrice: Angela De Tommaso
Titolo: Ovunque tu andrai, so che ritornerai
Prezzo: 15,20
Link d'acquisto: QUI



La bellissima storia di "Ovunque tu andrai, so che ritornerai" ambientata a Ginosa della scrittrice Angela De Tommaso.
"Ovunque tu andrai so che ritornerai" è il nuovo romanzo ambientato nella cittadina della giovane scrittrice Angela De Tommaso dove ritorna nuovamente a sorprenderci con le sue storie.


Trama
La protagonista, Veronica è una ragazza timida e sensibile, vive a Ginosa un piccolo borgo della Puglia in provincia di Taranto. E’ solare e ama la vita, anche se è resa difficile da un complicato rapporto con la madre dovuto a un terribile passato che condiziona la sua esistenza e quella di sua figlia. Ha un ragazzo di nome Cristian del quale è follemente innamorata e un caro amico di nome Gabriele. La vita presto la metterà a dura prova e si ritroverà a superare mille ostacoli. Il suo unico grande amore si rivelerà una delusione, ma nonostante tutto lei non riuscirà mai a dimenticarlo. La sua amicizia con Gabriele, lunga quasi dieci anni, inizierà a vacillare. Sarà in grado Veronica di chiudere con il passato e aprire le porte a una nuova vita che mai si sarebbe immaginata? Riuscirà a risolvere i problemi con sua madre o il loro rapporto si complicherà ulteriormente? Un periodo di grandi cambiamenti attende la giovane protagonista di “Ovunque tu andrai, so che ritornerai” che tra amicizie, amori, tradimenti, gioie e delusioni, conoscerà una nuova sé stessa. Un’amara scoperta sta per arrivare nella sua vita, mentre un’altra la sconvolgerà così tanto, da dover cambiare tutti i sui suoi piani futuri.

Autrice
Angela De Tommaso, del 1987, vive in un piccolo paese della Puglia, Ginosa (TA).
La passione per la scrittura arriva all’improvviso, con un computer davanti in cui inizia a descrivere emozioni e sensazioni, sogni e realtà dei giovani, il tutto amalgamato alle problematiche che attanagliano le nostre vite come il razzismo, il bullismo, il rapporto tra i genitori e figli, amicizie pericolose, amori turbolenti, missioni di pace e tanto altro ancora. Da piccola, quando non riusciva ad addormentarsi, la sorella le raccontava fiabe di cui doveva inventare il lieto fine; così, immaginando di essere una principessa e di essere salvata da un principe, pian piano si  addormentava. Col tempo quelle fiabe si sono trasformate in racconti più realistici che, crescendo, ha deciso di mettere per iscritto; è nato così il suo primo romanzo, “Quell’anno a Parigi”.
>Nei suoi romanzi usa un linguaggio fresco e giovanile, facilmente comprensibile. Con il suo secondo lavoro, “Ovunque tu andrai…”, si è classificata terza nella categoria “Narrativa Edita” del premio letterario “Rita Scarcella Blasi”, tenutosi a Taranto nel 2013.

Concorso letterario: In mille parole 2022

 


Buongiorno a tutti! Il 24 Ottobre 2019 è inziato un concorso letterario, indirizzato a tutti gli autori che volevano mettersi alla prova e che erano pronti a cogliere ogni occasione per scrivere e farsi leggere. Alex Astrid (che a quanto pare non si ferma neanche se la leghi) del blog "Vuoi conoscere un casino" ha deciso infatti di organizzare un concorso per racconti brevi a tema, al quale possono partecipare autori emergenti e scrittori dilettanti. Simo Simis del blog ilmondodisimis, Alex e Francesca del blog Libri, libretti e libracci sono i giudici, mentre io vi romperò le scatole solo una volta (per vostra fortuna).Se volete saperne di più leggete fino in fondo dove troverete anche il link per sapere come funziona, perché il concorso è ancora in atto e ogni due mesi ci sarà un tema differente.

*-* *-* *-*

Il tema di questo mese:

"L'ultima notte della mia vita"

La classifica:
1. "Vincenzo Di Fazio… " di Adelaide J. Pellitteri
...
2. 
"L'ultima mattina della sua vita" di Alessandro Gnani
...
3. "Il carillon" di Massimiliano Agarico

Il racconto vincitore:

Arrivo con armi e bagagli, qui non mi mancherà nulla, così come niente mancò mai a mio nonno.
Da quassù, il paese sembra sia a un tiro di schioppo, ma è alla giusta distanza. Finirà che mi chiameranno l’eremita. Mio nonno lo chiamavano così.
Lui qui c’è nato e c’è anche morto.
Non volle mai scendere in paese e nemmeno in città, neppure per venire a vedere come era rinata Palermo distrutta dai bombardamenti.
“In questo fortino - mi raccontava mio padre – il nonno ha accolto e sfamato partigiani e sfollati durante la guerra”. Poi concludeva “In paese dovrebbero fargli una statua d’oro”; mentre mia madre lo prendeva in giro dicendo “non si allontanava mai da lì per non lasciare incustodito il tesoro”, e io giù a ridere con lei. Alludeva alla Cascina che non era certo una baita, e che nonno non dotò mai di alcun confort.
Ero stato io a battezzarla “il fortino” negli anni in cui lì ci giocavo agli indiani. E fortino era rimasto il suo nome per sempre.
Sono il nipote di un eroe e, quanto prima, mi sono ripromesso di andare a parlare con il sindaco per provare a sondare il terreno circa la possibilità di far dedicare a mio nonno almeno una strada. Magari il corso principale che porta ancora il nome dei Principi Trupìa. Blasonati di scarsa nobiltà.
Quale motivazione migliore per dedicare quel corso a mio nonno se non l’aiuto dato a tanti compaesani? Che senso ha mantenere il nome di un casato che invece ha imposto per secoli la sua signoria sfruttatrice?
Ho mille progetti e domani arriverà l’architetto con la squadra per far diventare questo tugurio il mio rifugio di montagna. Sono stanco della città, dei suoi vizi, la sua anima è irrecuperabile, voglio allontanarmene definitivamente. Adesso che, grazie a cinque anni di scivolo, sono in pensione posso ritirarmi in questo pezzo di paradiso. Almeno è questo che conto di farlo diventare.
Ringrazio mio padre che ha tenuto in piedi questa baracca con un minimo di decenza, così, accomodati i bagagli comincio la mia perlustrazione.
La possibilità di poter finire i miei giorni dove ha vissuto mio nonno mi inorgoglisce.
Ho intenzione di contattare anche qualche giornalista cui raccontare la storia di questo eroe senza medaglia.
Tra un passo e l’altro avverto dei vuoti sotto il pavimento, cerco di prestarvi attenzione, do qualche colpetto al legno, ascolto il rumore diverso che fanno le assi e ne ho la conferma. Comincio a tastare il pavimento carponi, cerco di capire meglio, quando la pressione più decisa in un punto rivela un’asse libera dall’inchiodatura. Provo a tirarla via, ma si solleva un pannello intero di circa un metro per un metro. Una scaletta porta a un piano interrato del quale non sapevo nulla, del quale mio padre non mi ha mai parlato.
Immagino sia il ricovero dove mio nonno nascondeva i fuggitivi, o dove teneva i viveri per sfamarli.
Recupero una torcia e scendo giù, non è profonda, diedi gradini appena. Intravedo quattro bauli abbastanza grandi, ne sono sorpreso.
Che sia il tesoro del quale ridevamo con mia madre?
Le serrature sono arrugginite e devo tornare su a prendere qualche attrezzo; in casa non mancano pinze e cacciaviti.
Devo smanettare un po’ per riuscire ad aprire il primo, e questo mi dà la conferma che nemmeno mio padre ci ha mai messo mani. Lui è stato qui fino all’estate scorsa poi, di notte un infarto e se n’è andato, da solo, ma di certo felice di potere riabbracciare suo padre.
Risalgo come inseguito da mille demoni, arraffo tutto ciò che avevo a mala pena sistemato per la mia permanenza durante i lavori. Afferro le chiavi della macchina, ingrano la marcia e scappo via, giù verso la città.
Sudo, tremo, provo conati di vomito e fatico a trattenere ciò che ho mangiato stamane, ma anche ieri e l’altro ieri. Vorrei vomitare l’anima, se fosse possibile. Mi fermo, accosto al guardrail, da qui il paese sembra minuscolo, mentre il mio disgusto è smisurato.
Vi avessi trovato cadaveri, dento quei bauli, sarei stato felice; avrei immaginato degne sepolture per i poveri disgraziati morti nonostante l’aiuto di mio nonno. Ma ciò che ho trovato è aberrante, e non ha giustificazione.
Vorrei strapparmi dal volto il sorriso che mi dicono essere identico al suo, vorrei poter cancellare il cognome che ho, e l’idea che mio figlio porti in giro per il mondo il suo stesso nome mi fa ribrezzo.
Li ho aperti tutti e lì per lì sono rimasto abbagliato: candelieri d’argento, anelli di smeraldi, zaffiri, rubini, gioielli d’ogni tipo, vassoi d’argento, quadri, armi…, perfino un ostensorio, forse appartenuto alla vecchia cattedrale tanto stupefacente la cesellatura. I bauli sigillati hanno mantenuto il tesoro intatto. Mi sembrava di essere davanti alla refurtiva che si vede nel film dei pirati.
Il valore: incalcolabile.
Ogni singolo oggetto aveva un cartellino attaccato.
Ho letto e rabbrividito.
Ho creduto di non aver compreso. Ho riletto il primo cartellino, poi il secondo, il terzo… Mi sono accasciato sul pavimento scioccato.
Mentre lo stomaco cominciava già le sue contrazioni e nel petto cresceva l’affanno ho voluto ancora leggere per essere certo, ho preso un candeliere e sul cartellino ho letto: 2 ottobre 1943 notaio Li Manni con la figlia, la piccola Marilena, candeliere d’argento a cinque braccia in cambio di tre giorni di rifugio senza cene. In quello attaccato a un anello, invece c’era scritto: 7 luglio 1943 Principi Gualtiero e Mafalda Trupìa; anello con smeraldo in cambio di due notti di rifugio e una sola cena, due uova e una fetta di pane nero. In un altro ancora: 12 febbraio 1944 Padre Gesualdo, ostensorio della Matrice in cambio di tre fette di pane nero.
Ho percepito la dannazione afferrarmi la gola, se fossi rimasto ancora un minuto sarei morto soffocato, o forse è accaduto davvero perché, nonostante sia riuscito a fuggire, posso affermare senza alcun dubbio che: Vincenzo Di Fazio, il fiero nipote dell’eroe, è morto stanotte.


Bio autrice

Mi chiamo Adelaide e vivo a Palermo dal 15 agosto del 1961, giorno in cui sono nata. Quinta di cinque femmine, in casa non sono mai mancate fantasia prolifica e creatività pratica. Ho avuto la fortuna di giocare tantissimo con le mie sorelle e i bambini del vicinato nel giardino dietro casa. La passione per la scrittura, però, era già nel mio DNA; il mio bisnonno scriveva commedie popolari e poesie, una delle mie sorelle componeva canzoncine per le recite della scuola e mio nipote, agli esami di terza media, ha scritto un compito di italiano lungo tredici pagine senza andare fuori tema. Bene, ho presentato tutta la famiglia e così si è capito che alle radici ci tengo. Ahimè, ho sposato un milanese che si lamenta sempre dell’inefficienza della mia città, ma nonostante ciò, dopo trentatré anni di vita insieme, mi va ancora a genio. Pur avendo conseguito il diploma di figurinista (dopo avere abbandonato il liceo classico), scrivere è sempre stata la mia vera passione; la coltivo da decenni con impegno, dedizione e studio costante. Grazie a ciò, alle pareti di casa ho appeso qualche riconoscimento, l’ultimo l’ho ricevuto al concorso Paolo D’Amato per la mia prima opera letteraria, una raccolta di racconti dal titolo Donne fino a epoca contraria pubblicato da L’Erudita. Tantissimi, inoltre, sono i racconti pubblicati da diverse Case Editrici nelle antologie AA.VV. Frequento con piacere i blog e i forum letterari che trovo stimolanti per la creatività, utili per lo scambio di informazioni e indispensabili per un confronto quotidiano finalizzato a migliorami. Spinta da una passione irrefrenabile per la lettura, non da critico letterario ma da lettrice pura, scrivo recensioni per il blog VCUC. Tra gennaio e febbraio è prevista l’uscita del mio primo romanzo.


Racconto che ho preferito:

“ — Il respiro si perde sempre nel vento eppure, chiudendo gli occhi, il tuo lo riconoscevo con chiarezza, mamma; percepivo quel leggero soffio di aria tiepida, profumata di rose e miele, che per un secondo aveva la meglio sulla brezza gelida del mondo. A volte lo sento tutt'ora, anche se non sei più qui.
— Grazie tesoro.
— È la verità. Adoravo passare il tempo nel nostro piccolo negozio di antiquariato. Lì dentro non vedevo né occhi né mani che mi aggredivano e ho imparato tutti i lavori, fino ad amarli.
— Il negozio era proprio carino, vero?
— Sì, mamma, ma la verità era che adoravo passare del tempo in negozio perchè lì c'eri tu.”
Tommaso si sveglia, stropiccia gli occhi, sbadiglia e stira i muscoli. Fanno male.
Apre come ogni mattina il carillon sopra il comodino, quello regalatogli da mamma, e lo ascolta mentre si lava faccia e denti. Dopo colazione infila in bocca una pillola che le allunga papà e la sputa di nascosto non appena esce di casa per andare a scuola. Lo fa da tempo. Vorrebbe ritornare alla sua ultima notte di vita, quella vera, passata in compagnia di musica, matite colorate e fogli bianchi.
Non gli riesce di parlarne in famiglia, ma alla medicina preferisce tenersi i demoni appiccicati addosso. Eppure questa era una cura valida, per il dottore, per papà e per nonna, venuta a tener loro compagnia. Ma gli effetti... non riusciva più a fare quel che più amava: scrivere. E nemmeno disegnare.
È vero, le decine di mani liquide che colavano ogni mattina da soffitto e pareti erano finalmente svanite; e pure le centinaia di occhi folli appiccicati alle pareti dopo pochi giorni erano scomparsi, non lo fissavano più; sulla tappezzeria beige erano rimasti soltanto molti piccoli aloni sbiaditi. Però erano finiti pure i suoi sogni e le sue mille ispirazioni, ed era sempre prigioniero di vomito, fitte lancinanti e tremori incontrollabili.
La malattia, che aveva imperversato per anni come una tempesta su tutti i malcapitati occupanti della casa, ora non esisteva più, ma ne sentiva una mancanza atroce. Quelle pillole si erano trasformate in un dittatore che gli impediva di vivere; persino di respirare, a volte.
La piccola pastiglia verde vola a nascondersi tra le margherite del piccolo giardino e le mani che stringono i fogli con i disegni non tremano più, finalmente.
Arriva al cancelletto che dà sulla strada: a destra per andare a scuola, a sinistra quella che percorre ogni giorno con la mente per cercare di raggiungere il punto esatto in cui si chiude a imbuto sul filo dellʼorizzonte, quel posto infinito che non riesce mai a raggiungere.
Quando vede arrivare proprio da lì quella macchina nera, Tommaso posa lo zainetto e le va incontro correndo, poi si ferma e resta al centro della striscia di asfalto. La aspetta. Fissa oltre il luccichio del parabrezza che si avvicina veloce e sorride: alla guida ci sono tante mani liquide contratte di felicità, e nellʼabitacolo fluttuano con grazia decine di bulbi oculari che lacrimano di gioia: stanno ritornando da lui.
Lʼauto accelera. Tommaso riprende a corrergli incontro e allarga il sorriso, lasciando intravedere i duoi denti bianchi; socchiude le palpebre come fossero lenzuola, le stesse che gli rimboccava sempre mamma quando era bambino. Ascolta nellʼaria il suono del suo carillon finché questo si richiude, spegnendo la grazia di quella musica con un tonfo leggero. I suoi disegni, adesso, restano sospesi nellʼaria, fluttuando liberi e leggeri come piume

mercoledì 19 gennaio 2022

WWW...wednesday #165

  Il WWW Wednesday, è una rubrica settimanale ideata da MizB (Should be Reading) nata per far sapere a voi lettori le mie letture appena concluse, quelle attuali e le prossime!!


 1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


 

Continua l'audiolettura di HP 5, al momento sono alla nascita dell'ES (sono tutti alla  Testa di Porco al momento)



Finalmente ho concluso (almeno per ora) le richieste urgenti, questo significa che adesso lo continuo!


Sono a buon punto, vi faro sapere
 

2.What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI



Recensione QUI

Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione QUI


Recensione online tra domani, venerdì e il weeke-nd, ma direi diretta domani <3

3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?



Una volta finite le corti, inizierò questa serie (la serie tv già vista, sto aspettando la stagione 2)


Ed eccoci alla fine del 165esimo WWW!  Voi cosa state leggendo? Cos'avete finito? Cosa leggerete? 


Alla prossima


Luce <3    

martedì 18 gennaio 2022

Cover reveal "Perfect Love", Simona La Corte

 


Buon pomeriggio, oggi partecipo al cover reveal del nuovo romanzo di Simona La Corte



TITOLO: Perfect Love

AUTRICE: Simona La Corte

GENERE: romanzo rosa contemporaneo

SERIE: autoconclusivo

EDITORE: self-publishing

PAGINE: 260

DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 gennaio.

PREZZO: 0,99€ prezzo lancio, poi 1,99€.


Trama

Michael Harper è un uomo cinico e disilluso che ha scelto di vivere nella villa di un amico per

ritrovare se stesso, con il violino come unico compagno e le onde dell’oceano a scandire le giornate

solitarie. Ma l’arrivo di una ospite inattesa scombina l’equilibrio interiore che ha faticato a

conquistare.

Kelly Sharp ha accettato l’invito di Hanna a trascorrere un mese a Lagoon State Beach e qui

conosce Michael, con il quale è costretta a condividere l’appartamento per una serie fortuita di

circostanze.

L’immediata attrazione tra i due si trasforma in una dirompente passione, ma la clessidra del tempo

inizia il conto alla rovescia e la vacanza di Kelly giunge al termine.

Michael non è pronto a lasciarla andare; tuttavia, deve fare i conti con il passato, soprattutto se da

quest’ultimo si ripresenta la sua ex moglie.

Non appena la marea sembra essersi placata, il destino si diverte a giocare ancora con le loro vite,

trascinandoli alla deriva di un viaggio in cui l’amore da solo può non bastare.

Riusciranno, Kelly e Michael, a fronteggiare un’altra tempesta?


Estratto

 

Kelly ha un’espressione smarrita e anch’io non posso negare di sentirmi sconvolto da quanto

accaduto.

«Tutto ciò non ha senso» continua a rimproverarsi, chiudendo gli occhi per nascondere l’imbarazzo.

«Non sfuggire al mio sguardo, per favore» la sollecito.

Le scosto una ciocca di capelli dietro l’orecchio e lei posa di nuovo i suoi occhioni blu su di me, e

mi crogiolo per alcuni istanti sul suo bel viso, tracciando con lo sguardo i lineamenti delicati per

imprimerli nella memoria.

Non so cosa ne sarà di noi domani, non so neanche se dopo queste settimane a Lagoon State Beach

la rivedrò mai più, ma di una cosa sono sicuro: non dimenticherò mai la pace che sto sperimentando

in questo momento con lei tra le mie braccia.

All’improvviso, il senso di frustrazione e la rabbia che mi hanno assillato sembrano affievolirsi,

come la marea che si placa dopo la burrasca riducendo a poco a poco il suo moto ondoso.

La tempesta che infuriava dentro di me è stata sostituita dalla quiete, ma in fondo al cuore sento

agitarsi qualcos’altro che non so individuare.

Oppure è l’atmosfera in cui siamo avvolti a rendere questo instante tanto suggestivo?

La luna ci accarezza con i suoi raggi e il rumore del mare arrangia una melodia che si adatta al

battito dei nostri cuori… ed è così perfetto che mi domando se sia reale.


Note dell'autrice

 Anche se ambientato ai giorni nostri, ho scelto volutamente di non menzionare la pandemia

da covid-19.

 Sebbene non sia un romanzo propriamente erotico, sono presenti comunque delle scene di

sesso esplicite.

Recensione "I dissidenti", Elisabetta Tagliati

 


Autrice: Elisabetta Tagliati

Titolo: I dissidenti i libri dei ricordi del mondo

Prezzo: 5,99   e-book 2,99

Link d'acquisto: QUI


PM00000068548: Sono passate un paio di generazioni da quando

le nostre Città sono state chiuse, isolate da trattati che

garantissero la pace all’esterno e protette da leggi che

assicurassero una vita dignitosa a tutti i loro abitanti. Tutto

questo aveva un prezzo, ma non ci fu mai chiesto se eravamo

pronti a pagarlo: ci hanno traditi, ci hanno rubato il passato. E

perciò il futuro.

PF00015407662: C'è un solo modo di fare le cose. E io le faccio in un

altro. Ho un problema. Dicono.

Sono una ragazza speciale, che vede le cose in modo distorto. Una

categoria da proteggere. Devono proteggermi da me stessa, perché

i miei sensi non percepiscono la verità. La troppa bellezza li ha confusi.

Questa è la malattia di chi fa arte senza avere una mente

sufficientemente forte per sostenerla. Ci chiamano 'deviati'. Ma io

preferisco Dissidenti.

Per noi l'arte solleva domande, mondi, ipotesi lontane, emozioni, ... Ci

accompagna verso crocevia e diramazioni infinite. Questo è sbagliato.

Questa non è arte, è malattia. Dicono.

... possibile che in fondo al mio cuore senta che tutto questo è giusto?


Trama

Una società distopica governata dalla forza dell’Arte.
Un mondo dove il confine tra Artisti e Dei sembra irrilevante.
La Città assediata: una delle quattro storie di Borges. Città che delinea una società disumana governata dal una scienza sterile, rappresentata dal maestoso Algoritmo. Città che può rappresentare anche il mondo intimo di ognuno di noi, dove la scintilla rischia di spegnersi per il soffio della routine.
Questo mondo nasconde l’Equazione dell’Uomo dietro l’Arte, che viene furbamente asservita sostituendo il potere religioso e politico con Artisti, a capo dei quali vi è Madre: una trasfigurazione moderna di Cibele.
Il Popolo represso assiste meravigliato al melodioso canto di lei, che porta ricordi di un amore lontano che ormai ha assunto i contorni di una leggenda.
Qualcuno non è disposto ad accettare le regole di una società dominata da monitor: i Cittadini li chiamano deviati, ma loro preferiscono ‘Dissidenti’.
Al gruppo, capitanato dall’ultimo Guru rimasto, si unisce Liu, un’Artista condannata per la sua sete di Infinito. Insieme forse potranno sovvertire il destino della Città.
Il primo passo decretato da Liu è riappropriarsi della storia: nasce così il ‘Primo libro dei ricordi del mondo’.
Quell’Uomo che ha creato l’Arte può essere risvegliato?
La lotta contro una società malsana, vista e sentita dall’intimo di una cantante lirica.
L’intreccio di personaggi e punti di vista diversi, dove l’Arte – in particolare il canto - si trasforma in terapia, bellezza, spiritualità, relazione, benessere, amore, vita.


PM00000068548: Dobbiamo tutti sforzarci di ricordare, perché

gli uomini senza un passato non hanno neanche un futuro. Ci

illudono di essere liberi, ma ci hanno tolto il disturbo di scegliere.

Dicono di aver rimosso il pericolo di sbagliare, ma ci hanno privati

del vizio di imparare. E tante persone vivono felici per questo:

essi sono i Cittadini.

PF00015407662: Ero una bimba quando per la prima volta ho visto

Madre: è stata presentata su tutti gli schermi per festeggiare la

Prima Generazione delle Città. Aveva un abito verde e argento che

sembrava irradiare luce. Poi aprì la bocca... e restai senza fiato.

Ricordo che l’emozione mi fece salire le lacrime agli occhi: un

fenomeno che non avevo mai sperimentato prima.

Lei era Madre, nostra e della Città. Tra le sue braccia di amore tutti

i Cittadini erano protetti. Lei ci avrebbe per sempre ricoperti di gioia

e splendore.




Recensione


Oggi vi recensisco il romanzo breve "I dissidenti: i libri dei ricordi del mondo"; questo è un romanzo breve, dispotico, ma intenso, che insegna veramente tanto.

Da quando l'Arte ha valore o non lo ha? Chi lo decide? E' giusto che chi si definisce unico difenda questa convinzione? "I Dissidenti" stimola le persone a cambiare, a mettere in discussione se stessi e le proprie decisioni, che a volte è bene cambiare.



La mia valutazione

Alla prossima


Luce <3


PF00015407662: Era difficile per me riuscire a competere con i livelli

di bravura richiesti, ma ero determinata: questo era ciò che mi

rendeva davvero diversa agli occhi di tutti. Non avevo molti amici;

l’ambiente era molto competitivo e tanti ragazzi sparivano dal giorno

alla notte, gettati nel Conservatorio. Nessuno sapeva come

succedesse, nè il motivo, ma il soggetto era da subito calunniato e

deriso da tutti. E ben presto dimenticato.

Bastava una lezione po’ ambigua o un collega che dichiarasse di aver

sentito esprimere ‘strani pensieri’ per finire nel mirino. Eravamo lì per

studiare, dopotutto, non per pensare. L’arte, per sua definizione

ineffabile, si eseguiva: chi poteva avere l’ardire di capirla?