venerdì 21 agosto 2026

La mia brillante carriera - miniserie tv - Netflix (recensione)

 Buongiorno; oggi vi parlo di una miniserie che potete trovare su Netflix


Titolo: La mia brillante carriera
Paese: Australia
Anno: 2026
Genere: Romantico, drammatico, commedia
Episodi: 6
Lingua: inglese


Trama

Nella serie televisiva La mia brillante carriera, protagonista della vicenda è Sybylla Melvyn, giovane australiana cresciuta in una famiglia alle prese con difficoltà economiche e con una visione del futuro molto distante dalla sua: mentre per i suoi cari il destino naturale di una ragazza passa attraverso un buon matrimonio, lei coltiva l'ambizione di diventare scrittrice, aspirazione tutt'altro che semplice da realizzare nell'Australia di inizio secolo.

 


L'occasione per allontanarsi temporaneamente da casa arriva grazie alla nonna materna, che la invita a trascorrere un periodo nella sua elegante tenuta. Per la famiglia si tratta soprattutto di farla muovere in ambienti più prestigiosi; per Sybylla, invece, di una possibilità per osservare persone e situazioni nuove, raccogliendo materiale per il romanzo a cui pensa da tempo. Il soggiorno, però, si rivelerà tutt'altro che lineare: la ragazza entrerà in contatto con una realtà diversa da quella conosciuta fino ad allora e con persone destinate a incidere profondamente sulle sue scelte, mettendo alla prova le sue certezze.




Recensione

La mia brillante carriera è una serie estremamente interessante, un gioiellino nel catalogo Netflix che è in grado di soddisfarei ha voglia di romanticismo e atmosfere antiche pur non rinunciando a riflettere sul presente.

Una giovane donna che sogna di essere indipendente, una società rigida dominata dagli uomini e il desiderio di poter vivere attraverso la scrittura. Sembrano le premesse di una qualsiasi commedia ambientata nei tempi moderni; ci troviamo invece nell'Australia dei primi del Novecento per La mia brillante carriera, la nuova serie in costume targata Netflix. Un'opera che ci trasporta in un passato spaventosamente simile al presente, dove le possibilità di realizzazione personale sono ancora limitate dall'appartenenza a un determinato sesso, etnia, ceto sociale o orientamento sessuale.



Basato sull'omonimo romanzo della scrittrice australiana Miles Franklin (che aveva già avuto un celebre adattamento cinematografico alla fine degli anni Settanta), il lavoro della showrunner Liz Doran si discosta dal precedente concentrando la narrazione quasi esclusivamente sulla voglia di libertà e di autodeterminazione della sua protagonista.

Sybylla Melvyn vive nell'entroterra australiano con i genitori e i suoi numerosi fratelli. Quando la nonna materna le scrive chiedendole di trasferirsi da lei, la giovane si oppone con tutte le sue forze: teme la perdita della libertà e l'allontanamento dal sogno di diventare una scrittrice, sapendo bene che il vero scopo della parente è trovarle un marito. Quando però comprende la gravità della situazione economica della sua famiglia, non può fare altro che assecondarla e partire verso la ricca dimora della nonna, un'agiata proprietaria terriera che ama allevare cavalli.

Tra situazioni imbarazzanti e la difficoltà di adattarsi a un'esistenza ben più rigida, Sybylla fa la conoscenza del rude "vicino di casa" Harry Beecham, da cui si sente subito attratta. Il problema è che l'unico uomo con cui vorrebbe approfondire una conoscenza sembra per lei irraggiungibile, lasciandola ancora una volta in balia delle aspirazioni matrimoniali dell'anziana parente.


La mia brillante carriera è una di quelle serie che si iniziano un po' per noia e un po' per curiosità, ma che finiscono per conquistare episodio dopo episodio. Il merito è in gran parte della meravigliosa interpretazione di Philippa Northeast, vera colonna portante dell'intera storia. La scrittura restituisce un personaggio complesso, a suo modo tormentato, che sbaglia, cade e si rialza.

Orgogliosa e caparbia, Sybylla è una donna che sceglie consapevolmente di non conformarsi al percorso imposto dalla società, che la vorrebbe come una figura discreta, pronta a far spazio agli altri anziché occuparlo. Sybylla è invece un essere pensante e, come tale, rivendica in ogni modo il diritto negato di essere considerata, di avere un peso e una rilevanza attraverso la propria presenza e le proprie parole.

La condizione femminile narrata nella serie è veritiera, raccontata con una forza e un'efficacia tali da creare continui e spaventosi parallelismi con il mondo contemporaneo. Liz Doran e le co-sceneggiatrici Sarinah Masukor e Rachael Turk prendono una storia già di per sé rivoluzionaria e ne fanno un racconto moderno capace di parlare al pubblico di oggi. Più stereotipati, seppur interessanti, risultano invece i personaggi secondari: raccontano varie sfumature della disuguaglianza sociale, ma rimangono un po' in superficie, complice anche la durata contenuta della prima stagione (soli sei episodi). Ovviamente anche la componente romantica ha un certo peso, ma è utilizzata come propulsore narrativo e mai come fine ultimo della storia.

A spingere sull'acceleratore dal punto di vista visivo ed espressivo sono le registe Alyssa McClelland e Anne Renton. Sfruttando al meglio l'estetica e la fotografia tipiche del period-drama, le due realizzatrici prediligono immagini dal forte impatto visivo e sequenze che sottolineano costantemente lo spirito indomito e frenetico della protagonista, in perfetta sintonia con i paesaggi sterminati e brulli dell'entroterra australiano. A supporto dell'impianto visivo si inserisce anche una colonna sonora azzeccata, perfetto mix tra classico e moderno.

La mia brillante carriera si rivela quindi una bellissima sorpresa: una visione piacevole, curata e attenta, capace di parlare agli spettatori in modo trasversale ed efficace. Una serie ideale per chi ama le atmosfere d'epoca ma non vuole rinunciare a riflettere sulle dinamiche del presente.

La mia brillante carriera si rivela una piacevole sorpresa capace di far dialogare il classico period-drama con le tematiche sociali del mondo contemporaneo. Guidata dall'eccellente interpretazione di Philippa Northeast, l'opera brilla per la caratterizzazione di una protagonista indomita e complessa, valorizzata da una regia visivamente d'impatto e da una colonna sonora che unisce perfettamente antico e moderno. Nonostante la frettolosità riservata ad alcuni personaggi secondari nei soli sei episodi della stagione, lo show adattato da Liz Doran si conferma un prodotto curato, coinvolgente e ricco di spunti di riflessione estremamente attuali.


La mia valutazione

Alla prossima

Luce <3


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